Radioc1inBlu
Il sindaco di Montecavallo Pietro Cecoli è positivo al Coronavirus. La conferma è arrivata dallo stesso primo cittadino attraverso un post dal proprio profilo facebook. "Ho avuto febbre un paio di giorni ecco perchè ho deciso di sottopormi al tampone- afferma Cecoli-La febbre nel frattempo è passata ma l'esito del tampone ha confermato la positività per cui, nel nome della trasparenza, ho deciso di rendere pubblico a tutti questo responso. Sto seguendo la terapia assegnata dal dottore di famiglia e resto operativo da casa- aggiunge-; le mie condizioni non sono gravi ma sempre il covid ho contratto quindi non c'è altro da fare che avere pazienza, non abbassare la guardia, fare la cura come si deve e seguire tutto l'evolversi di quella che è la prassi del caso. Sono cose che capitano- conclude il sindaco-. Le precauzioni sono state tutte adottate eppure il contagio c'è stato. Approfitto per augurare a tutti una serena Santa Pasqua e, spero con l'aiuto del Signore di tornare presto in sella".
C.C.
C.C.
"Carenza di vaccini e impossibilità di scegliere chi possiamo vaccinare".
Sono questi i due problemi principali con cui si sontrano i medici di medicina generale marchigiani che, attraverso una nota firmata dai coordinatori di equipe territoriale Accattoli Paolo (Macerata), Mosca Andrea (Tolentino) e Paparoni Fabrizio (San Ginesio/Sarnano), denunciano la situazione che riguarda i vaccini.
Esordiscono appunto con la mancanza di dosi: "Noi abbiamo avuto a disposizione finora solo un flacone di Moderna, che equivale a 11 dosi, ed abbiamo fatto a pazienti estremamente vulnerabili a domicilio; questa settimana ci daranno, forse, un flacone di Moderna e uno di AstraZeneca. Ci hanno fatto sapere che il Moderna non ci verrà più fornito e avremo la possibilità di avere solo AstraZeneca che però, secondo il piano vaccinale della Regione Marche, potremo somministrare solo ad ultraottantenni con patologie lievi o in buona salute e a pazienti tra 70 e 79 anni, ma non "estremamente vulnerabili".
È previsto che ci forniscano dei vaccini Pfizer - proseguono - , che come è noto non siamo in grado di gestire visto che devono essere conservati a temperature inferiori a -70° e che quindi necessitano di una preparazione abbastanza complessa. Tutto questo mentre si parla del coinvolgimento dei Medici di famiglia nella vaccinazione di massa.
Veniamo bombardati da una serie di richieste a cui non sappiamo cosa rispondere, quasi sempre informati in ritardo rispetto a qualsiasi cambio di programma. Continuiamo ad essere la figura di riferimento di tutti i pazienti che in noi ripongono fiducia e speranza. Invece non ci viene concesso di gestire i nostri pazienti, di cui conosciamo le patologie e le criticità, per andare dietro a un piano vaccinale che fa acqua da tutte le parti".
Ma i medici di medicina generale sottolineano anche di essere pronti a vaccinare: "Come dimostrato dai vaccini antinfluenzali da noi effettuati tra ottobre e novembre - periodo in cui da ciascuno di noi sono stati vaccinati in meno di 2 mesi 400-500 assistiti - i medici di medicina generale sono in grado di fare vaccini ai propri assistiti in sicurezza ed in breve tempo, ma tutto questo sembra che in Regione non sia elemento di sufficiente garanzia. Facciamo notare velocemente che le innumerevoli incombenze burocratiche cui bisogna far fronte sia prima che dopo la somministrazione del vaccino, vengono normalmente sbrigate da personale amministrativo dedicato, mentre per noi sembra non sia possibile organizzare alcun aiuto. Noi iniziamo a pensare che il nostro coinvolgimento in questa emergenza non sia gradito - denunciano - . Ci venga detto con chiarezza e ci faremo da parte senza spargimenti di lacrime.
Se invece c’è ancora la volontà di dar seguito all’accordo firmato tra lo Stato e tutte le sigle sindacali dei medici, chiediamo un cambio di passo sia a livello regionale sia a livello aziendale: non possiamo più sostenere il ruolo degli sprovveduti o peggio di quelli che creano problemi. Se la vaccinazione di massa dovrà essere gestita dai centri vaccinali - affondano - , noi facciamo un passo indietro, rendendo felice chi fin dall’inizio ha paventato che il nostro contributo sarebbe stato un aggravio di spesa enorme per la sanità regionale".
GS
Sono questi i due problemi principali con cui si sontrano i medici di medicina generale marchigiani che, attraverso una nota firmata dai coordinatori di equipe territoriale Accattoli Paolo (Macerata), Mosca Andrea (Tolentino) e Paparoni Fabrizio (San Ginesio/Sarnano), denunciano la situazione che riguarda i vaccini.
Esordiscono appunto con la mancanza di dosi: "Noi abbiamo avuto a disposizione finora solo un flacone di Moderna, che equivale a 11 dosi, ed abbiamo fatto a pazienti estremamente vulnerabili a domicilio; questa settimana ci daranno, forse, un flacone di Moderna e uno di AstraZeneca. Ci hanno fatto sapere che il Moderna non ci verrà più fornito e avremo la possibilità di avere solo AstraZeneca che però, secondo il piano vaccinale della Regione Marche, potremo somministrare solo ad ultraottantenni con patologie lievi o in buona salute e a pazienti tra 70 e 79 anni, ma non "estremamente vulnerabili".
È previsto che ci forniscano dei vaccini Pfizer - proseguono - , che come è noto non siamo in grado di gestire visto che devono essere conservati a temperature inferiori a -70° e che quindi necessitano di una preparazione abbastanza complessa. Tutto questo mentre si parla del coinvolgimento dei Medici di famiglia nella vaccinazione di massa.
Veniamo bombardati da una serie di richieste a cui non sappiamo cosa rispondere, quasi sempre informati in ritardo rispetto a qualsiasi cambio di programma. Continuiamo ad essere la figura di riferimento di tutti i pazienti che in noi ripongono fiducia e speranza. Invece non ci viene concesso di gestire i nostri pazienti, di cui conosciamo le patologie e le criticità, per andare dietro a un piano vaccinale che fa acqua da tutte le parti".
Ma i medici di medicina generale sottolineano anche di essere pronti a vaccinare: "Come dimostrato dai vaccini antinfluenzali da noi effettuati tra ottobre e novembre - periodo in cui da ciascuno di noi sono stati vaccinati in meno di 2 mesi 400-500 assistiti - i medici di medicina generale sono in grado di fare vaccini ai propri assistiti in sicurezza ed in breve tempo, ma tutto questo sembra che in Regione non sia elemento di sufficiente garanzia. Facciamo notare velocemente che le innumerevoli incombenze burocratiche cui bisogna far fronte sia prima che dopo la somministrazione del vaccino, vengono normalmente sbrigate da personale amministrativo dedicato, mentre per noi sembra non sia possibile organizzare alcun aiuto. Noi iniziamo a pensare che il nostro coinvolgimento in questa emergenza non sia gradito - denunciano - . Ci venga detto con chiarezza e ci faremo da parte senza spargimenti di lacrime.
Se invece c’è ancora la volontà di dar seguito all’accordo firmato tra lo Stato e tutte le sigle sindacali dei medici, chiediamo un cambio di passo sia a livello regionale sia a livello aziendale: non possiamo più sostenere il ruolo degli sprovveduti o peggio di quelli che creano problemi. Se la vaccinazione di massa dovrà essere gestita dai centri vaccinali - affondano - , noi facciamo un passo indietro, rendendo felice chi fin dall’inizio ha paventato che il nostro contributo sarebbe stato un aggravio di spesa enorme per la sanità regionale".
GS
Sarnano piange un'altra vittime del Covid, Federico Superiori, scomparso all'età di 62 anni al Covid Center di Civitanova Marche.
Uomo poliedrico, protagonista di molte pagine delle vita di Sarnano, tra l'altro è stato anche presidente della locale Pro Loco, lascia la moglie Floriana Pesci, assessore ai servizi sociali nella giunta Piergentili, e i figli Roberta e Diego.
Commosso il ricordo del sindaco Luca Piergentili. "Una grave perdita per la nostra comunità - le sue parole - Federico è persona molto conosciuta a Sarnano e che ha dato un grande contributo al nostro paese, soprattutto nel periodo a cavallo tra gli anni '80 e '90 quando Sarnano si vantava di essere la cortina dei Sibillini e vive il suo periodo di massimo splendore. Perdo anche un caro amico, che conosco fi da quando ero bambino. Un altro pezzo di storia sarnanese che se ne va".
f.u.
Uomo poliedrico, protagonista di molte pagine delle vita di Sarnano, tra l'altro è stato anche presidente della locale Pro Loco, lascia la moglie Floriana Pesci, assessore ai servizi sociali nella giunta Piergentili, e i figli Roberta e Diego.
Commosso il ricordo del sindaco Luca Piergentili. "Una grave perdita per la nostra comunità - le sue parole - Federico è persona molto conosciuta a Sarnano e che ha dato un grande contributo al nostro paese, soprattutto nel periodo a cavallo tra gli anni '80 e '90 quando Sarnano si vantava di essere la cortina dei Sibillini e vive il suo periodo di massimo splendore. Perdo anche un caro amico, che conosco fi da quando ero bambino. Un altro pezzo di storia sarnanese che se ne va".
f.u.
Con la Messa del Crisma, presieduta nella basilica di San Venanzio a Camerino alle ore 10 di questo giovedì 1 aprile dall'arcivescovo Francesco Massara e trasmessa in diretta streaming sul canale youtoube dell'arcidiocesi, hanno inizio i solenni riti del Triduo Pasquale.
"Una celebrazione importante per il nostro presbiterio diocesano - commenta don Marco Gentilucci - Ci ritroviamo uniti intorno al nostro vescovo dopo che lo scorso anno non era stato possibile a causa della prima chiusura causata dalla pandemia. Un momento di preghiera con la benedizione degli oli per la comunità, la preghiera sacerdotale e sarà un'occasione per sentire il senso del presbiterio diocesano chiamato all'unico servizio. Per permettere poi la preghiera e la partecipazione dell'intera comunità diocesana la celebrazione sarà trasmessa anche sul nostro canale youtoube".
Come detto la Messa del Crisma sarà celebrata nella basilica di San Venanzio, che è stata dotata anche di un particolare sanificatore.

"E' stato istallato un sanificatore a portale che rileva anche la temperatura corporea e che nebulizza una soluzione disinfettante naturale che sanifica tutta la persona - spiega il parroco - Un dono particolare per la nostra basilica e per questo vogliamo ringraziare il nostro arcivescovo che si è fatto promotore di questa iniziativa e un grazie anche a don Aldo Bonaiuto, tramite per questo dono che renderà ancora più sicure le nostre celebrazioni".
f.u.
"Una celebrazione importante per il nostro presbiterio diocesano - commenta don Marco Gentilucci - Ci ritroviamo uniti intorno al nostro vescovo dopo che lo scorso anno non era stato possibile a causa della prima chiusura causata dalla pandemia. Un momento di preghiera con la benedizione degli oli per la comunità, la preghiera sacerdotale e sarà un'occasione per sentire il senso del presbiterio diocesano chiamato all'unico servizio. Per permettere poi la preghiera e la partecipazione dell'intera comunità diocesana la celebrazione sarà trasmessa anche sul nostro canale youtoube".
Come detto la Messa del Crisma sarà celebrata nella basilica di San Venanzio, che è stata dotata anche di un particolare sanificatore.

"E' stato istallato un sanificatore a portale che rileva anche la temperatura corporea e che nebulizza una soluzione disinfettante naturale che sanifica tutta la persona - spiega il parroco - Un dono particolare per la nostra basilica e per questo vogliamo ringraziare il nostro arcivescovo che si è fatto promotore di questa iniziativa e un grazie anche a don Aldo Bonaiuto, tramite per questo dono che renderà ancora più sicure le nostre celebrazioni".
f.u.
La consegna delle chiavi dei rispettivi negozi nelle mani del sindaco Giuseppe Pezzanesi. Eclatante e simbolica forma di protesta organizzata dai commercianti di Tolentino per la mattinata di domani, giovedì 1 aprile, in piazza della Libertà.
L’iniziativa è organizzata con l’intento di sensibilizzare il mondo politico, le istituzioni e l’opinione pubblica sulle difficoltà che si trovano a dover sopportare i titolari di negozi di abbigliamento, gioiellerie, ma anche parrucchierie, centri estetici, ristoranti che, in questo periodo di pandemia, subiscono lunghe chiusure forzate.
“Siamo a fianco dei tanti esercenti e artigiani che a causa del covid – sottolinea il sindaco Pezzanesi – sono costretti a tenere chiuse le proprie attività, con danni che non sono più sopportabili. Già lo scorso anno, come sindaco e come amministrazione, ci siamo attivati per favorire la riapertura dei nidi, dei parrucchieri e delle estetiste e questa volta, dopo oltre un anno, siamo a fianco di tutte queste persone che hanno investito sul territorio e che hanno diritto, al di là dei ristori, di poter riaprire, in sicurezza, le loro attività. Per questo sarò in piazza ad ascoltarli e per la simbolica consegna delle chiavi dei loro negozi. Questa situazione è stata rappresentata anche al Prefetto, insieme ai sindaci di Macerata e Civitanova Marche, per la riapertura oltre che dei negozi anche dei ristoranti, delle palestre e piscine, luoghi dove non si sono verificati contagi e dove tutti i titolari hanno investito in sicurezza. Continuare a tener chiuse queste attività non aiuta a debellare il covid ma serve solo ad eliminare le partite iva e tante attività che non riusciranno a riaprire con conseguente disoccupazione. Questa segnalazione è rivolta al nostro Governatore Acquaroli affinchè si faccia nostro portavoce verso il Governo”.
L’iniziativa è organizzata con l’intento di sensibilizzare il mondo politico, le istituzioni e l’opinione pubblica sulle difficoltà che si trovano a dover sopportare i titolari di negozi di abbigliamento, gioiellerie, ma anche parrucchierie, centri estetici, ristoranti che, in questo periodo di pandemia, subiscono lunghe chiusure forzate.
“Siamo a fianco dei tanti esercenti e artigiani che a causa del covid – sottolinea il sindaco Pezzanesi – sono costretti a tenere chiuse le proprie attività, con danni che non sono più sopportabili. Già lo scorso anno, come sindaco e come amministrazione, ci siamo attivati per favorire la riapertura dei nidi, dei parrucchieri e delle estetiste e questa volta, dopo oltre un anno, siamo a fianco di tutte queste persone che hanno investito sul territorio e che hanno diritto, al di là dei ristori, di poter riaprire, in sicurezza, le loro attività. Per questo sarò in piazza ad ascoltarli e per la simbolica consegna delle chiavi dei loro negozi. Questa situazione è stata rappresentata anche al Prefetto, insieme ai sindaci di Macerata e Civitanova Marche, per la riapertura oltre che dei negozi anche dei ristoranti, delle palestre e piscine, luoghi dove non si sono verificati contagi e dove tutti i titolari hanno investito in sicurezza. Continuare a tener chiuse queste attività non aiuta a debellare il covid ma serve solo ad eliminare le partite iva e tante attività che non riusciranno a riaprire con conseguente disoccupazione. Questa segnalazione è rivolta al nostro Governatore Acquaroli affinchè si faccia nostro portavoce verso il Governo”.
f.u.
Indebita percezione di denaro per pasti mai somministrati agli sfollati a causa del terremoto. Con questa accusa è stato denunciato il titolare di un albergo della costa che aveva ottenuto dalla regione Marche la somma di circa 9mila euro a titolo di rimborso per 500 pasti in realtà mai somministrati ai cittadini che, nell'ottobre 2016, era stati costretti a lasciare le zone colpite dal terremoto.
L'operazione è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Civitanova Marche che, su disposto del giudice, hanno anche provveduto al sequestro preventivo di due autovetture, una di proprietà e l'altra nella disponibilità dell'indagato, oltre alla somma di 1000 euro.
L'operazione è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Civitanova Marche che, su disposto del giudice, hanno anche provveduto al sequestro preventivo di due autovetture, una di proprietà e l'altra nella disponibilità dell'indagato, oltre alla somma di 1000 euro.
Il titolare della struttura, come detto, è stato denunciato per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Condividendo appieno l’ipotesi delittuosa profilata dai militari, la Procura della Repubblica ha proposto ed ottenuto dal G.I.P. presso il Tribunale di Macerata l’emissione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma indebitamente ottenuta dalla Regione, anche attraverso la cautela di beni mobili e immobili di proprietà e nella disponibilità dell’indagato.
f.u.
Condividendo appieno l’ipotesi delittuosa profilata dai militari, la Procura della Repubblica ha proposto ed ottenuto dal G.I.P. presso il Tribunale di Macerata l’emissione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma indebitamente ottenuta dalla Regione, anche attraverso la cautela di beni mobili e immobili di proprietà e nella disponibilità dell’indagato.
f.u.
“Le attività del settore benessere devono poter riaprire, deve essere un’istanza presente nel prossimo DPCM”. Questo l’appello lanciato oggi in una conferenza stampa congiunta tra Confartigianato Benessere Marche e CNA, a cui hanno partecipato diversi imprenditori del settore con ruoli nelle associazioni di categoria e il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Un’istanza partita a livello locale e poi cresciuta fino ad assumere rilevanza nazionale, che ha dato vita a una petizione online capace di raccogliere mille firme nella prima ora dalla sua diffusione.
Il punto focale su cui fanno leva le associazioni è quello della chiusura, a loro modo di vedere ingiustificata, delle attività legate alla cura della persona in regime di zona rossa. A supporto di questa tesi viene citata l’adesione ai rigidi protocolli imposti fin dal maggio scorso nell’immediato post lockdown. I dati citati da Confartigianato Benessere e da CNA parlano di oltre quindicimila lavoratori del settore fermati dalle restrizioni. Professionisti che già in precedenza operavano in un regime lavorativo ridotto al 50% e in rapporto di uno a uno tra operatore e cliente durante la prestazione: condizioni che, sempre secondo le associazioni coinvolte, non rappresentano casistiche a rischio di contagio.
La richiesta portata avanti è quella di poter riaprire le attività. Questo visto che fino ai precedenti regimi restrittivi l’apertura era concessa, visto che i ristori tardano ad arrivare e le loro condizioni di fruizione si sono dimostrate poco accessibili e, infine, che le chiusure stanno alimentando il mercato nero e l’esercizio abusivo delle professioni con danni economici ingenti.
Nel corso dei loro interventi, Perlita Vallasciani, Presidente del Consiglio Nazionale di CNA Estetica, Daniele Zucchini, Presidente regionale Confartigianato Benessere, Stefania Pellegrini, CNA Benessere Ancona e Ilenia Pigliapoco, Presidente regionale Confartigianato Estetica, hanno rimarcato le loro posizioni e quelle dei lavoratori del settore, ponendo l’accento sui temi dell’abusivismo, dei danni economici, della sicurezza data dai protocolli – prontamente rispettati sin dal maggio scorso – e del mancato accesso ai ristori: le attività di servizio alla persona, stando ai dati comunicati da Confartigianato e CNA, hanno registrato nel 2020 perdite medie intorno al 25% del fatturato, dati che le escluderebbero dagli attuali meccanismi di ristoro.
Al termine di questi interventi, il Presidente della Regione Acquaroli ha sottolineato la posizione della sua Giunta: “Siamo sempre stati favorevoli, nei limiti del possibile, alle aperture, sempre considerando che le misure restrittive sono fondamentali per la tutela della salute dei cittadini. Continueremo a chiedere al Governo di essere comprensivo nei confronti di queste problematiche. Per quello che riguarda i ristori, come Regione stiamo pensando a un risarcimento per le attività che non hanno avuto aiuti in precedenza, cercheremo di intervenire per poter supportare le nostre imprese”.
“Oggi il dato è molto grave – ha concluso il Presidente parlando dei contagi –: oltre ottocento positivi in più. Le prossime giornate saranno decisive per il ‘colore’ della nostra Regione nel periodo successivo alla Pasqua. Rischiamo un’altra settimana in zona rossa, per questo vi chiedo di aiutarci rispettando le regole. Speriamo in un aprile positivo sul tema vaccinazioni, in modo che, fra un mese, si possa avere la curva dei contagi sotto controllo”.
Il punto focale su cui fanno leva le associazioni è quello della chiusura, a loro modo di vedere ingiustificata, delle attività legate alla cura della persona in regime di zona rossa. A supporto di questa tesi viene citata l’adesione ai rigidi protocolli imposti fin dal maggio scorso nell’immediato post lockdown. I dati citati da Confartigianato Benessere e da CNA parlano di oltre quindicimila lavoratori del settore fermati dalle restrizioni. Professionisti che già in precedenza operavano in un regime lavorativo ridotto al 50% e in rapporto di uno a uno tra operatore e cliente durante la prestazione: condizioni che, sempre secondo le associazioni coinvolte, non rappresentano casistiche a rischio di contagio.
La richiesta portata avanti è quella di poter riaprire le attività. Questo visto che fino ai precedenti regimi restrittivi l’apertura era concessa, visto che i ristori tardano ad arrivare e le loro condizioni di fruizione si sono dimostrate poco accessibili e, infine, che le chiusure stanno alimentando il mercato nero e l’esercizio abusivo delle professioni con danni economici ingenti.
Nel corso dei loro interventi, Perlita Vallasciani, Presidente del Consiglio Nazionale di CNA Estetica, Daniele Zucchini, Presidente regionale Confartigianato Benessere, Stefania Pellegrini, CNA Benessere Ancona e Ilenia Pigliapoco, Presidente regionale Confartigianato Estetica, hanno rimarcato le loro posizioni e quelle dei lavoratori del settore, ponendo l’accento sui temi dell’abusivismo, dei danni economici, della sicurezza data dai protocolli – prontamente rispettati sin dal maggio scorso – e del mancato accesso ai ristori: le attività di servizio alla persona, stando ai dati comunicati da Confartigianato e CNA, hanno registrato nel 2020 perdite medie intorno al 25% del fatturato, dati che le escluderebbero dagli attuali meccanismi di ristoro.
Al termine di questi interventi, il Presidente della Regione Acquaroli ha sottolineato la posizione della sua Giunta: “Siamo sempre stati favorevoli, nei limiti del possibile, alle aperture, sempre considerando che le misure restrittive sono fondamentali per la tutela della salute dei cittadini. Continueremo a chiedere al Governo di essere comprensivo nei confronti di queste problematiche. Per quello che riguarda i ristori, come Regione stiamo pensando a un risarcimento per le attività che non hanno avuto aiuti in precedenza, cercheremo di intervenire per poter supportare le nostre imprese”.
“Oggi il dato è molto grave – ha concluso il Presidente parlando dei contagi –: oltre ottocento positivi in più. Le prossime giornate saranno decisive per il ‘colore’ della nostra Regione nel periodo successivo alla Pasqua. Rischiamo un’altra settimana in zona rossa, per questo vi chiedo di aiutarci rispettando le regole. Speriamo in un aprile positivo sul tema vaccinazioni, in modo che, fra un mese, si possa avere la curva dei contagi sotto controllo”.
Lorenzo Cervigni
Continua a dare testimonianza quotidiana il filo che lega la Andrea Bocelli Foundation e le comunità. Con il suo fondatore Maestro Andrea Bocelli, prosegue l'impegno della fondazione ABF nell'emergenza Covid grazie alla campagna "Con te per disegnare il futuro". Nelle scuole realizzate dalla fondazione a Sarnano, Muccia e nell'Accademia di musica 'Franco Corelli' di Camerino, ha preso forma il progetto dedicato all'educazione digitale e si sta lavorando.
"Ormai dal 2016 - ricorda il Direttore Generale ABF Laura Biancalani- frequentiamo le Marche e in particolare il cratere colpito dal terremoto; abbiamo ricostruito le scuole di Sarnano e di Muccia e l'Accademia musicale di Camerino. Proprio da lì nel momento in cui il covid ci ha sospresi, abbiamo iniziato prima ad aiutare l'ospedale e i dintorni e l'Asur 3 e poi quando lo scorso anno il covid ha retrocesso leggermente, abbiamo ricominciato a lavorare su quella che è la nostra specializzazione e cioè l'educazione e l'empowering. È sulla base di questo che abbiamo lanciato una campagna che si chiamava " Con te per disegnare il futuro" che tra l'altro ha ottenuto un grandissimo successo. Avevamo promesso di lavorare appunto sulla implementazione della didattica digitale nelle zone colpite dal sisma e anche in alcune Scuole che ABF ha potuto creare in Ospedale. Innanzitutto - prosegue Biancalani- volevo rassicurare le comunità e i nostri donatori comunicando loro che abbiamo fatto tutto quello che avevamo promesso nella fase sperimentale. Abbiamo aperto pertanto il progetto della didattica digitale nelle scuole di Muccia, Sarnano e Accademia di Camerino nonché nelle scuole in ospedale del Salesi di Ancona e Gaslini di Genova. E il progetto sta funzionando in tutti i suoi aspetti; abbiamo consegnato gli strumenti, i bambini li stanno utilizzando per lavorare. In ogni scuola c'è un'atelierista che è una nostra persona che sta lavorando in collaborazione con la sede centrale e, quotidinamente con gli insegnanti e con i bambini. Per fare un esempio pratico- spiega Laura Biancalani- nella scuola di Muccia tutti i bambini in questo momento hanno il loro computer o il loro tablet a seconda della classe che frequentano; fino a 8 anni hanno il tablet, mentre quelli più grandi lavorano con il computer che essendo una macchina un po' più strutturata, consente loro di imparare qualcosa in più. Per tutto il periodo della scuola in presenza i bambini hanno lavorato con la figura dell'atelierista digitale, come se il computer o il tablet fossero il loro libro di testo. L'atelierista, in collaborazione con gli insegnanti, ha quindi trasformato il computer in un libro di testo e ha fatto lavorare i bambini in maniera tale da far acquisire loro maggiore confidenza col nuovo linguaggio digitale. Adesso siamo in regime di didattica a distanza ma la Dad nelle nostre scuole non è un incubo; sappiamo infatti che per molte delle famiglie italiane la Dad ha creato delle difficoltà non da poco, in quanto i bambini si collegano da luoghi diversi con connessioni e con strumenti diversi, addirittura qualcuno lavora sul telefono e qualcunaltro sui tablet perché contemporaneamente magari la mamma lo usa per lavorare. I nostri bambini invece lavorano con strumenti che sono tutti uguali e, tutti settati dal nostro atelierista che ovviamente i bambini e le famiglie conoscono; prima ancora della lezione di Dad al mattino l'atelierista naturalmente lavora con gli insegnanti affinché tutto possa procedere per il meglio. E succedono delle cose meravigliose sia nelle Scuole in Ospedale che in quelle dei territori marchigiani, addirittura i bambini in Dad insegnano ai genitori quello che hanno imparato durante la parte in presenza con l'atelierista, per esempio la condivisione; il computer o il tablet infatti non sono più strumenti attraverso i quali si ha possibilità di vedere a distanza il proprio compagno di classe ma sono lo strumento con cui lavorare insieme al compagno come se fosse in presenza. Si vanno quindi a creare degli strumenti per lavorare insieme come se fossimo in presenza.
Chiederemmo ora a tutti uno sforzo ulteriore- aggiunge Laura Biancalani-: noi continuiamo a lavorare nelle scuole del territorio ma grazie a un protocollo d'Intesa che abbiamo sottoscritto con il Ministero dell'Istruzione, vorremmo anche ampliare e dare la possibilità a tanti altri bambini e a tante altre scuole, di continuare questo tipo di progetto e continuare a lavorare affinchè le competenze digitali in tutto il nostro Paese, siano uno strumento di crescita per i bambini, indipendentemente dal covid.
Quindi - sottolinea il Direttore Generale ABF -vediamo il covid-19 come un'opportunità in questo senso e l'invito a tutti è quello di continuare a sostenerci e per poterlo fare oltre alla 45516 con l'sms, abbiamo creato una piattaforma digitale di crowd funding in cui potete o donare a favore della scuola che volete secondo una campagna della fondazione, oppure potete diventare volontari d'eccezione ABF e fare una vostra campagna. Ad esempio ricorrendo il vostro compleanno potete aprire una campagna e condividerla su tutti i vostri Social e donare a scelta per la scuola di Sarnano, Muccia o Camerino. Vi ringraziamo in anticipo per l'aiuto che potrete decidere di darci e perchè ci permettete di continuare a lavorare nelle scuole in cui abbiamo già avviato il progetto, ma anche di ampliare il parco delle scuole in cui riuscire a farlo partire. Le prossime ad aprire saranno le Scuole in Ospedale di Brescia, di Trieste e di Palermo e poi, speriamo di continuare grazie al vostro aiuto".
Come donare
Accedendo al link della pagina dedicata “Con Te, per disegnare il futuro”
E’ possibile donare anche componendo il numero 45516, si potranno donare 2 euro (sms da cellulare Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce, Tiscali) oppure 5 e 10 euro (da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile, TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali).
È possibile donare anche tramite IBAN IT53K0523271030000010016699 Causale: Con Te per disegnare il futuro o inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
c.c.
"Ormai dal 2016 - ricorda il Direttore Generale ABF Laura Biancalani- frequentiamo le Marche e in particolare il cratere colpito dal terremoto; abbiamo ricostruito le scuole di Sarnano e di Muccia e l'Accademia musicale di Camerino. Proprio da lì nel momento in cui il covid ci ha sospresi, abbiamo iniziato prima ad aiutare l'ospedale e i dintorni e l'Asur 3 e poi quando lo scorso anno il covid ha retrocesso leggermente, abbiamo ricominciato a lavorare su quella che è la nostra specializzazione e cioè l'educazione e l'empowering. È sulla base di questo che abbiamo lanciato una campagna che si chiamava " Con te per disegnare il futuro" che tra l'altro ha ottenuto un grandissimo successo. Avevamo promesso di lavorare appunto sulla implementazione della didattica digitale nelle zone colpite dal sisma e anche in alcune Scuole che ABF ha potuto creare in Ospedale. Innanzitutto - prosegue Biancalani- volevo rassicurare le comunità e i nostri donatori comunicando loro che abbiamo fatto tutto quello che avevamo promesso nella fase sperimentale. Abbiamo aperto pertanto il progetto della didattica digitale nelle scuole di Muccia, Sarnano e Accademia di Camerino nonché nelle scuole in ospedale del Salesi di Ancona e Gaslini di Genova. E il progetto sta funzionando in tutti i suoi aspetti; abbiamo consegnato gli strumenti, i bambini li stanno utilizzando per lavorare. In ogni scuola c'è un'atelierista che è una nostra persona che sta lavorando in collaborazione con la sede centrale e, quotidinamente con gli insegnanti e con i bambini. Per fare un esempio pratico- spiega Laura Biancalani- nella scuola di Muccia tutti i bambini in questo momento hanno il loro computer o il loro tablet a seconda della classe che frequentano; fino a 8 anni hanno il tablet, mentre quelli più grandi lavorano con il computer che essendo una macchina un po' più strutturata, consente loro di imparare qualcosa in più. Per tutto il periodo della scuola in presenza i bambini hanno lavorato con la figura dell'atelierista digitale, come se il computer o il tablet fossero il loro libro di testo. L'atelierista, in collaborazione con gli insegnanti, ha quindi trasformato il computer in un libro di testo e ha fatto lavorare i bambini in maniera tale da far acquisire loro maggiore confidenza col nuovo linguaggio digitale. Adesso siamo in regime di didattica a distanza ma la Dad nelle nostre scuole non è un incubo; sappiamo infatti che per molte delle famiglie italiane la Dad ha creato delle difficoltà non da poco, in quanto i bambini si collegano da luoghi diversi con connessioni e con strumenti diversi, addirittura qualcuno lavora sul telefono e qualcunaltro sui tablet perché contemporaneamente magari la mamma lo usa per lavorare. I nostri bambini invece lavorano con strumenti che sono tutti uguali e, tutti settati dal nostro atelierista che ovviamente i bambini e le famiglie conoscono; prima ancora della lezione di Dad al mattino l'atelierista naturalmente lavora con gli insegnanti affinché tutto possa procedere per il meglio. E succedono delle cose meravigliose sia nelle Scuole in Ospedale che in quelle dei territori marchigiani, addirittura i bambini in Dad insegnano ai genitori quello che hanno imparato durante la parte in presenza con l'atelierista, per esempio la condivisione; il computer o il tablet infatti non sono più strumenti attraverso i quali si ha possibilità di vedere a distanza il proprio compagno di classe ma sono lo strumento con cui lavorare insieme al compagno come se fosse in presenza. Si vanno quindi a creare degli strumenti per lavorare insieme come se fossimo in presenza.
Chiederemmo ora a tutti uno sforzo ulteriore- aggiunge Laura Biancalani-: noi continuiamo a lavorare nelle scuole del territorio ma grazie a un protocollo d'Intesa che abbiamo sottoscritto con il Ministero dell'Istruzione, vorremmo anche ampliare e dare la possibilità a tanti altri bambini e a tante altre scuole, di continuare questo tipo di progetto e continuare a lavorare affinchè le competenze digitali in tutto il nostro Paese, siano uno strumento di crescita per i bambini, indipendentemente dal covid.
Quindi - sottolinea il Direttore Generale ABF -vediamo il covid-19 come un'opportunità in questo senso e l'invito a tutti è quello di continuare a sostenerci e per poterlo fare oltre alla 45516 con l'sms, abbiamo creato una piattaforma digitale di crowd funding in cui potete o donare a favore della scuola che volete secondo una campagna della fondazione, oppure potete diventare volontari d'eccezione ABF e fare una vostra campagna. Ad esempio ricorrendo il vostro compleanno potete aprire una campagna e condividerla su tutti i vostri Social e donare a scelta per la scuola di Sarnano, Muccia o Camerino. Vi ringraziamo in anticipo per l'aiuto che potrete decidere di darci e perchè ci permettete di continuare a lavorare nelle scuole in cui abbiamo già avviato il progetto, ma anche di ampliare il parco delle scuole in cui riuscire a farlo partire. Le prossime ad aprire saranno le Scuole in Ospedale di Brescia, di Trieste e di Palermo e poi, speriamo di continuare grazie al vostro aiuto".
Come donare
Accedendo al link della pagina dedicata “Con Te, per disegnare il futuro”
E’ possibile donare anche componendo il numero 45516, si potranno donare 2 euro (sms da cellulare Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce, Tiscali) oppure 5 e 10 euro (da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile, TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali).
È possibile donare anche tramite IBAN IT53K0523271030000010016699 Causale: Con Te per disegnare il futuro o inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
c.c.
San Salvatore in Colpersito, uno dei luoghi cruciali dell'ultimo libro di padre Raniero Cantalamessa
31 Mar 2021
Il monastero di San Salvatore in Colpersito di San Severino è uno dei luoghi cruciali del racconto che Padre Raniero Cantalamessa fa nel suo ultimo libro dal titolo "Il giullare Francesco" dedicato al santo di Assisi.
Si tratta del nuovo libro su San Francesco, scritto con un’attenzione particolare, ma non esclusiva, ai giovani, per offrire loro uno sguardo francescano sulla vita e su alcune tematiche importanti per il mondo d’oggi. Il libro è introdotto da una lettera ideata da Papa Francesco appositamente per questo testo, in una sorta di dialogo a tu per tu con un giovane, per invitarlo alla ricerca del senso e della pienezza della vita. Il filo narrativo dell’opera viene tessuto intorno agli avvenimenti della vita del “re dei versi” – un celebre cantore di quel tempo che poi diverrà Fra Pacifico.

"San Salvatore in Colpersito - dice Fra Sergio Lorenzini, responsabile regionale dei Cappuccini delle Marche - è il luogo a cui è legata la storia che descrive Padre Raniero. Il luogo da dove prende avvio la storia del 're dei versi', il famoso trovatore del Medioevo che proprio in quel luogo, nel 1212 circa, incontrò Francesco d'Assisi e da quell'incontro vi fu per lui la svolta della vita al punto che abbandonò tutto per donarsi ad una vita nuova alla sequela di San Francesco e divenendo uno dei più fedeli compagni della vita del santo".

Un luogo che dal 2019 è stato interessato da una riqualificazione importante ed è entrato a far parte della formazione francescana: "Un progetto nato grazie alla rinnovata consapevolezza della sua importanza storica, soprattutto da un punto di vista francescano. È l'unico luogo delle Marche ad essere citato dalle fonti francescane più antiche e autorevoli e proprio per questo ne abbiamo fatto un centro di esprienza e formazione francescana. Un luogo in cui si può condividere i cardini dell'esperienza di San Francesco: la preghiera, la contemplazione, la fraternità, l'accoglienza, l'immersione nella natura. Un luogo da cui stiamo cercando di offrire proposte formative di carattere francescano e aiutare le persone a comprendere il rituale del mondo francescano. Ora queste attività vengono portate avanti online perchè non è possibile accogliere le persone nel monastero, ma quando si potrà riprenderemo ciò che avevamo avviato prima del lockdown".
Un approfondimento sul testo di Padre Raniero Cantalamessa sarà pubblicato nel settimanale L'Appennino camerte in uscita il prossimo 8 aprile.
GS
Si tratta del nuovo libro su San Francesco, scritto con un’attenzione particolare, ma non esclusiva, ai giovani, per offrire loro uno sguardo francescano sulla vita e su alcune tematiche importanti per il mondo d’oggi. Il libro è introdotto da una lettera ideata da Papa Francesco appositamente per questo testo, in una sorta di dialogo a tu per tu con un giovane, per invitarlo alla ricerca del senso e della pienezza della vita. Il filo narrativo dell’opera viene tessuto intorno agli avvenimenti della vita del “re dei versi” – un celebre cantore di quel tempo che poi diverrà Fra Pacifico.

"San Salvatore in Colpersito - dice Fra Sergio Lorenzini, responsabile regionale dei Cappuccini delle Marche - è il luogo a cui è legata la storia che descrive Padre Raniero. Il luogo da dove prende avvio la storia del 're dei versi', il famoso trovatore del Medioevo che proprio in quel luogo, nel 1212 circa, incontrò Francesco d'Assisi e da quell'incontro vi fu per lui la svolta della vita al punto che abbandonò tutto per donarsi ad una vita nuova alla sequela di San Francesco e divenendo uno dei più fedeli compagni della vita del santo".
Un luogo che dal 2019 è stato interessato da una riqualificazione importante ed è entrato a far parte della formazione francescana: "Un progetto nato grazie alla rinnovata consapevolezza della sua importanza storica, soprattutto da un punto di vista francescano. È l'unico luogo delle Marche ad essere citato dalle fonti francescane più antiche e autorevoli e proprio per questo ne abbiamo fatto un centro di esprienza e formazione francescana. Un luogo in cui si può condividere i cardini dell'esperienza di San Francesco: la preghiera, la contemplazione, la fraternità, l'accoglienza, l'immersione nella natura. Un luogo da cui stiamo cercando di offrire proposte formative di carattere francescano e aiutare le persone a comprendere il rituale del mondo francescano. Ora queste attività vengono portate avanti online perchè non è possibile accogliere le persone nel monastero, ma quando si potrà riprenderemo ciò che avevamo avviato prima del lockdown".
Un approfondimento sul testo di Padre Raniero Cantalamessa sarà pubblicato nel settimanale L'Appennino camerte in uscita il prossimo 8 aprile.
GS
"Oltre 800 positivi, rischiamo di compromettere il passaggio nella fascia meno restrittiva".
È di questa mattina l'appello del presidente della Regione Francesco Acquaroli che ha pubblicato il dato dei contagi odierni: "Dopo alcuni giorni della settimana in cui la curva pandemica sembrava rallentare - ha scritto - , il dato di oggi con oltre 800 positivi ci riporta addirittura indietro di due settimane, nel bel mezzo del picco della pandemia. Speriamo che sia un dato sporadico perché altrimenti si rischia di compromettere il passaggio della nostra Regione nella fascia meno restrittiva. Mi appello a tutti a continuare ad avere la massima attenzione, imposta dalla pressione sanitaria nei nostri ospedali ma anche dalla necessità di uscire quanto prima da queste restrizioni così pesanti.
La Regione non ha alcuno strumento di intervento davanti a dati che ci condannano nella cabina di regia - precisa - . È dura e difficile per tutti ma cerchiamo di essere scrupolosamente attenti nella nostra quotidianità".
È di questa mattina l'appello del presidente della Regione Francesco Acquaroli che ha pubblicato il dato dei contagi odierni: "Dopo alcuni giorni della settimana in cui la curva pandemica sembrava rallentare - ha scritto - , il dato di oggi con oltre 800 positivi ci riporta addirittura indietro di due settimane, nel bel mezzo del picco della pandemia. Speriamo che sia un dato sporadico perché altrimenti si rischia di compromettere il passaggio della nostra Regione nella fascia meno restrittiva. Mi appello a tutti a continuare ad avere la massima attenzione, imposta dalla pressione sanitaria nei nostri ospedali ma anche dalla necessità di uscire quanto prima da queste restrizioni così pesanti.
La Regione non ha alcuno strumento di intervento davanti a dati che ci condannano nella cabina di regia - precisa - . È dura e difficile per tutti ma cerchiamo di essere scrupolosamente attenti nella nostra quotidianità".
