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«Ancora una volta siamo costretti a denunciare l’impreparazione della giunta regionale di fronte a un’epidemia che non accenna a rallentare e che, proprio per tale motivo, andrebbe affrontata con maggiore determinazione e competenza. Purtroppo, a un propagandistico e poco efficace palliativo come lo screening promosso dall’assessore Saltamartini, non è seguita una adeguata pianificazione della ben più importante campagna vaccinale, che registra oggi sconcertanti rallentamenti rispetto ad altre regioni. A dimostrarlo sono i dati impietosi pubblicati dal ministero della Salute attraverso una pagina on line costantemente aggiornata sulle vaccinazioni nelle varie regioni, dove le Marche figurano alla data del 4 gennaio al quindicesimo posto, con appena 2385 vaccini somministrati su 8975 dosi a disposizione, pari a percentuale del 26,6%. Un risultato ben lontano dal 63,3% del Lazio, dal 56% della Toscana, dal 55,6% del Veneto e dal 48,2% della Campania, regioni che peraltro devono assolvere a un fabbisogno di gran lunga maggiore di quello marchigiano».
Così i consiglieri del gruppo assembleare del Partito Democratico esprimono la loro preoccupazione per i ritardi relativi alla campagna vaccinale nelle Marche.
«È grave – continua il gruppo dem – che non ci si renda conto che ogni vaccino somministrato è una vita in più messa al sicuro. Si poteva e si doveva fare di più. Per esempio, non si comprende perché la Regione Marche abbia deciso di non coinvolgere nella campagna vaccinale anche i Comuni e i medici di famiglia, che avrebbero certamente potuto dare un contributo significativo nell’accelerare la somministrazione».
«Così facendo – spiega il capogruppo Maurizio Mangialardi - non solo si gioca con la salute delle persone, ma si vanificano i tanti e dolorosi sacrifici fatti dai marchigiani. Il rischio è quello di perdere le opportunità offerte dal rimbalzo economico previsto nel 2021, condannando in particolare comparti come quello del turismo, che dopo la disastrosa stagione scorsa potrebbe subire una nuova penalizzazione, con il nostro territorio reso meno competitivo a causa delle mancate condizioni di sicurezza sanitaria. Tutto ciò, però, non sembra preoccupare né il presidente Acquaroli né l’assessore Saltamartini, che con placida inerzia, la stessa posta nell'affrontare in maniera fallimentare il tema della ripresa scolastica, non sembrano curarsi troppo dell’inesorabile avvicinarsi del baratro».
Così i consiglieri del gruppo assembleare del Partito Democratico esprimono la loro preoccupazione per i ritardi relativi alla campagna vaccinale nelle Marche.
«È grave – continua il gruppo dem – che non ci si renda conto che ogni vaccino somministrato è una vita in più messa al sicuro. Si poteva e si doveva fare di più. Per esempio, non si comprende perché la Regione Marche abbia deciso di non coinvolgere nella campagna vaccinale anche i Comuni e i medici di famiglia, che avrebbero certamente potuto dare un contributo significativo nell’accelerare la somministrazione».
«Così facendo – spiega il capogruppo Maurizio Mangialardi - non solo si gioca con la salute delle persone, ma si vanificano i tanti e dolorosi sacrifici fatti dai marchigiani. Il rischio è quello di perdere le opportunità offerte dal rimbalzo economico previsto nel 2021, condannando in particolare comparti come quello del turismo, che dopo la disastrosa stagione scorsa potrebbe subire una nuova penalizzazione, con il nostro territorio reso meno competitivo a causa delle mancate condizioni di sicurezza sanitaria. Tutto ciò, però, non sembra preoccupare né il presidente Acquaroli né l’assessore Saltamartini, che con placida inerzia, la stessa posta nell'affrontare in maniera fallimentare il tema della ripresa scolastica, non sembrano curarsi troppo dell’inesorabile avvicinarsi del baratro».
E’ stato siglato ieri un protocollo d’Intesa che prevede concrete collaborazioni per attività di carattere culturale, formativo e progettuale, tra il comune di San Ginesio e l’Università di Camerino: il sindaco Giuliano Ciabocco e il Magnifico Rettore Claudio Pettinari hanno firmato l’accordo nella residenza municipale.
In particolare, come citato nell’art. 1 del documento sottoscritto “le Parti, al fine di una migliore realizzazione dei rispettivi fini istituzionali, riconoscono l'interesse comune a mantenere e sviluppare proficui rapporti di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di formazione e di ricerca, sviluppo tecnologico ed innovazione”.
Tra le attività che potranno essere sviluppate, ci sono l’attivazione di collaborazioni culturali, sportive, scientifiche e/o didattiche su temi specifici di comune interesse; l’organizzazione di convegni e seminari; la promozione di tirocini formativi, di orientamento e di altre attività didattiche e divulgative; l’eventuale messa a disposizione di borse di studio per progetti culturali ad hoc; e l’eventuale possibilità di mettere a disposizione uno spazio gratuito informativo/promozionale per l’Ateneo in particolari eventi organizzati dal Comune, oltrechè la possibilità di partecipare in progetti nell’ambito di bandi che vedano il coinvolgimento di più enti.
“Questo Protocollo di Intesa- dichiara il sindaco Ciabocco – segna un importante traguardo verso quel percorso di “rinascita culturale”del borgo che non può non includere la vitalità dell’Ateneo camerte quale realtà tra le piu' interessanti ed innovative in ambito nazionale. Con i suoi quasi 700 anni di storia, l’università di Camerino ha la forza e lo slancio per evolversi continuamente ed affrontare le sfide del tempo pur rimanendo sempre fedele a se stessa, ai propri valori, alla propria lunga tradizione.”
All’inizio del mio mandato rettorale, - afferma il Rettore Unicam Pettinari - ho scelto simbolicamente l’hashtag #universitas per caratterizzare la politica universitaria che avremmo intrapreso come governance. Nella sua accezione più ampia, l’universitas è un insieme, una totalità di azioni da intraprendere, da condividere. Unicam è da sempre #universitas e ne sono un esempio le azioni di terza missione che stiamo intraprendendo e portando avanti, come il protocollo appena siglato. Il sapere, la conoscenza, non possono rimanere chiusi nella turris aeburnea di aule e laboratori, deve essere trasferita in primis attraverso la didattica agli studenti, ma deve anche trovare concreta applicazione nel sostegno allo sviluppo di territori, enti ed istituzioni con i quali si possa collaborare. E’ solo collaborando tutti insieme, infatti, che si possono vincere le sfide che siamo chiamati ad affrontare, per il benessere ed il progresso di questa società. Sono certo che la collaborazione con il comune di San Ginesio sarà vivace e fattiva e porterà ben presto a risultati concreti.”
In particolare, come citato nell’art. 1 del documento sottoscritto “le Parti, al fine di una migliore realizzazione dei rispettivi fini istituzionali, riconoscono l'interesse comune a mantenere e sviluppare proficui rapporti di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di formazione e di ricerca, sviluppo tecnologico ed innovazione”.
Tra le attività che potranno essere sviluppate, ci sono l’attivazione di collaborazioni culturali, sportive, scientifiche e/o didattiche su temi specifici di comune interesse; l’organizzazione di convegni e seminari; la promozione di tirocini formativi, di orientamento e di altre attività didattiche e divulgative; l’eventuale messa a disposizione di borse di studio per progetti culturali ad hoc; e l’eventuale possibilità di mettere a disposizione uno spazio gratuito informativo/promozionale per l’Ateneo in particolari eventi organizzati dal Comune, oltrechè la possibilità di partecipare in progetti nell’ambito di bandi che vedano il coinvolgimento di più enti.
“Questo Protocollo di Intesa- dichiara il sindaco Ciabocco – segna un importante traguardo verso quel percorso di “rinascita culturale”del borgo che non può non includere la vitalità dell’Ateneo camerte quale realtà tra le piu' interessanti ed innovative in ambito nazionale. Con i suoi quasi 700 anni di storia, l’università di Camerino ha la forza e lo slancio per evolversi continuamente ed affrontare le sfide del tempo pur rimanendo sempre fedele a se stessa, ai propri valori, alla propria lunga tradizione.”
All’inizio del mio mandato rettorale, - afferma il Rettore Unicam Pettinari - ho scelto simbolicamente l’hashtag #universitas per caratterizzare la politica universitaria che avremmo intrapreso come governance. Nella sua accezione più ampia, l’universitas è un insieme, una totalità di azioni da intraprendere, da condividere. Unicam è da sempre #universitas e ne sono un esempio le azioni di terza missione che stiamo intraprendendo e portando avanti, come il protocollo appena siglato. Il sapere, la conoscenza, non possono rimanere chiusi nella turris aeburnea di aule e laboratori, deve essere trasferita in primis attraverso la didattica agli studenti, ma deve anche trovare concreta applicazione nel sostegno allo sviluppo di territori, enti ed istituzioni con i quali si possa collaborare. E’ solo collaborando tutti insieme, infatti, che si possono vincere le sfide che siamo chiamati ad affrontare, per il benessere ed il progresso di questa società. Sono certo che la collaborazione con il comune di San Ginesio sarà vivace e fattiva e porterà ben presto a risultati concreti.”
Mettere a disposizione dei malati o dei familiari in quarantena, le Soluzioni abitative di emergenza di Ussita rimaste libere a seguito del decesso degli assegnatari. E' la proposta che la Capogruppo di minoranza Monica Pierdomenico ha fatto al sindaco Silvia Bernardini,a seguito dei casi di positività al Covid 19 rilevati nel Comune montano. "In assenza di strutture alberghiere,Ussita potrebbe arginare il diffondersi del contagio anche attraverso il supporto degli unici due B&B presenti sul territorio- aggiunge Monica Pierdomenico-. La situazione di convivenza tra chi è contagiato e chi non lo è, in strutture ristrette di pochi metri, non è sicuramente delle migliori, soprattutto dal punto di vista igienico sanitario. Credo quindi che malati o familiari in quarantena abbiano bisogno di spazi diversi che rendano quantomeno più agevole il vivere quotidiano. Un utile supporto in questo senso, potrebbero fornirlo anche i due B&B di Ussita. Sulla proposta che potrebbe essere magari replicata anche in altri comuni - conclude la Capogruppo di minoranza-, attendiamo ora una valutazione e una risposta del primo cittadino di Ussita".
c.c.
c.c.
A fare chiarezza sull’eventualità di realizzare un forno crematorio al cimitero di Tolentino è il sindaco Giuseppe Pezzanesi, dopo le posizioni espresse dalla minoranza.
“Si tratta di un documento di intenti – dice in merito alla delibera approvata durante l’ultimo consiglio comunale - per l’eventuale creazione di un progetto che possa prevedere un forno crematorio al cimitero di Tolentino dove c'è un'area che si presta perfettamente e che non è in centro, come qualcuno vuol fare intendere. Si trova in campagna, sopra alla ferrovia. È una assurdità dire che si trova in centro: sarebbe come affermare che il cimitero è stato fatto a ridosso delle mura cittadine”.
Quindi entra nella questione dell’inquinamento, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa sugli avversari politici: “Chi dice che questo forno danneggerà la salute dei cittadini di Tolentino – attacca - è figlio di quei partiti che a Tolentino hanno voluto la discarica del Cosmari in una zona franosa che ancora non è stata bonificata e che è costata alla collettività un milione e 600 mila euro.
Questi partiti, che hanno già fatto danni importanti e che hanno governato Tolentino per tanti anni, oggi affermano, su una dichiarazione di intenti, che noi andiamo a mettere a repentaglio la salute dei cittadini.
La prima cosa che abbiamo scritto nella delibera – chiarisce il sindaco - è che qualora questo impianto fosse nocivo alla salute e non abbia le caratteristiche di sicurezza che pretendiamo, non sarà mai fatto. E se ci fossero ancora questioni da valutare lo faremo insieme ai cittadini. Aggiungo io stesso che se ci dovesse essere un problema di carattere strutturale in merito al luogo che abbiamo pensato come sede, siamo disponibili a discuterne, come ci è stato chiesto dalle minoranze in consiglio comunale”.
Poi il primo cittadino risponde al dubbio che riguarda il bacino di utenza che andrebbe a servire il forno crematorio. Il Pd si chiede infatti che senso abbia realizzarlo in una città che conta meno di 5 cremazioni all’anno, ritenendo che, se dovesse servire all’intera Regione, non dovrebbe essere il Comune a deciderne la realizzazione.
“Nelle Marche ci sono due impianti crematori – risponde Pezzanesi - : uno a Fano e l’altro a San Benedetto del Tronto. Le amministrazioni che li hanno realizzati dovrebbero essere di centrosinistra. È strano un partito che, se governa ragiona in un modo, e quando si trova all’opposizione ragiona in un altro. Se il forno venisse realizzato dovrà diventare una struttura a servizio della comunità e dei territori molto vicini, non certamente servire la regione o il centro Italia.
Un forno crematorio si regge e funziona in base al regolamento che viene dato e al servizio che intende fare. Se lo realizzeremo sarà per la nostra popolazione e poco di più, perché altrimenti dovremmo progettare un impianto più grande di quello che abbiamo pensato.
La nostra intenzione è quella di guardare al futuro: nel Nord Europa viene utilizzata questa pratica per più del 60% delle tumulazioni. In Italia arriviamo sempre in ritardo con una demonizzazione preventiva. O si cambierà rotta in tema di tumulazioni o bisognerà trovare più spazio per i cimiteri.
A Tolentino – conclude - stanno raccogliendo le firme su un argomento che non è stato nemmeno affrontato”.
GS
“Si tratta di un documento di intenti – dice in merito alla delibera approvata durante l’ultimo consiglio comunale - per l’eventuale creazione di un progetto che possa prevedere un forno crematorio al cimitero di Tolentino dove c'è un'area che si presta perfettamente e che non è in centro, come qualcuno vuol fare intendere. Si trova in campagna, sopra alla ferrovia. È una assurdità dire che si trova in centro: sarebbe come affermare che il cimitero è stato fatto a ridosso delle mura cittadine”.
Quindi entra nella questione dell’inquinamento, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa sugli avversari politici: “Chi dice che questo forno danneggerà la salute dei cittadini di Tolentino – attacca - è figlio di quei partiti che a Tolentino hanno voluto la discarica del Cosmari in una zona franosa che ancora non è stata bonificata e che è costata alla collettività un milione e 600 mila euro.
Questi partiti, che hanno già fatto danni importanti e che hanno governato Tolentino per tanti anni, oggi affermano, su una dichiarazione di intenti, che noi andiamo a mettere a repentaglio la salute dei cittadini.
La prima cosa che abbiamo scritto nella delibera – chiarisce il sindaco - è che qualora questo impianto fosse nocivo alla salute e non abbia le caratteristiche di sicurezza che pretendiamo, non sarà mai fatto. E se ci fossero ancora questioni da valutare lo faremo insieme ai cittadini. Aggiungo io stesso che se ci dovesse essere un problema di carattere strutturale in merito al luogo che abbiamo pensato come sede, siamo disponibili a discuterne, come ci è stato chiesto dalle minoranze in consiglio comunale”.
Poi il primo cittadino risponde al dubbio che riguarda il bacino di utenza che andrebbe a servire il forno crematorio. Il Pd si chiede infatti che senso abbia realizzarlo in una città che conta meno di 5 cremazioni all’anno, ritenendo che, se dovesse servire all’intera Regione, non dovrebbe essere il Comune a deciderne la realizzazione.
“Nelle Marche ci sono due impianti crematori – risponde Pezzanesi - : uno a Fano e l’altro a San Benedetto del Tronto. Le amministrazioni che li hanno realizzati dovrebbero essere di centrosinistra. È strano un partito che, se governa ragiona in un modo, e quando si trova all’opposizione ragiona in un altro. Se il forno venisse realizzato dovrà diventare una struttura a servizio della comunità e dei territori molto vicini, non certamente servire la regione o il centro Italia.
Un forno crematorio si regge e funziona in base al regolamento che viene dato e al servizio che intende fare. Se lo realizzeremo sarà per la nostra popolazione e poco di più, perché altrimenti dovremmo progettare un impianto più grande di quello che abbiamo pensato.
La nostra intenzione è quella di guardare al futuro: nel Nord Europa viene utilizzata questa pratica per più del 60% delle tumulazioni. In Italia arriviamo sempre in ritardo con una demonizzazione preventiva. O si cambierà rotta in tema di tumulazioni o bisognerà trovare più spazio per i cimiteri.
A Tolentino – conclude - stanno raccogliendo le firme su un argomento che non è stato nemmeno affrontato”.
GS
Impianti sciistici, Tosoroni: "Non salveremo comunque la stagione. Ci dicano una data certa"
05 Gen 2021
Montagne innevate, ma gli impianti sciistici restano chiusi. È la beffa che sono costrette a sopportare le attività legate al turismo invernale che sull'Appennino non vedevano così tanta coltre bianca da tanti anni.
Nonostante si parli di una possibile apertura per il 18 gennaio, Maurizio Tosoroni, direttore di Sarnano Neve, non racconta comunque una situzione rosea: "È stata una stagione con tanta neve e tanto sole durante le festività, come non capitava da anni. Normlmente, nel periodo tra il 23 dicembre ed il 7 gennaio, avremmo registrato oltre il 75% degli incassi della stagione intera".
È consapevole che comunque non sarà una stagione coe le altre Tosoroni: "Ci rendiamo conto che l'apertura del 18 gennaio non è altro che un'ipotesi, perchè non ci sono conferme e nemmeno le condizioni in cui eventualmente si potrebbe aprire. Ammesso che sia il 18, è comunque un lunedì, con le scuole chiuse, è infrasettimanale, e non vedo come si potrebbe lavorare. Per di più c'è il rischio che nei weekend ci siano ulteriori restrizioni. Mi viene il dubbio che questo sia solo un modo per non concedere i ristori a questo settore.
Ormai la stagione è compromessa - ammette il direttore - e i costi li abbiamo comunque sostenuti per preparare le piste. Quello che chiediamo è che ci sia una data certa e che ci venga comunicata in anticipo: non si può pensare di aprire un impianto come il nostro dall'oggi al domani. Se anche quest'anno non potremo aprire ce lo dicano subito perchè noi siamo già al lavoro per la battitura delle piste e se l'apertura dovesse slittare questo sarebbe un ulteriore spreco di forze e di denaro".
La chiusura in questa stagione si aggiunge alle difficoltà che gli impianti si portano dietro già da marzo scorso: "Lo scorso anno c'è stata poca neve - dice - , abbiamo lavorato solo con quella artificiale. Quando è arrivata prima di Pasqua siamo andati in lockdown e con questo stop siamo fermi per la seconda stagione".
GS


Nonostante si parli di una possibile apertura per il 18 gennaio, Maurizio Tosoroni, direttore di Sarnano Neve, non racconta comunque una situzione rosea: "È stata una stagione con tanta neve e tanto sole durante le festività, come non capitava da anni. Normlmente, nel periodo tra il 23 dicembre ed il 7 gennaio, avremmo registrato oltre il 75% degli incassi della stagione intera".
È consapevole che comunque non sarà una stagione coe le altre Tosoroni: "Ci rendiamo conto che l'apertura del 18 gennaio non è altro che un'ipotesi, perchè non ci sono conferme e nemmeno le condizioni in cui eventualmente si potrebbe aprire. Ammesso che sia il 18, è comunque un lunedì, con le scuole chiuse, è infrasettimanale, e non vedo come si potrebbe lavorare. Per di più c'è il rischio che nei weekend ci siano ulteriori restrizioni. Mi viene il dubbio che questo sia solo un modo per non concedere i ristori a questo settore.
Ormai la stagione è compromessa - ammette il direttore - e i costi li abbiamo comunque sostenuti per preparare le piste. Quello che chiediamo è che ci sia una data certa e che ci venga comunicata in anticipo: non si può pensare di aprire un impianto come il nostro dall'oggi al domani. Se anche quest'anno non potremo aprire ce lo dicano subito perchè noi siamo già al lavoro per la battitura delle piste e se l'apertura dovesse slittare questo sarebbe un ulteriore spreco di forze e di denaro".
La chiusura in questa stagione si aggiunge alle difficoltà che gli impianti si portano dietro già da marzo scorso: "Lo scorso anno c'è stata poca neve - dice - , abbiamo lavorato solo con quella artificiale. Quando è arrivata prima di Pasqua siamo andati in lockdown e con questo stop siamo fermi per la seconda stagione".
GS


La giunta regionale si è confrontata in merito all’andamento epidemiologico nelle Marche e, anche a seguito della concertazione avuta dall’assessore all’istruzione con il mondo della scuola, ha deciso di far proseguire la didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, al 100% fino al 31 gennaio.
Per questo il Presidente della giunta regionale, Francesco Acquaroli, emanerà domani, martedì 5, un’ordinanza che formalizza questa decisione, assunta allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus e garantire quanto più possibile la salute e la sicurezza dei cittadini e la tenuta delle strutture ospedaliere.
Il provvedimento entrerà in vigore il 7 gennaio e disporrà che le istituzioni scolastiche di secondo grado continuino a svolgere le lezioni tramite il ricorso alla didattica a distanza al 100%. Restano garantite in presenza le attività laboratoriali e quelle per alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. La giunta si riserva comunque la possibilità di revoca o modifiche del provvedimento sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica regionale.
Il provvedimento entrerà in vigore il 7 gennaio e disporrà che le istituzioni scolastiche di secondo grado continuino a svolgere le lezioni tramite il ricorso alla didattica a distanza al 100%. Restano garantite in presenza le attività laboratoriali e quelle per alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. La giunta si riserva comunque la possibilità di revoca o modifiche del provvedimento sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica regionale.
Cade in bici: 13enne trasportato a Torrette
04 Gen 2021
Un giovane maceratese di 13 anni è stato trasportato oggi pomeriggio all'ospedale di Ancona Torrette per un trauma facciale. Intorno alle 14 e 30 il ragazzo è caduto mentre girava in bicicletta per una delle vie secondarie della città, vicino a via Medaglie d'Oro.
Puntuale l'intervento dei sanitari del 118 che, dopo le prime cure, hanno allertato l'eliambulanza per il trasferimento verso Torrette viste le ferite al volto del giovane.
red.
Puntuale l'intervento dei sanitari del 118 che, dopo le prime cure, hanno allertato l'eliambulanza per il trasferimento verso Torrette viste le ferite al volto del giovane.
red.
La Festa del Torrone in streaming: lo impongono le regole anti contagio, e così, invece che in presenza, la festa andrà in diretta sulla pagina Facebook “Camerino Meraviglia” il prossimo 6 gennaio, dalle ore 17,30.
La città non rinuncia al tradizionale appuntamento: la novità sarà l’assegnazione della prima denominazione Comunale d’Origine a Camerino, la De.CO, al torrone. Un riconoscimento che ne attesterà la qualità e lo stato di specialità tipica del territorio. All’Auditorium Benedetto XIII sarà ospite anche l’Accademia della cucina italiana, oltre alla musica dei Filarmonici Camerti.
L’assessora Giovanna Sartori commenta: “Diciamo che l’intento di quest’anno, viste le restrizioni, è stato proprio quello di non far rinunciare la cittadinanza agli appuntamenti che sono entrati un po’ nella tradizione delle nostre feste natalizie. Così, non potendo uscire, attraverso i computer e gli eventi in streaming siamo riusciti a sentirci comunque un po’ più vicini”.
Il professore di Unicam Gianni Sagratini responsabile del corso di Scienze gastronomiche e il dottor Piergiorgio Angelini, accademico della cucina italiana, approfondiranno storia e curiosità del torrone, un dolce tipico del Natale, ma realizzato tutto l’anno in diverse parti d’Italia.
Red.
La città non rinuncia al tradizionale appuntamento: la novità sarà l’assegnazione della prima denominazione Comunale d’Origine a Camerino, la De.CO, al torrone. Un riconoscimento che ne attesterà la qualità e lo stato di specialità tipica del territorio. All’Auditorium Benedetto XIII sarà ospite anche l’Accademia della cucina italiana, oltre alla musica dei Filarmonici Camerti.
L’assessora Giovanna Sartori commenta: “Diciamo che l’intento di quest’anno, viste le restrizioni, è stato proprio quello di non far rinunciare la cittadinanza agli appuntamenti che sono entrati un po’ nella tradizione delle nostre feste natalizie. Così, non potendo uscire, attraverso i computer e gli eventi in streaming siamo riusciti a sentirci comunque un po’ più vicini”.
Il professore di Unicam Gianni Sagratini responsabile del corso di Scienze gastronomiche e il dottor Piergiorgio Angelini, accademico della cucina italiana, approfondiranno storia e curiosità del torrone, un dolce tipico del Natale, ma realizzato tutto l’anno in diverse parti d’Italia.
Red.
Polemiche a Fabriano, FdI: "Il Sindaco non rispetta le regole del suo Governo, si dimetta".
04 Gen 2021
Polemiche a Fabriano: la positività al Coronavirus del primo cittadino Gabriele Santarelli, che lui stesso aveva comunicato tramite i suoi account social lo scorso 26 dicembre, ha sollevato un vespaio. La minoranza targata Fratelli d’Italia, in una nota firmata da Ennio Mezzopera e Giancarlo Pellacchia, accusa il sindaco di aver partecipato a una grigliata, infrangendo le regole anti contagio. FdI ne invoca le dimissioni ad avvenuta guarigione.
Nella nota si legge: “Quella che era una chiacchiera che girava da giorni ha trovato conferma. Restiamo sconcertati nell’apprendere che il primo cittadino, Gabriele Santarelli, abbia contravvenuto così alle regole imposte dal “proprio” governo infischiandosene dei rischi derivanti da assembramenti come quello descritto.
Ma la cosa che secondo noi è più rilevante di tutte è il fatto che abbia spudoratamente mentito a tutta la cittadinanza da lui rappresentata, se è grave aver partecipato ad una manifestazione vietata, è gravissimo aver sostenuto di non sapere come fosse stato possibile per lui aver contratto il virus, dal momento che era stato “super attento” e non capendo come possa essere entrato in contatto con un positivo. Certo, una grigliata con circa 30 persone. Avremmo tutti difficoltà a capire come potessimo aver preso un virus! Il virus del Covid-19, come ben si sa, rifugge tali manifestazioni essendo allergico alla salsiccia grigliata che funge a mo’ di zampirone!
Ora, vista la situazione, riteniamo sia il caso di ritornare seri ed auguriamo sinceramente a tutte le persone coinvolte in questa sciagurata vicenda una pronta guarigione.
Una volta che il Sindaco sarà nuovamente negativo, ci aspettiamo un evento “positivo” per la città intera: le sue dimissioni”.
Red.
Nella nota si legge: “Quella che era una chiacchiera che girava da giorni ha trovato conferma. Restiamo sconcertati nell’apprendere che il primo cittadino, Gabriele Santarelli, abbia contravvenuto così alle regole imposte dal “proprio” governo infischiandosene dei rischi derivanti da assembramenti come quello descritto.
Ma la cosa che secondo noi è più rilevante di tutte è il fatto che abbia spudoratamente mentito a tutta la cittadinanza da lui rappresentata, se è grave aver partecipato ad una manifestazione vietata, è gravissimo aver sostenuto di non sapere come fosse stato possibile per lui aver contratto il virus, dal momento che era stato “super attento” e non capendo come possa essere entrato in contatto con un positivo. Certo, una grigliata con circa 30 persone. Avremmo tutti difficoltà a capire come potessimo aver preso un virus! Il virus del Covid-19, come ben si sa, rifugge tali manifestazioni essendo allergico alla salsiccia grigliata che funge a mo’ di zampirone!
Ora, vista la situazione, riteniamo sia il caso di ritornare seri ed auguriamo sinceramente a tutte le persone coinvolte in questa sciagurata vicenda una pronta guarigione.
Una volta che il Sindaco sarà nuovamente negativo, ci aspettiamo un evento “positivo” per la città intera: le sue dimissioni”.
Red.
“I sindaci sono la voce del territorio”: questo il motivo che ha spinto l’Onorevole Marchetti, leader di Lega Marche a scegliere Enrico Rossi, sindaco di Cartoceto, per l’interlocuzione Regione – Enti locali e Renzo Marinelli, già sindaco di Castelraimondo, come capogruppo in Consiglio Regionale. Un incarico parallelo alla Prima Commissione consiliare Affari Istituzionali, Cultura, Istruzione, Programmazione e Bilancio.
Il leader di Lega Marche Marchetti ha commentato la scelta: “I sindaci sono la voce del territorio e la Lega ha scelto due di loro per coordinare due settori importanti della politica di territorio. Renzo Marinelli è un uomo di sintesi e autorevolezza, doti indispensabili per un capogruppo. L’esperienza maturata negli anni nella condivisione di obiettivi strategici per il rilancio dell’entroterra terremotato e la capacità di allargare i confini della programmazione amministrativa oltre la gestione quotidiana, sono un bagaglio di competenze che si rivelerà di fondamentale utilità anche in questo nuovo incarico. Enrico Rossi rappresenta la nuova generazione dei sindaci dei piccoli comuni: è anche al lavoro degli amministratori locali che si deve un elevato indice di qualità della vita. Sono certo che saprà essere stimolo e collante per i colleghi delle varie istituzioni”.
Una nomina accolta con entusiasmo dal nuovo capogruppo, Renzo Marinelli: “Un incarico importante, di responsabilità, che spero di svolgere al meglio. La mia attività sarà quella di coordinatore del gruppo, di raccordo con le altre forze politiche, con il Presidente, con la Giunta. È un ruolo che mi permetterà di entrare un po' su tutti gli argomenti e mi auguro di poter essere incisivo. Sicuramente dobbiamo avere una visione d’insieme di tutta la Regione, però poi ognuno conosce i bisogni della propria zona di provenienza e cercherà in tutti i modi di poterne portare avanti le esigenze: rappresentiamo anche dei territori particolari, ognuno deve in qualche modo portarne le istanze”.
Red.
Il leader di Lega Marche Marchetti ha commentato la scelta: “I sindaci sono la voce del territorio e la Lega ha scelto due di loro per coordinare due settori importanti della politica di territorio. Renzo Marinelli è un uomo di sintesi e autorevolezza, doti indispensabili per un capogruppo. L’esperienza maturata negli anni nella condivisione di obiettivi strategici per il rilancio dell’entroterra terremotato e la capacità di allargare i confini della programmazione amministrativa oltre la gestione quotidiana, sono un bagaglio di competenze che si rivelerà di fondamentale utilità anche in questo nuovo incarico. Enrico Rossi rappresenta la nuova generazione dei sindaci dei piccoli comuni: è anche al lavoro degli amministratori locali che si deve un elevato indice di qualità della vita. Sono certo che saprà essere stimolo e collante per i colleghi delle varie istituzioni”.
Una nomina accolta con entusiasmo dal nuovo capogruppo, Renzo Marinelli: “Un incarico importante, di responsabilità, che spero di svolgere al meglio. La mia attività sarà quella di coordinatore del gruppo, di raccordo con le altre forze politiche, con il Presidente, con la Giunta. È un ruolo che mi permetterà di entrare un po' su tutti gli argomenti e mi auguro di poter essere incisivo. Sicuramente dobbiamo avere una visione d’insieme di tutta la Regione, però poi ognuno conosce i bisogni della propria zona di provenienza e cercherà in tutti i modi di poterne portare avanti le esigenze: rappresentiamo anche dei territori particolari, ognuno deve in qualche modo portarne le istanze”.
Red.
