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Continuano le ricerche da parte dei vigili del fuoco e del soccorso alpino per rintracciare Alfio Farabbi, un 55enne di Perugia che ha fatto perdere le sue tracce da martedì scorso.
A dare l'allarme sono stati subito i famigliari che hanno sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Ponte San Giovanni.
Gli amici hanno scritto un post su Facebook per sensibilizzare la cittadinanza alle ricerche tanto che nelle ultime ore la sua auto, una Smart, è stata trovata a Pintura di Bolognola.
Nel post i perugini hanno spoegato che Farabbi è un amante della montagna e dell'escursionismo: non è escluso quindi che abbia scelto i monti Sibillini per una passeggiata e poi si sia trovato in difficoltà.
Non ha con sé né documenti né telefono cellulare.
Al momento tanti i professionisti e i volontari che stanno cercando il 55enne anche con l'elicottero.

(servizio in aggiornamento)
“Se potessi andrei a vivere in un piccolo borgo”. Parole di Licia Colò madrina della seconda edizione di “Appennino Foto Festival- Luce della Rinascita”, con i borghi maceratesi che dal 17 al 25 luglio ospitano interpreti del mondo fotografico naturalistico e letterario.

“Sono molto felice di essere presente a questo Festival che sta scommettendo sulla forza della natura, una scommessa che io sto facendo da tutta una vita". La nota autrice, conduttrice televisiva, scrittrice, è arrivata nelle Marche per prendere parte, come madrina d’eccezione, all’“Appennino Foto Festival- Luce della Rinascita”. Sabato 17 luglio alle ore 18,30 nella piazza principale di Belforte del Chienti, a tagliare il nastro della seconda edizione insieme alla viaggiatrice Colò, ci saranno anche le autorità locali e regionali, oltre agli organizzatori, l’Associazione Photonica3.  

Affiancati dalla collaborazione dell’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal sostegno della Regione Marche, insieme ai cinque comuni che ospitano gli eventi, i promotori daranno vita ad un Festival che non mancherà di appassionare residenti e turisti. Fino al 25 luglio i luoghi più suggestivi dei comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona, saranno lo scenario di AFF21, format itinerante, ricco di eventi emozionanti con grandi interpreti del mondo fotografico-letterario-naturalistico.

La Colò con gli amministratori locali e gli organizzatori


Professionisti di rilievo internazionale, grandi nomi legati al mondo della fotografia naturalistica e ambientale, personaggi noti al grande pubblico, come Emanuele Biggi, conduttore della trasmissione Geo su Rai3, Stefano Unterthiner, primo italiano nella storia della fotografia moderna a lavorare su incarico del National Geographic, il filosofo e performer teatrale Cesare Catà, Marco Colombo, naturalista e fotografo, i grandi fotografi Bruno d’Amicis, Luciano Gaudenzio, Maurizio Biancarelli, Fabiano Ventura, il giornalista specializzato in tematiche della montagna Stefano Ardito e il critico d’arte più popolare d’Italia, Vittorio Sgarbi, hanno accolto l’invito di Photonica3. 

AFF2021 gode anche del patrocinio gratuito del Parco Nazionale dei Monti Sibillini perché grazie anche al Festival si scopriranno paesaggi e ambienti unici, come le Lame Rosse in cui sabato 24 luglio l’Afni (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani) proporrà una uscita fotografica di paesaggio. AFF è un festival unico nel panorama regionale e nazionale che porterà nell’entroterra maceratese, decine e decine di persone che hanno già prenotato un posto letto per trascorrere nel territorio un po’ di tempo, immersi nella bellezza dei borghi.

la Colò con con i rappresentanti di Caldarola Cessapalombo e lUnione Montana dei Monti Azzurri

Dopo il taglio del nastro, sabato alle 21.15 ci sarà un grande evento con la premiazione del Concorso Internazionale di Fotografia Naturalistica Asferico 2021 insieme al conduttore di Geo di Rai 3, Emanuele Biggi. Si vedranno scatti meravigliosi sulla fotografia naturalistica fino a conoscere il vincitore finale.  Il Festival sarà un’occasione per promuovere la cultura e la natura dei borghi dell’Appennino. “A me piacciono le realtà a dimensione umana e quindi le Marche, nonostante le ferite del terremoto, hanno tante piccole realtà che potrebbero essere a dimensione umana, che dovrebbero essere recuperate, perché purtroppo in passato abbiamo fatto cose molto più belle che nei periodi recenti e quindi perdere questi tesori storici, architettonici non possiamo permettercelo”, conclude Licia Colò.
Il fascino dei trattori di una volta di scena a San Ginesio. Organizzata dal Gruppo Amatori “Le Teste Calle”, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e la collaborazione della pro loco, domenica 18 si terrà la seconda edizione del “Raduno dei Trattori d’Epoca”.

Numerosi esemplari di trattori “a testa calda” provenienti da diverse zone delle Marche si danno appuntamento al campo sportivo “F. Marchetti” per una giornata di festa con le note del gruppo Folkloristico di Stornellatori e Cantastorie “La Martinicchia” e di ritorno al passato. Nel pomeriggio, poi, giro panoramico del paese, dove il rumore tipico di questi rombanti mezzi farà rivivere i tempi della campagna di una volta.

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“La scuola nelle Marche riparte regolarmente e in sicurezza grazie ad interventi come quello dei sanificatori. Le lezioni riprenderanno il 15 settembre per concludersi il 4 giugno”.

Lo comunica l’assessore all’istruzione, Giorgia Latini, nel dare notizia che la Regione ha pubblicato l’Avviso pubblico per la concessione di contributi straordinari a favore degli Istituti scolastici marchigiani per l’acquisto di dispositivi di sanificazione dell’aria che favoriscano lo svolgimento in sicurezza delle attività didattiche in presenza, a seguito dell’emergenza sanitaria.

“Saranno 204 i giorni di scuola, dopo un anno durante il quale sono stati fatti grandi sforzi per dare continuità ai programmi, anche attraverso la didattica a distanza. Ora – specifica Latini - grazie alle iniziative che abbiamo messo in campo per il rientro in sicurezza, non ci sono ritardi nella ripresa in aula e riusciamo a garantire il regolare inizio delle lezioni. La sanificazione ambientale è il nuovo imprescindibile elemento di sicurezza (microbiologica e di salubrità degli ambienti), a salvaguardia della salute dei nostri ragazzi”.

Il contributo è riconosciuto agli istituti scolastici delle Marche per un massimo di 20 mila euro per Istituti fino a 800 studenti iscritti, 30 mila euro per Istituti fino a 1500 iscritti, 40 mila euro per Istituti con oltre 1500 iscritti. Il costo complessivo dell’intervento è di 3 milioni. I destinatari sono gli Istituti dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado (statali e paritari), gli Istituti secondari di secondo grado (statali e paritari), gli Istituti scolastici statali e paritari non commerciali con sede legale o operativa nelle Marche.

“Vogliamo inviare a tutto il mondo scolastico - prosegue Latini - un messaggio di normalità. La scuola deve ripartire con la programmazione ordinaria delle lezioni. Le Marche hanno compiuto un grande lavoro, siamo stati primi nella campagna vaccinazioni. Questo impegno va ripagato con il ritorno all’ordinario, ciò che desiderano famiglie, studenti e tutto il mondo della scuola”.

f.u.

Preoccupazione per la costruzione della nuova sede dell’ospedale di macerata e necessità di rilanciare la rete delle farmacie e quella dei medici di medicina generale che dovranno diventare la base per la diagnostica e la prevenzione.

Queste le riflessioni dell’Udc di Macerata sulle mancate scelte degli ultimi 10 anni in materia di sanità regionale.

Non dobbiamo dimenticare il resto del territorio, soprattutto le aree interne con la struttura di Camerino/San Severino Marche che deve restare ospedale di base con pronto soccorso e le tre specialistiche di medicina, chirurgia ed ortopedia – esprimono in una nota i centristi - Ci permettiamo soltanto di aggiungere la necessità di rivalutare le sedi di Recanati e Tolentino, fino a qualche anno fa ospedali di appoggio rispettivamente per Civitanova Marche e Macerata con la presenza di posti di lungodegenza e di chirurgia a ciclo breve. Il nuovo PSR non potrà non tener conto di questa esigenza considerate anche le oggettive difficoltà dei due ospedali di primo livello a contenere e soddisfare le richieste di ricovero per la chirurgia programmata e la post acuzia”.

“In questi ultimi anni la mancanza di risorse ha portato ad un progressivo e silenzioso trasferimento di disponibilità finanziarie dalla medicina del territorio agli ospedali per acuti – continua la nota - La conseguenza è che poliambulatori, case della salute, consultori familiari e SERT hanno sempre più sofferto un progressivo impoverimento nell'erogazione dei servizi. C’è una questione di natura organizzativa che il Piano che andiamo a rivedere dovrà tener conto: bisogna separare i bilanci della medicina per acuti da quelli della medicina del territorio attraverso scelte coraggiose e chiare”.

Sull’auspicato aumento delle risorse secondo l’Udc maceratese “quelle dovranno andare alla medicina del territorio che ha più sofferto negli ultimi anni e se riusciremo, con le nuove sedi ospedaliere, a risparmiare dovremo destinarlo alla medicina di prima cura e di prevenzione. Alla medicina per acuti dovranno essere destinate nuove risorse a fronte di nuove specialistiche che nel frattempo dovremo programmare nella nostra Regione anche per sollevare i nostri cittadini dall’odiosa mobilità extra regione. Entrare nella logica della prevenzione significa anche destinare maggiori risorse alla ricerca, sopratutto alla ricerca sul DNA, non solo per curare i sintomi delle malattie, ma per prevenirne le cause. E’ un'operazione di grande respiro e di lungo periodo che tutti i partiti dovrebbero comprendere ed imporre anche alle stesse case farmaceutiche, molto impegnate nella ricerca, ma sempre sul versante quasi esclusivo della cura del male e non della sua prevenzione”.

Valfornace mantiene il titolo di comune “Bandiera arancione”, il marchio di qualità turistico-ambientale che il Touring Club Italiano riconosce alle località dell’entroterra con meno di 15 mila abitanti che soddisfano una serie di parametri ambientali, di valorizzazione del patrimonio culturale e di servizi per l’accoglienza. Si tratta per Valfornace di un’importante assegnazione: nonostante i danni del terremoto infatti, l’impegno alla salvaguardia ed alla implementazione nel tempo degli standard richiesti ha consentito di riconquistare l’ambita bandiera. Ma il riconoscimento premia anche le imprese locali, che hanno fatto della ricerca costante della qualità un tratto distintivo delle numerose attività ricettive (e non solo) presenti sul territorio.

Questa conferma conforta l’azione dell’Amministrazione comunale: l’attività svolta sin ora, votata ad una ricostruzione attenta alla cura e salvaguardia dei caratteri specifici del territorio, trova riconoscimenti anche a livello nazionale attraverso la conferma di questo prestigioso riconoscimento.

Così, quale gesto simbolico per festeggiare la conferma della Bandiera Arancione, sono state suonate a festa le campane della Chiesta di San Giusto, gioiello architettonico del territorio.

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f.u.
Neopatentati positivi all'alcol test, due le patenti ritirate dai carabinieri durante un servizio di controllo mirato alla circolazione stradale.
Si tratta dei militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Macerata che, nelle ultime 48 ore, hanno appunto fermato due automobilisti, entrambi neopatentati, alla guida dei rispettivi veicoli.
I due sono risultati positivi all’alcol-test con un tasso alcolemico tra lo 0 e 0.5.

I carabinieri hanno anche proceduto al sequestro di un’autovettura poiché il conducente guidava con la patente di guida revocata.
Infine sono state elevate altre tre contravvenzioni per violazioni aLLE norme del codice della strada.
Complessivamente sono stati controllati 53 veicoli ed identificate 57 persone.

     
Ripartire dalle ferite per impreziosirle. Nasce un po’ con questo intento il progetto che a Camerino vedrà in mostra le opere dell’artista contemporaneo Ettore Frani e il ballerino del Balletto di Roma Valerio Longo. La mostra d’arte contemporanea, che sarà inaugurata il 23 luglio al polo Venanzina-Pennesi, è stata presentata nella conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessore alla cultura Giovanna Sartori, Barbara Mastrocola direttrice delle collezioni civiche e diocesane, il performer Valerio Longo, l’artista Ettore Frani e Claudio Calari della Fondazione Lercaro.

Le opere in esposizione sono parte del progetto Le dimore del pittore, ideato da Paola Feraiorni ed Ettore Frani, che nasce nel 2017 quale riflessione intima sul senso della pratica pittorica, sui “luoghi” della pittura e sugli “oggetti” adoperati dal pittore nel suo lavoro quotidiano, i quali divengono, attraverso il suo sguardo, metafore dell’uomo e del suo rapporto ancestrale con il mistero dell’esistenza. Accolto e promosso nel 2019 dalla Raccolta Lercaro, già interlocutrice preferenziale negli anni dei contenuti della ricerca di Frani, il progetto, si è avvalso anche della curatela di Andrea Dall'Asta ed è accompagnato da un testo di Roberto Diodato. Un progetto sui generis che sviluppa uno dei nodi essenziali della poetica di Frani: la pratica della pittura come luogo di un’autentica e profonda esperienza spirituale. L’opera e il suo farsi divengono, per l’artista - come per il fruitore -, occasione di esplorazione introspettiva e momento privilegiato nell’esperienza dell’invisibile.

Le opere che compongono il quarto capitolo de Le dimore del pittore, presentate negli spazi del nuovo polo museale “Venanzina Pennesi”, rappresentano una sintesi della naturale evoluzione del percorso di ricerca di questo ciclo - ancora in fieri -  e sono state selezionate con l’intento di creare un dialogo con il patrimonio artistico dei Musei civici e le Collezioni diocesane di Camerino, ora custodito in questa “dimora temporanea”, e per accostarsi, in punta di piedi, all’esperienza traumatica subìta dalla città a causa del terremoto del 2016.

Queste opere, che si fanno soglie dischiuse sul mistero, invitano a sostare in una sorta di interregno, un confine posto tra visibile e invisibile, tra immanenza e trascendenza.

Il tema del “dimorare” diviene qui, non solo una profonda metafora ontologica ed esistenziale, ma anche una riflessione fortemente simbolica perché calata nella realtà del vissuto della comunità.

Per questa mostra Ettore Frani ha realizzato espressamente un’opera dal titolo Nella dimora, che vuole essere testimonianza di tenacia e resistenza, qualità che i curatori hanno ritrovato nella città di Camerino. Il dipinto sarà donato ai Musei di Camerino quale segno di vicinanza alla comunità e alla sua profonda ferita. Dall’esperienza de Le dimore del pittore è nata poi, in occasione di Art City White Night 2020, la performance Nella Notte del performer Valerio Longo che ha realizzato un dialogo, in forma di danza, con i contenuti della ricerca poetica di Frani. Questa esperienza sarà proposta al pubblico il 19 agosto 2020 alle 21.30 in Piazza Caio Mario in occasione della 35esima edizione del Camerino Festival.

Il progetto, prodotto dalla Raccolta Lercaro in collaborazione con Ettore Frani, Paola Feraiorni e Performazioni Cinetiche, è a cura di Claudio Calari e viene presentato in una forma inedita ed esclusiva per la città di Camerino.

A causa delle nuove norme restrittive Covid-19, Valerio Longo danzerà su un palco e non all’interno dello spazio espositivo. Quel palco è idealmente lo spazio “Pennesi” dove Ettore Frani espone le sue opere, semplicemente traslato all’interno della piazza. Diventerà quindi una galleria virtuale che prenderà corpo attraverso una proiezione, nella quale le opere di Ettore Frani prenderanno dimora e dialogheranno con i gesti e i movimenti di Valerio Longo.

Questa performance ha anche un valore simbolico per la città di Camerino ancora così violata e disabitata che apre idealmente le porte del museo e raggiunge, attraverso un’esperienza corale e collettiva, gli spazi ora silenti e spopolati del centro storico con la speranza di poterli rivedere presto nuovamente abitati.

Longo ha dimorato e interagito con i luoghi “sacri” del pittore, facendosi estensione corporea della genesi creativa e traducendo, attraverso la gestualità del corpo, in modo mai didascalico, la sublime e delicata tensione che l’atto della pittura custodisce.

La performance ha messo in relazione, inoltre, arte, danza e musica, quest’ultima inedita e composta per l’occasione dal M° Claudio Calari e M° Antonello Sabatini i quali hanno interpretato, attraverso rarefatte e sospese atmosfere sonore, le istanze più intime che la ricerca pittorica tenta di far emergere. Le musiche sono state infine impreziosite dalla voce di Paola Feraiorni il cui un intervento traspone in suono e parola uno dei temi nodali della poetica di Frani: la poetica della luce.

L’intento di questa fruttuosa e ispirata collaborazione è stato quello di far entrare lo spettatore ancor più in contatto con i lavori di Frani e condurlo, attraverso un’esperienza sensoriale di grande impatto emotivo, alla ricerca di “un oltre”. 
"Con un pennello in mano e la creatività, il mondo diventa un grande muro su cui dipingere". Così Veronica Bocelli ha descritto il ponte immaginario che, grazie alla Fondazione Bocelli, si è creato tra Muccia e l'Uganda.
Sarà un murales realizzato sul muro di contenimento delle sae, nel paese guidato dal sindaco Mario Baroni, a ricordare che il futuro appartiene ai più piccoli, coloro che possono disegnare e sognare un mondo migliore.

moresi

Un'idea che ha preso forma grazie al Summer camp organizzato a Muccia da ABF dal primo luglio scorso al 17 luglio prossimo: "Un progetto importante per noi - dice Laura Biancalani, presidente della Fondazione Bocelli - perchè, come sempre, il Summer camp è un modo per continuare a stare insieme ai bambini ed entrare nelle comunità. Quest'anno il tema riguardava l'arte e la scienza: i bambini fino ad oggi hanno lavorato con le essenze naturali, gli animali, con la robotica e l'intelligenza artificiale. Sono arrivati dalla Toscana i ricercatori di Sant'Anna; l'università di Camerino è sempre stata presente all'interno dei laboratori e due settimane fa hanno avuto la visita dei pappagalli che parlavano con loro.
Oggi iniziamo questa avventura alla ricerca dell'espressività. L'obiettivo è tirar fuori tutto quello che i bambini hanno dentro, in un ponte immaginario che si è creato con il campo profughi Bidi Bidi in Uganda".

murales gruppo



Muccia e Bidi Bidi sono, infatti, state collegate via web nelle ultime settimane, permettendo ai bambini di pensare ad una storia da realizzare nello stesso murales che da questa mattina sorge identico ed in contemporanea nel campo profughi e nell'area sae.
A Muccia, per realizzarlo, lo street artist Max Frieder, fodnatore dell'associaizone Art Solution che si occupa di portare l'arta di strada nei paesi colpiti da calamità: "La storia scritta dai bambini e che sarà realizzata sui muri racconta di un uomo anziano che torna indietro nel tempo, ricordandosi di come da giovane ragazzo è diventato ciò che è oggi attraverso l'educazione, il cibo salutare e, insieme agli altri, si è operato per creare un mondo migliore. Il murales finisce con il volto di una ragazza creato con i libri che rappresenta uguali opportunità per maschi e femmine all'educazione e alla cultura.
È la prima volta al mondo che viene realizzato un progetto del genere".

moresi e bambini

Visto l'impegno che la Fondazione Bocelli ha profuso, oltre a Muccia, anche a Camerino e Sarnano nella costruzione delle scuole, questa mattina erano presenti anche il maestro Vincenzo Correnti di Camerino, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco e il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili.

murales alto

"L'arte, la musica e la bellezza continuano ad essere elementi di dialogo tra popoli - dice Veronica Bocelli - . Noi questa mattina siamo tra note musicali e pennelli di tutti i colori con i bambini e i sindaci delle città vicine. Sono personalmente stupita dal lavoro fatto dai bimbi che, in poco tempo, hanno già percorso tanti metri di questo muro colorato e, nello stesso momento in cui noi dipingiamo a Muccia, in Uganda fanno la stessa cosa. Con un pennello in mano e la creatività, il mondo diventa un grande muro su cui dipingere". 

murales



GS 
Seppur in mattinata le Marche siano state superate da altre Regioni nei parametri per la definizione delle zone di rischio, il livello di attenzione in tema Covid resta alto. Il Presidente Francesco Acquaroli ha riportato la calma, sostenendo che “i dati della nostra Regione sono in linea con le medie nazionali”. Gli ha fatto eco l’assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini, che ha sottolineato, però, la fondamentale importanza della campagna vaccinale – entro luglio i cittadini con due dosi effettuate saranno la maggioranza – , e il dialogo, vivo e in divenire, con il Ministero della Sanità per la revisione dei parametri legati alla definizione delle zone gialle.

“Le Marche non rischiano la zona gialla, basta allarmismi” ha detto Acquaroli. L’assessore Saltamartini si è invece soffermato maggiormente sulle criticità del momento: “Il problema principale è la grande capacità di diffusione della variante Delta, che a breve sarà quella preponderante. L’eventualità che colpisca coloro che hanno rinunciato alla vaccinazione è alta, con conseguenti rischi di contrarre sintomi che potrebbero portare all’ospedalizzazione. Sono circa 300 mila coloro le persone non vaccinate – continua Saltamartini – , un numero alto. In questa fase di contrazione dei contagi, le altre patologie rimaste indietro nella cura a causa dei 18 mesi contraddistinti dal Covid hanno bisogno di essere trattate. Ricorrere a posti letto per il Coronavirus in questa fase intaserebbe nuovamente le nostre strutture. Siamo sicuri – chiede – che la scelta di non vaccinarsi sia giusta?”.

Poi il dialogo con il Ministero per la revisione dei criteri per le restrizioni: “Nella Conferenza delle Regioni abbiamo chiesto questo allo Stato. C’è un’intesa per rivedere il protocollo. Ma non dobbiamo dimenticare però – prosegue l’assessore – che solo nella provincia di Macerata abbiamo 12 mila ultrasessantenni non vaccinati. Mi sento di dire questo: se vogliamo continuare a godere di questa ritrovata libertà, è necessario provvedere rapidamente alla vaccinazione. Il film visto nell’ultimo anno e mezzo è un qualcosa che potrebbe verificarsi di nuovo, quindi invito tutti a valutare la vaccinazione. Senza immunità di massa – conclude Saltamartini – rischiamo nuovamente un autunno difficile”.

l.c.

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