Radioc1inBlu
Sono stati oltre 700 gli studenti del quarto e quinto anno degli istituti superiori che nella mattinata di oggi hanno invaso l’Università di Camerino in occasione di “Porte Aperte in UNICAM”, il consueto appuntamento con l’iniziativa di orientamento alla scelta universitaria.
Provenienti da tutte le province delle Marche, ma anche da altre regioni quali l’Umbria, l’Emilia Romagna, il Lazio e la Puglia, i ragazzi accompagnati dai loro insegnanti, ma anche da amici e familiari, sono venuti a conoscere da vicino l’Università di Camerino; nel corso della manifestazione, la cui organizzazione è curata dalla Commissione dei delegati e del Servizio Orientamento dell’Ateneo, docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, sono stati a disposizione dei partecipanti per ogni approfondimento ed informazione.

“Siamo fermamente convinti – ha affermato la prof.ssa Valeria Polzonetti, Delegata del Rettore alle attività di Orientamento – che questa giornata dedicata alla scelta del proprio percorso universitario rappresenti un appuntamento importante per conoscere da vicini il nostro Ateneo, i corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con docenti, tutor e personale dei servizi dell’Ateneo. I ragazzi che sono intervenuti hanno avuto quindi anche l’opportunità di chiarire dubbi o aprire riflessioni, di assistere a dimostrazioni, piccoli esperimenti e simulazioni e soprattutto di iniziare a ‘costruire il proprio futuro’, proprio come sottolinea il nuovo hashtag lanciato dall’Ateneo in occasione dell’Inaugurazione dell’anno accademico #conilfuturoperilfuturo”.
Tutti i partecipanti si sono registrati presso il Polo Didattico del Campus universitario in Via D’Accorso, ed hanno poi seguito per l’intera mattinata tutte le attività previste dalle Scuole di Ateneo: seminari, incontri con docenti e studenti, laboratori, esperimenti.
Presso il Campus universitario è stato possibile incontrare docenti e studenti della Scuola di Giurisprudenza e della Scuola di Architettura e Design, nonché avere informazioni su tutti i servizi per gli studenti messi a disposizione dall’Ateneo.
E’ stato invece possibile seguire tutti i seminari e le attività laboratoriali della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria e della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute presso i laboratori didattica in Via Gentile III da Varano, 5.
Il polo di Geologia ha ospitato invece i docenti e gli studenti dei corsi di laurea della Scuola di Scienze e Tecnologie.
L'Aereonautica Militare, attraverso il 4° Stormo di Grosseto, vicina al comune di Caldarola e in modo particolare agli alunni dell'Istituto Comprensivo "De Magistris". Pochi giorni dopo il terribile terremoto di domenica 30 ottobre padre Stefano Tollu, cappellano militare del IV Stormo, e il tenente colonnello Alfio Lombardo visitarono il paese dei cardinali Pallotta, rendendosi conto personalmente dei gravi danni inferti dal sisma. A quattro mesi di distanza i due sono tornati a Caldarola per consegnare la somma di denaro raccolta. "Siamo riusciti a coinvolgere i soldati del 4°Stormo di Grosseto, del III Reggimento Cavalleria "Savoia", del Centro Militare Veterinario raccogliendo circa 10 mila euro che sono stati donati all'Istituto De Magistris – così padre Stefano – E' nostro desiderio che i bambini che frequentano questa scuola possano avere attività extra scolastiche molto importanti per il loro benessere psicofisico. Nel dramma del terremoto che ha colpito questi territori si è creato un forte filo di solidarietà e ancora una volta gli italiani hanno dimostrato di essere un popolo solidale. Non sempre è facile aiutare l'altro, ma i nostri soldati hanno dato prova di grande solidarietà. Con me ho anche due computer e una chitarra, dono di un ragazzo che aveva difficoltà a dare soldi, ma che si è privato della sua chitarra per farla suonare da qualcuno di questi bambini. Un gesto particolarmente significativo che vogliamo far crescere ancora". Ha parole di stima per la dirigente scolastica Fabiola Scagnetti il cappellano del IV Stormo.
"Quando arrivammo a Caldarola la prima volta restammo particolarmente colpiti dal desiderio di fare e dalla capacità di coinvolgimento della dirigente scolastica. Al IV Stormo l'ho sempre presentata come l'immagine dell'istituzione così come dovrebbe essere. Una donna che fa onore all'Italia".
"Abbiamo messo in campo la volontà di stare accanto a voi – ha detto nel suo intervento il tenente colonnello Lombardo, che ha portato anche il saluto del comandante del IV Stormo, il colonnello Marco Lant – per dimostrare che la sofferenza può essere condivisa per affrontarla in modo diverso. A novembre rimasi particolarmente colpito dal vedere i volti della dirigente e degli insegnanti rigati dalle lacrime. Oggi,vedendo invece il sorriso su quegli stessi volti, riscalda il cuore". "Ricordo benissimo quel 19 novembre, giorno in cui padre Stefano e il tenente colonnello Lombardo vennero a Caldarola – le parole della dirigente Fabiola Scagnetti – Insieme andammo a vedere i crolli nella nostra scuola in un momento particolarmente triste e difficile. Loro hanno subito colto il nostro dispiacere, ma anche la voglia che avevamo di ricominciare e, quindi, hanno subito pensato a delle donazioni che saranno finalizzate ad attrezzature sportive, arredi e attività musicali. Questa solidarietà di cui abbiamo costantemente prova rappresenta una grande lezione di condivisione per i nostri ragazzi e un esempio da seguire". Ad accogliere i due avieri del IV Stormo anche il vice sindaco e assessore alla scuola Debora Speziani. "Sono particolarmente soddisfatta per il fatto che la gran parte delle donazioni arrivate siano destinate alla scuola – dichiara il vice sindaco Speziani – Ciò significa che la ricostruzione deve partire dai bambini perchè sono il nostro futuro. A loro ricordo spesso che da questo terremoto debbono trarre una lezione importantissima, quella della solidarietà e dell'aiuto reciproco". Gli alunni della scuola De Magistris hanno, infine, espresso il proprio sentimento di gratitudine attraverso una lettera che è stata letta da Chiara Giovannini.

"A nome degli alunni, delle famiglie, dei docenti e di tutto il personale dell'Istituto Comprensivo De Magistris di Caldarola esprimo i più sentiti ringraziamenti per la generosità dimostrata nei confronti della nostra comunità scolastica che è stata duramente colpita dagli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre. La vostra vicinanza che si è concretizzata in questa importantissima donazione ci rafforza nel difficile percorso della ricostruzione e ci aiuta a guardare con speranza.
Da parte nostra assicuriamo un proficuo utilizzo di quanto donato a vantaggio degli alunni e il nostro impegno a fare in modo che la scuola sappia coltivare i valori testimoniati dal vostro esempio, dalla vostra condivisione e dalla vostra solidarietà in condizioni di bisogno. Con grande stima per ciascuno di voi".
(Il tenente colonnello Alfio Lombardo consegna un dono del 4° Stormo al sindaco Giuseppetti)

(Padre Stefano Tollu, il tenente colonnello Lombardo e la dirigente scolastica Fabiola Scagnetti)

(Il tenente colonnello Lombardo e il vice sindaco Debora Speziani)

(L'esibizione degli alunni della quinta elementare)

Anche quest’anno Camerino partecipa a Tipicità Giunta alla venticinquesima edizione la manifestazione prenderà il via sabato 4 marzo a Fermo, per concludersi il giorno 6
Nel padiglione del Fermo Forum un viaggio nel gusto coniugato al futuro per un lungo week end a contatto con i sapori,con le propostre turistiche e il meglio del Made in Marche a confronto con altre realtà italiane ed estere
E Camerino ci sarà, per dimostrare ancora una volta, tutta la sua forza di reagire per la rinascita di un territorio. “ La città e il suo territorio- afferma il capogruppo di maggioranza consigliere Alberto Pepe- avevano già partecipato alle due passate edizioni e l’amministrazione comunale ha voluto essere presente anche e soprattutto quest’anno, non solo per far capire a chi andrà a visitare questo evento di carattere nazionale, che Camerino c’è e continua a vivere nonostante tutto, ma anche per dare un messaggio di turismo solidale. E’ l’invito rivolto a tutti di venire a trovarci per conoscere le nostre realtà che continuano ad esistere, a muoversi e a progettare. Valorizzeremo dunque i molteplici eventi che le varie associazioni da sempre portano avanti e che contribuiscono ad impreziosire la città, come “Cortili in fiore”, la “Corsa alla Spada”, la “Cena in bianco” e, insieme a questi, tutte le attività commerciali che ci contraddistinguono. Anzi- aggiunge Alberto Pepe- è mio motivo personale di orgoglio l’aver preso nota che tutte le associazioni, nonostante la delicata situazione, sono animate dalla volontà di continuare a portare avanti tutte le iniziative e, stessa determinazione - continua il consigliere- ritroviamo nelle nostre peculiari attività commerciali e produttiveche, soprattutto oggi, possono presentarsi con una valida offerta a chi avrà voglia di venire a vedere il nostro territorio. Tra l’altro- aggiunge Alberto Pepe- la cena di gala, organizzata dall’ente promotore di Tipicità, vedrà come chef il presidente dell’associazione Corsa alla Spada Giuseppe Corridoni il quale si esibirà nella preparazione dei vincisgrassi. Coadiuvato dal personale dell’agriturismo Le Cortine, che insieme a tante attività del settore tanto hanno dato nell’emergenza in termini di ricettività e collaborazione con il comune, Giuseppe Corridoni sfornerà il piatto tipico per eccellenza delle nostre zone. Felici di questa presenza - anche perché, è da questa straordinaria capacità di reagire che trae forza l’amministrazione comunale. Di fronte al dramma - conclude Pepe- i nostri cittadini stanno dimostrando una incredibile energia e questo, è motivo di vanto”.
Porte aperte in Unicam. L'ateneo si prepara ad accogliere centinaia di studenti di scuole superiori
02 Mar 2017Già 600 gli studenti delle scuole superiori registrati
Tutto pronto in Ateneo per accogliere le centinaia di studenti del quarto e quinto anno degli istituti superiori che venerdì 3 marzo verranno a conoscere l’Università di Camerino in occasione di “Porte Aperte in UNICAM”,ilconsueto appuntamento con l’iniziativa di orientamento alla scelta universitaria
Sono infatti già circa 600 gli studenti provenienti sia dalla Regione Marche che da altre Regioni, che hanno effettuato la registrazione.
Nel corso della manifestazione, la cui organizzazione è curata dalla Commissione dei delegati e del Servizio Orientamento dell’Ateneo, docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, saranno a disposizione dei partecipanti per ogni approfondimento ed informazione.
“Siamo fermamente convinti – sottolinea la prof.ssa Valeria Polzonetti, Delegata del Rettore alle attività di Orientamento – che questa giornata dedicata alla scelta del proprio percorso universitario rappresenti un appuntamento importante per conoscere da vicini il nostro Ateneo, i corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con docenti, tutor e personale dei servizi dell’Ateneo. I ragazzi che interverranno avranno quindi anche l’opportunità di chiarire dubbi o aprire riflessioni, di assistere a dimostrazioni, piccoli esperimenti e simulazioni e soprattutto di iniziare a ‘costruire il proprio futuro’”.
Le registrazioni dei partecipanti inizieranno alle ore 9.00 presso il Polo Didattico del Campus universitario in Via D’Accorso, seguiranno poi fino alle ore 13.00 tutte le attività previste dalle Scuole di Ateneo.
Presso il Campus universitario sarà possibile incontrare docenti e studenti della Scuola di Giurisprudenza e della Scuola di Architettura e Design.
Sarà invece possibile seguire tutti i seminari e le attività laboratoriali della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria e della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute presso i laboratori didattica in Via Gentile III da Varano, 5.
Il polo di Geologia ospiterà invece i docenti e gli studenti dei corsi di laurea della Scuola di Scienze e Tecnologie.
Il programma dettagliato è disponibile nel sito http://orientamento.unicam.it
Unicam - Ricostruzione e futuro si incamminano con il progetto Shoevalley. Firmato l'accordo
01 Mar 2017Firmato a Camerino nella sede del rettorato dell’ateneo, l’accordo di collaborazione tra Unicam e Shoevalley per l’istituzione di un centro di eccellenza legato al settore calzaturiero marchigiano.Ad illustrare i dettagli dell’accordo sono stati il prorettore vicario di Unicam prof. Claudio Pettinari, il consulente di marketing Walter Jr. Cassetta e Ubaldo Malvestiti di Shoevalley.
“La firma di questo accordo quadro mi dà un’emozione forte- ha esordito il prorettore Pettinari- Una settimana dopo il sisma Ubaldo Malvestiti ha espresso il suo desiderio di fare qualcosa di significativo per la vallata del Chienti e per l’università di Camerino. Subito siamo entrati in contatto e mi ha presentato il progetto Shoevalley, che si può definire unico al mondo. E’ una progettualità sulla quale Unicam conta molto anche per gli effetti positivi sulla nostra valle e il territorio tutto.
Shoevalley - ha spiegato Pettinari -dovrebbe svilupparsi in due fasi integrate o distinte, anche se a noi piacerebbe vederle strettamente integrate. La prima fase prevede la creazione di un monoprodotto, la Premium sneakers, scarpa confezionata con materiali e tecnologie innovative. Saranno persone del territorio a realizzarla in maniera liberale, mettendo a disposizione un po’ del loro tempo, un po’ del loro materiale, un po’ dei loro soldi. La calzatura senza marchio, prodotta esclusivamente per Unicam, verrà poi donata all’università di Camerino che, grazie ad essa, attiverà, a sua volta una raccolta di crowfunding. La Sneaker Premium in vendita solo sul web ( www.shoevalley.it), attraverso l’iniziativa di crowfunding potrà essere acquistata e indossata da chi vorrà sostenere Unicam e la ricostruzione. La donazione sarà a vantaggio completo di Unicam che ne usufruirà per risolvere le sue problematiche derivanti dal sisma.
Di assoluto rilievo però - ha aggiunto il prorettore- la second fase del progetto nella quale ci siamo immediatamente tuffati e che è quella di creare la Shoevalley che non potrebbe esistere senza un Centro di Ricerca e Sviluppo per il settore della calzatura. E in questo- ha sottolineato- l’università di Camerino con le sue 5 scuole può dare un importante contributo; la Scuola di Giurisprudenza può occuparsi di marketing, la Scuola di Architettura e Design fornire competenze sul design e sull’ecodesign, la Scuola di Biologia e Medicina Veterinaria offrire informazioni su fibre e su biomateriali, quella di Scienze e Tecnologie un contributo per la progettazione di nuove tecnologie per la calzatura e la Scuola di Scienze del Farmaco può dare un apporto nel settore della meccanica. Fin da subito dunque, le persone che in questa terra lavorano nel settore della calzatura saranno a fianco dei nostri ricercatori i quali , a loro volta, potranno dare un senso alle loro ricerche mettendo mano direttamente al prodotto calzaturiero”.

E’ stato poi il consulente di marketing Walter Jr. Cassetta a illustrare nel dettaglio il progetto Shoevalley.
“Due le fasi del progetto partendo dal crowfunding e dalla raccolta di risorse economiche finalizzate al sostegno per la ricostruzione dell’ateneo e allo sviluppo del centro di ricerca, attraverso il monoprodotto che diventa in un certo senso il simbolo dell’expertise della Shoevalley, eccellenza già esistente nel territorio e veicolo per raccontare il progetto Shoevalley nella sua interezza. Da un lato dunque, la finalità economica, dall’altro il veicolo di comunicazione. Del resto è proprio nel dna del crowfunding la caratteristica di aiutare già prima che un progetto prenda forma e nel contempèo aiutare a raccogliere risorse. La peculiarità del progetto è che viene fatto attraverso le persone; coloro che vi parteciperanno tra lavoratori, imprenditori e non, attraverso il loro lavoro, fornendo materie prime o investendo denaro, contribuiranno alla realizzazione del proramma. L’idea di una progettualità concentrata sulle persone serve a riportare l’attenzione sul territorio e sulle persone, l’uno e le altre, spesso divisi da interessi particolari, per prendere consapevolezza che solo attraverso ricerca e innovazione è possibile creare valore diffuso per le persone. Valore diffuso per chi opera nel settore della filiera e per tutti gli attori, con l’obiettivo finale di un lavoro sempre più qualificato. .
La seconda fase è la creazione di un Centro permanente di Ricerca e Sviluppo; Shoevalley infatti- ha spiegato Cassetta- prende le mosse dalla Silicon valley. Gli imprenditori americani che arrivano ad acquistare scarpe nel nostro teritorio ci identificano come la Shoevalley, perché simo unici nel creare un certo tipo di calzatura (soprattutto la sneaker di fascia alta Premium) e prodotti di moda pensati nella maniera più trasversale. Senza atenei e centri di ricerca di assoluto valore mondiale- ha proseguito il consulente- la silicon Valley non sarebbe il posto dove si crea il prodotto economico più alto al mondo, per cui, non può esistere una Shoevalley senza un centro di ricerca che, a livello applicato, possa essere il riflesso di tutte le tecnologie che si possono sviluppare, nelll’innovare il prodotto calzatura. L’obiettivo è dunque quello di realizzare qualcosa che non c’è, nell’interesse di tutti, attraverso la creazione di un motore capace di generare valore in maniera diffusa. Shoevalley può aiutare le aziende a sviluppare tecnologia, know how, formare le menti che a loro volta porteranno valore dentro le aziende. Un valore vero, soprattutto per le generazioni future
“Uno dei motivi che mi ha spinto verso Unicam- ha affermato Ubaldo Malvestiti- è stata la visita alla Conceria del Chienti dove ho scoperto un laboratorio di analisi dei materiali dell’università di Camerino. La presenza di un laboratorio universitario all’interno di un’azienda mi ha fatto capire la sinergia dell’ateneo con il territorio e il suo creare valore, controllo e qualità, ovvero le condizioni per quell’azienda di poter eccellere nel proprio campo. E’ lì che mi è balenato l’aggancio con l’Università di Camerino- ha concluso Malvestiti-; è stato il metodo dell’ateneo che mi ha attratto, suggerendomi un contatto. Avere un laboratorio di materiali all’interno di un’azienda e sapere quale risultato avranno quei materiali nel tempo, credo sia un’importante innovazione”.

Lettera aperta degli ex rettori dell'Università di Camerino Fulvio Esposito, Ignazio Buti, Mario Giannella, Roberto Marassi ai cittadini delle aree colpite dal sisma e a quanti operano all'interno di Unicam. In essa gli ex rettori chiedono che si faccia “un balzo in avanti” e che “l'università vada a costruire un solido futuro”.
La nostra comunità ha subito in questi mesi colpi durissimi, per risollevarci dai quali serve il contributo di tutti, con uno sforzo di intelligenza e creatività capace di tracciare nuove e innovative traiettorie di sviluppo per il territorio e per la nostra Università.
Non possiamo infatti nasconderci che il terremoto, pur nella sua natura di evento fuori dell’ordinario, è intervenuto su una realtà socio-economica che da lungo tempo viveva e vive una situazione di fragilità.
Non è per caso che, nel 2015, è stata elaborata dal Governo una ‘Strategia Nazionale per le Aree Interne’, finalizzata ad affrontare le criticità che affliggono più della metà della superficie nazionale e che, per il suo impatto sociale ed economico, sta diventando paragonabile alla storica Questione Meridionale.
Il nostro territorio soffre di queste criticità; bastino ad indicarlo poche cifre: in 40 anni, dal 1971 al 2011, la popolazione è diminuita del 24%; in soli 10 anni, dal 2001 al 2011, le imprese sono diminuite del 7% e gli addetti del 6%.
Dunque la ricostruzione, nella quale stiamo impegnando tutte le nostre energie, sarebbe resa vana dall’assenza di un programma di sviluppo credibile, sostenibile, di successo: le case che stiamo ricostruendo dovranno essere abitate, le imprese dovranno tornare attive e produttive, i musei visitati, le chiese frequentate, le aule, le biblioteche, i laboratori pieni di studenti e di ricercatori…
Come raggiungere questo obiettivo?
Non crediamo che ci sia qualcuno che ha a disposizione - francamente non crediamo nemmeno che esista - un programma ‘chiavi in mano’.
Crediamo però che ci sia un metodo. Un metodo che parta dall’ascolto delle comunità, in particolare di quelle più colpite dagli eventi sismici. Un metodo che sappia elaborare saperi e tradizioni, speranze ed intuizioni e sappia declinarli in funzione di riferimenti globali che possono apparire lontani (ad esempio la ‘digitalizzazione’), ma rispetto ai quali non possiamo restare indifferenti, pena la definitiva, irreversibile marginalità.
In questo processo di interpretazione e traduzione delle vocazioni territoriali nelle lingue del nuovo paradigma tecnologico, la nostra Università, universale sì, come il nome la designa, ma attenta da sempre al suo territorio, può avere un ruolo decisivo.
I friulani, provati come noi da un sisma distruttivo nel 1976, appena avviata la ricostruzione, promossero una raccolta di firme per chiedere l’attivazione di un’università, istituzione di cui quel territorio era privo. La petizione ebbe successo (125.000 firme) e, nel 1978, venne fondata l’Università di Udine, che ha dimostrato negli anni, insieme all’Università di Trieste, il suo ruolo di potente leva per lo sviluppo di tutta una Regione e non solo.
Noi l’Università l’abbiamo dal 1336. Un’Università che, tra tante difficoltà, ha mantenuto con dignità il suo posto nel sistema nazionale, ha saputo restare allineata con i processi di necessario cambiamento e talvolta li ha anticipati.
Oggi serve un nuovo balzo in avanti e in alto.
Serve una rinnovata energia da trasmettere, attraverso frequenti occasioni d’incontro, alle 131 comunità di cittadini che, con caparbio coraggio, sono rimasti a presidiare i loro luoghi o che, dolorosamente, se ne sono dovuti momentaneamente allontanare. Il nostro compito dev’essere quello di fornire informazioni autorevoli ed affidabili e di raccogliere idee e suggestioni che innestino nel processo di ricostruzione urbanistica gli elementi per una rigenerazione sociale ed economica del territorio.
Occorre che tutte le persone di buona volontà che operano nell’Università di Camerino, che bene hanno compreso le difficoltà del momento ed alacremente stanno operando per superarle, intraprendano all’interno una fase di franca discussione per progettare nuovi percorsi che aprano prospettive di sviluppo, senza rinnegare nulla della propria storia, ma con la serena consapevolezza che la storia, da sola, non garantisce il futuro.
Occorre alzare lo sguardo, stringendo rapporti con chi è animato da sincera volontà di collaborazione e si confronta con problemi simili ai nostri; ad esempio, con le Università dell’Appennino, tutte localizzate in zone ad alto rischio sismico, tutte chiamate a trovare soluzioni intelligenti alle criticità proprie delle ‘aree interne’.
Occorre andare ancora più lontano, verso paesi dove le competenze presenti nella nostra Università possono promuovere processi di sviluppo e verso paesi dai quali possiamo importare nuove e feconde competenze di cui siamo carenti.
In questo modo pensiamo che l’Università di Camerino possa costruire un solido futuro, che coinvolgerà la Città che ad essa dà il nome, il complesso delle aree interne, l’intero paese e, soprattutto, i suoi giovani.
Sisma- 6500 posti disponibili negli alberghi. Assessore Pieroni ringrazia albergatori ed ANCI
27 Feb 2017ISMA: DISPONIBILITA' DI 6.500 POSTI NEGLI HOTEL - ASSESSORE PIERONI RINGRAZIA ALBERGATORI ED ANCI
A fronte dei 5400 sfollati che oggi risiedono negli alberghi la Regione Marche ha ricevuto una disponibilità di posti per 6500 alloggi da parte degli albergatori. “Voglio ringraziare tutte le associazioni di categorie e l’Anci per la collaborazione – spiega l’assessore Moreno Pieroni – nel corso di queste settimane è stato fatto un grande lavoro anche dagli uffici regionali. Mercoledì chiuderemo questa prima fase e passeremo a convocare i sindaci delle comunità colpite dal sisma per concordare e condividere con loro e i cittadini ogni passo, ogni decisione che prenderemo cercando di limitare al massimo i disagi e gli spostamenti. Fino ad ora gli alberghi hanno incassato oltre 16 milioni di euro”.
E’ stato siglato a palazzo Raffaello un accordo su fondi contrattuali e politiche del personale, stretto tra giunta regionale, enti e aziende del servizio sanitario e organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza. L’accordo è stato raggiunto al termine di un complesso e proficuo lavoro di confronto tra Regione, Asur, Aziende e organizzazioni sindacali e – ha sottolineato il presidente Luca Ceriscioli - mette a disposizione delle Aziende sanitarie gli strumenti per gestire le attività e la programmazione nei tempi dovuti”.
“È il secondo anno consecutivo – ha affermato il presidente – che a livello nazionale, grazie al contributo delle Regioni, riusciamo ad avere a disposizione il fondo in tempi utili e ciò consentirà di portare avanti correttamente tutte le procedure. Come giunta abbiamo già approvato gli obiettivi e anche il piano assunzioni è nato sotto la spinta forte della parte politica. Tutto questo permetterà di gestire al meglio la congruità tra i percorsi e i bisogni effettivi. Si tratta – ha proseguito il presidente - di un accordo cerniera tra la gestione passata e le riforme future. Per non perdere risorse avremo bisogno di una visione unitaria. Non sarà possibile, ovviamente, sanare tutto, ma la firma di oggi ci offre sicuramente un percorso che ci garantirà di migliorare l’intero sistema”.
Il protocollo prevede che la metà dei risparmi che le aziende otterranno attraverso i piani di razionalizzazione della spesa potrà essere dedicata alla incentivazione del personale. A ciò si aggiunge la riapertura di un tavolo all'interno delle Aziende, sulla verifica dei fondi contrattuali nella prospettiva della omogeneizzazione, in particolare delle aree vaste.
Parere sostanzialmente positivo delle organizzazioni sindacali, che, pur con la questione ancora aperta dei tagli statali del decreto Tremonti del 2010, riconoscono nell’accordo un importante strumento consegnato alle rappresentanze dei lavoratori per la contrattazione nei posti di lavoro.
Truffatore seriale a Fabriano. Salgono a 12 i raggiri online di un 20enne del luogo già arrestato
27 Feb 2017Nonostante l’arresto operato circa 10 giorni fa a carico di un giovane fabrianese colpevole di truffa aggravata, on line, gli agenti del Commissariato di P.S. di Fabriano non hanno mai interrotto tutte le indagini per risalire ad altre possibili vittime incontrate via web dal 20enne e dalle truffe che potevano viaggiare ancora su internet.
Intuito infallibile che ha portato sabato mattina ad individuare una nuova vittima del truffatore seriale: un uomo residente nella provincia di Potenza che aveva venduto al marchigiano un cellullare I Phone di ultima generazione.
Anche lui, come la giovane toscana, dopo aver pattuito la somma di euro 115,00, attendeva invano che gli venisse accreditato quanto stabilito.
La tecnica, infatti, era sempre la stessa: il giovane truffatore inviava al venditore una finta ricevuta, questa volta un bonifico bancario riprodotto alla perfezione anche nei dettagli, e chiedeva la spedizione immediata dell’oggetto acquistato.
L’ignara vittima convinta dell’accredito provvedeva a spedire il cellulare: ma, dopo aver atteso alcuni giorni senza avere un riscontro in banca di quanto avesse guadagnato con la vendita, intuiva di essere cascato in una truffa.
Immediatamente si presentava presso la Questura di Potenza per sporgere una denuncia.
Ricevuta la segnalazione dalla Basilicata, i poliziotti del Commissariato di Fabriano hanno intercettato ancora una volta il vettore della spedizione riuscendo a bloccare la consegna.
L’imballaggio del cellulare riportava chiaramente le generalità del mittente riconducibile al denunciate di Potenza e il recapito dell’ormai noto truffatore fabrianese.
Con questo episodio, salgono a 12 le truffe aggravate di cui dovrà rispondere il 20enne già in stato di arresto.
L’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha fatto visita alle suore benedettine di San Ginesio ospitate, a seguito dell’inagibilità del loro convento, presso il monastero delle Benedettine di San Giuseppe di Assisi, dove sono state fraternamente accolte dalla Badessa Madre Mariangela.

Anche le otto consorelle sfollate sono il simbolo del dramma del terremoto e la presenza del loro pastore dà continuità all’impegno divicinanzasolidale. “ Le ho trovate molto contente e ben inserite con affetto nella comunità – ha affermato l’arcivescovo- ; non mi hanno nascosto la loro preoccupazione per il monastero che hanno dovuto lasciare, in quanto fortemente lesionato, ma le ho rassicurate sulla messa in sicurezza del loro convento e della chiesa che seguiremo con attenzione ”. Nell’occasione Brugnaro ha voluto salutare e ringraziare personalmente mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi Nocera Umbra Gualdo Tadino.
“Lo stesso Sorrentino - ha riferito l’arcivescovo - si è detto felice della vicinanza e condivisione tra monasteri, dello stare insieme e condividere la fatica e la fraternità della preghiera e della vita di clausura . Da parte loro le suore assicurano quotidianamente la preghiera per la comunità di San Ginesio e sono contente di essere informate tramite il settimanale diocesano l’Appennino camerte”
