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Inagibilità dell’Istituto comprensivo Betti di Camerino. Certa ormai la sistemazione degli alunni delle elementari che, grazie alla collaborazione dell’Università e dell’Arcidiocesi saranno ospitati nella struttura del D’Avack, certa la sede per i piccoli della scuola dell’infanzia l’Aquilone che inizieranno l’anno scolastico nella struttura prefabbricata già in uso alle elementari D’Acquisto in località San Paolo, il sindaco Gianluca Pasqui ha convocato una conferenza stampa, tesa ad informare sulle diverse soluzioni che potrebbero riguardare i 180 alunni della scuola media. La difficoltà di riuscire in tempi brevi a trovare per loro una idonea provvisoria sistemazione, farà sicuramente slittare l’inizio dell’anno scolastico che, sarà invece regolare.per gli altri bambini

Presenti il vice sindaco Lucarelli, il consigliere Quacquarini e la presidente del Consiglio d’Istituto del Comprensivo Betti Gisella Claudi, il primo cittadino ha tenuto a sottolineare la volontà dell’amministrazione nel ricercare una collaborazione tra i dirigenti dei Licei, dell’Istituto Antinori e del Comprensivo Betti. La provincia di Macerata propenderebbe per la sistemazione di 6 delle classi presso l’attuale sede del Liceo Classico in largo Boccati e, delle restanti 3 classi, nella struttura prefabbricata in uso al Salvo D’Acquisto. Tra le alternative che verrebbero vagliate, quella di sistemare tutte le classi delle medie nella sede attuale del Liceo Classico ( i cui alunni si sposterebbero nel Polo di via Madonna delle Carceri) e, quella che vede i 180 ragazzini delle medie, alloggiati provvisoriamente nel Polo scolastico, già sede dei Licei e dell’Antinori. E’ con l’intento di raggiungere un accordo che il primo cittadino ha convocato i dirigenti degli istituti.per martedì prossimo 13 settembre

“Cercare insieme la soluzione più idonea e sicura –ha sottolineato il sindaco Gianluca Pasqui- è segno di collaborazione in una fase delicata di emergenza. Ho convocato nella sede comunale i presidi Marcelli dell’ITCG, Rosati dei Licei e Cavallaro del Betti, per cercare di risolvere positivamente la problematica che riguarda le nostre scuole medie.

La sistemazione che noi continuiamo a ritenere idonea- ha aggiunto – è quella del Polo scolastico provinciale; è sicuramente una richiesta di aiuto che facciamo soprattutto al dirigente Marcelli, consapevoli che la nostra richiesta comporta anche dei sacrifici. E’ nostro desiderio verificare se è possibile riuscire a trovare un accordo per questa sistemazione altrimenti la situazione si andrebbe di certo a complicare e con un difficoltà concreta per gli alunni, perché la problematica concerne la scuola dell’obbligo e ragazzini di un’età molto giovane che è importante ritornino alla normalità, non solo didattica. La situazione è infatti di forte urgenza a causa di un evento sismico che ha avuto i suoi effetti”.

“ Nelle situazioni di emergenza, la collaborazione da parte di tutti,(istituzioni, docenti, genitori) è indispensabile- ha tenuto a sottolineare la presidente del Consiglio d’Istituto del Betti Gisella Claudi- Se non c’è la collaborazione le soluzioni non si trovano, perché in questi casi parliamo di compromessi quindi- ha ribadito- occorre rinunciare ad una piccola parte, per stare tutti nella migliore soluzione possibile. La soluzione che viene cercata, come afferma il sindaco e come io stessa mi auguro, è provvisoria. Nel giro di un paio di anni ci si augura infatti che le strutture siano finite e che ogni scuola abbia la sua sede ( il nuovo edificio del Salvo D’Acquisto- come ha ricordato Lucarelli- dovrebbe essere ultimata per la fine del 2017). E’ importante che l’attività scolastica parta subito con regolarità- ha concluso- per comunicare ai ragazzi che tutto rientra nella normalità, che presto questa situazione di emergenza finirà. Per i ragazzi l regolarità è tutto”.  

   “ Escludiamo a priori la collocazione di sei classi delle medie da una parte e tre dall’altra”– ha dichiarato Pasqui .” Se non avessi sentito il preside Cavallaro- ha aggiunto- avrei risposto da sindaco e da padre; rispondo da primo cittadino che però ha ascoltato, a livello di didattica, le indicazioni del preside il quale esclude che possa delinearsi la situazione di sei classi, distanti circa tre chilometri, dalle altre tre. Escludiamo anche l’ipotesi non ufficiale di sistemare tutte le nove classi all’interno della struttura che attualmente ospita il Classico. Non ci pare opportuno alloggiare 180 ragazzini in una zona che ad oggi presenta delle criticità, una zona dove si stanno ancora valutando i danni arrecati dal sisma e dove esistono anche problemi legati alla viabilità ( via Morrotto è chiusa al transito veicolare). I motivi della mia posizione sono dunque legati alla sicurezza in generale e non avrò difficoltà ad esprimerli in maniera certa e scritta, dopo che i tecnici e gli ingegneri comunali esperti in edilizia e urbanistica avranno effettivamente accertato la situazione e, a seguito di una relazione da parte del comandante della polizia municipale. In un momento di difficoltà e di crisi, come quello che deriva dall’evento sismico- ha concluso il sindaco- vanno valutati attentamente molti fattori”.

 

A seguito del sisma, diverse scuole della Provincia sono state dichiarate parzialmente inagibili. Negli edifici scolastici in questione, sono iniziati fin da subito i lavori, ritenuti di somma urgenza per il loro ripristino e la messa in sicurezza. La spesa per gli interventi supera abbondantemente i 400mila euro e per il loro completamento saranno necessari diversi giorni. Ai fini dell’organizzazione dell’attività scolastica, è stata data comunicazione a Presidi e Sindaci territorialmente interessati, del presumibile termine di ultimazione dei lavori. Entro il 19 Settembre dovrebbero concludersi i lavori nelle scuole ITA “Garibaldi”di Macerata, ITIS di S. Severino Marche, ITC “Filelfo” di Tolentino, Liceo Classico e Liceo Scientifico di Camerino. Entro il 26 Settembre prevista l’ultimazione interventi all’ Istituto Alberghiero di Cingoli, Liceo Socio Pedagogico di Cingoli, Liceo Scientifico e Liceo Classico di Tolentino. Per l’Istituto Professionale di San Ginesio si è reso necessario il trasferimento presso i locali dell’ex Pretura di San Ginesio, di proprietà comunale.

E’ nato a Camerino il Comitato per il NO alla riforma costituzionale.

Con la riforma e la legge elettorale "Italicum"- si legge nel comunicato- rischiamo di essere defraudati dei principi di partecipazione democratica su cui si fonda la nostra società. Una riforma già ricca di spaccature all’interno del gruppo dei suoi stessi promotori, che non fa risparmiare, non attua riduzioni di spesa né snellisce il processo amministrativo e legislativo. La sola riduzione a cui assistiamo è quella legata al potere decisionale in mano ai cittadini. Camerino non resta a guardare: partecipa attivamente in difesa dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale.

Volontari provenienti da differenti aree del tessuto sociale e dalle più disparate esperienze - continua la nota-si uniscono in un obiettivo comune.

A livello locale invitiamo associazioni, movimenti politici, federazioni sindacali (da ANPI a CGIL, fino agli esponenti locali di Forza Italia) che già hanno aderito a livello nazionale, ad unirsi al comune obiettivo del Comitato di Camerino per il NO. Un atto di responsabilità a cui nessuno può sottrarsi.

Lavoriamo per la creazione di un calendario di eventi ed incontri di dibattito. Vogliamo informare i cittadini sulla Costituzione vigente, sulle modifiche proposte dalla riforma e sulle ragioni del NO. Fondamentale è la necessità di un confronto diretto e aperto con coloro che, attraverso slogan “da tifoseria”, non fanno che alimentare confusione e disinformazione attorno al tema certamente complesso. 

Primo incontro pubblico: mercoledì 21 settembre, ore 21.00, presso la Sala degli Stucchi del palazzo comunale di Camerino. Presiede il Prof. Paolo Bianchi, docente UNICAM di Diritto Costituzionale.

L’impegno a preservare la sovranità popolare e quei diritti imprescindibili che da essa scaturiscono - conclude il comunicato-ci richiama ad una posizione ferma ed inequivocabile.

Si tratta di un’occasione per difendere la nostra storia e non restare ad essa indifferenti.

Sisma- Appello dei tredici sindaci della ex Comunità montana ai vertici della Regione e al Governo

Non c’è un comune danneggiato dal sisma, ma c’è un intero comprensorio che ha subito danni importanti e che merita considerazione. O chi di dovere entra in questa logica, oppure il terremoto avrà prodotto più disastri di quanti ne abbiamo già contati.

Il nostro è un appello - ai vertici della Regione Marche, al Governo e a chi è stato chiamato a gestire l’emergenza e la ricostruzione - per evitare che una parte della nostra Provincia si trovi da sola a curare ferite profondissime. La nostra gente è abituata a rimboccarsi le maniche, a lavorare senza pubblicismi e a non piangersi addosso, ma questa dignità e questo senso di orgoglio non possono essere usati da chi ci governa per minimizzare e sottovalutare i danni che il sisma del 24 agosto scorso ha provocato nei nostri comuni.

Non accettiamo che il territorio che governiamo sia stato tenuto fuori dal provvedimento per le defiscalizzazioni in favore delle popolazioni terremotate e non accetteremo disegni arbitrari per inserire o escludere interi territori dalla cartina geografica già tristemente disegnata dal sisma in maniera inequivocabile e non interpretabile. Il terremoto ha purtroppo provocato danni dove i danni sono evidenti e per questo invitiamo chi di dovere a fare visita ai nostri comuni, tra i nostri sfollati e tra le lesioni delle nostre abitazioni private e dei nostri edifici pubblici, tra le nostre attività commerciali in ginocchio. Vedremo, poi, chi avrà il coraggio (o la faccia tosta) di venirci a raccontare che i nostri comuni non sono nel così detto “cratere del sisma” e chi avrà il coraggio di escluderci da quei tavoli in cui si deciderà il da farsi e si programmerà l’auspicata ricostruzione.

Già a seguito del terremoto del 1997 abbiamo pagato a caro prezzo e sulla nostra pelle scelte scellerate in base alle quali sono stati destinati fondi a territori che il sisma l’avevano visto solo al telegiornale, privando invece i nostri comuni della possibilità di finanziare tutte le opere necessarie o anche, ad esempio, quelle per le seconde case. Viviamo in piccole cittadine che vivono del così detto “turismo di rientro” e non tollereremo in nessun modo, questa volta, che la nostra economia venga bastonata e la nostra dignità umiliata.

Quello delle seconde case (impropriamente chiamate così in quanto sono tali solo sotto il profilo fiscale e non patrimoniale) è solo un esempio e potremmo farne tanti altri. Siamo, tuttavia, proiettati al futuro e al bene di questi nostri comuni in prospettiva e non intendiamo piangere o fare polemica sul passato, ma pretendiamo che il passato, con i suoi tremendi errori, sia tenuto in considerazione per agire in maniera diversa e più produttiva, liberando quindi opportunità per la nostra gente e per il nostro territorio ed evitando sprechi che l’Italia non può certo permettersi.

Inserire Castelsantangelo sul Nera tra i sette comuni di “Fascia A” è sicuramente il riconoscimento dei tanti danni che questo comune ha avuto – risultando anche epicentro di alcune scosse – ma è nello stesso tempo un prendere in giro la gente della montagna, compresa quella della stessa Castelsantangelo, se poi ignoriamo che Visso e Ussita vivono la stessa situazione o se siamo, ad esempio, esclusi dalle defiscalizzazioni o dall’esenzione delle bollette per la fornitura dell’energia elettrica, come anche dai tavoli in cui si stabiliranno i criteri della ricostruzione. Qui non c’è un comune con i danni, ma c’è un territorio intero danneggiato e troviamo imbarazzante dover precisare qualcosa che invece la logica, magari dando una occhiata ad una cartina delle Marche, avrebbe dovuto suggerire.

Siamo pronti, come sempre, a rimboccarci le maniche, a lavorare a testa bassa per ricostruire e liberare opportunità, ma chi pensa di escluderci – magari per una qualche incomprensibile dinamica politica – sappia che venderemo cara la pelle, con la stessa determinazione e la stessa dignità che da sempre caratterizzano la nostra gente.

I sindaci di

Acquacanina, Bolognola, Camerino, Castelsantangelo sul Nera,

Fiastra, Fiordimonte, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Serravalle di Chienti, Ussita, Visso.

<Nei Comuni dell’alto maceratese colpiti duramente dal terremoto, tante attività sono in ginocchio e strutture tra cui diverse case di riposo sono inagibili: queste imprese e cittadini si aspettano di non essere dimenticati!>

A parlare è il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata cav. Renzo Leonori, che spiega:

< Di fronte alla situazione allarmante di molti comuni del maceratese che versano in situazioni fortemente critiche dopo il sisma, la nostra Associazione si è immediatamente attivata per fornire un aiuto concreto alle imprese e popolazioni colpite dal terremoto. Innanzitutto abbiamo attivato un’operazione di monitoraggio dei Comuni dell’alto maceratese interessati dal sisma, incontrando i sindaci al fine di conoscere le concrete criticità che questi territori stanno vivendo e rilevare richieste e necessità. Nei giorni scorsi abbiamo già visitato i Comuni di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso, e proseguiremo gli incontri con gli amministratori degli altri Comuni investiti dal terremoto per individuare i bisogni reali di imprese e cittadini ed intervenire in favore di coloro che stanno vivendo tale grave situazione>.

< Da questi primi incontri – continua il Presidente Leonori – abbiamo rilevato una richiesta di fattiva collaborazione per gettare le basi del post – emergenza innanzitutto attraverso l’inserimento dei Comuni dell’alto maceratese interessati dal sisma nella cosiddetta “area di cratere”, che permetterebbe futuri interventi diretti e maggiore partecipazione e pianificazione degli stessi. Tutti e tre i Comuni lamentano una situazione di emergenza legata alla difficoltà di molte imprese lesionate che sono economicamente in ginocchio, all’abbandono dei territori da parte dei turisti, ed inoltre sia il sindaco di Ussita Marco Rinaldi, che il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci, hanno evidenziato il problema legato alle Case di Riposo, strutture essenziali per questi Comuni sia dal punto di vista sociale che economico. Quella di Ussita è infatti inagibile, fino ad ora per evitare trasferimenti fuori Comune gli ospiti sono stati sistemati  in un albergo ma proprio per questo serve il contributo per un’autonoma sistemazione e la Regione ancora non ha dato risposte certe. A Castelsantangelo sul Nera gli anziani sono invece stati portati fuori comune, per cui si sta cercando un edificio all’interno del comune, magari un albergo, per sistemarli in attesa di costruire un nuovo edificio>.

<Il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini – dice inoltre il Presidente – già si proietta nel post terremoto e quindi la sua richiesta è volta ad approntare un aiuto per ridare impulso al turismo, ad esempio attraverso eventi promozionali che diano visibilità a livello nazionale al territorio ed ai suoi prodotti di eccellenza, primo fra tutti il notissimo “ ciauscolo”>.

<Abbiamo inoltre fatto appello tramite lettera – conclude Leonori – sia al Direttore del Dipartimento per le Politiche Integrate di Sicurezza e per la Protezione Civile Cesare Spuri, sia al Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, affinche’ l’importante misura relativa alla sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari decretata di recente dal Ministero dell’ Economia e delle Finanze, in cui ad oggi figurano solo 5 Comuni marchigiani della provincia di Ascoli e Fermo, possa essere estesa anche ai Comuni del maceratese fortemente danneggiati. Cio’ nella consapevolezza che non si possa non prestare attenzione ed aiuti a questi centri, a queste piccole comunità che rischiano di perdere tutto, compresa la speranza!>.

Incendio all’ex Ente Fiera di Civitanova Marche Per cause in corso d’accertamento, anche se non si escluderebbe il dolo, le fiamme si sarebbero sprigionate da uno dei vecchi uffici che si affacciano all’interno della struttura. Apprensione nei cittadini allarmati dalla consistente nube di fumo che si è levata dalla struttura in disuso. Impegnati nelle operazioni di spegnimento i vigili del fuoco sono entrati all’interno dello stabile con le maschere antigas, per escludere la presenza di persone. Spesso la struttura è utilizzata infatti come dimora da parte di clandestini e senza tetto. Sul posto anche il 118 e la polizia scientifica per i rilievi.

 

 

 

 

 

Incendio 1

Le province di Macerata e Fermo sono state inserite dal Governo nel decreto di emergenza per gli aiuti alle popolazioni terremotate. Il Consiglio dei Ministri, con una successiva integrazione, ha colmato così il vuoto normativo che aveva suscitato preoccupazione tra gli amministratori dei comuni colpiti dal sisma, provocando anche la reazione dei parlamentari marchgiani e degli esponenti della Regione. "E' stato giustamente ampliato il perimetro dei territori interessati ed esteso lo stato di emergenza – hanno dichiarato in una nota congiunta l'onorevole Irene Manzi e il senatore Mario Morgoni – Ciò consentirà ai comuni delle due provincia di beneficiare dei 50 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei Ministri per far fronte agli interventi di prima necessità". Non è, invece, ancora stato sciolto il nodo relativo al differimento del pagamento dei tributi che, al momento, riguarda sul fronte marchigiano soltanto i residenti nei comuni di Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Montefortino, Montegallo e Montemonaco, "anche se – continuano i due parlamentari – siamo in costante contatto con la Presidenza del Consiglio e con il Ministero dell'Economia per sollecitare la correzione del suddetto provvedimento". Nel frattempo la Presidente della Camera Laura Boldrini ha incontrato nella sede della Regione i parlamentari marchigiani ai quali ha assicurato "l'orientamento per un'azione congiunta sul decreto del Governo alla ripresa dei lavori in Parlamento".

Una sistemazione sicura per tutti gli alunni dell'Istituto Comprensivo "Betti", il cui edificio è inagibile, è stata individuata dall'amministrazione comunale di Camerino di concerto con la dirigenza scolastica e in collaborazione con la Provincia, l'Università e l'Arcidiocesi.

 


(Camerino - Istituto Comprensivo "Betti")

betti

 

"Per assicurare il regolare svolgimento delle lezioni – così il sindaco Gianluca Pasqui – abbiamo individuato come spazi il complesso del D'Avack dove andranno i ragazzi delle scuole elementari, mentre i bambini della scuola dell'infanzia saranno sistemati nella struttura mobile di via della Madonna delle Carceric che attualmente ospita il Salvo D'Acquisto. Per quanto riguarda, infine, gli studenti della scuola media si sta lavorando per reperire la sede più idonea. Al termine di una serie di sopralluoghi abbiamo chiesto alla Provincia che venga destinato allo scopo parte del plesso scolastico provinciale. Questo consente di tenere le classi insieme, unite, e quindi di far iniziare e proseguire l'anno scolastico all'insegna non solo della sicurezza, ma anche del rispetto di tutte le regole didattiche". Anno scolastico che, dunque, potrebbe regolarmente iniziare, come previsto, il prossimo 15 settembre, anche se non è da escludere uno slittamento di qualche giorno dell'inizio delle lezioni per adempiere a tutte le incombenze necessarie.

 

(Camerino - Il plesso scolastico provinciale)

polo scolastico madonna delle carceri con ragazzi

 

A Caldarola, invece, nessun rinvio per l’inizio delle lezioni. E’ questo quanto deciso dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luca Giuseppetti, e dalla dirigente scolastica Fabiola Scagnetti. Dopo le verifiche effettuate sull’edifico della scuola elementare, che ospitava tutti gli studenti della materna, della primaria e della secondaria, i tecnici, pur non evidenziando gravi lesioni, hanno suggerito di utilizzare la nuova struttura della scuola media De Magistris per accogliere tutti gli alunni di scuola media ed elementare. Per quanto riguarda, invece, i bambini della scuola primaria è stata adottata la soluzione provvisoria di far iniziare le lezioni in una struttura privata, in attesa di realizzare un nuovo locale di fianco alla palestra comunale.

 

(Caldarola - Il sindaco Giuseppetti e l'assessore Fiastrelli durante i sopralluoghi nelle scuole)

fiastrelli giusepetti

Il terremoto sembra non concedere tregua. Diverse, infatti, sono state le scosse nella notte, con l'epicentro che sembra essersi spostato nella zona di Ussita-Visso. Il movimento tellurico ha provocato la caduta di alcuni massi di notevoli dimensioni che ha interessato un capannone industriale lungo la strada provinciale 209 Valnerina. La caduta dei massi dalla parete di roccia sovrastante lo stabile ha provocato danni ad alcuni mezzi pesanti parcheggiati e alla struttura stessa del capannone. Interessata marginalmente anche l’abitazione connessa al capannone, mentre porzioni di roccia hanno raggiunto la strada provinciale 209 Valnerina, che è stata temporaneamente chiusa al traffico per motivi di sicurezza. Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta, anche se i vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno proceduto all'evacuazione temporanea, a fini precauzionali, dei residenti, in totale 6 persone, e al recupero degli animali domestici.

 

caduta massi4

 

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Dal 15 settembre, ciao ciao buoni pasto. Arriva la card con la quale i genitori potranno prenotare online i pasti in mensa scolastica dei propri figli.

Il nuovo sistema consentirà di snellire il lavoro di tutti gli operatori ed è stato presentato da Vanna Bianconi, assessore ai servizi scolastici, nella sala consiliare del comune di San Severino.

È importante partire bene – ha esordito Bianconi – anche se sarà un periodo abbastanza lungo, dati gli ultimi eventi sismici. Non è detto che il primo giorno di scuola tutto funzionerà alla perfezione, ma per quanto riguarda il servizio di informatizzazione delle mense, i genitori avranno tempo di regolarizzare le pratiche fino al 15 ottobre”. Una card, un’applicazione (denominata “Simeal”) ed un software (fornito dalla ICCS di Emilio Benedetti) e i genitori potranno dire addio anche ai tanti problemi causati dai buoni pasto cartacei. Spesso, passando da ufficio in ufficio, molti venivano smarriti. Il risultato era che a fine anno spesso, nel momento in cui le famiglie richiedevano il totale speso per la mensa dei figli per poterlo scaricare dalla denuncia dei redditi, quanto risultava a loro non coincideva con quanto risultava agli uffici comunali: “Con questo sistema – ha sottolineato Bianconi – il comune avrà sempre i dati aggiornati online e a fine rilascerà ai genitori il totale da poter scaricare”.

Le tessere sono state realizzate in collaborazione con Banca Marche e potranno essere caricate, gratuitamente, in diversi modi: sia online attraverso il servizio di home-banking oppure direttamente allo sportello di Banca Marche. Le ricariche non hanno un limite minimo, ma hanno un limite massimo (77 euro) superato il quale si dovrà pagare anche una tassa di due euro.

I genitori – è tornata a dire l’assessore – dovranno presentare un modulo di iscrizione da riconsegnare agli uffici della scuola media P. Tacchi Venturi dal 15 al 30 settembre e, una volta registrati, tramite l’applicazione Simeal potranno verificare i menù e controllare la registrazione dei pagamenti”.

Alla presentazione del nuovo sistema di informatizzazione delle mense scolastiche sono intervenuti anche il dirigente scolastico Sandro Luciani, Emilio Benedetti di ICCS, il responsabile della gestione delle mense Fabio Piccioli e i rappresentanti di Nuova Banca Marche.

Gaia Gennaretti

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