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Provengono da tutta Italia, si sono conosciuti su Facebook ed hanno deciso di aiutare le popolazioni terremotate. Unico comune denominatore la passione per la musica di Vasco Rossi.

Otto persone, provenienti da Modena, Avellino, Bari, Roma, Foligno si sono incontrati a Caldarola per portare solidarietà, aiuti economici e materiali al paese dell'entroterra maceratese tra i più colpiti dal sisma del 30 ottobre. Insieme hanno creato un gruppo su Facebook: Quelli Che Si Muovono Per L'italia Che Si Muove, e in circa due settimane hanno raccolto tra amici, conoscenti o semplicemente persone di buon cuore, mille euro euro in contanti e numerose derrate alimentari consegnate nelle mani del Sindaco Luca Maria Giuseppetti e del consigliere Roberta Rovelli.

 

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Hanno scelto Caldarola attraverso i racconti di una volontaria modenense della Protezione Civile che ha svolto servizio proprio nel paese dell'entroterra maceratese, Valentina Golinelli.

A far parte dell'eterogeneo gruppo, nato senza alcun scopo di lucro sono Giuseppe Anzalone, Deborah Tropia, Nicoletta Bruni, Sergio Vistocco, Annamaria Cionci, Italo Roberto, Patrizia Morganti e Valentina del Ieso.

Hanno deciso di attivare una carta di credito Post-Pay Evolution col nr: 5333 1710 3355 3799

subordinata al Codice Fiscale: VST SRG 63A10 A509Z, con IBAN: IT 20O0 7601 0513 8284 3692 84371 intestata a Sergio Vistocco. Causale: "FAN DI VASCO PER CALDAROLA".

Ma la solidarietà non si esaurisce. Il gruppo, infatti, vorrebbe organizzare un concerto per il mese di Aprile magari coinvolgendo band locali o cover band di Vasco Rossi, con il nobile fine di continuare a raccogliere fondi in favore di Caldarola.  

 

 

Si è tenuto a Macerata presso la sede dell'Ufficio speciale ricostruzione un incontro sulla conservazione restauro e fruizione beni culturali e artistici delle aree terremotate. Erano presenti il Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, il capo dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio , il presidente della Regione Luca Ceriscioli ,l'assessore regionale al Turismo, Moreno Pieroni, il segretario generale del Mibact Antonia Pasqua Recchia, il presidente dell' ANCI Marche Maurizio Mangialardi e il presidente CEM Cardinale Edoardo Menichelli.


L'assessore Pieroni ha introdotto l'incontro ricordando il percorso di queste settimane seguito in collaborazione con l'Anci per una ricognizione delle disponibilità di spazi adeguati al ricovero e all'esposizione delle opere mobili secondo criteri ministeriali di sicurezza e climatizzazione. Queste le sedi individuate dalla Regione, in collaborazione con i  sindaci, elaborata come proposta di Depositi di emergenza attrezzati e o espositivi, che il Mibact dovrà verificare.


Oltre alle sedi di Ancona Mole Vanvitelliana e Ascoli Piceno  Forte Malatesta, individuate dalla Soprintendenza, sono state proposte dai sindaci altre strutture quali i depositi di San Severino, Tolentino, Camerino, di Amandola Ex Collegiata; Loro Piceno Castello di Brunforte, Matelica Palazzo Ottoni, Fermo Villa Vitali, Ascoli Sant'Agostino, Macerata Palazzo Bonaccorsi, Treia, Recanati Villa Colloredo,Osimo Palazzo Campana..
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I depositi di proprietà ecclesiastica proposti dalla Conferenza episcopale si trovano a Camerino, San Benedetto, Macerata, Fermo, Ascoli.


"Ringraziamo tutti per il lavoro svolto in questi mesi - spiega Pieroni - in sinergia tra tutte le istituzioni. Continueremo comunque a raccogliere le proposte dei sindaci che verranno valutate dal ministero. Si costituirà inoltre un gruppo di lavoro con tutti i soggetti coinvolti, Anci, Conferenza episcopale, Soprintendenza, per la valorizzazione e la promozione".

Consegnati a Pieve Torina i primi moduli abitativi. Alll’inaugurazione hanno preso parte il Commissario straordinario Errani il Capo della Protezione Civile Curcio l’assessore regionale Sciapichetti, il sindaco Alessandro Gentilucci. Presenti molti rappresentanti della task force di circa 400 uomini dell'Esercito italiano che, ormai da 78 giorni sul territorio e guidata dal colonnello Carlo Di Pasquale, è stata parte attiva anche nelle operazioni di preparazione dell'area container.

La struttura modulare prevede 96 posti letto per gli sfollati che non hanno mai abbandonato il loro paese e dalle scosse di ottobre hanno avuto come alloggio tende, roulotte o camperai 

La stessa struttura, completa di sala mensa e sala tv,  è in grado di ospitare anche i bambini della scuola materna che, dopo il crollo per neve della tenso struttura, hanno finalmente uno spazio per i loro giochi e le loro attività didattiche.

Gli altri  1490 abitanti di Pieve Torina su una totalità della popolazione sfollata di 1500 abitanti, sono tuttora nelle strutture ricettive della costa. 

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“La consegna dei moduli - ha commentato il sindaco Gentilucci- è un segnale in funzione dei cittadini; per molti di loro questo significa avere  finalmente un tetto e poter vivere in maniera dignitosa. Una struttura che ci consente di offrire possibilità di alloggio alle persone che non hanno mai voluto lasciare la loro terra, resistendo nelle tende e nei camper  Non abbiamo estratto a sorte  per l’assegnazione– ha aggiunto – ma abbiamo dato priorità di sistemazione  per le persone che erano nelle tenso strutture, nelle roulotte, nelle tende, il tutto rapportato alla particolarità delle singole situazioni, quindi prima di tutto le famiglie con bambini, i più anziani e, tenuto conto della neve che ci ha messo del suo, provocando il crollo della tenso-struttura dell’asilo. in un’ala del complesso si è deciso di ospitare i piccoli. Anche per lor finalmente un ambiente confortevole dove poter tornare a svolgere le attività”.

Nel corso dell’incontro, né Curcio né Errani hanno voluto sbilanciarsi sui tempi di arrivo delle tanto attese casette.

A quanto è dato sapere e grazie alla collaborazione tra Regione Marche e Protezione civile, l’assegnazione dovrebbe avvenire  per Pasqua nell’ascolano e per il mese di settembre nel maceratese.

 “ Innanzitutto c’è da chiarire che siamo nella fase di protezione civile dell’emergenza- ha dichiarato il Commissario straordinario Vasco Errani- e che la ricostruzione ha un suo percorso ed è fondamentale che vi sia collaborazione e che questa possa tradursi in una reale accelerazione tale da consentire, in maniera parallela, una ricostruzione, tuttavia- ha aggiunto- la ricostruzione che ha già gli strumenti per attivarsi, deve assolutamente partire”.

E per diminuire il numero di casette dia assegnare e dare una sistemazione più stabile alla popolazione c’è la previsione di acquisto del patrimonio immobiliare invenduto da parte dei comuni.

“ Nel nuovo decreto – ha ricordato Errani- abbiamo scelto appunto  di consentire l’acquisto di appartamenti situati nelle aree del cratere e dei comuni limitrofi, immobili destinati ad entrare nel patrimonio pubblico, con la finalità di dare abitazioni ai cittadini terremotati che abbiano case danneggiate. E’ anche questo uno strumento importante perché combina la risposta immediata (per chi ha necessità di avere un tetto ), con la possibilità di un investimento che entrerà nel patrimonio pubblico dei comuni, cosa che, in prospettiva, varrà a valorizzare gli investimenti stessi.  Tutto insomma è finalizzato ad accelerare il processo di gestione di questa fase di emergenza; non dimentichiamo- ha concluso il Commissario- che tutte le aree terremotate e in primis i cittadini di questo territorio, stanno vivendo una situazione particolare e difficilissima perché in questi mesi si sono avuti più di quattro terremoti. Tutto ciò, oltre ad un effetto molto pesante sulla vita delle persone, richiede alla Protezione civile uno sforzo immenso: bisogna ricominciare con le verifiche ed è necessario prendere un ritmo. E’ insomma una situazione molto difficile e complessa. Ma non possiamo piegarci al terremoto. Dobbiamo costruire un ritmo testardo per andare avanti e andare avanti”. 

Dopo il taglio del nastro ha avuto luogo la visita alla struttura modulare; non è mancato il festoso saluto dei bambini della scuola materna impegnati nelle loro lezioni.

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“ E’ attraverso questi piccoli passi che si danno segnali importanti-  ha dichiarato il Capo Protezione civile Curcio – Dobbiamo continuare e noi ce la stiamo mettendo tutta ma  l’importante è che si colga anche la difficoltà di fare determinate azioni e attività. Bisogna mantenere uno spirito alto e soprattutto non fermarsi mai.  Accelerare e sburocratizzare è un termine che piace anche a me, però quando ci si cala nella realtà, di fatto gli strumenti giuridici esistono così come le procedure rapide, ma si incontrano numerose difficoltà tecniche. Se si considera che attualmente vi sono i 52 zone rosse, sono stati compiuti 100 mila sopralluoghi per le abitabilità e altri 80 mila ne debbono essere ancora fatii, si comprende facilmente che non è tanto una questione di procedure ma di numero.  E’ in base a tutto questo che si può valutare il fabbisogno e successivamente si possono determinare le aree che in questi territori sono complicate, per cui io la parte burocratica la vedo più come aspetto della ripresa industriale- commerciale anche se è pur vero che su questo tema il terzo decreto legge dà risposte molto importanti. Ricordiamoci però che i meccanismi rispetto al mercato, per essere attivati hanno necessità di tempi. La burocratizzazione non la vuole nessuno ma da una parte c’è la difficoltà tecnica di compiere determinate operazioni e, dall’altra, c’è un mercato che comunque va avanti e indipendentemente dal terremoto. E, al di là della burocrazia, c’è bisogno che il mercato riparta perché non si tratta di costruire o ricostruire un’azienda, ma di ricostruire la filiera, e questo è molto più complicato”. 

Un lavoro senza sosta quello dei militari per poter garantire nel più breve tempo possibile la sistemazione dell'area che oggi ospita il primo gruppo di moduli, senza dimenticare il fondamentale apporto nella fase dell'emergenza neve che li ha portati ad operare coi loro mezzi in tutta la regione Marche.  " E' con piacere che diamo il nostro contributo per risolvere le complesse problematiche della popolazione terremotata- ha detto il colonnello Di Pasquale- Le nostre giornate sono molto intense ma alla fine c'è grande soddisfazione per quello che riusciamo a fare. Per l'allestimento di quest'area i miei uomini hanno lavorato anche il 24 e 25 dicembre sotto la pioggia e la neve. L'elemento straordinario e il grande valore aggiunto è stato il contatto con la gente - ha osservato-. Per noi questa è una grande scuola di vita e professionale". 

"Ognuno si rende conto delle difficoltà- ha ribadito il sindaco Alessandro Gentilucci-ma è necessario imprimere un accelerazione. In questo territorio, rispetto alla costa siamo un po' più lenti  ed è il motivo per cui chiediamo alle istituzioni di andare veloci perchè il rischio è quello di scomparire. E allora nel percorso di lentezza che si è accumulato nella storia dei nostri territori, è solo insieme alla velocità che deve garantirci l'istituzione Stato attraverso una sburocratizzazione di quelle che sono le procedure, nonchè accelerazione dei tempi di costruzione dei moduli abitativi, che si potrà riportare la gente in queste terre e ricreare un bacino di utenza. Solo questi fattori  consentiranno al popolo delle partite IVA che genera il servizio, la possibilità di reinsistere e garantire la crescita della comunità. Per quanto riguarda le cd. casette- sottolinea Gentilucci - noi abbiamo già  provveduto all'invio dell'ordine; sono già intervenuti i geologi che hanno espresso il parere sulla conformità dell'area individuata. Attendiamo ora che di di dovere faccia immediatamente il progetto perchè, da qui in poi, siamo subordinati alle pratiche stabilite per il percorso".  

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La Fondazione Cariverona dona 50 mila euro per la rinascita di Belforte del Chienti:i soldi serviranno a realizzare una biblioteca per ragazzi nei locali al pian terreno dell’edificio che ospita l’asilo nido. Ad annunciare l’importante progetto di rilancio della cittadina del Maceratese, duramente colpita dal terremoto, il sindaco Roberto Paoloni, che si dice “onorato per la dimostrazione di solidarietà”.

Dopo le ultime scosse che hanno messo a dura prova gli abitanti di Belforte – spiega Paoloni - sono stato contattato dall’imprenditore anconetano Giampaolo Giampaoli e dall’ingegner Paolo Zoppi che, in qualità di consiglieri d’amministrazione della Fondazione Cariverona, mi hanno chiesto come potessero aiutare il Comune a risollevarsi. Così ho proposto il progetto di biblioteca scolastica, un’idea maturata da tempo ma che, per mancanza di risorse, pensavo sarebbe rimasta un sogno nel cassetto. Invece la scorsa settimana ho ricevuto una lettera nella quale la Fondazione mi informava di aver deciso di sostenere l’amministrazione con un contributo di 50 mila euro”.

L’impegno verrà effettivamente assunto solo dopo la presentazione del progetto definitivo, completo di relazione tecnica, computo metrico, tavole progettuali e cronoprogramma dei lavori. Il Comune, dal canto suo, si è già messo all’opera inviando alla Fondazione i primi elaborati incluso un rendering della nuovo centro.

Sin dal nostro insediamento – aggiunge Paoloni . avevamo pensato di realizzare una biblioteca al servizio della scuola primaria e secondaria di primo grado per avvicinare gli studenti alla lettura in un Paese dove si legge sempre meno. Avevamo anche individuato lo spazio, quei 200 metri quadri al pian terreno dell’asilo nido mai utilizzati. Il problema però erano i soldi. Ora che arriveranno grazie alla generosità della Fondazione Cariverona siamo pronti a mettere a disposizione della comunità ed in particolare della scuola un luogo di cultura, un centro dove bambini e ragazzi, anche attraverso laboratori didattici e multimediali, possano assaporare il piacere dell’ascolto e della lettura”.

L’amministrazione di Belforte ha deciso dunque di utilizzare l’importante aiuto economico legato agli ultimi eventi sismici per costruire qualcosa di nuovo. “Il contributo rappresenta una grande opportunità di sviluppo – conclude il sindaco Paoloni – per questo abbiamo pensato di realizzare qualcosa che ci permetta di rialzarci dal terremoto più forti di prima, di superare la tragedia migliorandoci con nuovi servizi di qualità”.

Sono stati i militari della Stazione di Matelica insieme ai colleghi del Battaglione Veneto, in supporto nelle aree del cratere per i servizi antisciacallaggio, a scoprire un appartamento a piano terra nel centro di Matelica usato da un gruppetto di giovanissimi per consumare erba al riparo dal freddo invernale. Qui i Carabinieri sono entrati in azione trovando all’interno quattro ragazzi, tutti minorenni. L’odore di erba non ha lasciato dubbi agli investigatori che hanno quindi proceduto al controllo dei giovani e dei locali in loro uso e di proprietà della famiglia di uno di loro. L’operazione è maturata nell’ambito dei controlli antisicacallaggio, quotidianamente predisposti ed attuati ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Camerino, coordinati dal Capitano Vincenzo Orlando, insieme ai colleghi dei Battaglioni Mobili giunti i supporto alle aree terremotate. I militari, in particolare, hanno notato il movimento di alcuni giovanissimi che si spostavano all’interno di un giardino annesso ad un’abitazione al piano terra di un palazzo ed accorsi per accertare i motivi della loro presenza venivano attratti da un forte odore di fumo speziato che proveniva dall’appartamento. E' stato proprio li dentro che i carabinieri hanno accertato che il gruppo di giovanissimi aveva messo in piedi una specie di ‘fumeria’. Indosso ad ognuno di essi sono state rinvenute decine di dosi di marjiuana, opportunamente incartate con del cellophan, mentre la successiva perquisizione dei locali permetteva di trovare altra marjuana, un bilancino di precisione elettronico e vario materiale per il confezionamento delle dosi. Complessivamente sono stati sequestrati 250 grammi di “erba” e pertanto a carico di D.G. e F.F, entrambi appena 16enni di Matelica, e di P.A. e P.V., entrambi 17enni di Cerreto d’Esi , è scattata la denuncia per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti con le aggravanti previste per il coinvolgimento di minorenni.   

  

Presentata nel corso di una conferenza stampa presso l’aula 3 di Giurisprudenza dell’università di Camerino, la proposta di legge sulla Zona franca Urbana e Zona Economica Speciale per i 131 comuni del cratere dell’area terremotata dell’Italia centrale.

L’idea si deve all’ex sindaco Dario Conti intervenuto per l’occasione insieme al sindaco Pasqui e al rettore Corradini. La predisposizione del testo si deve ad un gruppo di lavoro formato da docenti della Scuola di Giurisprudenza Unicam ed esperti di diritto.

Ne fanno parte i professori Antonio Flamini, Fabrizio Lorenzotti, Francesco Rizzo, Francesco Casale, Roberto Esposito, Paola Morlupo e l’avv.Giuseppe De Rosa. La proposta di legge (o Decreto Legge) già depositata dall’on. Pastorelli, lo scorso 28 gennaio è stata presentata nel corso di una riunione a Roma al vice ministro Nencini e consegnata anche al Presidente Mattarella nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico di Unicam.

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“ Una ripresa economica per queste zone così duramente colpite- ha detto Dario Conti- è possibile solo se esistono delle esenzioni fiscali. Il sindaco Pasqui, pur nella drammaticità della situazione e nel marasma di difficoltà burocratiche sta lavorando bene. Da parte mia non potevo non pensare al mio territorio  e alla sua economia e , cercando di allargare lo sguardo a tutti i comuni che si trovano in questa dura situazione, anche per esperienze passate come quella de L’Aquila. Si è voluto allora fare una proposta concreta per il rilancio delle aree terremotate. E’ una proposta di legge molto articolata che ci auguriamo possa avere un riscontro positivo. Cercheremo a tal fine di pungolare anche il Presidente della Regione e, a livello nazionale, attraverso il vice ministro Nencini o lo stesso Presidente del Consiglio Gentiloni. Credo che nessuno abbia l’esatta percezione di quello che è stato il terremoto da queste parti e ci ritroviamo impantanati in una serie di cavilli burocratici. Da questo pantano è nostra intenzione lanciare un sasso per smuovere qualcosa”. 

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Ringraziamenti a Dario Conti per lo stimolo fornito, e, a tutti i colleghi docenti messisi subito a disposizione per redigere la bozza di legge, sono stati espressi dal rettore Corradini: “ Mi auguro– ha detto- che questa proposta abbia la soddisfazione che merita. La parola chiave che quotidianamente frulla nella mia testa- ha proseguito – si chiama lavoro- E il lavoro dobbiamo assolutamente far rientrare in queste aree per farle diventare attrattive. Il lavoro nel nostro Paese, nei nostri territori e nei Paesi d’Europa, è generato per la stragrande maggioranza dalle imprese e iniziative come questa, vanno esattamente nella direzione di rafforzare un elemento cardine dei sistemi produttivi ed economici. Mi sembra che la risposta dell’università sia stata molto positiva e mi sento a mia volta di stimolare tutti i colleghi a mettersi a disposizione di chi ( imprese o cittadini) abbia bisogno di chiarimenti su decreti e ordinanze che continuamente emergono. Il gruppo di lavoro che si è impegnato a predisporre la proposta di legge sulla Zona franca, magari domani potrebbe mettersi a disposizione come ‘task force’ per aiutare a capire il contenuto dei provvedimenti che si susseguono. Le competenze nei vari settori ci sono e l’obiettivo primario- ha concluso Corradini- è quello di svolgere come università, un importante  servizio per la società”.

 

“ Debbo ringraziare l’ex sindaco Conti – ha detto Pasqui- per aver fatto propria l’iniziativa che, insieme ad altre su questo tema, andranno a favorire insediamenti commerciali nel nostro territorio E’ chiaro che, per la città e per tutta l’area, dobbiamo guardare ad una ricostruzione e in questo Camerino e il camerinese debbono rappresentare la “scuola” per capire come si va a rigenerare in sicurezza, ma è altrettanto vero che bisogna lavorare affinché il tessuto socio-economico possa rimanere qui o addirittura amplificarsi. Le difficoltà più grandi che abbiamo in questo momento sono proprio legate all’avere un‘cuore’, una piazza, un momento di incontro sociale e uno sviluppo economico tale da poter rilanciare l’economia di questa terra. In vari ambiti purtroppo non c’è ancora una consapevolezza di quel che è accaduto a Camerino e se così stanno le cose è normale che nessun imprenditore può venir qui ad offrire posti di lavoro, perché in una città dove tutto è a posto non serve nulla. Questa è in realtà una città fortemente colpita e la devastazione del territorio ha numeri impressionanti quindi, iniziative come la proposta di legge di Zona franca e Zona Economica Speciale, servono a dare un valore aggiunto ad un percorso che deve essere obbligato: quello di guardare a questa terra come terra da cui ripartire sotto tutti gli aspetti, economici, sociali e culturali, perché abbiamo un università di assoluto prestigio ma non conosco  atenei senza città. Abbiamo e ho l’obbligo da sindaco di mettere vicino all’eccellenza dell’università, una città che lo sia altrettanto. In questo le istituzioni ci sono vicine ma debbono esserlo in maniera obbligata considerato il valore di questa terra”.

Ad illustrare il contenuto della Proposta di legge o Decreto legge è stato poi il prof. Flamini.

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“La nostra pdl è ben più complessa della proposta di Zona franca apparsa nell’art.18 poi stralciato dal decreto legge varato dal governo la scorsa settimana– ha spiegato - La nostra proposta prevede infatti due titoli, l’uno riguardante la Zona Franca Urbana, istituto, utilizzato in altre occasioni in Italia e anche nel recente sisma dell’Emilia Romagna, che dà la possibilità alle piccole e micro imprese, di esenzioni da imposte e tasse relative alla loro attività. Accanto al titolo primo- prosegue Flamini- abbiamo ritenuto opportuno però  inserire un titolo secondo avvalendoci di un altro istituto che è quello della Zona Economica Speciale. Zone di questo tipo esistono in Europa per dare la possibilità di riprendere la loro attività, non solo a imprenditori e commercianti, ma anche a nuovi soggetti economici che vogliano insediarsi in essa, entro un certo periodo di tempo. Nella Zona Economica Speciale, oltre ad alcune esenzioni di imposte e tasse è prevista anche la possibilità di contributi previdenziali e l’esenzione dall’IVA. Un istituto che effettivamente può dare l’opportunità di ripresa per le imprese di queste zone che necessitano, non solo di piccoli accorgimenti, ma anche di stimoli molto forti. E’ chiaro che per l’istituzione di una Zona Economica Speciale- ha continuato Flamini- è necessaria l’autorizzazione dell’Europa. Le obiezioni sicuramente ci saranno, trattandosi di aiuti di stato ma, nel dramma di situazioni come la nostra, senza aiuti di Stato, una ripresa non è possibile. Peraltro, personalmente, nutro molti dubbi sul divieto degli aiuti di stato, in quanto – ha rimarcato infine-senza l’intervento pubblico in alcune situazioni difficili, quale è quella della calamità naturale che si è verificata nel centro Italia, è impossibile risollevarsi”.

  Carla Campetella

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Incidente mortale nel cuore della notte a Macerata lungo la strada provinciale "Carrareccia" all'altezza del distributore della Q8. Per cause in corso di accertamento, probabilmente a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, un'auto è finita fuori strada colpendo un albero con il conducente che, a causa dell'impatto, veniva catapultato sopra lo stesso. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata che provvedeva al recupero dell'uomo. Purtroppo, però, per il conducente della vettura non c'è stato nulla da fare. L'uomo è morto sul colpo.

 

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Pronti per partire alla volta di Doha in Qatar i 15 piccoli calciatori di Camerino e Serravalle del Chienti dell’Istituto Betti-Boccati. Oggi sono stati ricevuti in Comune dal sindaco Pasqui e vice sindaco Lucarelli. Parole di incoraggiamento per i giovani protagonisti di un evento sportivo e di grande amicizia. L'amministrazione comunale, come segno di buon augurio, ha donato le maglie che i ragazzi indosseranno durante la manifestazione. 

Si contenderanno un posto tra le otto squadre finaliste della gara internazionale di calcio a 9 riservata agli studenti delle scuole secondarie di primo grado organizzata dalla Federazione Internazionale dello Sport Scolastico ( ISF ). Il Ministero dell’Istruzione, membro e socio fondatore dell’ISF, ha voluto che fossero i ragazzi di un territorio colpito dal sisma a rappresentare l’Italia alla manifestazione internazionale che dal 7 al 16 febbraio vedrà coinvolte rappresentanze di Brasile, Cina, Croazia, Francia, Portogallo, Russia, insieme a quelle dei paesi di tutta la regione araba ( oltre a Qatar, Kuwait, Bahrein, Oman, Libano, Marocco, Palestina, Sudan, Giordania, Tunisia) e

selezionate tra le varie scuole di ogni nazione. Per i ragazzi delle scuole di Camerino un’occasione di confronto, non solo sportivo, ma anche culturale e sociale.

 “Per noi – ha spiegato il direttore generale dell’Usr Marche, Marco Ugo Filisetti – l’evento, è uno dei tasselli di un programma regionale di miglioramento dell’attività sportiva nelle istituzioni scolastiche che prevede diversi progetti collegati da un unico obiettivo strategico, che è quello di promuovere stili di vita attivi e rendere l’attività sportiva non più occasionale, ma strutturata e continuativa, in modo da far crescere i nostri ragazzi come atleti, capaci di affrontare anche un’attività a livello agonistico. Perché lo sport è un elemento essenziale del processo educativo e di crescita dei giovani”.

Soddisfazione ma anche grande impegno per i ragazzi del Betti-Boccati determinati, se non a vincere,comunque ad ottenere buoni piazzamenti in una sfida internazionale.“ Lo vivono un po’ come il loro mondiale di calcio e sprizzano gioia da tutti i pori per questa bella opportunità”-  dichiara il dirigente Maurizio Cavallaro-  “Che il Ministero abbia voluto scegliere i nostri giovani studenti- aggiunge- ci riempie d’orgoglio. Oltre allo sport e all’agonismo il Miur vuole dar seguito ad un messaggio educativo, il tutto all’interno di un progetto regionale di salute e benessere che prevede un ampio coinvolgimento dei giovanissimi nelle attività sportive”.

Ad accompagnare i ragazzi Antonello Passacantando, coordinatore regionale per l’educazione sportiva dell’Ufficio Scolastico Regionale Abruzzo e capo della delegazione italiana in Qatar.e Mauro Minnozzi responsabile del progetto e allenatore della squadra: “ I ragazzi- dichiara Minnozzi-  hanno recepito in maniera entusiastica la possibilità di partecipare a questa manifestazione che vedrà la partecipazione di nazioni molto forti. Tutti si sono impegnati per cercare di ottenere il massimo in quello che le loro possibilità consentiranno e ce la metteranno tutta. Sono ragazzi appassionati al gioco del calcio e li ho trovati molto motivati. Motivo di orgoglio- aggiunge “mister” Minnozzi- che il Ministero abbia assegnato questa manifestazione  alla Regione Marche ,e,  in particolare a Camerino, scelta come simbolo dei comuni marchigiani colpiti dal terremoto.  C’è poi l’aspetto socializzante che viene sempre tenuto in considerazione in questi eventi; tra l’altro è previsto un pomeriggio dedicato a “ La festa dell’amicizia”che permetterà ai ragazzi di stringere anche legami con coetanei di diverse nazionalità”.

“Debbo riconoscere- sottolinea il dirigente Cavallaro- che i ragazzi del Betti-Boccati, hanno messo molto impegno, non solo negli allenamenti preparatori ma, considerato che nella gara sono coinvolte 20 squadre di tutti i continenti, si sono dedicati anche ad un ripasso della lingua inglese per comunicare al meglio con i loro coetanei stranieri. Molti i genitori al seguito con i quali sono sempre in contatto e che mi fa piacere ringraziare,così come le amministrazioni comunali di Camerino e Serravalle che hanno sostenuto le spese economiche  e gli sponsor che ci hanno supportato. Rappresentano l’Italia e non posso che augurare loro di piazzarsi bene ma, aldilà della competizione sportiva ritengo che sia soprattutto un momento di festa. Tra l’altro – continua il preside- ci siamo riproposti entro maggio di ospitare alcune squadre abruzzesi e di intitolare il piccolo torneo che faremo alla memoria di Pierluigi Sileoni, un caro amico che ci ha prematuramente lasciato e padre di uno dei giovani calciatori che partiranno per la gara internazionale.

Al ritorno dal Qatar i ragazzi si dovranno dunque impegnare per l’incontro amichevole di maggio e per altre iniziative del nostro istituto, perché- conclude Cavallaro- nonostante alcune prove discretamente dure sul nostro cammino, i giorni vanno vissuti con un pizzico d’entusiasmo e anche con il sorriso”.

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Un momento "storico" quello vissuto dagli alunni della scuola elementare di Caldarola nella mattinata di venerdì 3 febbraio. Accompagnati dalle insegnanti, alla presenza del sindaco Luca Giuseppetti e della dirigente scolastica Fabiola Scagnetti, i ragazzi hanno "salutato ufficialmente" l'edificio che li ha visti sedere sui banchi e che, gravemente lesionato dal terremoto dello scorso 30 ottobre, sarà demolito per fare posto alla nuova scuola.

i crolli nelle aule

 

"Il terremoto ha cambiato le nostre vite e le nostre abitudini – ha esordito il primo cittadino Giuseppetti – Dobbiamo, però, guardare avanti e con maggiore fiducia verso il futuro". "Guardo a voi – ha proseguito il sindaco – perchè sarete voi domani a raccontare quanto abbiamo fatto, se lo abbiamo fatto bene e, soprattutto, se vi abbiamo messo nelle condizioni migliori di sicurezza. Siamo tutti consapevoli che il terremoto ci ha segnato in modo particolare, tante sono le difficoltà e non è assolutamente semplice venirne fuori. Andiamo comunque avanti a testa alta perchè gli edifici si ricostruiscono e le amicizie e i rapporti rimangono. Sicuramente ci vorrà del tempo per rialzarsi, ma è un viaggio che dobbiamo fare tutti insieme". Rivolgendosi sempre agli alunni il sindaco Giuseppetti li ha esortati a spronare coloro che sono impegnati nell'opera di ricostruzione non risparmiando di rappresentare richieste, bisogni, esigenze.

 

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"Questa è una scuola che ha visto passare intere generazioni di caldarolesi – ha ripreso il sindaco – Un edificio costruito nel 1919 durante il regno di Vittorio Emanuele III la cui realizzazione costò, all'epoca, diciottomilatrecento lire che il comune avrebbe dovuto pagare in 50 anni. Un edificio importantissimo per la comunità che ora, purtroppo, deve essere abbattuto e ricostruito secondo criteri antisismici per garantire a tutti coloro che la frequenteranno la più assoluta sicurezza. Il tutto in tempi relativamente rapidi, come ha assicurato lo stesso Commissario Errani". "E' uno degli edifici più importanti del nostro paese – ha concluso un emozionato Giuseppetti – che ha offerto istruzione, cultura, dignità a molti nostri concittadini. Certamente il non vederla più così come eravamo abituati lascerà un grande vuoto, che abbiamo deciso di riempire velocemente perchè avete il diritto di avere un luogo definitivo dove frequentare la scuola in condizioni, come già detto, di assoluta sicurezza". Dunque una nuova scuola che, pur mantenendo l'aspetto originario, sarà costruita secondo le ultime norme antisismiche. Sarà la prima delle tante opere che l'amministrazione comunale ha in animo per riportare Caldarola alla normalità esistente prima del terremoto.

 

sindaco e dirigente

 

"Non ho frequentato questa scuola da alunna – così la dirigente scolastica Fabiola Scagnetti – Quando, però, sono diventata dirigente questa di Caldarola è stata la mia prima sede che, spero, duri ancora qualche altro anno perchè mi farebbe piacere accompagnarvi durante la ricostruzione".

"Pur con sentimenti di tristezza – le parole dell'insegnante Elisabetta Cipollari – possiamo vedere questo momento come un grande libro composto di tanti capitoli. Per un capitolo che si chiude se ne apre un altro. Quindi non dimentichiamo quanto abbiamo vissuto prima, facendo in modo che serva per andare avanti in maniera migliore".

Messaggi, poesie, pensieri sono stati preparati dagli alunni per "fissare" un momento sicuramente irripetibile nella loro vita.

 

LEONARDO PAPA

 

"Cara vecchia scuola,

sette anni da te abbiam passato, ma ora con la ruspa

ogni mattone giù verrà buttato.

Le tue classi, i tuoi portoni, i tuoi corridoi, i tuoi scaloni

sono per noi ricordoni.

Nelle tue aule, o vecchia scuola, abbiamo provato molte emozioni,

ma quando ci mettevamo nei guai erano problemoni.

Tutto, tutto verrà abbattuto, ma nessun ricordo mai

nella nostra memoria verrà perduto". (Leonardo Papa, Alessia, Alessandro, Gemma)

 

FILIPPO ANNAVINI

 

"La nostra vecchia scuola nella nostra mente ci rimarrà per sempre.

L'ultimo saluto oggi noi daremo, perchè sarà l'ultima volta che la vedremo.

Con tutte le esperienze che abbiamo vissuto, la nostra scuola ci ha supportato.

Con paura e allegria andremo avanti per la retta via.

Una nuova scuola avremo, ma per sempre ti ricorderemo". (Michele, Filippo Annavini, Gianni, Alessio)

 

CAMILLA FABRIZI

 

"Cara scuola ci mancherai, ma per noi tu resterai.

Tu verrai demolita, ma un'altra scuola verrà costruita.

Ci siamo divertiti moltissimo dentro la tua struttura

e lasciarti sarà dura.

Tu rimarrai sempre nel nostro cuore, per te sempre pieno d'amore.

Abbiamo tanti ricordi di te.

Ti salutiamo con un grande abbraccio,

mannaggia su terremotacciu". (Matteo, Alessandro, Gabriele, Elena, Camilla Fabrizi).

 

MICHELLE

 

"Cara scuola ci mancherai e sempre nei nostri cuori resterai.

Con te tante esperienze abbiam vissuto, ma adesso è arrivato

il momento di lasciarci con un amaro sorriso.

I tuoi corridoi, le tue classi, i tuoi colori ci rimarranno sempre nei cuori.

Nel tuo cortile tanto abbiam giocato e tante recite abbiam rappresentato

e anche qualche tartufo abbiam trovato.

Tanti anni felici abbiam passato e con tanta tristezza ti diamo un saluto.

Le tue finestre abbiam pitturato, con tanta fantasia ti abbiam decorato.

A mens siamo andati, i biscotti succulenti ci siamo mangiati.

Per Natale del torrone abbiam preparato e dopo, a mensa, tutto ce

lo siamo mangiato.

Cara scuola ci mancherai, nei nostri cuori rimarrai". (Lovepreet, Giada, Elena, Michelle).

 

FRANCESCO PONTONI

 

"Mia cara scuola, dopo il terremoto sei rimasta tutta sola.

Da te sono venuti tanti bambini, alcuni sono già nonni con i nipotini.

In tanti anni hai sentito tante spiegazioni e si a memoria tutte le lezioni.

Noi alunni con maestre, bidelli e direttori

ti porteremo sempre nei nostri cuori". (Francesco Pontoni).

 

marco Brandi

 

"Cara scuola ci hai abbandonato perchè il terremoto ti ha rovinato.

Ci offrivi amicizie, studi ed educazioni e ci sentivamo nelle nostre abitazioni.

Avevi finestre grandi e aule accoglienti, senza dimenticare le luci splendenti.

Oggi siamo qui a donarti il nostro aiuto e a darti per sempre un ultimo saluto". (Marco Brandi)

 

ALEXANDRA TODEA 

 

"Classe raccontami e dimmi, cosa è successo prima di me?

Guerre, scoperte, fortune e malanni.

Classe, raccontami il bello degli anni.

Gli anni lentissimi, gli anni fuggiaschi,

gli anni femmine e gli anni maschi.

Gli anni splendenti, gli anni cupi,

gli anni rondine e gli anni lupi.

Gli anni che ballano su questa giostra,

il ballo è loro e la classe è nostra.

Anni passati, volati lontani. Classe, rimani". (Alexandra Todea)

 

CRISTIAN DI FRANCESCO

"Moltissimi sono i miei ricordi attinenti a questa scuola.

Ricordi legati ad insegnanti, a bidelli e compagni.

Arrivavamo la mattina entro le 8,15 in aula,

dove ci aspettavano come sempre le nostre maestre: Veralilia e la maestra Elena.

Cominciava subito la lezione, fermata dall'ora tanto felice come la chiamavamo:

l'ora della ricreazione.

Erano i 15 minuti di svago dove potevamo mangiare la pizza e giocare.

Cominciavano con il suono della campanella da parte di Bruna,

la nostra bidella preferita, e termina con le urla da parte della maestra,

che ovviamente voleva tutti a posto, ognuno al proprio banco.

La mia aula era la stessa di mio figlio, grande e tappezzata da disegni,

cartine geografiche e quant'altro.

La cosa che più ricordo è l'armadietto dove la nostra maestra Veralilia

nascondeva con cura delle caramelle al latte e miele da farci gustare

quando facevamo delle buone verifiche come premio.

Purtroppo il terremoto ha distrutto tutto il nostro paese, comprese le nostre scuole

ma non riuscirà mai a toglierci dalla mente i ricordi di un'infanzia felice e

spensierata trascorsa tra i banchi di scuola". (Il ricordo di Veronica Ferroni letto dal figlio Cristian Di Francesco).

 

SINDACO GIUSEPPETTI E BAMBINI CHE CANTANO

 

TAMARA CARDUCCI

 

INGRESSO SCUOLA ELEMENTARE CALDAROLA

 

le macerie interno aule

 

Al via il Programma degli interventi per il ripristino della viabilità nelle zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto (Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria) redatto dall’Anas. Per le Marche stanziati 286,2 milioni di euro. 

“Ringraziamo il Governo e Anas - ha commentato il presidente della Regione Luca Ceriscioli che questa mattina ha partecipato all’incontro con il ministro Delrio e i quattro presidenti delle Regioni colpite dal sisma, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti -. Questo primo step che ci consentirà di svolgere gli interventi necessari a garantire la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità compromessa dagli eventi sismici.Si tratta di interventi importanti nell’immediato, molto attesi dalla popolazione, perché permetteranno di ripristinare l’insieme di quei collegamenti che facevano parte del quotidiano della vita  di tutti. Altrettanto significativo è l’approfondimento sul piano strategico che è un po’ la seconda anima della ricostruzione: ripristinare i luoghi, ma dare anche delle opportunità di crescita. Da qui dobbiamo ripartire per realizzare un piano a medio termine per la  sistemazione generale della viabilità marchigiana soprattutto per quanto riguarda il collegamento tra l’entroterra e la costa. Si tratta quindi non solo di riparazione, ma di scelte strategiche a favore delle aree terremotate. Per questo,  nel corso dell’incontro di questa mattina abbiamo previsto un tavolo di lavoro operativo Regioni-Governo”.

Ecco i numeri del piano. 438  le criticità individuate con grado di priorità 1,2,3 sulle strade statali, regionali e provinciali sulla base delle segnalazioni dei gestori e degli esiti dei sopralluoghi effettuati. E’ già prevista una integrazione del piano per quanto riguarda gli interventi sulle strade comunali. L’area di intervento si estende su una superficie complessiva di 7.600 kmq e comprende 131 Comuni. Le Marche, con il 52% del territorio regionale e il 66% dei Comuni coinvolti e la gran parte di criticità classificate come priorità 1,  sono la regione che avrà il maggior numero di interventi. In totale le risorse ammontano a 377,7 milioni: al Lazio ne spettano 39,1, 44,7 all’Umbria e 7,7 all’Abruzzo. 

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