Radioc1inBlu
In occasione del 169esimo anniversario dalla nascita della Polizia di Stato, nonostante la sobrietà imposta dalle restrizioni anti contagio, si sono svolte le consuete celebrazioni dedicate al corpo. Nella giornata di ieri, il Prefetto Lamberto Giannini, Capo della Polizia, è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, accompagnato dai Vice Capi della Polizia, dai Direttori centrali del Dipartimento della pubblica sicurezza e da una rappresentanza del personale. Oggi, per l'occasione, la Guardia d’onore al Quirinale è stata affidata al Reparto a cavallo della Polizia di Stato in uniforme rinascimentale.
Questa mattina, il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha deposto una corona di alloro al Sacrario dei Caduti della Scuola Superiore di Polizia e ha consegnato la medaglia d’oro al merito civile, conferita dal Presidente della Repubblica, alla Bandiera della Polizia di Stato.
A Macerata invece, alla presenza del Prefetto Flavio Ferdani e del Questore Vincenzo Trombadore, si è tenuta la semplice deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato ai caduti della Polizia di Stato.
La Polizia di Stato della provincia di Macerata ha comunicato i dati della sua attività nell’anno appena trascorso, da aprile 2020 a marzo 2021: sono stati circa 7200 gli equipaggi automontati, oltre 1 milione e 700mila i chilometri percorsi. Nello stesso lasso di tempo, l’anticrimine ha disposto 52 avvisi orali, 98 fogli di via, 6 proposte di sorveglianza speciale, altrettanti D.A.Spo, 3 divieti di accesso ai centri urbani e 12 ammonizioni per stalking. Per quanto riguarda la Polizia Giudiziaria: 1125 i delitti e 384 le persone denunciate. 56 arresti, di cui 23 per reati connessi agli stupefacenti: sono quasi 1500 i chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrate nell’ultimo anno.
Per quello che riguarda l’immigrazione, nell’ultimo anno sono state 79 le persone cui è stato intimato di lasciare il paese. Nella provincia di Macerata sono 83 le persone accolte per aver richiesto protezione internazionale.
Per quanto concerne invece l’attività su strada sono state 6720 le violazioni, 74 le patenti ritirate per gravi violazioni, 45 segnalazioni per guida in stato di alterazione, 351 gli incidenti.
l.c.
Questa mattina, il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha deposto una corona di alloro al Sacrario dei Caduti della Scuola Superiore di Polizia e ha consegnato la medaglia d’oro al merito civile, conferita dal Presidente della Repubblica, alla Bandiera della Polizia di Stato.
A Macerata invece, alla presenza del Prefetto Flavio Ferdani e del Questore Vincenzo Trombadore, si è tenuta la semplice deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato ai caduti della Polizia di Stato.
La Polizia di Stato della provincia di Macerata ha comunicato i dati della sua attività nell’anno appena trascorso, da aprile 2020 a marzo 2021: sono stati circa 7200 gli equipaggi automontati, oltre 1 milione e 700mila i chilometri percorsi. Nello stesso lasso di tempo, l’anticrimine ha disposto 52 avvisi orali, 98 fogli di via, 6 proposte di sorveglianza speciale, altrettanti D.A.Spo, 3 divieti di accesso ai centri urbani e 12 ammonizioni per stalking. Per quanto riguarda la Polizia Giudiziaria: 1125 i delitti e 384 le persone denunciate. 56 arresti, di cui 23 per reati connessi agli stupefacenti: sono quasi 1500 i chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrate nell’ultimo anno.
Per quello che riguarda l’immigrazione, nell’ultimo anno sono state 79 le persone cui è stato intimato di lasciare il paese. Nella provincia di Macerata sono 83 le persone accolte per aver richiesto protezione internazionale.
Per quanto concerne invece l’attività su strada sono state 6720 le violazioni, 74 le patenti ritirate per gravi violazioni, 45 segnalazioni per guida in stato di alterazione, 351 gli incidenti.
l.c.
Torna all’Università di Camerino Science FACTOR, o meglio S-Factor, il contest di comunicazione e divulgazione scientifica dedicato alla creatività degli studenti delle scuole superiori e degli studenti Unicam “portatori” di S-Factor!
Giunto alla sua sesta edizione, S-Factor è il contest di comunicazione e divulgazione scientifica promosso dall’Università di Camerino rivolto agli studenti degli istituti di istruzione secondaria superiore d'Italia e agli studenti Unicam. Partecipare è facilissimo: gli studenti delle scuole superiori potranno partecipare in gruppi misti anche di diversi classi oppure con la propria classe, mentre gli studenti Unicam potranno iscriversi singolarmente oppure in gruppi. Per iscriversi è necessario compilare l’apposita form presente all’indirizzo www.unicam.it/s-factor entro il 15 aprile 2021.
La domanda di partecipazione al concorso contenente l’idea progettuale, le liberatorie e il video di promozione dovranno essere caricate nell’apposita form dove saranno reperibili tutte le informazioni relative alle modalità di partecipazione.
A tutti i partecipanti sarà consegnato a un attestato di partecipazione, mentre nella giornata finale, del prossimo 27 maggio, saranno proclamati i vincitori assoluti “S-Factor 2021” con i seguenti premi: al 1° classificato 500 euro come contributo alla scuola o euro per studente singolo o al gruppo Unicam; al 2° classificato 300 euro come contributo alla scuola o euro 200 per studente singolo o al gruppo Unicam; al 3° premio 200 euro come contributo alla scuola o euro 100 per studente singolo o al gruppo Unicam e a tutti i vincitori sarà assegnato un gadget “S-Factor”.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina www.unicam.it/s-factor
C.C.
Giunto alla sua sesta edizione, S-Factor è il contest di comunicazione e divulgazione scientifica promosso dall’Università di Camerino rivolto agli studenti degli istituti di istruzione secondaria superiore d'Italia e agli studenti Unicam. Partecipare è facilissimo: gli studenti delle scuole superiori potranno partecipare in gruppi misti anche di diversi classi oppure con la propria classe, mentre gli studenti Unicam potranno iscriversi singolarmente oppure in gruppi. Per iscriversi è necessario compilare l’apposita form presente all’indirizzo www.unicam.it/s-factor entro il 15 aprile 2021.
La domanda di partecipazione al concorso contenente l’idea progettuale, le liberatorie e il video di promozione dovranno essere caricate nell’apposita form dove saranno reperibili tutte le informazioni relative alle modalità di partecipazione.
A tutti i partecipanti sarà consegnato a un attestato di partecipazione, mentre nella giornata finale, del prossimo 27 maggio, saranno proclamati i vincitori assoluti “S-Factor 2021” con i seguenti premi: al 1° classificato 500 euro come contributo alla scuola o euro per studente singolo o al gruppo Unicam; al 2° classificato 300 euro come contributo alla scuola o euro 200 per studente singolo o al gruppo Unicam; al 3° premio 200 euro come contributo alla scuola o euro 100 per studente singolo o al gruppo Unicam e a tutti i vincitori sarà assegnato un gadget “S-Factor”.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina www.unicam.it/s-factor
C.C.
L'individuazione del sito della discarica provinciale tra le questioni oggetto d'interrogazione da parte della minoranza in Consiglio comunale a San Severino Marche.
"Il chiarimento che chiediamo - spiega il consigliere Tarcisio Antognozzi- è sul motivo che ha indotto il sindaco di San Severino a firmare un documento che di fatto blocca un procedimento pienamente in atto già da tre anni e, completamente condiviso con gli altri colleghi primi cittadini con i quali si era arrivati ad una delibera del giugno scorso. Di fatto quella delibera andava a concludere un iter che, in tempi relativamente brevi, avrebbe condotto all'individuazione di un nuovo sito di discarica, visto che quello di Cingoli è ormai saturo.
Bloccare questo procedimento- continua Tarcisio Antognozzi- implica invece una dilatazione dei tempi e un aumento di costi per i cittadini, in quanto saremo costretti ad abbancare i nostri rifiuti fuori della nostra provincia. Vorremmo chiarezza- ribadisce il consigliere-, anche perché il sindaco ha firmato questo documento senza informare preventivamente la cittadinjanza sui motivi. Chiediamo dunque uno sforzo di trasparenza che riteniamo doveroso nei confronti di tutti i cittadini e dell'intera comunità".
C.C.
"Il chiarimento che chiediamo - spiega il consigliere Tarcisio Antognozzi- è sul motivo che ha indotto il sindaco di San Severino a firmare un documento che di fatto blocca un procedimento pienamente in atto già da tre anni e, completamente condiviso con gli altri colleghi primi cittadini con i quali si era arrivati ad una delibera del giugno scorso. Di fatto quella delibera andava a concludere un iter che, in tempi relativamente brevi, avrebbe condotto all'individuazione di un nuovo sito di discarica, visto che quello di Cingoli è ormai saturo.
Bloccare questo procedimento- continua Tarcisio Antognozzi- implica invece una dilatazione dei tempi e un aumento di costi per i cittadini, in quanto saremo costretti ad abbancare i nostri rifiuti fuori della nostra provincia. Vorremmo chiarezza- ribadisce il consigliere-, anche perché il sindaco ha firmato questo documento senza informare preventivamente la cittadinjanza sui motivi. Chiediamo dunque uno sforzo di trasparenza che riteniamo doveroso nei confronti di tutti i cittadini e dell'intera comunità".
C.C.
Ai ragazzi del Coser “Monti Azzurri” di Loro Piceno è stato somministrato il vaccino anti-Covid 19.
Un momento tanto atteso dai 14 ragazzi, dalle loro famiglie e dall’équipe del Centro socio educativo e riabilitativo dell’Unione Montana Monti Azzurri, gestito dalla cooperativa sociale Pars onlus.
“Siamo contenti per i nostri ragazzi, finalmente hanno ottenuto la vaccinazione - dice il presidente Giampiero Feliciotti - Sono soggetti fragili e sono sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori. Bisogna dare loro la tranquillità e la sicurezza”.
“Sono stati mesi difficili e oggi vediamo la luce - dichiara con commozione la referente Pars, Deborah Rommozzi -. Significa vedere la possibilità di tornare a una vita normale e allentare il terrore che viviamo da un anno. Oggi abbiamo raggiunto un traguardo: il vaccino anti-Covid per i nostri ragazzi con disabilità. E’ stato somministrato il Pfizer ai 10 residenti in struttura e ai 4 ragazzi del diurno e a tutti gli operatori Pars. I nostri ospiti hanno affrontato con serenità questa nuova sfida”.
Il personale medico dell’Asur, incaricato di somministrare il vaccino, si è recato personalmente al centro dove questi ragazzi si sentono più al sicuro, come a casa.
“Non ci sono stati effetti collaterali, tutto è andato bene. Ringraziamo per la professionalità e la sensibilità che il personale medico ha dimostrato, ringraziamo il dottore Andrea Savorelli, anche nostro medico di base del Centro, insieme all’infermiere Paride Carducci - conclude la Rommozzi -. Il richiamo per i ragazzi che si sono sottoposti al vaccino è previsto per il 29 aprile con la somministrazione della seconda dose”.
Un momento tanto atteso dai 14 ragazzi, dalle loro famiglie e dall’équipe del Centro socio educativo e riabilitativo dell’Unione Montana Monti Azzurri, gestito dalla cooperativa sociale Pars onlus.
“Siamo contenti per i nostri ragazzi, finalmente hanno ottenuto la vaccinazione - dice il presidente Giampiero Feliciotti - Sono soggetti fragili e sono sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori. Bisogna dare loro la tranquillità e la sicurezza”.
“Sono stati mesi difficili e oggi vediamo la luce - dichiara con commozione la referente Pars, Deborah Rommozzi -. Significa vedere la possibilità di tornare a una vita normale e allentare il terrore che viviamo da un anno. Oggi abbiamo raggiunto un traguardo: il vaccino anti-Covid per i nostri ragazzi con disabilità. E’ stato somministrato il Pfizer ai 10 residenti in struttura e ai 4 ragazzi del diurno e a tutti gli operatori Pars. I nostri ospiti hanno affrontato con serenità questa nuova sfida”.
Il personale medico dell’Asur, incaricato di somministrare il vaccino, si è recato personalmente al centro dove questi ragazzi si sentono più al sicuro, come a casa.
“Non ci sono stati effetti collaterali, tutto è andato bene. Ringraziamo per la professionalità e la sensibilità che il personale medico ha dimostrato, ringraziamo il dottore Andrea Savorelli, anche nostro medico di base del Centro, insieme all’infermiere Paride Carducci - conclude la Rommozzi -. Il richiamo per i ragazzi che si sono sottoposti al vaccino è previsto per il 29 aprile con la somministrazione della seconda dose”.
Se si provano a digitare sul più diffuso motore di ricerca in Internet le parole “ la regione dei Teatri” la prima voce che compare è: Marche. E il risultato non è frutto di un’indicizzazione algoritmica ma la definizione significativa di una realtà consolidata da secoli di storia. Le Marche sono la regione dei teatri, caratterizzate cioè da un una “densità” teatrale rispetto alla popolazione e al numero di Comuni che non ha uguali in Italia e forse nel mondo. Basti pensare che le “ piccole” Marche hanno sul proprio territorio più teatri che tutta l’Italia meridionale. Insomma, non solo le Marche del Museo diffuso, ma in egual misura le Marche del Teatro diffuso.
Un “caso Marche”, dunque, peculiare e assolutamente originale, degno di essere riconosciuto come patrimonio mondiale dell’umanità. E’ da queste considerazioni che è scaturita la volontà dell’assessorato regionale alla Cultura di sottoporre all’Ufficio UNESCO del Segretariato generale del Ministero della Cultura, l’esame di una proposta di una candidatura UNESCO dei Teatri storici marchigiani, per l’iscrizione nella Lista propositiva italiana, come un unicum.
“ Abbiamo avuto un primo incontro con l’Ufficio UNESCO – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Giorgia Latini – nel corso del quale ho presentato la straordinaria ricchezza di teatri storici delle Marche e rappresentato la volontà di investire su questo patrimonio anche attraverso un processo di candidatura, teso anche alla salvaguardia di questo patrimonio.

E’ proprio in questa direzione che si muove la politica culturale regionale, da un lato promuovendo progetti e programmi di recupero, restauro e riallestimento dei teatri ‘Innovateatri’, con l’obiettivo di adeguare e riallestire lo spazio di spettacolo dal vivo delle Marche, dall’altro sostenendo nuove forme di gestione degli spazi teatrali con una crescente partecipazione delle compagnie locali e dei giovani per creare dei veri e propri teatri di comunità.”
Un patrimonio unico sotto molti profili: per capillarità di teatri storici (ora 68 con il distacco di alcuni comuni del pesarese in Emilia Romagna, ma alla fine degli anni ‘90 , secondo il “ Libro bianco” edito dalla Regione Marche come ricognizione del patrimonio esistente, erano 71 e nel 1868 addirittura 113), sotto il profilo architettonico e artistico ( alcuni “gioielli” furono progettati dai più famosi architetti teatrali dell’epoca), per livello culturale, per la funzione sociale a cui hanno assolto nei secoli: ogni più piccolo comune con il suo teatro al centro del nucleo storico conquistava una compiuta autonomia e autosufficienza e un ruolo di prestigio nel territorio circostante, rispondendo anche ad un più complesso processo di aggregazione sociale e di rilancio occupazionale della comunità.
M.S.
Un “caso Marche”, dunque, peculiare e assolutamente originale, degno di essere riconosciuto come patrimonio mondiale dell’umanità. E’ da queste considerazioni che è scaturita la volontà dell’assessorato regionale alla Cultura di sottoporre all’Ufficio UNESCO del Segretariato generale del Ministero della Cultura, l’esame di una proposta di una candidatura UNESCO dei Teatri storici marchigiani, per l’iscrizione nella Lista propositiva italiana, come un unicum.
“ Abbiamo avuto un primo incontro con l’Ufficio UNESCO – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Giorgia Latini – nel corso del quale ho presentato la straordinaria ricchezza di teatri storici delle Marche e rappresentato la volontà di investire su questo patrimonio anche attraverso un processo di candidatura, teso anche alla salvaguardia di questo patrimonio.

E’ proprio in questa direzione che si muove la politica culturale regionale, da un lato promuovendo progetti e programmi di recupero, restauro e riallestimento dei teatri ‘Innovateatri’, con l’obiettivo di adeguare e riallestire lo spazio di spettacolo dal vivo delle Marche, dall’altro sostenendo nuove forme di gestione degli spazi teatrali con una crescente partecipazione delle compagnie locali e dei giovani per creare dei veri e propri teatri di comunità.”
Un patrimonio unico sotto molti profili: per capillarità di teatri storici (ora 68 con il distacco di alcuni comuni del pesarese in Emilia Romagna, ma alla fine degli anni ‘90 , secondo il “ Libro bianco” edito dalla Regione Marche come ricognizione del patrimonio esistente, erano 71 e nel 1868 addirittura 113), sotto il profilo architettonico e artistico ( alcuni “gioielli” furono progettati dai più famosi architetti teatrali dell’epoca), per livello culturale, per la funzione sociale a cui hanno assolto nei secoli: ogni più piccolo comune con il suo teatro al centro del nucleo storico conquistava una compiuta autonomia e autosufficienza e un ruolo di prestigio nel territorio circostante, rispondendo anche ad un più complesso processo di aggregazione sociale e di rilancio occupazionale della comunità.
M.S.
Un nuovo modo per semplificare la raccolta dei rifiuti.
Attivata anche a Camerino l’app che rende la raccolta differenziata semplicissima: mai più dubbi, mai più rischio di multe e sanzioni.
Per facilitare la vita ai cittadini, il comune ha adottato e messo a disposizione Junker, un servizio fruibile tramite APP (per smartphoneAndroid o Apple) che riconosce con un solo clic quello che stiamo gettando e ci dice come fare secondo la normativa del nostro territorio, un sistema semplice da essere rivoluzionario.
Ma come funziona?
Scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, Junker lo riconosce grazie ad un database interno di oltre 1 milione e mezzo di prodotti e ne indica la scomposizione nelle materie prime e i bidoni a cui sono destinati.
Buste di carta con finestra di plastica, oppure delle confezioni di caffè e via discorrendo. E che fare con il Tetrapak che in alcune Regioni si smaltisce insieme alla carta e in altre con la plastica?
Un database ‘in progress’ che viene aggiornato quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti: se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente può trasmettere alla app la foto del prodotto e ricevere la risposta in tempo reale, mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti.

Uno strumento collaborativo perfettamente in linea con la filosofia delle smartcities.
JUNKER è a disposizione gratuitamente per tutti, e dà anche la possibilità all’amministrazione di comunicare direttamente molte altre informazioni: ubicazione dei punti di raccolta, percorsi, calendari del porta a porta, indicazioni per i rifiuti speciali, segnalazione degrado ecc., in tal modo si previene anche il rischio di sanzioni indesiderate.
“Grazie a questa App – spiega il consigliere comunale Riccardo Pennesi che ha seguito tutto l’iter - i cittadini avranno sempre a portata di mano una mappa completa di tutti i punti in cui poter conferire rifiuti speciali che non vengono ritirati dalla raccolta porta a porta" "inoltre, grazie alla lettura tramite fotocamera del codice a barre dei prodotti, si avranno tutte le informazione su dove conferire il rifiuto e il giorno in cui avviene il ritiro dello stesso, con la possibilità di attivare anche le notifiche giornaliere come promemoria" "nell'ottica di una Camerino sempre più ecosostenibile, ci auguriamo che grazie a questo servizio la percentuale della raccolta differenziata aumenti e che i cittadini acquisiscano maggiori consapevolezze nel rispetto dell'ambiente".

JUNKER è una APP, unica in Italia e in Europa, che ha riscosso un notevole successo diffondendosi rapidamente in tutta Italia perché offre un servizio rapido, di facile utilizzo, accurato e completo, aperto ai contributi degli utenti. Inoltre, con la nuova funzione del riconoscimento per immagini, sarà ancora più facile differenziare gli oggetti sfusi o privi di etichetta. Si tratta di una tecnologia sperimentale, mai applicata prima d’ora in questo campo, basata su un sistema di apprendimento automatico che si evolve grazie alla collaborazione degli utenti. Il database di partenza è costituito da circa 1 milione di immagini, che man mano saranno evolute grazie alle ricerche e i feedback dei cittadini.
M.S.
Attivata anche a Camerino l’app che rende la raccolta differenziata semplicissima: mai più dubbi, mai più rischio di multe e sanzioni.
Per facilitare la vita ai cittadini, il comune ha adottato e messo a disposizione Junker, un servizio fruibile tramite APP (per smartphoneAndroid o Apple) che riconosce con un solo clic quello che stiamo gettando e ci dice come fare secondo la normativa del nostro territorio, un sistema semplice da essere rivoluzionario.
Ma come funziona?
Scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, Junker lo riconosce grazie ad un database interno di oltre 1 milione e mezzo di prodotti e ne indica la scomposizione nelle materie prime e i bidoni a cui sono destinati.
Buste di carta con finestra di plastica, oppure delle confezioni di caffè e via discorrendo. E che fare con il Tetrapak che in alcune Regioni si smaltisce insieme alla carta e in altre con la plastica?
Un database ‘in progress’ che viene aggiornato quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti: se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente può trasmettere alla app la foto del prodotto e ricevere la risposta in tempo reale, mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti.

Uno strumento collaborativo perfettamente in linea con la filosofia delle smartcities.
JUNKER è a disposizione gratuitamente per tutti, e dà anche la possibilità all’amministrazione di comunicare direttamente molte altre informazioni: ubicazione dei punti di raccolta, percorsi, calendari del porta a porta, indicazioni per i rifiuti speciali, segnalazione degrado ecc., in tal modo si previene anche il rischio di sanzioni indesiderate.
“Grazie a questa App – spiega il consigliere comunale Riccardo Pennesi che ha seguito tutto l’iter - i cittadini avranno sempre a portata di mano una mappa completa di tutti i punti in cui poter conferire rifiuti speciali che non vengono ritirati dalla raccolta porta a porta" "inoltre, grazie alla lettura tramite fotocamera del codice a barre dei prodotti, si avranno tutte le informazione su dove conferire il rifiuto e il giorno in cui avviene il ritiro dello stesso, con la possibilità di attivare anche le notifiche giornaliere come promemoria" "nell'ottica di una Camerino sempre più ecosostenibile, ci auguriamo che grazie a questo servizio la percentuale della raccolta differenziata aumenti e che i cittadini acquisiscano maggiori consapevolezze nel rispetto dell'ambiente".

JUNKER è una APP, unica in Italia e in Europa, che ha riscosso un notevole successo diffondendosi rapidamente in tutta Italia perché offre un servizio rapido, di facile utilizzo, accurato e completo, aperto ai contributi degli utenti. Inoltre, con la nuova funzione del riconoscimento per immagini, sarà ancora più facile differenziare gli oggetti sfusi o privi di etichetta. Si tratta di una tecnologia sperimentale, mai applicata prima d’ora in questo campo, basata su un sistema di apprendimento automatico che si evolve grazie alla collaborazione degli utenti. Il database di partenza è costituito da circa 1 milione di immagini, che man mano saranno evolute grazie alle ricerche e i feedback dei cittadini.
M.S.
Maurizio Mangialardi, capogruppo in regione del Partito Democratico, è tornato sul tema degli insegnanti di sostegno proponendo una mozione per l’attivazione del Tirocinio Formativo Attivo.
In discussione la carenza degli insegnanti di sostegno e Mangialardi è il primo firmatario.
Il problema, come noto, affligge da anni l’intero sistema scolastico nazionale a tutto svantaggio della continuità formativa e didattica per gli alunni affetti da disabilità, ma si è notevolmente amplificato con l’emergenza pandemica degli ultimi dodici mesi.
Basti pensare che nello scorso anno scolastico, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, a fronte di 150 mila posti su tutto il territorio nazionale, oltre un terzo erano occupati in buona parte da personale precario e senza titolo di specializzazione.
Tutto ciò, nonostante i corsi universitari predisposti dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per la preparazione e la formazione di personale appositamente deputato agli alunni diversamente abili.
Tantissimi docenti ritenuti idonei a seguito del superamento delle prove selettive per l’iscrizione al corso professionale, non hanno avuto modo di accedere perché in sovrannumero rispetto ai posti messi a disposizione dalle Università.
“Nelle Marche – spiega Maurizio Mangialardi – i corsi sono stati attivati dalle Università di Urbino e Macerata, e in riferimento all’anno scolastico 2019-2020, sono rispettivamente 304 e 245 i candidati che hanno superato le tre prove concorsuali risultando idonei, restando però esclusi dalla frequenza del corso di specializzazione poiché in sovrannumero.
Di fronte a una situazione che potrebbe costringere tali idonei soprannumerari ad attendere un altro anno per poter essere ammessi al corso di specializzazione, nonostante la necessità di reclutare insegnanti di sostegno, abbiamo deciso di presentare una mozione per chiedere al presidente Acquaroli di farsi portavoce con il ministero di due primarie esigenze.
Anzitutto, l’immissione in ruolo, già a partire dal prossimo anno scolastico, degli insegnanti già specializzati e formati per permettere alle scuole marchigiane di ogni ordine e grado di programmare la continuità didattica e formativa rivolta agli studenti con disabilità. In secondo luogo, chiediamo di sensibilizzare il ministero dell’Università e della Ricerca affinché, in sinergia con tutti gli atenei italiani, permetta a coloro che sono risultati idonei ma soprannumerari al V ciclo del corso TFA, di iniziare a frequentare dalla prima data utile i corsi di specializzazione nelle Università di Urbino e Macerata, o, in subordine, di proporre di attivare un corso ad hoc per gli stessi, evitandogli di dover perdere un altro anno”.
M.S.
In discussione la carenza degli insegnanti di sostegno e Mangialardi è il primo firmatario.
Il problema, come noto, affligge da anni l’intero sistema scolastico nazionale a tutto svantaggio della continuità formativa e didattica per gli alunni affetti da disabilità, ma si è notevolmente amplificato con l’emergenza pandemica degli ultimi dodici mesi.
Basti pensare che nello scorso anno scolastico, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, a fronte di 150 mila posti su tutto il territorio nazionale, oltre un terzo erano occupati in buona parte da personale precario e senza titolo di specializzazione.
Tutto ciò, nonostante i corsi universitari predisposti dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per la preparazione e la formazione di personale appositamente deputato agli alunni diversamente abili.
Tantissimi docenti ritenuti idonei a seguito del superamento delle prove selettive per l’iscrizione al corso professionale, non hanno avuto modo di accedere perché in sovrannumero rispetto ai posti messi a disposizione dalle Università.
“Nelle Marche – spiega Maurizio Mangialardi – i corsi sono stati attivati dalle Università di Urbino e Macerata, e in riferimento all’anno scolastico 2019-2020, sono rispettivamente 304 e 245 i candidati che hanno superato le tre prove concorsuali risultando idonei, restando però esclusi dalla frequenza del corso di specializzazione poiché in sovrannumero.
Di fronte a una situazione che potrebbe costringere tali idonei soprannumerari ad attendere un altro anno per poter essere ammessi al corso di specializzazione, nonostante la necessità di reclutare insegnanti di sostegno, abbiamo deciso di presentare una mozione per chiedere al presidente Acquaroli di farsi portavoce con il ministero di due primarie esigenze.
Anzitutto, l’immissione in ruolo, già a partire dal prossimo anno scolastico, degli insegnanti già specializzati e formati per permettere alle scuole marchigiane di ogni ordine e grado di programmare la continuità didattica e formativa rivolta agli studenti con disabilità. In secondo luogo, chiediamo di sensibilizzare il ministero dell’Università e della Ricerca affinché, in sinergia con tutti gli atenei italiani, permetta a coloro che sono risultati idonei ma soprannumerari al V ciclo del corso TFA, di iniziare a frequentare dalla prima data utile i corsi di specializzazione nelle Università di Urbino e Macerata, o, in subordine, di proporre di attivare un corso ad hoc per gli stessi, evitandogli di dover perdere un altro anno”.
M.S.
La prima ordinanza straordinaria porta la firma di Camerino. Unicam è la speranza di un territorio
09 Apr 2021
“Non una rinascita, perché non siamo mai morti, ma una crescita”. Determinato il rettore Unicam Claudio Pettinari nel giorno che ha visto la firma della prima ordinanza straordinaria del commissario Giovanni Legnini per la ricostruzione delle strutture danneggiate dal sisma del 2016. È l’ordinanza numero uno di questa “nuova generazione” di provvedimenti pensati dalla struttura commissariale per procedere spediti con la ricostruzione.
Quaranta milioni di euro per sette edifici che rappresentano il patrimonio dell’ateneo, della città e del territorio e sono: palazzo ducale, palazzo Ribechi, palazzo Battibocca, collegio Fazzini, San Domenico, Granelli ed edificio polo studenti.
“Grande soddisfazione - ha detto il rettore - non solo in Unicam ma in tutto il territorio, dalle montagne ad Ascoli Piceno, dove abbiamo le sedi collegate. È stato un percorso importante, grazie al Commissario è stato possibile accelerare questo cammino ed oggi possiamo guardare tutte le nostre strutture sapendo, in cuor nostro, che saranno tutte recuperate. Dico questo - ha precisato - perché c’era nell’animo di chi vive queste terre la paura che l’ateneo si fosse disamorato delle proprie strutture, quelle su cui questo ateneo è nato, cresciuto e diventato una eccellenza. Un ateneo che con tanti metri quadri in meno è riuscito ad avere in questi 4 anni un numero di studenti importante che non è diminuito, ma cresciuto. Aver mantenuto questi numeri è stato un duro lavoro, ma che ci rende felici. Questo anno, nonostante il Covid, è stato di ripresa anche sulle risorse che riusciamo ad attrarre per la ricerca. Significa che essa è viva e di interesse per l’intera nazione. Una ordinanza valida - ha detto riferendosi a quella formata stamattina - che ci permette di correre e se non lo facessimo sarebbe colpa nostra”.
Ha colto l’assist il commissario che, dopo la firma, ha dato simbolicamente in mano la responsabilità al rettore: “I docenti dell’ateneo hanno contribuito alla stesura dell’ordinanza - ha detto Legnini - . Senza il consenso pieno e la partecipazione attiva del Comune non sarebbe stato possibile, quando abbiamo scisso questa ordinanza da quella che a breve arriverà per la città. L’assessore regionale Castelli ha subito accompagnato questa nuova generazione di interventi, le ordinanze straordinarie che somigliano più ad un atto esecutivo ed hanno un contenuto più ampio per incidere sulla normativa vigente. Castelli è stato risolutivo nel chiedere di partire dall’ateneo. Non perché vogliamo lasciare indietro gli altri comuni, ma perché questa era matura e a brevissimo inizieremo con le ordinanze dei centri storici. L’ordinanza numero uno che abbiamo appena firmato vede sette interventi molto rilevanti per un totale di risorse superiore a 40 milioni di euro di cui 19 milioni erano già stanziati ed il resto viene predisposto con questo documento.
L’attuazione viene delegata all’ingegnere Gianluca Loffredo, il soggetto attuatore è l’università di Camerino a cui disponiamo la possibilità di rafforzare le strutture di supporto tecnico-amministrativo”.

Consegna delle cravatte Unicam Castelli, Pettinari, Legnini, Sborgia
Ha sottolineato i tempi l’assessore regionale Guido Castelli: “Qualcuno disse che tra una causa e un effetto c’è un tempo, io credo che in questo caso ci sia stato un tempo ragionevole grazie a questa ordinanza. Un provvedimento che non è solo dell’Università di Camerino, perché reca la firma di quattro regioni e grazie a questo la cabina di coordinamento si conferma un punto da valorizzare per le future programmazioni importanti. È uno strumento agile per far sì che il centro Italia sia protagonista della ricostruzione, di una questione nazionale”.
Grande l’emozione per il sindaco Sandro Sborgia: “È come se questa ordinanza fosse stata fatta al Comune di Camerino - ha detto - e di questo sono davvero felice. In questa ordinanza vedo il rispetto di un impegno che è stato ricordato anche dal Capo dello Stato: la Repubblica ha il dovere di ricostruire il Centro Italia. Con l’ordinanza si adempie al dovere del Paese nei confronti di questi territori colpiti. Il significato va al di là di questo, perché per me la ricostruzione delle aree colpite dal sisma è un segnale importante anche per le comunità vicine a noi e in difficoltà. Faccio riferimento alla crisi dell’Elica. Ricostruire questi territori significa dare occasione di lavoro anche a chi la sta perdendo. Abbiamo tracciato un solco fondamentale per l’attivazione di una struttura normativa che sarà sicuramente da modello per tutto ciò che dovrà farsi più avanti e che potrà riguardare anche altre aree del Paese in difficoltà non solo per il sisma. L’università, per questa città e per tutto il territorio, è il motore economico, del pensiero di crescita e formazione. Non dobbiamo rinunciare all’idea che Camerino sia città di luogo di studio e la ricostruzione dei luoghi che lo permettono è fondamentale”.

Pettinari, Legnini, Sborgia
Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione di tanti soggetti, ha sottolineato Gianluca Loffredo: “Il frutto di questo lavoro è un prodotto olistico - ha spiegato - perché vi sono confluiti diversi pensieri e conoscenze in più ambiti e sono finalizzati a valorizzare gli edifici, ma anche a salvare un patrimonio artistico, storico, identitario e paesaggistico di questi luoghi. Uno sforzo unitario multidisciplinare per raggiungere e questo risultato. Ora bisogna ancora pedalare, ma lo facciamo cn grinta”.

L’attenzione alla importanza dei luoghi storici che saranno recuperati è stata evidenziata dal pro rettore, Graziano Leoni: “Oggi sento che è stato fatto un grande passo avanti, sono cambiate le regole del gioco e riusciamo a vedere il futuro della nostra storia. La nostra università ha nelle radici un grandissimo valore, a cui deve la sua sopravvivenza. Purtroppo queste radici non sono visibili oggi, ma sono quello che ci manca molto: il nostro patrimonio storico custodito in queste sette costruzioni che presto potranno tornare alla luce”
GS
Quaranta milioni di euro per sette edifici che rappresentano il patrimonio dell’ateneo, della città e del territorio e sono: palazzo ducale, palazzo Ribechi, palazzo Battibocca, collegio Fazzini, San Domenico, Granelli ed edificio polo studenti.
“Grande soddisfazione - ha detto il rettore - non solo in Unicam ma in tutto il territorio, dalle montagne ad Ascoli Piceno, dove abbiamo le sedi collegate. È stato un percorso importante, grazie al Commissario è stato possibile accelerare questo cammino ed oggi possiamo guardare tutte le nostre strutture sapendo, in cuor nostro, che saranno tutte recuperate. Dico questo - ha precisato - perché c’era nell’animo di chi vive queste terre la paura che l’ateneo si fosse disamorato delle proprie strutture, quelle su cui questo ateneo è nato, cresciuto e diventato una eccellenza. Un ateneo che con tanti metri quadri in meno è riuscito ad avere in questi 4 anni un numero di studenti importante che non è diminuito, ma cresciuto. Aver mantenuto questi numeri è stato un duro lavoro, ma che ci rende felici. Questo anno, nonostante il Covid, è stato di ripresa anche sulle risorse che riusciamo ad attrarre per la ricerca. Significa che essa è viva e di interesse per l’intera nazione. Una ordinanza valida - ha detto riferendosi a quella formata stamattina - che ci permette di correre e se non lo facessimo sarebbe colpa nostra”.
Ha colto l’assist il commissario che, dopo la firma, ha dato simbolicamente in mano la responsabilità al rettore: “I docenti dell’ateneo hanno contribuito alla stesura dell’ordinanza - ha detto Legnini - . Senza il consenso pieno e la partecipazione attiva del Comune non sarebbe stato possibile, quando abbiamo scisso questa ordinanza da quella che a breve arriverà per la città. L’assessore regionale Castelli ha subito accompagnato questa nuova generazione di interventi, le ordinanze straordinarie che somigliano più ad un atto esecutivo ed hanno un contenuto più ampio per incidere sulla normativa vigente. Castelli è stato risolutivo nel chiedere di partire dall’ateneo. Non perché vogliamo lasciare indietro gli altri comuni, ma perché questa era matura e a brevissimo inizieremo con le ordinanze dei centri storici. L’ordinanza numero uno che abbiamo appena firmato vede sette interventi molto rilevanti per un totale di risorse superiore a 40 milioni di euro di cui 19 milioni erano già stanziati ed il resto viene predisposto con questo documento.
L’attuazione viene delegata all’ingegnere Gianluca Loffredo, il soggetto attuatore è l’università di Camerino a cui disponiamo la possibilità di rafforzare le strutture di supporto tecnico-amministrativo”.

Consegna delle cravatte Unicam Castelli, Pettinari, Legnini, Sborgia
Ha sottolineato i tempi l’assessore regionale Guido Castelli: “Qualcuno disse che tra una causa e un effetto c’è un tempo, io credo che in questo caso ci sia stato un tempo ragionevole grazie a questa ordinanza. Un provvedimento che non è solo dell’Università di Camerino, perché reca la firma di quattro regioni e grazie a questo la cabina di coordinamento si conferma un punto da valorizzare per le future programmazioni importanti. È uno strumento agile per far sì che il centro Italia sia protagonista della ricostruzione, di una questione nazionale”.
Grande l’emozione per il sindaco Sandro Sborgia: “È come se questa ordinanza fosse stata fatta al Comune di Camerino - ha detto - e di questo sono davvero felice. In questa ordinanza vedo il rispetto di un impegno che è stato ricordato anche dal Capo dello Stato: la Repubblica ha il dovere di ricostruire il Centro Italia. Con l’ordinanza si adempie al dovere del Paese nei confronti di questi territori colpiti. Il significato va al di là di questo, perché per me la ricostruzione delle aree colpite dal sisma è un segnale importante anche per le comunità vicine a noi e in difficoltà. Faccio riferimento alla crisi dell’Elica. Ricostruire questi territori significa dare occasione di lavoro anche a chi la sta perdendo. Abbiamo tracciato un solco fondamentale per l’attivazione di una struttura normativa che sarà sicuramente da modello per tutto ciò che dovrà farsi più avanti e che potrà riguardare anche altre aree del Paese in difficoltà non solo per il sisma. L’università, per questa città e per tutto il territorio, è il motore economico, del pensiero di crescita e formazione. Non dobbiamo rinunciare all’idea che Camerino sia città di luogo di studio e la ricostruzione dei luoghi che lo permettono è fondamentale”.

Pettinari, Legnini, Sborgia
Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione di tanti soggetti, ha sottolineato Gianluca Loffredo: “Il frutto di questo lavoro è un prodotto olistico - ha spiegato - perché vi sono confluiti diversi pensieri e conoscenze in più ambiti e sono finalizzati a valorizzare gli edifici, ma anche a salvare un patrimonio artistico, storico, identitario e paesaggistico di questi luoghi. Uno sforzo unitario multidisciplinare per raggiungere e questo risultato. Ora bisogna ancora pedalare, ma lo facciamo cn grinta”.

L’attenzione alla importanza dei luoghi storici che saranno recuperati è stata evidenziata dal pro rettore, Graziano Leoni: “Oggi sento che è stato fatto un grande passo avanti, sono cambiate le regole del gioco e riusciamo a vedere il futuro della nostra storia. La nostra università ha nelle radici un grandissimo valore, a cui deve la sua sopravvivenza. Purtroppo queste radici non sono visibili oggi, ma sono quello che ci manca molto: il nostro patrimonio storico custodito in queste sette costruzioni che presto potranno tornare alla luce”
GS
Fare chiarezza sul piano di riorganizzazione industriale 2021-2023 di Elica spa. È quanto chiede a gran voce il consigliere regionale delle Marche per il Partito Democratico Romano Carancini, secondo il quale un’azienda i cui dati degli ultimi anni mostrano un fatturato in crescita deve fornire delle spiegazioni sui motivi di un’operazione inaccettabile e dall’impatto impressionante sulle persone e su un territorio martoriato già da anni. Inaccettabile il piano industriale della multinazionale di Fabriano, leader mondiale delle cappe aspiranti, quotata in Borsa nel segmento Star che ha comunicato oltre 400 esuberi sui 560 dipendenti totali , riduzione di produzione e commesse che finiranno in Polonia. “Credo che occorra fare chiarezza sul perché- afferma Carancini -. Un’azienda che promuove i propri prodotti facendo riferimento al territorio e alle persone è assolutamente ingiustificato che rifiuti di spiegare quello che sta accadendo.
Se noi andiamo ad osservare i dati economici di Elica riferiti agli ultimi due anni, 2019 e 2020- dice Carancini- non possiamo che notare che sono dati positivi. Abbiamo dati tecnici molto significativi che dimostrano che il margine operativo lordo che è dato indicativo, cresce del 42 % , passa cioè da 28mln del 2018 ai 42 circa del 2019. La marginalità cresce dal 6 all’8 e c’è addirittura un risultato positivo di circa 5 mln. Dati che vanno affinati ma fondamentali per capire. Il 2020 nonostante il Covid riesce inoltre a far sì che Elica porti a casa risultati assolutamente positivi e contenga i risultati relativi al margine utile e operativo lordo; Elica inoltre nei primi mesi del 2021 cresce nel segmento della borsa del 7 per cento; in un anno cresce del 28,99 per cento e, se andiamo a guardare gli ultimi 5 anni è cresciuta del 77 per cento. La domanda che allora sorge spontanea non può essere che quella del perché? Non può essere che ci sia una ragione relativa ad una crisi. L’azienda non è affatto in crisi e questo è un dato di fatto. E allora dove andiamo a cercare? Io credo che non si tratti di accanimento verso un territorio ma è probabilmente l’effetto. Mi chiedo se non vi siano invece altre operazioni sotterranee quali ad esempio la vendita delle partecipazioni, altrimenti non si spiegherebbe. E’ un fatto di una gravità assoluta- continua Carancini- . Ecco perché nel 2020 e dunque subito dopo l’ultimo trimestre, Elica ha sostanzialmente chiesto agli operai dipendenti il riempimento dei magazzini e aggiungo che, da questo punto di vista, l’impegno della forza lavoro di questi anni con Elica nei rapporti sindacali è stato di una disponibilità assoluta. Perché non hanno condiviso, perché non spiegano le vere ragioni?
Se il fatturato c’è se l’azienda cresce, quali sono le vere ragioni?- rimarca Carancini- . La domanda andrebbe fatta a Casoli che evidentemente resta indifferente; da capitano d’impresa, si scorda dei propri dipendenti e poi promuove il proprio prodotto esaltanto i termini della comunità e del territorio. L'etica è un elemento che fa grande l'imprenditore perché ricevere e non restitutire, non far parte di un processo di partecipazione, è davvero uno schiaffo inaccettabile per le persone che in quell'azienda hanno lavorato e lavorano da tanti anni”.
Se noi andiamo ad osservare i dati economici di Elica riferiti agli ultimi due anni, 2019 e 2020- dice Carancini- non possiamo che notare che sono dati positivi. Abbiamo dati tecnici molto significativi che dimostrano che il margine operativo lordo che è dato indicativo, cresce del 42 % , passa cioè da 28mln del 2018 ai 42 circa del 2019. La marginalità cresce dal 6 all’8 e c’è addirittura un risultato positivo di circa 5 mln. Dati che vanno affinati ma fondamentali per capire. Il 2020 nonostante il Covid riesce inoltre a far sì che Elica porti a casa risultati assolutamente positivi e contenga i risultati relativi al margine utile e operativo lordo; Elica inoltre nei primi mesi del 2021 cresce nel segmento della borsa del 7 per cento; in un anno cresce del 28,99 per cento e, se andiamo a guardare gli ultimi 5 anni è cresciuta del 77 per cento. La domanda che allora sorge spontanea non può essere che quella del perché? Non può essere che ci sia una ragione relativa ad una crisi. L’azienda non è affatto in crisi e questo è un dato di fatto. E allora dove andiamo a cercare? Io credo che non si tratti di accanimento verso un territorio ma è probabilmente l’effetto. Mi chiedo se non vi siano invece altre operazioni sotterranee quali ad esempio la vendita delle partecipazioni, altrimenti non si spiegherebbe. E’ un fatto di una gravità assoluta- continua Carancini- . Ecco perché nel 2020 e dunque subito dopo l’ultimo trimestre, Elica ha sostanzialmente chiesto agli operai dipendenti il riempimento dei magazzini e aggiungo che, da questo punto di vista, l’impegno della forza lavoro di questi anni con Elica nei rapporti sindacali è stato di una disponibilità assoluta. Perché non hanno condiviso, perché non spiegano le vere ragioni?
Se il fatturato c’è se l’azienda cresce, quali sono le vere ragioni?- rimarca Carancini- . La domanda andrebbe fatta a Casoli che evidentemente resta indifferente; da capitano d’impresa, si scorda dei propri dipendenti e poi promuove il proprio prodotto esaltanto i termini della comunità e del territorio. L'etica è un elemento che fa grande l'imprenditore perché ricevere e non restitutire, non far parte di un processo di partecipazione, è davvero uno schiaffo inaccettabile per le persone che in quell'azienda hanno lavorato e lavorano da tanti anni”.
c.c.
Paola Castricini nuovo segretario Pd provinciale. "Dobbiamo tornare a guardare fuori dal partito"
09 Apr 2021
È Paola Castricini il segretario del Pd provinciale. Unanime il voto che ha portato alla sua nomina e a quella del presidente Renzo Antonini.
Ed è proprio l'unanimità che getta le basi per il percorso che i dem intraprenderanno in vista delle prossime elezioni amministrative in diversi Comuni e anche per il nuovo consiglio provinciale.
"Ora guardiamo al futuro con lo stesso spirito con cui abbiamo iniziato questa nuova fase del partito provinciale - dice Paola Castricini ai microfoni di radio C1...inBlu - e cioè unitariamente. Non si tratta di una unità di parola o facciata, ma reale. Il percorso che ha portato a questa nomina è frutto del lavoro di tante persone, di tutta la classe dirigente, diversamente non avrei accettato".
La Castricini prende in mano un partito che ha visto la sconfitta alle elezioni regionali e anche a quelle amministrative della città capoluogo, dagli errori che hanno portato a questo esito il gruppo dovrà ripartire per guardare al futuro: "L'analisi del voto e della sconfitta ha sfaccettature ampie che debbono essere elaborate e discusse nei nostri prossimi appuntamenti. Il fatto che il nostro partito negli ultimi anni abbia guardato al proprio interno, piuttosto che fuori, ci ha allontanato dalle persone e ci ha reso interlocutori poco attenti. Ci riproponiamo per il futuro di mettere i temi e le persone al centro dell'interesse e della vita del parito".
Di una unità reale parla anche l'ex assessore regionale Angelo Sciapichetti, soddisfatto della nuova guida che ritiene adatta e capace: "Paola è una donna impegnata da tanto tempo, che conosce bene i problemi della provincia e credo che saprà portare quelle qualità che le donne hanno in più rispetto agli uomini, anche nell'affrontare i problemi. Credo che abbiamo imboccato davvero una nuova strada".

La strada che porterà ai prossimi appuntamenti elettorali: "Ci sono passaggi importanti nei prossimi mesi - dice Sciapichetti - ma anche problemi importanti di cui farsi carico: la ricostruzione, le infrastrutture dell'entroterra, la Pedemontana, la sanità che va rivista soprattutto alla luce di quanto accaduto con la pandemia, una discarica di appoggio per la provincia. Problemi reali che impattano sulla vita dei cittadini e noi dobbiamo tornare a parlare di questo, più che delle scadenze amministrative".
C'è bisogno di concretezza, dunque, la stessa dimostrata con gli animi che si sono placati all'interno del partito, rispetto al periodo successivo alla sconfitta: "Il nostro è un segnale importante e di svolta. C'è la voglia di imboccare un percorso del tutto nuovo, lasciandoci alle spalle quello che è successo. Il passato è passato, dobbiamo guardare al futuro e tornare a stare in mezzo alle persone per affrontare i loro problemi. In questi giorni a Fabriano c'è la vertenza Elica - aggiunge sciapichetti - , il Pd deve stare lì, in mezzo a quei lavoratori, come stanno facendo i consiglieri regionali. Se ritorniamo a far questo torneremo a governare le comunità, altrimenti aumenterà il dissenso e sarà una sconfitta per tutti".
GS
Ed è proprio l'unanimità che getta le basi per il percorso che i dem intraprenderanno in vista delle prossime elezioni amministrative in diversi Comuni e anche per il nuovo consiglio provinciale.
"Ora guardiamo al futuro con lo stesso spirito con cui abbiamo iniziato questa nuova fase del partito provinciale - dice Paola Castricini ai microfoni di radio C1...inBlu - e cioè unitariamente. Non si tratta di una unità di parola o facciata, ma reale. Il percorso che ha portato a questa nomina è frutto del lavoro di tante persone, di tutta la classe dirigente, diversamente non avrei accettato".
La Castricini prende in mano un partito che ha visto la sconfitta alle elezioni regionali e anche a quelle amministrative della città capoluogo, dagli errori che hanno portato a questo esito il gruppo dovrà ripartire per guardare al futuro: "L'analisi del voto e della sconfitta ha sfaccettature ampie che debbono essere elaborate e discusse nei nostri prossimi appuntamenti. Il fatto che il nostro partito negli ultimi anni abbia guardato al proprio interno, piuttosto che fuori, ci ha allontanato dalle persone e ci ha reso interlocutori poco attenti. Ci riproponiamo per il futuro di mettere i temi e le persone al centro dell'interesse e della vita del parito".
Di una unità reale parla anche l'ex assessore regionale Angelo Sciapichetti, soddisfatto della nuova guida che ritiene adatta e capace: "Paola è una donna impegnata da tanto tempo, che conosce bene i problemi della provincia e credo che saprà portare quelle qualità che le donne hanno in più rispetto agli uomini, anche nell'affrontare i problemi. Credo che abbiamo imboccato davvero una nuova strada".

La strada che porterà ai prossimi appuntamenti elettorali: "Ci sono passaggi importanti nei prossimi mesi - dice Sciapichetti - ma anche problemi importanti di cui farsi carico: la ricostruzione, le infrastrutture dell'entroterra, la Pedemontana, la sanità che va rivista soprattutto alla luce di quanto accaduto con la pandemia, una discarica di appoggio per la provincia. Problemi reali che impattano sulla vita dei cittadini e noi dobbiamo tornare a parlare di questo, più che delle scadenze amministrative".
C'è bisogno di concretezza, dunque, la stessa dimostrata con gli animi che si sono placati all'interno del partito, rispetto al periodo successivo alla sconfitta: "Il nostro è un segnale importante e di svolta. C'è la voglia di imboccare un percorso del tutto nuovo, lasciandoci alle spalle quello che è successo. Il passato è passato, dobbiamo guardare al futuro e tornare a stare in mezzo alle persone per affrontare i loro problemi. In questi giorni a Fabriano c'è la vertenza Elica - aggiunge sciapichetti - , il Pd deve stare lì, in mezzo a quei lavoratori, come stanno facendo i consiglieri regionali. Se ritorniamo a far questo torneremo a governare le comunità, altrimenti aumenterà il dissenso e sarà una sconfitta per tutti".
GS
