Radioc1inBlu
Inaugurato a Camerino il nuovo Centro ambulatoriale Santo Stefano Riabilitazione.
Un “nuovo inizio” per la struttura la cui precedente sede, danneggiata dal terremoto, ha dovuto essere chiusa per inagibilità. Un momento di festa che gli operatori di Camerino hanno voluto condividere con tutta la cittadinanza.
Dotata di ascensore, la struttura si trova al secondo piano del Centro commerciale “Superconti” di via A. D’Accorso
.“Siamo orgogliosi di rafforzare la nostra presenza nell’entroterra maceratese, ove abbiamo una consolidata tradizione di servizio e di qualità – ha detto l’AD Santo Stefano Riabilitazione – Kos Care, Enrico Brizioli -. Felici di farlo in un momento così significativo per la rinascita della città e di questo splendido territorio”.

Una cerimonia particolarmente sentita dagli abitanti, presenti numerosi al taglio del nastro insieme alle autorità cittadine. Un traguardo significativo che in segno di unione hanno voluto salutare con la loro presenza anche i sindaci di Montecavallo Secoli, di muccia Baroni e la vicesindaco di Castelraimondo Gregori
“L’inaugurazione di oggi- ha detto il Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui- racchiude un forte messaggio. Avremmo dovuto farla, prima del terremoto nell’ex ospedale interamente ristrutturato, uno degli edifici più belli del centro storico della città e di cui l’evento sismico ci ha privati. Il sisma ha solo rimandato quel sogno. Sento di ringraziare l’istituzione Santo Stefano per aver onorato la parola data di voler rimanere su questo territorio, e, l’aver mantenuto l’impegno preso, in questo momento è sinonimo della grande voglia di lanciare il volano della rinascita a grande velocità.Il Centro ambulatoriale Santo Stefano- ha aggiunto- è una eccellenza, che nonostante tutto, ha scelto di restare a Camerino e di investire su Camerino: questo per noi è il messaggio più importante. Con il taglio del nastro di oggi ci ritroviamo a festeggiare una città e un intero territorio che non si sono mai fermati, mantenendo tutte le sue istituzioni. Una città e un territorio che stanno vivendo un presente in proiezione futura, per riabbracciare quell’arcobaleno che illumina il cielo dopo la tempesta e che noi rivedremo tutti insieme. Come amministrazione comunale ci sentiamo di ringraziare con il cuore l'intera struttura Santo Stefano, rinnovando il nostro impegno a collaborare per rendere ancora più forte e vivace questo sodalizio”. Con il sindaco Pasqui hanno presenziato anche il vicesindaco Roberto Lucarelli, e le assessore Antonella Nalli ed Erica Cervelli.

Cervelli e Nalli
Tra le autorità intervenute il Magnifico Rettore Unicam Flavio Corradini e il Rettore eletto Claudio Pettinari.
“Un segnale di ripartenza molto importante- ha sottolineato Corradini- che manifesta la vivacità di tutto un territorio, anche nell’affrontare situazioni di forte imbarazzo come quelle dell’ultimo periodo. Una struttura che impiega oltre venti professionisti, con la quale l’Università di Camerino ha dei rapporti di collaborazione molto intensi nel campo della Farmacia e dei prodotti e della Salute. Con il Santo Stefano- ha aggiunto- formalizzeremo un accordo che ormai è quasi pronto nei nostri uffici legali per ribadire con forza e determinazione la volontà di stare insieme e di tornare in questi luoghi che meritano grande attenzione”.
.”E’ un nuovo inizio e un segnale di speranza – ha detto Antonio Bortone, direttore dei Centri ambulatoriali del Santo Stefano – e noi facciamo festa perché, aldilà della vita professionale, rappresenta la ripresa della vita sociale che riparte, non a caso, con la riabilitazione, momento fondamentale per una persona malata che cerca di recuperare la funzione. Qui vediamo un territorio che è stato fortemente colpito e, la riapertura di questa sede è un grande auspicio: è come se idealmente questo territorio recuperasse la funzione sociale. Abbiamo sentito forte l’impulso a non mollare, a non abbandonare Camerino, contribuendo, con la nostra presenza, alla “riabilitazione” di queste bellissime zone, ricche di storia, di cultura e di grande partecipazione sociale”.Un segnale di fiducia per il futuro e di grande speranza, perché è con la speranza che si costruiscono grandi sfide e risultati, auspicando il bene per tutta la popolazione.”

La responsabile Roberta Ferranti
Dieci mesi difficili per gli operatori del Santo Stefano di Camerino costretti dal sisma ad un trasferimento forzato a Matelica “Ripartiamo da dove ci siamo lasciati - ha detto la responsabile del Centro Roberta Ferranti- In questi mesi, nonostante la distanza, abbiamo cercato di essere presenti in tutti i modi a Camerino, partecipando a tutte le manifestazioni locali che nel frattempo si sono presentate e, con molto piacere abbiamo trovato sempre le porte spalancate. Abbiamo collaborato a “ Cortili in fiore” “ Corsa alla Spada” agli screening per le scuole, ricevendo forti segni di solidarietà. Il fatto che le persone siano così contente del nostro ritorno è un incoraggiamento a fare sempre meglio. Oggi, siamo davvero felici perché il Santo Stefano ci ha messo a disposizione la sede che avremmo voluto anche se non ci fosse stato il terremoto. E’ una sede stabile e definitiva che rappresenta un segno di speranza per il futuro”.
Locali molto accoglienti, attrezzature e arredi nuovissimi per la nuova sede del Santo Stefano di Camerino, dotata di ascensore e di un’ ampia hall; due le palestre attrezzate, cinque le stanze di fisioterapia, due quelle dedicate alla logopedia e una alla psicomotricità. Corredano gli ambienti, oltre ad altri locali, l’ambulatorio medico, l’ufficio della responsabile.


“ E’ quello che desideravamo da sempre per lavorare con entusiasmo e anche in qualità”- così si sono espresse le operatrici del Centro nell’accompagnare la visita nelle stanze.

Palestra
“ Ambienti davvero meravigliosi e di grande qualità- ha commentato il rettore eletto Pettinari- Qui sarà possibile fare un lavoro importante per la comunità E’ un grande segnale per una struttura per lungo tempo lontana da noi a causa del sisma e l’inaugurazione testimonia che c’è la speranza di venir fuori da questo dramma nella maniera migliore. Oggi vedo persone felici animate dalla voglia di lavorare, tanta gente vicina alle istituzioni. Un plauso all’amministrazione comunale e a tutti gli artefici di questo nuovo inizio”.
Fra' Gianni ha officiato la benedizione

Ferranti e Brizioli al taglio della torta

Lo staff del santo Stefano di Camerino
Med Store al Festival del Cinema di Venezia, tra innovazione e solidarietà
E' iniziata con il red carpet la serata inaugurale della 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolgerà fino a sabato 9 settembre, giorno della proclamazione dei vincitori.
Il Gruppo Med, leader da 35 anni nel settore dell’innovazione con Apple Premium Reseller in tutta Italia, sale sul palco del Festival come partner ufficiale della gift room di una delle iniziative culturali più prestigiose al mondo.
“Con il sostegno a questa importante iniziativa, Med Store vuole confermare il proprio impegno a supporto e diffusione della cultura come fattore di crescita e sviluppo per l’individuo e la collettività, sostenendola in tutte le sue molteplici forme, tra cui quella del cinema - dice Stefano Parcaroli, direttore generale Med Group.
Med Store, protagonista d’eccezione anche con un nuova linea di accessori che verrà svelata in anteprima assoluta per il grande pubblico di Venezia al Sina Centurion Hotel.
( Nella foto la famiglia Parcaroli Sandro e Stefano con le rispettive consorti )

“Il Festival è da sempre un momento di attrattiva non solo per il mondo del cinema, della moda e del giornalismo ma anche per le aziende nazionali ed internazionali che qui si incontrano per creare nuove sinergie e progetti insieme - prosegue Parcaroli - Non potevano mancare come partner tecnico mettendo a disposizione la nostra professionalità ed esperienza nell’offrire le migliori soluzioni Apple. Con l’occasione, lanceremo “Tunit”, un nuovo brand del Gruppo, dedicato al mondo degli accessori di alta qualità per la tecnologia. Una linea giovane, fresca e colorata, studiata ad hoc dai nostri designer per essere sempre al passo con le ultime tendenze”.
L’attenzione dell’azienda passa anche per la comunicazione, mettendo le proprie soluzioni al servizio dei giornalisti con l’allestimento delle aree hospitality a loro dedicate.

“Per noi Venezia non è solamente cinema, moda, business, - conclude Parcaroli - ma l’occasione per riportare all’attenzione di tutti, i momenti difficili che abbiamo vissuto lo scorso anno con il terremoto che ha profondamente colpito il Centro Italia. Per questo abbiamo ideato un progetto ambizioso, grazie alla collaborazione di Briciola Communication e Marco Rapanelli Consulting, che presenteremo nei prossimi giorni del Festival con cui raccoglieremo fondi per ricostruire uno spazio che darà speranza e futuro ai nostri figli e nipoti”.



..
Scuola: Il grido di protesta dei bidelli.
01 Set 2017A pochi giorni dall'inizio della scuola e della prima campanella, il grido di protesta arriva dal personale Ata ( i così detti bidelli ) che denunciano nelle Marche una grave carenza di personale.Con un comunicato congiunto i sindacati - Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, hanno fatto sentire la loro voce e hanno chiamato in causa i parlamentari marchigiani Alessia Morani e Camilla Fabbri. Nei prossimi giorni sono previsti incontri con altri parlamentari del territorio.
Le Marche sono la regione che ha ottenuto meno personale ATA per le proprie scuole in tutta Italia.
Appena 42 posti in più rispetto a un organico di diritto di 5.949 che è stato progressivamente limato nel corso degli anni.
Nell'anno scolastico 2015/2016 erano 6.139 le unità necessarie per far funzionare la scuola delle Marche. Ora, a parità di condizioni, appare davvero improbo il compito di far funzionare tutto il sistema, rispetto anche all'aumento di complessità di compiti amministrativi e gestionali, l'aumentato utilizzo di spazi fisici (aule multimediali, spazi disabilità), palestre, nuove tecnologie, laboratori e officine virtuali.

Senza contare il blocco inserito nella Finanziaria 2015 che ha reso impossibile sostituire il personale tecnico e amministrativo anche in caso di assenza prolungata per malattia.
Di certo non servirebbero i numeri della Campania (+1298) ma secondo secondo Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confasal, la situazione attuale rischia di mettere in crisi tutto il sistema.

Questi in estrema sintesi i motivi che hanno portato le segretarie regionali del comparto, Leonilde Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) a sollecitare i parlamentare eletti nelle Marche chiedendo loro un intervento. Il 31 agosto, con una delegazione di lavoratori, hanno incontrato a Pesaro, nella sede della Provincia, le parlamentari Alessia Morani e Camilla Fabbri. È stato consegnato un documento che riepiloga sia la situazione nazionale che quella marchigiana.
«Per far “funzionare” una scuola è necessaria – dicono le sindacaliste - la partecipazione attiva di tutto il personale, anche l'Ata. Tale assunto sembra essere completamente ignorato dalla legge 107 che non prende mai in considerazione il personale Ata, quasi fosse inesistente. È invece fondamentale per il buon funzionamento di ogni scuola riconoscere le specificità delle funzioni ATA nel loro pieno esercizio. Nelle segreterie, nei laboratori, negli spazi della scuola a contatto con gli alunni, in collaborazione con la docenza e la dirigenza scolastica.

Chi fa le leggi non può dimenticare che nelle istituzioni scolastiche esistono ruoli, oltre che a quelli prettamente didattici, che concorrono al raggiungimento degli obiettivi fissati, figure che devono essere valorizzate e che non possono essere trascurate o sottovalutate come tuttora avviene».
Saranno organizzati altri incontri con i parlamentari marchigiani: fra una decina di giorni, c'è già appuntamento a Civitanova. Intanto Fabbri e Morani hanno riconosciuto che nella cosiddetta "Buona Scuola" il personale Ata non è stato considerato e convenuto sul fatto che si dovranno investire risorse economiche e professionali.
«Chiediamo – concludono le segretarie regionali – la revisione della norma sulle supplenze Ata, un organico funzionale al Piano di offerta formativa consolidando i posti tagliati nel 2015, un riequilibrio tra le regione, aumentando adeguatamente l'organico della Regione Marche, tra scuola primaria e secondaria, criteri di assegnazione che tengano conto del numero di alunni, plessi, alunni disabili, assistenti informatici in tutte le istituzioni, formazione, un bando di concorso riservato a direttori dei servizi generali amministrativi e retribuzioni adeguate visto il ruolo svolto all'interno della scuola. Speriamo di riuscire a sensibilizzare i nostri rappresentanti in Parlamento perché è inutile investire risorse se poi l'apparato amministrativo non è messo in condizioni di funzionare».
40 anni non sono pochi da portare sulle spalle e, come in tutte le famiglie, l’anniversario arriva a coronamento di un lavoro continuo, pagato anche a prezzo di duri sacrifici e difficoltà.
Era il 1 settembre del 1977 quando, dai microfoni dell’emittente con sede in piazza Cavour n.8, potè irradiarsi nell’etere il primo saluto.
Nata sulla spinta propulsiva di alcuni laici e sacerdoti lungimiranti, da quel fatidico giorno, sulla stazione dei 103,00 MHz e in seguito anche sui 90,600, è stato un flusso ininterrotto di musica, intrattenimento e informazione.
Quarant’anni non sono pochi ma c’è la consapevolezza di essere riusciti a conquistare il cuore di una larga fetta di ascoltatori marchigiani, coprendo una vasta area compresa tra la province di Macerata, Ancona, Fermo, fino ad arrivare nel piceno.
Piccoli e incerti i primi passi ma una partenza subito scoppiettante, grazie ad una folta schiera di giovanissimi collaboratori, ferrati nelle conoscenze musicali e, diciamolo, aiutati anche da un eccezionale periodo di grande fervore creativo a carattere internazionale.
Erano gli anni della disco music, del country del rock e dei cantautori italiani.
Gli anni del vinile, delle puntine spezzate, dei registratori a bobine e a cassette. Un’epoca irripetibile per tutti i generi musicali con brani e mode dilaganti che sarebbero state consegnate alla storia.
E noi siamo cresciuti con la radio, attenti a non lasciarci sfuggire ogni piccola novità; negli studi di piazza Cavour tanti ragazzi giunti da ogni dove, hanno contribuito a disegnare quello che appariva un sogno e , a guardarlo ora, un privilegio di cui andare fieri.
Una compagine vivacissima, un gruppo eterogeneo ed affiatato di ragazze e ragazzi che, grazie alla Radio di Camerino, ha potuto vivere una stagione indimenticabile, traendone più di un insegnamento per la vita.
Come non ricordare le mitiche trasmissioni in diretta, le prime dediche e il contatto quotidiano con la gente che telefonava anche solo per chiedere l’ora esatta.
Dall’improvvisazione alle rubriche preparate con attenzione meticolosa, dai notturni voce di popolo ai momenti di raccoglimento più intenso, dalle partite di calcio ai concerti e alle dirette più disparate, Radio Camerino Uno ha partecipato attivamente e da protagonista alla storia di una città, della sua gente e del suo territorio.
Negli anni '90, Radio C 1 si adegua alle normative nazionali e entra a far parte ( prima nelle Marche ) del circuito InBlu con un palinsesto che ( grazie a 16 giornalisti ) garantirà 13 gr Nazionali e internazionali di altissimo livello.
Negli anni '90 abbiamo corso il rischio di chiudere i battenti, ma nuovi collaboratori hanno potuto garantire la continuità di un mezzo che non ha mai smesso di rappresentare canale di vicinanza con la gente e con le problematiche del quotidiano.
Avremmo auspicato una situazione migliore per festeggiare l’importante anniversario dei quarant’anni della Radio locale ma il compleanno è arrivato in un momento di grave difficoltà che ha riguardato anche la stessa sede di piazza Cavour resa inagibile dal terremoto.
Eppure siamo ancora vivi, la Radio e il settimanale L'Appennino Camerte, da alcuni anni hanno stretto una collaborazione quotidiana anticipando anche quelle che saranno le nuove " disposizioni " ministeriali.
Eppure ci siamo, nonostante la perdita di tanti pezzi preziosi di un mosaico e nonostante siano venute a mancare nel tempo persone che hanno dato tanto per far crescere e arricchire ogni giorno quella che era solo un’idea appena accennata.
Eppure, nonostante tutto, ci siamo. Anche in una sede diversa l’augurio che ci facciamo è quello di non perdere mai nemmeno una scintilla dell’energia iniziale.
Buon compleanno Radio C1..InBlu.
di Carla Campetella
Un tetto in legno per Santa Maria in via.
31 Ago 2017A Camerino è iniziata già da qualche tempo la messa in sicurezza del Santuario di Santa Maria in via. Proprio questo giovedì 31 agosto la chiesa è stata oggetto di visita da parte del presidente della Conferenza Episcopale Italiana Card. Gualtiero Bassetti, , accompagnato dall’arcivescovo Brugnaro e dalle autorità cittadine. Complesso il lavoro che si sta portando avanti come riferisce l’ingegnere Carlo Morosi, responsabile dell’Ufficio Sisma della Diocesi di Camerino, San Severino Marche.
“ E’ iniziata innanzitutto la cernita degli affreschi che sono caduti dalla volta centrale- spiega- per i quali si è proceduto allo stoccaggio all’interno della chiesa. Quanto alle pietre , ai portali rimossi e alle porzioni di campanile lo stoccaggio è avvenuto all’esterno del santuario e adesso si sta procedendo alla messa in sicurezza della chiesa, mediante il placcaggio di alcune parti , il fissaggio e “l’incerottatura” di alcune porzioni per renderla stabile e le porzioni verranno successivamente rimosse in sede di restauro. Si sta anche procedendo alla copertura in legno della parte di volta che è crollata all’interno – aggiunge- ; è in atto la messa in sicurezza della metà della volta rimasta dopo il crollo, al fine di evitare percolamento e infiltrazioni di acque meteoriche all’interno. I lavori di messa in sicurezza dei quali si occupa direttamente il Mibact, sono svolti dalla ditta appaltatrice, la Alessandrini di Montefortino, su progetto e direzione lavori del Mibact”.
L'Ingegnere Carlo Morosi illustra gli interventi al Cardinale Bassetti


Sotto la facciata del duomo

E’ lo stesso Ufficio Ricostruzione della diocesi ad occuparsi invece della messa in sicurezza della cattedrale in piazza Cavour, per la salvaguardia del bene e di alcune porzioni interne.. “Stiamo completando la parte esterna con lavori pressoché conclusi sulla parte posteriore dell’abside – continua l’ingegnere Morosi- e adesso ci stiamo occupando della facciata principale che ha subìto una forte rotazione e un principio di ribaltamento. Terminata questa messa in sicurezza procederemo con quella relativa ad alcune porzioni. In particolare assicureremo la sagrestia e una capella laterale laterale, in quanto il muro dietro la cantoria e l’organo sta crollando e conseguentemente alcune parti , che precedentemente non sono state oggetto d’intervento da parte della Sovrintendenza, verranno messe in sicurezza. Procederemo solo internamente dunque per la sicurezza e la salvaguardia della cattedrale così come procederemo alla messa in sicurezza di una porzione del Palazzo arcivescovile sia in riferimento alla parte esterna ce alla parte centrale dell’ingresso principale; interessata sarà l’area museale e una parte degli appartamenti del piano nobile superiore. Un lavoro che si sta eseguendo dunque- conclude l’ingegnere- sia per la salvaguardia del bene che per la finalità di una futura riapertura di piazza Cavour, la piazza principale di Camerino.
C.C.
Sarnano, furti e schiaffi al supermercato
31 Ago 2017I carabinieri di Sarnano hanno denunciato in stato di libertà un minorenne di origini magrebine, già noto alle forze dell'ordine, per rapina, minaccia e lesioni personali. Il giovane, entrato in un supermercato, ha trafugato merce per un valore complessivo di 50 euro e una volta vistosi scoperto ha colpito con un pugno la titolare cercando di fuggire. La proprietaria dell'esercizio commerciale si è lanciata all'inseguimento del minore, ma è stata nuovamente colpita con pugni che gli hanno procurato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni dai sanitari dell'ospedale di Amandola dove la donna è stata trasportata. I carabinieri, giunti sul posto, sono riusciti a rintracciare il giovane denunciandolo all'Autorità Giudiziaria.
Saranno una cinquantina i motociclisti che interverranno alla prossima edizione del Circuito del Chienti e Potenza. Il CAEM-Lodovico Scarfiotti riprende così, dopo la sospensione nel 2016 per i problemi sul territorio legati al sisma, la fortunata manifestazione che ha visto sempre convergere nel maceratese molti esemplari di stupende e prestigiose moto d’epoca. Le iscrizioni sono arrivate da diverse regioni del centro Italia a conferma del gradimento di questo raduno legato ad un interessante passato motoristico sportivo, quando la gara, valida per il Campionato Italiano di Motociclismo univa in un suggestivo ed impegnativo percorso le località di Tolentino, San Severino Marche, Serrapetrona, Caccamo, Belforte del Chienti per poi tornare a Tolentino dopo circa 37 km.

La concentrazione dei partecipanti sarà presso “La Foresteria” dell’Abbadia di Fiastra dove si effettueranno le operazioni preliminari, sabato 2 settembre dalle ore 15,00 alle 16,30. Successivamente si partirà alla volta di Pollenza dove sarà possibile visitare il Museo della Vespa di Marco Romiti. In serata i partecipanti si recheranno presso l’Agriturismo “Ponte degli Schiavi” in località Camporotondo di Fiastrone. Domenica 3 settembre ci sarà il clou dell’evento, con l’effettuazione di due giri del percorso rievocativo del Circuito Chienti e Potenza: ritrovo nel centro storico di Tolentino e il via del primo partecipante alle ore 9,00. Nei pressi di San Severino Marche e di Serrapetrona in entrambi i giri si svolgeranno le prove di precisione a cronometro valide per la classifica. Al termine dell’impegno rievocativo il pranzo finale con le premiazioni riunirà tutti di nuovo a “La Foresteria” dell’Abbadia di Fiastra. Il CAEM ha deciso di istituire un trofeo speciale dedicato a Luca Lausdei, giovane socio appassionato motociclista scomparso prematuramente.

All’evento partecipano mezzi motociclistici omologati ASI o in corso di omologazione costruiti prima del 1950, ed anche mezzi costruiti fino al 1965 ritenuti di particolare interesse storico da parte dell’organizzazione, per i quali ci sarà una classifica dedicata.

Si attendono diversi interessanti esemplari al via, come la Gilera 500 del 1935 del senese Francesco Salvini, con il fratello Francesco in sella ad una Moto Guzzi sport 15. Poi il perugino Claudio Trippetti su Triumph SD del 1931, con la moglie Patrizia Baldoni su Matchless G3L del 1943, il romagnolo Giorgio Valli su Panther Red Wing del 1932 ed altri fedelissimi del Circuito come Dante Petrucci su Rudge Ulster del 1938, anche lui accompagnato dalla consorte, Luciana Veddovi su Ganna Super Sport del 1933, oltre a Angelo Pallottelli su Moto Guzzi GTW del 1946.
La manifestazione è supportata da GM Meccanica di Montelupone, Hotel Ristorante La Foresteria, Ca.Bi. Gomme di Tolentino e Tecnostampa di Loreto.

“La musica è un rito magico e una canzone non e mai sola, porta dentro di se tutti quelli che l’hanno interpretata, ha una sua anima e vive per sempre”con queste parole l’attesa star americana, Amii Stewart, ha aperto la sua memorabile esibizione a Macerata entrando in scena sulle leggendarie note di Knock on wood eseguite dall’Orchestra del Maestro Gerardo Di Lella sotto gli applausi scroscianti ed infiniti del pubblico. Il brano che celebra i 40 anni dalla sua pubblicazione e che, nell'interpretazione di Amii Stewart divenne la hit planetaria, raggiungendo il primo posto nella Billboard Hot 100 con una vendita solo nel 1977 di oltre 8 milioni di copie. Gerardo di Lella e sua magnifica orchestra ha aperto il concerto con un'accuratissima selezione di dieci brani tra piu' famosi della disco music anni 70, durante i quali il maestro ha raccontato dovizie tecniche e aneddoti dei grandi autori corredati dalle curiosità e dai colori musicali che hanno fatto leggendaria la musica di quegli anni, Amii Stewart bella come mai e con il suo innato fascino di sempre, ha fatto poi il suo ingresso sul grande palcoscenico dell'arena Sferisterio di Macerata.
E’ bastato l’interpretazione del brano di Sylvester “You Make Me Feel Mighty Real” e le poche parole d’invito a ballare della star americana a trasformare, l’Arena Sferisterio per una notte magica e densa di vibrazioni, nel tempio della Disco Music. “All’opera bisogna stare seduti lo so bene c’ero anche io alla Turandot qui allo Sferisterio -ha detto l’artista - ma ora ci siamo solo noi potete alzarvi e ballare!”
E sulla mitica musica di “Never can say goodbye” di Gloria Gaynor intonata da Amii Stewart , tutti presenti in ogni ordine e settore dell’arena si sono alzati e scatenati per due ore e mezza sulle note magistralmente dirette da Gerardo Di Lella di tutte le piu’ belle canzoni che hanno reso la Disco immortale.
Una hit planetaria che Amii Stewart con la sua fantastica voce ed energia contagiosa, accompagnata dai grandi musicisti della Pop O’rchestra ha interpretato e ballato sul palcoscenico dello Sferisterio infiammando gli animi del pubblico di Macerata che per una notte ha vissuto la magia e l’atmosfera originale dei brani più celebri ed emozionanti di quegli anni. In un susseguirsi di grandi emozioni Amii Stewart ha offerto generosamente al pubblico con la sua poderosa voce, raccontando degli aneddoti sui suoi amici cantanti e interpreti, con un grande omaggio a Donna Summer, i brani piu’ famosi degli anni 70 tra cui “I Will Survive” di Gloria Gaynor, “Lady Marmelade” di Patty Labelle, “Killing Me Softly with His Song” di Roberta Flack, “Upside down” Diana Ross, “Last Dance” e “Hot Stuff “ di Donna Summer .
“Dance Era” il grande show targato anni 70 ideato da Gerardo Di Lella, uno dei più creativi e versatili direttori italiani, che con la sua orchestra ha diretto i più importanti artisti internazionali tra cui tra gli ultimi oltre a Amii Stewart, Tony Hadley, Dianne Schuur e Gloria Gaynor, grazie alla poderosa formazione della sua orchestra composta da quattro sax, tre trombe, due tromboni, due chitarre, piano, tastiera, basso, percussioni, batteria e sei magnifiche voci soliste che fanno anche da coro, ha fatto vivere un’immersione nei suoni e nei colori originali del “Philly Sound” ovvero il The Sound Of Philadelphia. Dove convivevano per la prima volta il classico colore della ritmica
Ultima Conferenza dei Servizi a Caldarola ieri per partire definitivamente con i lavori di costruzione del nuovo edificio scolastico, erano presenti tutti i soggetti interessati alla costruzione insieme ai donatori della Legacoop che hanno messo a disposizione della comunità caldarolese 2 milioni 700 mila euro.
Il progetto, rivisitato rispetto al primo presentato nel febbraio scorso, prevede una superficie di circa 1850 m² divisi su due piani: Al piano terra 3 aule per la scuola dell'infanzia, tutte dotate di servizi al loro interno sia per i bambini che per il corpo docente, un grande spazio comune per il gioco, un disimpegno, il refettorio, la stanza per l'impiattamento dei pasti e mensa, per quanto riguarda invece la scuola primaria ci saranno due aule al piano terra, un grande atrio, l'aula insegnanti, la dispensa, lo spogliatoio di servizio per le cuoche, al primo piano invece quattro aule laboratorio per le attività linguistiche, informatiche e musicale-espressivo, tre aule all'interno delle quali fare lezione e infine un auditorium da 100 posti circa,
La nuova scuola sarà completamente autonoma dal punto di vista dei consumi, alimentata con pannelli fotovoltaici e solari termici, la cucina sarà ad induzione, cioè alimentata con il fotovoltaico, il riscaldamento sarà a pavimento, ci saranno sensore di movimento e controllo elettronico della luminosità.
Le scuole materna, dell'infanzia e primaria saranno collegate tra loro e tutte con la palestra recentemente inaugurata.
Soddisfazione da parte di tutti i soggetti interessati è stata espressa al termine della conferenza dei Servizi di ieri, soprattutto per gli obiettivi raggiunti nel corso di questi mesi, particolarmente soddisfatti anche gli stessi donatori della Legacoop che oltre alla funzionalità e alla sicurezza sismica ci tenevano in modo particolare al fatto che fosse apprezzata da tutta la cittadinanza, non solo quella prettamente scolastica.
Ora i tempi per l'inizio dei lavori saranno brevi, probabilmente entro lo stesso mese di settembre, per poter consegnare le chiavi della scuola nei primi mesi del prossimo anno.
La buona volontà dell'Amministrazione Comunale, di pari passo con l'impegno delle Istituzioni, è stata dimostrata anche nella veloce costruzione delle SAE, infatti le prime 41 saranno consegnate già entro i primi 10 giorni di ottobre, tanto che nei prossimi giorni il sindaco Luca Maria Giuseppetti convocherà le famiglie che attualmente sono ospitale nelle strutture alberghiere più lontane, coloro che hanno dei figli che devono riprendere l'attività scolastica a Caldarola o chi attualmente è ospitato nei container. Saranno loro infatti i destinatari delle prime 41 Sae.
I
Un anno dal terremoto del 24 agosto 2016 che portò morte e distruzione colpendo Lazio Marche Abruzzo ed Umbria. Danni e inagibilità già da quella data per Camerino dove la sezione locale della Croce Rossa Italiana allestì subito il centro di accoglienza tenuto in piedi per parecchi giorni in località Le Calvie. Diversamente da altri 29 comuni delle Marche, la città ducale non venne inclusa nel cratere sismico. Una data che il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ricorda molto bene anche se le proporzioni della devastazione solo due mesi dopo avrebbero assunto un peso da far paura.
“ Per me la data del 24 agosto- spiega il primo cittadino- sta a significare proprio il modus operandi di cui ci troviamo a fare le spese. Seppur dopo quella scossa Camerino avesse subito danni importanti, venne esclusa dal cd.cratere. A metterci letteralmente in ginocchio poi sono state le scosse di ottobre. Eppure quella data del 24 agosto ha il significato di una condotta che assolutamente non sta andando per il verso giusto; quello che non riesco a capire- continua Pasqui- è come mai, se il 24 agosto il riferimento dei nostri danni, pur di rilevo, non era tale da farci includere nel cratere, dopo le scosse di ottobre figurano nel cratere ben 140 comuni senza diversificazione nel livello dei danni subiti.” Il sindaco tiene a puntualizzare che il punto focale è proprio quello della necessità di fare un esame reale dei danni subiti dalle diverse città, stilando una serie di graduatorie e di fasce. “ Proporrei proprio di diversificare secondo una prima, seconda e terza fascia nelle quali inserire i comuni in relazione alla gravità dei danni subiti- aggiunge – altrimenti si rischia di non avere un’economia sufficiente per portare avanti la ricostruzione. Se dunque amaro è il ricordo della data di un anno fa che diventa ancora più drammatico ricordare il sisma del 26 ottobre e 30 ottobre. La paura e il dramma delle persone che fuggivano mi ha accompagnato per giorni; oggi il nostro centro storico è in zona rossa e i danni sono gravissimi ma Camerino può dire comunque di non aver perso nulla e- puntualizza – contrariamente a quanto qualcuno si diverte ancora a sostenere, non siamo sicuramente secondi ad altri paesi. La competizione tra comuni in questo senso è davvero puerile; qui non c’è nessuna gara ad arrivare primi perché ogni comune sta facendo il massimo, così Camerino, nonostante i danni gravissimi subiti (e non a caso l’ingegnere Spuri ha affermato pubblicamente che sono maggiori di quelli riportati da tutta la regione Umbria). Certo, per rimettere in piedi una città così ferita, ci vuole un tempo lungo, ma nulla si è fermato”.
Pasqui riferisce di lavori a buon punto per le SAE, per le quali è stato necessario arrivare ad un ordinativo certo per destinatari che abbiano reale diritto e la necessità di esperire sopralluoghi presso gli immobili. “Un conto è fare i circa 5000 sopralluoghi di Camerino, un conto doverne portare avanti 1000 o 500. Altro punto sono i numeri importanti di “casette” per installare le quali sono necessari grandi appezzamenti di terreno e, da noi, c’è anche la difficoltà della tenuta dei terreni. Molte aree proprio per questo non sono risultate idonee e anche una volta trovata un’area idonea- continua Pasqui- si è presentata la difficoltà di capire come poterla raggiungere con le opportune strade. Aggiungo anzi che, a tutt’oggi, se avessi dovuto rispettare alcune regole, quali avere apparati fognari e strade a posto, non so se avrei potuto dare il via ad alcune situazioni. Porto ad esempio il fatto che la città dopo il terremoto si è sviluppata tutta nell’area di San Paolo dove troviamo la Caserma dei carabinieri, il commercio, le scuole, e troveremo anche tante SAE, se pensiamo a tutti gli scarichi e all’acqua che esce dalle tubature, è necessario un potenziamento. Già qualche mese fa sono iniziati ragionamenti per risolvere la questione e, solo nell’ultima riunione siamo riusciti a trovare un punto d’incontro, seppure teorico, Qual è la via giusta? Iniziare i lavori, o aspettare di risolvere le problematiche? Comprenderete che, contrariamente a quanto qualcuno vuole far passare, stiamo andando avanti ad una velocità significativa. I commercianti li abbiamo messi quantomeno nella condizione di poter svolgere il loro lavoro anche se dentro un tendone; non abbiamo accettato i semplici moduli che avrebbero dovuto arrivare ma abbiamo aperto un dialogo costruttivo che ha significato anche grande disponibilità da parte dei dirigenti della Regione nel concedere in molti casi molta metratura in più a disposizione e, grazie all’università di Camerino che ha elaborato la progettualità del nuovo centro commerciale avremo anche una nuova piazza e un luogo di aggregazione per le persone. Tutto questo è figlio di tanto lavoro come lo è l’essere riusciti a mantenere sostanzialmente tutti i servizi, compreso da ultimo l’ufficio del Giudice di Pace. Inviterei a venire con me chi sorride sulle tempistiche che il sindaco non è in grado di dare in maniera certa, in modo tale da rendersi conto di persona che, per dare certezze, bisogna avere certezze. Io do tutte le certezze che sono in condizione di dare”.
Intanto il sindaco orientativamente parla di fine settembre per la riapertura di piazza Cavour. “ La piazza verrà restituita agli abitanti. Me lo sono imposto come simbolo e vorrò festeggiare quel momento con tutta la comunità, ma non è l’unico segnale di recupero di una città che giorno dopo giorno sta riacquistando tanti metri. Anche qui la velocità è dettata dalle regole e, a tal proposito- conclude Pasqui- voglio puntualizzare anche che se fosse per me ordinerei tante demolizioni di immobili datati. Ma la verità è che il sindaco prende atto, non decide. Nessuna legge prevede che un sindaco decida la demolizione, dovendo solo prendere atto di quello che il tecnico decide nel GTS. In alcuni casi però, come nella fattispecie con tutta probabilità avverrà per il noto palazzo di via Seneca con l’accordo dei proprietari degli appartamenti, la demolizione sarà possibile anche per la messa in sicurezza della pubblica via. Sto addirittura sostenendo che qualora la messa in sicurezza abbia a rivelarsi più costosa di una demolizione e se la demolizione è voluta dai proprietari, è bene demolire ma, anche qui, la decisione è dell’Ufficio Ricostruzione della Regione Marche, lo stesso che dovrà dare l’autorizzazione per la demolizione del palazzo Toffee”.
