Radioc1inBlu

Dal 2 al 4 maggio torna a Tolentino la rievocazione storica della Battaglia di Tolentino promossa dall'Associazione Tolentino 815 in stretta sinergia con il Comune di Tolentino, Assessorato alla Cultura. Il nutrito programma dell'edizione 2008 è stato presentato nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini, l'Assessore alla Cultura Massimo Marco Seri e il Presidente di Tolentino 815 Paolo Scisciani. Dopo gli anni intermedi, la rievocazione storica delle fasi salienti della battaglia combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli e quello austriaco del Barone Federico Bianchi e considerata da vari storici come la prima battaglia per l'Indipendenza Italiana, torna al Castello della Rancia in grande stile con un nutrito programma di incontri, mostre, conferenze, presentazioni di libri e film e soprattutto torna con una importante partecipazione di rievocatori provenienti da tutta Europa che, per due giorni, ricostruiranno in maniera fedele, accampamenti, movimenti di truppe e cavalleria, vita militare e fasi degli scontri. Grande attesa anche per le nuove movimentazioni che saranno presentate dal gruppo storico tolentinate “2° Cavalleggeri”.

Con questa importante manifestazione, sempre più apprezzata a livello europeo e che richiama il pubblico delle grandi occasioni, Tolentino torna crocevia della Storia Nazionale: inizio e fine dell'epoca franco-italica, tra il declino del potere temporale pontificio (Trattato di Tolentino, firmato il 19 febbraio 1797 tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti dei Papa Pio VI) e le origine del Risorgimento (Battaglia di Tolentino).

 

Questo il programma dettagliato dell'edizione 2008 della Rievocazione Storica Tolentino 815.

Venerdi 2 maggio, Ore 17.00, Castello della Rancia,  presentazione libro “Gioacchino Murat, Re di Napoli – L'Ultimo Anno del Regno” (tomo quarto) di M. H. Weil, traduzione dal francese. Ore 18.00, Castello della Rancia, inaugurazione Mostra “Dal Trattato alla Battaglia, Decreti, Carte e Manoscritti”, a cura di Antonio Volpini. Ore 21.00, Castello della Rancia, Proiezione Film “Fuoco su di Me”, regia Lamberto Lambertini (con Omar Sharif, M. Varrese, S. Kulkarni) e presentazione Libro “Fuoco su di me; quante storie per un film”  a cura dall'editore Mario Savonardo.

Sabato 3 maggio, Ore 9.30,  Visita Guidata alle Sale Napoleoniche di Palazzo Parisani Bezzi, dove il 19 febbraio 1797 fu firmato il Trattato di Tolentino tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti di papa Pio VI e nel maggio 1815 vi prese alloggio il Barone Federico Bianchi, comandante dell'esercito austriaco. Mostra “Costumi del Dipartimento del Musone” tratti dai 22 Figurini dipinti da Filippo Spada nel 1811, per il censimento generale del Regno Italico, di cui le Marche facevano parte, relativi ai comuni che corrispondono alla attuale provincia di Macerata. Alle ore 10.00, all'Auditorium San Giacomo, Convegno di studi promosso dal Comitato Bicentenario Murattiano “Bicentenario del Regno Murattiano 1808-2008”, con il patrocinio del “Comitato Nazionale per il Bicentenario del Decennio Francese 1806-2006”, moderatore il prof. Gilberto Piccinini, presidente Deputazione di Storia Patria per le Marche. Questi gli argomenti ed i relatori previsti nel programma dei lavori: "Il Regno di Napoli nel sistema dell'Impero napoleonico" prof. Enrico Spagnesi , ordinario di Storia del Diritto Università di Pisa;

"Lo Statuto del 1808 del Regno di Napoli e gli Statuti del Regno d'Italia" dott. Marco Baratto, Le Souvenir Napoleonien, Delgazione Nord Italia; "I difficili rapporti tra l'Intendente napoleonico e i comuni del Regno di Napoli" prof. Maria Sofia Corciulo, Direttore Dipartimento Studi Politici Università La Sapienza di Roma; "L'esercito napoletano e la campagna per l'indipendenza italiana" prof. Virgilio Ilari, ordinario di Storia delle Istituzioni militari Università Cattolica di Milano.

Ore 13.00, al Castello della Rancia, Rancio del soldato ed alle ore 15.00, visita dell'accampamento Storico. Alle ore 16.00, al Castello della Rancia, Rievocazione Storica della Battaglia di Tolentino, primo giorno. Ore 17.30, al Castello della Rancia, Cerimonia ufficiale Incontro delle Delegazioni italiane di Le Souvenir Napoléonien, Società Francese di Storia Napoleonica, alla presenza di S.A.R. il Principe Murat; Gemellaggio tra Associazione Tolentino 815 e Associazione Murat di Pizzo, e tra I.I.S. “Filelfo” di Tolentino e Liceo Classico “Genovesi” di Napoli.

Ore 20.30 Banchetto del Re, menù storico tratto da “Il Cuoco Maceratese” di Antonio Nebbia, pubblicato nel 1792 (solo su prenotazione). Ore 22.00 Gran Galà Reale, balli storici in costume, Castello della Rancia.

Domenica 4 maggio Ore 9.30 visita guidata ai Luoghi della Battaglia, ritrovo Castello della Rancia (Castello della Rancia, Monumento di Rotondo, Casone, Ossario di Salcito, ex-chiesetta della Cisterna, Ossario di Cantagallo, Torrione San Catervo, Palazzo Parisani Bezzi). Utilizzo della Pianta dei Luoghi della Battaglia, dei cartelli e segnaletica stradale istallata.

Ore 11.00  Rievocazione Storica Trattato di Tolentino e Parata Gruppi Storici, nel centro storico di Tolentino. Ore 12.00 Onore ai Caduti al Monumento contrada Rotondo. Ore 13.00 Rancio del soldato, Castello della Rancia. Ore 15.00, al Castello della Rancia, Rievocazione Storica della Battaglia di Tolentino, secondo giorno.

 

All'ingresso del carcere c'è una scritta incisa su pietra in un angolo del corridoio che conduce all'atrio d'ingresso e recita cosi: “Ognuno perdona secondo la propria capacità d'amare”. Mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano, ha celebrato la sua prima S. Messa di Pasqua con i detenuti della casa circondariale di Fossombrone. «Ho detto che sarei venuto ogni Natale e Pasqua qui con voi – ha esordito all'inizio della S. Messa Mons. Trasarti – ma da qui alle prossime festività natalizie sarei contento di potervi incontrare proprio mentre la maggior parte delle persone, d'estate, partono per le ferie. Con il vostro cappellano don Guido mi farò aiutare per fissare anche quest'ulteriore appuntamento tanto atteso e gradito con tutti voi». Nel giorno di Pasqua il Vescovo ha toccato i punti salienti del Triduo Pasquale appena celebrato, partendo proprio dalla figura di Giuda iscariota meditata il Venerdì Santo. «Giuda non è peggiore di Pietro e vorrei – ha detto il Vescovo ai detenuti – che ripensassimo a questa figura con più affetto. Non dimentichiamoci, cari fratelli qui in carcere, che il primo a chiedere di essere ricordato in Paradiso è stato proprio un ladrone ed assieme a lui un centurione. È proprio vero: sotto la Croce nessuno è fuori posto e a me, sacerdote e vescovo, non è dato mai di dire: per te non c'è posto». I detenuti hanno accolto con calore e affetto la persona e le parole del Vescovo, forti anche della visita di numerosi familiari che hanno fatto richiesta di poter incontrare i loro congiunti in occasione delle festività pasquali. Ma la cattiveria, purtroppo, ha la memoria viva e anche in carcere giungono notizie di morte con l'uccisione di un figlio di un detenuto proprio nella giornata di ieri, nel sud Italia. Compito non facile, quello per il cappellano don Guido Spadoni, nel dare la triste notizia al detenuto, ricordandolo in modo particolare nella S. Messa. «Voi siete la mia cattedrale – ha proseguito Mons. Trasarti nell'omelia – e non mi sento affatto a disagio qui con voi, parimenti come se mi trovassi nella cattedrale di Fano e la sua solennità. Da padre penso ai vostri figli, genitori, famiglie. Tutti abbiamo bisogno di qualcosa che sia diverso dalla terra e la Pasqua ci chiede di guardare al cielo». Quale augurio, pertanto, portare ai detenuti nel giorno di Pasqua? «Tu non puoi dire buona Pasqua se non ti sei impegnato prima a ripulire il marciume che ci portiamo dentro – ha evidenziato il Vescovo –. Anche voi come Pietro avete pianto tanto per un tradimento e per il male commesso, ma nessuno di voi è così povero da non avere niente da dare. Come Vescovo ho bisogno anche di voi per poter capire la mia vita. Io non posso aprirvi queste porte e spezzare queste sbarre – ha concluso Mons. Trasarti – ma posso dirvi che Cristo è risorto anche per voi e per ciascuno personalmente. Anche da una finestra del carcere si può intravedere la luce di Cristo e della sua misericordia». Mons. Trasarti ha concelebrato assieme al cappellano don Guido Spadoni e al diacono Fabio Bilancioni che, all'interno del carcere, svolge servizio di recupero degli anni scolastici.


“Ringraziamo il Vescovo di Ascoli Piceno per un gesto di grande significato, che testimonia come la Diocesi sia accanto alle imprese agricole di questa provincia anche nei momenti di difficoltà”. E' il commento del direttore di Coldiretti Ascoli-Fermo, Anacleto Malara, dopo che Monsignor Silvano Montevecchi si è recato in un allevamento del territorio per benedire gli Agnelli della Marca, gli agnelli certificati prodotti nelle Marche. Il Vescovo è stato accolto nell'impresa zootecnica di Antonio Ricciotti, il presidente provinciale dell'Apa, Associazione provinciale allevatori, che qualche giorno fa aveva denunciato la concorrenza sleale a danno delle aziende picene operata dall'arrivo di agnelli provenienti dall'Est, pronti per essere venduti come nostrani. “Sua Eccellenza ha sottolineato come il mestiere di allevatore sia uno dei più antichi – ha spiegato Ricciotti - e di come contribuisca con la sua opera costante a curare il territorio ed assicurare ai cittadini produzioni sane e di qualità”. Coldiretti Ascoli-Fermo rinnova a tale proposito l'invito ai cittadini consumatori a scegliere carne marchigiana. “L'Agnello della Marca, promosso da Bovinmarche e Ovinmarche, assicura una completa tracciabilità dal campo alla tavola – aggiunge il presidente dell'Apa – e garantisce un livello qualitativo sicuramente più alto rispetto alla carne importata dall'estero”. Tra l'altro il marchio che identifica la carne ovina ha un logo e una serie numerica che permette di identificare l'animale e l'allevamento da cui proviene. L'etichetta è realizzata in amido di mais e incollata con una speciale colla anch'essa di mais. In questo modo, potrà essere tranquillamente cotta assieme alla carne senza alcun problema. Oltre a ciò, il fatto che non può essere staccata se non rompendola dà una ulteriore garanzia, rendendo pressoché impossibile che qualcuno la possa poi riutilizzare su carne non tracciata.

Don Tonino Lasconi, scrittore, giornalista, parroco a Fabriano, è stato nominato assistente ecclesiastico dell'Ucsi delle Marche. L'annuncio è stato dato dalla Conferenza Episcopale marchigiana. Soddisfazione è stata espressa dal Presidente dell'Ucsi Marche, Vincenzo Varagona, secondo cui questa nomina è un riconoscimento da parte dei vescovi del lavoro che l'Ucsi Marche svolge ormai da qualche anno a servizio della Chiesa marchigiana, nel campo delle comunicazioni sociali. E' inoltre la prima volta, nella storia recente dell'Ucsi marchigiana, che all'associazione viene riconosciuto un assistente ecclesiastico.

“E' per noi un privilegio, afferma Varagona, la scelta di don Tonino, per anni direttore di uno dei più prestigiosi periodici diocesani, “L'Azione” di Fabriano.

Di don Tonino abbiamo avuto modo di apprezzare in tanti anni la capacità di raggiungere il pubblico dei ragazzi con messaggi diretti e coinvolgenti sui principali temi della vita di fede”.

Uno degli impegni più recenti per don Tonino è stato quello di “mediare” per il grande pubblico il Direttorio “Comunione e missione”, anche in questo caso con un volume, “Predicatelo con i media”.

“Ora, conclude Varagona, don Tonino è atteso a una scommessa, individuabile nella natura stessa dell'impegno dell'Ucsi Marche: cercare di essere efficace cerniera fra un mondo, quella della professione giornalistica e un altro, quello della comunicazione ecclesiale, che un tempo erano nettamente distinti, ma che oggi, grazie a una maggiore sensibilità acquisita dalla Chiesa e a un accurato lavoro di formazione, sono sempre più contigui e tendenti a sovrapporsi”.

Stavo iniziando gli esami all'Università con il collega di Filosofia Teoretica.

Fui chiamato dalla segreteria particolare del Sindaco con urgenza, ma non risposi pensando che mi volessero fare gli auguri per il mio compleanno.

Poi scoppiò la notizia! Trascorsi in Municipio la mattinata; fu convocato straordinariamente il consiglio ed ebbi l'incarico di parlare a nome della Giunta, come nel pomeriggio in piazza.

Sono stati giorni traumatici: da Aldo Moro, che conobbi personalmente per il tramite del senatore Luigi Gui e di Maria Fida (figlia), avevo tratto luce e forza per comprendere che era necessario allargare le basi della nostra democrazia, attraverso il dialogo, animato dalla persuasione di comprendere l'altro senza mai perdere la fecondità dei grandi valori del cattolicesimo popolare e democratico.

Di lui leggevo tutto; compresi, dal suo stile di vita e dal rigore del suo modo di pensare, come per servire il bene comune sia necessario attingere alla fede evangelica, alla silenziosa preghiera, all'esperienza dei grandi educatori, vescovi sacerdoti e laici, che ebbe la nostra Italia.

Speravo che le ragioni della vita di un uomo, di ogni uomo! soprattutto se buono, potesse bloccare la mente dei brigatisti e rendere più coraggiosa, nell'aver cura di Moro, la schiera dei responsabili pubblici. Alla sua morte…pregai per la sua adorata famiglia, ma mi convinsi che Aldo Moro è il Tommaso Moro dei nostri giorni.

Da lui viene ancora un metodo per lavorare a favore del cambiamento nella giustizia e nella verità; soprattutto, ne avremmo necessità perché nella mediocrità di oggi si rischia di perdere la speranza e di non saperla donare a tutti. Ci aiuti dall'Alto insieme a Paolo VI.

+Francesco Giovanni, arcivescovo.

Mercoledì 19 marzo presso il Museo del Santuario di San Nicola di Tolentino è stata inaugurata XIV STAZIONE, mostra d'arte sacra contemporanea promossa e organizzata dall'Associazione Culturale Cometa in collaborazione con la Comunità Agostiniana e con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Tolentino.

XIV STAZIONE nasce con l'intento di ri-esplorare le opere antiche raccolte all'interno delle sale del Museo del Santuario attraverso un percorso nuovo, seguendo il tema della Deposizione di Cristo, ultima ipotetica tappa della Via Crucis.

Gli artisti, Rachele Biaggi, Sandra Carassi, Marco Grazioli e Alessia Porfiri, si sono interrogati sull'assenza di Dio, momento, cruciale per l'uomo, che segue la morte di Cristo e con le loro opere hanno trasposto in materia il loro intimo sentimento, personale ma anche umanamente universale, di fronte a tale evento.

Il percorso preposto, allestito nell'androne dell'ingresso e con installazioni scultoree negli altri spazi espositivi, stabilisce un'unione tra le opere moderne ad altre antiche presenti nel Museo come la “Deposizione” di Marchisiano di Giorgio, in nome di un evento che accomuna l'uomo di ieri e di oggi e che ci invita ancora a condividere il fardello di quel corpo sciolto dall'uomo sceso dal legno con i personaggi che nel testo biblico lo circondano e ad arte gli rendono omaggio con doviziosa cura ed amorevolezza.

La mostra, che viene inaugurata in occasione della Settimana Santa, resterà aperta fino al 4 maggio, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle 19, ingresso libero, snodandosi quasi fino alla Pentecoste, come una conferma rigogliosa e crescente della Resurrezione nella vita quotidiana dell'uomo.

Una comunione di idee, esperienze, presenze, quale quella che ha unito l'Associazione Cometa e gli artisti, si istaura all'interno del Museo, dove più espressioni di umanità, arte e fede si incrociano in una sola memoria. Una breve sosta, vitale e intensa, una stazione a cui soffermarsi per interrogarsi e sentirsi partecipi di uno stesso bisogno di andare oltre la fragilità umana.

Più di duecento ragazzi e ragazze, provenienti dalle quattro province marchigiane, hanno partecipato a San Severino alla fase regionale dei campionati studenteschi di scacchi. La manifestazione, curata dall'associazione locale “La torre Smeducci” e patrocinata dal Comune, si è svolta a palazzo Servanzi Confidati. A livello di risultati le scuole maceratesi hanno ben figurato. Nella categoria Juniores maschile ha vinto il titolo regionale il Liceo scientifico “Varano” di Camerino con la squadra formata da Edoardo Gianfelici, Marco Pelagalli, Simone Sabbatucci, Filippo Santarelli e Matteo Marsili. Lo stesso istituto ha primeggiato anche nella categoria Allievi femminile con la formazione composta da Martina Antonini, Elisa Marcelli, Alessandra Cambriani e Ludovica Ciattaglia. In evidenza anche il Liceo scientifico “Filelfo” di Tolentino che ha conquistato il titolo nella categoria Juniores femminile con Alice Dorici, Marta Di Franco, Lucia Morina e Nicoletta Raggi. Per quanto riguarda le scuole di San Severino il migliore risultato l'ha ottenuto l'Itis “Divini” con un terzo posto nella categoria Juniores maschile, mentre buoni piazzamenti sono giunti per il Circolo “Luzio” (4° posto fra i più piccoli) e per il Comprensivo “Tacchi Venturi” (4° e 5° posto, maschile e femminile, fra i “Cadetti”). Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti, fra gli altri, gli assessori comunali allo Sport, Gianpiero Pelagalli, e all'Istruzione, Alessandra Aronne.

 

Il ciclo di rinnovamento culturale che nel 2007 si è cominciato a tracciare a Caldarola (MC) partendo dall'opera di Simone De Magistris sta per mostrare tutta la sua ampiezza attraverso una mostra che fa perno intorno al “pittore visionario”, enzima di fervore e di gusto per la ricerca artistica e va oltre lasciandoci scoprire figure altrettanto interessanti che hanno nutrito un ricco tessuto culturale nelle Marche del Cinquecento.

            La Commissione Cultura-Eventi, presieduta da Vittorio Sgarbi, istituita dall'Amministrazione Comunale di Caldarola per la valorizzazione e l'utilizzo del Palazzo dei Cardinali Pallotta (della quale fanno parte rappresentanti della Regione Marche, della Provincia di Macerata e della Comunità Montana dei Monti Azzurri, oltre ad intellettuali di fama nazionale) ha realizzato Scoperte nelle Marche intorno a Simone De Magistris, mostra che, dal 20 marzo all'8 giugno nel Palazzo dei Cardinali Pallotta di Caldarola, rivelerà l'importanza e l'influenza del pittore nato a Caldarola nel 1538 e morto nel 1613, attraverso le nuove scoperte intorno alla sua figura, tra cui spiccano una decina di tele inedite o ancora poco conosciute. Si confermerà un artista di grande sensibilità, moderno, sensibile all'influenza della pittura veneziana del Lotto e Tiziano ma già partecipe e anticipatore di un gusto diverso che lascia intravedere il nuovo secolo e che lo rende protagonista di una vera e propria scuola.

Il Palazzo dei Cardinali ospiterà un gruppo di circa 30 opere affreschi e sinopie della  scuola del Maestro di Caldarola, nonché la ritrovata pala d'altare di Paolo Piazza della Collegiata di Cupramontana, La Morte di San Giuseppe. Un'opera che nessuno conosceva, “scoperta dal nulla”. Un'opera forse dimenticata e che proprio grazie alla maggiore consapevolezza e al senso di orgoglio e appartenenza nati con la mostra dello scorso anno emerge ora all'attenzione. E' di Paolo Piazza, pittore contemporaneo di De Magistris, per certi versi più importante e famoso del “Nostro”, una figura complessa che ha suscitato sempre molto interesse e al cui riguardo Sgarbi commenta: ”A guardare questa opera ritrovata, il collegamento fra De Magistris e Piazza si vede proprio nel nome di quel grandissimo visionario che allungava le figure, che mostrava questa visione come di sogno o di incubo che è appunto El Greco…”. Il Piazza, frate-pittore di Castelfranco (conterraneo quindi del Giorgione), non ebbe molta fortuna critica, nonostante si fosse fregiato di importantissimi lavori per la corte imperiale a Praga e Monaco, dove potè vedere da vicino i grandi Manieristi europei. Sono tuttavia i maestri italiani coloro i quali più lo segnano: Raffaello, Paolo Veronese e Tintoretto, del quale è un grande ammiratore e dal quale eredita le veloci mosse e la messa in scena teatrale dei suoi personaggi.

Oltre che per il Piazza, “l'evento De Magistris” dello scorso anno è stato il catalizzatore per la riscoperta delle pale d'altare di Andrea Lilli della Cattedrale di Apiro, di fatto sconosciute, e che ritroveremo quest'anno nella nuova mostra di Caldarola insieme ad alcuni importanti disegni di Ferraù Fenzoni e dello stesso Lilli, nonché di due magnifiche tele del maestro Lorenzo Lotto, La Caduta degli Angeli Ribelli e il Ritratto di Ludovico Grazioli.

L'aspetto forse più affascinante della mostra è il “venire alla luce” per la prima volta di un De Magistris scultore: in mostra, infatti, dopo un complesso intervento di restauro, ecco la prima scultura  a lui attribuita raffigurante la Madonna con il Bambino, scoperta nella  Chiesa di San Francesco a Force, nell'Ascolano.

Il percorso espositivo sarà allestito negli straordinari spazi architettonici del piano nobile del Palazzo dei Cardinali Pallotta, appena tornato agli antichi splendori ed apprezzato dal grande pubblico in occasione dello scorso evento espositivo, Quindi, non una sede qualsiasi quella della mostra, bensì uno dei due eccezionali gioielli architettonici di Caldarola, il Palazzo per eccellenza, in cui attraverso il linguaggio pittorico e architettonico si esprime lo spirito della Controriforma. Uno spazio di straordinario fascino nel cui impianto architettonico è disegnata la stessa piazza antistante in un'ideale composizione, armonica ed unitaria. Pochissime nel corso dei secoli le trasformazioni e le aggiunte, così che oggi dopo un attento e lungo restauro gli affreschi del piano nobile e i soffitti a cassettoni ne fanno un complesso di eccezionale rilievo.

Splendida la Stanza del Paradiso, situata vicino al piano nobile del Palazzo, voluta dal Evangelista Pallotta, il potente cardinale molto vicino a Sisto V che fece di Caldarola quasi una piccola Roma sistina. La Stanza rappresentava una sorta di studio alquanto celato e remoto, interamente affrescata con scene dell'arte venatoria, mostra ancora oggi un paesaggio altamente lirico con colori vivi e festosi che animano una narrazione vivace e piena di slancio tanto da essere considerata lo “scrigno” prezioso di tutta la maestosa struttura. 

Usciti dal Palazzo il percorso prosegue in un altro dei luoghi indimenticabili di Caldarola, il Castello Pallotta. Recentemente restaurato e riaperto al pubblico, rimane uno dei pochi manieri in Italia interamente arredati, un luogo fiabesco che domina l'intero paesaggio. Merlature, torri, cammini di ronda e ponte levatoio immettono, passando dalla rimessa delle carrozze e dalla selleria, all'interno, tra sala d'armi, sale affrescate, saloni con tappezzerie e arredi autentici, biblioteca, cucina, salotti. Dimora estiva del Cardinale, il castello divenne dal ‘500 luogo di godimento rinascimentale al quale il De Magistris portò la ricchezza e il lirismo della sua pittura.

Lasciamoci ora condurre in un affascinante viaggio virtuale verso una meta remota e suggestiva quale la bellissima cappella del Santuario di Macereto di Visso nel maceratese, luogo in cui l'espressione dell'eclettico spirito del De Magistris raggiunge la considerazione di genio. Attraverso un sofisticato sistema informatico supereremo l'altopiano di Macereto, varcheremo la soglia del Santuario dall'eccezionale interesse architettonico, ci immergeremo in quello che è il più completo esempio di architettura rinascimentale cinquecentesca delle Marche. Ma soprattutto ci soffermeremo nell'abside con l'altare maggiore, gli stucchi importanti, le statue, contempleremo le opere del De Magistris del 1580-82: il Natale di Gesù, l'Adorazione dei Magi, la Discesa dello Spirito Santo, la Circoncisione, la Natività della Madonna, la Fuga in Egitto.

Tornati a Caldarola ed usciti dalla mostra lo sguardo si posa ancora una volta sul dolce profilo delle colline marchigiane, sui borghi medievali delle cinque frazioni di Caldarola, Pievefavera, Croce, Vestignano, Valcimarra e Bistocco, sulle tante testimonianze d'arte e di cultura in un ambiente naturale di rara armonia che regalano al visitatore un viaggio indimenticabile in una “piccola” Italia di qualità e bellezza.

 

SEDE:               Caldarola Palazzo dei Cardinali Pallotta

ORARIO:           feriale 10,00-13,00 

                                      15.00–19.00

                          prefestivo e festivo 10,00-19,00

BIGLIETTO:      Mostra Palazzo dei Cardinali Pallotta: intero € 6,00 ridotto e gruppi € 5,00

                       (il biglietto dà diritto a sconti del 10% in hotel, ristoranti e negozi convenzionati)

INFO:                 0733.905529 349.0571850     SITO www.simonedemagistris.it

 

In vista della presentazione di una proposta di legge regionale contro la violenza sulle donne, di cui risultano essere prime firmatarie le consigliere regionali Stefania Benatti e Adriana Mollaroli, la Provincia di Macerata ha ospitato un incontro svoltosi alla presenza dell'assessore regionale alle Pari Opportunità, Loredana Pistelli, della presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità, Adriana Celestini e, a livello locale, dell'assessore alle Pari Opportunità, Clara Maccari, dei componenti della Commissione Provinciale Pari Opportunità, dei consiglieri e degli assessori donne di diversi Comuni del Maceratese. L'incontro, pensato per raccogliere suggerimenti e indicazioni in vista dell'elaborazione del testo legislativo definitivo che sarà presentato in Consiglio regionale, è servito per analizzare la portata del fenomeno e ribadire saldi principi a difesa dei diritti delle donne.

“Il fenomeno della violenza è un fenomeno di vasta portata – ha spiegato l'assessore provinciale Clara Maccari, sottolineando – Esso riguarda qualsiasi tipo di abuso, non solo la violenza sessuale, ma anche i maltrattamenti psicologici, quelli fisici e quelli economici perpetrati nei confronti delle donne sempre più frequentemente a partire dall'ambito familiare”.

La proposta di legge, che sarà arricchita dal contributo dei rappresentanti della Provincia di Macerata, prevede nello specifico opportuni interventi quali l'istituzione di un forum permanente, la promozione di progetti finalizzati alla realizzazione di iniziative di prevenzione e di informazione, la disciplina dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza, la promozione di azioni per l'inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e altro ancora.

L'incontro ospitato in Provincia è servito, inoltre, per presentare anche il progetto “Donne in movimento” che ha lo scopo di creare una rete provinciale e regionale tra pubblico, privato sociale e volontariato per attivare risorse ed interventi, adottare un linguaggio e una metodologia comune tra tutti gli attori coinvolti, massimizzare le risorse e prevedere ulteriori azioni contro la violenza alle donne.

“La Provincia di Macerata – spiega ancora l'assessore Maccari – ha aderito anche a questa iniziative di cui è partner insieme alle altre province marchigiane. Fra gli obiettivi del progetto, che prevede la sottoscrizione di un apposito protocollo d'intesa, l'attivazione di uno sportello dove saranno raccolte tutte le segnalazioni provenienti dal territorio. Infine verranno anche proposti appositi corsi di formazione rivolti a vari soggetti responsabili nell'ambito della sanità, delle scuole e delle forze di polizia e del volontariato che di solito raccolgono le segnalazioni degli atti di violenza”.

Sabato 15 marzo, presso l'Auditorium San Giacomo si è tenuto un incontro, inserito nel “Progetto Legalità” al quale è stato invitato a partecipare il giornalista e scrittore Roberto Saviano. L'autore di “Gomorra”, che attualmente vive sotto scorta per le minacce di morte ricevute, ha raccontato ai ragazzi dell'Istituto d'Istruzione Superiore “F. Filelfo” la sua esperienza di testimone scomodo delle vicende della camorra partenopea. Molte le domande, formulate dagli studenti a cui ha risposto, fornendo tutta una serie di informazioni precise circa il “sistema” creato dalla malavita organizzata nel sud Italia.

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Trasparenza

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo