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“Ripristinare l’ambulatorio di pediatria a Camerino”: È quanto chiede il vice presidente del Consiglio Regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, al governatore Francesco Acquaroli, all'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, alla presidente della IV Commissione Sanità regionale Elena Leonardi e alla direttrice generale dell'Asur Marche Nadia Storti.
“Con la presente – scrive nella missiva -, sono nuovamente a portare alla vostra attenzione la questione relativa al fatto che la città di Camerino, ormai da diverse settimane, ha momentaneamente dovuto fare a meno del proprio ambulatorio di riferimento per la Pediatria.
Si tratta di una situazione che sta creando innumerevoli disagi alle famiglie con bambini piccoli, costrette a spostarsi in un altro Comune per poter sottoporre i propri figli a una visita pediatrica. Il tutto, reso ancora più complicato dalle nevicate di questi giorni.
Tutto ciò è inaccettabile – denuncia - , anche perchè stiamo parlando della città di riferimento del territorio in cui insiste il numero maggiore di bambini in età pediatrica.
Prima di Natale, avevo ricevuto ampie rassicurazioni da parte della dottoressa Storti sul fatto che i primi di gennaio sarebbe stato ripristinato l'ambulatorio almeno una volta alla settimana e dal 9 febbraio la situazione sarebbe tornata alla normalità preesistente.
Di ciò, mi ero fatto latore agli organi di stampa, allo scopo di tranquillizzare i genitori che giustamente lamentavano i tanti disagi.
Ad oggi – conclude - , credo che "i primi di gennaio siano stati ampiamente superati e ancora nulla è stato fatto in concreto per riportare l'ambulatorio a Camerino”.
GS
“Con la presente – scrive nella missiva -, sono nuovamente a portare alla vostra attenzione la questione relativa al fatto che la città di Camerino, ormai da diverse settimane, ha momentaneamente dovuto fare a meno del proprio ambulatorio di riferimento per la Pediatria.
Si tratta di una situazione che sta creando innumerevoli disagi alle famiglie con bambini piccoli, costrette a spostarsi in un altro Comune per poter sottoporre i propri figli a una visita pediatrica. Il tutto, reso ancora più complicato dalle nevicate di questi giorni.
Tutto ciò è inaccettabile – denuncia - , anche perchè stiamo parlando della città di riferimento del territorio in cui insiste il numero maggiore di bambini in età pediatrica.
Prima di Natale, avevo ricevuto ampie rassicurazioni da parte della dottoressa Storti sul fatto che i primi di gennaio sarebbe stato ripristinato l'ambulatorio almeno una volta alla settimana e dal 9 febbraio la situazione sarebbe tornata alla normalità preesistente.
Di ciò, mi ero fatto latore agli organi di stampa, allo scopo di tranquillizzare i genitori che giustamente lamentavano i tanti disagi.
Ad oggi – conclude - , credo che "i primi di gennaio siano stati ampiamente superati e ancora nulla è stato fatto in concreto per riportare l'ambulatorio a Camerino”.
GS
In considerazione degli effetti economici provocati dalla pandemia la Camera Arbirìtrale della sussidarietà territoriale (Cat) che ha sede a Muccia, interviene a salvaguardia e tutela della popolazione per chiedere un intervento del Presidente della Regione Marche in ordine alle cartelle esattoriali emesse dai diversi Enti Terrioriali e altri Enti ad essi collegati nei confronti dei propri cittadini.
L'iniziativa è della Segretaria Generale dottoressa Alessandra Zampetti la quale ha scritto al Governatore affinchè vengano presi gli opportuni provvedimenti di competenza " al fine di disporre che dette cartelle siano poste a stralcio ed esentate da interessi e morosità, che questa spettabile Camera Arbitrale della Sussidiarietà Territoriale delle Marche- scrive la Segretaria Generale- rileva essere al di fuori di ogni consentito ed analogamente riconducibile alla normativa relativa all’Usura".
Nella sua qualità di Segretaria Generale della Camera Arbitrale di Sussidarietà di Muccia, la dottoressa Zampetti conclude la lettera sottolinea al Presidente Acquaroli l'impegno a collaborare "in questa battaglia di civiltà che per motivi di pandemia ha posto in evidenza l’iniquità di un sistema fiscale ormai obsoleto; altresì voglio garantire a tutti i cittadini delle Marche che questa Segreteria sarà loro accanto per tutte le procedure giuridiche che possano favorire la giusta ripresa economica della nostra Regione".
c.c.
L'iniziativa è della Segretaria Generale dottoressa Alessandra Zampetti la quale ha scritto al Governatore affinchè vengano presi gli opportuni provvedimenti di competenza " al fine di disporre che dette cartelle siano poste a stralcio ed esentate da interessi e morosità, che questa spettabile Camera Arbitrale della Sussidiarietà Territoriale delle Marche- scrive la Segretaria Generale- rileva essere al di fuori di ogni consentito ed analogamente riconducibile alla normativa relativa all’Usura".
Nella sua qualità di Segretaria Generale della Camera Arbitrale di Sussidarietà di Muccia, la dottoressa Zampetti conclude la lettera sottolinea al Presidente Acquaroli l'impegno a collaborare "in questa battaglia di civiltà che per motivi di pandemia ha posto in evidenza l’iniquità di un sistema fiscale ormai obsoleto; altresì voglio garantire a tutti i cittadini delle Marche che questa Segreteria sarà loro accanto per tutte le procedure giuridiche che possano favorire la giusta ripresa economica della nostra Regione".
c.c.
A Fiastra, scuole chiuse anche nella giornata odierna "Visto l'innalzamento delle temperature- spiega il sindaco Sauro Scaficchia- l'ordinanza dovrebbe valere solo per oggi. Il prolungamento della chiusura delle scuole è stato deciso ieri anche perchè le condizioni atmosferiche non erano le più adatte. Con la la presenza a Fiastra di circa 40 cm di neve e la discesa notturna delle temperature che di primo mattino provoca la formazione di ghiaccio lungo le strade, ho ritenuto per una decisone che garantisse una sicurezza in più e nel contempo una pulizia più accurata e totale nelle vicinanze degli ingressi agli edifici scolastici per la sicurezza di tutti, sia degli insegnanti che dei ragazzi. Oggi c'è il sole - conclude il sindaco- speriamo quindi che il ghiaccio si sciolga, dopodichè domani si potrà tornare tutti a scuola".
c.c.
c.c.
"Chi è impegnato in politica o più in generale nel sociale non puo far cadere nel vuoto le parole di Papa Francesco".
Esordisce così la nota a firma di Angelo Sciapichetti, segretario del Circolo Aldo Moro di Macerata, in merito all'intervista trasmessa ieri sera, in esclusiva mondiale, da Canale 5 e che l'arcivescovo Francesco Massara ha invitato ad ascoltare per la profondità dei contenuti espressi.
"Emerge prima di tutto l’uomo - prosegue la nota del Circolo - che con umiltà (è il Papa che all’inizio ringrazia il suo intervistatore) e una semplicità sconcertanti, riesce ad impartire una lectio magistralis per tutti: laici, cattolici, cittadini comuni e persone impegnate nel sociale.
Il Circolo di cultura politica Aldo Moro di Macerata approfondirà nei prossimi mesi con una serie di incontri (pandemia permettendo) i messaggi che il Pontefice ha lanciato ieri sera.
L’invito forte, accorato che Papa Francesco fa più volte di priivilegiare il “NOI all’IO” riguarda tutti, ma anche e soprattutto chi fa attività politica.
Il rabadire, soprattutto ai giovani, che la politica è cosa nobile, ma deve essere protesa a guardare al bene comune, è importante se 'serve a far crescere la società' e se agli interessi di parte privilegia soprattutto in un momento come questo, quelli dell’intera collettività.
Sono sacrosanti anche i diversi punti di vista così come il confronto e la lotta tra partiti di diversa formazione, ma la situazione in questo momento è tale che tutto alla fine deve essere ricondotto all’unità.
Chi è impegnato in questo momento, se vuole essere all’altezza del compito affidatogli deve guardare oltre gli steccati e le appartenenze. Vanno messe da parte quindi, ripicche, rivalità di qualsiasi genere, evitato litigi inconcludenti per privilegiare il confronto sulle cose concrete guardando con sano realismo alla società di oggi.
Questo è il momento della semina del bene comune - prosegue Sciapichetti - e non della raccolta in termini elettorali. Il che vuol dire guardare oltre la contingenza attuale; occorre, se necessario, prendere decisioni difficili e anche impopolari, purchè abbiano il “respiro lungo” e servano a far crescere la società, a dare un futuro ai tanti giovani smarriti e disorientati.
Il Papa ci dice che il futuro è nelle nostre mani; possiamo uscire dalla pandemia migliori o peggiori: dipende solo da noi, dalle scelte che riusciremo a fare. Possiamo uscirne migliori e riavvicinare le persone all’impegno politico e sociale se ai dibattitti sterili che ogni giorno ci propinano i mezzi d’informazione di cui sono protagonisti personaggi politici di ogni schieramento, privilegeremo le tante cose concrete da fare per dare una risposta ai bisogni reali e quotidiani di giovani, anziani, malati, disoccupati, migranti.
Il Papa ci invita ad usare la parola chiave che è quella della vicinanza per uscire dalla cultura dell’indifferenza che uccide. Significa farsi carico dei problemi degli altri, il farsi prossimo con chi è rimasto indietro , capirne i bisogni per dare quelle risposte adeguate e concrete che le persone aspettano da troppo tempo. In altre parole - aggiunge - , è necessario riscoprire quell'I care che dovrebbe animare chi è impegnato in politica e che troppo spesso la cultura individualista di cui è intrisa la società del cosiddetto benessere diffuso ha finito per dimenticare o mettere in secondo piano. E’ necessario rimettere al centro di ogni azione politico-amministrativa la persona, chiunque essa sia, da ovunque provenga combattendo quella che il Papa ha più volte definito la cultura dello scarto dove se non sei utile diventi un peso per la società con tutte le scelte nefaste che ne conseguono.
Dall’intervista emerge chiaro il pensiero di Papa Francesco - riflette Sciapichette - : chi pensa di salvarsi da solo dalla crisi economico-sociale creata da questa pandemia sbaglia e illude i cittadini. “O ci salviamo insieme o non si salva nessuno” siamo tutti sulla stessa barca come ebbe a dire nel marzo scorso in una Piazza san Pietro deserta . Ancora una volta - conclude la nota - Papa Bergoglio venuto “quasi dalla fine del mondo” riesce con le sue parole ad offrire spunti per avviare una serie di riflessioni che possano portare ad un cambiamento radicale del nostro modo di vivere e di pensare e nel buio più assoluto, rappresenta a livello mondiale, l’unico fare che risplende e il solo, unico punto di riferimento per credenti e non credenti".
GS
Esordisce così la nota a firma di Angelo Sciapichetti, segretario del Circolo Aldo Moro di Macerata, in merito all'intervista trasmessa ieri sera, in esclusiva mondiale, da Canale 5 e che l'arcivescovo Francesco Massara ha invitato ad ascoltare per la profondità dei contenuti espressi.
"Emerge prima di tutto l’uomo - prosegue la nota del Circolo - che con umiltà (è il Papa che all’inizio ringrazia il suo intervistatore) e una semplicità sconcertanti, riesce ad impartire una lectio magistralis per tutti: laici, cattolici, cittadini comuni e persone impegnate nel sociale.
Il Circolo di cultura politica Aldo Moro di Macerata approfondirà nei prossimi mesi con una serie di incontri (pandemia permettendo) i messaggi che il Pontefice ha lanciato ieri sera.
L’invito forte, accorato che Papa Francesco fa più volte di priivilegiare il “NOI all’IO” riguarda tutti, ma anche e soprattutto chi fa attività politica.
Il rabadire, soprattutto ai giovani, che la politica è cosa nobile, ma deve essere protesa a guardare al bene comune, è importante se 'serve a far crescere la società' e se agli interessi di parte privilegia soprattutto in un momento come questo, quelli dell’intera collettività.
Sono sacrosanti anche i diversi punti di vista così come il confronto e la lotta tra partiti di diversa formazione, ma la situazione in questo momento è tale che tutto alla fine deve essere ricondotto all’unità.
Chi è impegnato in questo momento, se vuole essere all’altezza del compito affidatogli deve guardare oltre gli steccati e le appartenenze. Vanno messe da parte quindi, ripicche, rivalità di qualsiasi genere, evitato litigi inconcludenti per privilegiare il confronto sulle cose concrete guardando con sano realismo alla società di oggi.
Questo è il momento della semina del bene comune - prosegue Sciapichetti - e non della raccolta in termini elettorali. Il che vuol dire guardare oltre la contingenza attuale; occorre, se necessario, prendere decisioni difficili e anche impopolari, purchè abbiano il “respiro lungo” e servano a far crescere la società, a dare un futuro ai tanti giovani smarriti e disorientati.
Il Papa ci dice che il futuro è nelle nostre mani; possiamo uscire dalla pandemia migliori o peggiori: dipende solo da noi, dalle scelte che riusciremo a fare. Possiamo uscirne migliori e riavvicinare le persone all’impegno politico e sociale se ai dibattitti sterili che ogni giorno ci propinano i mezzi d’informazione di cui sono protagonisti personaggi politici di ogni schieramento, privilegeremo le tante cose concrete da fare per dare una risposta ai bisogni reali e quotidiani di giovani, anziani, malati, disoccupati, migranti.
Il Papa ci invita ad usare la parola chiave che è quella della vicinanza per uscire dalla cultura dell’indifferenza che uccide. Significa farsi carico dei problemi degli altri, il farsi prossimo con chi è rimasto indietro , capirne i bisogni per dare quelle risposte adeguate e concrete che le persone aspettano da troppo tempo. In altre parole - aggiunge - , è necessario riscoprire quell'I care che dovrebbe animare chi è impegnato in politica e che troppo spesso la cultura individualista di cui è intrisa la società del cosiddetto benessere diffuso ha finito per dimenticare o mettere in secondo piano. E’ necessario rimettere al centro di ogni azione politico-amministrativa la persona, chiunque essa sia, da ovunque provenga combattendo quella che il Papa ha più volte definito la cultura dello scarto dove se non sei utile diventi un peso per la società con tutte le scelte nefaste che ne conseguono.
Dall’intervista emerge chiaro il pensiero di Papa Francesco - riflette Sciapichette - : chi pensa di salvarsi da solo dalla crisi economico-sociale creata da questa pandemia sbaglia e illude i cittadini. “O ci salviamo insieme o non si salva nessuno” siamo tutti sulla stessa barca come ebbe a dire nel marzo scorso in una Piazza san Pietro deserta . Ancora una volta - conclude la nota - Papa Bergoglio venuto “quasi dalla fine del mondo” riesce con le sue parole ad offrire spunti per avviare una serie di riflessioni che possano portare ad un cambiamento radicale del nostro modo di vivere e di pensare e nel buio più assoluto, rappresenta a livello mondiale, l’unico fare che risplende e il solo, unico punto di riferimento per credenti e non credenti".
GS
E’ stata rintracciata ai Giardini Diaz di Macerata la quindicenne che nella tarda serata di sabato scorso aveva lasciato la comunità ‘Il Melograno’ di Morrovalle.
La ragazza aveva abbandonato senza alcun preavviso la sua camera del centro educativo facendo perdere le proprie tracce. Subito sono partite le ricerche dapprima a cura dei militari della Stazione di Morrovalle, successivamente estese all’intero territorio nazionale mediante l’attivazione del Piano Provinciale delle Persone Scomparse presso la Prefettura di Macerata.
Trattandosi di minorenne, l’intero dispositivo di ricerca ha visto mobilitati da subito tutti i militari dell’intero Comando Provinciale Carabinieri di Macerata, strutturato e dislocato sul territorio anche in ragione delle ulteriori informazioni intanto acquisite da suoi amici più stretti ed alcuni compagni di scuola, che hanno consentito di ricostruire l’intera rete sociale entro la quale la giovane donna avrebbe potuto muoversi, tanto che il cerchio si era ristretto al comune di Macerata, dove la giovaneè stata definitivamente individuata e bloccata all’interno del parco dai militari dell’Aliquota Radiomobile e della Stazione di Macerata.
La ragazza sta bene, sarà affidata al tutore legale e condotta presso la sua residenza.
f.u.
...
La ragazza aveva abbandonato senza alcun preavviso la sua camera del centro educativo facendo perdere le proprie tracce. Subito sono partite le ricerche dapprima a cura dei militari della Stazione di Morrovalle, successivamente estese all’intero territorio nazionale mediante l’attivazione del Piano Provinciale delle Persone Scomparse presso la Prefettura di Macerata.
Trattandosi di minorenne, l’intero dispositivo di ricerca ha visto mobilitati da subito tutti i militari dell’intero Comando Provinciale Carabinieri di Macerata, strutturato e dislocato sul territorio anche in ragione delle ulteriori informazioni intanto acquisite da suoi amici più stretti ed alcuni compagni di scuola, che hanno consentito di ricostruire l’intera rete sociale entro la quale la giovane donna avrebbe potuto muoversi, tanto che il cerchio si era ristretto al comune di Macerata, dove la giovaneè stata definitivamente individuata e bloccata all’interno del parco dai militari dell’Aliquota Radiomobile e della Stazione di Macerata.
La ragazza sta bene, sarà affidata al tutore legale e condotta presso la sua residenza.
f.u.
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Una "sala degli abbracci" nella quale i familiari potranno avvicinarsi, toccare i propri cari e, appunto, tornare ad abbracciarli.
L'iniziativa è della Residenza Sanitaria Riabilitativa di Loreto “Abitare il Tempo-Santo Stefano Riabilitazione” dove la Direzione ha pensato bene di aprire il nuovo anno con una novità per i familiari e gli ospiti residenziali, allestendo uno spazio adibito a una tipologia di incontri che finora, in epoca Covid, non era stato possibile. Ora lo è, grazie a una soluzione che consente, agli ospiti della Struttura ed ai loro cari, di toccarsi, stringersi, abbracciarsi in sicurezza.

"E’ certamente un modo, da parte dei familiari in visita, per essere più vicini ai propri cari - dice il Direttore della RSA Antonio Maria Novelli - tenendosi la mano quando si parla, fare una carezza. Tutto ciò, ovviamente, in attesa e nella speranza che l’abbraccio, inteso nel senso “pre Covid” del termine, possa tornare presto a far parte della nostra normalità".
La "stanza degli abbracci" ha l'obiettivo di limitare i disagi dovuti a questa forzata lontananza dai propri cari, imposta dai criteri di sicurezza.

“Abitare il Tempo”, che fa parte della rete di strutture sanitarie del Gruppo Kos, è Covid free e sta effettuando screening rigorosi di tutto il personale a cadenza settimanale, mantenendo alta la guardia e adottando stringenti misure precauzionali per prevenire il contagio. “Il tutto – continua Novelli - conciliato con il mantenimento delle attività riabilitative e occupazionali che continuano ad essere garantite in un clima quanto più possibile vicino alla normalità".
Nel frattempo Abitare il tempo ha avviato la campagna di vaccinazione con ampia adesione da parte del personale (sanitario e non).
L'iniziativa è della Residenza Sanitaria Riabilitativa di Loreto “Abitare il Tempo-Santo Stefano Riabilitazione” dove la Direzione ha pensato bene di aprire il nuovo anno con una novità per i familiari e gli ospiti residenziali, allestendo uno spazio adibito a una tipologia di incontri che finora, in epoca Covid, non era stato possibile. Ora lo è, grazie a una soluzione che consente, agli ospiti della Struttura ed ai loro cari, di toccarsi, stringersi, abbracciarsi in sicurezza.

"E’ certamente un modo, da parte dei familiari in visita, per essere più vicini ai propri cari - dice il Direttore della RSA Antonio Maria Novelli - tenendosi la mano quando si parla, fare una carezza. Tutto ciò, ovviamente, in attesa e nella speranza che l’abbraccio, inteso nel senso “pre Covid” del termine, possa tornare presto a far parte della nostra normalità".
La "stanza degli abbracci" ha l'obiettivo di limitare i disagi dovuti a questa forzata lontananza dai propri cari, imposta dai criteri di sicurezza.

“Abitare il Tempo”, che fa parte della rete di strutture sanitarie del Gruppo Kos, è Covid free e sta effettuando screening rigorosi di tutto il personale a cadenza settimanale, mantenendo alta la guardia e adottando stringenti misure precauzionali per prevenire il contagio. “Il tutto – continua Novelli - conciliato con il mantenimento delle attività riabilitative e occupazionali che continuano ad essere garantite in un clima quanto più possibile vicino alla normalità".
Nel frattempo Abitare il tempo ha avviato la campagna di vaccinazione con ampia adesione da parte del personale (sanitario e non).
Continua la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte degli agenti della questura di Macerata, che nel corso di un servizio di controllo del territorio hanno sorpreso in una via del centro di Civitanova Marche un giovane, residente in città, che stava cedendo hashish ad un coetaneo.
Alla vista della Polizia i due si sono dati alla fuga ma, immediatamente inseguiti, sono stati fermati e identificati. I due, che mostravano segni di insofferenza al controllo da parte degli agenti, sono stati quindi perquisiti. Da qui la scoperta che uno dei due aveva ben nascosto in una manica del giubbotto che indossava un involucro contenente oltre 10 grammi di hashish, già diviso in dosi pronte allo spaccio.
Così il ventenne è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
f.u.
Alla vista della Polizia i due si sono dati alla fuga ma, immediatamente inseguiti, sono stati fermati e identificati. I due, che mostravano segni di insofferenza al controllo da parte degli agenti, sono stati quindi perquisiti. Da qui la scoperta che uno dei due aveva ben nascosto in una manica del giubbotto che indossava un involucro contenente oltre 10 grammi di hashish, già diviso in dosi pronte allo spaccio.
Così il ventenne è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
f.u.
Quanto spesso, fermandoci a riflettere, chiediamo a noi stessi o agli altri di immaginare il mondo che vorremmo.
Un desiderio umano che tocca le ferite più profonde della Terra e che spesso le fa sembrare inguaribili. Nessuno o forse pochi ragionano sul fatto che se l’impegno fosse comune qualche passo in avanti verso la guarigione sarebbe possibile.
È questo ciò che emerge dal mondo che vorrebbe Papa Francesco.
Intervistato in esclusiva mondiale da Fabio Marchese Ragona per il TG5, il Santo Padre, seduto difronte al giornalista e chiacchierando come a ricordare la sua umanità, parla di vicinanza e dell’importanza del noi davanti all’io.
Un’intervista che nasce dagli spunti della pandemia e delle difficoltà che il mondo intero si trova ad affrontare e che l’arcivescovo Francesco Massara evidenzia nelle sue diocesi affinché i consigli e le parole di conforto di Papa Francesco riecheggino anche in queste terre ferite non solo dal Covid ma anche dal sisma e dalla crisi economica.
Parla della ripartenza Papa Francesco e del bivio difronte al quale ognuno di noi si troverà passata la tempesta: un bivio che chiede ad ognuno di noi di scegliere se uscire migliore o peggiori da questa pandemia.
“Il futuro dipende dalla nostra decisione - ricorda il Santo Padre - , dalla strada che vogliamo intraprendere in questo bivio. Non uscirne migliori sarebbe una sconfitta in più, oltre a quella della pandemia.
Usciamo da questa situazione con la concretezza, senza alcuna fantasia”.
E in momento in cui viene richiesta la distanza, Papa Francesco ricorda l’importanza della vicinanza che non deve necessariamente essere dimostrata fisicamente: “Essere vicini agli altri aiuta a portare avanti la crisi. Pensiamo a noi, cancelliamo l’io. O ci salviamo noi o non si salva nessuno.
Questa è la sfida: contro la vicinanza non c’è solo l’allontanamento, ma la cultura dell’indifferenza. Quello che viene definito un ‘sano menefreghismo dei problemi’, ma il menefreghismo non può essere sano”.
L’importanza della comunità viene ribadita da Bergoglio anche alla politica: “La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi, anche la lotta politica è un diritto, ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre. Questo tempo non ci annovera il diritto di non essere uniti. La lotta politica è una cosa nobile, perché lo è la politica, ma solo se serve a far crescere la società. Se i politici sottolineano l’interesse personale e non quello comune, sbagliano. In questo momento i politici devono dire ‘noi', non ‘io’. Un politico, un pastore, qualsiasi guida che in questo momento non ha la capacità di dire ‘noi’, non è all’altezza della situazione”.
Poi la domanda del giornalista riguardo i suicidi e le persone che, disperate, decidono di farla finita. Un dramma che non colpisce solo a seguito della pandemia ma con cui le terre colpite dal sisma fanno i conti da tempo: “Questa gente non ha bisogno di una risposta - dice il Papa - ma di una domanda: di cosa hai bisogno? Bisogna domandare quali sono i bisogni e lavorare per risolverli, la vicinanza ti porta a risolvere i problemi. Nessuno si salva da solo”.
Condanna, senza mezzi termini, la cultura dello scarto che, difronte alle difficoltà, alle crisi e alla pandemia vede mettere da parte i più deboli: “Bambini, anziani, malati, migranti - dice Bergoglio - vengono messi da parte perché non producono. Questa cultura pesa sulla nostra coscienza”.
Infine la fede: “È un dono gratuito - dice - . Non si può comprare. In situazioni difficili, tante volte c’è gente che si apre e riceve il dono, l’unico atteggiamento giusto è di tenere il cuore aperto a questo”.
Giulia Sancricca
Di seguito il link dell'intervista integrale: https://www.tgcom24.mediaset.it/2021/video/papa-francesco-al-tg5-il-mondo-che-vorrei-_27455703.shtml?fbclid=IwAR2ytX-Gl6ShJoRXfdqAJylYJeGrGS-ktsMIDBJLlGyT8yUL5FpE-4CnK90
Un desiderio umano che tocca le ferite più profonde della Terra e che spesso le fa sembrare inguaribili. Nessuno o forse pochi ragionano sul fatto che se l’impegno fosse comune qualche passo in avanti verso la guarigione sarebbe possibile.
È questo ciò che emerge dal mondo che vorrebbe Papa Francesco.
Intervistato in esclusiva mondiale da Fabio Marchese Ragona per il TG5, il Santo Padre, seduto difronte al giornalista e chiacchierando come a ricordare la sua umanità, parla di vicinanza e dell’importanza del noi davanti all’io.
Un’intervista che nasce dagli spunti della pandemia e delle difficoltà che il mondo intero si trova ad affrontare e che l’arcivescovo Francesco Massara evidenzia nelle sue diocesi affinché i consigli e le parole di conforto di Papa Francesco riecheggino anche in queste terre ferite non solo dal Covid ma anche dal sisma e dalla crisi economica.
Parla della ripartenza Papa Francesco e del bivio difronte al quale ognuno di noi si troverà passata la tempesta: un bivio che chiede ad ognuno di noi di scegliere se uscire migliore o peggiori da questa pandemia.
“Il futuro dipende dalla nostra decisione - ricorda il Santo Padre - , dalla strada che vogliamo intraprendere in questo bivio. Non uscirne migliori sarebbe una sconfitta in più, oltre a quella della pandemia.
Usciamo da questa situazione con la concretezza, senza alcuna fantasia”.
E in momento in cui viene richiesta la distanza, Papa Francesco ricorda l’importanza della vicinanza che non deve necessariamente essere dimostrata fisicamente: “Essere vicini agli altri aiuta a portare avanti la crisi. Pensiamo a noi, cancelliamo l’io. O ci salviamo noi o non si salva nessuno.
Questa è la sfida: contro la vicinanza non c’è solo l’allontanamento, ma la cultura dell’indifferenza. Quello che viene definito un ‘sano menefreghismo dei problemi’, ma il menefreghismo non può essere sano”.
L’importanza della comunità viene ribadita da Bergoglio anche alla politica: “La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi, anche la lotta politica è un diritto, ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre. Questo tempo non ci annovera il diritto di non essere uniti. La lotta politica è una cosa nobile, perché lo è la politica, ma solo se serve a far crescere la società. Se i politici sottolineano l’interesse personale e non quello comune, sbagliano. In questo momento i politici devono dire ‘noi', non ‘io’. Un politico, un pastore, qualsiasi guida che in questo momento non ha la capacità di dire ‘noi’, non è all’altezza della situazione”.
Poi la domanda del giornalista riguardo i suicidi e le persone che, disperate, decidono di farla finita. Un dramma che non colpisce solo a seguito della pandemia ma con cui le terre colpite dal sisma fanno i conti da tempo: “Questa gente non ha bisogno di una risposta - dice il Papa - ma di una domanda: di cosa hai bisogno? Bisogna domandare quali sono i bisogni e lavorare per risolverli, la vicinanza ti porta a risolvere i problemi. Nessuno si salva da solo”.
Condanna, senza mezzi termini, la cultura dello scarto che, difronte alle difficoltà, alle crisi e alla pandemia vede mettere da parte i più deboli: “Bambini, anziani, malati, migranti - dice Bergoglio - vengono messi da parte perché non producono. Questa cultura pesa sulla nostra coscienza”.
Infine la fede: “È un dono gratuito - dice - . Non si può comprare. In situazioni difficili, tante volte c’è gente che si apre e riceve il dono, l’unico atteggiamento giusto è di tenere il cuore aperto a questo”.
Giulia Sancricca
Di seguito il link dell'intervista integrale: https://www.tgcom24.mediaset.it/2021/video/papa-francesco-al-tg5-il-mondo-che-vorrei-_27455703.shtml?fbclid=IwAR2ytX-Gl6ShJoRXfdqAJylYJeGrGS-ktsMIDBJLlGyT8yUL5FpE-4CnK90
Nuove telecamere di videosorveglianza a Camerino. I dispositivi saranno installati in alcuni punti nevralgici del territorio comunale ad oggi non coperti: la zona degli impianti sportivi, le frazioni di Morro, Canepina, Pozzetto e le aree dove sono presenti gli istituti scolastici.
Sarà ulteriormente implementato anche il servizio di sorveglianza del centro storico.
E’ stata, infatti, pubblicata la graduatoria finale dei comuni ammessi a finanziamento e firmato il patto per l’attuazione della sicurezza urbana tra il Prefetto di Macerata Flavio Ferdani e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia.
Il “Progetto sistema integrato di sicurezza urbana intelligente” vedrà realizzato un nuovo ampliamento del sistema di videosorveglianza già installato nel territorio comunale, attivo dal 2010, con 73 apparati tra telecamere di contesto e apparati per la rilevazione di targhe, ed è stato finanziato principalmente con bandi statali e progetti europei presentati dal Comando di Polizia Locale. Il comune di Camerino ha ottenuto un ottimo punteggio risultando tra i Comuni della Provincia di Macerata che hanno ottenuto il finanziamento. Il progetto sarà realizzato della Provincia di Macerata entro l’anno.
Proprio nel centro storico sono tornati i presidi fissi e mobili dell’esercito e delle forze di polizia del territorio, dopo i diversi solleciti che hanno portato ai confronti tra il sindaco Sborgia, la Prefettura e la Questura, soprattutto a seguito dei furti che si erano verificati in zona rossa. “Negli ultimi mesi – spiega il primo cittadino di Camerino - questa è stata una situazione che ci ha visti impegnati, insieme alla Prefettura e alla Questura, sull’innalzamento del livello di sicurezza che ha portato al rafforzamento delle misure di vigilanza con aumento di ulteriore impiego di personale”.
Sarà ulteriormente implementato anche il servizio di sorveglianza del centro storico.
E’ stata, infatti, pubblicata la graduatoria finale dei comuni ammessi a finanziamento e firmato il patto per l’attuazione della sicurezza urbana tra il Prefetto di Macerata Flavio Ferdani e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia.
Il “Progetto sistema integrato di sicurezza urbana intelligente” vedrà realizzato un nuovo ampliamento del sistema di videosorveglianza già installato nel territorio comunale, attivo dal 2010, con 73 apparati tra telecamere di contesto e apparati per la rilevazione di targhe, ed è stato finanziato principalmente con bandi statali e progetti europei presentati dal Comando di Polizia Locale. Il comune di Camerino ha ottenuto un ottimo punteggio risultando tra i Comuni della Provincia di Macerata che hanno ottenuto il finanziamento. Il progetto sarà realizzato della Provincia di Macerata entro l’anno.
Proprio nel centro storico sono tornati i presidi fissi e mobili dell’esercito e delle forze di polizia del territorio, dopo i diversi solleciti che hanno portato ai confronti tra il sindaco Sborgia, la Prefettura e la Questura, soprattutto a seguito dei furti che si erano verificati in zona rossa. “Negli ultimi mesi – spiega il primo cittadino di Camerino - questa è stata una situazione che ci ha visti impegnati, insieme alla Prefettura e alla Questura, sull’innalzamento del livello di sicurezza che ha portato al rafforzamento delle misure di vigilanza con aumento di ulteriore impiego di personale”.
Intensificati i controlli sul territorio da parte dei carabinieri della compagnia di Civitanova Marche tesi a garantire l'osservanza delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus.
Durante il fine settimana i militari hanno controllato complessivamente 76 veicoli e identificato 128 persone. Contestate 12 violazioni amministrative alle norme anticovid, in particolare per gli spostamenti in orari notturni non consentiti ed il trasferimento tra comuni non autorizzato. Inoltre sono state comminate 6 sanzioni al codice della strada nella maggior parte dei casi per l’uso del telefono cellulare o il mancato uso delle cinture di sicurezza, operati 2 sequestri amministrativi di autovetture sprovviste di copertura assicurativa obbligatoria.
f.u.
Durante il fine settimana i militari hanno controllato complessivamente 76 veicoli e identificato 128 persone. Contestate 12 violazioni amministrative alle norme anticovid, in particolare per gli spostamenti in orari notturni non consentiti ed il trasferimento tra comuni non autorizzato. Inoltre sono state comminate 6 sanzioni al codice della strada nella maggior parte dei casi per l’uso del telefono cellulare o il mancato uso delle cinture di sicurezza, operati 2 sequestri amministrativi di autovetture sprovviste di copertura assicurativa obbligatoria.
f.u.
