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Passi in avanti a Camerino nel recupero dai danni del sisma del tempio Ducale medievale dell'Annunziata, considerato dagli esperti tra i più belli dell'epoca realizzati in Regione. “Dopo varie interlocuzioni con l’ufficio speciale ricostruzione che, data l’importanza rivestita dall’immobile, per stabilire l'importo preciso del lavoro ha chiesto particolari cautele e di effettuare delle indagini con carotaggi sulle pareti interne dell’edificio - spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli- alla fine siamo arrivati alla definizione di una cifra considerevole che consentirà di fare un ottimo lavoro. La somma che è stata stanziata per la sistemazione del tempo dell'Annunziata è infatti di 2milioni e 100 mila euro e, proprio lo scorso martedì abbiamo approvato in Giunta il documento preliminare alla progettazione che è una specie di presa d’atto della cifra disponibile dopodiché da qui partono tutti i livelli progettuali. L’iter delle opere pubbliche è come sempre abbastanza tortuoso, tuttavia possiamo dire che stiamo mettendo in cascina parecchie opere anche rilevanti e che l’ottenimento di questa cifra ci permette non solo di sistemare il tempio dell’Annunziata da un punto di vista strutturale, ma anche di renderlo adeguato nei servizi e collegamenti sotto il profilo della sicurezza e della videosorveglianza- aggiunge Fanelli- L'idea è quella di renderlo un locale di rappresentanza per realizzarvi eventi culturali e convegni che possano far conoscere un po' la bellezza di questo edificio”. Novità anche sul fronte della ricostruzione e rivitalizzazione della Rocca Borgesca e innanzitutto nella realizzazione della terza via di fuga grazie alla nuova scala resasi necessaria per un adeguamento del piano di sicurezza dei giardini principali della città ducale. Prevista anche la sistemazione del Maschio e dell’edificio dell’ex convento francescano di San Pietro in Muralto. “Per la terza via di fuga il progetto è stato presentato - continua l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli-; lo ha redatto il pool di architetti incaricato ed è stato inviato alla Soprintendenza che ha già espresso parere favorevole. Ciò vuol dire che si può andare avanti e contiamo quanto prima di affidare la realizzazione di quest'opera”. Terminato l’iter anche per quel che riguarda la sistemazione del Maschio nella parte agibile.
“Con la volontà di incentivare la riapertura del bar all’interno dell’edificio- aggiunge l’assessore- il comune di Camerino si è fatto carico dei lavori di sistemazione per più di 50 mila ; anche in questo caso il progetto è già terminato e a breve contiamo di iniziare i lavori , augurandoci che strada facendo tra vaccinazioni e allentamenti nella situazione dei contagi, la cittadinanza possa tornare a fruire di quel posto nel migliore dei modi. Vorrei ricordare che i due immobili storici del Maschio e dell’ex Convento di San Pietro in Muralto la cui completa ristrutturazione non godrebbe attualmente di fonte di finanziamento, sono stati inseriti nel Piano strategico di ricostruzione in quanto riteniamo siano opere strategiche e un input in questo senso è venuto dalla stessa popolazione in occasione del confronto pubblico avvenuto mediante assemblea on-line. L’inserimento nel PSR permetterà quindi che per i giardini della Rocca, uno dei pochi e bellissimi luoghi attualmente fruibili a Camerino, possano essere completate quanto prima tutte le opere necessarie”.
“Con la volontà di incentivare la riapertura del bar all’interno dell’edificio- aggiunge l’assessore- il comune di Camerino si è fatto carico dei lavori di sistemazione per più di 50 mila ; anche in questo caso il progetto è già terminato e a breve contiamo di iniziare i lavori , augurandoci che strada facendo tra vaccinazioni e allentamenti nella situazione dei contagi, la cittadinanza possa tornare a fruire di quel posto nel migliore dei modi. Vorrei ricordare che i due immobili storici del Maschio e dell’ex Convento di San Pietro in Muralto la cui completa ristrutturazione non godrebbe attualmente di fonte di finanziamento, sono stati inseriti nel Piano strategico di ricostruzione in quanto riteniamo siano opere strategiche e un input in questo senso è venuto dalla stessa popolazione in occasione del confronto pubblico avvenuto mediante assemblea on-line. L’inserimento nel PSR permetterà quindi che per i giardini della Rocca, uno dei pochi e bellissimi luoghi attualmente fruibili a Camerino, possano essere completate quanto prima tutte le opere necessarie”.
Romano Carancini rispedisce al mittente le accuse di "bluff politico" mosse dall'assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, in merito alla realizzazione del nuovo ospedale di Macerata.
Dopo che la Regione ha bocciato l'idea del project financing e chiarito la necessità nazionale di modificare il decreto Balduzzi per rivedere la sanità territoriale, l'ex sindaco di Macerata e attuale consigliere regionale di minoranza vuole dire la sua: "Io credo che una premessa vada fatta - precisa - , altrimenti si rischia di utilizzare strumentalmente termini impropri. Non esiste alcuna definizione di 'ospedale nuovo o vecchio' nel decreto ministeriale Balduzzi; non esiste l'ospedale di Macerata, ma ospedale di base di primo livello o di secondo livello e l'ospedale destinato all'Area Vasta 3 è l'ospedale di primo livello.
Il project financing è uno strumento, non l'obiettivo principale. Se la Regione ritiene che la collaborazione pubblico-privato non sia idonea, noi non abbiamo pregiudizi. Se vogliono realizzarlo con un appalto lo facciano, tenendo conto però che ricominciare da capo significa perdere anni di lavoro fatti".
Una posizione diversa da quella dell'attuale giunta regionale che sabato scorso, in conferenza stampa, ha ribadito come al momento non ci sia nulla di concreto fatto dall'amministrazione precedente.
"Purtroppo per Saltamartini - affonda Carancini - le carte parlano. Non sa che la conferenza di Area Vasta 3, il 27 ottobre 2017, dopo un percorso partecipato (tutti i Comuni hanno potuto presentare una loro candidatura) è stato scelto il luogo per la sede. Lui non sa che il Comune ha fatto una variante per individuare la Pieve come sede dell'ospedale. Noi siamo partiti dal 2016 e in quella scelta l'Area Vasta 3 scelse già di mantenere l'ospedale di Camerino come presidio del territorio montano. Fu Gianluca Pasqui, in quella occasione, ad illustrare la necessità di mantenere l'ospedale di Camerino e tutta la conferenza dei sindaci accolse la richiesta senza alcuna riserva. Dentro la razionalizzazione delle strutture sanitarie rientrava già in quel momento la valorizzazione degli ospedali territoriali come quello della città ducale".
Carancini ribadisce, poi, la differenziazione degli ospedali in base alla legge: "Quello che dovrà sorgere a Macerata sarà un ospedale di primo livello. Non esiste un ospedale unico o nuovo, come Saltamartini e altri tentano di confondere. È da sempre stato chiaro che non ci sarà solo quello di primo livello, ma anche altri ospedali che seguono e rispettano le norme della legge. La legge dice che sono tre le categorie di ospedali: quello di base rispetto a un bacino di utenza tra 80mila e 150mila abitanti; quello di primo livello del territorio provinciale tra 150mila e 300mila (quello dell'Area Vasta 3); quello di secondo livello tra 600mila e 1 milione di abitanti (Ospedali Riuniti).
A ogni tipo di ospedale - precisa - si allinea una serie di specialità sanitarie che cresce con l'articolazione territoriale. Ospedali Riuniti avrà specialistiche molto importanti, quello di primo livello sarà di minore importanza, quello di base avrà una serie di specialistiche di base che non le decidono né i sindaci né la Regione, ma la legge. Sono principi dai quale non ci si può spostare, ecco perchè sostengo che l'ospedale dell'Area Vasta 3 sia un diritto e non la concessione di qualcuno che d'un tratto decide di farlo o non farlo o chiamarlo come fa comodo per confondere le persone. È un criterio di onestà intellettuale e serietà politica".
GS
Dopo che la Regione ha bocciato l'idea del project financing e chiarito la necessità nazionale di modificare il decreto Balduzzi per rivedere la sanità territoriale, l'ex sindaco di Macerata e attuale consigliere regionale di minoranza vuole dire la sua: "Io credo che una premessa vada fatta - precisa - , altrimenti si rischia di utilizzare strumentalmente termini impropri. Non esiste alcuna definizione di 'ospedale nuovo o vecchio' nel decreto ministeriale Balduzzi; non esiste l'ospedale di Macerata, ma ospedale di base di primo livello o di secondo livello e l'ospedale destinato all'Area Vasta 3 è l'ospedale di primo livello.
Il project financing è uno strumento, non l'obiettivo principale. Se la Regione ritiene che la collaborazione pubblico-privato non sia idonea, noi non abbiamo pregiudizi. Se vogliono realizzarlo con un appalto lo facciano, tenendo conto però che ricominciare da capo significa perdere anni di lavoro fatti".
Una posizione diversa da quella dell'attuale giunta regionale che sabato scorso, in conferenza stampa, ha ribadito come al momento non ci sia nulla di concreto fatto dall'amministrazione precedente.
"Purtroppo per Saltamartini - affonda Carancini - le carte parlano. Non sa che la conferenza di Area Vasta 3, il 27 ottobre 2017, dopo un percorso partecipato (tutti i Comuni hanno potuto presentare una loro candidatura) è stato scelto il luogo per la sede. Lui non sa che il Comune ha fatto una variante per individuare la Pieve come sede dell'ospedale. Noi siamo partiti dal 2016 e in quella scelta l'Area Vasta 3 scelse già di mantenere l'ospedale di Camerino come presidio del territorio montano. Fu Gianluca Pasqui, in quella occasione, ad illustrare la necessità di mantenere l'ospedale di Camerino e tutta la conferenza dei sindaci accolse la richiesta senza alcuna riserva. Dentro la razionalizzazione delle strutture sanitarie rientrava già in quel momento la valorizzazione degli ospedali territoriali come quello della città ducale".
Carancini ribadisce, poi, la differenziazione degli ospedali in base alla legge: "Quello che dovrà sorgere a Macerata sarà un ospedale di primo livello. Non esiste un ospedale unico o nuovo, come Saltamartini e altri tentano di confondere. È da sempre stato chiaro che non ci sarà solo quello di primo livello, ma anche altri ospedali che seguono e rispettano le norme della legge. La legge dice che sono tre le categorie di ospedali: quello di base rispetto a un bacino di utenza tra 80mila e 150mila abitanti; quello di primo livello del territorio provinciale tra 150mila e 300mila (quello dell'Area Vasta 3); quello di secondo livello tra 600mila e 1 milione di abitanti (Ospedali Riuniti).
A ogni tipo di ospedale - precisa - si allinea una serie di specialità sanitarie che cresce con l'articolazione territoriale. Ospedali Riuniti avrà specialistiche molto importanti, quello di primo livello sarà di minore importanza, quello di base avrà una serie di specialistiche di base che non le decidono né i sindaci né la Regione, ma la legge. Sono principi dai quale non ci si può spostare, ecco perchè sostengo che l'ospedale dell'Area Vasta 3 sia un diritto e non la concessione di qualcuno che d'un tratto decide di farlo o non farlo o chiamarlo come fa comodo per confondere le persone. È un criterio di onestà intellettuale e serietà politica".
GS
È stato portato d'urgenza all'ospedale di Torrette, ad Ancona, un 64enne di Matelica che questa mattina, intorno alle 7, avrebbe ingerito della candeggina.
Sul posto sono subito intervenuti i sanitari del 118 che, viste le condizioni dell'uomo, hanno deciso di allertare Icaro.
Da appurare se si sia trattato di un gesto volontario o di un errore.
Per chiarire l'accaduto sono intervenuti anche i carabinieri.
(Servizio in aggiornamento)
Sul posto sono subito intervenuti i sanitari del 118 che, viste le condizioni dell'uomo, hanno deciso di allertare Icaro.
Da appurare se si sia trattato di un gesto volontario o di un errore.
Per chiarire l'accaduto sono intervenuti anche i carabinieri.
(Servizio in aggiornamento)
La Polizia di Macerata ha arrestato un gruppo criminale composto da quattro giovani extracomunitari, tutti senza fissa dimora e clandestini sul territorio nazionale, rintracciati all’interno di un’abitazione sita nel centro storico della città.
La banda aveva aveva allestito una vera e propria centrale di spaccio di sostanze stupefacenti eroina e cocaina destinata a rifornire il mercato locale.
L’operazione, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile diretta dal Commissario Capo Matteo Luconi e delle “Volanti” agli ordini del Commissario Emanuele Ciccarelli, ha avuto inizio alcune settimane fa con una intensa attività di indagine sviluppata attraverso numerosi servizi di appostamento e pedinamento, effettuati nei confronti di alcuni soggetti extracomunitari di origine africana.
Uno dei quattro giovani, di nazionalità nigeriana, era destinatario di una misura cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Macerata, per la violazione reiterata del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e fino ad oggi era riuscito a sottrarsi alla cattura.
I poliziotti, non senza difficoltà dovuta alla resistenza opposta dai quattro, si rifiutavano di aprire la porta, con uno stratagemma gli agenti riuscivano comunque ad entrare all’interno dell’abitazione.
In un primo momento i quattro hanno cercato di reagire e hanno opposto resistenza a due poliziotti che riportavano lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.
I poliziotti procedevano quindi alla perquisizione dell’appartamento disposto su due piani collegati da una scala. All’interno del bagno, in prossimità dello scarico del lavabo e del collo di scarico del water, da cui erano risalite in superficie per galleggiamento, venivano recuperate 19 (diciannove) dosi contenute in involucri termosaldati, che successivamente analizzate dalla Polizia Scientifica, risultavano contenere eroina.
Non si esclude che durante la fase di ingresso nell’abitazione, uno degli arrestati possa aver avuto il tempo per disperdere all’interno del water del bagno ulteriore sostanza stupefacente, avendo i poliziotti udito azionare lo scarico dello sciacquone nel momento dell’ingresso.
Durante la prosecuzione della perquisizione, venivano altresì rinvenute altre 7 dosi di eroina pronte allo spaccio, sparpagliate a terra in prossimità del bagno dove uno dei quattro stranieri era riuscito ad entrare prima dell’intervento dei poliziotti.
Altra cocaina, contenuta in due distinti involucri, veniva rinvenuta all’interno dello scaffale di una credenza della cucina, occultata fra alcuni barattoli di alimenti.
Tutto lo stupefacente è stato posto in sequestro insieme al materiale utilizzato per il taglio, consistente in una confezione parzialmente consumata di bicarbonato di sodio ed a quello per il confezionamento, consistente in numerosi rotolini di pellicola di cellophane trasparente, rinvenuto in grande quantità, nonché da una busta in plastica da cui erano state ritagliate porzioni di forma circolare tipicamente usate per il confezionamento delle dosi.
Rinvenuti anche 15 telefoni cellulari, verosimilmente utilizzati per tenere i contatti con i “clienti”.
Tutti e quattro gli arrestati, due di origini nigeriane di 23 anni e due di origine ghanese, rispettivamente di 25 e 26 anni, sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Uno dei due nigeriani è stato tratto in arresto anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, mentre l’altro anche in forza della misura cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Macerata per reati dello stesso tipo.
Tutti gli arrestati sono stati associati al carcere di Ancona Montacuto.
M.S.
La banda aveva aveva allestito una vera e propria centrale di spaccio di sostanze stupefacenti eroina e cocaina destinata a rifornire il mercato locale.
L’operazione, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile diretta dal Commissario Capo Matteo Luconi e delle “Volanti” agli ordini del Commissario Emanuele Ciccarelli, ha avuto inizio alcune settimane fa con una intensa attività di indagine sviluppata attraverso numerosi servizi di appostamento e pedinamento, effettuati nei confronti di alcuni soggetti extracomunitari di origine africana.
Uno dei quattro giovani, di nazionalità nigeriana, era destinatario di una misura cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Macerata, per la violazione reiterata del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e fino ad oggi era riuscito a sottrarsi alla cattura.
I poliziotti, non senza difficoltà dovuta alla resistenza opposta dai quattro, si rifiutavano di aprire la porta, con uno stratagemma gli agenti riuscivano comunque ad entrare all’interno dell’abitazione.
In un primo momento i quattro hanno cercato di reagire e hanno opposto resistenza a due poliziotti che riportavano lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.
I poliziotti procedevano quindi alla perquisizione dell’appartamento disposto su due piani collegati da una scala. All’interno del bagno, in prossimità dello scarico del lavabo e del collo di scarico del water, da cui erano risalite in superficie per galleggiamento, venivano recuperate 19 (diciannove) dosi contenute in involucri termosaldati, che successivamente analizzate dalla Polizia Scientifica, risultavano contenere eroina.
Non si esclude che durante la fase di ingresso nell’abitazione, uno degli arrestati possa aver avuto il tempo per disperdere all’interno del water del bagno ulteriore sostanza stupefacente, avendo i poliziotti udito azionare lo scarico dello sciacquone nel momento dell’ingresso.
Durante la prosecuzione della perquisizione, venivano altresì rinvenute altre 7 dosi di eroina pronte allo spaccio, sparpagliate a terra in prossimità del bagno dove uno dei quattro stranieri era riuscito ad entrare prima dell’intervento dei poliziotti.
Altra cocaina, contenuta in due distinti involucri, veniva rinvenuta all’interno dello scaffale di una credenza della cucina, occultata fra alcuni barattoli di alimenti.
Tutto lo stupefacente è stato posto in sequestro insieme al materiale utilizzato per il taglio, consistente in una confezione parzialmente consumata di bicarbonato di sodio ed a quello per il confezionamento, consistente in numerosi rotolini di pellicola di cellophane trasparente, rinvenuto in grande quantità, nonché da una busta in plastica da cui erano state ritagliate porzioni di forma circolare tipicamente usate per il confezionamento delle dosi.
Rinvenuti anche 15 telefoni cellulari, verosimilmente utilizzati per tenere i contatti con i “clienti”.
Tutti e quattro gli arrestati, due di origini nigeriane di 23 anni e due di origine ghanese, rispettivamente di 25 e 26 anni, sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Uno dei due nigeriani è stato tratto in arresto anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, mentre l’altro anche in forza della misura cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Macerata per reati dello stesso tipo.
Tutti gli arrestati sono stati associati al carcere di Ancona Montacuto.
M.S.
La direzione Aziendale di Cosmari ha incontrato le segreterie provinciale di CGIL, CISL e UGL per definire l'accordo sul protocollo vaccinazioni Covid 19 in azienda.
A seguito della sottoscrizione del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro”, Cosmari ha definito con le rappresentanze sindacali locali, una rapida realizzazione del Piano vaccinale.
Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del protocollo, con l’obiettivo di favorire l’applicazione e l’efficacia delle misure di contrasto e di contenimento del Covid-19 negli ambienti di lavoro - e di accrescerne, conseguentemente, la sicurezza e la salubrità.
Cosmari, in questa prospettiva ha avvertito la responsabilità sociale di collaborare attivamente all’iniziativa, sia attraverso l’offerta di spazi aziendali per l’utilizzo diretto da parte del sistema pubblico dell’emergenza come punti di vaccinazione aggiuntivi, sia attraverso l’impegno alla vaccinazione diretta del proprio personale, nella convinzione che solamente un’azione generale e coordinata può abbattere i tempi della vaccinazione, ampliare la tutela e consentire di proteggere la salute collettiva.
Certamente tutti i dipendenti di Cosmari che si occupano di raccolta, trattamento e avvio al riciclo dei rifiuti, della selezione delle macerie del sisma e in particolare della raccolta differenziata dei rifiuti conferiti dalle persone positive al covid o in stato di isolamento domiciliare sono sottoposti ad un particolar rischio di contagio e quindi il Direttore Giampaoli, anche a nome del CdA e i rappresentanti dei sindacati hanno concordato l’esecuzione di una specifica campagna vaccinale da attuare nel prossimo mese di maggio.
Quindi anche Cosmari e le Parti sociali sono intervenuti per disciplinare le misure di contrasto e di contenimento del rischio di contagio in relazione a particolari settori produttivi e alle specificità dei rispettivi rischi e attività, con l’obiettivo prioritario di coniugare la prosecuzione delle attività dei servizi erogati con la garanzia di adeguate condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti e delle modalità di lavoro.
Cosmari si è impegnato a mettere a disposizione il medico aziendale, i locali infermeria e ad assumersi eventuali oneri di assistenza sanitaria previsti.
A seguito della sottoscrizione del “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/ Covid-19 nei luoghi di lavoro”, Cosmari ha definito con le rappresentanze sindacali locali, una rapida realizzazione del Piano vaccinale.
Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del protocollo, con l’obiettivo di favorire l’applicazione e l’efficacia delle misure di contrasto e di contenimento del Covid-19 negli ambienti di lavoro - e di accrescerne, conseguentemente, la sicurezza e la salubrità.
Cosmari, in questa prospettiva ha avvertito la responsabilità sociale di collaborare attivamente all’iniziativa, sia attraverso l’offerta di spazi aziendali per l’utilizzo diretto da parte del sistema pubblico dell’emergenza come punti di vaccinazione aggiuntivi, sia attraverso l’impegno alla vaccinazione diretta del proprio personale, nella convinzione che solamente un’azione generale e coordinata può abbattere i tempi della vaccinazione, ampliare la tutela e consentire di proteggere la salute collettiva.
Certamente tutti i dipendenti di Cosmari che si occupano di raccolta, trattamento e avvio al riciclo dei rifiuti, della selezione delle macerie del sisma e in particolare della raccolta differenziata dei rifiuti conferiti dalle persone positive al covid o in stato di isolamento domiciliare sono sottoposti ad un particolar rischio di contagio e quindi il Direttore Giampaoli, anche a nome del CdA e i rappresentanti dei sindacati hanno concordato l’esecuzione di una specifica campagna vaccinale da attuare nel prossimo mese di maggio.
Quindi anche Cosmari e le Parti sociali sono intervenuti per disciplinare le misure di contrasto e di contenimento del rischio di contagio in relazione a particolari settori produttivi e alle specificità dei rispettivi rischi e attività, con l’obiettivo prioritario di coniugare la prosecuzione delle attività dei servizi erogati con la garanzia di adeguate condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti e delle modalità di lavoro.
Cosmari si è impegnato a mettere a disposizione il medico aziendale, i locali infermeria e ad assumersi eventuali oneri di assistenza sanitaria previsti.
M.S.
Arrivano i fondi per le società dilettantistiche marchigiane. 950mila euro, fondi ricavati dall'assestamento di bilancio.
Il nuovo bando della Regione che assegna una considerevole somma di contributi a fondo perduto allo sport dilettantistico, fortemente penalizzato dalla pandemia.
L'annucio è arrivato da Renzo Marinelli, presidente del gruppo consiliare in Regione della Lega, sottolineando come, insieme al bando di 250 mila euro riservato alle piscine, questi fondi siano un segnale forte dell’attenzione che il partito di Matteo Salvini riserva allo sport, a cui riconosce valenza di strumento formativo.
“Si tratta di una prima tranche della voce di bilancio con cui la Regione intende sostenere lo sport dilettantistico e paralimpico.
Un segnale del fatto che la buona politica, ogni volta che può, ne riconosce anche tangibilmente la fondamentale funzione sociale strettamente correlata a quella ludica"
Marinelli ha voluto sottolineare il ruolo dell'assessore Giorgia Latini per la sensibilità e la sollecitudine con cui affronta le problematiche dello sport finalizzando ogni risorsa disponibile.
Il bando, frutto di economie, è un primo step di un articolato intervento a sostegno della ripartenza di circa 4mila potenziali beneficiari complessivi. I
Il comitato regionale dello sport, al cui tavolo siedono i rappresentanti del settore, più volte riunitosi per individuare i criteri di assegnazione dei fondi, ha stabilito che questa misura sarà destinata a quelle società ed associazioni sportive dilettantistiche, iscritte al Coni o al Comitato paralimpico, che non hanno ancora ottenuto alcun ristoro.
“Per le criticità dovute alla pandemia ci sono stati impieghi finanziari inferiori alle previsioni il che ci ha consentito di concentrare ogni sforzo sull’anno corrente, mettendo a disposizione 1,2 mln di euro complessivi – dice l’assessore Latini entrando nel merito della misura – la riteniamo un’azione fondamentale per sostenere la ripresa dell’attività sportiva che più diffusamente impatta sulla popolazione e che rischia, in molti casi, di veder compromessa la sua stessa esistenza per lo stop forzato.
Nello stanziamento complessivo sono previsti anche 250 mila euro per la ripresa del nuoto ai quali potranno accedere enti pubblici, organizzazioni sportive affiliate e gestori privati di piscine da 25 metri.”
Presentazione delle domandeesclusivamente attraverso la piattaforma regionale all’indirizzohttps://www.regione.marche.it/Contributoripresasport - Misura 11.
Le domande possono pervenire entro la data del 7 maggio entro le ore 12.00.
M.S.
Il nuovo bando della Regione che assegna una considerevole somma di contributi a fondo perduto allo sport dilettantistico, fortemente penalizzato dalla pandemia.
L'annucio è arrivato da Renzo Marinelli, presidente del gruppo consiliare in Regione della Lega, sottolineando come, insieme al bando di 250 mila euro riservato alle piscine, questi fondi siano un segnale forte dell’attenzione che il partito di Matteo Salvini riserva allo sport, a cui riconosce valenza di strumento formativo.
“Si tratta di una prima tranche della voce di bilancio con cui la Regione intende sostenere lo sport dilettantistico e paralimpico.
Un segnale del fatto che la buona politica, ogni volta che può, ne riconosce anche tangibilmente la fondamentale funzione sociale strettamente correlata a quella ludica"
Marinelli ha voluto sottolineare il ruolo dell'assessore Giorgia Latini per la sensibilità e la sollecitudine con cui affronta le problematiche dello sport finalizzando ogni risorsa disponibile.
Il bando, frutto di economie, è un primo step di un articolato intervento a sostegno della ripartenza di circa 4mila potenziali beneficiari complessivi. I
Il comitato regionale dello sport, al cui tavolo siedono i rappresentanti del settore, più volte riunitosi per individuare i criteri di assegnazione dei fondi, ha stabilito che questa misura sarà destinata a quelle società ed associazioni sportive dilettantistiche, iscritte al Coni o al Comitato paralimpico, che non hanno ancora ottenuto alcun ristoro.
“Per le criticità dovute alla pandemia ci sono stati impieghi finanziari inferiori alle previsioni il che ci ha consentito di concentrare ogni sforzo sull’anno corrente, mettendo a disposizione 1,2 mln di euro complessivi – dice l’assessore Latini entrando nel merito della misura – la riteniamo un’azione fondamentale per sostenere la ripresa dell’attività sportiva che più diffusamente impatta sulla popolazione e che rischia, in molti casi, di veder compromessa la sua stessa esistenza per lo stop forzato.
Nello stanziamento complessivo sono previsti anche 250 mila euro per la ripresa del nuoto ai quali potranno accedere enti pubblici, organizzazioni sportive affiliate e gestori privati di piscine da 25 metri.”
Presentazione delle domandeesclusivamente attraverso la piattaforma regionale all’indirizzohttps://www.regione.marche.it/Contributoripresasport - Misura 11.
Le domande possono pervenire entro la data del 7 maggio entro le ore 12.00.
M.S.
Doveva sottostare agli obblighi di quarantena, ma esercitava tranquillamente la propria attività di libero professionista. Per questo i carabinieri di Caldarola hanno multato un abitante del luogo di circa 50 anni.
L'uomo, convivente con un familiare risultato positivo al Covid 19 e che per questo avrebbe dovuto trovarsi a casa in isolamento fiduciario, era invece tranquillamente al proprio posto di lavoro, con la macchina parcheggiata all'esterno del proprio ufficio.
La pattuglia dei militari, in servizio di perlustrazione, ha notato la vettura bussando poi alla porta dell'ufficio e sorprendendo, come detto, l'uomo intento a svolgere il proprio lavoro.
Così è scattata la multa di 400 euro come previsto dalla normativa.
M.S.
L'uomo, convivente con un familiare risultato positivo al Covid 19 e che per questo avrebbe dovuto trovarsi a casa in isolamento fiduciario, era invece tranquillamente al proprio posto di lavoro, con la macchina parcheggiata all'esterno del proprio ufficio.
La pattuglia dei militari, in servizio di perlustrazione, ha notato la vettura bussando poi alla porta dell'ufficio e sorprendendo, come detto, l'uomo intento a svolgere il proprio lavoro.
Così è scattata la multa di 400 euro come previsto dalla normativa.
M.S.
Approvato a Camerino il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione del nuovo Terminal bus di via Madonna delle Carceri e dell' attraversamento pedonale protetto sulla strada provinciale Muccese che funge da collegamento con la zona del Campus universitario.
Complesso l'iter unico di lavoro che giunge quindi al primo step fondamentale per rendere più veloce la fase successiva. "Un iter abbastanza tortuoso dettato soprattutto dalle variazioni a livello urbanistico avvenute nel post- sisma - afferma l'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli-. Le delocalizzazioni e lo spostamento della città verso la zona di San Paolo, hanno fatto sì che quelle che in precedenza erano aree extraurbane, divenissero di fatto un centro abitato. Nella realtà tuttavia le strade di queste zone debbono sottostare all' egidadell'Anas che ha le sue regole. Seppure abbia uffici regionali, Anas è sempre un ente a carattere nazionale e per questo, poco sensibile alle problematiche locali. Ecco perchè l'iter è stato laborioso, non da meno per il fatto che in quel punto la viabilità è anche abbastanza complessa per via dell'intersecazione di più strade e aree d'accesso: l'ingresso ai Poli e campus universitari, la strada provinciale che si dirige verso Castelraimondo, l'altra strada che si dirige ai supermercati e che si ricollega con via Madonna delle carceri. Area dunque caratterizzata da traffico e viabilità complicata- continua Fanelli-, nella quale si sono dovute 'incastrare' le regole del codice della strada che, per strade extraurbane, prevedono solo certe tipologie di interventi e di attraversamenti. Dopo varie ipotesi progettuali siamo comunque riusciti ad arrivare a questo importante primo tassello della definizione di quello che dovrà essere sviluppato come progetto definitivo. L'importo dei lavori è anche abbastanza sostanzioso- aggiunge l'assessore-: oltre 1 milone di euro è la somma destinata al terminal bus , mentre per il sottopasso godrà di una cifra di circa 650 mila euro. Dunque il totale stanziato per i lavori è di circa 1 milione e 700 mila euro. Per quel che concerne la tempistica, una volta approvato questo progetto, scattano i termini per la progettazione definitiva che, essendo stabilita in 30 giorni, è abbastanza veloce; seguirà poi l'affidamento della progettazione esecutiva che prevede una tempistica ancora minore. Ne deriva che, sotto questo punto di vista, l'iter progettuale non sarà quindi così lungo; successivamente ci sarà da attendere i tempi per l'appalto e la realizzazione dei lavori. Nel frattempo- conclude Fanelli- già a partire da ora ci si dovrà occupare della variante urbanistica che è condizione necessaria per andare avanti e per approntare la quale i tecnici sono già stati incaricati. Abbiamo dunque appena iniziata la parte concreta e dovremo attendere i passi della necessaria attività burocratica da portare avanti".
C.C.
Complesso l'iter unico di lavoro che giunge quindi al primo step fondamentale per rendere più veloce la fase successiva. "Un iter abbastanza tortuoso dettato soprattutto dalle variazioni a livello urbanistico avvenute nel post- sisma - afferma l'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli-. Le delocalizzazioni e lo spostamento della città verso la zona di San Paolo, hanno fatto sì che quelle che in precedenza erano aree extraurbane, divenissero di fatto un centro abitato. Nella realtà tuttavia le strade di queste zone debbono sottostare all' egidadell'Anas che ha le sue regole. Seppure abbia uffici regionali, Anas è sempre un ente a carattere nazionale e per questo, poco sensibile alle problematiche locali. Ecco perchè l'iter è stato laborioso, non da meno per il fatto che in quel punto la viabilità è anche abbastanza complessa per via dell'intersecazione di più strade e aree d'accesso: l'ingresso ai Poli e campus universitari, la strada provinciale che si dirige verso Castelraimondo, l'altra strada che si dirige ai supermercati e che si ricollega con via Madonna delle carceri. Area dunque caratterizzata da traffico e viabilità complicata- continua Fanelli-, nella quale si sono dovute 'incastrare' le regole del codice della strada che, per strade extraurbane, prevedono solo certe tipologie di interventi e di attraversamenti. Dopo varie ipotesi progettuali siamo comunque riusciti ad arrivare a questo importante primo tassello della definizione di quello che dovrà essere sviluppato come progetto definitivo. L'importo dei lavori è anche abbastanza sostanzioso- aggiunge l'assessore-: oltre 1 milone di euro è la somma destinata al terminal bus , mentre per il sottopasso godrà di una cifra di circa 650 mila euro. Dunque il totale stanziato per i lavori è di circa 1 milione e 700 mila euro. Per quel che concerne la tempistica, una volta approvato questo progetto, scattano i termini per la progettazione definitiva che, essendo stabilita in 30 giorni, è abbastanza veloce; seguirà poi l'affidamento della progettazione esecutiva che prevede una tempistica ancora minore. Ne deriva che, sotto questo punto di vista, l'iter progettuale non sarà quindi così lungo; successivamente ci sarà da attendere i tempi per l'appalto e la realizzazione dei lavori. Nel frattempo- conclude Fanelli- già a partire da ora ci si dovrà occupare della variante urbanistica che è condizione necessaria per andare avanti e per approntare la quale i tecnici sono già stati incaricati. Abbiamo dunque appena iniziata la parte concreta e dovremo attendere i passi della necessaria attività burocratica da portare avanti".
C.C.
Ospedale di Macerata, Parcaroli: "Sarà nuovo, non unico" Saltamartini: "Finora bluff politico"
10 Apr 2021
“Dimenticate la parola ‘unico’. Quello che sarà costruito sarà il nuovo ospedale di Macerata”. Così il sindaco del capoluogo, Sandro Parcaroli, ha fatto eco all’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, per chiarire sul futuro della nuova struttura che dovrà sorgere a Macerata e che “non andrà a sostituirsi agli altri ospedali territoriali, ma punterà all’eccellenza e alle acuzie”.
Questa la base da cui la Regione annuncia di partire per la revisione del piano sanitario regionale, eliminando l’idea dei tre ospedali unici che erano previsti a Macerata, Pesaro e San Benedetto del Tronto. “Noi – dice Parcaroli – come Comune e come Regione abbiamo tutta l’intenzione di portare avanti il progetto del nuovo ospedale di Macerata nel più breve tempo possibile”.
Ma prima di spiegare l’iter che porterà al nuovo nosocomio, Saltamartini ha voluto chiarire quello che ha definito “bluff politico” su quanto avvenuto fino a settembre 2020 con la vecchia amministrazione a guida Carancini, precisando che “il project financing sarebbe stata utopia, dal momento che prevedeva di spendere quasi un miliardo di euro per l’ospedale della provincia di Macerata. Di fatto – chiarisce l’assessore – di quanto annunciato fino allo scorso settembre in questa aula (la sala consiliare del comune di Macerata, ndr) non c’è nulla. Il progetto è irrealizzabile e c’è un esame negativo da parte del gruppo di lavoro che doveva dare il suo assenso. Questa è storia che dimostra come la politica sia spesso vuota di contenuti e si riempia solo di grandi chiacchiere”.
Poi lo sguardo al futuro e all’impegno dell’attuale giunta regionale, quello di realizzare l’ospedale con il sistema tradizionale, escludendo il project financing: “Porterò in giunta la prossima settimana – prosegue Saltamartini – il progetto per il riavvio del percorso per la revisione del piano sociosanitario. In questi mesi abbiamo cercato finanziamenti e vogliamo procedere con il sistema tradizionale e con i prestiti che la Regione accenderà tramite la Cassa depositi e prestiti che in questo momento permette buono tassi. Tutto quello che c’è stato era un bluff, portato in queste aule qualche mese prima delle elezioni. Noi ci assumiamo la responsabilità di realizzare un ospedale nuovo che sia congruente ai bisogni di questa collettività. Un ospedale con servizi aggiuntivi che saranno elaborati nell’ambito delle audizioni di tutte le realtà sociali. Dopo un anno di Covid la tecnica di realizzazione degli ospedali dovrà essere diversa, lo abbiamo appreso. I tempi dovranno essere accelerati al massimo, il nostro impegno è di realizzarlo il prima possibile. Se i nostri avversari politici – l’affondo all’amministrazione Carancini – , in dieci anni sono riusciti a partorire solo la delibera per un project financing, noi chiediamo qualche mese per tradurre il nostro impegno in fatti concreti. Quelli di prima sono stati ‘percorsi virtuosi’ inesistenti di un ospedale che doveva essere costruito e che non è mai nato”.
Ma a interessare l’intero territorio, soprattutto quello ferito dal sisma, è la rassicurazione che il nuovo ospedale sarà inserito in una rete che preveda la valorizzazione e non la chiusura degli altri ospedali della provincia: “La pandemia ha dimostrato che gli ospedali di comunità dovranno essere messi a regime. Il nuovo ospedale diventerà di eccellenza per malati acuti, non qualcosa in meno rispetto a quello che esiste oggi, ma bisognerà mettere in rete la funzionalità degli altri ospedali, soprattutto per la diagnostica, evitando di far venire le persone a Macerata per quei servizi. Questo ci permetterà di valorizzare reparti eccellenti in campo nazionale, come l’oncologia maceratese. Lo stesso ministro Speranza ha detto che va rivisto tutto, perché non si può immaginare di centralizzare la sanità con un unico ospedale”.
All’interno della nuova rete ospedaliera anche l’ospedale già esistente che, annuncia Parcaroli, “sarà valorizzato e saranno diminuite le sue criticità legate agli anni. Abbiamo diversi progetti da valutare, quel che è certo è che continuerà a lavorare”.
Infine la località su cui dovrà sorgere la nuova struttura: “Probabilmente resterà la Pieve – chiarisce il sindaco –. Andai a vedere questa zona con Acquaroli nel periodo pre-elettorale. Ho contattato il proprietario anche nei giorni scorsi, cui ho ribadito che il prezzo deve essere congruo: i soldi sono dei cittadini. Quella zona va bene anche per la viabilità, perché rientra nel disegno che abbiamo in mente per la futura Macerata”.
Questa la base da cui la Regione annuncia di partire per la revisione del piano sanitario regionale, eliminando l’idea dei tre ospedali unici che erano previsti a Macerata, Pesaro e San Benedetto del Tronto. “Noi – dice Parcaroli – come Comune e come Regione abbiamo tutta l’intenzione di portare avanti il progetto del nuovo ospedale di Macerata nel più breve tempo possibile”.
Ma prima di spiegare l’iter che porterà al nuovo nosocomio, Saltamartini ha voluto chiarire quello che ha definito “bluff politico” su quanto avvenuto fino a settembre 2020 con la vecchia amministrazione a guida Carancini, precisando che “il project financing sarebbe stata utopia, dal momento che prevedeva di spendere quasi un miliardo di euro per l’ospedale della provincia di Macerata. Di fatto – chiarisce l’assessore – di quanto annunciato fino allo scorso settembre in questa aula (la sala consiliare del comune di Macerata, ndr) non c’è nulla. Il progetto è irrealizzabile e c’è un esame negativo da parte del gruppo di lavoro che doveva dare il suo assenso. Questa è storia che dimostra come la politica sia spesso vuota di contenuti e si riempia solo di grandi chiacchiere”.
Poi lo sguardo al futuro e all’impegno dell’attuale giunta regionale, quello di realizzare l’ospedale con il sistema tradizionale, escludendo il project financing: “Porterò in giunta la prossima settimana – prosegue Saltamartini – il progetto per il riavvio del percorso per la revisione del piano sociosanitario. In questi mesi abbiamo cercato finanziamenti e vogliamo procedere con il sistema tradizionale e con i prestiti che la Regione accenderà tramite la Cassa depositi e prestiti che in questo momento permette buono tassi. Tutto quello che c’è stato era un bluff, portato in queste aule qualche mese prima delle elezioni. Noi ci assumiamo la responsabilità di realizzare un ospedale nuovo che sia congruente ai bisogni di questa collettività. Un ospedale con servizi aggiuntivi che saranno elaborati nell’ambito delle audizioni di tutte le realtà sociali. Dopo un anno di Covid la tecnica di realizzazione degli ospedali dovrà essere diversa, lo abbiamo appreso. I tempi dovranno essere accelerati al massimo, il nostro impegno è di realizzarlo il prima possibile. Se i nostri avversari politici – l’affondo all’amministrazione Carancini – , in dieci anni sono riusciti a partorire solo la delibera per un project financing, noi chiediamo qualche mese per tradurre il nostro impegno in fatti concreti. Quelli di prima sono stati ‘percorsi virtuosi’ inesistenti di un ospedale che doveva essere costruito e che non è mai nato”.
Ma a interessare l’intero territorio, soprattutto quello ferito dal sisma, è la rassicurazione che il nuovo ospedale sarà inserito in una rete che preveda la valorizzazione e non la chiusura degli altri ospedali della provincia: “La pandemia ha dimostrato che gli ospedali di comunità dovranno essere messi a regime. Il nuovo ospedale diventerà di eccellenza per malati acuti, non qualcosa in meno rispetto a quello che esiste oggi, ma bisognerà mettere in rete la funzionalità degli altri ospedali, soprattutto per la diagnostica, evitando di far venire le persone a Macerata per quei servizi. Questo ci permetterà di valorizzare reparti eccellenti in campo nazionale, come l’oncologia maceratese. Lo stesso ministro Speranza ha detto che va rivisto tutto, perché non si può immaginare di centralizzare la sanità con un unico ospedale”.
All’interno della nuova rete ospedaliera anche l’ospedale già esistente che, annuncia Parcaroli, “sarà valorizzato e saranno diminuite le sue criticità legate agli anni. Abbiamo diversi progetti da valutare, quel che è certo è che continuerà a lavorare”.
Infine la località su cui dovrà sorgere la nuova struttura: “Probabilmente resterà la Pieve – chiarisce il sindaco –. Andai a vedere questa zona con Acquaroli nel periodo pre-elettorale. Ho contattato il proprietario anche nei giorni scorsi, cui ho ribadito che il prezzo deve essere congruo: i soldi sono dei cittadini. Quella zona va bene anche per la viabilità, perché rientra nel disegno che abbiamo in mente per la futura Macerata”.
Giulia Sancricca
Si sposta da Vallicelle al palazzetto comunale della località le Calvie il punto vaccinale di Camerino
Da lunedì 12 aprile, per esigenze organizzative e di sicurezza sanitaria dell’Asur, il centro vaccinale fino a oggi allestito nel quartiere Vallicelle, sarà spostato nel palazzetto sportivo comunale. Tutte le persone che avevano prenotato il proprio vaccino, dovranno dunque recarsi nella nuova sede indicata.
Le attività del centro sportivo comunale saranno dislocate nelle palestre del CUS Camerino.
“Un ringraziamento al rettore Claudio Pettinari, al presidente del CUS Stefano Belardinelli ai responsabili delle associazioni sportive e al dirigente scolastico Maurizio Cavallaro per la disponibilità e la collaborazione - ha detto il sindaco Sandro Sborgia - In queste ore ci sono state comunicate delle esigenze nuove dall’Asur, da applicare con estrema urgenza e abbiamo dovuto mettere a disposizione immediatamente una struttura comunale più ampia rispetto a quella del quartiere Vallicelle. Altre soluzioni non sono a norma, per cui l’unica via percorribile è stata quella del polo sportivo alle Calvie”.
C.C.
Da lunedì 12 aprile, per esigenze organizzative e di sicurezza sanitaria dell’Asur, il centro vaccinale fino a oggi allestito nel quartiere Vallicelle, sarà spostato nel palazzetto sportivo comunale. Tutte le persone che avevano prenotato il proprio vaccino, dovranno dunque recarsi nella nuova sede indicata.
Le attività del centro sportivo comunale saranno dislocate nelle palestre del CUS Camerino.
“Un ringraziamento al rettore Claudio Pettinari, al presidente del CUS Stefano Belardinelli ai responsabili delle associazioni sportive e al dirigente scolastico Maurizio Cavallaro per la disponibilità e la collaborazione - ha detto il sindaco Sandro Sborgia - In queste ore ci sono state comunicate delle esigenze nuove dall’Asur, da applicare con estrema urgenza e abbiamo dovuto mettere a disposizione immediatamente una struttura comunale più ampia rispetto a quella del quartiere Vallicelle. Altre soluzioni non sono a norma, per cui l’unica via percorribile è stata quella del polo sportivo alle Calvie”.
C.C.
