Radioc1inBlu
Con l’Italia alla vigilia della riapertura, Appignano rischia di restare al palo perché può diventare zona rossa. Il sindaco Calamita la smetta con le scelte di casacca e ci dia una mano: il rosso nel Covid non è il colore del merito, ma della vergogna.”
Parole dure quelle di Luca Buldorini, coordinatore della Lega Appignano e responsabile organizzativo del partito a livello regionale, sulla difficilissima situazione che sta vivendo la città, tra le poche delle Marche che vede crescere il numero dei soggetti positivi. Situazione per la quale chiama in causa il primo cittadino.
“Secondo i parametri introdotti dall’ultimo decreto ci sono le condizioni per fare dichiarare Appignano una specie di lazzaretto con tutte le ricadute sociali ed economiche negative del caso che ricadrebbero su una cittadina già allo stremo – le parole di Buldorini – Un paradosso di fronte alle imminenti riaperture in cui appare ancora più assurdo che il sindaco si limiti a consigliare l’osservanza delle regole e recitare orazioni funebri al bisogno. L’ amministrazione comunale ha avuto mesi e la collaborazione totale della Lega per fare la sua parte nel limitare i contagi e ritornare alla vita: perché si arrocca nella sua incapacità preferendo mantenere immacolata la casacca politica a spese dei cittadini? È arrivato il tempo che faccia un esame di coscienza e si rimbocchi le maniche con chi, come la Lega, non ha mai guardato al colore, ma alla salute degli appignanesi”.
“Siamo stati gli unici ad impegnarci per il contenimento dei contagi - ricorda Buldorini - test sierologici alla cittadinanza già nel corso della prima ondata, 4 termoscanner donati a scuole ed asilo, il suggerimento e la disponibilità alla collaborazione per instaurare controlli con l’aiuto dei volontari della protezione civile, l’avvio delle procedure per l’apertura di un centro vaccinale per cui abbiamo ricevuto la disponibilità da parte della Croce Rossa di Macerata per un’ambulanza e relativo equipaggio. Tutto mentre il sindaco Calamita e i suoi continuano a sperare nel buon Dio senza mettere in campo anche la risolutezza degli uomini solo perché gli uomini in questione sono della Lega”
f.u.
Parole dure quelle di Luca Buldorini, coordinatore della Lega Appignano e responsabile organizzativo del partito a livello regionale, sulla difficilissima situazione che sta vivendo la città, tra le poche delle Marche che vede crescere il numero dei soggetti positivi. Situazione per la quale chiama in causa il primo cittadino.
“Secondo i parametri introdotti dall’ultimo decreto ci sono le condizioni per fare dichiarare Appignano una specie di lazzaretto con tutte le ricadute sociali ed economiche negative del caso che ricadrebbero su una cittadina già allo stremo – le parole di Buldorini – Un paradosso di fronte alle imminenti riaperture in cui appare ancora più assurdo che il sindaco si limiti a consigliare l’osservanza delle regole e recitare orazioni funebri al bisogno. L’ amministrazione comunale ha avuto mesi e la collaborazione totale della Lega per fare la sua parte nel limitare i contagi e ritornare alla vita: perché si arrocca nella sua incapacità preferendo mantenere immacolata la casacca politica a spese dei cittadini? È arrivato il tempo che faccia un esame di coscienza e si rimbocchi le maniche con chi, come la Lega, non ha mai guardato al colore, ma alla salute degli appignanesi”.
“Siamo stati gli unici ad impegnarci per il contenimento dei contagi - ricorda Buldorini - test sierologici alla cittadinanza già nel corso della prima ondata, 4 termoscanner donati a scuole ed asilo, il suggerimento e la disponibilità alla collaborazione per instaurare controlli con l’aiuto dei volontari della protezione civile, l’avvio delle procedure per l’apertura di un centro vaccinale per cui abbiamo ricevuto la disponibilità da parte della Croce Rossa di Macerata per un’ambulanza e relativo equipaggio. Tutto mentre il sindaco Calamita e i suoi continuano a sperare nel buon Dio senza mettere in campo anche la risolutezza degli uomini solo perché gli uomini in questione sono della Lega”
f.u.
Ospedale di Macerata, Sciapichetti: "Solo bugie" Saltamartini: "Basta polemiche, tocca a noi"
17 Apr 2021
Dopo la conferenza stampa in cui Sandro Parcaroli, sindaco di Macerata, e Filippo Saltamartini, assessore regionale alla sanità, hanno spiegato le procedure che porteranno alla nascita del nuovo ospedale di Macerata, la discussione tra vecchia e nuova amministrazione regionale non si è ancora placata.
In mattinata, in una conferenza stampa appositamente convocata, l'ex assessore alla sanità, Angelo Sciapichetti, ha replicato alle affermazioni dell'attuale pari ruolo. Al centro della polemica le strategie di finanziamento e più in generale la politica sanitaria portata avanti nella scorsa legislatura dall'amministrazione Ceriscioli. Sciapichetti, ai microfoni di Radio C1... inBlu, ha dichiarato: "Tante bugie, tante inesattezze. Penso che sia del tutto legittimo avere progetti diversi rispetto alla precedente amministrazione. Quello che è inammissibile è che per suffragare la propria linea si utilizzino delle notizie false. Saltamartini a Macerata ha tentato di giustificare il suo no al project financing, metodo per altro utilizzato al nord da diverse regioni a guida Lega, come ad esempio il Galliera di Genova, utilizzando dati inesatti: forse dovrebbe informarsi meglio. Non ho problemi a sostenere un confronto pubblico: ho le carte, vedremo lui cosa potrà portare sul tavolo. Documenti alla mano non è vero che il DIPE ha dato parere negativo, per di più la nostra amministrazione non ha mai parlato di ospedale unico, ma di un ospedale di primo livello che non trascurerà le strutture 'periferiche', a cominciare da Camerino e San Severino, per poi arrivare a Tolentino. Quest'ultima struttura l'abbiamo finanziata interamente con 16 milioni di euro. Troppe inesattezze: bisogna avere la forza di portare avanti le proprie idee politiche senza infangare il lavoro di chi ha preceduto questa amministrazione".
L'attuale assessore alla sanità ha smorzato la polemica, affermando come l'unica preoccupazione della giunta Acquaroli sia quella di portare a compimento l'opera e dotare la città di Macerata del nuovo nosocomio: "La nostra posizione è chiara. Il punto fondamentale è che questo project financing in realtà non esiste, in quanto bocciato dal RUP e dalla Commissione della Regione per incongruenze tra i costi prefissati e quelli di realizzazione. I costi avrebbero impegnato la Regione fino al 2050 per un importo prossimo agli 800 milioni. Riteniamo che si possa finanziare autonomamente il progetto tramite Cassa Depositi e Prestiti e senza per altro pagare tassi prossimi al 5%. Per me la polemica può anche cessare: a questo punto è nostra responsabilità costruire l'ospedale di primo livello a Macerata. Ritengo assurdo che le delibere fatte dalla Regione Marche, che individuano un DEA di primo livello a Macerata, siano sconosciute ai dirigenti del Partito Democratico: l'ipotesi originaria di realizzazione non è configurabile, perchè in quanto bocciata non si configura effettivamente nella realtà concreta, non esiste".
Lorenzo Cervigni
L'attuale assessore alla sanità ha smorzato la polemica, affermando come l'unica preoccupazione della giunta Acquaroli sia quella di portare a compimento l'opera e dotare la città di Macerata del nuovo nosocomio: "La nostra posizione è chiara. Il punto fondamentale è che questo project financing in realtà non esiste, in quanto bocciato dal RUP e dalla Commissione della Regione per incongruenze tra i costi prefissati e quelli di realizzazione. I costi avrebbero impegnato la Regione fino al 2050 per un importo prossimo agli 800 milioni. Riteniamo che si possa finanziare autonomamente il progetto tramite Cassa Depositi e Prestiti e senza per altro pagare tassi prossimi al 5%. Per me la polemica può anche cessare: a questo punto è nostra responsabilità costruire l'ospedale di primo livello a Macerata. Ritengo assurdo che le delibere fatte dalla Regione Marche, che individuano un DEA di primo livello a Macerata, siano sconosciute ai dirigenti del Partito Democratico: l'ipotesi originaria di realizzazione non è configurabile, perchè in quanto bocciata non si configura effettivamente nella realtà concreta, non esiste".
Lorenzo Cervigni
Dalla cassa integrazione alla condivisione
17 Apr 2021
Reagire alla pandemia reinventadosi nel proprio lavoro. E' la storia di Pierluigi Uriani, cuoco di 27 anni, con importanti esperienze lavorative in cucine italiane ed europee, dalla Spagna alle più alte vette del Trentino. Un cuoco che unisce i colori della Campania, sua terra di origine, all'essenza delle Marche, dove ha lavorato fino a quando l'emergenza sanitaria non ha costretto alla chiusura il locale dove prestava la sua opera e, di conseguenza, la cassa integrazione per lui e per i suoi colleghi.
Pierluigi Uriani, però, ha saputo reagire iniziando a studiare un settore particolare della cucina, quello dei lieviti e in modo particolare del pane e della pizza. Una passione che ha poi condiviso attraverso i social, iniziando a postare foto e video delle sue creazioni con le relative spiegazioni dei procedimenti. Un'iniziativa di grande successo, che lo ha convinto ad aver intrapreso, almeno al momento, la strada giusta.
"Nelle mie creazioni credo che ci sia sempre un po’ di magia - confida Uriani - e so che, aldilà della passione, essa nasce direttamente dall’ambiente familiare e dalla qualità dei prodotti della mia terra, le mie amate Marche, prodotti con cui sono cresciuto e con cui ho ormai grande familiarità. Lo scorso marzo ognuno di noi ha dovuto fare i conti con le chiusure e la cassa integrazione, ma resto fiducioso, noi cuochi torneremo a deliziarvi e voi, cari clienti, a illuminarci la sala".
Pierluigi Uriani, però, ha saputo reagire iniziando a studiare un settore particolare della cucina, quello dei lieviti e in modo particolare del pane e della pizza. Una passione che ha poi condiviso attraverso i social, iniziando a postare foto e video delle sue creazioni con le relative spiegazioni dei procedimenti. Un'iniziativa di grande successo, che lo ha convinto ad aver intrapreso, almeno al momento, la strada giusta.
"Nelle mie creazioni credo che ci sia sempre un po’ di magia - confida Uriani - e so che, aldilà della passione, essa nasce direttamente dall’ambiente familiare e dalla qualità dei prodotti della mia terra, le mie amate Marche, prodotti con cui sono cresciuto e con cui ho ormai grande familiarità. Lo scorso marzo ognuno di noi ha dovuto fare i conti con le chiusure e la cassa integrazione, ma resto fiducioso, noi cuochi torneremo a deliziarvi e voi, cari clienti, a illuminarci la sala".
f.u.
Non sono passate inosservate le affermazioni fatte ai microfoni di Radio C1 inBlu dall'assessore alla sanità regionale Filippo Saltamartini che ha parlato di strumentalizzazione politica in ordine alla presa di posizione del sindaco Sandro Sborgia sulla mancata destinazione di medici all'ospedale di Camerino diversamente disposta per i nosocomi di Macerata e Civitanova.
"Dichiarazioni a dir poco imbarazzanti- le definisce il primo cittadino di Camerino Sandro Sborgia- sia per il loro vuoto contenuto e sia perché provengono da chi rappresenta e gestisce la sanità di una regione come l'assessore Saltamartini, il quale non risponde nel merito, ma cerca di buttarla in politica. Non so se si sia ancora reso conto della grande responsabilità che gli è stata affidata nonchè della delicatezza del servizio che lui dirige, o meglio che cerca di dirigere. Io credo- ribatte Sborgia- che non abbia ancora la percezione di quale sia il suo ruolo; innanzitutto l'assessore non risponde nel merito su un tema come quello della sanità che non ha colore politico: non è di destra, nè di sinistra o di centro perché la sanità è di tutti e la guerra che noi stiamo portando avanti, se guerra la vogliamo chiamare così come la vogliono buttare sempre in rissa, è una battaglia di civiltà àffinché il diritto alle cure sia garantito anche a chi vive in quelli che sono i territori più disagiati e soprattutto a coloro che vivono emergenze sulle emergenze- continua il sindaco-. Questo forse Saltamartini non lo ha ancora capito o probabilmente stenta a capirlo; le popolazioni dell'entroterra sono da sempre le più svantaggiate ed è per questo che le istituzioni debbono essere ancora più vicine a queste persone. Quindi, non posso che meravigliarmi quando un assessore alla sanità che è colui che dirige la politica sanitaria di un'intera regione arriva a fare delle affermazioni a dir poco disarmanti.
Con tutta probabilità l'assessore alla sanità ha qualche problema di autorevolezza in quanto, se le dichiarazioni che fa poi vengono smentite dagli atti amministrativi che la dirigenza sanitaria pone in essere, evidentemente in 8 mesi di gestione, mi pare che sia ancora in alto mare e che non possa avere alcuna credibilità. Credo invece che se lui volesse cominciare un percorso, possiamo anche suggerirgli quali provvedimenti immediatamente prendere. Si potrebbe partire ad esempio proprio dal piano pandemico che è un atto di giunta regionale e che, se vogliono, possono cambiare in 5 minuti.
L'affermazione che poi trovo veramente assurda- sottolinea Sborgia-, è quella secondo cui i medici non vogliono venire a Camerino e che dimostra quanto l'assessore sia lontano dal mondo sanitario. Sarebbe il caso forse, che ripensasse al ruolo che lui ricopre perchè probabilmente si sta scoprendo la sua assoluta inadeguatezza.
Il fatto poi che dopo 8 mesi la sanità regionale continui ad essere ancora gestita dagli stessi dirigenti dell'amministrazione di centro-sinistra che c'era prima, la dice lunga su quale sia l'autorevolezza di questi quattro scappati di casa.
Lascio pertanto ogni commento ai cittadini. Per quanto riguarda noi, sappiamo invece che nessuna delle azioni che metteranno in campo passerà inosservata e resteremo vigili come siamo stati i vigili fino adesso nel prendere posizione ogni volta che cercheranno di far del male all'ospedale e ai cittadini dell'intero entroterra perché . rimarca il primo cittadino- l'ospedale non è solo della città di Camerino. Ecco perché invito i cittadini a prendere consapevolezza, a prendere coscienza e l'invito non riguarda solo i cittadini camerti e del circondario, ma anche quelli di San Severino, Tolentino, Macerata e quelli stessi di Civitanova, proprio perchè la sanità deve essere di tutti e tutti debbono vigilare a che, quel diritto che la nostra Carta Costituzionale sancisce di avere le stesse cure che vengono offerte ad altri cittadini, sia garantito a tutti alla stessa maniera. Ecco perché invito anche i cittadini della costa a interessarti di questa situazione, perché la sanità non ha colore e non ha distinzione territoriale; il tentativo di dividere i comuni o le rappresentanze, veramente lascia il tempo che trova e nemmeno va considerato. Questa è una battaglia di civiltà che noi porteremo avanti con tutte le nostre forze, chiaramente nel rispetto della legge e delle norme, ma sappiano che le norme ci sono e, le faremo valere- conclude Sborgia- . C'è ancora un giudice a Berlino, come qualcuno sa, e quindi non esiteremo a rivolgerci anche a lui, se sarà necessario".
c.c.
"Dichiarazioni a dir poco imbarazzanti- le definisce il primo cittadino di Camerino Sandro Sborgia- sia per il loro vuoto contenuto e sia perché provengono da chi rappresenta e gestisce la sanità di una regione come l'assessore Saltamartini, il quale non risponde nel merito, ma cerca di buttarla in politica. Non so se si sia ancora reso conto della grande responsabilità che gli è stata affidata nonchè della delicatezza del servizio che lui dirige, o meglio che cerca di dirigere. Io credo- ribatte Sborgia- che non abbia ancora la percezione di quale sia il suo ruolo; innanzitutto l'assessore non risponde nel merito su un tema come quello della sanità che non ha colore politico: non è di destra, nè di sinistra o di centro perché la sanità è di tutti e la guerra che noi stiamo portando avanti, se guerra la vogliamo chiamare così come la vogliono buttare sempre in rissa, è una battaglia di civiltà àffinché il diritto alle cure sia garantito anche a chi vive in quelli che sono i territori più disagiati e soprattutto a coloro che vivono emergenze sulle emergenze- continua il sindaco-. Questo forse Saltamartini non lo ha ancora capito o probabilmente stenta a capirlo; le popolazioni dell'entroterra sono da sempre le più svantaggiate ed è per questo che le istituzioni debbono essere ancora più vicine a queste persone. Quindi, non posso che meravigliarmi quando un assessore alla sanità che è colui che dirige la politica sanitaria di un'intera regione arriva a fare delle affermazioni a dir poco disarmanti.
Con tutta probabilità l'assessore alla sanità ha qualche problema di autorevolezza in quanto, se le dichiarazioni che fa poi vengono smentite dagli atti amministrativi che la dirigenza sanitaria pone in essere, evidentemente in 8 mesi di gestione, mi pare che sia ancora in alto mare e che non possa avere alcuna credibilità. Credo invece che se lui volesse cominciare un percorso, possiamo anche suggerirgli quali provvedimenti immediatamente prendere. Si potrebbe partire ad esempio proprio dal piano pandemico che è un atto di giunta regionale e che, se vogliono, possono cambiare in 5 minuti.
L'affermazione che poi trovo veramente assurda- sottolinea Sborgia-, è quella secondo cui i medici non vogliono venire a Camerino e che dimostra quanto l'assessore sia lontano dal mondo sanitario. Sarebbe il caso forse, che ripensasse al ruolo che lui ricopre perchè probabilmente si sta scoprendo la sua assoluta inadeguatezza.
Il fatto poi che dopo 8 mesi la sanità regionale continui ad essere ancora gestita dagli stessi dirigenti dell'amministrazione di centro-sinistra che c'era prima, la dice lunga su quale sia l'autorevolezza di questi quattro scappati di casa.
Lascio pertanto ogni commento ai cittadini. Per quanto riguarda noi, sappiamo invece che nessuna delle azioni che metteranno in campo passerà inosservata e resteremo vigili come siamo stati i vigili fino adesso nel prendere posizione ogni volta che cercheranno di far del male all'ospedale e ai cittadini dell'intero entroterra perché . rimarca il primo cittadino- l'ospedale non è solo della città di Camerino. Ecco perché invito i cittadini a prendere consapevolezza, a prendere coscienza e l'invito non riguarda solo i cittadini camerti e del circondario, ma anche quelli di San Severino, Tolentino, Macerata e quelli stessi di Civitanova, proprio perchè la sanità deve essere di tutti e tutti debbono vigilare a che, quel diritto che la nostra Carta Costituzionale sancisce di avere le stesse cure che vengono offerte ad altri cittadini, sia garantito a tutti alla stessa maniera. Ecco perché invito anche i cittadini della costa a interessarti di questa situazione, perché la sanità non ha colore e non ha distinzione territoriale; il tentativo di dividere i comuni o le rappresentanze, veramente lascia il tempo che trova e nemmeno va considerato. Questa è una battaglia di civiltà che noi porteremo avanti con tutte le nostre forze, chiaramente nel rispetto della legge e delle norme, ma sappiano che le norme ci sono e, le faremo valere- conclude Sborgia- . C'è ancora un giudice a Berlino, come qualcuno sa, e quindi non esiteremo a rivolgerci anche a lui, se sarà necessario".
c.c.
Nuovi campi da tennis, la spinta a puntare in alto. "Portiamo nelle Marche il Centro Federale"
17 Apr 2021
Un altro tassello che si aggiunge alla crescita della zona Pace di Tolentino.
È la nuova struttura dei campi da tennis che è stata inaugurata questa mattina e che si aggiunge all’idea che l’amministrazione Pezzanesi vuole dare alla crescita della città, tanto che nella stessa zona sorgeranno una nuova fermata ferroviaria ed il campus scolastico.
Il nuovo centro è costituito da sette campi da tennis di cui uno centrale ipogeo in terra rossa, due campi in sintetico coperti e quattro di terra rossa coperti con una struttura movibile nel periodo estivo. A questi si aggiungono due campi da padel, la struttura del bar e del ristorante.

“Un progetto - dice il sindaco - reso possibile grazie al forte credo per il project financing e alla vendita della vecchia area dei campi da tennis, dove abbiamo introitato un milione e 400 mila euro. Una cifra molto importante che ha fatto da volano a tutto il resto dell’operazione. Il Comune può e deve valorizzare le sue proprietà, se da quella valorizzazione cresce il suo patrimonio e si raggiungono obiettivi come questo. È una visione imprenditoriale della politica e dell’amministrazione che in questi nove anni ho cercato di portare alla città”.
Per la realizzazione e gestione della struttura è stata costituita una associazione temporanea permanente formata da Progetto Impresa 2.0, Mancini Ilio Impianti, Tennis Service e Associazione Tennis Tolentino che andrà a gestire il nuovo centro.
Il contratto di disponibilità prevede una spesa totale di 3 milioni e 407mila euro, comprensiva dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria per dieci anni.
“Se oggi possiamo inaugurare quella struttura lo dobbiamo anche al cuore - ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi - . L’abbiamo pensata, desiderata e avviata dalla prima legislatura. Si pensava ad un progetto più piccolo, poi ci siamo immersi in anni di lavoro che ci hanno portato a questa soluzione. Qualcuno pensa che i lavori pubblici arrancano e che ci vogliano anni per portarli a termine, in questo caso sono stati necessari solo 8 mesi per vedere la struttura terminata”.

Poi ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Qualcuno, impropriamente, ha scritto che il falso mito dell’industrializzazione di Tolentino sta morendo, ma io voglio dire a queste persone che non conoscono la nostra realtà. Le nostre aziende, nonostante il Covid, investono, assumono e crescono, tanto che abbiamo previsto 20 ettari di nuovi insediamenti: noi ci crediamo con loro e la verità non la può cancellare nessuno”. L’affondo anche nei confronti di chi è da sempre stato contrario agli appartamenti al posto delle Sae: “Tra 20 giorni consegneremo altri appartamenti a Borgo Rancia - ha detto - per lasciare poi un importante patrimonio immobiliare alla città. È bene ringraziare il commissario Legnini che, insieme a noi, ha intrapreso una strada per la ricostruzione che ci sta facendo camminare spediti. Ma la ricostruzione deve andare di pari passo con la crescita della città”.
La struttura sarà gestita dall’associazione Tennis Tolentino: “Questa - ha detto il sindaco rivolgendosi al presidente Marco Sposetti - deve essere una struttura che possa far crescere bene i giovani di tutta la comunità e ottenere successo”.
Ha accolto l’invito il presidente dell’associazione sportiva tolentinate: “Da oggi pomeriggio arriva la parte più divertente: la nostra vita è il tennis e torneremo a fare questo lavoro con grande gioia e soddisfazione. Questo impianto ci consente di lavorare a qualsiasi livello, dai 4 anni fino agli atleti professionisti. Possiamo puntare in alto. sia in termini di formazione che manifestazioni da organizzare. Nel 2022 proveremo a organizzare il primo torneo nazionale giovanile. Il comitato regionale ci ha dato appoggio assoluto”.

Ma la novità è stata portata dal consigliere regionale Jessica Marcozzi, mamma della campionessa Elisabetta Cocciaretto, impegnata per le gare in Romania che ha voluto inviare un videomessaggio per l’inaugurazione: “Ho voluto fare una sorpresa a mia figlia - ha detto la Marcozzi - , lei è molto legata a questa terra perché nel lockdown si è allenata a Matrelica. Chiederò il Centro Federale nelle Marche. Io ho girato il mondo con Elisabetta e questa realtà tolentinate è un fiore all’occhiello per il nostro territorio. Abbiamo la Giorgi e la Cocciaretto che sono marchigiane e credo che se lo meritino tutto questo riconoscimento. Mi auguro che questo sogno possa realizzarsi”.
Così, nel momento in cui lo sport soffre per via della pandemia, Tolentino rilancia e lo fa con nuovi impianti a disposizione della comunità: “Una giornata come quella di oggi ci voleva proprio - ha detto il presidente regionale Coni, Fabio Luna - . Il Coni ha puntato molto sulla riqualificazione degli impianti sportivi: nella nostra regione ci sono in campo lavori su oltre 200 impianti per una spesa complessiva di oltre 50 milioni di euro. Questo impegno viene preso perchè, è vero che vorremmo tutti veder nascere qui la futura medaglia d’oro alle prossime olimpiadi, ma ciò che conta veramente è la consapevolezza che, investire nello sport significa investire nel futuro della comunità”.
L'approfondimento con altre interviste nella prossima edizione del settimanale L'Appennino Camerte
GS
È la nuova struttura dei campi da tennis che è stata inaugurata questa mattina e che si aggiunge all’idea che l’amministrazione Pezzanesi vuole dare alla crescita della città, tanto che nella stessa zona sorgeranno una nuova fermata ferroviaria ed il campus scolastico.
Il nuovo centro è costituito da sette campi da tennis di cui uno centrale ipogeo in terra rossa, due campi in sintetico coperti e quattro di terra rossa coperti con una struttura movibile nel periodo estivo. A questi si aggiungono due campi da padel, la struttura del bar e del ristorante.

“Un progetto - dice il sindaco - reso possibile grazie al forte credo per il project financing e alla vendita della vecchia area dei campi da tennis, dove abbiamo introitato un milione e 400 mila euro. Una cifra molto importante che ha fatto da volano a tutto il resto dell’operazione. Il Comune può e deve valorizzare le sue proprietà, se da quella valorizzazione cresce il suo patrimonio e si raggiungono obiettivi come questo. È una visione imprenditoriale della politica e dell’amministrazione che in questi nove anni ho cercato di portare alla città”.
Per la realizzazione e gestione della struttura è stata costituita una associazione temporanea permanente formata da Progetto Impresa 2.0, Mancini Ilio Impianti, Tennis Service e Associazione Tennis Tolentino che andrà a gestire il nuovo centro.
Il contratto di disponibilità prevede una spesa totale di 3 milioni e 407mila euro, comprensiva dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria per dieci anni.
“Se oggi possiamo inaugurare quella struttura lo dobbiamo anche al cuore - ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi - . L’abbiamo pensata, desiderata e avviata dalla prima legislatura. Si pensava ad un progetto più piccolo, poi ci siamo immersi in anni di lavoro che ci hanno portato a questa soluzione. Qualcuno pensa che i lavori pubblici arrancano e che ci vogliano anni per portarli a termine, in questo caso sono stati necessari solo 8 mesi per vedere la struttura terminata”.

Poi ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Qualcuno, impropriamente, ha scritto che il falso mito dell’industrializzazione di Tolentino sta morendo, ma io voglio dire a queste persone che non conoscono la nostra realtà. Le nostre aziende, nonostante il Covid, investono, assumono e crescono, tanto che abbiamo previsto 20 ettari di nuovi insediamenti: noi ci crediamo con loro e la verità non la può cancellare nessuno”. L’affondo anche nei confronti di chi è da sempre stato contrario agli appartamenti al posto delle Sae: “Tra 20 giorni consegneremo altri appartamenti a Borgo Rancia - ha detto - per lasciare poi un importante patrimonio immobiliare alla città. È bene ringraziare il commissario Legnini che, insieme a noi, ha intrapreso una strada per la ricostruzione che ci sta facendo camminare spediti. Ma la ricostruzione deve andare di pari passo con la crescita della città”.
La struttura sarà gestita dall’associazione Tennis Tolentino: “Questa - ha detto il sindaco rivolgendosi al presidente Marco Sposetti - deve essere una struttura che possa far crescere bene i giovani di tutta la comunità e ottenere successo”.
Ha accolto l’invito il presidente dell’associazione sportiva tolentinate: “Da oggi pomeriggio arriva la parte più divertente: la nostra vita è il tennis e torneremo a fare questo lavoro con grande gioia e soddisfazione. Questo impianto ci consente di lavorare a qualsiasi livello, dai 4 anni fino agli atleti professionisti. Possiamo puntare in alto. sia in termini di formazione che manifestazioni da organizzare. Nel 2022 proveremo a organizzare il primo torneo nazionale giovanile. Il comitato regionale ci ha dato appoggio assoluto”.

Ma la novità è stata portata dal consigliere regionale Jessica Marcozzi, mamma della campionessa Elisabetta Cocciaretto, impegnata per le gare in Romania che ha voluto inviare un videomessaggio per l’inaugurazione: “Ho voluto fare una sorpresa a mia figlia - ha detto la Marcozzi - , lei è molto legata a questa terra perché nel lockdown si è allenata a Matrelica. Chiederò il Centro Federale nelle Marche. Io ho girato il mondo con Elisabetta e questa realtà tolentinate è un fiore all’occhiello per il nostro territorio. Abbiamo la Giorgi e la Cocciaretto che sono marchigiane e credo che se lo meritino tutto questo riconoscimento. Mi auguro che questo sogno possa realizzarsi”.
Così, nel momento in cui lo sport soffre per via della pandemia, Tolentino rilancia e lo fa con nuovi impianti a disposizione della comunità: “Una giornata come quella di oggi ci voleva proprio - ha detto il presidente regionale Coni, Fabio Luna - . Il Coni ha puntato molto sulla riqualificazione degli impianti sportivi: nella nostra regione ci sono in campo lavori su oltre 200 impianti per una spesa complessiva di oltre 50 milioni di euro. Questo impegno viene preso perchè, è vero che vorremmo tutti veder nascere qui la futura medaglia d’oro alle prossime olimpiadi, ma ciò che conta veramente è la consapevolezza che, investire nello sport significa investire nel futuro della comunità”.
L'approfondimento con altre interviste nella prossima edizione del settimanale L'Appennino Camerte
GS
CNA Macerata, per voce del suo direttore Luciano Ramadori, plaude al nuovo stanziamento di Invitalia che permette alle imprese che hanno sede all’interno del Cratere sismico di accedere a finanziamenti a tasso zero: “accogliamo favorevolmente questa opportunità che arriva in una fase cruciale per il rilancio produttivo dell’intera zona. Ancora una volta il Commissario straordinario per il sisma 2016 Giovanni Legnini ha dato prova del suo impegno e della sua capacità di mettere a terra soluzioni concrete”.
La Misura dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa si aggiunge al bando regionale di prossima pubblicazione che prevede contributi a fondo perduto destinati alle aziende dei settori messi più in difficoltà dalla crisi sanitaria. “Grazie a questo stanziamento - commenta il Direttore CNA - ogni azienda potrà beneficiare di un contributo per ciascun lavoratore che, nel periodo dal 23 febbraio 2020 ad oggi, ha fruito di ammortizzatori sociali. Anche in questo caso i beneficiari sono piccole e medie imprese con sede legale e operativa nelle aree di crisi industriale o in area sisma”.
Secondo Ramadori la strada imboccata è quella giusta, tuttavia sono ancora molte le tappe da percorrere per poter garantire alle aree interne pari opportunità di sviluppo rispetto al resto del Paese: “occorre innanzitutto riattivare la cabina di regia per i progetti di sviluppo dell’area sisma centro Italia che darebbe organicità ed efficacia a misure altrimenti isolate e sporadiche. Ancor prima però è necessario riammettere le imprese del terremoto nel credito d’imposta, prorogato ad oggi inspiegabilmente solo per il Mezzogiorno e per le Zone Economiche Speciali”.
Ramadori tiene a precisare che i fondi per questa proroga ci sono: “non necessitano nuove risorse in quanto ne sono avanzate molte dalla prima programmazione. Questa agevolazione non può essere smantellata dopo solo un paio d’anni. Se non è stata usata appieno è solo perché ancora non c’erano le condizioni minime di ripartenza, mentre ora la situazione è cambiata e ci sarebbe un grande interesse attorno a questo strumento”.
“La nostra Associazione – conclude Ramadori - si è subito attivata per sensibilizzare il governo su questa importante istanza di proroga. Nel frattempo siamo pronti a fare la nostra parte aiutando le imprese ad intercettare le risorse al momento disponibili”.
c.c.
La Misura dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa si aggiunge al bando regionale di prossima pubblicazione che prevede contributi a fondo perduto destinati alle aziende dei settori messi più in difficoltà dalla crisi sanitaria. “Grazie a questo stanziamento - commenta il Direttore CNA - ogni azienda potrà beneficiare di un contributo per ciascun lavoratore che, nel periodo dal 23 febbraio 2020 ad oggi, ha fruito di ammortizzatori sociali. Anche in questo caso i beneficiari sono piccole e medie imprese con sede legale e operativa nelle aree di crisi industriale o in area sisma”.
Secondo Ramadori la strada imboccata è quella giusta, tuttavia sono ancora molte le tappe da percorrere per poter garantire alle aree interne pari opportunità di sviluppo rispetto al resto del Paese: “occorre innanzitutto riattivare la cabina di regia per i progetti di sviluppo dell’area sisma centro Italia che darebbe organicità ed efficacia a misure altrimenti isolate e sporadiche. Ancor prima però è necessario riammettere le imprese del terremoto nel credito d’imposta, prorogato ad oggi inspiegabilmente solo per il Mezzogiorno e per le Zone Economiche Speciali”.
Ramadori tiene a precisare che i fondi per questa proroga ci sono: “non necessitano nuove risorse in quanto ne sono avanzate molte dalla prima programmazione. Questa agevolazione non può essere smantellata dopo solo un paio d’anni. Se non è stata usata appieno è solo perché ancora non c’erano le condizioni minime di ripartenza, mentre ora la situazione è cambiata e ci sarebbe un grande interesse attorno a questo strumento”.
“La nostra Associazione – conclude Ramadori - si è subito attivata per sensibilizzare il governo su questa importante istanza di proroga. Nel frattempo siamo pronti a fare la nostra parte aiutando le imprese ad intercettare le risorse al momento disponibili”.
c.c.
Una mozione per richiedere l'impegno della Giunta Comunale di Ussita e il Sindaco a operare una revisione dell'aliquota di addizionale comunale Irpef finora prevista e una riduzione dell' Imu sulle seconde case.
È la proposta del consigliere di minoranza Guido Rossi che trae motivazione dalla gravità della situazione economica di molte famiglie, causata dagli eventi sismici del 2016, dalla recrudescenza della virulenza della pandemia e dai ridotti servizi che, data la situazione attuale, l'amministrazione mette a disposizione degli abitanti. Nelle premesse della mozione presentata dal consigliere Guido Rossi, la valutazione delle gravi condizioni in cui a seguito degli eventi sismici del 2016 versa la popolazione del comune di Ussita.
"Dal 2016 ad oggi- afferma Guido Rossi- ben poco è stato fatto per riportare la normalità e la quotidianità della vita, in più dal 2020 l'Italia è stata colpita da Coronavirus. Tanti anni di difficoltà e di dolore per l'intera popolazione di Ussita e dei proprietari delle seconde case;
mentre continua la preoccupazione per la pandemia, molte persone, nuclei famigliari sono sempre più in difficoltà economiche nell'affrontare il vivere quotidiano o a portare avanti il proprio lavoro, la propria attività commerciale. Accertato quindi - si legge nella mozione- che il
comune di Ussita mantiene da sempre le tariffe molto alte circa le imposte comunali per le quali si potrebbe,in un momento così acuto do gravità economica, applicare riduzioni che vengano incontro ai bisogni della gente.
Mi riferisco - continua il consigliere di minoranza- all'addizionale comunale sull'IRPEF, che pagano tutti i residenti e all'IMU, che colpisce residenti e non residenti, infatti entrambi questi tributi a Ussita , sono richiesti in pagamento nel loro massimo possibile(perché di più la legge non lo consente), ossia il 10.60x1000 per l'IMU e lo 0,80 per l'IRPEF;
Sono le stesse tariffe che colpiscono gli Ussitani ormai da anni ma le condizioni precedenti economiche generali non erano certo così gravi e ancor più non erano così gravi per le famiglie che, con risorse sempre più ridotte ma con i carichi fiscali diretti e indiretti inalterati, come quelli delle bollette di luce, acqua e gas trovano sempre più difficoltà nel far quadrare il bilancio famigliare. Visto che in questo momento il comune non è in una situazione di costrizione per dover ripianare deficit perchè non sta facendo opere pubbliche da finanziare con fondi propri di bilancio ma tutte quelle in essere sono state finanziate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri- conclude il testo della mozione presentata da Rossi- vista la gravità della situazione economica di molte famiglie, causata dagli eventi sismici del 2016 e dalla recrudescenza della virulenza della pandemia da coronavirus e dai ridotti servizi che, data la situazione attuale, l'amministrazione mette a disposizione degli abitanti,
il sottoscritto Consigliere comunale impegna il Sindaco e la Giunta alla revisione dell'aliquota IRPEF, finora prevista al massimo consentito dello 0,80 x 1000, nonché di quella prevista per le seconde case dall'IMU del 10,60x1000".
c.c.
È la proposta del consigliere di minoranza Guido Rossi che trae motivazione dalla gravità della situazione economica di molte famiglie, causata dagli eventi sismici del 2016, dalla recrudescenza della virulenza della pandemia e dai ridotti servizi che, data la situazione attuale, l'amministrazione mette a disposizione degli abitanti. Nelle premesse della mozione presentata dal consigliere Guido Rossi, la valutazione delle gravi condizioni in cui a seguito degli eventi sismici del 2016 versa la popolazione del comune di Ussita.
"Dal 2016 ad oggi- afferma Guido Rossi- ben poco è stato fatto per riportare la normalità e la quotidianità della vita, in più dal 2020 l'Italia è stata colpita da Coronavirus. Tanti anni di difficoltà e di dolore per l'intera popolazione di Ussita e dei proprietari delle seconde case;
mentre continua la preoccupazione per la pandemia, molte persone, nuclei famigliari sono sempre più in difficoltà economiche nell'affrontare il vivere quotidiano o a portare avanti il proprio lavoro, la propria attività commerciale. Accertato quindi - si legge nella mozione- che il
comune di Ussita mantiene da sempre le tariffe molto alte circa le imposte comunali per le quali si potrebbe,in un momento così acuto do gravità economica, applicare riduzioni che vengano incontro ai bisogni della gente.
Mi riferisco - continua il consigliere di minoranza- all'addizionale comunale sull'IRPEF, che pagano tutti i residenti e all'IMU, che colpisce residenti e non residenti, infatti entrambi questi tributi a Ussita , sono richiesti in pagamento nel loro massimo possibile(perché di più la legge non lo consente), ossia il 10.60x1000 per l'IMU e lo 0,80 per l'IRPEF;
Sono le stesse tariffe che colpiscono gli Ussitani ormai da anni ma le condizioni precedenti economiche generali non erano certo così gravi e ancor più non erano così gravi per le famiglie che, con risorse sempre più ridotte ma con i carichi fiscali diretti e indiretti inalterati, come quelli delle bollette di luce, acqua e gas trovano sempre più difficoltà nel far quadrare il bilancio famigliare. Visto che in questo momento il comune non è in una situazione di costrizione per dover ripianare deficit perchè non sta facendo opere pubbliche da finanziare con fondi propri di bilancio ma tutte quelle in essere sono state finanziate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri- conclude il testo della mozione presentata da Rossi- vista la gravità della situazione economica di molte famiglie, causata dagli eventi sismici del 2016 e dalla recrudescenza della virulenza della pandemia da coronavirus e dai ridotti servizi che, data la situazione attuale, l'amministrazione mette a disposizione degli abitanti,
il sottoscritto Consigliere comunale impegna il Sindaco e la Giunta alla revisione dell'aliquota IRPEF, finora prevista al massimo consentito dello 0,80 x 1000, nonché di quella prevista per le seconde case dall'IMU del 10,60x1000".
c.c.
Misure a sostegno delle microimprese. Questo il tema al centro dell’interrogazione presentata dal Partito Democratico di Tolentino, tramite i consiglieri Anna Quercetti, Luca Cesini e Fulvio Riccio, in vista del prossimo consiglio comunale che si terrà a maggio.
“L’obiettivo dell’interrogazione - spiega Fulvio Riccio - è quello di verificare che vengano introdotte misure concrete a sostegno del commercio e dell’artigianato tolentinate. Recentemente l’amministrazione ha mostrato vicinanza alle chiusure obbligatorie delle attività commerciali, dettate dal Dpcm, il Pd ha sostenuto questa dimostrazione, condividendone i principi, ma resterebbe una mera azione demagogica se, accanto a queste parole, non si introducessero misure concrete che possano dare sollievo a queste micro imprese tolentinati che sono la base della vita commerciale della città”.
I dem chiedono dunque una “riduzione della tassazione, come ad esempio l’azzeramento della TARI dal momento che, vista la chiusura, non possono aver prodotto immondizia; ma anche la riduzione o l’azzeramento dell’IMU e del CUP.
Dall’altra parte chiediamo anche che ci siano incentivi concreti, magari una contribuzione “una tantum” per permettere ai commercianti di respirare. Ci rendiamo conto - ammettono - che queste proposte non risolvono il problema, ma riteniamo che siano aiuti concreti verso un settore che è forse quello più colpito dall’emergenza sanitaria”.
L’interrogazione del Pd arriva anche sulla scia di quanto fatto da molte amministrazioni comunali italiane che “in queste settimane - concludono - hanno approvato delibere di sostegno alle microimprese, definendo azioni di intervento similari a quelle riportate nel paragrafo precedente".
GS
“L’obiettivo dell’interrogazione - spiega Fulvio Riccio - è quello di verificare che vengano introdotte misure concrete a sostegno del commercio e dell’artigianato tolentinate. Recentemente l’amministrazione ha mostrato vicinanza alle chiusure obbligatorie delle attività commerciali, dettate dal Dpcm, il Pd ha sostenuto questa dimostrazione, condividendone i principi, ma resterebbe una mera azione demagogica se, accanto a queste parole, non si introducessero misure concrete che possano dare sollievo a queste micro imprese tolentinati che sono la base della vita commerciale della città”.
I dem chiedono dunque una “riduzione della tassazione, come ad esempio l’azzeramento della TARI dal momento che, vista la chiusura, non possono aver prodotto immondizia; ma anche la riduzione o l’azzeramento dell’IMU e del CUP.
Dall’altra parte chiediamo anche che ci siano incentivi concreti, magari una contribuzione “una tantum” per permettere ai commercianti di respirare. Ci rendiamo conto - ammettono - che queste proposte non risolvono il problema, ma riteniamo che siano aiuti concreti verso un settore che è forse quello più colpito dall’emergenza sanitaria”.
L’interrogazione del Pd arriva anche sulla scia di quanto fatto da molte amministrazioni comunali italiane che “in queste settimane - concludono - hanno approvato delibere di sostegno alle microimprese, definendo azioni di intervento similari a quelle riportate nel paragrafo precedente".
GS
Vaccini anti-covid 19. Dalle ore 12 di oggi, sabato 17 aprile, si apre la prenotazione per la fascia d’età 65-69 anni.
“La campagna vaccinale nella regione – spiega l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – sta procedendo sempre più spedita. Dopo i buoni risultati con gli over 80 sottolineati anche dal Generale Figliuolo, contiamo di fare lo stesso con le altre categorie a partire dai caregiver, il cui slot verrà attivato nei prossimi giorni”.
La categoria 65-69 anni (conta l’anno di nascita) sarà vaccinata nei punti vaccinali della popolazione (PVP) individuati sul territorio regionale.
Sarà possibile prenotare le vaccinazioni anti-Covid-19 attraverso il portale di Poste Italiane https://prenotazioni. vaccinicovid.gov.it o tramite il Numero Verde 800.00.99.66 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18).
Per la prenotazione online, oltre ai dati personali dell’utente, occorrerà disporre del numero di tessera sanitaria e del codice fiscale, e di un numero di cellulare al quale verrà notificata la conferma.
Con l’ausilio di Poste Italiane, è possibile prenotare anche nei PostaMat attivi sul territorio regionale (è sufficiente inserire la tessera sanitaria) o tramite i portalettere che consegnano la posta a casa.
Una volta avviata la prenotazione, all’utente verrà immediatamente comunicato il giorno, la sede dove verrà somministrato il vaccino e l’orario in cui ci si deve presentare al Punto di Vaccinazione.
Al momento della somministrazione della prima dose, sarà comunicato il giorno per effettuare il richiamo.
Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale nelle Marche sono disponibili al link: https://www.regione. marche.it/vaccinicovid
c.c.
“La campagna vaccinale nella regione – spiega l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – sta procedendo sempre più spedita. Dopo i buoni risultati con gli over 80 sottolineati anche dal Generale Figliuolo, contiamo di fare lo stesso con le altre categorie a partire dai caregiver, il cui slot verrà attivato nei prossimi giorni”.
La categoria 65-69 anni (conta l’anno di nascita) sarà vaccinata nei punti vaccinali della popolazione (PVP) individuati sul territorio regionale.
Sarà possibile prenotare le vaccinazioni anti-Covid-19 attraverso il portale di Poste Italiane https://prenotazioni.
Per la prenotazione online, oltre ai dati personali dell’utente, occorrerà disporre del numero di tessera sanitaria e del codice fiscale, e di un numero di cellulare al quale verrà notificata la conferma.
Con l’ausilio di Poste Italiane, è possibile prenotare anche nei PostaMat attivi sul territorio regionale (è sufficiente inserire la tessera sanitaria) o tramite i portalettere che consegnano la posta a casa.
Una volta avviata la prenotazione, all’utente verrà immediatamente comunicato il giorno, la sede dove verrà somministrato il vaccino e l’orario in cui ci si deve presentare al Punto di Vaccinazione.
Al momento della somministrazione della prima dose, sarà comunicato il giorno per effettuare il richiamo.
Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale nelle Marche sono disponibili al link: https://www.regione.
c.c.
Importante novità per il territorio e per la comunità camerte. La Provincia di Macerata, infatti, concederà in comodato d’uso Palazzo Sant’Angelo quale allocazione provvisoria post sismica della Compagnia dei Carabineri di Camerino.
La decisione è avvenuta dopo il buon esito di una ricognizione preventiva effettuata il 25 marzo scorso dal Presidente della Provincia Antonio Pettinari, insieme al Comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, Ten. Col. Nicola Candido, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Camerino, Cap. Roberto Nicola Cara, il dirigente della Provincia, Luca Fraticelli, e a cui ha partecipato anche il sindaco Sandro Sborgia.
In seguito a questo sopralluogo, la Compagnia dei Carabinieri ha fatto pervenire all’Amministrazione provinciale una richiesta ufficiale di concessione in uso di Palazzo Sant’Angelo, da utilizzare come sua sede temporanea per il tempo necessario alla realizzazione della nuova caserma.
Pettinari, in continuità con il consolidato clima di collaborazione e supporto che ha sempre caratterizzato i rapporti tra l’Ente, la Prefettura e le Forze dell’Ordine, ha accolto immediatamente tale richiesta.
“Con spirito collaborativo e come contributo di questa Provincia nel perseguimento del condiviso obiettivo al miglioramento lavorativo dell’Arma - ha dichiarato il Presidente - per il cui servizio esprimo un sincero apprezzamento, la messa a disposizione di Palazzo Sant’Angelo sarà in comodato d’uso gratuito, considerato anche il notevole interesse pubblico e valore della presenza dei Carabinieri sul territorio”.
Lo stabile, di proprietà dell’Ente, eccetto il piano seminterrato che appartiene al Comune di Camerino e che in passato era stato utilizzato dal mercato delle erbe, si trova in centro storico e non era stato danneggiato dal terremoto del 2016. Trovandosi all’interno della zona rossa, purtroppo, per questi anni, non è stato possibile utilizzarlo, fino a quando a fine gennaio scorso non è stato riaperto il centro di Camerino.
Il sopralluogo ha evidenziato l’ottimo stato di manutenzione dell’immobile che permette in questa maniera di utilizzare fin da subito i locali. L’unico intervento che sarà eseguito riguarda una parete esterna che non era stata oggetto di manutenzione straordinaria in precedenza. Su Palazzo Sant’Angelo, comunque, negli ultimi 4 anni la Provincia è intervenuta per la messa in sicurezza della torretta e per i lavori di manutenzione straordinaria per l’impermealizzazione al fine di eliminare infiltrazioni d’acqua.
“In attesa della formalizzazione degli atti amministrativi necessari al perfezionamento del comodato d’uso - prosegue Pettinari - per porre fine a questa situazione di grave criticità logistica in cui, da oltre 4 anni, è costretta a vivere e a operare la Compagnia di Camerino, ad oggi ancora alloggiata nei container, l’Amministrazione si rende disponibile ad effettuare fin da subito la consegna del proprio edificio. In questo modo si consente una migliore e adeguata collocazione al presidio militare camerte, che potrà beneficiare di condizioni lavorative migliori allo svolgimento dei relativi compiti in materia di sicurezza pubblica, a vantaggio di tutta la comunità locale, per il presidio capillare di questo territorio duramente colpito dal sisma”.
La decisione è avvenuta dopo il buon esito di una ricognizione preventiva effettuata il 25 marzo scorso dal Presidente della Provincia Antonio Pettinari, insieme al Comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, Ten. Col. Nicola Candido, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Camerino, Cap. Roberto Nicola Cara, il dirigente della Provincia, Luca Fraticelli, e a cui ha partecipato anche il sindaco Sandro Sborgia.
In seguito a questo sopralluogo, la Compagnia dei Carabinieri ha fatto pervenire all’Amministrazione provinciale una richiesta ufficiale di concessione in uso di Palazzo Sant’Angelo, da utilizzare come sua sede temporanea per il tempo necessario alla realizzazione della nuova caserma.
Pettinari, in continuità con il consolidato clima di collaborazione e supporto che ha sempre caratterizzato i rapporti tra l’Ente, la Prefettura e le Forze dell’Ordine, ha accolto immediatamente tale richiesta.
“Con spirito collaborativo e come contributo di questa Provincia nel perseguimento del condiviso obiettivo al miglioramento lavorativo dell’Arma - ha dichiarato il Presidente - per il cui servizio esprimo un sincero apprezzamento, la messa a disposizione di Palazzo Sant’Angelo sarà in comodato d’uso gratuito, considerato anche il notevole interesse pubblico e valore della presenza dei Carabinieri sul territorio”.
Lo stabile, di proprietà dell’Ente, eccetto il piano seminterrato che appartiene al Comune di Camerino e che in passato era stato utilizzato dal mercato delle erbe, si trova in centro storico e non era stato danneggiato dal terremoto del 2016. Trovandosi all’interno della zona rossa, purtroppo, per questi anni, non è stato possibile utilizzarlo, fino a quando a fine gennaio scorso non è stato riaperto il centro di Camerino.
Il sopralluogo ha evidenziato l’ottimo stato di manutenzione dell’immobile che permette in questa maniera di utilizzare fin da subito i locali. L’unico intervento che sarà eseguito riguarda una parete esterna che non era stata oggetto di manutenzione straordinaria in precedenza. Su Palazzo Sant’Angelo, comunque, negli ultimi 4 anni la Provincia è intervenuta per la messa in sicurezza della torretta e per i lavori di manutenzione straordinaria per l’impermealizzazione al fine di eliminare infiltrazioni d’acqua.
“In attesa della formalizzazione degli atti amministrativi necessari al perfezionamento del comodato d’uso - prosegue Pettinari - per porre fine a questa situazione di grave criticità logistica in cui, da oltre 4 anni, è costretta a vivere e a operare la Compagnia di Camerino, ad oggi ancora alloggiata nei container, l’Amministrazione si rende disponibile ad effettuare fin da subito la consegna del proprio edificio. In questo modo si consente una migliore e adeguata collocazione al presidio militare camerte, che potrà beneficiare di condizioni lavorative migliori allo svolgimento dei relativi compiti in materia di sicurezza pubblica, a vantaggio di tutta la comunità locale, per il presidio capillare di questo territorio duramente colpito dal sisma”.
