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Terribile incidente in contrada Cunicchio a Morrovalle in prossimità di un incrocio. Il bilancio è di 5 feriti, 3 adulti e 2 bambini, rispettivamente di 6 e 9 anni, i quali in seguito allo scontro frontale tra i due veicoli, hanno avuto la peggio; uno dei due è stato sbalzato fuori dall'abitacolo. Al vaglio dei Carabinieri di Civitanova Marche intervenuti sul posto insieme alla polizia municipale, la dinamica dello spaventoso impatto, avvenuto tra una Fiat Panda e un furgone Fiat Qubo. Alla guida dell'utilitaria era un giovane di 23 anni di Morrovalle che, per cause in corso d'accertamento, si è scontrato frontalmente con il furgone, proveniente dalla direzione opposta. Alla guida del Qubo, un 45enne di Corridonia che viaggiava con la moglie il figlioletto e un amichetto di questi. Sul luogo dell'incidente è intervenuto personale sanitario del 118 e l'ambulanza della Croce Verde. Ferite non gravi per i genitori di uno dei bambini trasportati entrambi in ospedale in ambulanza; più serie le condizioni dei bambini per i quali i sanitari hanno ritenuto opportuno il trasporto in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette. Anche il giovane alla guida della Panda ha riportato ferite non gravi e, per le cure e gli accertamenti del caso, è stato trasportato all'ospedale di Civitanova Marche.
Sei veicoli coinvolti in un tamponamento a catena sulla SS77 Val di Chienti al km 90 . L'incidente è avvenuto in direzione mare nel comune di Corridonia all'altezza dello svincolo per Morrovalle provocando disagi al traffico, con rallentamenti e code. Alcuni degli occupanti le auto, rimasti feriti in modo lieve, sono stati trasportati in ambulanza all'ospedale di Civitanova Marche per le cure e gli accertamenti del caso. Nessuno di loro è grave. Sul posto per i rilievi sono intervenute due pattuglie della Polizia Stradale di Civitanova Marche e una pattuglia da Macerata per regolare la viabilità. Per rendere possibili tutte le operazioni di soccorso e gli accertamenti, il tratto compreso tra Corridonia e lo svincolo per Morrovalle, è rimasto chiuso per una buona mezz'ora. Poi è iniziato il lento deflusso delle auto e la circolazione è potuta tornare alla normalità
Martedì 2 agosto, nella comunità delle Sorelle Missionarie dell’Amore di Cristo, Suor Divina Gadiane ha emesso i suoi primi voti religiosi di castità, povertà e obbedienza, nella cappellina del Seminario San Paolo in San Severino dove la comunità risiede; la celebrazione, presieduta dal nostro Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, è stato un momento di grande gioia per tutta la comunità e in particolare per Suor Divina che con la sua giovane età ed entusiasmo ha dato testimonianza che è bello ed è possibile donare al Signore la propria vita in una forma come quella religiosa che spesso fa paura ai giovani perché sembra che tolga qualcosa alla propria felicità; ma invece, come diceva il Vangelo scelto per tale celebrazione, il Signore dà cento volte tanto e la vita eterna a chi avrà lasciato tutto per Lui. L’Arcivescovo ha ricordato a Suor Divina che nel vivere la sua vocazione deve continuare a dare fiducia a chi l’accompagna, alla Comunità a cui ha promesso obbedienza, agli eventi, alle persone a cui si donerà, fidarsi perché possa ogni giorno discernere la volontà di Dio nella sua vita. Inoltre ha ricordato la particolarità del vivere da consacrata nel diventare madre non in un contesto particolare che è quello familiare, ma in un modo che abbraccia tutti sentendoli propri figli. Hanno condiviso questo momento di preghiera e di festa le persone più strette a Suor Divina e in particolare i giovani dell’Azione Cattolica con cui, in questi anni di formazione, la neo professa ha vissuto le prime esperienze di apostolato; e poi anche alcuni giovani che in questi giorni hanno condiviso insieme la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. È stato un momento veramente commovente soprattutto alla lettura della professione dei voti, la commozione di Suor Divina non hanno fatto trattenere le lacrime di gioia di tutti i partecipanti; trovarsi oggi di fronte a una giovane ragazza che con il suo entusiasmo desidera spendersi totalmente per il Signore in questa forma di vita, lascia nel cuore dei giovani ammirazione ma anche una domanda sulla possibilità reale che il Signore ancora oggi chiama e che potrebbe essere per tutti tale chiamata. “Un primo passo nella vita consacrata al termine di un lungo cammino – le parole di suor Divina – Ringrazio il Signore per aver messo sulla mia strada persone che mi hanno assistito e accompagnato lungo la strada. Le mie sono state lacrime di commozione, ma soprattutto di gioia”. Le Sorelle Smac ringraziano il Signore perché Suor Divina è un dono per loro ma anche per tutta la Chiesa e in particolare quella locale diocesana dove la neoprofessa sarà chiamata a portare l’Amore di Cristo nella loro forma specifica che è quella della comunione e condivisione. “Ringraziamo il Signore per il dono di Divina – così la madre superiora suor Nanda – un fiore sbocciato tra i nostri bambini. Una delle prime ad entrare nella nostra casa di accoglienza nelle Filippine, Divina è cresciuta con noi per poi fare la sua scelta di consacrazione”.
Anastacia a Monte Urano, non ci avrebbe creduto nessuno e invece martedì 2 agosto il miracolo è avvenuto. Piazza stracolma e molti personaggi dello spettacolo a Monte Urano per assistere al concerto de “La piccola signora dalla grande voce” (The little lady with the big voice ), la prima donna bianca nel mondo della musica a essere definita “la bianca dalla voce nera”, Anastacia non ha mai perso grinta e voglia di vivere, continuando a fare musica – un mix di pop, soul e rock per il quale la stessa cantante ha coniato il termine Sprock. «E’ stato “un delirio», parola di Nocola Convertino il manager marchigiano che ha firmato questo evento.
Un bel colpo di reni per il centro calzaturiero che sicuramente inciderà l’evento incredibile nei suoi annali. Un concerto arrivato grazie all’incontro con Nicola Convertino ( che vive a Casette d’Ete) manager (insieme a Francesco Sanavio) della tournée italiana della cantante americana. Il Comune e la Proloco di Monte Urano gli hanno chiesto un grosso evento e scherzando lui ha fatto presente che stava seguendo il tour italiano di Anastacia. La Proloco e il Comune si sono fermati su questo nome. Il lavoro di preparazione è iniziato ben 2 mesi fa. Bisognava aggiungere una data al tour già pieno di Anastacia e convincere il management americano a portare la star americana a Monte Urano. Grazie alle ottime relazioni la star ha detto si a Monte Urano.
Ultimate Collection Tour, una serie di concerti con i quali Anastacia ha girato l’Europa si è aperto proprio in Italia, grazie al management italiano. La cantante americana, infatti, ha scelto il nostro paese per debuttare con tre tappe consecutive: a Padova (Gran Teatro Geox), a Milano (Teatro LinearCiak) e a Bolzano (Palaonda). Poi è volata in Europa e si è esibita nelle più gradi città per tornare in Italia ad agosto per altre due date fra cui quella di Monte Urano.

La cantante è salita sul palco poco intorno alle 21.45 e ha mostrato tutta la sua grinta, una vera “gatta da palcoscenico”, con cambi di abbigliamento, ballerine, coriste e musica molto grintosa e graffiante. Dalle prime file sotto il palco, fino alle gradinate … arrivava un sound che non ti permetteva di stare fermo. Una vista fantastica anche per Anastacia che ha ringraziato il pubblico e ha provato qualche parola in italiano … per essere più vicina a quel pubblico meraviglioso, in quella piazzetta che non era certo un palasport. Ma una piccola bomboniera piena di affetto e calore umano dove la musica ha trovato il suo nido ideale. Complimenti a chi ci ha creduto (Comune e Proloco e a tutta la Città che per qualche giorno ha dovuto cambiare le sue abitudini e gli sponsor).

In Siria nel nome di Raffaello
04 Ago 2016L'Associazione "Raffaello" ha la sua aiuola a Camerino, precisamente quella situata all'incrocio che conduce verso l'ospedale S. Maria della Pietà. "Un'idea nata quasi per spirito di emulazione – confida Nazzarena Barboni, mamma di Raffaello e anima dell'associazione che porta il suo nome – Vedendo quanto fatto dalla sezione Avis comunale nella zona di Madonna delle Carceri, abbiamo deciso anche noi come associazione di adottare un'aiuola anzitutto per rendere visibile la nostra presenza anche a Camerino. In secondo luogo, essendo l'aiuola situata in una zona di passaggio frequente, visto anche la vicinanza all'ospedale, è un modo per pubblicizzare la nostra associazione. Infine, è un invito per tutti coloro che conoscono l'associazione Raffaello e che si trovano a transitare lungo questa strada a rivolgere un pensiero ai bambini che soffrono". Un impegno per l'associazione, ma anche un monito di riflessione per tutti. Un ulteriore impegno che coinvolge i membri dell'associazione dopo l'inaugurazione, avvenuta lo scorso 20 maggio ad Ancona, della "Casa di Raffaello", una struttura messa a disposizione delle famiglie dei piccoli ricoverati nei reparti degli ospedali del capoluogo dorico. Una forte presenza sull'intero territorio marchigiano per un'associazione che, grazie anche a contributi volontari attraverso il 5x1000 e quant'altro, riesce a portare avanti numerose iniziative a sostegno dei piccoli che soffrono. Ultimo in ordine di tempo, per l'immediato futuro, un progetto, sostenuto anche dall'Università di Camerino, che vedrà Nazzarena e altri membri dell'associazione "Raffaello" recarsi in Siria per portare medicinali ai bambini delle zone maggiormente colpite dalla guerra. "Per questo – continua Nazzarena Barboni – intendo ringraziare il rettore di Unicam Flavio Corradini e il pro rettore Claudio Pettinari per il sostegno che mi stanno fornendo. Ovviamente ciò avverrà nei prossimi mesi, una volta che saremo riusciti ad organizzarci appoggiandoci ad una delle organizzazioni umanitarie che operano nel Medio Oriente". Motivo di orgoglio e di soddisfazione per Nazzarena Barboni l'essere stata chiamata da Sandro Parcaroli, presidente di "Marche in vetrina", alla serata svoltasi a Castelraimondo per premiare la nipote del genetista Nazzareno Strampelli e, soprattutto, per parlare delle iniziative realizzate e in fase di progettazione, dall'associazione Raffaello.
L'aiuola dell'Associazione Raffaello
Camerino si prepara ad accogliere 24 cittadini richiedenti protezione internazionale. La prefettura di Macerata, nell’ambito dell’attività di ricerca urgente di nuove strutture in cui poter ospitare i profughi inviati sul territorio dal Ministero dell’Interno, ha avuto dalla società Gestione Orizzonti (all’uopo individuata tramite apposita gara pubblica), l’indicazione di una struttura idonea ad ospitare 24 cittadini extracomunitari. Dell’edificio sito in località San Michele, in passato sede di scuola elementare e da molti anni di proprietà privata, la stessa società Gestione Orizzonti ha autocertificato il possesso dei requisiti urbanistici, edilizi, di igiene e sicurezza e prevenzione incendi, previsti dalla vigente normativa.
A firma del prefetto di Macerata Roberta Preziotti la comunicazione è pervenuta al sindaco di Camerino Pasqui. Nel documento viene anche rappresentato che, in caso di necessità, determinata dall’ulteriore invio sul territorio di richiedenti protezione internazionale da parte del Ministero, l’immobile della località San Michele verrà utilizzato per l’accoglienza di 24 cittadini extracomunitari

nella foto il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui
“ In maniera asettica, senza addentrarmi in umori o considerazioni personali- dichiara il sindaco Pasqui- dico che, con spirito assolutamente collaborativo e anche istituzionalmente obbligato, visto che noi siamo tenuti in questo momento di grande difficoltà, a dare il massimo sostegno e accoglienza laddove ci sia la necessità, e questo è uno di quei casi, è ovvio che come sindaco ho dato già indicazioni affinché i dati autocertificati trovino riscontro; non voglio mettere in dubbio ciò che si autocertifica, ma mi interessa la sicurezza di una città e l’essere certo che quanto autocertificato sia rispondente al vero e, laddove, ci dovessero essere degli errori preferisco comunque che gli uffici comunali nelle persone dei responsabili, vadano ad accertarsi che tutto sia in linea con i parametri di legge”
“ Ho già parlato con il comandante della Compagnia dei Carabinieri Vincenzo Orlando- aggiunge il primo cittadino- e naturalmente ho chiesto alla Prefettura, che si è resa subito disponibile, di essere assolutamente vicina alla nostra comunità per il sostegno necessario, soprattutto per i motivi di sicurezza ai quali tutti ci orientiamo e che dobbiamo mantenere alti. Questa è una terra che ha sempre avuto una sicurezza molto elevata e tale deve rimanere, per cui la disponibilità di questa comunità, -conclude Pasqui- deve trovare la disponibilità che mi sembra in prima battuta stia trovando da parte delle istituzioni, così da mantenere tutto in un regime di massimo rispetto dei valori e parametri di legge, riferiti ad una quotidianità basata sulla sicurezza”.
Paura e spavento questa mattina nella superstrada 77 Valdichienti in direzione Monti. All'altezza del lago di Polverina una macchina scendeva da Foligno occupando la corsia di sorpasso contromano, nella direzione opposta al senso di marcia. Alcuni automobilisti hanno incrociato la vettura, dando immediatamente l’allarme alla polizia. Tra questi anche Nando Ferretti, che stava viaggiando da Camerino verso l’Umbria e che si è trovato la vettura proprio di fronte, rischiando un incidente. “Sono stati attimi di paura – confessa Nando Ferretti - Andavo in direzione Foligno quando ad un certo punto, uscito dalla galleria, ci siamo trovati di fronte una sagoma nera.
Era una macchina con sopra anche dei bagagli, sicuramente dei turisti.
Con un pò di fortuna, che in questi casi ci vuole, con una grande sterzata siamo riusciti a evitare l’impatto frontale, ma lo spavento è stato grandissimo. Abbiamo subito dato l'allarme e allertato il 113”.
Anche altri automobilisti avevano segnalato il pericolo al 113, ma le pattuglie della stradale non sono riuscite ad intercettare la vettura, una Ford, con il conducente che probabilmente accortosi dell’errore ha provveduto, alla prima uscita utile, a riprendere la giusta rotta.
Nella foto la galleria di Polverina dove in lontanaza si vede l'auto arrivare

Un filo elettrico che sporgeva da un trolley abbandonato nei pressi dello stabilimento balneare Ondina di Porto San Giorgio ha scatenato l'allarme bomba. Sono stati momenti di forte tensione sul lungomare fermano quando una dipendente dello stabilimento ha notato lo zaino allertando i vigili urbani che, giunti sul posto insieme ad una squadra dei vigili del fuoco, hanno avvertito anche la polizia. Una squadra di artificieri è stata fatta giungere da Ancona, con gli specialisti che hanno provveduto ad isolare la zona e ad aprire la valigetta al cui interno c'erano fogli di carta, fazzoletti sporchi di sangue e bottiglie di plastica. Tutto, fortunatamente si è risolto in una bolla di sapone, anche se la paura ha attanagliato per lunghi istanti le molte persone che passeggiavano lungo i mercatini della zona.
E’ fatta! Dopo trent’anni si può percorrere l’intero tratto della superstrada Valdichienti, la Civitanova-Foligno, a quattro corsie, che abbattendo il muro dell’Appennino ci collega velocemente con l’Umbria, il Lazio e la Toscana rendendo più vicine Roma e Firenze. Tale arteria in una prospettiva non lontana potrebbe avvicinare i due mari Adriatico e Tirreno ovvero Civitanova Marche e Civitavecchia con possibilità di sviluppo dei due porti.
Nata da un’intuizione dell’ex vice ministro Mario Baldassarri con la legge obiettivo, la cosi detta “Quadrilatero” ricalca in linea di massima la proposta di ammodernamento della viabilità provinciale delineata nel corso della conferenza sulla viabilità organizzata dal Psi nel lontano 1986 e fatta propria dall’allora presidente della provincia Nicola Mancioli.
La necessità fondamentale di quest’arteria, che terminava a Sfercia di Camerino, per i nostri territori, si ebbe quando la SS 77 rimase chiusa, per lungo tempo, al traffico subito dopo il terremoto del 26 settembre 1997 che colpì le Marche e l’Umbria.
La proposta della “Quadrilatero” però non ebbe vita tranquilla per alcune resistenze frapposte da diversi amministratori vicini ai Ds. Piano, piano superate per l’impegno profuso dall’allora presidente della provincia Sauro Pigliapoco.
Questa strada dovrebbe porre finalmente fine a quel lungo isolamento che è stato anche causa del mancato sviluppo economico e turistico del nostro territorio.
Non sto qui a soffermarmi sulle questioni tecniche e finanziarie per trovare i fondi necessari. La cattura di valore è stata poca cosa; dovevano essere realizzate alcune aree leader al fine di catturare risorse per lo sviluppo di quei comuni che costeggiano la super strada, e che potrebbero risentire di qualche difficoltà.
Nella “Quadrilatero”, parte provincia di Macerata, era ed è previsto l’ammodernamento di due intersezioni e cioè la Sarnano-Sforzacosta di Macerata, la San Severino - Tolentino e la Pedemontana, che in un vicino futuro dovranno essere realizzate.
Gli amministratori regionali, provinciali e comunali, specialmente quelli del camerinese, dovranno d’ora in poi far sentire alta la propria voce affinché inizino i lavori del tratto pedemontano Fabriano-Camerino/Sfercia-Muccia; il primo segmento fino a Castelraimondo è stato anche finanziato. Pedemontana essenziale per mettere insieme i territori della Vallesina e della Val di Chienti, per non far sfuggire la capacità di attrazione turistica ed economica di questa area.
Un impegno che dovranno assumere il presidente del consiglio Renzi, il ministro Delrio, il vice ministro Nencini ed il governatore Ceriscioli presenti all’apertura della Valdichienti, unitamente al nuovo presidente della provincia di Macerata.
Dario Conti
ex sindaco di Camerino
Partiti dal sagrato della basilica di san Nicola di Tolentino nella mattinata di lunedì 1 agosto Paolo Vichi e i suoi tre "scudieri", il fido Andrea Marucci, l'umbro Tiziano Severi Pierini, il "neofita" Paride Palermo, con Luciano Vita alla guida del pulmino di assistenza messo a disposizone dall'assessorato ai servizi sociali del comune di Tolentino, sono arrivati alla meta di San Giovanni Rotondo nel primo pomeriggio di mercoledì 3 agosto dopo 350 chilometri percorsi in 3 giorni con tappe intermedie a Pineto e Termoli. Si è così conclusa l'ennesima impresa di Paolo Vichi che con la sua handbike ha voluto raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina per aiutare Fabrizio, ragazzo tetraplegico amico di Paolo, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi spostare in quasi autonomia. Emozione e gioia all'arrivo a San Giovanni Rotondo dove ad attendere Paolo c'era la sua famiglia e alcuni amici che lo hanno sostenuto nell'impresa. "E' stata un'avventura dura, ma nello stesso tempo emozionante - le prime parole di Paolo Vichi davanti al santuario di padre Pio - Ho vissuto l'ultimo tratto del percorso, 15 chilometri di salita dura, pregando e riflettendo. L'essere costretto dalla strada ad andare piano mi ha fatto pensare a come viviamo tutti i giorni immersi nella frenesia. Un'esperienza che mi ha portato anche a guardarmi dentro e per la quale non finirò mai di ringraziare i miei 4 angeli custodi". "E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta - dice Tiziano Severi Pierini - A conclusione di questo pellegrinaggio posso soltanto dire che sicuramente mi mancheranno i miei compagni di viaggio". "Un'esperienza che già ci emozionava prima della partenza - le parole di Andrea Marucci, compagno inseparabile di Paolo Vichi in tante avventure - Durante l'impresa ci siamo anche divertiti, vivendo l'esperienza con molta leggerezza nel senso che Paolo con la sua forza, con il suo humor è riuscito a trasmettere serenità anche durante i momenti più duri. Il messaggio che vogliamo lanciare è che tutti possiamo fare tutto in qualsiasi condizione ci ponga la vita". Ultimo in ordine di tempo ad aggregarsi al gruppo è stato Paride Palermo. "Non ero mai andato in bicicletta e ho comprato la bici soltanto 5 giorni prima della partenza - confessa candidamente - Conosco Fabrizio, cui Paolo ha dedicato la sua fatica, fin da bambino. Dopo aver conosciuto Paolo proprio grazie a lui e saputo della sua idea non ho esitato a prendervi parte. Speriamo che la nostra impresa serva ad aiutare concretamente Fabrizio".
Paolo Vichi al suo arrivo a San Giovanni Rotondo

I protagonisti dell'impresa

Foto di gruppo davanti al santuario di padre Pio

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Da Tolentino a San Giovanni Rotondo in tre giorni, facendo tappa a Pineto e Termoli prima di raggiungere la tomba di san Pio da Pietralcina. E' l'ennesima impresa realizzata da Paolo Vichi, ideatore insieme a Roberto Mancini, presidente dell'Asd Monti Azzurri, gruppo ciclistico cui Paolo è iscritto, del progetto Lesi Non Arresi. Dopo l'incidente stradale subito nel 2012 che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, Paolo Vichi non ha abbandonato la sua innata passione per il ciclismo, continuando a "pedalare" sulla sua speciale handbike spinta con la forza delle braccia. Così, accompagnato dal fido Andrea Marucci e da Tiziano Severi Perini, amcio proveniente dall'Umbria, Paolo ha deciso di recarsi a San Giovanni Rotondo, partendo dalla basilica di san Nicola, per solidarietà. "Siamo felici per essere riusciti a sensibilizzare molti per questa nostra avventura – così Paolo Vichi – Un'inziativa pensata per aiutare Fabrizio, un ragazzo di Ortona che ho conosciuto quando ero ricoverato a Montecatone nel reparto per mielolesi, ad acquistare un pulmino con pedana per potersi rendere autonomo. Sulla pagina facebook "Un cuore per motore" si possono trovare tutte le coordinate per sostenere tale progetto. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno rendere, con il loro contributo, il nostro gesto ancora più significativo. Questa impresa la voglio dedicare alla mia famiglia e in particolare a mia figlia, cui ho sottratto tanto tempo per allenarmi. Una dedica anche a tutte le persone che amano la vita e non si chiudono nel dramma". "Una pedalata particolare – fa eco Andrea Marucci, uno dei ciclisti che accompagnano Paolo – per ringraziare padre Pio per alcune grazie particolari e per dimostrare che la disabilità non è un limite, ma è un grosso stimolo per compiere grandi imprese. L'idea di recarci a San Giovanni Rotondo è nata quasi per caso. Con Palo abbiamo iniziato a frequentarci in un gruppo di preghiera e piano piano è nata una profonda amicizia. L'ho accompagnato in varie tappe del "Tour Italian Hanbike" e da qui è sorta l'idea di fare qualcosa di grande in bici". "Vogliamo dimostrare che in ogni caso non ci sono limiti per fare determinate cose – fa eco Tiziano Severi Perini – Spero che questo evento sia il primo di una lunga serie, vista la forza di volontà invidiabile che ha Paolo. Ad unirci è stata sicuramente la passione per la bici, ma, visto il rapporto che ci unisce e i nostri comuni valori, credo che riusciremo a strutturare insieme diverse cose".
L'incontro di Paolo con Fabrizio ad Ortona


Termoli, arrivo della seconda tappa


L'arrivo a Pineto, a conclusione della prima tappa

Durante il tragitto lungo la statale Adriatica

Paolo insieme ai suoi accompagnatori Andrea, Tiziano, Luciano, Paride

Sul sagrato della basilica di san Nicola in attesa dell'arrivo di Paolo Vichi per la partenza

Andrea Marucci e Tiziano Severi Perini, accompagnatori di Paolo nell'impresa

Con il priore di san Nicola padre Massimo

Foto di gruppo prima della partenza




