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San Ginesio, si scontrano un'auto e un'ape. Minore trasportato in eliambulanza a Torrette
08 Feb 2018Un grave incidente stradale si è verificato lungo la strada provinciale 78 in località Passo San Ginesio. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Tolentino, intervenuti sul posto insieme ai colleghi della stazione di Caldarola che hanno fornito supporto per la viabilità, una Ford Kuga, condotta da un 38enne ginesino, si è scontrata frontalmente con un Ape car alla cui guida c'era un minorenne straniero. Sul posto per i soccorsi vigili del fuoco e personale del 118 che hanno disposto il trasporto del ginesino all'ospedale di Macerata, mentre il minore, che ha riportato più gravi conseguenze, è stato trasferito in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette.
Un tour nelle zone del terremoto per ascoltare le istanze di una "popolazione in gran parte dimenticata". Così il segretario della Lega Matteo Salvini ha spiegato i motivi della sua visita a Camerino. In un momento nel quale diversi esponenti politici sono concentrati sui fatti di Macerata, il leader leghista fa sapere che andrà a Macerata "soltanto quando le telecamere si saranno spente". "Non sono qua per parlare di polemiche nè di presunti ritorni del fascismo – ha continuato Salvini – Sono venuto ad incontrare migliaia di italiani dimenticati che dopo un anno e mezzo dal terremoto non hanno ancora le casette, non hanno potuto ricostruire le proprie abitazioni, hanno negozi e aziende chiuse e non sono assolutamente italiani di serie B".



g.g.
Conclusa la nuova autopsia sui resti di Pamela . Risultati non significativi. Disposti nuovi accertamenti
08 Feb 2018Conclusa intorno alle ore 14.00 la nuova autopsia eseguita sui resti di Pamela Mastropietro, la 18enne morta lo scorso 31 gennaio. Obiettivo chiarire se si sia trattato di omicidio o di overdose. Si tratta della seconda autopsia eseguita sul corpo della giovane dopo il primo esame eseguito dal medico legale Antonio Tombolini
"I primi esiti degli espletati accertamenti medico-legali- si legge nel comunicato del Procuratore Giovanni Giorgio- non hanno consentito di raggiungere risultati altamente significativi sul piano probatorio, mancando tracce di sangue e di urina sui resti del cadavere che, a dire dei medici legali, è stato sezionato in modo apparentemente scientifico.Ulteriori accertamenti di laboratorio-conclude la nota- saranno effettuati la settimana prossima".
Durato oltre quattro ore, l'accertamento più approfondito, ritenuto necessario dalla Procura, ha visto impegnati il nuovo medico legale nominato Mariano Cingolani dell’università di Macerata, insieme ai due medici legali Dora Mirtella e Roberto Scendoni , e, il criminologo Domenico Mazza. Si attendono anche le conclusioni del tossicologo Rino Froldi anche lui presente all’autopsia. All’obitorio di Macerata erano arrivati in mattinata anche i legali dei due indagati, il nigeriano Innocent Oseghale , in carcere per vilipendio e occultamento di cadavere e indagato anche per omicidio e, il suo connazionale Desmond Lucky , iscritto nel registro degli indagati per gli stessi reati e attualmente a piede libero. Oseghale ha riferito che sarebbe stato proprio lui a cedere la dose di droga alla giovane romana.
Secondo la Procura di Macerata avrebbero entrambi fatto scempio del corpo della 18enne, poi abbandonato da Oseghale all’interno di due trolley, nelle campagne di Pollenza ; il macabro ritrovamento risale al 1 febbraio scorso.
Nell’abitazione di via Spalato 124 sarebbero state rinvenute due siringhe; per verificare l’ipotesi di overdose saranno decisivi i risultati dell’esame istologico e chimico tossicologico per conoscere i quali, non è escluso bisognerà attendere ancora alcuni giorni .
“Perché si spendono 2.600 euro al metro quadrato per strutture provvisorie e per la ricostruzione di una nuova casa 1.450 euro al metro quadrato? Perché non si concede la possibilità di poter migliorare sismicamente anche gli edifici classificati B, consentendo di svecchiare il patrimonio edilizio esistente?”. Perché? Perché? Perché? Sono tanti i quesiti a cui la politica potrebbe (e dovrebbe) dare risposta. Questi sono solo alcuni di quelli che l’ingegnere Roberto Di Girolamo, e come lui i tantissimi terremotati delle quattro regioni colpite, si pone. Tuttavia la campagna elettorale è già entrata nel vivo e il focus della questione, non solo nelle Marche ma in tutta Italia, sono i fatti di Macerata. Tutti, destra, sinistra, centro, sono tutti impegnati a commentare l’omicidio di Pamela Mastropietro e la sparatoria di Luca Traini. Giocano a chi la spara più grossa, dimenticandosi che i quesiti di Di Girolamo, sono i quesiti di migliaia di persone, quelle del terremoto del 2016, che meritano una risposta.
Oltre ai costi esorbitanti ed inspiegabili delle casette (Sae), in rapporto a quelli stanziati per la ricostruzione, e l’impossibilità di migliorare gli edifici con danni lievi, un altro problema è la lentezza dell’ufficio speciale per la ricostruzione: “Fanno un esame certosino di ogni progetto impiegando mediamente una settima per l’istruttoria di una pratica. Tenendo conto delle pratiche e del numero di istruttori si finirà la prima istruttoria fra 10 anni come minimo. Perché - chiede l’ingegnere - i danni e le vulnerabilità dell’ordinanza 19 (quella per la ricostruzione pesante) non tengono conto del costruito locale e delle norme tecniche? Ad esempio non tengono in conto che la gran parte delle costruzioni in muratura sono a sacco, non tengono conto delle strutture con blocchi di cemento, non tengono conto delle lesioni per scorrimento orizzontale. Sembrano scritte da persone che non hanno mai messo un piede in cantiere”. Non è chiara poi l’applicabilità del Sismabonus nella demolizione e ricostruzione degli edifici nella parte eccedente il contributo statale e non sono previste maggiorazioni per favorire lo svecchiamento del patrimonio edilizio non di pregio.
“Perché nessuno spiega l’importanza della microzonazione sismica? Tale strumento di fondamentale importanza per la pianificazione della ricostruzione da parte dei comuni e importante riscontro per i progettisti nella ricostruzione. Perché - prosegue - nessuno spiega che la ricostruzione non parte per l’impossibilità di sanare gli abusi strutturali e talvolta anche quelli architettonici? Perché nessuno parla della follia che i proprietari devono anticipare i soldi delle prove (necessarie per una buona ricostruzione) ritardando o peggio non facendole fare aumentando il costo della ricostruzione?”.
Altra assurdità interessa gli onorari, le parcelle dei professionisti: per i lavori pubblici infatti, essa va calcolata sulla base del decreto parametri (che prevede compensi più alti), mentre per i lavori privati, le parcelle si calcolano sulla base dell’ordinanza 12 (molto più bassi).
“Perché gli scienziati che hanno inventato il ‘salva Peppina’ - torna a chiedere - non hanno pensato che si poteva fare tutto in maniera semplice? Bastava presentare la richiesta al comune per la realizzazione della casetta provvisoria a cui doveva essere allegata una dichiarazione, ove il proprietario si obbligava a rimuovere la casa nel momento che la sua abitazione fosse ritornata agibile, e una fidejussione pari al doppio del costo di demolizione della casetta con i costi del prezzario del cratere. La rimozione della casetta doveva avvenire prima della erogazione del saldo finale del contributo di ricostruzione e, se non avveniva, veniva revocato il contributo. Queste - conclude Di Girolamo - sono alcune delle domande a cui dovrebbero rispondere gli attuali e futuri politici, ma come al solito si avrà il solito blah, blah, senza nessuna novità”.
g.g.
Pochi minuti prima delle 13, il presidente del Senato Pietro Grasso è arrivato all'ospedale di Macerata per portare la vicinanza delle istituzioni ai feriti ricoverati all'ospedale del capoluogo. “Stanno in buone condizioni ha detto Grasso - grazie ai sanitari che li stanno curando con dedizione. Presto saranno dimessi, sono in via di guarigione”. Uno dei feriti è stato operato ieri. Dopo il giro nei reparti, il presidente si è soffermato sui temi più caldi di cui si dibatte in questi giorni. “Ho incontrato la mamma di Pamela, Alessandra. E' una donna forte e coraggiosa che mi ha rappresentato tutte le difficoltà che ha avuto la figlia e che si impegnerà perchè fatti del genere non succedano piu. Lei vuole, pretende giustizia, non vendetta. E questo le fa onore. E spera che qualcuno possa collaborare nel dare particolari che aiutino a ricostruire completamente la vicenda in cui è stata coinvolta la figlia. Noi siamo qua per dare solidarietà e vicinanza ai familiari di una vittima e in maniera paritaria anche alle vittime di una aggressione, che ha una caratteristica terroristica perchè rivolta in maniera indiscriminata verso persone e una caratteristica fascista e di stampo razzista, come è stata definita anche da un punto di vista giuridico dalle imputazioni. Chi semina odio raccoglie violenza. Siamo qui per opporci alla violenza e alla violenza fascista e razzista”.
L'attenzione poi si concentra sulle manifestazioni in programma nei prossimi giorni e in particolare su quella di sabato pomeriggio, dove sarebbe scesa in piazza l'Italia antifascista. Al momento, tutti gli appuntamenti sono stati cancellati dalla prefettura di Macerata. Ma Grasso esprime forti dubbi su questa scelta. “L'antifascismo è un valore fondante della nostra repubblica e della Costituzione. Penso che fare una distinzione tra una manifestazione fascista e una antifascista sia qualcosa che il nostro Stato deve fare. Dobbiamo essere capaci di distinguere. Non si può pensare che siano la stessa cosa. Capisco le preoccupazioni e le tensioni, però dobbiamo difendere i valori della nostra democrazia e della Costituzione. Le decisioni però le devono prendere le autorità responsabili dell'ordine e la sicurezza. Non si può equiparare l'antifascismo che è un valore fondante della nostra repubblica con una violenza che cerca di trovare la causa e la giustificazione con un fenomeno che nulla ha a che vedere con queste manifestazioni”.
Anche una delle più alte cariche dello Stato esprime preoccupazione per il timore di una nuova stagione di odio e vendette. “C'è preoccupazione per una tensione che si coglie nel Paese. Allora noi possiamo anche comprendere che ci sia la paura, ma non va alimentata. La paura va spiegata e accompagnata. La situazione di questi esseri umani che hanno diritto se sono rifugiati all'accoglienza e in quanto esseri umani hanno diritto all'integrazione. Alcuni di loro stavano studiano l'italiano, altri sono disponibili a lavorare e ad integrarsi. Questo è un territorio esemplare da questo punto di vista. E' assurdo che siano successe queste cose. E poi scusatemi. Vedere la bandiera italiana che avvolge una persona che spara indiscriminatamente contro delle persone inermi, fa veramente male”.
s.c.
Il presidente Grasso accolto al suo arrivo dal direttore Maccioni

Unicam presente alla Bit Milano 2018
08 Feb 2018Anche l’Università di Camerino parteciperà alla Borsa Internazionale sul turismo 2018, all’apertura della fiera, il prossimo 11 febbraio a Milano. Alla manifestazione sarà presente, oltre ad altre autorità, anche il Magnifico Rettore Prof. Claudio Pettinari.
La BIT è una storica manifestazione organizzata da Fiera Milano che dal 1980 che porta nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo e che quest’anno si svolgerà dall’11 al 13 febbraio.
L’Università di Camerino sarà rappresentata dai dottorandi Eureka della School of Advanced Studies, i quali, coordinati dalla professoressa Lucia Ruggeri, stanno svolgendo ricerche giuridiche nel settore del turismo e le cui borse di studio sono state offerte in cofinanziamento da Unicam, dalla Regione Marche e da aziende marchigiane (Contram, Go World tour Operator, Esitur, Tour 2000).
I dottorandi, nello spazio riservato ad Unicam all’interno dello stand della Regione Marche, avranno l’opportunità di presentare al pubblico i risultati delle loro ricerche tramite poster ed altro materiale informativo.
L’occasione sarà utile per evidenziare il valore della ricerca giuridica affiancata all’esperienza imprenditoriale in un settore di grande rilevanza per l’intera Regione Marche.
Questa partecipazione sarà anche utile ai fini dell’acquisizione di nuovi contatti dal mondo dell’imprenditoria turistica, nell’ottica di futuri programmi di ricerca in convenzione con l’Università di Camerino.
Alla prima giornata della BIT, col contributo di Unicam e il patrocinio gratuito del Comune di Camerino, sarà presente anche una delegazione di studenti di Camerino che svolgono attività di studio e monitoring in ambito di tutela dei diritti delle persone con disabilità e turismo accessibile, all’interno di un progetto sociale gestito dall’associazione Go 4 all.
Curioso fuori programma per un autista francese di un mezzo pesante rimasto incastrato sotto il cavalcavia della strada ferrata all'altezza del ponte di S. Antonio. Probabilmente ingannato dal navigatore, il conducente del mezzo, che doveva raggiungere un vivaio della zona, non si è avveduto della segnalazione del divieto di transito a mezzi superiori ad una determinata altezza e, così, è rimasto bloccato con il suo autocarro. Immediata la richiesta di soccorso, sul posto si è recata una pattuglia della polizia municipale che ha avvertito il carro attrezzi per la rimozione del mezzo. Non c'è stato però bisogno di ulteriori interventi, visto che l'autista è riuscito a liberare il mezzo sgonfiando i pneumatici dello stesso e riuscendo, così, a superare l'ostacolo. Fortunatamente soltanto una brutta disavventura che il transalpino difficilmente dimenticherà.

Incontro con il commissario De Micheli su decreto casette abusive: modifiche rinviate al prossimo parlamento
07 Feb 2018Una delegazione dell'associazione di terremotati "La nostra terra trema, noi no", composta da Diego Camillozzi, Carlo Chiarolla, Ludvina Cinti ed il tecnico ingegner Roberto Di Girolamo ha incontrato a palazzo Chigi il commissario alla ricostruzione onorevole Paola De Micheli, il suo staff tecnico . Al centro del colloquio il tema del decreto cosiddetto "Salva Peppina", sulla regolarizzazione delle casette abusive per i terremotati . "Usciamo dal confronto con certezze, non purtroppo sufficienti a definire il caso di specie ma comunque certezze- hanno riferito i componenti la delegazione-. Il commissario ha spiegato che essendo stato sciolto il parlamento, le norme attuali del decreto non possono essere modificate sino a quando il nuovo parlamento non si riunirà prima del prossimo 23 marzo – hanno specificato i componenti dell'associazione – è stato precisato che le norme 'Salva Peppina' sono nate stabilendo determinati criteri, stimando una casisistica di circa 300 case abusive, di cui circa 200 sono state ritenute sanabili con la nuova norma. I numeri reali invece si sono rivelati di molto superiori, il problema si è dunque spostato in ordine di grandezza". Il commissario De Micheli si è impegnata ad inserire nella relazione sullo stato della ricostruzione, che presenterà al parlamento neo-eletto a fine marzo, il problema del cosiddetto "abuso di necessità", delle persone terremotate che non hanno voluto lasciare la loro terra. "Ha affermato che investirà il nuovo parlamento del problema – hanno proseguito i componenti l'associazione – è stato sollevato anche il problema degli abusi strutturali, che impediscono la presentazione dei progetti di ricostruzione. Abbiamo presentato un documento con alcuni rilievi tecnici, che è stato apprezzato dai tecnici della struttura commissariale". Dal colloquio con l'onorevole Paola De Micheli, il gruppo de "La terra trema noi no", ha appreso del prolungamento dello stato di emergenza: "Lo stato di emergenza ci è stato detto che verrà prolungato almeno sino a fine agosto, in quanto le ordinanze di Protezione civile, non consentono di superare i sei mesi di proroga. Sono giunte rassicurazioni che l'attuale regime del contributo di autonoma sistemazione, non subirà nessuna modifica, rispetto a quello vigente. Nei centri dove la situazione non è ancora definita, saranno riaperti i termini, per la richiesta di soluzioni abitative di emergenza o per l'assegnazione degli alloggi Erap, acquisiti dalle Regioni. Continueremo ad essere vigili ed attivi, per poter giungere ad una soluzione positiva, di questo problema che incombe su tante famiglie, togliendo loro la serenità, dopo che hanno perso tutto a causa del sisma".
Sale la tensione a Macerata dopo i fatti della settimana scorsa, l'omicidio di Pamela Mastropietro e il raid di follia di Luca Traini, che con la sua pistola ha ferito sei persone di colore, seminando il panico per le vie del capoluogo. La situazione è davvero pesante, il clima è tesissimo, basta davvero poco a far accendere gli animi. Animi che si sono gia acceso ieri sera, nel cuore del centro storico di Macerata, quando un gruppo composto da una trentina di ragazzi, al grido di “fascisti carogne tornate nelle fogne”, ha lanciato fumogeni. Il blitz è durato poco, ma è solo l'antipasto di quello che potrebbe avvenire nelle prossime ore e nei prossimi giorni: oggi è arrivato a Macerata il segretario nazionale di CasaPound. Il referente nazionale del movimento di ultradestra è stato accolto da un gruppo di seguaci delle Marche, ma anche da una città blindata da presidi delle forze dell'ordine. La seconda scintilla che potrebbe scatenare gli animi è la manifestazione di Forza Nuova, in programma domani sera. Il terzo appuntamento, quello dell'Italia antifascista, era stato inizialmente fissato per sabato pomeriggio. E' invece notizia di oggi che, in seguito all'appello del sindaco di Macerata di annullare tutte le manifestazioni, Anpi, Arci, Cgil e Libera hanno deciso di cancellare l'evento di sabato. “Ero fiducioso che le forze democratiche e antifasciste avrebbero saputo ascoltare la voce della Città – ha commentato il sindaco di Macerata Romano Carancini - La decisione di sospendere la manifestazione nazionale del 10 febbraio a Macerata dimostra la sensibilità verso una comunità che intende rialzarsi e tornare a essere se stessa dopo le ferite subite. Sono pronto a fare la mia parte in una grande manifestazione unitaria nazionale a sostegno della nostra Costituzione. Infine, ho ancora speranza che tutte le altre annunciate manifestazioni in città possano essere spontaneamente annullate”. Detto che l'appuntamento di Forza Nuova è ancora confermato, per l'evento di sabato si sono invece mobilitate altre forze, che non hanno voluto rinunciare a scendere in piazza. Sono i centro sociali delle Marche, in prima linea, e altre forze anche politiche che in queste ore stanno decidendo cosa fare. Il Csa Sisma ha annunciato con una nota la sua netta posizione. “E' confermata la manifestazione nazionale contro il fascismo e il razzismo di sabato 10 febbraio a Macerata. Apprendiamo dell'annuncio della sospensione della partecipazione alla manifestazione nazionale di sabato da parte delle segreterie e delle presidenze nazionali ANPI, ARCI, CGIL e LIBERA. Ancora una presa di posizione irricevibile, quella del sindaco, che a fronte della gravità dei fatti di sabato, pone sullo stesso piano le iniziative neofasciste lanciate da quanti rivendicano l'attacco terroristico di sabato scorso e la grande manifestazione di condanna di quanto accaduto. L'unica risposta possibile a quanto accaduto sabato scorso è quella di rifiutare il clima creato ad arte per ostacolare la libera espressione del diritto di tutti i cittadini a manifestare la loro solidarietà alle vittime dell'attentato, e la loro ferma condanna di ogni manifestazione di fascismo e razzismo. Nessuno può sospendere una manifestazione che in pochissimi giorni ha ricevuto appelli, adesioni ed inviti alla partecipazione da tante realtà sociali e singoli cittadini, a livello locale, come a livello nazionale”. Intanto ieri sera, dai giardini Diaz a piazza Cesare Battisti ha sfilato il corteo con fiaccolata dal titolo “Una luce per Pamela” organizzato dall'associazione l'Esistenza Ora. Trecento persone hanno voluto dire basta alla violenza insieme alla mamma di Pamela Mastropietro. Oggi a Macerata anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in visita all'ospedale ai feriti della sparatoria di sabato scorso e al tribunale di Macerata.
Il Piano di Tutela delle acque, PTA, è uno strumento fondamentale per garantire, nel lungo periodo, un approvvigionamento idrico sostenibile e per controllare la qualità e la quantità dei corpi idrici delle Marche. Un monitoraggio che significa anche valutare la portata dei corsi d’acqua, dei livelli piezometrici negli acquiferi sotterranei, dei livelli idrici dei laghi, serbatoi, stagni del nostro territorio.
Compito della Regione è quello di perseguire questi obiettivi attraverso misure ed interventi stabiliti con legge. Compito che attualmente vede la Regione inadempiente almeno per quanto concerne la revisione del PTA. Per questo il Consigliere regionale, Sandro Bisonni, Vice Presidente della Commissione Ambiente, ha portato il caso in Consiglio regionale con una interrogazione al fine di conoscere le motivazioni di questo ritardo.
“La risorsa acqua rappresenta un fattore determinante per le nostre comunità – afferma – soprattutto in questi anni in cui assistiamo a lunghi periodi di criticità idrica. La Regione, secondo quanto deliberato dall’Assemblea legislativa doveva aver già predisposto ed approvato la revisione del PTA entro il 26 gennaio del 2016. Cosa che non è avvenuta con tutto quanto ne consegue in termini di valutazione qualitativa e quantitativa della risorsa acqua nelle Marche.”
Il primo PTA fu infatti approvato dal Consiglio il 26 gennaio del 2010 e come stabilisce la legge nazionale doveva essere revisionato entro i successivi sei anni.
“Per la revisione del Piano delle acque, la legge nazionale impone un preciso percorso amministrativo – prosegue Bisonni – che prevede il coinvolgimento di vari soggetti come il Ministero dell’Ambiente, le Autorità di bacino, le Province. Ad oggi non si hanno notizie sulla presenza di una nuova versione o revisione del PTA che doveva essere redatta da più di due anni. Credo sia fondamentale conoscere quali azioni si stiano portando avanti e soprattutto entro quale data il Piano potrà essere approvato.”
g.g.
