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Tribunale di Camerino: approvata la proposta di legge regionale, primo passo verso la riapertura
20 Apr 2021
Il consiglio regionale delle Marche ha approvato all’unanimità la proposta di legge sulla "riorganizzazione dei tribunali e degli uffici del pubblico ministero", primo passo verso la possibile riapertura dei presidi di giustizia soppressi, tra cui il tribunale di Camerino.
“Come primo firmatario della proposta - afferma il vicepresidente dell’assise regionale Gianluca Pasqui - non posso che essere profondamente soddisfatto per l’esito di questa votazione. Ringrazio tutti i colleghi che con il loro voto hanno voluto confermare e sottolineare la rilevanza di un argomento che interessa una parte importante della popolazione marchigiana. Quella che deve fare i conti ogni giorno con infrastrutture carenti, con una cronica carenza di servizi, con uno spopolamento apparentemente inesorabile. Quella che dal 2016 deve fare anche i conti con le drammatiche conseguenze causate da un sisma che ha devastato le case e l’anima di chi vive in quelle zone. Come noto, la riforma del 2012 ha avuto come conseguenza fondamentale la soppressione di sedi di tribunale e delle relative procure della Repubblica, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica e della stabilizzazione finanziaria e di una miglior organizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari. Nelle Marche, la riforma ebbe come effetto quello della chiusura del tribunale di Camerino. Ci si rese subito conto delle ripercussioni negative che potevano esserci, poiché era palese che sguarnendo i territori di questi importanti presidi di giustizia e del relativo apparato amministrativo si andava ad impoverire tutto un contesto, sociale, economico e civile, isolando ancora di più i cittadini delle zone più periferiche".
"A Camerino, fra l’altro, la chiusura del tribunale ha avuto effetti ancora più gravi, vista la presenza di una antica Università con Facoltà di Giurisprudenza - continua Pasqui - La concentrazione del “servizio giustizia” solo presso i tribunali delle città capoluogo di Provincia, eliminando i tribunali delle zone interne, ha reso estremamente gravoso l’accesso alla giustizia, anche a causa delle estensioni territoriali dei circondari giudiziari, nonché delle difficili condizioni orografiche, logistiche e infrastrutturali. Con questa proposta di legge alle Camere si vuole innovare il sistema delineato dal decreto legislativo 155/2012, attribuendo un ruolo attivo e propositivo alle Regioni stesse. Come ho già sottolineato, nel caso del circondario di Camerino si sono aggiunte, oltre all’impoverimento della Facoltà di Giurisprudenza, anche le difficoltà causate dal terremoto del 2016 per cui il ripristino del servizio giustizia nell’entroterra ricreerebbe pure economia e posti di lavoro. In particolare, con l’articolo 1, che introduce l’articolo 8 bis, si prevede che le Regioni interessate possono richiedere al Ministro della Giustizia che, sulla base di apposite convezioni, sia stabilito il ripristino della funzione giudiziaria, nelle rispettive sedi, dei tribunali circondariali e delle Procure della Repubblica soppressi dall’articolo 1 dello stesso d. lgs. 155/2102. Auspico ora un riscontro positivo e tempestivo da parte del Parlamento, per restituire a Camerino e alle Marche un servizio di fondamentale importanza”.
f.u.
“Come primo firmatario della proposta - afferma il vicepresidente dell’assise regionale Gianluca Pasqui - non posso che essere profondamente soddisfatto per l’esito di questa votazione. Ringrazio tutti i colleghi che con il loro voto hanno voluto confermare e sottolineare la rilevanza di un argomento che interessa una parte importante della popolazione marchigiana. Quella che deve fare i conti ogni giorno con infrastrutture carenti, con una cronica carenza di servizi, con uno spopolamento apparentemente inesorabile. Quella che dal 2016 deve fare anche i conti con le drammatiche conseguenze causate da un sisma che ha devastato le case e l’anima di chi vive in quelle zone. Come noto, la riforma del 2012 ha avuto come conseguenza fondamentale la soppressione di sedi di tribunale e delle relative procure della Repubblica, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica e della stabilizzazione finanziaria e di una miglior organizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari. Nelle Marche, la riforma ebbe come effetto quello della chiusura del tribunale di Camerino. Ci si rese subito conto delle ripercussioni negative che potevano esserci, poiché era palese che sguarnendo i territori di questi importanti presidi di giustizia e del relativo apparato amministrativo si andava ad impoverire tutto un contesto, sociale, economico e civile, isolando ancora di più i cittadini delle zone più periferiche".
"A Camerino, fra l’altro, la chiusura del tribunale ha avuto effetti ancora più gravi, vista la presenza di una antica Università con Facoltà di Giurisprudenza - continua Pasqui - La concentrazione del “servizio giustizia” solo presso i tribunali delle città capoluogo di Provincia, eliminando i tribunali delle zone interne, ha reso estremamente gravoso l’accesso alla giustizia, anche a causa delle estensioni territoriali dei circondari giudiziari, nonché delle difficili condizioni orografiche, logistiche e infrastrutturali. Con questa proposta di legge alle Camere si vuole innovare il sistema delineato dal decreto legislativo 155/2012, attribuendo un ruolo attivo e propositivo alle Regioni stesse. Come ho già sottolineato, nel caso del circondario di Camerino si sono aggiunte, oltre all’impoverimento della Facoltà di Giurisprudenza, anche le difficoltà causate dal terremoto del 2016 per cui il ripristino del servizio giustizia nell’entroterra ricreerebbe pure economia e posti di lavoro. In particolare, con l’articolo 1, che introduce l’articolo 8 bis, si prevede che le Regioni interessate possono richiedere al Ministro della Giustizia che, sulla base di apposite convezioni, sia stabilito il ripristino della funzione giudiziaria, nelle rispettive sedi, dei tribunali circondariali e delle Procure della Repubblica soppressi dall’articolo 1 dello stesso d. lgs. 155/2102. Auspico ora un riscontro positivo e tempestivo da parte del Parlamento, per restituire a Camerino e alle Marche un servizio di fondamentale importanza”.
f.u.
La comunità di Tolentino piange Gioacchino De Angelis, scomparso all'età di 69 anni a causa del Covid. Persona molto conosciuta in città, è stato per anni il responsabile del personale della Nazareno Gabrielli. Molto impegnato nel sociale e nel mondo associazionistico ha ricoperto importanti incarichi in diverse onlus. In questi anni era stato eletto presidente dell’Avulss. Era anche parte attiva del Tavolo della Povertà.
"Un uomo davvero speciale, educatissimo nei modi, era sempre a diposizione degli altri e in particolare di chi era in difficoltà. In questo momento così triste siamo vicina alla famiglia – ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi – alla moglie e ai figli. La nostra comunità perde una persona straordinaria, sempre attento alle esigenze di chi aveva bisogno. Porteremo nel cuore il suo dolce sorriso, la sua umanità e terremmo sempre nella nostra mente il suo impegno disinteressato quanto sensibile nel volontariato a disposizione degli ultimi. Il suo operato sia testimonianza ed esempio a quanti hanno svolto e svolgeranno, anche nel futuro, con amore, passione e dedizione, il loro servizio nel mondo del volontariato".
"Un uomo davvero speciale, educatissimo nei modi, era sempre a diposizione degli altri e in particolare di chi era in difficoltà. In questo momento così triste siamo vicina alla famiglia – ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi – alla moglie e ai figli. La nostra comunità perde una persona straordinaria, sempre attento alle esigenze di chi aveva bisogno. Porteremo nel cuore il suo dolce sorriso, la sua umanità e terremmo sempre nella nostra mente il suo impegno disinteressato quanto sensibile nel volontariato a disposizione degli ultimi. Il suo operato sia testimonianza ed esempio a quanti hanno svolto e svolgeranno, anche nel futuro, con amore, passione e dedizione, il loro servizio nel mondo del volontariato".
A Fabriano nasce l’Emporio della Salute, che insieme all’Emporio della Carità vuole essere segno di attenzione alla cura integrale della persona, grazie all’impegno della Caritas diocesana, guidata dal direttore don Marco Strona. E’ stato l’arcivescovo Francesco Massara a inaugurare e benedire la "farmacia gratuita", aperta nel pomeriggio di lunedì e la mattina di giovedì, dove verranno distribuiti farmaci da banco, donati dal "Banco Farmaceutico", con cui la Caritas ha una collaborazione. Al progetto hanno aderito anche il Lions Club di Fabriano, che partecipa attraverso il coinvolgimento dei farmacisti volontari Maria Emilia Monzali e Sebastiano Paglialunga che provvederanno alla consegna dei farmaci e ad offrire consulenze professionali, l’Inner Wheel che ha dato un contributo di 1.000 euro per l’eventuale acquisto di altri farmaci. Una sorta di mosaico, l’ha definita l’arcivescovo Massara, con la collaborazione di varie associazioni, ognuna impegnata con la propria tessera, per mettersi in rete e per fare del bene creando la grande opera della gratuità e del servizio all'altro che dà valore alla vita. “Tra gli effetti più pesanti della pandemia – ha sottolineato l’arcivescovo - c’è la riduzione delle cure da parte dei soggetti economicamente più fragili. In tanti hanno rinunciato ad acquistare farmaci necessari a causa della drastica riduzione di reddito provocata dall’emergenza Covid. Per andare incontro alle esigenze sanitarie delle fasce più povere della popolazione la Caritas diocesana ancora una volta si impegna a soccorrere i più bisognosi attraverso l’accesso gratuito a una serie di medicinali distribuiti dall’emporio della salute presso la sede Caritas di via delle Fontanelle. La sollecitudine della nostra Diocesi per i sofferenti e gli ammalati testimonia l’adesione alla missione evangelica di seguire l’esempio del buon samaritano nel farsi carico di quanti patiscono la malattia e la privazione. La salute non riguarda soltanto l’integrità del corpo – monsignor Massara - ma la dignità di tutta la persona da tutelare sempre e in ogni modo. Nessuno è solo quando una comunità sa dare prova di unità e solidarietà”.
Una “invasione” curiosa e interessata, quella che si è presentata questa mattina nel centro storico di Camerino. Studenti del corso di laurea di Architettura di Unicam, sede distaccata di Ascoli, hanno toccato con mano e osservato quale sia la reale situazione dei danni che le scosse del 2016 hanno provocato agli edifici camerti.
Abbiamo seguito gli studenti per le vie del centro e raccolto le impressioni e il significato di questa visita anche chiedendo alla professoressa Enrica Petrucci il valore didattico e l'importanza che riveste queste uscite per i futuri architetti: “ gli studenti del corso di laurea in architettura sono qui a Camerino perché stanno studiando la città e i suoi edifici più importanti, era doveroso portarli a fare un sopralluogo per verificare quello che è successo e quali sono stati gli effetti del sisma in una città che non conoscevano perché sono studenti della scuola di architettura che ha sede ad Ascoli Piceno.

Per noi e per loro era molto importante venire qui e poter vedere direttamente gli edifici oggetto del loro studio, sono rimasti molto colpiti perché comunque qui è una palestra per gli architetti in quanto si vede tutto quello che è successo. Notiamo anche un segnale di ripartenza e devo dire che si sta ragionando anche in una prospettiva diversa rispetto a qualche anno fa e vedere i primi cantiere all'interno del centro storico è un dato che è particolarmente importante anche per il futuro di questa città.”

Mario Staffolani
Abbiamo seguito gli studenti per le vie del centro e raccolto le impressioni e il significato di questa visita anche chiedendo alla professoressa Enrica Petrucci il valore didattico e l'importanza che riveste queste uscite per i futuri architetti: “ gli studenti del corso di laurea in architettura sono qui a Camerino perché stanno studiando la città e i suoi edifici più importanti, era doveroso portarli a fare un sopralluogo per verificare quello che è successo e quali sono stati gli effetti del sisma in una città che non conoscevano perché sono studenti della scuola di architettura che ha sede ad Ascoli Piceno.

Per noi e per loro era molto importante venire qui e poter vedere direttamente gli edifici oggetto del loro studio, sono rimasti molto colpiti perché comunque qui è una palestra per gli architetti in quanto si vede tutto quello che è successo. Notiamo anche un segnale di ripartenza e devo dire che si sta ragionando anche in una prospettiva diversa rispetto a qualche anno fa e vedere i primi cantiere all'interno del centro storico è un dato che è particolarmente importante anche per il futuro di questa città.”

Mario Staffolani
Coronavirus e restrizioni: si va verso nuovi provvedimenti a contrasto del Covid per i 5 Comuni marchigiani che hanno superato l'incidenza di 250 nuovi casi di contagio in una settimana sulla base di 100 mila abitanti. Tra i Comuni che potrebbero incontrare queste nuove restrizioni, nell'anconetano l'unico è Cerreto d'Esi, la cui incidenza, 310 casi nel corso della scorsa settimana, 60 unità sopra la soglia fissata, porterà alla zona "arancione rafforzato".
Il sindaco David Grillini ha commentato: "Purtroppo il nostro Comune ha un'incidenza in questo momento, riferita ai dati della settimana scorsa di 310. Siamo sopra soglia, peraltro abbiamo avuto 11 contagi nella settimana in questione e quindi sopra ai 10 che ha fissato la Regione per analizzare appunto il dato aritmetico. Si profila questo 'arancione rafforzato' che ci limita negli spostamenti: sostanzialmente non si può entrare o uscire dal Comune se non per motivi strettamente necessari e anche gli spostamenti all'interno del Comune saranno consentiti soltanto per le stesse ragioni. Venivamo da una situazione epidemiologica molto difficile: abbiamo avuto l'individuazione sia della variante brasiliana che di quella inglese. Stiamo sicuramente migliorando molto in questa settimana. Questa restrizione ci limitano, certo, ma ci consentiranno di abbassare ancora l'indice. Speriamo che per il 26 aprile riusciremo a essere anche noi in zona gialla".
l.c.
Il sindaco David Grillini ha commentato: "Purtroppo il nostro Comune ha un'incidenza in questo momento, riferita ai dati della settimana scorsa di 310. Siamo sopra soglia, peraltro abbiamo avuto 11 contagi nella settimana in questione e quindi sopra ai 10 che ha fissato la Regione per analizzare appunto il dato aritmetico. Si profila questo 'arancione rafforzato' che ci limita negli spostamenti: sostanzialmente non si può entrare o uscire dal Comune se non per motivi strettamente necessari e anche gli spostamenti all'interno del Comune saranno consentiti soltanto per le stesse ragioni. Venivamo da una situazione epidemiologica molto difficile: abbiamo avuto l'individuazione sia della variante brasiliana che di quella inglese. Stiamo sicuramente migliorando molto in questa settimana. Questa restrizione ci limitano, certo, ma ci consentiranno di abbassare ancora l'indice. Speriamo che per il 26 aprile riusciremo a essere anche noi in zona gialla".
l.c.
Sono quasi 3400 i vaccinati, tra prime dosi e richiami, a San Severino. Tanti anziani reclutati nella prima campagna destinata agli over 80, ma anche donne in gravidanza, soggetti vulnerabili, conviventi di persone a rischio, Forze dell’Ordine, personale scolastico e sanitario e volontari della sanità.
L’ex Cinema Italia è stato teatro di centinaia di inoculazioni nelle ultime settimane, per la soddisfazione della sindaca, Rosa Piermattei, che ha commentato: "Un lavoro enorme, uno sforzo organizzativo incredibile. Da sindaco, ma ancor prima da normale cittadino, mi sento solo in dovere di dire grazie ai tanti volontari a tutti coloro che, personale sanitario, civili e delle Forze dell’Ordine, stanno aiutando la cittadinanza durante questa emergenza. La macchina organizzativa si è migliorata giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, fino a raggiungere numeri importanti".
I numeri registrati a San Severino Marche parlano di 2359 persone hanno ricevuto la prima dose, altre 853 anche la seconda dose con riferimento alla data del 12 aprile. Ben 1781 le prima dosi che avevano più di 60 anni di età. Con loro pure 470 operatori scolastici, 72 volontari nel settore sanità, 9 rappresentanti delle forze dell’ordine, 9 operatori sanitari, 7 operatori non sanitari, 6 soggetti vulnerabili, 1 donna in gravidanza, 1 convivente di soggetto ad alto rischio. Il richiamo per la seconda dose ha visto già tornare al centro vaccinazioni settempedano 817 anziani over 60 anni, 17 operatori scolastici, 14 volontari nel settore della sanità, 3 rappresentanti delle forze dell’ordine, 1 operatore sanitario e 1 paziente affetto da fibrosi cistica.
I numeri registrati a San Severino Marche parlano di 2359 persone hanno ricevuto la prima dose, altre 853 anche la seconda dose con riferimento alla data del 12 aprile. Ben 1781 le prima dosi che avevano più di 60 anni di età. Con loro pure 470 operatori scolastici, 72 volontari nel settore sanità, 9 rappresentanti delle forze dell’ordine, 9 operatori sanitari, 7 operatori non sanitari, 6 soggetti vulnerabili, 1 donna in gravidanza, 1 convivente di soggetto ad alto rischio. Il richiamo per la seconda dose ha visto già tornare al centro vaccinazioni settempedano 817 anziani over 60 anni, 17 operatori scolastici, 14 volontari nel settore della sanità, 3 rappresentanti delle forze dell’ordine, 1 operatore sanitario e 1 paziente affetto da fibrosi cistica.
l.c.
“Il 2021, nonostante le difficoltà dei nostri territori legate al sisma ed alla pandemia rappresenta l’anno dei ritorni”. Commenta così, la direttrice dei musei civici e diocesani di Camerino, Barbara Mastrocola, il ritorno di un’opera d’arte che presto sarà di nuovo custodita nel deposito dell’Arcidiocesi.
Il dipinto olio su tela, raffigurante “Diana e Atteone” e attribuito alla scuola veneta del XVI secolo era stato trafugato nella notte del 1 dicembre 1981 dal Castello di Lanciano di Castelraimondo della Fondazione Ma.So.Gi.Ba. di Camerino. L’allora direttore della Fondazione, Don Mario Cardona, lo riconobbe il 3 febbraio di dodici anni fa alla Stazione carabinieri di Camerino.
Dopo un’istanza di dissequestro, l’opera è tornata in un deposito dell’Arcidiocesi, con la Fondazione che se ne è assunta la custodia. “Finalmente, dopo tanti anni, ritorna la tela che raffigura Diana e Atteone – spiega Barbara Mastrocola - . Fondamentale è stato l’impegno del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Un dipinto attribuito alla scuola veneta che presto sarà depositato in uno spazio reso fruibile intorno alla metà di maggio: tutti potranno tornare a vederlo. È una tela che appartiene al Castello di Lanciano che attualmente è inagibile. La tela fu rubata il 1 dicembre del 1981 e questo è il secondo ritorno di opere trafugate negli anni ottanta: ricordiamo anche il quadro di Giulia da Varano, tornato a Camerino nel 2019 dopo un furto alla pinacoteca civica circa 40 anni fa. In questi anni così difficili possiamo almeno rallegrarci per il ritorno delle opere d’arte”.
Lorenzo Cervigni
Il dipinto olio su tela, raffigurante “Diana e Atteone” e attribuito alla scuola veneta del XVI secolo era stato trafugato nella notte del 1 dicembre 1981 dal Castello di Lanciano di Castelraimondo della Fondazione Ma.So.Gi.Ba. di Camerino. L’allora direttore della Fondazione, Don Mario Cardona, lo riconobbe il 3 febbraio di dodici anni fa alla Stazione carabinieri di Camerino.
Dopo un’istanza di dissequestro, l’opera è tornata in un deposito dell’Arcidiocesi, con la Fondazione che se ne è assunta la custodia. “Finalmente, dopo tanti anni, ritorna la tela che raffigura Diana e Atteone – spiega Barbara Mastrocola - . Fondamentale è stato l’impegno del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Un dipinto attribuito alla scuola veneta che presto sarà depositato in uno spazio reso fruibile intorno alla metà di maggio: tutti potranno tornare a vederlo. È una tela che appartiene al Castello di Lanciano che attualmente è inagibile. La tela fu rubata il 1 dicembre del 1981 e questo è il secondo ritorno di opere trafugate negli anni ottanta: ricordiamo anche il quadro di Giulia da Varano, tornato a Camerino nel 2019 dopo un furto alla pinacoteca civica circa 40 anni fa. In questi anni così difficili possiamo almeno rallegrarci per il ritorno delle opere d’arte”.
Lorenzo Cervigni
Si è tenuta domenica 18 aprile la prima Giornata Ecologica organizzata dal Comune, dall’Associazione Ricostruiamo Fiastra, dal CEA Valle del Fiastrone e dal gruppo informale Amici di Fiastra. Una giornata dedicata alla pulizia del territorio che, in questa prima data, ha coinvolto la comunità locale e che dalle prossime sarà aperta anche ai volontari che vorranno contribuire.
L’iniziativa è nata da un’idea di Nicola Poalucci, un ragazzo di Loro Piceno che da qualche mese vive nella sua casa di Fiastra e che, già nel suo paese di origine aveva organizzato azioni di sensibilizzazione sul tema dei rifiuti. Nicola ha poi proposto ai ragazzi di Fiastra l'iniziativa che ha infine preso corpo grazie alle realtà associative e sociali locali. Il Comune ha sposato l'idea e ha materialmente contribuito con la fornitura dell'attrezzatura necessaria alla pulizia che verrà data in
dotazione a tutti i volontari.
Alla giornata di ieri, con le Marche inserite in fascia arancione, hanno potuto partecipare solo i residenti a Fiastra ma si spera che già da domenica 16 maggio, data del prossimo appuntamento con l'iniziativa, potranno prendervi parte anche volontari provenienti da fuori comune. Le attività di pulizia si svolgono sempre in ottemperanza alle regole sul distanziamento e sono organizzate in piccoli gruppi cui vengono assegnate zone diverse. L'area interessata è quella del lago e del
sentiero natura che lo costeggia.
L'ultimo appuntamento con Puliamo Fiastra è fissato per venerdì 11 giugno e si terrà all'interno del Festival Itacà, il Festival del Turismo Responsabile che, dal 10 al 13 giugno, farà tappa a Fiastra e in altri comuni del Parco dei Sibillini.
c.c.
c.c.
Un grave incidente stradale si è verificato a Tolentino in via Brodolini all'altezza dell'incrocio di Via Nenni.
Per cause in corso di accertamento, un automobilista a bordo di una Mercedes classe A non avrebbe dato la precedenza all'incrocio urtato l'altra vettura Ford Fiesta condotta da una signora del posto che avrebbe perso il controllo della vettura su cui stava viagginado andando a sbattere contro un palo dell'illuminazione pubblica.
L'impatto, molto violento, ha richiesto l'intervento dei Vigili del fuoco di Tolentino che hanno provveduto ad estrarre dall'abitacolo la donna.
I sanitari hanno accertato e valutato la gravità dell'impatto e hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza Icaro che ha provveduto al trasporto della conducente della Ford all'ospedale di Torrette in codice rosso.
Sul posto anche i carabinieri di Tolentino.
Le foto dell'incidente.


M.S.
Per cause in corso di accertamento, un automobilista a bordo di una Mercedes classe A non avrebbe dato la precedenza all'incrocio urtato l'altra vettura Ford Fiesta condotta da una signora del posto che avrebbe perso il controllo della vettura su cui stava viagginado andando a sbattere contro un palo dell'illuminazione pubblica.
L'impatto, molto violento, ha richiesto l'intervento dei Vigili del fuoco di Tolentino che hanno provveduto ad estrarre dall'abitacolo la donna.
I sanitari hanno accertato e valutato la gravità dell'impatto e hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza Icaro che ha provveduto al trasporto della conducente della Ford all'ospedale di Torrette in codice rosso.
Sul posto anche i carabinieri di Tolentino.
Le foto dell'incidente.


M.S.
Novità per i Boghi marchigiani, presentato in regione MarCHESTORIE, il festival annuale dei Borghi.
Il presidente Acquaroli, che è in carica da sei mesi, ha dichiarato: “I borghi e le aree interne delle Marche sono un patrimonio unico da rilanciare.
Questa legge è pensata per ridare impulso ai territori su cui è mancata un’azione strategica”.
La prima edizione è prevista a settembre e i comuni che vogliono prendere parte all'iniziativa, fino al 21 maggio, potranno formulare le loro adesioni.
L'obiettivo primario è rivitalizzare il tessuto socio-culturale ed economico-produttivo dei borghi e dei centri storici, favorire il recupero e la riqualificazione conservativa del patrimonio edilizio, promuovere il turismo e il soggiorno in un contesto urbano di pregio a contatto con le comunità residenti.
Sono queste le principali finalità della proposta di legge “Sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo della rete dell’Albergo diffuso” che la giunta regionale ha recentemente approvato e che è stata presentata oggi in conferenza stampa. Nel triennio di programmazione potrà contare su una dotazione finanziaria di 7 milioni e 800 mila euro di risorse regionali oltre ai fondi europei per gli interventi settoriali.
“Oggi segniamo un punto importante per la realizzazione del programma di governo della legislatura – ha affermato il presidente Francesco Acquaroli – uno dei primi obiettivi su cui ci siamo impegnati a lavorare, con la consapevolezza che i nostri Borghi sono il luogo della cultura, della tradizione enogastronomica e artigianale, insomma un patrimonio unico che è stato per troppo tempo trascurato, che ha subito la carenza dei servizi e lo spopolamento e che vogliamo rilanciare. Una porzione di territorio regionale che, con questa legge, vogliamo far rinascere complessivamente, creando un grande circuito spendibile sui mercati nazionali e internazionali sia come offerta di destagionalizzazione turistica ma anche legata alle opportunità di smart working, per costruire una proposta organica che possa svilupparsi attorno a questa filiera dei Borghi, legata alle attività culturali, al commercio, alla ristorazione, all’agricoltura, ai servizi. A questo si connette anche l’altro aspetto della legge che è quello di una ricettività alternativa come l’albergo diffuso. Una proposta su cui puntiamo molto come strumento vincente per vivificare e dare impulso al turismo nelle aree interne”.
Da segnalare anche l’articolato sulla Valorizzazione del patrimonio artistico e della cultura immateriale in cui è inserita la programmazione di MArCHESTORIE, Festival annuale di promozione e valorizzazione del patrimonio di tradizioni e saperi dei borghi delle Marche che è stato illustrato dall’assessore alla Cultura Giorgia Latini. “L’obiettivo – ha detto – è rilanciare i nostri meravigliosi borghi che hanno una tradizione e un’identità culturale ricchissima, mettere in risalto i nostri gioielli. Abbiamo pensato ad un Festival che rappresenta un focus della legge. Lo stesso titolo del Festival evidenzia il concetto che vogliamo trasmettere: quante storie da narrare hanno i borghi, miti, leggende , letteratura orale tramandata alle generazioni da non disperdere ma anzi da far rinascere.
Su questo festival si intreccia anche un altro obiettivo, ossia l’impulso al comparto dello spettacolo dal vivo che ha subito contraccolpi notevolissimi. I nostri artisti metteranno in scena nuovi allestimenti dedicati ai borghi, creando quindi anche un’economia della Cultura.
Vogliamo far diventare MArCHESTORIE un megafono per attrarre flussi turistici affinché diventi negli anni un brand culturale che identifichi il nostro territorio. Altro punto importante della legge la sinergia con le Diocesi per la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici e il progetto sulle residenze artistiche che – sono sicura – costituiranno uno strumento efficace , una culla ideale per vivificare i borghi nella loro vocazione storico-artistica-culturale”.
M.S.
Il presidente Acquaroli, che è in carica da sei mesi, ha dichiarato: “I borghi e le aree interne delle Marche sono un patrimonio unico da rilanciare.
Questa legge è pensata per ridare impulso ai territori su cui è mancata un’azione strategica”.
La prima edizione è prevista a settembre e i comuni che vogliono prendere parte all'iniziativa, fino al 21 maggio, potranno formulare le loro adesioni.
L'obiettivo primario è rivitalizzare il tessuto socio-culturale ed economico-produttivo dei borghi e dei centri storici, favorire il recupero e la riqualificazione conservativa del patrimonio edilizio, promuovere il turismo e il soggiorno in un contesto urbano di pregio a contatto con le comunità residenti.
Sono queste le principali finalità della proposta di legge “Sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo della rete dell’Albergo diffuso” che la giunta regionale ha recentemente approvato e che è stata presentata oggi in conferenza stampa. Nel triennio di programmazione potrà contare su una dotazione finanziaria di 7 milioni e 800 mila euro di risorse regionali oltre ai fondi europei per gli interventi settoriali.
“Oggi segniamo un punto importante per la realizzazione del programma di governo della legislatura – ha affermato il presidente Francesco Acquaroli – uno dei primi obiettivi su cui ci siamo impegnati a lavorare, con la consapevolezza che i nostri Borghi sono il luogo della cultura, della tradizione enogastronomica e artigianale, insomma un patrimonio unico che è stato per troppo tempo trascurato, che ha subito la carenza dei servizi e lo spopolamento e che vogliamo rilanciare. Una porzione di territorio regionale che, con questa legge, vogliamo far rinascere complessivamente, creando un grande circuito spendibile sui mercati nazionali e internazionali sia come offerta di destagionalizzazione turistica ma anche legata alle opportunità di smart working, per costruire una proposta organica che possa svilupparsi attorno a questa filiera dei Borghi, legata alle attività culturali, al commercio, alla ristorazione, all’agricoltura, ai servizi. A questo si connette anche l’altro aspetto della legge che è quello di una ricettività alternativa come l’albergo diffuso. Una proposta su cui puntiamo molto come strumento vincente per vivificare e dare impulso al turismo nelle aree interne”.
Da segnalare anche l’articolato sulla Valorizzazione del patrimonio artistico e della cultura immateriale in cui è inserita la programmazione di MArCHESTORIE, Festival annuale di promozione e valorizzazione del patrimonio di tradizioni e saperi dei borghi delle Marche che è stato illustrato dall’assessore alla Cultura Giorgia Latini. “L’obiettivo – ha detto – è rilanciare i nostri meravigliosi borghi che hanno una tradizione e un’identità culturale ricchissima, mettere in risalto i nostri gioielli. Abbiamo pensato ad un Festival che rappresenta un focus della legge. Lo stesso titolo del Festival evidenzia il concetto che vogliamo trasmettere: quante storie da narrare hanno i borghi, miti, leggende , letteratura orale tramandata alle generazioni da non disperdere ma anzi da far rinascere.
Su questo festival si intreccia anche un altro obiettivo, ossia l’impulso al comparto dello spettacolo dal vivo che ha subito contraccolpi notevolissimi. I nostri artisti metteranno in scena nuovi allestimenti dedicati ai borghi, creando quindi anche un’economia della Cultura.
Vogliamo far diventare MArCHESTORIE un megafono per attrarre flussi turistici affinché diventi negli anni un brand culturale che identifichi il nostro territorio. Altro punto importante della legge la sinergia con le Diocesi per la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici e il progetto sulle residenze artistiche che – sono sicura – costituiranno uno strumento efficace , una culla ideale per vivificare i borghi nella loro vocazione storico-artistica-culturale”.
M.S.
