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Cresce il numero dei contagiati alla casa di riposo “Porcelli” di Tolentino. Lo fa sapere il Comune, con una comunicazione del sindaco Giuseppe Pezzanesi, dopo un confronto con i vertici della struttura. Su 86 ospiti 60 risultano positivi al Coronavirus. Numeri preoccupanti, anche in virtù del fatto che tra i contagiati risultano 5 infermieri, tra cui la Responsabile del Coordinamento dei Nuclei, e 2 non disponibili a cui si aggiungono 6 Oss e uno in isolamento.

Per quello che riguarda gli ospiti, a parte otto casi sintomatici, nessuno con particolari condizioni critiche, gli altri sono asintomatici e in buone condizioni. Solo una paziente è stata ricoverata per essere gestita in maniera adeguata presso una struttura Covid. Dati comunque da confermare grazie tamponi molecolari che verranno effettuati il 5 gennaio 2021, così come predisposto dal distretto sanitario di Macerata.

Il sindaco Pezzanesi ha commentato: “Si continua a lavorare con grande dedizione per garantire la necessaria attività sanitaria: grazie alla collaborazione di tutti riusciamo a garantire la copertura di tutti i turni. I nostri sforzi sono protesi a contenere il diffondersi del virus. In tempi record abbiamo attrezzato un’area riservata dove poter sistemare e seguire le persone risultate positive, evitando il contatto diretto con tutte le altre. Grazie alla collaborazione dell’Asur continuiamo ad operare con l’intento di erogare servizi di qualità in grado di assicurare un alto grado di benessere psicofisico a tutti gli ospiti”.

Il primo cittadino, vista la carenza del personale dovuta al contagio, ha chiesto al Prefetto l’intervento del personale sanitario militare. Dopo aver sentito la responsabile dell’Asur, la richiesta è stata inoltrata all’Esercito.

Red.
Solo qualche giorno di attesa e si conoscerà il nome della nuovissima passerella sul fiume Chienti, realizzata nel comune di Muccia quale opera complementare di collegamento tra le due aree SAE Piani di Giove e Varano e la zona commerciale. Finanziati dalla Protezione Civile, i lavori per la realizzazione del ponte si sono conclusi lo scorso dicembre.
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Ogni ponte che si rispetti deve avere un nome ma trovarne uno adatto ed originale, non è così facile.
L’amministrazione comunale, ha così deciso di coinvolgere chi in fatto di fantasia e originalità non ha rivali: i bambini. Grazie alla collaborazione delle insegnanti della scuola primaria "De Amicis" di Muccia, ogni piccolo  studente ha realizzato il disegno del "suo" ponte e lo ha battezzato secondo la sua fantasia. Come prevedibile, ne sono usciti tanti piccoli capolavori. I bambini non si sono di certo risparmiati nell’aderire con entusiasmo alla proposta, sfornando un bel numero di disegni e tanti nomi, dai più classici ai più bizzarri. A questo punto la palla passa ai cittadini. A Muccia, dai più grandi ai più piccoli abitanti, tutti potranno votare e far vincere il nome che preferiscono, facendolo diventare quello ufficiale. Le “urne” sono aperte fino al 6 gennaio: basterà inserire il biglietto con su scritta la propria preferenza, all'interno della cassettina che è stata affissa sul parapetto del ponte sul Chienti insieme a tutti i disegni.

IMG 20210103 WA0003Il primo ad augurarsi di trovare tanti biglietti è il sindaco Mario Baroni: “In primo luogo la passerella è stata voluta dall’amministrazione per rendere sicuro il tragitto che compiono le persone per spostarsi nelle diverse aree Sae o per andare a fare la spesa nella postazione fissa del centro commerciale o nell’area di acquisti provvisoria delle Sape, evitando l’attraversamento pedonale alquanto rischioso e pericoloso della statale 77. Nel dare un nome a questa struttura di collegamento- continua baroni- abbiamo voluto coinvolgere le scuole e siamo contenti dell’apprezzamento e del favore col quale è stata accolta questa iniziativa. E’ significativo che il nuovo anno inizi con questo segno di unione, simboleggiato dal ponte e dallo stesso contributo della cittadinanza. Chi passerà dal ponte potrà dunque vedere i tanti disegni affissi sul parapetto,insieme alle indicazioni dei nomi usciti dalla fantasia dei  bambini. L'invito a tutti è a votare il nome che si preferisce.  E il 7 gennaio potremo conoscere come sarà destinata a chiamarsi la nostra passerella. L'augurio è che il 2021 sia davvero l'anno della ripartenza e della rinascita - conclude il sindaco di Muccia-. Il senso di questa iniziativa è rendere partecipe l’intera comunità che,oggi più che mai,ha bisogno di sentirsi unita”.
c.c.
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Il caso di positività al Covid-19 rilevato il 1 gennaio 2021 su un consigliere partecipante al Consiglio Comunale svolto in presenza nel Comune di Sarnano, ha motivato il Capogruppo consigliare della minoranza Giacomo Piergentili a inviare opportuna segnalazione all’Asur Av3, alle Forze dell’Ordine, nonché alla Prefettura e Questura. Sulla base del principio precauzionale da Covid-19, Piergentili auspica ora che vengano prese le opportune misure atte a limitare e scongiurare ulteriori possibili contagi.

“Quale consigliere comunale, sin dalla fase del post look down nella primavera scorsa- scrive Giacomo Piergentili- avevo espresso molti dubbi sul fatto che nel comune di Sarnano i consigli comunali si svolgessero in presenza presso l’aula consiliare e non in remoto, come molti altri comuni avevano iniziato a fare. A tal proposito, il 22.06.2020 sottoposi la problematica per iscritto con email a S.E. il Prefetto.

In piena seconda fase pandemica- continua il consigliere dell'opposizione- la stessa segnalazione fu fatta alcuni giorni prima del consiglio comunale del 27.11.2020, convocato sempre in presenza, rivolgendomi per via telefonica al Dr. Guarino della Prefettura di Macerata, il quale, dopo avere ben approfondito i diversi provvedimenti anti Covid, mi informò comunicandomi che la norma prevedeva solo la raccomandazione di svolgere riunioni istituzionali in remoto, tra cui anche i consigli comunali, ma non ne prevedeva l’obbligo, anche se la strada dello svolgimento a distanza era ormai seguita da quasi tutti gli enti.

Nello stesso consiglio del 27.11.2020- prosegue Piergentili- all’inizio dello svolgimento dei lavori, ebbi modo di interrompere il Presidente proprio per chiedere il rispetto delle norme anticovid, soprattutto nell’indossare bene le mascherine e rispettando minimali distanze essendo posizionati ben quattro persone, il vice-sindaco, il Sindaco, la segretaria e la sua vice in un tavolo che prevede tre soli posti, con la vice-segretaria appoggiata di lato al tavolo.

Durante i lavori di quel consiglio il gruppo di opposizione scelse di non fare interventi proprio per ridurre il più possibile la presenza nell’aula.

Arriviamo al consiglio convocato, sempre in presenza, per il 30.12.2020. La convocazione, con nostra sorpresa, prevede ben dieci punti all’ordine del giorno. I lavori iniziano alle 18.00 e terminano dopo tre ore di permanenza circa nella sala consiliare, con la presenza di quindici persone, dodici componenti l’assemblea consiliare, due dirigenti ed un cittadino, più un agente della polizia locale, che assiste i lavori consiliari e staziona all’ingresso della sala nella parte che comunica con l’ufficio del sindaco.
Di consuetudine e, come effettuato quella sera, l’accesso dei consiglieri alla sala delle adunate avviene in due modi: i consiglieri di opposizione accedono nell’aula dalla parte del pubblico e quelli di maggioranza passando dall’ufficio del sindaco ed entrano insieme al momento dell’inizio dei lavori con il Sindaco-Presidente.

I tavoli dei consiglieri formano un ferro di cavallo verso il pubblico, che ha di fronte i tre tavoli del Sindaco-Presidente, il suo vice e la segretaria generale. Ai lati vi sono i consiglieri che siedono lasciando un posto libero di circa un metro uno dall’altro. La distanza tra le due fila di tavoli dei consiglieri è di circa quattro metri.

La persona risultata positiva il 01.01.2021, siedeva all’ultimo posto della fila, vicino alle finestre di fronte al gruppo consiliare di opposizione ed aveva vicino, ad un metro, un’altra collega di maggioranza. Alla stessa distanza di circa un metro, a ridosso della balaustra che contiene il pubblico, siedevano il dirigente e la dirigente

Come  già precisato - riporta il consigliere di minoranza-  i lavori consiliari sono durati circa tre ore. La sala non è dotata di impianto diareazione e le finestre erano ovviamente chiuse, senza quindi nessun minimo ricambio d’aria.

Alla fine dei lavori il sottoscritto e gli altri miei colleghi consiglieri del gruppo di opposizione, siamo usciti dalla parte del pubblico senza avere nessun contatto con la consigliera risultata poi positiva. Le altre persone presenti, ad eccezione del cittadino sarnanese e della persona risultata poi positiva che sono usciti prima della fine dei lavori, dovrebbero essere uscite passando, come sempre accaduto in passato, dall’Ufficio del sindaco.

Ora, se si applicassero i protocolli del settore scuola che prevedono in caso di positività di un alunno la messa in quarantena di tutta la classe, tutti i presenti nella sala consiliare dovrebbero essere considerati a rischio contagio e sottoposti a quarantena precauzionale e poi verifica con il tampone.

Nel caso specifico- spiega Piergentili-  la presente segnalazione ha la finalità di demandare agli organi dell’Asur AV3 di competenza l’attuazione delle misure idonee per limitare il più possibile il rischio di ulteriori contagi, qualora i presenti nell’aula consiliare siano stati contagiati.

A tal fine- conclude - si segnalano i nominati delle persone presenti nella sala consiliare che potrebbero essere considerati soggetti a rischio contagio.

c.c.
La realizzazione di un forno crematorio al cimitero di Tolentino è il tema che sta animando da giorni il dibattito politico in città dopo che durante l’ultimo consiglio comunale è stata approvata una delibera che stabilisce la volontà dell’amministrazione di valutare il progetto e procedere nel caso in cui non vi siano manifestazioni di contrarietà.

Una contrarietà già ampiamente dimostrata dalla minoranza come ha più volte ribadito il Movimento 5 Stelle e come spiega il consigliere dem Fulvio Riccio che ripercorre l’iter che ha portato alla delibera.

“Il problema del forno crematorio viene da lontano – dice - . Con un atto dei primi mesi del 2020 la giunta aveva già manifestato l’interesse per la realizzazione di questo forno crematorio. Da subito era partita la battaglia per evitare che questo tipo di impianto, altamente inquinante, venisse realizzato a Tolentino. A novembre scorso poi, una determina dirigenziale del Comune di Tolentino, ha stabilito uno stanziamento per definire il project finance per la realizzazione del forno. Questa determina non aveva avuto alcun tipo di pubblicità da parte dell’amministrazione – precisa Riccio - , ma la minoranza lo ha visto nel sito del Comune è di nuovo scoppiata la polemica ed il progetto è stato presentato in consiglio. C’è stato un ampio dibattito – spiega – e, con nostra notevole sorpresa, sulla una base di accesso agli atti che ho effettuato e di cui non posso divulgare i contenuti, abbiamo visto che già a maggio scorso l’amministrazione comunale era in possesso di documenti dettagliati su tutte le valutazioni effettuate.

La documentazione è completa di tutto il partenariato pubblico-privato e questo denota che c’è una vera intenzione da parte dell’amministrazione a realizzare l’impianto”.

Una intenzione che preoccuperebbe non solo le minoranze ma anche i cittadini: “Il cimitero si trova a pochissimi passi dalle prime case della città, a 100 metri da un campo sportivo e a mezzo km dal centro città. La denominazione è di  ‘Impianto insalubre di primo livello’, che denota la forma peggiore dell’insalubrità tra le pratiche industriali esistenti”.

Non una contrarietà alla cremazione quella che vuole sottolineare Fulvio Riccio, ma alla posizione del forno che sarebbe comunque a servizio di un intero territorio: “Ritengo la cremazione una pratica necessaria e opportuna in un futuro prossimo – precisa - ma questi forni devono avere una regolamentazione ben precisa e la posizione non può essere decisa dai Comuni, senza alcun tipo di confronto a livello provinciale e regionale.

Questo tipo di impianto a Tolentino avrà un impatto limitato: negli anni passati sono state meno di cinque le cremazioni in un anno. È chiaro, quindi che questo sarà un impianto che svolgerà il suo servizio prevalente a servizio della regione e di quelle vicine.

Proprio per questo sono i soggetti pubblici sovraordinati, come la Regione, a dover decidere dove installare questi impianti e sicuramente Tolentino non potrà essere il luogo adatto”.

Intanto il Comitato No Inceneritore ha lanciato una raccolta firme in proposito: “Il Comitato era nato qualche anno fa per impedire un inceneritore di fanghi biologici alle porte della città e quella battaglia è stata vinta. Oggi combatte la battaglia per evitare che si realizzi il forno crematorio. Anche la minoranza è compatta – conclude – e ringrazio il Movimento 5 stelle e le forze civiche non presenti in consiglio che hanno mostrato come noi contrarietà al progetto.  Ad oggi solo la maggioranza sembra voler andare avanti, ma sono sicuro che cambierà idea anche ascoltando la voce dei cittadini”.

GS
Anche la legge sulla montagna tra i quattro emendamenti presentati dal Partito Democratico alla maggioranza regionale e che per il momento restano nel cassetto.

È quanto spiega il consigliere dem Romano Carancini, tra i promotori dell’iniziativa: “Il nuovo governo regionale – dice - ha deciso di sospendere gli emendamenti che erano stati presentati nell’approvazione del Bilancio lo scorso 30 dicembre. Avevamo deciso, come opposizione, di avere un atteggiamento non ostruzionistico ma collaborativo e per questo avevamo presentato pochissimi emendamenti che tendevano a migliorare la previsione del governo, senza creare problemi ad un passaggio di Bilancio molto delicato. L’atteggiamento della maggioranza – denuncia - è stato in netta contraddizione alla richiesta di collaborazione fatta dal presidente Acquaroli nel giorno del suo insediamento. Noi siamo stati collaborativi, ma a questa disponibilità è stata chiusa una porta in faccia”.

Poi entra nello specifico della necessità di una legge sulla montagna che rientrava anche nel programma elettorale presentato da Carancini: “Sul Documento di Economia e Finanza della Regione Marche – dice - c’era una sezione dedicata alle priorità e noi tra queste abbiamo inteso di proporre una legge per la montagna.

Una legge che sarebbe molto importante, innanzitutto perché avrebbe dedicato risorse specifiche, esclusive alla montagna, ma soprattutto avrebbe potuto fornire una prospettiva trasversale, partendo dalla questione lavoro, per passare a quella dei servizi, al sistema della cultura, del dissesto idrogeologico. Continuo a ritenere fondamentale realizzare e costruire una legge che, per l’intero arco Appenninico, possa almeno impostare la programmazione di ricostituzione di un ecosistema montano. Non si può pensare ad una legge per la montagna senza avere servizi, scuole, connessioni, sanità, trasporti. Avere quello strumento, con al fianco una serie di risorse molto importante che potrebbero essere attinte dal recovery plan, avrebbe un grande vantaggio. Aggiungo – conclude - che non realizzarla potrebbe far disperdere queste risorse rispetto a clientele o ingressi di parte. Ecco perché continuo a chiedere una legge che dedichi alla montagna uno specifico strumento legislativo”.

GS
"Momento Kafkiano nell'ultimo Consiglio Comunale di Valfornace". Utilizza queste parole il Capogruppo della minoranza Sandro Luciani, per definire la situazione, a suo giudizio paradossale, venutasi a creare nel corso dell'ultima assise comunale. 
 "Martedì 29 dicembre - commenta Luciani-, nel palazzetto dello sport di Pievebovigliana è stato convocato il Consiglio Comunale di Valfornace per discutere ed approvare temi di fondamentale importanza per il futuro della nostra gente e per lo sviluppo  del territorio.

L'orario fissato per la  convocazione, le 19, è sembrato ad alcuni dei partecipanti una strategia per evitare discussioni e/o spiegazioni sui molti punti da discutere. Certo che – prosegue il consigliere di opposizione-, programmare come ultimi la discussione sul Programma Triennale dei Lavori Pubblici e sul Bilancio di Previsione Finanziario 2021/2023, due temi che in un Comune qualsiasi occuperebbero ore di illustrazione e di discussione, aveva il chiaro obbiettivo di evitare di fornire le sia pur minime spiegazioni e dettagli. Non è una cosa grave, ma gravissima perché significa minimizzare l'importanza delle cose fondamentali e non rispettare i cittadini che devono capire quale futuro li aspetta. 

tutto questo è puntualmente avvenuto - conclude il capogruppo della minoranza -: alle legittime richieste di chiarimento sui diversi temi ci sono stati da parte del Sig. Sindaco, balbettii e dimostrazione di assenza totale di conoscenza di ciò che si doveva discutere. Per fortuna l'intervento del vice sindaco, che ha dimostrato un sufficiente approfondimento dei problemi, ha tolto tutti dall'imbarazzo. Il culmine di questa kafkiana situazione è stata la reazione del Sindaco ad un appassionato intervento del consigliere all'opposizione Sandro Luciani che si è concretizzata in una affermazione che fa dubitare della correttezza democratica dell'assemblea: "io scrivo sul gazzettino quello che mi pare " !
Difficile esprimere un commento sereno ed appare  chiara la futura prospettiva amministrativa del nostro Comune" .

c.c.
Incidente fortunatamente senza gravi conseguenze quello avvenuto a Tolentino, in via Matteotti nella zona dei giardini pubblici, dove una donna del luogo è stata investita mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali da una Ford Focus S.W. condotta da un uomo anch'egli residente in città. Fortunatamente l'auto viaggiava a bassa velocità e la donna, soccorsa dai sanitari del 118, è stata trasferita al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata dove i sanitari le hanno riscontrato la frattura di una spalla. Sulle cause del sinistro indagano gli agenti della polizia municipale.
Vigili del fuoco al lavoro lungo la strada 361 "Septempedana", in località Cicconi, per un albero pericolante che minacciava di cadere sulla sede stradale e sulle auto in transito. La polizia locale del comune di San Severino, giunta sul posto, ha provveduto a bloccare la viabilità per il tempo necessario ai pompieri per rimuovere alcuni rami e riportare la strada in assoluta sicurezza.

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Dall’inaugurazione di un tetto per persone con disabilità prive di assistenza domiciliare, al riavvio del cantiere per la realizzazione del nuovo Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, passando per l’emergenza Covid e la ricostruzione post terremoto. Gli ultimi dodici mesi, quelli che hanno caratterizzato tutto il 2020, non sono certo stati facili per nessuno. Per il sindaco di San Severino Marche, città che per estensione territoriale con i suoi 194 chilometri quadrati è la quarta della regione, sono stati molto molto impegnativi. Ma Rosa Piermattei con l’aiuto della sua “squadra” ha saputo farvi fronte.

“Facendo un resoconto di questo 2020 mi vengono in mente le immagini della sofferenza nella nostra Casa di riposo ma anche quelle della gioia di chi, ad esempio, ha scelto la nostra città per aprire una nuova attività nonostante le difficoltà e nonostante tutto. Abbiamo vissuto un’emergenza nell’emergenza con il Covid-19 che ha preso il posto del terremoto nella nostra quotidianità. L’Amministrazione comunale, insieme agli uffici, ha lavorato veramente molto per portare avanti e affrontare questa quotidianità nuova nel migliore dei modi e per non far fermare l’opera di ricostruzione, necessaria per il ritorno alla normalità delle tante famiglie colpite dal sisma. Mi auguro che il nuovo anno, come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo tradizionale discorso alla nazione, sia l’anno dell’unità e della coesione ma anche della ripartenza. San Severino Marche, come il resto del nostro Paese, ne ha veramente bisogno. I settempedani, gli italiani, ce la faranno. Ne sono sicura”.

L’anno appena iniziato prevede nell’agenda politica di San Severino le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Al riguardo il primo cittadino è categorico sull’ipotesi di una sua candidatura alla guida della città per un secondo mandato. “Al momento penso solo a completare il programma elettorale del mio mandato – le sue parole – Poi eventualmente rifletterò sulla mia candidatura e per farlo ho tempo almeno fino ad Aprile. Certamente non vorrei lasciare opere incompiute, ma di tempo per pensare al mio futuro amministrativo ancora ce n’è”.
La presenza di un cane intrappolato in una corda d’acciaio nel territorio di S. Angelo in Pontano. Questa la segnalazione giunta ai carabinieri forestali della stazione di Sarnano da un cittadino cinese regolarmente residente in Italia.

In realtà la pattuglia che si è recata sul posto ha constatato che non si trattava di un cane, ma di un esemplare di lupo di una specie classificata come “particolarmente protetta”, rimasto intrappolato in un laccio usato come metodo di caccia dai bracconieri in un sentiero interno ad un bosco.

L’animale, impossibilitato a muoversi a causa della stretta del laccio, si presentava comunque in buone condizioni di salute. Per procedere all’intervento di liberazione è stato richiesto l’immediato intervento del Personale del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Fermo. Una volta verificato lo stato di salute del lupo e somministrate le eventuali terapie medico-veterinarie presso il Centro di Monte Adone, l’animale, come in tanti altri casi, verrà nuovamente posto in libertà nel suo ambiente naturale.

Sono subito partite le indagini di polizia giudiziaria da parte dei militari della Stazione Carabinieri Forestale di Sarnano per la ricerca di elementi utili al fine di poter identificare il responsabile dell’illecito, che costituisce reato punibile con l'arresto o con una sanzione amministrativa.

f.u.

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