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“Lo stop ai lavori sull’A14 nei fine settimana preoccupa i trasportatori, categoria che rappresenta il primo utente delle Autostrade. L’allentamento dei disagi nei fine settimana appare come una boccata d’ossigeno per i cittadini, ma rischia invece di prolungare l’agonia di tutti. E in special modo quella di chi lavora utilizzando proprio la rete autostradale”. È l’allarme lanciato da Emanuele Pepa, Presidente Interprovinciale Settore Trasporti, che aggiunge:
“La conclusione dei cantieri estivi nelle gallerie era stata programmata per il 30 giugno, ma la nuova ordinanza che prevede il blocco nei week end comporterà giocoforza dei ritardi. I lavori dovrebbero protrarsi almeno fino al 9 luglio, ma temiamo possibili e nuovi rinvii. Tale blocco è stato annunciato per favorire spostamenti e presenza turistica nei sabato e domenica e ciò potrebbe anche essere accolto con ottimismo: ma è altrettanto vero che non ci troviamo ancora in piena stagione balneare e i flussi turistici stessi sono ora limitati. Sarebbe allora stato più auspicabile avere un po’ di ulteriore pazienza, per ritrovarci ai primi di luglio con le nuove gallerie già belle che inaugurate. Insomma, il blocco, in prospettiva, non porta eccessivi giovamenti al turismo stagionale e complica la vita dei trasportatori”.
Per Pepa infatti prolungare i tempi dei cantieri “vuol dire prolungare i disagi delle aziende, che vedranno le consegne frenate ancora per diverse settimane. Dal momento poi che la stragrande maggioranza dei mezzi pesanti non può percorrere le tratte di sabato e domenica, lo stop diventa inutile per il tanto atteso rilancio dell’economia. Le difficoltà, lato trasportatore, si trascinano nel tempo”.
La riduzione del costo del pedaggio “è una misura apprezzabile - continua Pepa – ma visto il perpetuarsi delle nostre problematiche sarebbe stato il caso di concedere un’esenzione totale per la categoria nel tratto marchigiano. Confidiamo in una revisione. In questo scenario, ringraziamo la Regione e l’Assessore Francesco Baldelli per l’impegno e la mediazione con Autostrade per l’Italia: mai come in questo momento l’Ente regionale è vicino alle esigenze del territorio e sta intavolando trattative per risolvere le annose questioni infrastrutturali delle Marche. Apprezziamo infatti i passi avanti che si stanno facendo in ottica terza corsia, con Confartigianato che continuerà a sostenere l’intervento: la terza corsia dell’A14 è l’unica strada percorribile per far davvero crescere la qualità dei nostri territori”.
Infine, i continui “apri e chiudi” incidono negativamente sui costi dei trasporti. “Le lunghe code ricadono sui nostri tempi di guida e sull’impegno giornaliero e possono così pregiudicare fortemente gli utili finali (o meglio le perdite). I ritardi continui condizionano quindi notevolmente i tempi di guida e le relative interruzioni e per questo giudichiamo rilevante la possibilità di prevedere deroghe in riferimento alla tratta marchigiana. Gli enti preposti si facciano promotori di un’azione che mitighi l’impatto negativo del transito difficoltoso sull’A14”.
Confartigianato Trasporti Interprovinciale conta quindi nella buona fede di tutte le parti e nella capacità di dialogo tra i vari soggetti in campo.
“La conclusione dei cantieri estivi nelle gallerie era stata programmata per il 30 giugno, ma la nuova ordinanza che prevede il blocco nei week end comporterà giocoforza dei ritardi. I lavori dovrebbero protrarsi almeno fino al 9 luglio, ma temiamo possibili e nuovi rinvii. Tale blocco è stato annunciato per favorire spostamenti e presenza turistica nei sabato e domenica e ciò potrebbe anche essere accolto con ottimismo: ma è altrettanto vero che non ci troviamo ancora in piena stagione balneare e i flussi turistici stessi sono ora limitati. Sarebbe allora stato più auspicabile avere un po’ di ulteriore pazienza, per ritrovarci ai primi di luglio con le nuove gallerie già belle che inaugurate. Insomma, il blocco, in prospettiva, non porta eccessivi giovamenti al turismo stagionale e complica la vita dei trasportatori”.
Per Pepa infatti prolungare i tempi dei cantieri “vuol dire prolungare i disagi delle aziende, che vedranno le consegne frenate ancora per diverse settimane. Dal momento poi che la stragrande maggioranza dei mezzi pesanti non può percorrere le tratte di sabato e domenica, lo stop diventa inutile per il tanto atteso rilancio dell’economia. Le difficoltà, lato trasportatore, si trascinano nel tempo”.
La riduzione del costo del pedaggio “è una misura apprezzabile - continua Pepa – ma visto il perpetuarsi delle nostre problematiche sarebbe stato il caso di concedere un’esenzione totale per la categoria nel tratto marchigiano. Confidiamo in una revisione. In questo scenario, ringraziamo la Regione e l’Assessore Francesco Baldelli per l’impegno e la mediazione con Autostrade per l’Italia: mai come in questo momento l’Ente regionale è vicino alle esigenze del territorio e sta intavolando trattative per risolvere le annose questioni infrastrutturali delle Marche. Apprezziamo infatti i passi avanti che si stanno facendo in ottica terza corsia, con Confartigianato che continuerà a sostenere l’intervento: la terza corsia dell’A14 è l’unica strada percorribile per far davvero crescere la qualità dei nostri territori”.
Infine, i continui “apri e chiudi” incidono negativamente sui costi dei trasporti. “Le lunghe code ricadono sui nostri tempi di guida e sull’impegno giornaliero e possono così pregiudicare fortemente gli utili finali (o meglio le perdite). I ritardi continui condizionano quindi notevolmente i tempi di guida e le relative interruzioni e per questo giudichiamo rilevante la possibilità di prevedere deroghe in riferimento alla tratta marchigiana. Gli enti preposti si facciano promotori di un’azione che mitighi l’impatto negativo del transito difficoltoso sull’A14”.
Confartigianato Trasporti Interprovinciale conta quindi nella buona fede di tutte le parti e nella capacità di dialogo tra i vari soggetti in campo.
c.c.
Giorgio Ligliani lascia dopo 8 anni la Presidenza CNA Macerata, venerdì l’elezione del successore
Maceratese, 52 anni, artigiano odontotecnico dal 1994, Giorgio Ligliani conclude venerdì il suo doppio mandato da Presidente della CNA provinciale di Macerata e fa un bilancio del lavoro svolto: “Impossibile raccontare tutto quello che è stato possibile realizzare dal 2013 ad oggi. Con l’incredibile velocità dei cambiamenti in cui siamo immersi, in questo lasso di tempo è cambiato il mondo ed è cambiata anche la nostra Associazione”.
“Ricordo – sottolinea Ligliani – che l’Italia ed il mondo erano nel pieno di una crisi economica iniziata qualche anno prima e mai terminata. Anzi, quella crisi economica è stata surclassata solo l’anno scorso dalla crisi, ancor più grave, venuta come conseguenza della pandemia Covid. Nel frattempo nella nostra provincia si sono aggiunti il crack Banca Marche ed il sisma”.
Il Presidente uscente fa un conteggio amaro: “Sono stati anni durissimi per le imprese, colpite dalle sciagure che di volta in volta si sono presentate; ne abbiamo perse 2.600 solo nella nostra provincia, una su 10 ha dovuto chiudere”.
In questo contesto socio economico in costante calo, il Sistema CNA ha però tenuto: “Nonostante tutti gli avvenimenti avversi per l’economia – afferma orgogliosamente Ligliani - la nostra Associazione ha conquistato passo dopo passo autorevolezza. È stata protagonista, dinamica e pro-attiva, si è fatta promotrice di proposte e, dobbiamo riconoscerlo, spesso è stata anche ascoltata dalle istituzioni”.
Ligliani rivendica quindi il ruolo dell’Associazione di categoria: “La pandemia ci ha insegnato che per capire ciò che accade intorno a noi occorre affidarsi alla scienza. Poi la politica ha sempre l’ultima parola sulle decisioni e sulle scelte, ma mai come in questo periodo ha basato la propria linea sulle basi scientifiche che, di volta in volta, le sono state sottoposte. Così come ha fatto il mondo scientifico, la CNA e il nostro Centro Studi, hanno fornito dati, strumenti e proposte alla politica per aiutarla nelle scelte. È così che siamo riusciti ad ottenere moltissimi risultati per le piccole imprese e per l’economia in generale”.
L’odontotecnico che ha rappresentato le piccole imprese nel sindacato artigiano riconosce come: “soprattutto in quest’ultimo anno, c’è stato un ascolto attento da parte della politica al mondo delle imprese; una attenzione che è stata conquistata con autorevolezza e fiducia, giorno per giorno, e senza distinzione di colore politico. Ne sono passati tanti di governi, di tutti i colori e con le più diverse composizioni, e con tutti la CNA ha dialogato proficuamente facendo valere tutto il suo peso di rappresentanza, forte delle oltre 700.000 imprese rappresentate in tutta Italia”.
Ligliani consegna quindi al suo successore una CNA Macerata solida e forte: “Abbiamo avviato un fondamentale ricambio generazionale interno che ci permette di guardare con ottimismo al futuro e che dovrà essere portato fino in fondo per ridare costante energia e slancio alla nostra proposta sindacale e di rappresentanza. Abbiamo allargato la gamma dei servizi offerti ai nostri clienti, creando consulenze specializzate e innovative per le imprese. La nostra Società di servizi, grazie all’accorpamento della parte fermana, è cresciuta molto sia quantitativamente che qualitativamente ed è oggi più forte e competitiva che mai”.
In contro tendenza rispetto alle altre associazioni di categoria e oltre ogni aspettativa e previsione, l’Associazione in provincia di Macerata, in questo ultimo terribile anno, è addirittura cresciuta: “La CNA Macerata cresce e, seppur inaspettata, questa crescita non è affatto una coincidenza o un dato casuale ma frutto della pronta reazione che tutto il sistema CNA Macerata ha saputo mettere in campo per dare risposte alle imprese. In pieno marasma, quando tra dpcm, protocolli, norme e regolamenti, ufficiali o solo annunciati, codici ateco compresi o esclusi, i nostri uffici hanno dato risposte pronte e certe, lì abbiamo vinto la sfida”.
Il Presidente Ligliani ringrazia, infine, gli artefici di questo successo che hanno collaborato con lui: “è con immenso orgoglio e gratitudine che ringrazio tutto il Sistema CNA Macerata, il gruppo di presidenza, le presidenze territoriali e di mestiere, tutti i collaboratori, i capo ufficio e i responsabili dei servizi, i nostri rappresentanti
nazionali e regionali, gli artigiani e gli imprenditori associati, con un ringraziamento speciale per il Direttore Ramadori, vero motore e mente di tutta la struttura. È stato un grande onore rappresentarvi e lavorare al vostro fianco”.
L’Assemblea per eleggere il nuovo Presidente CNA Macerata è in programma venerdì 18 giugno alle ore 17 presso le tenute Muròla di Urbisaglia; previste dirette sui social network dell’Associazione e in tv sul Canale 14. Parteciperanno, portando il loro contributo alla discussione sul tema “L’artigianato e le PMI per la ricostruzione e la ripartenza”, Sergio Silvestrini Segretario generale CNA, l’on. Anna Ascani Sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico, i Rettori UniMC e UniCam Francesco Adornato e Claudio Pettinari, gli Assessori regionali Filippo Saltamartini e Guido Castelli, Rosa Piermattei Sindaca di San Severino Marche, Gino Sabatini Presidente Camera di Commercio delle Marche e Paolo Mariani Direttore generale Uni.Co.
c.c.
Maceratese, 52 anni, artigiano odontotecnico dal 1994, Giorgio Ligliani conclude venerdì il suo doppio mandato da Presidente della CNA provinciale di Macerata e fa un bilancio del lavoro svolto: “Impossibile raccontare tutto quello che è stato possibile realizzare dal 2013 ad oggi. Con l’incredibile velocità dei cambiamenti in cui siamo immersi, in questo lasso di tempo è cambiato il mondo ed è cambiata anche la nostra Associazione”.
“Ricordo – sottolinea Ligliani – che l’Italia ed il mondo erano nel pieno di una crisi economica iniziata qualche anno prima e mai terminata. Anzi, quella crisi economica è stata surclassata solo l’anno scorso dalla crisi, ancor più grave, venuta come conseguenza della pandemia Covid. Nel frattempo nella nostra provincia si sono aggiunti il crack Banca Marche ed il sisma”.
Il Presidente uscente fa un conteggio amaro: “Sono stati anni durissimi per le imprese, colpite dalle sciagure che di volta in volta si sono presentate; ne abbiamo perse 2.600 solo nella nostra provincia, una su 10 ha dovuto chiudere”.
In questo contesto socio economico in costante calo, il Sistema CNA ha però tenuto: “Nonostante tutti gli avvenimenti avversi per l’economia – afferma orgogliosamente Ligliani - la nostra Associazione ha conquistato passo dopo passo autorevolezza. È stata protagonista, dinamica e pro-attiva, si è fatta promotrice di proposte e, dobbiamo riconoscerlo, spesso è stata anche ascoltata dalle istituzioni”.
Ligliani rivendica quindi il ruolo dell’Associazione di categoria: “La pandemia ci ha insegnato che per capire ciò che accade intorno a noi occorre affidarsi alla scienza. Poi la politica ha sempre l’ultima parola sulle decisioni e sulle scelte, ma mai come in questo periodo ha basato la propria linea sulle basi scientifiche che, di volta in volta, le sono state sottoposte. Così come ha fatto il mondo scientifico, la CNA e il nostro Centro Studi, hanno fornito dati, strumenti e proposte alla politica per aiutarla nelle scelte. È così che siamo riusciti ad ottenere moltissimi risultati per le piccole imprese e per l’economia in generale”.
L’odontotecnico che ha rappresentato le piccole imprese nel sindacato artigiano riconosce come: “soprattutto in quest’ultimo anno, c’è stato un ascolto attento da parte della politica al mondo delle imprese; una attenzione che è stata conquistata con autorevolezza e fiducia, giorno per giorno, e senza distinzione di colore politico. Ne sono passati tanti di governi, di tutti i colori e con le più diverse composizioni, e con tutti la CNA ha dialogato proficuamente facendo valere tutto il suo peso di rappresentanza, forte delle oltre 700.000 imprese rappresentate in tutta Italia”.
Ligliani consegna quindi al suo successore una CNA Macerata solida e forte: “Abbiamo avviato un fondamentale ricambio generazionale interno che ci permette di guardare con ottimismo al futuro e che dovrà essere portato fino in fondo per ridare costante energia e slancio alla nostra proposta sindacale e di rappresentanza. Abbiamo allargato la gamma dei servizi offerti ai nostri clienti, creando consulenze specializzate e innovative per le imprese. La nostra Società di servizi, grazie all’accorpamento della parte fermana, è cresciuta molto sia quantitativamente che qualitativamente ed è oggi più forte e competitiva che mai”.
In contro tendenza rispetto alle altre associazioni di categoria e oltre ogni aspettativa e previsione, l’Associazione in provincia di Macerata, in questo ultimo terribile anno, è addirittura cresciuta: “La CNA Macerata cresce e, seppur inaspettata, questa crescita non è affatto una coincidenza o un dato casuale ma frutto della pronta reazione che tutto il sistema CNA Macerata ha saputo mettere in campo per dare risposte alle imprese. In pieno marasma, quando tra dpcm, protocolli, norme e regolamenti, ufficiali o solo annunciati, codici ateco compresi o esclusi, i nostri uffici hanno dato risposte pronte e certe, lì abbiamo vinto la sfida”.
Il Presidente Ligliani ringrazia, infine, gli artefici di questo successo che hanno collaborato con lui: “è con immenso orgoglio e gratitudine che ringrazio tutto il Sistema CNA Macerata, il gruppo di presidenza, le presidenze territoriali e di mestiere, tutti i collaboratori, i capo ufficio e i responsabili dei servizi, i nostri rappresentanti
nazionali e regionali, gli artigiani e gli imprenditori associati, con un ringraziamento speciale per il Direttore Ramadori, vero motore e mente di tutta la struttura. È stato un grande onore rappresentarvi e lavorare al vostro fianco”.
L’Assemblea per eleggere il nuovo Presidente CNA Macerata è in programma venerdì 18 giugno alle ore 17 presso le tenute Muròla di Urbisaglia; previste dirette sui social network dell’Associazione e in tv sul Canale 14. Parteciperanno, portando il loro contributo alla discussione sul tema “L’artigianato e le PMI per la ricostruzione e la ripartenza”, Sergio Silvestrini Segretario generale CNA, l’on. Anna Ascani Sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico, i Rettori UniMC e UniCam Francesco Adornato e Claudio Pettinari, gli Assessori regionali Filippo Saltamartini e Guido Castelli, Rosa Piermattei Sindaca di San Severino Marche, Gino Sabatini Presidente Camera di Commercio delle Marche e Paolo Mariani Direttore generale Uni.Co.
c.c.
È iniziato a Camerino il progetto di pubblica utilità denominato “Cura giardini e frazioni” a cui parteciperanno i soggetti che percepiscono il reddito di Cittadinanza. In particolare, saranno 4 le persone occupate che dovranno svolgere 12 ore settimanali nelle aree verdi della città e sulle frazioni. I servizi per il momento saranno svolti alla Rocca dei Borgia, nei giardini del quartiere Vallicelle, sul piazzale di Gioco del Pallone conosciuto a Camerino come “Sotto le piante” nonché nei giardini del quartiere di Montagnano.
“È un progetto che abbiamo fortemente voluto – conferma il sindaco Sandro Sborgia - per consentire a chi percepisce il reddito di cittadinanza di rendersi utile alla comunità e di cominciare a reinserirsi nel mondo del lavoro. Camerino è stato il primo comune della Regione ad avviare questo tipo d’iniziativa. Abbiamo già una ragazza che si occupa dell’accesso agli atti all’ufficio tecnico, altri sono stati impegnati dell’attività di sorveglianza degli ingressi scolastici per evitare assembramenti. Con questo nuovo progetto diamo seguito a chi può essere impiegato per le attività legate alla cura del verde pubblico e piccole mansioni in favore sella comunità. Credo che sia un’iniziativa molto importante per la città e chi vi abita”
c.c.
“È un progetto che abbiamo fortemente voluto – conferma il sindaco Sandro Sborgia - per consentire a chi percepisce il reddito di cittadinanza di rendersi utile alla comunità e di cominciare a reinserirsi nel mondo del lavoro. Camerino è stato il primo comune della Regione ad avviare questo tipo d’iniziativa. Abbiamo già una ragazza che si occupa dell’accesso agli atti all’ufficio tecnico, altri sono stati impegnati dell’attività di sorveglianza degli ingressi scolastici per evitare assembramenti. Con questo nuovo progetto diamo seguito a chi può essere impiegato per le attività legate alla cura del verde pubblico e piccole mansioni in favore sella comunità. Credo che sia un’iniziativa molto importante per la città e chi vi abita”
c.c.
Attacco, parata, risposta e contrattacco. Sta davvero suscitando un autentico “vespaio” la vicenda della delibera della giunta comunale di Tolentino che rispediva al mittente, nella fattispecie i tecnici della provincia di Macerata, il progetto relativo al nuovo Campus Scolastico cittadino.
Dopo che il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Anna Quercetti aveva sollevato la questione non sono tardate le risposte del sindaco Giuseppe Pezzanesi e della vice Silvia Luconi, cui aveva replicato la segretaria del circolo dem tolentinate Luigina Loreti, che nella sua replica chiama in causa anche il consigliere di maggioranza Luca Scorcella.
Pronta dunque la replica del consigliere di Forza Italia di Tolentino, che si sente “tirato per i capelli nel dibattito fra la segretaria Loreti e la vice sindaca Luconi”.
“Resto piuttosto perplesso dal fatto di essere stato chiamato in causa dalla segretaria locale del Partito Democratico in merito al dibattito sorto fra il capogruppo dello stesso partito e il vice sindaco Silvia Luconi – dichiara il consigliere Scorcella - La segretaria dem parla di gravissime allusioni del vice sindaco Luconi fatte “strizzando l’occhio al suo amico Scorcella”. Ora, ammesso e non concesso che la signora Loreti (cui faccio innanzitutto i migliori auguri di buon lavoro, non avendone mai conosciuto il ruolo fino ad oggi) facesse riferimento al sottoscritto, mi chiedo sinceramente perché abbia voluto in maniera estemporanea e senza alcun motivo, tirarmi per i capelli in questo dibattito. Sempre ammesso e non concesso che “l’amico Scorcella” sia io, evidentemente fa riferimento a uno scambio di opinioni espresse con il vice sindaco sul suo profilo facebook. Secondo il concetto di democrazia del Pd (che quando sente odore di campagna elettorale improvvisamente si risveglia da lunghi letarghi), evidentemente commentare senza insultare nessuno o scambiarsi opinioni sotto un post è reato di lesa maestà tanto da meritare la citazione nella nota stampa”.
Da qui l’affondo del capogruppo Scorcella sulla nota emanata dal locale circolo del Partito Democratico che definisce “censurabile nel contenuto e nelle espressioni. Termini come “regolamento di conti”, “esecutore”, “articolo insulso”, questi sì evocano quelle che vengono definite le “peggiori assimilazioni” – incalza Scorcella - Questo modo di fare politica non mi appartiene. L’attacco personale non fa parte del mio, pur piccolo e dilettantistico bagaglio culturale. Per questo, invito serenamente la segretaria del Pd ad evitare in futuro accostamenti asincroni al contesto di cui si parla, specialmente quando vengono usati toni tanto violenti e inadeguati alla politica. Cerchi di capire anche lei, come invita a fare alla Luconi, la “differenza tra singolare e plurale”.
Conclude il suo intervento Luca Scorcella con una considerazione relativa all’affermazione della segretaria Loreti circa il fatto che il sindaco Pezzanesi non possa ergersi “dall’alto delle sue competenze a giudice del bello”.
“Però, può farlo lei, evidentemente cresciuta alla scuola di Estetismo di Oscar Wilde, bollando senza possibilità di replica fontane, allestimenti urbani o palazzine – incalza il capogruppo - Loro, qui il plurale è d’obbligo, possono ergersi a giudici di qualsiasi cosa. Se non la pensi politicamente come loro, sei certamente dalla parte sbagliata. Io credo che chi ha ricevuto dai cittadini il mandato popolare democratico per prendere delle decisioni, faccia le sue scelte. Che possono essere giuste o sbagliate e che vengono giudicate dai cittadini in occasione del voto. Ma se le premesse per la campagna elettorale che ci aspetta da qui alle Comunali per l'anno prossimo sono queste, se i toni ad un anno di distanza sono questi, spero vivamente in un generale ripensamento sulle modalità di fare politica e che si possa davvero ragionare pacatamente e serenamente sul futuro della nostra città”.
f.u.
Dopo che il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Anna Quercetti aveva sollevato la questione non sono tardate le risposte del sindaco Giuseppe Pezzanesi e della vice Silvia Luconi, cui aveva replicato la segretaria del circolo dem tolentinate Luigina Loreti, che nella sua replica chiama in causa anche il consigliere di maggioranza Luca Scorcella.
Pronta dunque la replica del consigliere di Forza Italia di Tolentino, che si sente “tirato per i capelli nel dibattito fra la segretaria Loreti e la vice sindaca Luconi”.
“Resto piuttosto perplesso dal fatto di essere stato chiamato in causa dalla segretaria locale del Partito Democratico in merito al dibattito sorto fra il capogruppo dello stesso partito e il vice sindaco Silvia Luconi – dichiara il consigliere Scorcella - La segretaria dem parla di gravissime allusioni del vice sindaco Luconi fatte “strizzando l’occhio al suo amico Scorcella”. Ora, ammesso e non concesso che la signora Loreti (cui faccio innanzitutto i migliori auguri di buon lavoro, non avendone mai conosciuto il ruolo fino ad oggi) facesse riferimento al sottoscritto, mi chiedo sinceramente perché abbia voluto in maniera estemporanea e senza alcun motivo, tirarmi per i capelli in questo dibattito. Sempre ammesso e non concesso che “l’amico Scorcella” sia io, evidentemente fa riferimento a uno scambio di opinioni espresse con il vice sindaco sul suo profilo facebook. Secondo il concetto di democrazia del Pd (che quando sente odore di campagna elettorale improvvisamente si risveglia da lunghi letarghi), evidentemente commentare senza insultare nessuno o scambiarsi opinioni sotto un post è reato di lesa maestà tanto da meritare la citazione nella nota stampa”.
Da qui l’affondo del capogruppo Scorcella sulla nota emanata dal locale circolo del Partito Democratico che definisce “censurabile nel contenuto e nelle espressioni. Termini come “regolamento di conti”, “esecutore”, “articolo insulso”, questi sì evocano quelle che vengono definite le “peggiori assimilazioni” – incalza Scorcella - Questo modo di fare politica non mi appartiene. L’attacco personale non fa parte del mio, pur piccolo e dilettantistico bagaglio culturale. Per questo, invito serenamente la segretaria del Pd ad evitare in futuro accostamenti asincroni al contesto di cui si parla, specialmente quando vengono usati toni tanto violenti e inadeguati alla politica. Cerchi di capire anche lei, come invita a fare alla Luconi, la “differenza tra singolare e plurale”.
Conclude il suo intervento Luca Scorcella con una considerazione relativa all’affermazione della segretaria Loreti circa il fatto che il sindaco Pezzanesi non possa ergersi “dall’alto delle sue competenze a giudice del bello”.
“Però, può farlo lei, evidentemente cresciuta alla scuola di Estetismo di Oscar Wilde, bollando senza possibilità di replica fontane, allestimenti urbani o palazzine – incalza il capogruppo - Loro, qui il plurale è d’obbligo, possono ergersi a giudici di qualsiasi cosa. Se non la pensi politicamente come loro, sei certamente dalla parte sbagliata. Io credo che chi ha ricevuto dai cittadini il mandato popolare democratico per prendere delle decisioni, faccia le sue scelte. Che possono essere giuste o sbagliate e che vengono giudicate dai cittadini in occasione del voto. Ma se le premesse per la campagna elettorale che ci aspetta da qui alle Comunali per l'anno prossimo sono queste, se i toni ad un anno di distanza sono questi, spero vivamente in un generale ripensamento sulle modalità di fare politica e che si possa davvero ragionare pacatamente e serenamente sul futuro della nostra città”.
f.u.
La Pro Loco di Belforte del Chienti rinnova il proprio consiglio direttivo, giunto al termine del mandato quadriennale, eleggendo come presidente la giovane Federica Cartuccia. Linea verde anche per gli altri componenti dell'organo di "governo" dell'associazione cittadina composto da Matteo Giorgi, Marianna Tarquini, Tiziana Verdicchio, Martina Carassai, Alessandro Sensini, Marco Vitali, Adriano Ciocchetti e Alessandro Carassai.
"Ringraziando i componenti del precedente direttivo accogliamo con piacere questo rinnovo - le parole del sindaco Alessio Vita - e facciamo il più grande in bocca al lupo alla neo presidente e ai suoi collaboratori. Tanti giovani del paese, con qualche componente che porta maggiore esperienza nel gruppo, che hanno voglia di lavorare soprattutto dopo un periodo difficile come quello dell'emergenza pandemica".
Direttivo già al lavoro, dunque, per predisporre un calendario degli eventi estivi che sia anche segno di rinascita.
"Abbiamo la fortuna di avere tanti giovani volenterosi di impegnarsi per il nostro paese - conclude il primo cittadino - con idee innovative. Diversi gli eventi che sono già in cantiere e tra qualche giorno sarà anche ufficializzato il calendario delle date. Speriamo davvero di poter ripartire dopo l'esperienza negativa del Covid".
f.u.
"Ringraziando i componenti del precedente direttivo accogliamo con piacere questo rinnovo - le parole del sindaco Alessio Vita - e facciamo il più grande in bocca al lupo alla neo presidente e ai suoi collaboratori. Tanti giovani del paese, con qualche componente che porta maggiore esperienza nel gruppo, che hanno voglia di lavorare soprattutto dopo un periodo difficile come quello dell'emergenza pandemica".
Direttivo già al lavoro, dunque, per predisporre un calendario degli eventi estivi che sia anche segno di rinascita.
"Abbiamo la fortuna di avere tanti giovani volenterosi di impegnarsi per il nostro paese - conclude il primo cittadino - con idee innovative. Diversi gli eventi che sono già in cantiere e tra qualche giorno sarà anche ufficializzato il calendario delle date. Speriamo davvero di poter ripartire dopo l'esperienza negativa del Covid".
f.u.
La questione del Campus Scolastico di Tolentino sollevata dalla capogruppo del Pd in consiglio comunale Anna Quercetti, che aveva trovato pronta replica da parte del sindaco Giuseppe Pezzanesi e della vice Silvia Luconi, provoca ora l’intervento anche di Luigina Loreti, segretaria del circolo dei dem tolentinate.
Se a tutti non fosse, ormai, ben noto il pulpito da cui viene la predica, qualcuno potrebbe essere offeso o turbato dalla risposta del sindaco arrivato, persino, a denigrare i suoi cittadini, perché elettori del PD – scrive in una nota - Ma l'intento è chiaro.
Il sindaco tenta, ma senza riuscirci, di nascondere il suo colpevole ritardo nella realizzazione del Campus Scolastico e quello della sua Giunta, che compatta ha votato la delibera del 26 maggio, mostrando i muscoli e pensando, così, di creare qualche suggestione. Ed invece nessun turbamento! Anzi il fatto che nella risposta del sindaco non vi sia alcun richiamo di natura tecnica (salvo definire "capannone" il progetto dei professionisti, tecnici, della Provincia di Macerata) conferma la piena veridicità ed esattezza di quanto denunciato del nostro gruppo consiliare per mezzo della capogruppo Anna Quercetti.
Vuole, poi, il Sindaco, dall'alto delle sue competenze, ergersi a giudice del bello? Allora si guardi intorno ed osservi le sue creature. Osservi la fontana in Piazza di Martiri di Montalto, le pedane in Via della Pace e, poi, contempli (ma veramente a lungo!) il suo complesso della Rancia: le sue soluzioni di emergenza consegnate quasi 5 anni dopo gli eventi sismici.
Non dimenticando, poi, l'intervalliva Tolentino - San Severino Marche che il sindaco avrebbe voluto secondo il suo progetto di 110 milioni di euro e che, fortunatamente, ha trovato altra e migliore soluzione e con una spesa quasi ridotta alla metà. Ma quando si dice "con i soldi degli altri"...
Se arrivati a questo punto il Sindaco suscita quasi un senso di pacata rassegnazione, la stessa cosa non si può dire della vice sindaca Luconi. Nella pagina Fb della candidata in pectore della destra tolentinate leggiamo, infatti, delle frasi come: ""Ciò che lascia basiti è che se la cercano, perché se no, altrimenti nessuno infierirebbe". Concetti che evocano, nella mente, le peggiori assimilazioni.
Quasi un regolamento di conti, quindi, di cui il sindaco, il suo mentore e maestro, ne è l'esecutore. Per poi aggiungere una serie di allusioni, senza neppure rendersi conto della gravità, strizzando l'occhio al suo amico Scorcella.
Non entriamo neppure nel merito del suo successivo articolo di attacco alla persona del nostro capogruppo Quercetti, tanto è insulso e vuoto di contenuto.
Quasi sembra di una scolaretta piccata e rabbiosa, che ancora non ha capito la differenza tra singolare e plurale: quando scrive la Quercetti, la stessa scrive in nome e per conto di un gruppo (quello consiliare e del circolo) e non per se stessa. Ruolo di capogruppo, peraltro, che ha rivestito e riveste egregiamente.
Ma con l'immagine di un uomo solo al comando cosa poteva imparare la Luconi? E, soprattutto, tutto questo ci fa pensare...è questo il modo di intendere la politica? Queste le risposte che merita la cittadinanza?
Questo il futuro di Tolentino? Perché, se così fosse, saremmo noi a provare una forte compassione e tristezza.
Non dimentichiamo che Giotto ha superato Cimabue.
f.u.
Se a tutti non fosse, ormai, ben noto il pulpito da cui viene la predica, qualcuno potrebbe essere offeso o turbato dalla risposta del sindaco arrivato, persino, a denigrare i suoi cittadini, perché elettori del PD – scrive in una nota - Ma l'intento è chiaro.
Il sindaco tenta, ma senza riuscirci, di nascondere il suo colpevole ritardo nella realizzazione del Campus Scolastico e quello della sua Giunta, che compatta ha votato la delibera del 26 maggio, mostrando i muscoli e pensando, così, di creare qualche suggestione. Ed invece nessun turbamento! Anzi il fatto che nella risposta del sindaco non vi sia alcun richiamo di natura tecnica (salvo definire "capannone" il progetto dei professionisti, tecnici, della Provincia di Macerata) conferma la piena veridicità ed esattezza di quanto denunciato del nostro gruppo consiliare per mezzo della capogruppo Anna Quercetti.
Vuole, poi, il Sindaco, dall'alto delle sue competenze, ergersi a giudice del bello? Allora si guardi intorno ed osservi le sue creature. Osservi la fontana in Piazza di Martiri di Montalto, le pedane in Via della Pace e, poi, contempli (ma veramente a lungo!) il suo complesso della Rancia: le sue soluzioni di emergenza consegnate quasi 5 anni dopo gli eventi sismici.
Non dimenticando, poi, l'intervalliva Tolentino - San Severino Marche che il sindaco avrebbe voluto secondo il suo progetto di 110 milioni di euro e che, fortunatamente, ha trovato altra e migliore soluzione e con una spesa quasi ridotta alla metà. Ma quando si dice "con i soldi degli altri"...
Se arrivati a questo punto il Sindaco suscita quasi un senso di pacata rassegnazione, la stessa cosa non si può dire della vice sindaca Luconi. Nella pagina Fb della candidata in pectore della destra tolentinate leggiamo, infatti, delle frasi come: ""Ciò che lascia basiti è che se la cercano, perché se no, altrimenti nessuno infierirebbe". Concetti che evocano, nella mente, le peggiori assimilazioni.
Quasi un regolamento di conti, quindi, di cui il sindaco, il suo mentore e maestro, ne è l'esecutore. Per poi aggiungere una serie di allusioni, senza neppure rendersi conto della gravità, strizzando l'occhio al suo amico Scorcella.
Non entriamo neppure nel merito del suo successivo articolo di attacco alla persona del nostro capogruppo Quercetti, tanto è insulso e vuoto di contenuto.
Quasi sembra di una scolaretta piccata e rabbiosa, che ancora non ha capito la differenza tra singolare e plurale: quando scrive la Quercetti, la stessa scrive in nome e per conto di un gruppo (quello consiliare e del circolo) e non per se stessa. Ruolo di capogruppo, peraltro, che ha rivestito e riveste egregiamente.
Ma con l'immagine di un uomo solo al comando cosa poteva imparare la Luconi? E, soprattutto, tutto questo ci fa pensare...è questo il modo di intendere la politica? Queste le risposte che merita la cittadinanza?
Questo il futuro di Tolentino? Perché, se così fosse, saremmo noi a provare una forte compassione e tristezza.
Non dimentichiamo che Giotto ha superato Cimabue.
f.u.
Un patto di amicizia che si rinnova dopo 40 anni dal gemellaggio stipulato nel 1981 dalle amministrazioni comunali di Tolentino e Isola d’Istria. In occasione della tradizionale festa che si tiene a Isola per premiare il miglior vino e il miglior olio prodotti nel comune sloveno, i sindaci Giuseppe Pezzanesi e Danilo Markovic hanno sottoscritto un nuovo giuramento di fraternità europea e rinnovato i vincoli di gemellaggio e amicizia tra le due comunità.
Nel documento firmato dai due primi cittadini si legge che “il solenne impegno viene preso per incoraggiare e sostenere gli scambi tra i nostri concittadini e le nostre Municipalità per garantire, con una migliore comprensione reciproca e una cooperazione efficiente, il vero spirito della Fratellanza europea per il nostro destino comune, per agire secondo le regole dell'ospitalità, rispettando le nostre diversità e tradizioni, in un'atmosfera di fiducia e con spirito di solidarietà, per garantire a tutti i popoli la possibilità di partecipare agli scambi tra le nostre due Comunità senza discriminazione di qualsiasi forma, per promuovere un miglioramento della qualità della vita e i valori universali di libertà, democrazia, uguaglianza e stato di diritto, tramite i nostri scambi e la cooperazione”.

Nel prossimo mese di settembre sarà una delegazione slovena, guidata dal sindaco Danilo Markocic, visiterà Tolentino per suggellare ancora una volta il patto di amicizia che lega le due comunità.

f.u.
Nel documento firmato dai due primi cittadini si legge che “il solenne impegno viene preso per incoraggiare e sostenere gli scambi tra i nostri concittadini e le nostre Municipalità per garantire, con una migliore comprensione reciproca e una cooperazione efficiente, il vero spirito della Fratellanza europea per il nostro destino comune, per agire secondo le regole dell'ospitalità, rispettando le nostre diversità e tradizioni, in un'atmosfera di fiducia e con spirito di solidarietà, per garantire a tutti i popoli la possibilità di partecipare agli scambi tra le nostre due Comunità senza discriminazione di qualsiasi forma, per promuovere un miglioramento della qualità della vita e i valori universali di libertà, democrazia, uguaglianza e stato di diritto, tramite i nostri scambi e la cooperazione”.

Nel prossimo mese di settembre sarà una delegazione slovena, guidata dal sindaco Danilo Markocic, visiterà Tolentino per suggellare ancora una volta il patto di amicizia che lega le due comunità.

f.u.
Il divieto di transito ai mezzi con larghezza superiore ai tre metri, "imposto" dal comune di Tolentino con l'ordinanza n° 68 del 14 giugno 2021, taglia la strada a tutti gli imprenditori proprietari di mietitrebbiatrici che debbono oltrepassare la città per servire, in questo periodo di mietitura, i tanti agricoltori che attendono di raccogliere i cereali.
L'ultima ordinanza si aggiunge alla n° 143 del 20 novembre del 2020 che aveva disposto il restringimento a 3,25 metri del tratto di strada in via Piersanti Mattarella, in cui è situato il ponte che attraversa la diga del lago delle Grazie. Un percorso che permetteva alle mietitrebbie di evitare il centro senza creare disagi alla viabilità.
Le nuove barriere sistemate ai lati della strada non permettono più l'attraversamento dei grandi mezzi, proprio queste ultime delimitazioni hanno fatto indignare i proprietari delle mietitrebbie e tutto il mondo agricolo che, come se non bastassero le emergenze climatiche da affrontare per l'intera stagione, oggi si trovano con il grano maturo ma con le macchine operatrici intrappolate nelle strade o addirittura "costrette" a rimanere ai box.
(nella foto il ponte che attraversa la diga del lago delle Grazie)

Il disagio, non riguarda solo le aziende agricole di Tolentino, ad essere interessate sono anche le molte aziende situate nelle zone collinari difficili da raggiungere se non con percorsi alternativi molto più lunghi che aumenterebbero i costi e ritarderebbero i tempi della raccolta.
Un danno stimato di migliaia di euro che dimostra ancora una volta come il settore dell'agricoltura sia sempre più penalizzato e poco ascoltato.
Il dibattito e il confronto sembra sia stato aperto con un tavolo di lavoro fra il sindaco Pezzanesi, Davide Rocchetti responsabile della Polizia locale e gli operatori del settore.
In attesa di conoscere come andrà a finire tutta la vicenda, resta il malumore degli imprenditori agricoli che si sentono sempre l'ultima ruota del carro e, in questo caso, danneggiati anche dalla burocrazia.
Mario Staffolani
L'ultima ordinanza si aggiunge alla n° 143 del 20 novembre del 2020 che aveva disposto il restringimento a 3,25 metri del tratto di strada in via Piersanti Mattarella, in cui è situato il ponte che attraversa la diga del lago delle Grazie. Un percorso che permetteva alle mietitrebbie di evitare il centro senza creare disagi alla viabilità.
Le nuove barriere sistemate ai lati della strada non permettono più l'attraversamento dei grandi mezzi, proprio queste ultime delimitazioni hanno fatto indignare i proprietari delle mietitrebbie e tutto il mondo agricolo che, come se non bastassero le emergenze climatiche da affrontare per l'intera stagione, oggi si trovano con il grano maturo ma con le macchine operatrici intrappolate nelle strade o addirittura "costrette" a rimanere ai box.
(nella foto il ponte che attraversa la diga del lago delle Grazie)

Il disagio, non riguarda solo le aziende agricole di Tolentino, ad essere interessate sono anche le molte aziende situate nelle zone collinari difficili da raggiungere se non con percorsi alternativi molto più lunghi che aumenterebbero i costi e ritarderebbero i tempi della raccolta.
Un danno stimato di migliaia di euro che dimostra ancora una volta come il settore dell'agricoltura sia sempre più penalizzato e poco ascoltato.
Il dibattito e il confronto sembra sia stato aperto con un tavolo di lavoro fra il sindaco Pezzanesi, Davide Rocchetti responsabile della Polizia locale e gli operatori del settore.
In attesa di conoscere come andrà a finire tutta la vicenda, resta il malumore degli imprenditori agricoli che si sentono sempre l'ultima ruota del carro e, in questo caso, danneggiati anche dalla burocrazia.
Mario Staffolani
San Severino Marche si candida ad entrare a far parte del club dei Borghi più belli d’Italia.
Per iniziativa del Consiglio comunale l’Amministrazione settempedana, che da sempre riconosce nel turismo un’importante occasione per lo sviluppo economico, sociale e culturale e che mette in atto azioni volte a promuovere il suo territorio ricco di spiccato interesse storico e artistico, ha chiesto al sodalizio di valutare la candidatura d’ingresso nel circuito di eccellenza allo scopo anche di avere un atteso ritorno in termini di promozione e visibilità.
In particolare la proposta, siglata dal sindaco Rosa Piermattei, interesserebbe il ricco centro storico, un borgo da 1.196 abitanti con edifici che risalgono a prima del 1900, antiche porte di ingresso che offrono accessi di qualità, facciate e tetti armoniosi per materiali e colori così come risultano armoniose le aperture, spesso arricchite da elementi decorativi e simbolici.
San Severino Marche, è scritto ancora nella proposta di candidatura, con il suo cospicuo patrimonio monumentale, con le sue manifestazioni artistiche e le sue istituzioni museali, consente al visitatore di cogliere nei suoi aspetti più significativi le caratteristiche di una Città d’arte e di spiritualità che conserva ancora i segni di un percorso di civiltà, cultura, arte, natura, devozione e prodotti artigianali ed enogastronomici unici.

Il centro storico più antico, detto comunemente Castello, è un suggestivo insediamento sorto nell’Alto Medioevo in seguito alla decadenza del municipio romano di Septempeda, posto più a valle. Testimonianze della vita comunale e della signora degli Smeducci sono offerte dalla cinta muraria e dall’antica porta ancora intatta, dall’alta Torre e dal suggestivo piazzale sottostante oltre che dagli esigui resti del palazzo Consolare, della fonte delle sette cannelle, dai fasti religiosi che rimandano al Duomo vecchio, dallo splendido Chiostro del Castello.
Tra i monumenti richiamati nella candidatura pure l’Antico Episcopio, i tanti conventi e monasteri, l’incantevole piazza Del Popolo, le tante chiese che circondano il cuore dell’attuale città insieme alla ricchissima pinacoteca e a un territorio costellato di ben 12 castelli ancora forieri di fascino.
f.u.
Per iniziativa del Consiglio comunale l’Amministrazione settempedana, che da sempre riconosce nel turismo un’importante occasione per lo sviluppo economico, sociale e culturale e che mette in atto azioni volte a promuovere il suo territorio ricco di spiccato interesse storico e artistico, ha chiesto al sodalizio di valutare la candidatura d’ingresso nel circuito di eccellenza allo scopo anche di avere un atteso ritorno in termini di promozione e visibilità.
In particolare la proposta, siglata dal sindaco Rosa Piermattei, interesserebbe il ricco centro storico, un borgo da 1.196 abitanti con edifici che risalgono a prima del 1900, antiche porte di ingresso che offrono accessi di qualità, facciate e tetti armoniosi per materiali e colori così come risultano armoniose le aperture, spesso arricchite da elementi decorativi e simbolici.
San Severino Marche, è scritto ancora nella proposta di candidatura, con il suo cospicuo patrimonio monumentale, con le sue manifestazioni artistiche e le sue istituzioni museali, consente al visitatore di cogliere nei suoi aspetti più significativi le caratteristiche di una Città d’arte e di spiritualità che conserva ancora i segni di un percorso di civiltà, cultura, arte, natura, devozione e prodotti artigianali ed enogastronomici unici.

Il centro storico più antico, detto comunemente Castello, è un suggestivo insediamento sorto nell’Alto Medioevo in seguito alla decadenza del municipio romano di Septempeda, posto più a valle. Testimonianze della vita comunale e della signora degli Smeducci sono offerte dalla cinta muraria e dall’antica porta ancora intatta, dall’alta Torre e dal suggestivo piazzale sottostante oltre che dagli esigui resti del palazzo Consolare, della fonte delle sette cannelle, dai fasti religiosi che rimandano al Duomo vecchio, dallo splendido Chiostro del Castello.
Tra i monumenti richiamati nella candidatura pure l’Antico Episcopio, i tanti conventi e monasteri, l’incantevole piazza Del Popolo, le tante chiese che circondano il cuore dell’attuale città insieme alla ricchissima pinacoteca e a un territorio costellato di ben 12 castelli ancora forieri di fascino.
f.u.
Percepiva il reddito di cittadinanza ma era emigrato all'estero, denunciato dai carabinieri
15 Giu 2021
I carabinieri di Cingoli hanno denunciato un cittadino del luogo per indebita percezione del reddito di cittadinanza e truffa ai danni dello Stato.
Nel corso di specifici controlli i militari hanno appurato che l’uomo, che aveva dichiarato di versare in stato di bisogno e di avere anche la propria moglie a carico, in realtà era emigrato all’estero 6 mesi prima dopo aver lasciato la casa di cui usufruiva.
Inoltre la moglie, per la quale era stata concessa un’integrazione del beneficio economico di circa 200 euro, non era mai stata residente a Cingoli.
Pertanto l’uomo, che nel frattempo aveva usufruito indebitamente di una cifra pari a 3.610 euro, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata, con l’Inps che ha immediatamente proceduto alla sospensione del beneficio.
f.u.
Nel corso di specifici controlli i militari hanno appurato che l’uomo, che aveva dichiarato di versare in stato di bisogno e di avere anche la propria moglie a carico, in realtà era emigrato all’estero 6 mesi prima dopo aver lasciato la casa di cui usufruiva.
Inoltre la moglie, per la quale era stata concessa un’integrazione del beneficio economico di circa 200 euro, non era mai stata residente a Cingoli.
Pertanto l’uomo, che nel frattempo aveva usufruito indebitamente di una cifra pari a 3.610 euro, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata, con l’Inps che ha immediatamente proceduto alla sospensione del beneficio.
f.u.
