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Tutto pronto per l'edizione 2008 dello “Show Motor Centro Italia” il cui appuntamento prenderà il via sabato 22 marzo per concludersi lunedì 24, nella sua tradizionale cornice del Centro Fiere di Villa Potenza. Un appuntamento organizzato dai Motoclub Riuniti di Macerata e che prevede una serie di eventi che coinvolgeranno appassionati e amanti dei motori, sia delle due che delle quattro ruote, ma anche semplici curiosi attratti dal fascino che sprigionano i motori e da quanto presentato in questa manifestazione. L'inaugurazione della tre giorni è prevista per sabato alle 11. Tante le conferme rispetto alle passate edizioni ma anche delle interessanti novità ad iniziare dal Freestyle che vedrà oltre alle evoluzioni con le due ruote anche quelle, sicuramente molto attese, dei Quad ma senza dimenticare il fascino che emana da sempre il colore rosso Ferrari con l'appuntamento si sabato (16.30) con “Gli amici della rossa”, ma c'è anche chi non resiste alle “vecchie” Fiat 500 e qui l'appuntamento è per lunedì. Autocross e Quad daranno vita ad esibizioni entusiasmanti. Donne e motori sono un binomio che esiste da sempre e domenica alle 17 si terrà il 1° Concorso Miss Show Motor. Lo Show Motor Centro Italia sarà aperto dalle 9 alle 20 dal 22 al 24 marzo presso il Centro Fiere di Villa Potenza. Sabato si terrà un incontro sulla sicurezza stradale, dedicato ai giovani dal titolo “I giovani e la strada verso il 2010”. L'incontro è organizzato con la collaborazione con l'Unasca a cui daranno il loro apporto molti personaggi che dedicano il loro lavoro, alla sicurezza di tutti sulle strade. Tra gli intervenuti parlare anche dell'Etiltest ci sarà il dottor Maurizio Magini, responsabile marketing Energy Line e distributore per l'Italia dell'Etiltest.
Non si arresta il trend positivo della raccolta differenziata in provincia di Macerata. Infatti anche nel mese di febbraio i valori medi, su scala provinciale, grazie al porta a porta, continuano ad aumentare raggiungendo nel mese di febbraio quota 35,28% (febbraio 2007 26,98%).
Altro dato da sottolineare l'aumento della differenziata che passa da 2.583.669 kg dello scorso anno a 3.492.215 kg di febbraio 2008 mentre scende l'indifferenziata da 6.993.807 kg del febbraio 2007 a 6.405.332 kg di febbraio 2008.
Sempre molto alte le performance dei comuni dove il Cosmari ha attivato il servizio di raccolta differenziata porta a porta: Montelupone 76,40%, Appignano 73,62%, Potenza Picena 72,11%, Urbisaglia 72, 38%, Loro Piceno 58,38%, San Ginesio 61,28%, Camerino 54,05%. Ottimo il risultato raggiunto da Civitanova Marche che a febbraio porta la raccolta differenziata al 41,97% (sono coinvolti solamente 10.000 cittadini, per 4.000 famiglie e 1.000 utenze commerciali e artigianali).
Sono al di sopra della media, con il sistema di raccolta tradizionale mediante i cassonetti stradali, i comuni di Sefro 46,31%, Matelica 36,57%, Treia 36,78%, Recanati 36,19% Montecosaro 36,11%, Visso 36,65%.
Nello scorso mese di febbraio sono stati avviati al recupero presso gli impianti consortili del Cosmari 391.820 kg di carta, 30.490 kg di carta raccolta presso i pubblici uffici, 228.010 kg di cartone, 327.150 kg di cartone raccolto domiciliarmente, 50.860 kg di ferro, 131.135 kg di ingombranti recuperati, 108.200 kg di legnosi, 279.120 kg di rifiuti organici raccolti presso le grandi utenze, 706.310 kg di organico raccolto domiciliarmente presso le utenze familiari, 254.490 kg di plastica, 305.780 kg di vetro e 151.040 di vetro raccolto a domicilio presso le grandi utenze.
Si ricorda che il prossimo 28 aprile la raccolta differenziata sarà attivata nei comuni di Corridonia e San Severino Marche.
Tanti giovani in prima fila nel secondo appuntamento maceratese con il “Festival della Poesia declamata” che al teatro “Lauro Rossi” ha presentato in prima assoluta lo spettacolo in due tempi di Maurizio Boldrini “Doppio Lapsus”. La presenza di un pubblico prevalentemente giovanile in sala, a questa come nei precedenti serate del Festival, è indice del crescente interesse vero la poesia e le sue forme artistiche. La rassegna, promossa ed organizzata dall'assessorato alla Cultura e alle politiche giovanili della Provincia di Macerata in collaborazione con quattro Comuni, ha colto quindi nel segno e l'interesse suscitato fino ad ora è destinato a crescere nei prossimi undici appuntamenti settimanali in programma a Civitanova Marche, Monte San Giusto, Montefano e Macerata.
Nello spettacolo andato in scena al “Lauro Rossi”, l'attore e regista maceratese Maurizio Boldrini ha dato voce a due testi: uno di Emilio Villa – grande autore italiano scomparso da pochi anni –, l'altro di Giovanni Prosperi, presente in platea. Nel recitare il primo, dal titolo “L'orecchio rovesciato”, Boldrini ha avuto accanto sul palcoscenico la giovane violinista cingolana Serena Cavalletti; nel secondo, “Robespierre”, la voce recitante del direttore del Minimo Teatro è stata accompagnata dalla fisarmonica di Daniela Papa.
Il Festival proseguirà giovedì prossimo (20 maggio) a Civitanova Alta (ex chiesa di S. Francesco) dove Sergio Carlacchini – direttore artistico della rassegna – proporrà un connubio tra poesia e musica lirica, attraverso brani scelti da “Il profeta” di Kahlil Gibran.
. Inaugurato nei giorni scorsi l'atelier Giorgia Effe exclusive fashion di Giorgia Fedeli, giovane imprenditrice rientrata in città dopo 10 anni tra Italia ed estero per studio e lavoro, per mettersi in gioco e seguire le proprie attitudini creative.
Valorizzare Fabriano si può, anche attraverso nuove idee imprenditoriali che puntano sulle donne, tutte quelle che fanno della femminilità e della ricercatezza il proprio vessillo, come evoca il claim della boutique “....perchè ogni donna è unica”.
“Sto realizzando il mio sogno – racconta Giorgia Fedeli che ha studiato all'Académie de Stylisme et Modelisme Nebeling, la più antica del Belgio – Sentivo che era il momento giusto per realizzare il mio progetto nel settore che da sempre mi appassiona, la moda, puntando sull'eccellenza del prodotto e sull'esclusività del brand. Le lavorazioni, per scelta, sono artigianali, così da garantire standard qualitativi elevati e poter offrire capi personalizzati, unici. La ricerca dei tessuti è molto accurata: le sete ed i pizzi vengono fatti a mano nei migliori laboratori di Como e Bruxelles, i preziosi tulle sono eseguiti artigianalmente in Francia. E' un processo lungo, quello che porta alla creazione di un abito. - continua Giorgia - Si parte da un'idea ispiratrice, passando attraverso la ricerca incessante di particolari che facciano la differenza. In Atelier nulla viene lasciato al caso. Risultato: abiti che possiedono un'anima, che esprimono qualcosa della donna che l'ha scelto e del suo mondo. Siano essi da sposa, da cerimonia, da sera o tailleur”.
Sobrietà, ricercatezza ed esclusività sono i valori alla base del lavoro di Giorgia EFFE. Questa filosofia si respira anche all'interno dell'atelier, tutto giocato sui toni neutri del bianco, del sabbia e dell'argento. La cornice ideale per discutere e progettare su misura il capo da sempre sognato, grazie ad un servizio dedicato ed efficace.
Giorgia Fedeli – profilo
Si è laureata a pieni voti in Economia Aziendale, specializzazione Marketing, presso la LUISS Guido Carli di Roma nell'anno 2000. Dopo aver svolto attività lavorative in ambito economico per importanti società italiane come Seat Pagine Gialle a Milano nel 2000, Enel a Roma nel 2001 ed Eni sempre a Roma dal 2002 al 2006. Da sempre incuriosita e affascinata dal settore della moda, lo ha osservato con crescente interesse per le interdipendenze reciproche che attualità sociale e culturale, mutazioni del gusto e del costume stabiliscono tra loro. Fino al 2006, quando si è iscritta all'Académie de Stylisme et Modelisme Nebeling, la più antica del Belgio, per acquisire gli strumenti del mestiere e realizzare il progetto di una società propria. Oggi, tornata nella sua città Fabriano, ha raccolto la sfida dell'imprenditoria, aprendo la boutique esclusiva Giorgia Effe.
“Maria, guida e speranza, per il popolo a Lei consacrato” è stato il tema della Terza Giornata del Pellegrino che l'Opera Romana Pellegrinaggi ha organizzato domenica 9 marzo a livello regionale a Loreto. Un appuntamento che quest'anno si è arricchito della presenza della statua pellegrina della Madonna di Fatima, che aveva fatto visita alle diocesi marchigiane (Fabriano-Matelica, Jesi, Pesaro, Fano-Fossombrone-Cagli- Pergola, Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado, Arcidiocesi di Ancona-Osimo).
La manifestazione ha preso il via alle 14,00 con la Festa del Pellegrino a Montorso, nella “Sala Cardinale Eduardo Pironio” del Centro Giovanni Paolo II. La catechesi introduttiva è stata tenuta dall'Arcivescovo di Ancona-Osimo, Mons. Edoardo Menichelli cui è seguito l'intervento di p. Cesare Atuire, Amministratore Delegato dell'Opera Romana Pellegrinaggi, che ha presentato la programmazione dei pellegrinaggi ORP 2008. Di seguito c'è stato il trasferimento della statua pellegrina della Madonna di Fatima nel piazzale antistante Porta Marina, a Loreto, in elicottero, dove è stata accolta da Mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo Delegato Pontificio di Loreto, dagli altri vescovi marchigiani presenti, dalle autorità civili e da una grande folle di pellegrini, molti dei quali giovani. Fatto il solenne ingresso in Piazza della Madonna, in presenza della statua collocata sul sagrato della Basilica lauretana, sono seguiti il saluto e l'atto di consacrazione, presieduti da Mons. Francesco Marinelli, Arcivescovo di Urbino. Alle 17,00 c'è stato il trasferimento all'interno della Basilica cui è seguita la recita del Rosario guidata dall'Arcivescovo di Pesaro, Mons. Piero Coccia. A conclusione della Giornata del Pellegrino, alle 18,00 Mons. Tonucci ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica.
Vito Punzi
Camerino sarà sede di arrivo della 6à tappa della Tirreno-Adriatico, la classica “corsa dei due mari” giunta quest'anno alla sua 44à edizione. Lunedì 16 marzo I corridori, partendo da Civitanova Marche, giungeranno nella centralissima piazza Cavour della città ducale dopo aver percorso 235 chilometri di gara. “Avevamo ricevuto la proposta di ospitare l'arrivo di una tappa della Tirreno-Adriatico – esordisce il sindaco di Camerino Enzo Fanelli – ma subito le perplessità sono state molte, soprattutto a causa dell'ingente impegno di natura economica. Poi, grazie anche all'intervento e alla collaborazione di partner pubblici e privati, l'evento si è reso possibile, ovviamente con grande soddisfazione da parte di tutti”. “Si tratta di un notevole sforzo organizzativo – fa eco l'assessore ai lavori pubblici Bruno Tromboni – che comporta anche la soluzione di qualche problema logistico dovuto, soprattutto, alla presenza di cantieri proprio in piazza Cavour. Cantieri che, per l'occasione, saranno rimossi”. Circa l'aspetto tecnico si tratta di una tappa, la Civitanova – Camerino, che può rivelarsi decisiva ai fini della classifica. Anzitutto perchè si tratta dell'ultima fatica prima della passerella finale sul circuito di S. Benedetto del Tronto; in secondo luogo perchè viene dopo la cronometro individuale, atta a dare un primo scossone alla graduatoria; infine la corsa presenta notevoli difficoltà per I corridori, essendo la tappa più lunga e presentando la scalata del passo di Sassotetto posto ad una quarantina di chilometri dall'arrivo. Anche l'arrivo non è dei più semplici per gli atleti che, giungendo da Muccia, percorreranno via Seneca e viale Leopardi per poi, all'altezza della basilica di S. Venanzo, svoltare a sinistra per affrontare lo strappo finale verso piazza Cavour, uno strappo che può fare selezione. Novità di colore in questa 44à edizione della Tirreno – Adriatico: previsti per ogni sede di tappa, quindi anche a Camerino, un'area “Bicipark” per i bambini con giochi, sfide in bicicletta e quiz sul ciclismo, e l'elezione di Miss dei Due Mari, concorso riservato alle teen agers, con la miss eletta che premierà, in diretta tv, il vincitore di tappa.
La Signora Teodora Rubino compie giovedì 6 marzo ben 102 anni. Infatti essendo nata nel 1906 Teodora si appresta a spegnere ben 102 candeline insieme a tutta la famiglia.
“Sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, collaborazione per un nuovo patto e governance che riporti l'attore pubblico al centro dell'arena locale”.
Questo il messaggio lanciato del
Tanto per non lasciare margini a interpretazioni diverse, Giuliani, aggiunge “Favorire il dialogo con il sistema delle autonomie e confrontarsi sulla posizione delle stesse Comunità all'interno della Regione; fare il punto della situazione su ruolo e funzioni delle C.M. nell'ottica unitaria di rilancio del federalismo. Vogliamo ripartire – sottolinea - dalla proposte dell'UNCEM, e riprendere con impegno le nostre azioni, dare visibilità a ciò che abbiamo fatto e faremo, contribuendo al necessario riequilibrio tra centro e periferia”.
Il filo conduttore del vertice dell'Ente montano, si dipana ponendo come obiettivo “Le C.M. quale opportunità tangibile per impostare effettive vocazioni territoriali, la governance dei comuni di montagna, ovvero gestione dei territori montani partendo dall'autodeterminazione culturale e tutela del sistema di credenze tradizionali che sono alla base dello sviluppo sostenibile – meglio ancora rileva - un ruolo di cabina di regia, pianificazione, programmazione e controllo, di governance interna, esterna o interistituzionale”.
In buona sostanza, Giuliani, pensa ad “una devoluzione di funzioni dai livelli superiori di governo in attuazione del decentramento amministrativo e di delega dai Comuni” che impone oggi alla C.M. “di riconfigurare il proprio ruolo come leader strategica di comunità che ricerca la collaborazione di tutti i soggetti esterni, indirizzandoli e controllandone l'attività”.
In questo contesto per il Presidente “la C. M. in quanto associazione, la cui legittimità democratica è indiretta per nomina e delega da parte delle cariche politiche elette dai Municipi, si trova nella posizione ideale, forse migliore di quella dei Comuni se non in termini di risorse disponibili, per esperienza, attitudine interistituzionale e svolgere il ruolo di guida della comunità”.
A questo punto, Giuliani, non può che chiarire le tipologie di quella che definisce “funzioni/attività”. La prima concerne “la regia strategica proiettata in una prospettiva allargata al sistema”. La seconda verte sulla “rappresentanza e sviluppo interessi della comunità”. La terza su “garanzia e sviluppo della democraticità partecipativa a livello locale”.
Scendendo nel particolare “la regia strategica di sistema fissa obiettivi e controlla i risultati”, in altre parole “La C.M. nell'esercizio di rappresentanza, deve promuovere attivamente verso l'alto (UE, Governo, Regione, Provincia, grandi gruppi economici) ma anche a livello locale (imprese, banche, fondazioni) gli interessi della comunità e cogliere le opportunità positive reagendo difensivamente alle iniziative normative e pressioni economiche negative.
La C.M. – precisa - nella sua funzione di garanzia di una democrazia partecipativa, deve ascoltare e rispondere ai bisogni, favorire la partecipazione, assicurare il principio di responsabilità democratica rispetto a tutte le iniziative e attività di rilevanza pubblica e d'impatto sulla vita dei cittadini e sull'attività delle imprese. Per esercitare questo ruolo dobbiamo attrezzarci al nostro interno in termini di capacità strategiche, organizzative e gestionali”.
Giuliani, esemplifica cosa intende per capacità strategiche, organizzative e gestionali. “Le C. M. da tempo rappresentano un consolidato riferimento per la tutela dei territorio come strumenti operativi dei Comuni, la progettazione e realizzazione di interventi di salvaguardia ambientale e il mantenimento delle condizioni di vita adeguate per la popolazione. Raramente però – commenta - ne sono stati riconosciuti i meriti e l'impegno concreto fatto di un dialogo vero”.
Su un altro fronte “E' necessario riconoscere e valorizzare il patrimonio di cultura, tradizioni, valori di cui sono custodi le C.M. Presidio istituzionale atto a garantire qualità dei servizi pubblici, investimenti finanziari, produzioni tipiche di qualità, valorizzazione di beni culturali, cura dei pregi naturalistico-paesaggistici, tutela del suolo, ovvero, il rinnovarsi di un modello sistemico di governo che affonda le proprie radici nella civiltà monacale e nelle comunità di valle”.
Altro inciso alla montagna come “opportunità istituzionale, recuperando il rapporto quotidiano uomo-ambiente, lavoro quotidiano trasformato in sostentamento e dignità della vita, capisaldi di vera identità socio-culturale”.
Buon ultimo, e non per importanza “alle C.M. vanno riconosciute anche competenze unitarie ed organiche su agricoltura e turismo, per favorire un equilibrato sviluppo socio-economico delle aree facenti parte delle stesse Comunità. La presenza capillare delle C. M. nell'area montana – termina il presidente - le trasforma in presidi di importanza strategica nella promozione della Regione, capaci in questo modo di farsi portavoce delle risposte alle numerose sfide che l'Europa ci pone sul piano della qualità della produzione. Parametro fondamentale per mantenere un alto livello di competitività all'interno del mercato”.
Torna a San Severino, dopo quasi tre lustri, il “Paliotto” del Duomo vecchio attribuito a Cipriano Divini (XVII secolo).
L'opera – un olio su cuoio di notevoli dimensioni (
Per la città il ritorno di questo prezioso dipinto rappresenta un vero e proprio evento, tant'è che l'assessore allo Sviluppo culturale, Alessandra Aronne, ha deciso di promuovere l'ingresso gratuito in Pinacoteca ai visitatori da sabato 8 marzo fino a domenica 16 marzo, dalle ore 9 alle ore 13 (tranne il lunedì), per permettere a tutti di ammirarne la bellezza e conoscerne la storia. L'iniziativa – in questo fine settimana (8-9 marzo) – si estende anche al Museo archeologico con ingresso libero a tutte le donne in occasione della Festa dell'8 marzo.
L'opera di Cipriano Divini raffigura il trasporto del corpo del santo Severino dall'antica Septempeda al Monte Nero.
Nella parte sinistra del dipinto si vedono delle donne inginocchiate con bambini in preghiera, ammantate da vesti rosso porpora; al centro invece è dipinto il carro tirato da due tori sul quale vi è il sarcofago decorato in oro con le storie di san Severino vescovo e l'orso nel bosco. A destra c'è un gruppo di prelati in primo piano con i ceri accesi, mentre in fondo una processione di fedeli si snoda a serpentina. Infine, in cielo quattro angeli sorreggono la mitra e il pastorale e sullo sfondo è raffigurato un castello in cima a un colle.
Nella foto: il “Paliotto” di Cripiano Divini collocato in Pinacoteca
