Radioc1inBlu
“Aprire la zona rossa”. Preoccupazioni e proposte dei cittadini sul centro storico di Camerino
18 Feb 2017
“Aprire la zona rossa” il tema di un incontro spontaneo, promosso da un gruppo di cittadini per approfondire la situazione del centro storico. “ A cento giorni dal sisma non si può aspettare oltre” si sono detti “perché una città senza il suo centro storico, non è più una città”. Una trentina i partecipanti alla riunione tenutasi presso il Bar Diana a Madonna delle Carceri. Si è parlato dello stato dell’arte, della micro zonazione in atto nel cuore della città con l’incarico di professionisti privati che stanno redigendo il piano della messa in sicurezza delle vie cittadine, ai fini di una riduzione della Zona rossa. E’ stato Sante Elisei a fare da portavoce all’esigenza comune di comunicare delle persone e a spiegare il motivo dell’incontro:
“ In tutti noi- ha detto – è forte la preoccupazione di vedere, nel trascorrere del tempo, l’impossibilità di tornare ad una‘normalità’. Ogni giorno ci arrivano tante informazioni che purtroppo non riusciamo a recepire da un canale unico, arrivandoci un po’ dalla carta stampata, un po’ dai social, altri pezzi dalla tv o dalle telefonate tra amici. Brandelli di informazione che messi insieme- ha proseguito- non ci offrono un panorama rassicurante ma sembrano complicarci lo scenario futuro. E il centro storico è l’emblema di questa preoccupazione”. Tutti concordi nel ribadire massima efficienza della macchina dell’emergenza a poche ore dalle scosse di ottobre ma, passata la prima fase- è stato sottolineato- tutto si è mosso molto lentamente, dalle verifiche di inagibilità, alle schede Fast e Aedes, alla burocrazia che ha allungato i tempi di tante problematiche, come anche l’accreditamento degli istituti bancari che, ad oggi, risultano stoppati, con la conseguenza che chi ha piccole lesioni da riparare in breve tempo, non può muoversi. Tempi lunghissimi anche per i moduli abitativi SAE con procedure farraginose come quelle che riguardano la messa in sicurezza degli edifici e l’affidamento a ditte private con i paletti che se la messa in sicurezza supera i 40 mila euro il comune deve andare a gara, come se in questa fase di emergenza ogni comune ha la tranquillità, il tempo e la possibilità di espletare gare d’appalto con grande facilità,quando il personale è impegnato in mille altre incombenze. Sul punto qualcuno dei presenti ha evidenziato che il comune di Camerino potrebbe provvedere ad assumere gli otto dipendenti in più assegnati.
“Troppa burocrazia troppe lungaggini creano solo ritardi e l’esasperazione della gente.- ha dichiarato l’ex sindaco Dario Conti, ricordando che intanto va avanti il percorso della proposta di legge di “Zona Franca” il cui testo è stato predisposto da un gruppo di lavoro formato da docenti della Scuola di Giurisprudenza Unicam ed esperti di diritto. Si articola nella Zona franca Urbana e Zona Economica Speciale per i 131 comuni del cratere dell’area terremotata dell’Italia centrale.

“ E’ stata prima presentata in una commissione tecnica della Camera dei deputati che l’ha esaminata e approvata e adesso è stata presentata come proposta di legge d’iniziativa dei deputati Pastorelii- Locatelli- Lo Monte. I deputati firmatari hanno poi 15 giorni di tempo per raccogliere altre firme prima di andare in discussione. In questa fase di conversione del 3° decreto legge- ha spiegato Conti- ho chiesto pure di vedere se è possibile inserire la proposta come emendamento e nel frattempo, per poter dare una spinta in più all’iter della legge, ho chiesto all’on. Pastorelli anche di poter organizzare una conferenza stampa di presentazione della pdl alla Camera dei deputati con la partecipazione delle istituzioni camerti e dei cittadini terremotati. Certo ci sono anche altre proposte simili come quelle di Ussita o dell’on. Ricciatti, ma quella elaborata dall’università di Camerino è più articolata”
Quanto alle ipotesi di ricostruzione e a soluzioni efficaci per il rientro delle persone, l’architetto Fulvio Santoni ha evidenziato che punti essenziali sono la “no tax Area” e la ricostruzione del tessuto sociale e di tutte le attività comerciali, presenti nel centro storico prima del sisma. “Facciamo un duplicato della città di Camerino fuori Camerino- ha detto- Solo così non perdiamo l’identità. Il centro storico va ricostruito con attenzione meglio di prima con le sicurezze da tutti desiderate. Con quello che prevedono i contributi non riusciamo ad ottenere neanche il 40 per cento di miglioramento sismico. Non si può pretendere di ricostruire case sicure con finanziamenti di 1200 – 1300 euro a metro quadro. Noi tecnici possiamo fare il massimo, ma ci vogliono i soldi e come minimo, occorrono dai 3500 ai 4000 euro a metro quadro, allora avremo una Camerino sicura. E’ per questo che sono contrario al villaggio delle casette e al villaggio delle attività produttive; meglio una duplicazione della città di Camerino che permetta di aprire tutte le attività e riporti la vita regolare delle persone E’ il tessuto sociale che va ricostituito, vicino a questo occorre la No tax Area e vanno appoggiate le varie proposte in questo senso, in modo da attirare le attività economiche e gli investimenti”. Concludendo il suo intervento l’architetto ha proposto di tornare tutti direttamente a Roma con una manifestazione di 2000 -3000 persone davanti al Parlamento. “ Finchè non otterremo risposte, non torneremo a casa”

A proposito di ricostruzione, in particolare i più giovani, sono dell’idea che dovrà garantire massima sicurezza negli edifici su cui si va ad intervenire e, se del caso, anche con interventi drastici. “ Questo è un evento che ci ricorda che noi siamo nulla in confronto alla natura - ha detto Carlo Orsolini- Vivevamo già in una città plasmata dai terremoti, è per questo che ritengo che questo sisma dall’enorme portata devastatrice debba condurre ad una svolta. Mio padre – ha aggiunto- ha studiato l’arte di Camerino per tutta la vita e dunque ho perfetta consapevolezza di quello che possiamo perdere ma so anche quello che possiamo guadagnare. Noi cittadini dobbiamo riuscire a sentirci sicuri perché la casa non è “quella casa lì” ma il luogo dove ci si sente sicuri anche in base a quello che ci circonda. Del terremoto non dobbiamo aver paura ma rispetto. Io mio figlio nella casa dove sono cresciuto nelle condizioni in cui si trova adesso, anche se non ha nessuna crepa esterna, non ce lo faccio vivere”
“ Tante le preoccupazioni condivise, tante le proposte anche divergenti - ha dichiarato Elisei-. Porteremo le risultanze di questo incontro all’attenzione dell’amministrazione comunale che è nostro referente più vicino, per poi decidere come muoverci in futuro. Le idee- ha sottolineato- non vanno tutte nella stessa direzione, ma quello che accomuna le persone, è la volontà di tornare il prima possibile a Camerino, viverla come prima e forse anche meglio”
Riapre l'Asterix Pub di Camerino
17 Feb 2017Riparte con rinnovato coraggio il Pub – birreria Asterix di Camerino.L’ Inaugurazione dei nuovi locali è prevista questo sabato 18 febbraio dalle ore 20.00 in poi.
“ Ci vediamo all’Asterix” , la frase più ricorrente tra giovani e meno giovani, a testimoniare il forte legame di molti con il pub del cuore della città. Dalla storica sede di piazza Garibaldi, ormai da 4 mesi “zona Rossa” , il locale è pronto a ripartire per la seconda volta dal Camerino City Park. Attesa da molti la riapertura di quello che è sempre stato un punto di riferimento di tante serate in amicizia. Piero e Fabrizio hanno speso tutte le loro energie per riportare nella piazza quella stessa atmosfera che si è sempre respirata tra le mura del centro. “ Sarà un nuovo Asterix sotto un gazebo ma con tutte le caratteristiche di sempre- afferma Fabrizio- Rispetto al locale vero e proprio- aggiunge- abbiamo creato un angolo cucina autonomo anche per non diffondere odori. Abbiamo dovuto purtroppo rinunciare ad una parte importante del nostro menù come le insalate i crostini e tutti i piatti messicani perché la nostra cucina è ridotta almeno del 60 per cento però siamo pronti a metterci ai fornelli per preparare i tradizionali Hamburger, patatine olive fritte, panini caldi ecc”.

Ampio ed accogliente il gazebo riscaldato posizionato vicinissimo alla Geo Tenda a sfera; all’interno parecchi posti a sedere e un nuovo bancone bar in legno, corredato dalle tradizionali spillatici per birre e bevande.
”“ Pronti per un nuovo capitolo – commenta Piero, indaffarato tra scatoloni pannelli di legno- ; si è lavorato duro per giorni e giorni ma l’abbiamo fatto con il cuore perché fa piacere anche a noi rivedere vecchi e nuovi amici. Sabato sera riapriamo anche se saremo operativi al cento per cento la prossima settimana”.
E all’Asterix da lunedì 20 febbraio sarà possibile anche pranzare con apertura dalle ore 12.30 fino alla 14.30; a seguire il consueto orario serale dalle 19.00 fino a tarda notte. In attesa di una sistemazione più stabile nella nuova area commerciale già individuata, il Pub Birreria è pronto dunque ad allietare serate e a rilanciare con rinnovata vitalità dal Camerino City Park perché #ilfuturononcrolla.
Ospedale Unico Provinciale- Marinelli invita i sindaci a sostenere la candidatura di Castelraimondo
15 Feb 2017"La candidatura di Castelraimondo per la realizzazione dell'Ospedale Unico provinciale deve essere vista in un'ottica territoriale e di più ampio raggio, perché guardando un po' più lontano rischiamo di perdere ancora servizi e non possiamo permetterci che questo territorio, già devastato dagli ultimi eventi sismici, venga ancora di più penalizzato e depredato". Lo scrive il sindaco Renzo Marinelli invitando tutti i sindaci dell'entroterra maceratese "a sostenere la proposta di candidatura di Castelraimondo per la realizzazione dell'ospedale unico provinciale, che deve essere però interpretata come il nostro grido di allarme. Per comprendere infatti la necessità che l'Ospedale Unico sia posizionato nell'entroterra - continua Marinelli- basta allargare il proprio campo visivo dal livello “provinciale” a quello “regionale”. Due nuovi grandi presidi ospedalieri infatti stanno sorgendo lungo la costa, a pochi chilometri dai nostri confini provinciali, e sono quelli di Fermo e quello dell'Aspio, a Camerano di Ancona. Due grandi ospedali che serviranno tutta la popolazione che risiede nei comuni della costa, compresi quelli del Maceratese. Viene da sé quindi che la collocazione di un altro ospedale a pochi chilometri da quelli che sono già in costruzione sbilancerebbe, definitivamente e senza più possibilità di tornare indietro, la già precaria distribuzione di servizi e di popolazione del nostro territorio provinciale determinando il progressivo abbandono del nostro entroterra.
"È ora di pensare alle esigenze di un territorio e dei cittadini e non alle ambizioni dei politici, perché questi sono investimenti per il futuro a lungo termine per tutto il nostro territorio. E prendendo alla lettera il significato di Ospedale Unico, rischiamo che da qui a pochi anni ci venga tolto anche quello che a fatica siamo riusciti a mantenere. - prosegue il sindaco- Abbiamo proposto Castelraimondo per la collocazione territoriale del nostro comune, in posizione baricentrica e orograficamente agevole rispetto al comprensorio montano ma anche per la disponibilità di un soggetto privato a mettere a disposizione gratuitamente l'area necessaria per la realizzazione della nuova struttura. Ma se la Regione capisse questa nostra, quanto mai come ora, reale necessità, sarebbe esattamente la stessa cosa se posizionasse l'Ospedale Unico nei nostri comuni limitrofi delle zone montane. Soprattutto perché, lo voglio sottolineare ancora una volta, il nostro territorio è martoriato dalle conseguenze dei terremoti e oggi più che mai rischia lo spopolamento e un imperdonabile abbandono. E mai come oggi si profila il bisogno di aumentare i servizi e rinforzare quello che già è presente. Se la politica ha la possibilità di dare risposte alla cittadinanza questo è il momento migliore per farlo".
A Camerino intervento dei Vigili del fuoco all'interno della Chiesa di Santa Maria in Via per il recupero di tele, pale d'altare e opere sacre Lo scorso fine settimana la chiesa era stata interessata da un ulteriore crollo. Una porzione del tetto già fortemente lesionato era caduta all’interno abbattendosi sulle altre macerie.





Sisma- Prot. Civile:" 23,5 miliardi di danni" tra costi strutturali e gestione emergenza
15 Feb 2017La sequenza sismica che dal 24 agosto ha colpito il centro Italia ha provocato danni per 23,5 miliardi di euro: cifra che include sia i danni strutturali veri e propri che i costi per l'emergenza. Il fascicolo completo relativo alla stima dei danni e i costi relativi al terremoto in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo è stato trasmesso dal Dipartimento della Protezione Civile a Bruxelles per l'attivazione del Fondo di solidarietà dell'Ue. Le stime considerano anche le integrazioni arrivate dalle Regioni dopo la scossa del 18 gennaio.
Per tre giorni ha fatto sosta a Camerino lo stargate di Studio 54 network. Storica Radio del festival di Sanremo, per il suo trentesimo anno l’emittente calabrese ha preferito essere Radio di servizio. Rinunciando alla tradizionale presenza nella Città dei fiori, questa volta Studio 54 ha deciso di stare vicino alle popolazioni colpite dal terremoto, trasferendo i suoi studi mobili nella città ducale a due passi dal Centro Operativo Comunale. On air su tutta Italia e sul circuito delle 100 radio collegate, per tre pomeriggi, si sono alternati al microfono il sindaco Pasqui, il rettore Corradini, il consigliere con delega alle politiche giovanili Marucci, i ragazzi di Io Non Crollo, i giovani studenti di Unicam ed Erasmus e tanti altri camerinesi. In studio lo staff al completo guidato dall’editor Francesco Massara con Enzo Dichiera speaker cronista, Mimmo de Marco alla consolle, Melo alla fotografia.

L’iniziativa è stata supportata da RadioC1inblu e uno dei risultati dell’amichevole collaborazione è stata la continua presenza ai microfoni della giornalista Carla Campetella.

Tante le voci levatisi dalla città per raccontare delle sue ferite, dell’esperienza vissuta in quei drammatici giorni ma anche della volontà ferrea di non lasciarsi piegare e reagire con determinazione. Una presenza molto apprezzata per il suo significato morale di vicinanza e di supporto in un periodo particolarmente difficile per tutta la popolazione. Varie le incursioni sul territorio e sulle situazioni di vita dei centri colpiti dal sisma, dai campi sfollati alle attività commerciali che sono ripartite, dall’incontro con il Commissario Errani e Capo della protezione Civile Curcio, alle serate dei giovani. Per Camerino e per il territorio circostante, un bel segnale di ascolto e di solidarietà con la possibilità di comunicare la forza della sua gente e la realtà di quello che si vive quotidianamente. Un segnale che ha regalato speranza e stimolo per affrontare ogni difficoltà con maggiore energia.
Un Camerino City Park ancora più vivace grazie alle iniziative che giorno dopo giorno prenderanno vita all’interno della Geo Tenda. Fresca d’installazione, la struttura a sfera viene inaugurata questo giovedì 16 febbraio alla presenza delle autorità cittadine. Per l’occasione la Pro Camerino ha organizzato una spumeggiante serata allietata da ballo e dolci di carnevale. Nell’occasione Roberto Carpineti offrirà alla città la sua musica. L’apertura del nuovo spazio, un altro segnale di rinascita e un importante tassello per la collettività tutta; nella Geo Tenda verranno infatti via via ospitate iniziative di vario genere, come i giovedì universitari, concerti, appuntamenti culturali, spettacoli. Un cuore pulsante dunque quello del Camerino City Park dove, dopo l’apertura di una cinquantina di attività commerciali, l’atmosfera è quella di una vera piazza, capace di riunire gente di ogni età in tutte le ore del giorno. Completano e arricchiscono lo spazio pubblico, luoghi di aggregazione come Pub, pizzeria, taverna greca e kebab.
Al via la mostra “Capolavori Sibillini. L’arte dei luoghi feriti dal sisma”, aperta al pubblico dal 19 febbraio fino al 1 ottobre 2017, presso il prestigioso Palazzo Campana di Osimo.
E’ stato lo stesso ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, On. Dario Franceschini. a tagliare il nastro dell’esposizione
Circa un centinaio le opere da ammirare, provenienti dalle aree colpite dal sisma, suddivise in sezioni sulla base dei rispettivi luoghi di origine: Montefortino, Montetefalcone Appennino, Smerillo, Monte Rinaldo, Montelparo, Montalto delle Marche, Loro Piceno, San Ginesio.
Il progetto è nato grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto il 18 novembre 2016, a cui hanno preso parte la Regione Marche, il Comune di Osimo, l’Istituto Campana, la Rete Museale dei Sibillini (di cui fanno parte gli otto comuni) e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche. Presidente del comitato scientifico è il prof. Vittorio Sgarbi.
Provenienti da San Ginesio sono ben 34 delle opere esposte; si tratta di preziosi testimonianze custodite nella Pinacoteca resa inagibile dopo le scosse del 30 agosto. “Attraverso la rete museale dei Sibillini – spiega il sindaco scagnetti- abbiamo avuto l’opportunità di non chiuderle nei depositi ma di prevedere e progettare una mostra che, grazie alla disponibilità del Comune di Osimo, è diventata realtà. In situazioni come quella che ci siamo trovati a vivere i sindaci hanno dovuto decidere con velocità. Le soluzioni nell’immediato potevano essere o l’individuazione di spazi già esistenti nel comune, dotati d’allarme e predisposti a contenere dipinti e opere d’arte, o usufruire di depositi già attrezzati in altri comuni , o ancora siti indicati dalla Sovrintendenza ( quali San Severino Marche o Ancona). Noi- continua Scagnetti- abbiamo optato per l’opportunità offertaci dalla rete museale, Comune di Osimo e Palazzo Campana, in quanto non si tratta di deposito ma di mostra delle nostre opere nelle marche. A questo- prosegue il sindaco- aggiungasi che i nostri quadri danneggiati sono stati restaurati a cura e spese del Comune di Osimo e che l’incasso ottenuto dalle visite dell’esposizione verrà devoluto ai Comuni le cui opere figurano nell’allestimento. A ottobre, chiusa la mostra- conclude Scagnetti- sicuramente saremo in grado di riavere gli spazi adatti per riportare le opere a San Ginesio. Quindi posso dire che non c’è nulla che non sia stato attentamente valutato”.
E’ iniziata intorno alle 12 e 15 la visita in “zona rossa” del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo Dario Franceschini. Accolto dal primo cittadino, dall’arcivescovo Brugnaro e dal prefetto Preziotti , il capo di dicastero ha voluto recarsi nel cuore della città per rendersi conto di persona dei danni prodotti dal terremoto.

Ad illustrare la difficilissima situazione del centro storico di Camerino è stato il sindaco Pasqui il quale, durante la passeggiata da piazza Cavour fino al santuario di Santa Maria in via, evidenziando la particolarità dell’impianto urbanistico della città ducale e i dati che vedono 6000 cittadini sfollati, ha espresso con determinazione tutte le sue forti preoccupazioni chiedendo interventi tempestivi. Un'attenzione e provvedimenti non più rimandabili per la chiesa di santa Maria in via, già lesionata dalle scosse del 24 agosto, devastata completamente da quelle di ottobre e dal maltempo, senza che chi di competenzaavesse mosso un dito per salvare il salvabile nell’arco di 5 mesi . “ E’ urgente che questa situazione venga sanata quanto prima- ha detto a gran voce il sindaco- Questo edificio di culto è simbolo e parte della nostra identità; se diventa un cumulo di macerie lo cancelleremo per sempre”.

Parole rassicuranti dal ministro Franceschini, rimasto profondamente colpito dallo scenario dei palazzi e degli edifici storici martoriati dal sisma " I centri storici vanno tutelati- ha dichiarato- e, come titolare dei Beni Culturali, c’è il mio impegno per ricostruire tutto com’era”. Quanto alle opere d’arte, il ministro ha dato garanzia che resteranno nei luoghi di provenienza, proprio in quanto segni identitari del territorio.
“ Questo sarà il mio impegno- ha sottolineato- perché non può avvenire quanto accaduto nei decenni passati quando le calamità naturali , sono state occasione di spoliazioni”.

Dal capo dei vigili del fuoco è venuta conferma dell’avvio del recupero delle opere rimaste all’interno della chiesa; i pompieri stanno comunque già intervenendo da giorni in vari punti della città; 25 sono gli interventi speciali già segnalati da arcidiocesi e comune che si conta possano essere portati a termine nell’arco di un paio di mesi.
Dopo Camerino Franceschini ha raggiunto Matelica per visitare il deposito che il Comune ha pensato per ospitarvi le opere d’arte ; successivamente la tappa ad Osimo per il taglio del nastro della mostra “ Capolavori Sibillini. L’arte dei luoghi feriti dal sisma”, presso il prestigioso Palazzo Campana .
Finalmente, dopo 10 giorni, l’oratorio è stato riaperto, dopo gli spiacevoli fatti accaduti martedì 31 gennaio, quando una banda di 10 ragazzini forzando una finestra si sono introdotti nei locali per rubare play-station e video giochi. Nella stessa sera sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Macerata per le indagini di rito. Dopo pochi giorni la refurtiva è stata riportata presso l’oratorio senza lasciare nessuna traccia. Sicuramente la banda per rimorso o pensando che sarebbe stata individuata presto ha fatto marcia indietro. Oggi, dopo il catechismo, tanti bambini possono ritornare a giocare all’oratorio un posto ricreativo e formativo dove tanti giovani passano il tempo. L’oratorio di Chiesanuova è uno dei migliori della provincia, fornito di educatori e personale che vigila. Come tristemente spesso accade per colpa di qualcuno … non si diverte più nessuno!

