Radioc1inBlu
In un comunicato a firma del Capogruppo Gianluca Pasqui e di tutti i consiglieri di Radici al Futuro, viene espressa disapprovazione, spiegate le motivazioni dei dubbi e richiesti alla Regione Marche una serie di immediate misure e segnali urgenti da dare ad una comunità già profondamente colpita dal sisma e privata di un presidio sanitario fondamentale e di riferimento per tutto l'entroterra montano.
" L'ospedale da campo per i cittadini di Camerino non si può fare. Eventualmente l'ospedale da campo lo si fa per malati di coronavirus- recita in apertura la nota-
È questo il senso delle risposte del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli,durante la conferenza stampa tenuta martedì pomeriggio, e del Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, in un messaggio inviato,la sera stessa, al sindaco di Camerino (che ci ha informato di questa comunicazione).
Queste risposte - continua il comunicato- non fanno che alimentare le nostre perplessità nei confronti delle ragioni, definite"tecniche", che hanno portato a convertire l'ospedale di Camerino per la cura dei soli malati di coronavirus,smantellando un gioiello della sanità come è (era?) il nostro ospedale e lasciando di conseguenza la montagna scoperta della gran parte dei servizi sanitari ordinari.
Se è possibile, infatti,realizzare ospedali da campo specializzati per la cura dei malati di coronavirus perché non sono stati attrezzati (anche a Camerino se necessario) lasciando inalterata l'operatività del nosocomio camerte, garantendo così alla popolazione, anche studentesca, della nostra città il mantenimento dei servizisanitari ordinari?
Non possiamo inoltre ritenerci soddisfatti dal "contentino" adottato (centro prelievi due o tre volte alla settimana; pronto soccorso con una dotazione strumentale minima, ecc...) per compensare la città dell'immane danno causato.
Alle perplessità tecniche si aggiungono quelle sulle scelte politiche, che hanno come esito finale l'ennesima penalizzazione e depauperamento di un territorio che da anni lotta contro il tentativo di trasferimento delle bistituzioni e servizi ubicati a Camerino e nell'intera area montana,determinando di fatto una lotta tra poveri,consequenziale, a possibili aspettative.
Consapevoli,come sempre abbiamo fatto, siamo pronti a rispondere presenti all'appello di solidarietà e di supporto alla causa nazionale, ma la sola promessa (tra l'altro deliberata posticipata mente, per di più da unamministrazione in scadenza) di ripristino dell'ospedale camerte al termine dell'emergenza, non giustifica assolutamente "l'esproprio" messo in atto dalla Regione senza la benché minima condivisione con la comunità locale.
Ancor più da condannare sono le modalità con le quali è stato impiegato personale medico e paramedico assolutamente non informato e formato per affrontare tale situazione di emergenza,esponendo, loro e ilorocari e tutta la comunità, a possibili rischi elevatissimi.
A loro va, tutto il nostro ringraziamento e la nostra totale stima nell'impegno e dedizione che usano nel loro lavoro per salvare le nostre vite.
Nel post sisma-prosegue la nota di Radici al futuro- non solo non si è voluta una strategia di sviluppo delle aree più colpite (non citiamo laricostruzione che è praticamente ferma in tutto il cratere perché quello è solo un problema ulteriore) ma l'amministrazione Regionale si è resa protagonista di scelte che hanno dirottato fondi pensati per le aree colpite verso territori lontani che poco c'entrano col terremoto, per finalità non direttamente collegate ai danni del sisma. Basti ricordare i fondi del terremoto utilizzati per il Rettorato dell'Università di Ancona o per la mensa dell'Università di Urbino,il contributo del danno indiretto esteso a comuni fuori cratere,i mancati finanziamenti aggiuntivi al trasporto pubblico locale, i finanziamenti concessi al Rossini Opera Festival...l'elenco potrebbe continuare.
È ora di dire basta a tutto questo.
Come Consiglieri comunali di minoranza, del gruppo Radici al Futuro, di Camerino,confermando la nostra vicinanza e supporto all'amministrazione comunale, in questo momento di emergenz a cittadina,pretendiamo che la Regione dia segnali immediati e concreti nei confronti del territorio montano.
In queste ore la quasi totalità delle attività commerciali ed economiche della città sta nuovamente chiudendo per un'altra emergenza e molti di loro ancora sono in attesa dei famosi fondi della delocalizzazione. A talproposito chiediamo l'immediato pagamento di tutti i contributi,post sisma, a tutte le attività che ne hanno fatto richiesta; fondi che forse nell'immediato possono dare almeno un po' di respiro ad una situazione economica oramai disastrosa da anni soprattutto nella zona montana di Camerino.
Chiediamo inoltre l'immediata sospensione di tutti i tempi e termini relativi alla ricostruzione, poiché questo stato di stallo potrebbe creare ancora più danni. Si pensi, per puro esempio, soltanto alla mancata sospensione dei lavori per gli interventi di riparazione leggera: infatti se entro sei mesi il proprietario non conclude i lavori questo perde l'intero contributo.
Nelle prossime ore, sempre nel massimo spirito collaborativo, chiederemo al Sindaco di organizzare un primo tavolo di lavoro costituito da maggioranza e minoranza,Università,Arcidiocesi,Unione Montana e Contram al fine di redigere un documento che ridia speranza ad una comunità che ha già dovuto affrontare le difficoltà del sisma e che oggi si vede privata anche della presenza sanitaria, da sottoporre sia a livello governat ivo siaregionale.
Contemporaneamente organizzeremo una videoconferenza,al fine di rispettare le disposizioni governative, con tutti i rappresentanti delle forze politiche,chiedendo per questo aiuto alla nostra Università,in quanto siamo fortemente convinti che tutti devono prendere un impegno nei confronti di un' intera area montana, oggi ancor più martoriata di ieri.
Inoltre- conclude la nota- condividendo in pieno sia le affermazioni del Magnifico Rettore Claudio Pettinari sia quelle del Presidente della Contram Stefano Belardinelli, pretendiamo che la Regione si adoperi per porre in essere immediatamente (con la stessa velocità con cui ha portato via i pazienti ed ha trasformato il nostro ospedale) misure significative di contrasto al danno causato dalla scelta di privare la città dei servizi sanitari ordinari,attingendo alle risorse proprie visto che non si è fatta scrupoli di attingere a quelle del sisma per finanziareiniziative di altre parti della regione.
I Consiglieri Comunali di Camerino Gianluca Pasqui
Antonella Nalli Roberto Lucarelli Stefano Falcioni
c.c.
È bastato un foglio affisso fuori dall'ufficio postale per comunicare che da domani, 12 marzo, gli uffici resteranno chiusi e che sarà possibile ritirare la corrispondenza in giacenza quando saranno riaperti.
Indignato Giuliano Ciabocco annuncia di voler prendere provvedimenti: "Sono esterrefatto dal comportamento di Poste Italiane - dice - . Nessuno ha avvisato il Comune né il sottoscritto. Ritengo gravissimo e irrispettoso nei confronti dei cittadini ginesini tale comportamento, soprattutto in questo particolare momento in cui, oltre agli enormi disagi provocati dal sisma del 2016, si aggiungono quelli legati al coronavirus e tutto ciò che sta provocando
Ritengo questa scelta una "interruzione di pubblico servizio" e stiamo valutando le varie azioni da intraprendere".
GS
Così il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha annunciato ulteriori restrizioni per le prossime settimane.
Dopo aver trasformato l'Italia in una intera penisola protetta, oggi è stato accolto l'appello accorato dei migliaia di negozi che da giorni chiedono di chiudere tutto: "Sarà disposta la chiusura di tutte le attività comerciali - ha detto - escluse farmacie, parafarmacie e generi alimentari. Chiusi bar, pub e ristoranti e i servizi di mensa che non possono rispettare le distanze. Chiusi parrucchieri ed estetisti. Le aziende portanno continuare a lavorare, incentivando comunque le ferie e chiudendo i reparti che non sono indispensabili. Garantite le attività del settore agricolo e anche i servizi bancari".
Consapevole di chiedere agli italiani misure che fanno paura ma che sono necessarie per contenere i contagi, Conte ha detto: "I risultati di questi sacrifici li vedremo tra qualche settimana. Non possiamo pensare di vedere i primi miglioramenti già da domani".
Poi l'annuncio della nomina di un commissario per l'emergenza. Sarà Domenico Aruri, amministratore delagato di Invitalia: "A breve nominerò un commissario delegato per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere a questa emergenza - ha detto Conte - . Avrà ampi poteri di deroga e lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione e distribuzione di attrezzature. Avrà il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature".
Infine l'invito a tener duro: "Una comunità di individui, rimaniamo distanti oggi, per abbracciarci con più calore e correre veloci domani".
GS
Legnini scrive ai sindaci del cratere
11 Mar 2020Nella missiva inviata ai Sindaci, il Commissario ricorda che fin dall'avvio del mandato commissariale si è riproposto di promuovere un dialogo e un confronto continuo con tutti i sindaci e la visita dei territori colpiti dal sisma per porsi in rapidissima sintonia con i problemi e le aspettative delle comunità locali.
"L'acuirsi dell'emergenza Coronavirus - scrive ai sindaci Legnini- ha reso necessario far prevalere l'esigenza inderogabile del rispetto delle regole restrittive adottate dal Governo e dalle Regioni, doverosamente privilegiando le ragioni di tutela della salute individuale e collettiva. Dopo le mie visite a Teramo, Norcia e Macerata, si è reso purtroppo necessario rinviare gli incontri già programmati a Camerino, Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, così come l'incontro con tutti i Sindaci, che intendevo promuovere con l'ANCI per condividere da subito le prime decisioni necessarie a dare impulso alla ricostruzione privata e pubblica.
L'emergenza sanitaria che stiamo vivendo, che si somma a quella post sisma ed a quella economica che va già profilandosi- continua il Commissario - ci impone comunque di produrre insieme ogni sforzo per attenuarne gli effetti gravemente dannosi e farci trovare preparati nel momento in cui questa terminerà.
Con questo spirito, gli uffici, seppur a ranghi ridottissimi, garantiranno in questo periodo i servizi essenziali e le attività necessarie per adottare le prime importanti decisioni.
Stiamo innanzitutto provvedendo alla riorganizzazione e al rafforzamento della struttura commissariale- prosegue la lettera- assolutamente necessaria per accrescere significativamente la capacità di fornire risposte e dare impulso alle attività ad essa demandate. A breve vi comunicheremo le scelte che saranno compiute.
Inoltre, sto già provvedendo ad una nuova adozione, con integrazioni e modifiche, di tre delle cinque Ordinanze del mio predecessore che, a seguito delle censure della Corte dei Conti, ho provveduto a ritirare. I nuovi testi, che saranno definitivamente approvati in questi giorni, riguardano: l'anticipo ai professionisti per i progetti di ricostruzione (ex Ordinanza n. 88); l'assunzione di 200 nuove unità di personale negli Uffici Speciali per la Ricostruzione e nei Comuni (ex Ordinanza n. 89); la modifica, richiesta dagli USR, di alcune disposizioni di precedenti Ordinanze (ex Ordinanza n. 93).
Stiamo, inoltre, lavorando alla riscrittura dell'Ordinanza sulla semplificazione delle procedure di ricostruzione, con l'intento di renderla molto più incisiva ed efficace, utilizzando appieno tutte le potenzialità contenute nelle disposizioni dell'articolo 12bis del Decreto leggel 89/2019 e nelle ordinarie e vigenti norme, sia procedimentali che urbanistiche.
L'obiettivo prioritario che ci proponiamo è di consentire di dare in tempi molto stretti un forte impulso alla ricostruzione privata, in particolare degli edifici con danni lievi, senza trascurare gli altri interventi.
Analoghe misure di accelerazione si impongono per la ricostruzione pubblica; tuttavia per conseguire risultati apprezzabili occorre far leva su uno specifico intervento legislativo, che dovrà al più presto essere sottoposto all'attenzione del Governo e del Parlamento.
Non potendo organizzare in tempi brevissimi un incontro collegiale con tutti Voi, come era mia intenzione fare, chiedo a quanti lo riterranno di inviarmi ogni proposta e suggerimento utile sia sui punti che ho richiamato che su ogni altro problema afferente la ricostruzione privata e pubblica e le misure di sostegno all'economia locale di competenza commissariale.
Per inviare note e documenti potete utilizzare l'indirizzo email dedicato allo scambio di comunicazioni con Voi Sindaci"
Infine, allo scopo di agevolare una comunicazione più rapida con gli amministratori, Legnini comunica che intende aprire a breve una chat su Whatsapp.
Nel chiudere la lettera, prima di salutare i sindaci del cratere, il Commissario formula i suoi migliori auspici "per il lavoro che ci attende, sia per affrontare l'emergenza sanitaria in atto che per tutte le attività legate alla ricostruzione".
Maccari: "Comunichiamo Camerino con attenzione"
11 Mar 2020
la famiglia Maccari con il cuoco Scipioni
“La salute di tutti noi è la priorità e quindi è giusto mettere a disposizione tutte le strutture e le professionalità per uscire da questa terribile emergenza – dichiara Federico Maccari – Il rischio, però, è che Camerino venga associata al virus e questo comporterebbe un aggravarsi dei problemi che abbiamo avuto e continuiamo ad avere con il terremoto nei confronti della città, della sua Università e delle attività produttive del territorio”. Ancora una volta, dunque, anche se in modo diverso, l’azienda della famiglia Maccari dimostra il proprio attaccamento alle proprie radici. Mentre, infatti, nell’immediato periodo post sisma la scelta fu quella di aprire un nuovo stabilimento creando ulteriori posti di lavoro, “in questa circostanza – continua l’amministratore delegato – è necessario fare squadra e comprendere l’importanza di proteggere il nostro territorio che è troppo fragile dopo il concatenarsi di situazioni che rischiano di mettere in ginocchio un intero comprensorio. Una comunità che, invece, ha bisogno di ritrovare fiducia, speranza e azioni concrete per realizzare quel progetto di crescita di cui ha assolutamente bisogno. Oggi più che mai bisogna fare attenzione a ciò che si fa, ma soprattutto a ciò che si comunica”.
f.u.
Da QuiPoste, consegna gratis a domicilio
11 Mar 2020"E' un servizio che abbiamo studiato e creato in brevissimo tempo- spiega Francesco Siviglia-; così come il virus è veloce anche i nostri pensieri richiedono velocità. Ci siamo sentiti in dovere di offrire il nostro contributo alla comunità camerte che già da diverso tempo è purtroppo vessata dai tanti problemi causati dal sisma. Con questo nostro servizio, basterà che il cittadino contatti il proprio commerciante di fiducia, dalla farmacia all'alimentari, per provvedere all'ordine della spesa che intende fare e saranno poi i commercianti a contattare noi di QuiPoste per dirci i prodotti da consegnare e il recapito della clientela da raggiungere. Quello che è importante dire- aggiunge Siviglia- è che il destinatario dovrà pagare in contanti perchè purtroppo siamo sprovvisti di Pos. Il nostro- sottolinea - vuole essere uno schiaffo al virus e nel contempo e sopratutto quello che vogliamo è che tutti i cittadini capiscano l'importanza di rimanere a casa. Ci tengo a rimarcarlo. Mi raccomando restate a casa. Noi che non possiamo farlo,ci adopereremo per far fronte alle vostre richieste".
Tanti i commercianti di Camerino che, soprattutto nel settore della ristorazione e della confezione di cibi da asporto, si erano detti nell'immediato disponibili a dare il proprio contributo nella consegna di piatti e cibi pornti a fronte dell'ordine dei cittadini ma che, a tutela della proria salute e di quella dei propri familiari, vista la crescita esponenziale dei casi di coronavirus che si sta registrando, hanno deciso di sospendere l'attività e rispettare la regola dell'io resto a casa che è l'unica misura adatta al contrasto della diffusione.
C.C.
"E' una situazione diffcile per tante persone che rispettando le regole non escono dalle loro case- afferma Safi-; trovandomi comunque al lavoro e non potendomi a mia volta spostare dalla città, ho pensato a quelle che sono le persone più fragili in questa situazione di emergenza. Mi sono detto che magari posso essere utile e dare una mano. Ho pubblicato un post sui social per farlo sapere lasciando il recapito telefonico, rendendomii dunque disponibile per questo piccolo gesto d'aiuto. Il Coronavirus - aggiunge Safi- ti fa capire che il mondo è un paese. Tutto è partito dalla Cina ed è arrivato fino a qua e in tanti altre nazioni, quindi nel mio piccolo e anche se le mie origini non sono in queste zone, mi sento in dovere di farlo per una città che mi ha accolto e mi vuole bene. Penso anche che l'aiuto alle persone è universale: una mamma è una mamma, una nonna è una nonna in qualunque parte del mondo. Sapere di far felice anche con un piccolo gesto una mamma o una nonna di qui e che magari ha già avuto tanti problemi a causa del terremoto, mi fa piacere. Non ho neanche la macchina ma con la bicicletta elettrica raggiungerò queste persone per consegnare loro da mangiare. Lo faccio come se fossi un figlio di questa città dalla quale ho ricevuto un abbraccio; lo faccio con grande piacere come fossi un figlio o un nipotino di queste persone di Camerino e per rispondere ad un loro bisogno. Il mio cuore c'è sempre ".
Parole che non possono che suscitare grande emozione quelle pronunciate da questo giovane (il cui nome è Jumadin, ma conosciuto come Safi che è il suo cognome), arrivato a Camerino poco prima del sisma, come titolare del Kebab da lui rilevato. L'attività di Safi era in pieno centro storico e, giusto qualche giorno prima di quel 26 ottobre 2016, stava per partire con un secondo locale, sempre nel cuore della città. Solo una settimana prima delle scosse aveva concluso il contratto. Ci aveva investito tutto il denaro che aveva, racimolato tra parenti e amici. Rimasto senza niente, si era subito spostato a Milano per cercare lavoro. Per circa un mese è rimasto capoluogo lombardo, ma quando ha saputo dai suoi amici commercianti che, seppure con qualcosa di temporaneo, dal City Park avrebbe potuto ripartire, non ha esitato a far ritorno a Camerino. E' da lì che ha ripreso la sua attività di ristorazione, successivamente spostata al Sottocorte Village. Nel frattempo Safi si è anche iscritto all'università e gli mancano 8 esami per la laurea triennale del Corso di Giurisprudenza in Scienze sociali e cooperazione internazionale.
C.C.
Ha ottenuto il 58% dei voti e ora si impegnerà per la campagna elettorale.
"Un onore rappresentare il Movimento per il quale mi sono impegnato tanto, in tanti anni - ha detto Gian Mario Mercorelli ai microfoni di Radio c1...inBlu - , e sono contento che questo impegno abbia guadagnato la stima degli attivisti".
Poi uno sguardo al percorso che lo attende prima delle urne: "Per ora mi limito a parlare della modalità di approccio alla politica. È questa che sarà diversa come lo è stata in tutte le occasioni in cui ci siamo trovati a governare.
Gli altri - dice facendo riferimento alle forze politiche avversarie - amano candidare personaggi a cui piace avere su di loro le telecamere.
Io non sono come loro. Voglio essere il veicolo della gente, fare da tramite a coloro che hanno necessità e proposte, come molti del Movimento hanno.
Certamente ho il mio punto di vista, ma la cosa più importante è sapere mettere da parte il proprio ego, dimenticarselo, e cercare di fare sempre e solo il bene delle comunità".
GS
C'è evidentemente sempre il furbetto che 'ci prova'. Nonostante i decreti del Governo per evitare il propagarsi del Coronavirus, un 49enne dello Sri Lanka e residente in provincia di Parma, stamane è stato beccato dai Carabinieri della stazione di Mogliano in città senza valida giustificazione. Lui stesso ha raccontato ai militari di essere arrivato domenica e di non aver adottato alcuna forma di cautela, senza peraltro informare del proprio movimento l’autorità sanitaria di zona. Provenendo quindi da una Regione ad alto rischio infettivologico, è stato denunciato per l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità visto che ha disatteso le disposizioni impartite con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri proprio dell’8 marzo e dell’Ordinanza della Regione di ieri.
Il personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Civitanova invece, a conclusione dei necessari accertamenti, ha denunciato un 39enne bangladese titolare di una pizzeria. L’uomo era rimasto aperto al pubblico oltre il limite consentito, fissato dalla norma alle 18, restando aperto invece fino alle 20 quando è stato controllato e sanzionato.
Di ciò è stato interessato anche il Sindaco di Civitanova per l’attivazione della procedura amministrativa per la sospensione dell’attività, stringente misura prevista dal decreto per la necessaria tutela della collettività.
(nelle foto, alcuni controlli svolti a San Severino)


g.g.
Una nuova dura prova per sindaci, rappresentanti di istituzioni, e imprenditori che oltre alle energie, sin dall'immediato dopo sisma hanno messo in campo anche risorse importanti per cercare di riemergere dai 4 anni che attendono l'avvio della ricostruzione. E la decione di riconvertire l'ospedale di Camerino a struttura riservata ai pazienti affetti da coronavirus, ha portato con sè nuove preoccupazioni, accentuando il disorientamento delle comunità.
In prima linea nel fronteggiare con caparbietà la nuova emergenza, è l'Università di Camerino che con lo slogan “Unicam sta con te, ma tu stai a casa”
sintetizza la campagna di formazione e informazione in atto, sottolineando ancora una volta il lavoro che l’ateneo mette in campo per garantire agli studenti lezioni, esami, lauree in videoconferenza, invitandoli nel contempo a comportamenti responsabili e al rispetto delle regole. Pronta la reazione su tutti i fronti da parte della prima industria dell'entroterra, chiamata come tutti a tenere testa ad una criticità che tuttavia, rischia di annebbiare gli sforzi e le iniziative coraggiose intraprese nel corso degli ultimi e difficilissimi anni.
“ Non ci voleva- afferma il rettore di Unicam Claudio Pettinari- ’Non ci voleva, perché sono passati poco più di 3 anni da un qualcosa che ha già cambiato profondamente le nostre vite. Eravamo proprio nel momento più importante per cercare di rilanciare al meglio il nostro Ateneo, chiudendo un percorso di attivazione di nuovi corsi, completando la costruzione di nuove strutture, mettendo a disposizione servizi di qualità ai nostri studenti e di nuovo ci troviamo a dover fronteggiare un duro colpo. Ne subiamo noi, ne subisce l’intera comunità nazionale ed è un colpo che avrà probabilmente delle conseguenze gravi sull'economia nel nostro Paese. Come ateneo - continua il rettore - siamo stati abbastanza pronti a reagire, proprio perché venivamo dall’esperienza del sisma, pertanto siamo stati in grado di ripartire subito con riunioni, lezioni telematiche ed esami, addirittura li stiamo conducendo per via telematica. Posso dire che solo fra ieri mattina e il pomeriggio precedente, abbiamo avuto più di 570 sessioni con oltre 3500 studenti collegati. Si pensi che ad una sessione chat che abbiamo fatto con con gli studenti per informarli della situazione, hanno partecipato globalmente 476 studenti collegati in diretta con rettore e prorettore. Tutte le nostre attività stanno continuando, chiaramente per quel che possono, attraverso le modalità telematiche; i nostri uffici sono tutti al lavoro e ci tengo a ringraziare l'intero personale tecnico-amministrativo e in primis il personale docente per l'incredibile sforzo che sta facendo. Abbiamo messo in atto alcune strategie quali quelle dello Smart Working, del lavoro agile da casa, affinchè possa essere efficace ai fini della produttività dell'Ateneo che non vogliamo assolutamente far diminuire.
I nostri cantieri stanno andando avanti- prosegue Pettinari-; siamo un po' preoccupati per le forniture di materiali che risentono dì produzioni che non sono del nostro territorio, ma comunque stiamo andando avanti e contiamo di mantenere quelle che erano le programmazioni che avevamo definito qualche mese fa.
Sono quei cantieri che quando li guardiamo ci danno la speranza in un futuro migliore. E ci teniamo molto alla salvaguardia della salute della nostra popolazione studentesca: abbiamo tanti studenti internazionali che purtroppo quando arrivano non hanno la possibilità di usufruire di un medico generale di famiglia e che molto spesso utilizzavano le strutture sanitarie di eccellenza presenti sul territorio, ed è chiaro che la creazione dell'ospedale Covid a Camerino ha cambiato le carte in tavola. Continuiamo comunque ad essere una popolazione fragile che risentirà sicuramente in maniera forte di questa decisione che io spero vivamente sia stata ben valutata, ben vagliata e ben considerata e che alla fine, quella che la Regione ha presa, sia stata la decisione migliore perché se così non fosse, allora sarei davvero molto molto preoccupato. Da parte mia- precisa il rettore- auspico che quanto prima si salvino vite e si ritorni alla normalità. Auspico che si possa riavere quella struttura ospedaliera a pieno regime; ne abbiamo bisogno come Ateneo, ne abbiamo bisogno sia per promuoverci sia per garantire la sanità e la salute di tutti i nostri studenti e di tutti gli abitanti. E dato che è stato scelto il presidio sanitario di Camerino, perchè è stato detto che quella struttura era l'unica idonea, spero che vi sia un rafforzamento di quella struttura: se quella è l'unica struttura idonea, è su quella che domani si deve puntare per garantire a questo territorio un servizio di qualità, altrimenti, se come qualcun altro paventa lo hanno considerato un luogo dove semplicemente appoggiare per il momento dei malati gravi, allora le preoccupazioni e le nostre attenzioni saranno chiaramente forti. Noi dobbiamo far rinascere questo territorio: c’è necessità di portarci lavoro, di prospettare sviluppo e garanzie per il futuro dei nostri ragazzi, di portarci nuove attività e nuove giovani famiglie e, le giovani famiglie arriveranno esclusivamente se tutti i servizi saranno loro garantiti".
Parole quelle del rettore dell'Università di Camerino che fanno capire quante nubi nuove si addensino su un vasto territorio già profondamente ferito. Il tempo sospeso sembra allungarsi e c'è il rischio che cadano i timidissimi appigli di speranza ai quali le popolazioni si sono aggrappate per sfuggire al virus della disperazione. E la percezione dei timori e del disorientamento, non può che essere più sensibile in chi ha dalla sua, una responsabilità su un numero elevatissimo di persone. Lo stesso rettore Claudio Pettinari, fa notare che su decisioni dalle notevoli ricadute, sarebbe auspicabile un maggiore coinvolgimento e una maggiore preventiva consultazione.
"Lo dico da tempo- sottolinea il rettore Pettinari- In tutta la società, dalla politica alla comunità stessa, trovo con troppa frequenza il non ascolto. Nella mia persona non c'è un ente territoriale, ma in questo momento sono un soggetto che, tra studenti dei corsi di laurea e studenti del PF24, master e dottorandi, eroga servizi a circa 9500 persone e dà lavoro a circa 1500 persone. Credo pertanto di avere la dignità e le dimensioni di qualche grande comune di questo territorio, eppure accade molto spesso che io non venga chiamato a deciderne le sorti. Le persone non si rendono conto di quanto sia importante una struttura come l'Università di Camerino e di quanto sia fondamentale fare gruppo ed essere coesi. Bisogna assolutamente capire che noi che siamo qua e lo facciamo anche per una missione che sentiamo dentro perché avremmo potuto tranquillamente svolgere altri lavori, ed è giusto che sulle decisioni pubbliche d'impatto, veniamo contattati per avere da noi qualche indicazione qualche suggerimento qualche consiglio che con i nostri tecnici, credo che spesso siamo stati in grado di fornire al meglio”.
c.c.
