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A Camerino è in atto la rimozione delle macerie del palazzo di via Sant'Agostino.

L'edificio, imploso irrimediabilmente dopo le scosse di ottobre, già i primi di dicembre era stato demolito. Insieme alla palazzina sulla quale si era abbattuto il campanile di Santa Maria in via, insieme allo stesso santuario, il palazzo era divenuto il simbolo della devastazione prodotta dal sisma a Camerino. Particolarmente commoventi erano stati i momenti della demolizione controllata, attuata sotto gli occhi di intere famiglie che, nonostante abbiano potuto recuperare molte delle loro cose, avranno sempre impressa nella mente e nel cuore l'immagine di tanti ricordi sgretolati.

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Sul posto in azione i mezzi del Cosmari e il personale specializzato per questo tipo di operazioni.
Da quattro mesi il Consorzio Smaltimento Rifiuti di Tolentino è impegnato nei comuni che hanno fatto richiesta di rimozione macerie e hanno ottenuto le autorizzazioni del caso. "Anche in questo caso  - spiega Carlo Leggi ( nella foto principale )  responsabile dell'Unità Operativa Terremoto del Cosmari- facciamo una cernita tra beni personali e beni preziosi.

 

Le foto dei mezzi che caricano i materiali demoliti.

 
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Separiamo poi le parti legnose, ferrose e impiantistica. Per la parte edile operano le ditte aggiudicatarie dell'appalto che si occupano della frantumazione e del riciclato; per il resto la separazione avviene come per il rifiuto normale, tra multimateriale riciclabile e indifferenziato non recuperabile".   Un'area appositamente individuata  dalla direzione dello stabilimento di Tolentino è dedicata proprio a questo tipo di smaltimento rifiuti " 
 
 
Per il momento, in accordo con la Regione e con gli organi di controllo,- aggiunge Leggi- è stata individuata un'area apposita per lo svolgimento dell'attività ma è in previsione l'ampliamento in un' area   che da settembre dovrebbe essere operativa. ".
 
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La presenza di diversi condomini ha permesso una prima cernita di oggetti, individuati dagli stessi proprietari degli appartamenti dello stabile, come propri. " Una volta portato via il materiale- ha spiegato ancora Carlo Leggi- allorchè selezioniamo il materiale, invitiamo i proprietari delle case demolite e siamo in grado di restituire loro gli oggetti che ci vengono indicati e che fanno parte dei loro ricordi e della loro vita".
 
Carla Campetella

Aato 3 Macerata lancia la nuova app gratuita dedicata, per il momento, all’attività dell’ente. Disponibile per dispositivi iOS e Android l’applicazione ha come obbiettivo principale quello di far conoscere l’Aaato e la sua attività e di fornire uno strumento utile all’utenza. Oltre alle informazioni sull’Ente, l’App consente di conoscere direttamente dal proprio dispositivo ed in qualunque momento, i numeri utili, le news dedicate alla comunicazione dell’Ente e agli eventi in corso ed in programma. La funzionalità più innovativa disponibile è quella relativa alla segnalazione guasti: il software consente infatti di segnalare all’azienda, in modo semplice ed immediato, un guasto, relativo alla propria fornitura o alla rete idrica o fognaria. Basterà, dunque, un semplice clic per inviare in tempo reale, con le specifiche coordinate, una segnalazione e ottenere in tempi rapidi l’intervento delle squadre tecniche per la riparazione. I contenuti sono ‘pushati’ ossia inviati mediante notifica ai cittadini che scaricano sul proprio telefono l’applicazione.

“Un servizio innovativo - ha sottolineato il Presidente Francesco Fiordomo - che ci consentirà di migliorare il rapporto con i clienti e di rendere più efficiente il nostro lavoro. Aato3 punta alla modernizzazione per migliorare la qualità del servizio e per abbattere i tempi di risposta agli utenti. Vogliamo crescere e, per riuscirci, nell’epoca delle tecnologie digitali, dobbiamo dotarci di strumenti che siano all’avanguardia. Come questa App informativa che rappresenta solo un punto di partenza”.

Un anno importante per l’Ente, che sotto il profilo della comunicazione, sta vivendo un vero momento di cambiamento: app e ristrutturazione del sito internet, ma anche progetti ed iniziative che hanno coinvolto migliaia di cittadini, sul delicato tema del risparmio idrico. Ultima la campagna di comunicazione contro gli sprechi.

Per scaricare la App basta entrare nell’ App Store e cercare Aato 3.

 Arrivano da tutta Europa, giovani e famiglie in migliaia prendo d'assalto gli Appennini e come per le precedenti edizioni, i carabinieri della Compagnia di Camerino, guidati dal Capitano Vincenzo Orlando, hanno attuato massicci controlli antidroga anche per la XV edizione del “Montelago Celtic festival” tenutasi in località Taverne di Serravalle di Chienti.

I militari hanno fermato e perquisito auto, furgoni e camper diretti alla festa, attraverso un dispositivo di filtraggio posto nelle adiacenze dell’ingresso dell’area interessata, sottoponendo a controllo centinaia di giovani procedendo, in moltissimi casi, anche a perquisizioni personali.

Le ispezioni, rese difficili dalle temperature elevate e dalla notevole mole di veicoli in arrivo stracolmi di tende, borsoni ed equipaggiamenti vari, hanno impegnato, sin da giovedì mattina, oltre 40 carabinieri, che hanno fatto ricorso anche all’unità cinofila di Pesaro intervenuta con il cane Yago, che hanno permesso di rinvenire sostanze stupefacenti del tipo Hashish, marijuana, cocaina e qualche pasticca di Extasi, occultate nei posti più disparati ( nelle scarpe, nelle parti intime, tra i generi alimentari, nelle aste delle bandiere, nelle cucce degli animali domestici in nicchie ricavate ad hoc nelle portiere e nei cruscotti delle autovettureal fine di eludere il fiuto dei cani.

Al termine dell’intera attività sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e segnalate quali assuntori oltre 40 persone, di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, provenienti da numerose regioni d’Italia. Infine, sono state cinque le patenti ritirate ai conducenti che guidavano i veicoli in possesso di droghe e che sono stati anche sequestrati.

L’apparato di controllo ha permesso, pertanto, di sequestrare complessivamente circa tre etti di droghe di aria natura tra cocaina, hashish, marijuana ed MDMA (extasy) nonché diverso materiale per il confezionamento, il pesaggio e per il consumo degli stupefacenti ( cilum, narghilè, pipe varie e trita -erbe di vario tipo, bilancini di precisione).

Le attività, condotte al fine di arginare il traffico ed il consumo di droghe all’interno di raduni e feste che spesso fanno registrare incidenti con conseguenze irreparabili, come già successo in molti casi di risonanza mediatica nazionale.

Il controllo continuo ha garantito un tranquillo svolgimento della manifestazione che ha chiuso i battenti nelle prime ore di domenica 7 agosto. 

Speranza, fraternità, condivisione e perdono. E’ il messaggio lanciato dall’arcivescovo Brugnaro, in occasione della  trentesima Marcia della fede da Serrapetrona a Madonna della Neve.  Rinnovatosi alle prime luci del giorno con la partecipazione del sindaco Silvia Pinzi e del parroco don Aronne Gubinelli, il piccolo pellegrinaggio ha attraversato le frazioni di Castel San Venanzio e Villa D’Aria, nelle cui abitazioni, fortemente danneggiate dal sisma, sono rimaste poche famiglie.

 

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Carica di significati la trentesima edizione della Marcia, il cui svolgimento è avvenuto in un momento particolarmente travagliato eppure, il solo fatto di camminare insieme, ha contribuito ad unire le numerose persone partecipanti e a farle sentire una comunità più forte. Presenti le confraternite, prima di affrontare l’ultimo tratto di marcia e raggiungere il santuario sulla montagna, un breve momento di preghiera e benedizione ha avuto luogo sulla piazzetta di Villa D’Aria. 

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“Un’invocazione alla Madonna- ha detto il presule- affinché benedica le famiglie, le case, il mondo del lavoro e i giovani. Una preghiera per allontanare dall’Europa e dal Mediterraneo segni non certo tranquillizzanti, che non sono rappresentati dai migranti, ma dall’incomprensione dei popoli, delle culture e delle nazioni”.

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Al termine del pellegrinaggio, conclusosi sul sagrato davanti alla chiesina inagibile della Madonna della Neve sul Monte d’Aria, Mons. Francesco Brugnaro ha celebrato una messa all’aperto.

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L’appuntamento quest’anno è coinciso con la ricorrenza liturgica della Trasfigurazione di Gesù e con l’anniversario della morte del Beato Papa Paolo VI, avvenuta il 6 agosto del 1978.

“Quest’anno abbiamo un motivo in più per chiedere alla Madre del Signore, non solo di ricordarsi di noi ma anche di tenere lontano quello che fa male alla nostra vita – ha detto l’arcivescovo-. E’ quasi passato un anno e ancora molte delle ferite, sia umane che fisiche, le abbiamo davanti. Talvolta siamo presi da un po’ di disperazione, qualcuno addirittura pensa di non avere più fiducia nel nome del Signore, né nel rapporto con gli uomini; il sentimento profondo che dobbiamo avere è quello di saper riprendere, ogni giorno e con pazienza, il dono della vita. Mi permetto anche di dire, cari genitori, cari nonni, che bisogna che sappiamo fare in modo che i nostri figlioli capiscano che il dono della vita è il dono più grande che Dio ci fa.”

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Brugnaro ha esortato dunque all’impegno attraverso la vita cristiana, a insegnare a sperare e, ricordando le parole del Papa, ha spiegato che la speranza ha bisogno di due ali: da un lato il coraggio che viene dall’alto,e che significa che le cose possono cambiare, e, dall’altro, la solidarietà, la fraternità, la condivisione” Solo allora- ha detto- la speranza diventa credibile. Cerchiamo allora di divenire tutti più solidali, di stabilire sempre buone relazioni tra di noi. Quando ci troviamo insieme, non confrontiamo solo i mali o le fortune di alcuni e le sfortune di altri, ma cerchiamo anche di vedere positivo e quello che insieme, nella solidarietà, nella franchezza e nella giustizia, riusciremo a fare. Oggi – ha ricordato l’arcivescovo- ma anche il giorno della Trasfigurazione di Gesù. Il figlio di Dio si è trasfigurato perché temeva che i discepoli, di fronte all’esperienza della crocifissione, della morte e del fallimento della Sua vita a Gerusalemme, si sarebbero scandalizzati. E i discepoli si sono scandalizzati: Pietro lo ha tradito e Giuda lo ha venduto..Ecco allora che anche noi potremmo ritrovarci tra il rinnegamento di Pietro e l’impossibilità di Giuda di riconoscere Gesù come Colui che lo perdona. Chiediamo allora anche noi perdono al Signore e che il perdono diventi abitudine interiore nelle nostre relazioni, di marito, di moglie, di famiglia, di figli, parenti, vicini di casa, in maniera da togliere di mezzo tutte le mormorazioni e le malignità che rendono ancora più faticosa la nostra esistenza”.

Commentando la parola di Dio l’arcivescovo ha richiamato alla vita vera che deriva dal Vangelo quella del perdono e della fraternità del pane e dell’Eucaristia che pone tutti sullo stesso piano, tutti bisognosi di misericordia ma anche tutti capaci di condividere insieme i tanti o pochi beni che abbiamo. "Scendendo dal monte, chiediamo alla Madonna di tornare con una forza nuova, la forza dell’amore che costruisce l’Eucaristia, e, fraternità, in maniera da permettere alla speranza di avere le due ali per superare le fatiche che stiamo vivendo lontani da casa, senza lavoro e per le mille difficoltà che gravano sule persone e sulle famiglie, in maniera che il perdono e l’eucaristia ci aiutino insieme a ritornare a ricostruire e a fare in modo che le nostre contrade e le nostre case tornino ad essere case di benedizione nei riguardi del Signore".

“ Da trent’anni, anche se la popolazione è diminuita nel tempo, rinnoviamo la tradizione di salire in alto e avvicinarci ad un luogo di preghiera simbolo per tutto il territorio – ha spiegato commosso  don Aronne Gubinelli- La chiesa della Madonna della Neve è sempre stata punto di riferimento per tutta la zona; la montagna era infatti fonte di reddito e di sopravvivenza per molte famiglie. Trent’anni fa i campi erano tutti coltivati a grano, granoturco, patate; oggi che la resa non è più quella di un tempo, le famiglie se ne sono andate abbandonando la terra. Il calo demografico dei paesi è molto alto e il sisma ha contribuito ad aggravare la situazione. Da 350 persone si è passati a poco più di una decina”.

“Il Trentesimo anniversario della marcia -  ha dichiarato il sindaco Silvia Pinzi- è ricorrenza impegnativa,  ma la partecipazione delle persone dimostra quanto l’evento sia sentito dalla cittadinanza. La commozione di don Aronne racchiudeva tutto il sentimento di questi ultimi mesi e dell’ultimo periodo e, anche i luoghi della marcia non sono gli stessi perché, segni tangibili che ci ha lasciato il sisma sono le stesse  chiese di Villa D’Aria e della Madonna della Neve inagibili, Tutta una comunità è disorientata e manifestazioni come queste, della devozione popolare e del forte legame delle persone a queste zone, ora più che mai sono la dimostrazione di un attaccamento al territorio”.

Erano circa le 11,00 di una domenica calda di Agosto quando due ragazze di Mosciano Sant'Angelo in provincia di Teramo, percorrendo la superstrada 77 direzione monti- mare, all'altezza dello svincolo di Caccamo, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle polizia Stradale di Macerata, hanno perso il controllo della vettura che ha tamponato i gard-rail sia di destra che di sinistra, "rimbalzando " da una parte all'altra della carreggiata fermandosi a circa 100 metri dall'uscita.

Per fortuna in qul momento non transitavano altre auto e la macchina si è fermata al cenrtro della carreggiata.

Immediatamente sul posto sono arrivate due ambulanze del 118 la prima da Camerino e la seconda di Tolentino. I sanitari, vista le gravi cvondizioni della ragazza che era al volante hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza che ha trasportato la giovane ragazza all'ospedale di Torrette dove si trova ricoverata.

 

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Per l'altra occupante della vettura si è deciso il trasporto all'ospedale di Macerata per verificare le sue condizioni decisamente meno gravi.

Sembra che le due ragazze provenivano da Montelago dove avevano trascorso la notte e stavano facendo ritorno a casa.

Sul posto anche i Vigili del Fuoco di Camerino per la rimozione della vettura. La circolazione in supestrada è stata sempre regolare tranne la chiusura per circa 1 ora dello svincolo.

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“Il futuro riparte dal passato”. Con un convegno introdotto dalla relazione della professoressa Emanuela Di Stefano a Caldarola si sono aperte le manifestazioni de “La Giostra de le Castella”, rievocazione storica giunta quest’anno alla sua 29à edizione.

“Per noi questa edizione rappresenta l’anno zero di una manifestazione che, nata agli inizi degli anni ’80, ha avuto alti e bassi, con un lungo periodo di sospensione prima del suo rilancio – dichiara il presidente della Pro Loco Eleonora Carducci – Abbiamo voluto fortemente che la Giostra ripartisse per dare un forte segnale di rinascita, dopo che lo scorso anno la disputa del Palio non si è tenuta a causa del terremoto e del lutto che ha colpito il nostro paese con la morte di Milena Nardi e la risposta è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Con il convegno introduttivo – continua la presidente – abbiamo voluto dare un impulso per la rinascita dei nostri territori montani, che in modo particolare oggi rischiano lo spopolamento”.

 

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“La montagna può ripartire, anzi è sempre ripartita – il pensiero del la relatrice Emanuela Di Stefano – perché questi luoghi hanno in sé una storia di oltre 3mila anni. I terremoti in queste zone non sono una novità, ma queste sono comunità che hanno risorse da valorizzare, come le tipicità, i boschi, le acque, le tradizioni manifatturiere. Quindi è una montagna che deve prendere coscienza del proprio passato e delle proprie potenzialità”.

“Nonostante le difficoltà ho chiesto alla Pro Loco di continuare a tenere alta la guardia e di mettere in campo le forze necessarie per la riedizione della Giostra de le Castella – così il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti – Le manifestazioni producono ottimismo e fiducia nel futuro, favoriscono l’aggregazione che costituisce il motore dello stare insieme anche per disegnare e capire la Caldarola del post terremoto, nella speranza che il nostro paese possa risorgere e tornare quello che era prima del sisma. Per questo è fondamentale l’appoggio, l’entusiasmo, la vicinanza e l’amore per il proprio paese da parte di tutti i nostri concittadini. Il valore dell’identità e dell’appartenenza ad un territorio di quanti hanno vissuto e continua a vivere nel territorio è l’arma vincente per superare la crisi”.

 

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Segni di rinascita. Da domenica 6 e per l’intero mese di Agosto riapre al culto il Santuario di Macereto a quasi un anno dal terremoto della notte del 24 agosto 2016.

Ogni domenica alle ore 16.30, nel piazzale antistante il Santuario, sarà celebrata la santa messa.

A darne l’annuncio don Gilberto Spurio, parroco di Visso, uno dei paesi maggiormente colpiti dal sisma, che in questi mesi non ha mai abbandonato il paese e che, anche attraverso le celebrazioni estive al Santuario di Macereto, intende alimentare i semi di speranza.

L'esigenza è dovuta ai tanti turisti che nel mese di agosto preferiscono trascorrere delle ore in montagna e non  vogliono perdere un momento importante per un cristiano, partecipare all'Eucaristia.

 

nella foto il Santuario di Macereto

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Serata d’estate da incorniciare quella andata in scena da piazza della repubblica a Castelraimondo per l’edizione 2017 di Marche in vetrina. Atmosfera di vitalità e partecipazione quella che si è respirata proprio da sotto la torre del monumento del Cassero, segnale della voglia di ripartire e di trovare motivazioni sempre nuove per darsi da fare.  Solide radici e storie di successo per consolidare la memoria della nota capacità di organizzare e riorganizzare che la gente delle Marche porta in dote; etica dell’eccellenza come fondamento del successo e della carica positiva delle opportunità da cogliere, per affrontare con fiducia anche i terreni più difficili. “Il fatto che qui sotto ci sia stato l' inferno, testimonia che le Marche sono il paradiso- ha detto in apertura  il presentatore Maurizio Socci alternatosi alla conduzione con l’assessore Elisabetta Torregiani-. Sul palco grandi protagonisti e belle storie, iniziate con ” Un canto per ricominciare” realizzato per raccogliere fondi da destinare alla costruzione di un centro aggregativo per i giovani. Giovani su cui puntare per la ripresa e lo sviluppo di un territorio martoriato dal sisma e che, dall’esempio di chi ce l’ha fatta, possono cogliere un bel segnale di sfida. Parole di speranza d’incitamento a non mollare, da tutte le ricchezze della Regione Marche rappresentate, simbolo del territorio e per il territorio, il cui valore è stato premiato con il Cassero d'Argento. A catturare l’attenzione l’indiscutibile bellezza dell’attrice Manuela Arcuri, che ha fatto da madrina alla serata fregiatasi della presenza del cantautore e percussionista Toni Esposito, dell’ex campione mondiale dei pesi medi Nino Benvenuti e del bravissimo duo Opera Pop.

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Toni Esposito e la sua band

Intrattenimento, musica e spettacolo  a fare da cornice alla premiazione degli imprenditori scelti dalla giuria presieduta da Mauro Canil titolare di Fidea srl e presidente dell' S.S. Matelica Calcio

A ricevere il Cassero d’Argento, sono stati  National Service Company di Vincenzo Taffo, Fabrizio Curcio e Roberto Oreficini per la Protezione Civile Nazionale, NewTech, ASCOOP Cooperativa, LUBE, Luigi Formaggi Srl, Umani Ronchi vini,  Delsa. Smack Pubblicità.

Tra i personaggi cui la giuria del premio ha voluto rendere onore, c’erano Federico Maccari, amministratore delegato de La Pasta di Camerino, Sandro Tiberi, artigiano della carta realizzata a mano; la Provincia Autonoma di Bolzano nelle persone di Michele Di Puppo, Arno Kompatscher e Luis Durnwalder, l'imprenditore Brunello Cucinelli, re del cachemire, l'ex pugile campione del mondo Nino Benvenuti . Dulcis in fundo nella rosa dei premiati, l’Associazione Infiorata di Castelraimondo presieduta dall’imprenditore Sandro Parcaroli di Med.

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Da sinistra Parcaroli, Arcuri, Pesarfini e le spose di Delsa

 

 Accolta favorevolmente dal pubblico la notizia della raccolta fondi del Macerata Opera festival a beneficio del Lanciano Forum.

Applausi scroscianti per l’esibizione del giovane musicista Andrea Cioli che ancora una volta ha saputo dimostrare tutto il suo talento. Note irresistibili quelle dei grandi successi di Toni Esposito che hanno scatenato la voglia di ballare, a testimoniare che la forza di rialzarsi è viva e reale.

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  Andrea Cioli

 “ Abbiamo grandi possibilità- ha detto l’imprenditore  Cucinelli, farcendo il suo intervento di erudite  citazioni- Se torniamo ad investire nella bellezza e nella creatività il mondo intero sarà affascinato da noi. Si può partire anche  da qualcosa di molto basso ma, prima di tutto, dobbiamo essere delle brave persone. Ripartiamo dall’anima, dal trasmettere positività  sentendoci  responsabili delle bellezze del mondo. Dobbiamo andare alla ricerca dei grandi ideali che abbiamo, perché vengono da una storia antica”.

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                                        Brunello Cucinelli

Per Nino Benvenuti la partecipazione alla serata è stata una nuova occasione per incontrare l’ex compagno di guantoni Miro Riga, uno dei suoi amici più cari. L’ex campione mondiale conosce bene le Marche; nel 1954 veniva ad allenarsi a Porto Recanati e ha assicurato che il premio ricevuto a Castelraimondo troverà posto accanto a tutti gli altri trofei della sua carrera

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 Da sinistra Vladiniro Riga, la vicesindaco Esperia Gregori e il campione Nino Benvenuti

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   l'assessore Torrregiani e Benvenuti

Orgoglioso di aver radunato tanti personaggi importanti per una serata di grande impatto,l’organizzatore Vladimiro Riga- “. Abbiamo cercato di portare una goccia nel grande mare delle eccellenze delle Marche, un piccolo contributo da parte nostra nel farle conoscere. La forza di reagire a quello che è successo dimostra che ci sono tutte le potenzialità per riuscire a vincere la sfida”.

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Protagonisti del parterre e delle premiazioni anche numerosi sindaci del territorio,

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         Sindaci del territorio sul palco 

 

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   Folla in piazza e corso Italia

“ Bellissima serata d’estate in un momento in cui più che mai si sente il bisogno di situazioni che facciano  pensare in positivo  – ha commentato il vicesindaco di Camerino Roberto Lucarelli - La nostra terra è da sempre segno di qualità e del saper fare e lo stiamo vedendo anche  in questi giorni di grande difficoltà. Il condividere è un bel segno di vicinanza e il vedere tanti amministratori della zona seduti vicini, è un bel segnale d’unione e della qualità di un territorio, gravemente ferito ma fortemente deciso ad andare avanti con competenza”.  

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                        Manuela Arcuri e Mauro Canil

 “ Un’idea brillante quella del sindaco Marinelli di ospitare un premio alle eccellenze marchigiane, aziende di tutti i livelli, da quelle più grandi a quelle composte da una sola persona,ma accomunate dal distinguersi per il lavoro che fanno e dal loro ’impegno per il territorio” Così  Mauro Canil presidente della giuria del premio. “ Da anni ospitiamo Marche in vetrina ma, questa volta, la situazione è particolare- ha detto il sindaco Marinelli- Fare ancora meglio è stato il nostro motto; abbiamo voluto  lanciare un messaggio di speranza un’’iniezione di fiducia a tutto il territorio”.  Onorata di premiare personaggi e imprese che hanno dato tanto, la stessa Manuela Arcuri:  “ Distinguersi e fare del bene al Paese in un momento di crisi e di grave difficoltà è qualcosa di prestigioso. Da questa serata si irradia un messaggio positivo e di incitamento rivolto ai giovani e alle loro potenzialità. A loro dico di essere determinati e crederci fortemente”,

Prova ne siano i risultati raggiunti da Federico Maccari, giovanissimo amministratore delegato dell’azienda di famiglia La pasta di Camerino, tra i premiati con il Cassero d’Argento. “ Mettiamo tanta passione sul lavoro che facciamo e questo  si traduce nel prodotto di alta qualità che ne esce, confezionato con materie prime italiane, e , proprio per questo, riconosciuto in tutto il mondo. Un anno difficile per un territorio che il sisma ha duramente colpito anche nella riduzione di posti di lavoro, il che ci  ha motivato a fare un investimento importante.per dare in questo senso un respiro al territorio L’azienda La Pasta di Camerino ha voluto dare un segnale e  Il prossimo 15 settembre inaugureremo ufficialmente il nuovo stabilimento e l’ampliamento della nostra azienda. Io e la mia famiglia siamo costantemente impegnati a cercare di  crescere e far sempre meglio. Ogni giorno ci dedichiamo a migliorare il nostro prodotto, il che ci permette di acquisire un numero sempre maggiore di consumatori. La ricerca continua riguarda anche nuove soluzioni e materie prime innovative come il farro, le farine integrali o i prodotti realizzati con semole particolari ad alto contenuto proteico. L’azienda realizza circa il 20 per cento del fatturato all’estero e i Paesi principali sono gli USA, Germania e Spagna, Attualmente i prodotti vengono esportati con successo anche in Brasile, Argentina,e ci accingiamo a conquistare anche il mercato russo” 

Carla Campetella

420 metri quadrati per la nuova sede di otto attività commerciali del comune di Fiastra localizzate a seguito del sisma in un piccolo parco commerciale realizzato alle porte del paese. Il costo dell’operazione è stato finanziato dalla Regione Marche con 277mila euro per sette esercizi, mentre una donazione ha permesso già da qualche mese il trasferimento ad un’ulteriore attività. Il presidente della Regione Luca Ceriscioli e l’assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, hanno preso part alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede. Erano presenti all’evento il sindaco di Fiastra, Claudio Castelletti, il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, rappresentanti delle forze dell’ordine, cittadini.

La più grande catastrofe che ha colpito i nostri territori dal dopo guerra – le parole del governatore Ceriscioli – Il rischio più grande era la dispersione delle comunità, a Fiastra oggi è un bel giorno perché si dimostra che tra infinite difficoltà è possibile ricostruire una vita sociale. La realizzazione nel centro di Fiastra di questo piccolo parco commerciale naturale racconta la voglia di ripartire e di far sapere che i nostri borghi seppur feriti tornano a vivere e sono pronti ad accogliere, come hanno sempre fatto, turisti e visitatori. La speranza si costruisce e oggi abbiamo messo un mattone importante”.

Abbiamo voluto fortemente questo piccolo centro commerciale diffuso – così il sindaco Castelletti – perché attorno agli esercizi commerciali riprende la quotidianità di gente che si incontra. Non è stato semplice, per trovare l’area adatta abbiamo dovuto sacrificare i giardini pubblici, ma senza una piazza la comunità di Fiastra non sarebbe stata la stessa. Un ringraziamento va a tutti quelli che si sono spesi per questo risultato”.

Oggi mettiamo un tassello per la speranza – fa eco il presidente della provincia Pettinari – nell’ottica della solidarietà e della coesione. Anche le comunità più piccole meritano la massima attenzione. C’è ancora molto da fare, ma insieme al territorio le istituzioni sostengono le comunità locali, a partire da quelle più colpite e più periferiche”.

In particolare le attività accolte nelle nuove sedi sono due ristoranti, un alimentari-macelleria, un bar, due studi tecnici, un’attività artigianale di confezioni, una lavanderia, per un totale di 420 metri quadrati. La delocalizzazione ha comportato oneri di urbanizzazione per complessivi 89mila euro, mentre il costo dei moduli è stato di 188mila euro. Nell’area attrezzata ci sono anche altri servizi, come le poste, una farmacia e una banca.

 

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Suscita discussioni e reazione la notizia della decisione del sindaco di Camerino di assumere un dipendente “a tempo determinato e part-time 50% qualifica Istruttore direttivo amministrativo da inserire nell’ufficio di Staff del sindaco, ai sensi e per gli effetti dell’art.90 del D. Lgs. 267/2000, alle dirette dipendenze del Sindaco, che supporti e coadiuvi il Sindaco nel soccorso ed assistenza alla popolazione come tramite tra organo politico e collettività” e “che supporti il Sindaco nell’attuazione dei processi utili al superamento dell’emergenza sismica con particolare riferimento alla gestione dei rapporti con la cittadinanza e nell’attività di raccordo tra vertice politico e la base”

"Il sindaco continua ad anteporre proprio interesse personale a quello collettivo – sottolinea in una nota il Gruppo Consiliare “Comunità e territorio” - Ora ci chiediamo in questa situazione in cui l’ufficio tecnico è oberato di lavoro, invece di assumere una persona col solo scopo di aiutare il Sindaco a far passare i messaggi tra il vertice e la base nella fase di “emergenza” (a più di 8 mesi dal terremoto!), non sarebbe stato meglio inserire personale qualificato che potesse agevolare ed accelerare le pratiche relative alla messa in sicurezza, ai puntellamenti, alle demolizioni (che a Camerino non esistono), alle certificazioni richieste dall’Ufficio Speciale Ricostruzione ai fini delle concessioni dei contributi relativi alla ricostruzione leggera, che è partita in altri comuni e sembra ancora ferma a Camerino?”. “Tra l’altro – continua la nota - il Comune ha già a disposizione graduatorie da cui attingere soggetti per tale posizione, quindi perché indire un’altra selezione? E ancora, se la figura doveva servire a fronteggiare “l’emergenza” perché deliberare i primi di maggio e fare uscire la questione a metà luglio?”.

Chiude con alcuni interrogativi al primo cittadino il proprio intervento il gruppo consiliare di minoranza. “Al Sindaco – si legge - sono state proposte consulte, commissioni; ci sono camerti e non che si sono messi a disposizione per lavorare in Comune. Ma niente, solo rifiuti, pure mal motivati. E mentre i pochi tecnici comunali deputati alle pratiche relative al sisma, dopo quasi un anno, sono ancora accatastati negli uffici del CONTRAM o nei container, mentre le pratiche e le azioni concrete vanno a rilento, il Sindaco vede come priorità l’assunzione di una figura che curi e comunichi le Sue esternazioni alla popolazione. L'egocentrismo del Sindaco non ha misura”.

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