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“Ognuno di noi dirà la sua su questioni che ormai è perfino inutile ripetere, in quanto le conoscono anche i sassi”- afferma il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci- "Vedremo se questa volta sarà l'ennesimo tentativo di aggiustare questo decreto che. per quanto ci riguarda, non ci ha assolutamente confortato né tantomeno soddisfatto perché mancano i punti essenziali e i fondamentali. Il contenuto non era quello che si auspicava quindi, sappiamo che i percorsi e gli iter legislativi sono sempre lunghi, e confidiamo che sia la volta buona per aggiustare qualcosa. In grande onestà - prosegue il sindaco di Castelsantangelo- non è che ci sono quei punti rilevanti che noi abbiamo richiesto: non c'è nulla sulla zona fiscale mirata tipo Livigno e non c'è nulla sulla rivisitazione della Legge sulla montagna; oltre gli aspetti della Ricostruzione che sono comuni a tutti e sui quali ormai tutti sanno dove sia il collo di bottiglia, oltre alla questione del Commissario che si chiama straordinario e sappiamo benissimo che ha poteri ordinari e questo per una realtà drammatica cone questa non va bene ( basti vedere la diversità di Genova dove per fortuna vanno avanti), ci mancano queste garanzie per la montagna e manca la certezza del futuro. Ci vorranno pure quindici vent'anni per ricostruire, ma senza questa certezza, significa non ricostruire. E' assolutamente necessario dunque che vi sia questa forza di volontà che il premier a Castel Sant'Angelo sul Nera, sembrava avesse condiviso, tant' è che al termine dell'incontro, richiamò e fece anche suo questo aspetto di un' attenzione sotto il profilo fiscale- prosegue Falcucci-; si tornerà a ribadire la necessità di questa benedetta legge quadro sulle emergenze che renda automatici gli interventi, senza ogni volta dover omologare un intervento a destra e uno a manca, dimenticando quelli che sono stati veramente virtuosi, dal Friuli ad altri interventi riferiti al sisma del 1997. Sono poi da colmare degli aspetti di vuoto normativo, non riferiti alla capacità operativa dei vari commissari perché sono limitati all'ordinario, ma è un vuoto che esiste. Lo disse anche lo scomparso e rimpianto Zamberletti che tra le emergenze e la ricostruzione c'è un binario che è terra di nessuno; è un treno dove non passa più nessuno perché ognuno viene e dice che si ferma lì. Lo dice giustamente il Capo Dipartimento che ha finito il suo incarico, lo dice il Commissario che si occupa di ricostruzione e intanto, tutto quello che sta in mezzo è diventato la terra di nessuno ed è uno dei motivi per i quali si rallenta la ricostruzione. Credo che poi vi sia da considerare anche l'aspetto dell'autocertificazione che va un po' migliorato perché, come hanno evidenziato gli ordini dei professionisti, con le norme farraginose e non chiare diventa veramente un terno al lotto individuare quant'è e qual è il contributo per la ricostruzione; si è detto poi di fare un Testo Unico delle ordinanze, insomma- conclude Falcucci- le cose che mancano e che servono le sanno tutti; il problema è fare, fare in maniera concreta con delle norme. Io lo vado dicendo da una vita e lo diciamo tutti insieme: se vogliamo salvare la montagna, bisogna salvarla in maniera seria, dando certezze per il futuro. Poi, aspettiamo tutti i tempi che ci servono da aspettare perché veramente questo sisma ha sconvolto il mondo intero. Ma senza quelle norme, è inutile che andiamo a menare il can per l’aia”.
cc
Vice sindaco per due mandati e da pochi mesi sindaco Antonio Bravi si è trovato spesso ad avere rapporti con Vanni Leopardi. "A Recanati - conclude - tutto quello che riguarda la cultura ruota intorno a Casa Leopardi e devo dire che in questi anni si era stabilito un ottimo rapporto, semplice e aperto. Motivo per cui il conte Vanni non esitava a manifestare all'amministrazione comunale qualsiasi perplessità avesse, spesso confidandosi con noi, e come amministrazione lo abbiamo sempre voluto coinvolgere in ogni iniziativa di carattere culturale. Una figura di spicco per Recanati e una grave perdità per la città".
F.U.
I maggiori problemi si registrano lungo la strada Provinciale 78 che da Urbisaglia conduce a Sarnano.
Diversi i rami e gli alberi caduti lungo la strada che impediscono il passaggio dei mezzi.
Interventi anche a Tolentino, nella zona del cimitero, dove i pompieri sono giunti sul posto per rimuovere i rami caduti sulla sede stradale.
La maggior parte degli interventi riguardano infatti alberi caduti o pericolanti.
GS
Due persone investite sotto Palazzo Europa, a Tolentino. Si tratta di due donne, due sorelle per la precisione, che stavano attraversando la strada nell'omonimo piazzale quando una vecchia Punto blu le ha centrate. Una classe '29, dunque 90enne, e una del 34, quindi 85enne. Una delle due è stata trasferita a Macerata in ambulanza anche se pare che poi si stata trasportata all'ospedale dorico mentre più gravi sono subito apparse le condizioni dell'altra che ha riportato diversi traumi e per cui è stato richiesto l'intervento dell'eliambulanza che l'ha portata a Torrette di Ancona.
g.g.
g.g.
San Ginesio. Paletti: "L'emergenza idrica si aggiunge ai disagi di un territorio martoriato"
03 Nov 2019"La grossa parte del territorio comunale - dice il consigliere delegato, Francesco Paletti - purtroppo non riesce ad essere fornita h24 con l'acqua. Il problema nasce dal fatto che la srogente dove noi siamo allacciati, in virtù di un ex consorzio che è quello del Fargno, è ormai asciutta.
Io l'ho verificata anche un paio di settimane fa: stiamo attingendo acqua da un pozzo di emergenza che è sempre posizionato a Bolognola. Ma anche questo pozzo sta scendendo di portata per cui non riuscendo più a rifornire il serbatoio centrale posizionato nel capoluogo e che ridistribuisce l'acqua nella rete idrcia nelle zone problematiche, neanche togliendo l'acqua la notte".
Sono tre settimane, infatti, che il Comune toglie l'acqua tutte le sere per la notte.
"Abbiamo attivato da qualche giorno la fornitura dell'acqua con delle autobotti - aggiunge - in collaborazione con il Tennacola, ma malgrado questo non riusciamo a sopperire alle necessità per una distribuzione normale dell'acqua.
Abbiamo inteso fare queste chiusure notturne che, sepsso non vengono mantenute con gli orari, perchè più la porata diminuisce e più ore sono necessarie per riempire questo sebratoio.
Se non piove, in modo anche abbastanza abbondante, soprattutto a Bolognola, è chiaro che i giorni a seguire saranno ancora peggiori.
Da tre settimane tengo sotto controllo la situazione, ma ogni giorno che passa è sempre peggio. Attendo aggiornamenti dal Tennacola, al massimo tra domani e martedì dovremo convocare una riunione d'urgenza per tamponare questa problematica. Li ringraziamo proprio per il grande lavoro che stanno facendo da giorni.
Chiederemo anche l'apporto della Protezione Civile per portare acqua nel serbatoio centrale del Comune".
Una situazione che getta nello sconforto un territorio già fiaccato dal sisma: "Sono davvero anni particolari per il nostro paese. Ho sentito persone che cominciano davvero a pensare di lasciare questi posti, anche i servizi più semplici diventano un problema. Purtroppo le amministrazioni sono davvero messe a dura prova. Si paga lo scotto di voler ostinatamente seguitare a vivere in questi paesi ma a volte lo sconforto prende davvero il sopravvento".
GS
