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Per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro la Regione Marche amplia l’offerta formativa: la Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Lavoro, Stefano Aguzzi, ha approvato gli indirizzi operativi per la redazione di un Avviso Pubblico per la realizzazione di 10 percorsi formativi di Istruzione Formazione Tecnica Superiore (IFTS).
I progetti, che si svolgeranno in tutta la regione, sono relativi all’annualità 2021/2022.
Le risorse che la Regione Marche investe nell’attuazione dell’IFTS ammontano a 1.120.000 euro del POR Marche FSE 2014/2020.
“Come assessorato, vogliamo ampliare e migliorare le opportunità di occupazione dei disoccupati e offrire opportunità di riqualificazione agli occupati– spiega Aguzzi – Con questa offerta formativa si intende sostenere il tessuto produttivo regionale attraverso la diffusione e l’innalzamento del livello tecnologico delle competenze da acquisire per concorrere al mantenimento della competitività delle nostre imprese sia a livello nazionale che internazionale”. Inoltre “nel percorso formativo sono coinvolti docenti provenienti direttamente dal mondo del lavoro proprio per offrire una formazione rispondente alle richieste del sistema imprenditoriale” aggiunge l’assessore- I fabbisogni formativi del tessuto imprenditoriale della nostra regione sono stati rilevati grazie al confronto con tutti i componenti del Comitato regionale per l’IFTS: le necessità di formazione riguardano i settori della Meccanica, delle Tecnologie informatiche, dell’Edilizia, dei Servizi amministrativi/commerciali e del Turismo, declinati nello specifico delle esigenze delle imprese del territorio.
I 10 percorsi formativi, 2 per provincia, prevedono un monte ore pari a 800 ore, da svolgersi entro un anno, di cui una buona parte in stage, da un minimo del 30% del monte ore corso (240 ore) ad un massimo del 40% (320 ore dell’intero monte ore corso).
I destinatari dei progetti IFTS sono disoccupati, inoccupati e occupati, residenti o domiciliati nelle Marche. A breve sarà pubblicato il bando cui potranno partecipare enti formativi e istituzioni scolastiche accreditati.
I progetti, che si svolgeranno in tutta la regione, sono relativi all’annualità 2021/2022.
Le risorse che la Regione Marche investe nell’attuazione dell’IFTS ammontano a 1.120.000 euro del POR Marche FSE 2014/2020.
“Come assessorato, vogliamo ampliare e migliorare le opportunità di occupazione dei disoccupati e offrire opportunità di riqualificazione agli occupati– spiega Aguzzi – Con questa offerta formativa si intende sostenere il tessuto produttivo regionale attraverso la diffusione e l’innalzamento del livello tecnologico delle competenze da acquisire per concorrere al mantenimento della competitività delle nostre imprese sia a livello nazionale che internazionale”. Inoltre “nel percorso formativo sono coinvolti docenti provenienti direttamente dal mondo del lavoro proprio per offrire una formazione rispondente alle richieste del sistema imprenditoriale” aggiunge l’assessore- I fabbisogni formativi del tessuto imprenditoriale della nostra regione sono stati rilevati grazie al confronto con tutti i componenti del Comitato regionale per l’IFTS: le necessità di formazione riguardano i settori della Meccanica, delle Tecnologie informatiche, dell’Edilizia, dei Servizi amministrativi/commerciali e del Turismo, declinati nello specifico delle esigenze delle imprese del territorio.
I 10 percorsi formativi, 2 per provincia, prevedono un monte ore pari a 800 ore, da svolgersi entro un anno, di cui una buona parte in stage, da un minimo del 30% del monte ore corso (240 ore) ad un massimo del 40% (320 ore dell’intero monte ore corso).
I destinatari dei progetti IFTS sono disoccupati, inoccupati e occupati, residenti o domiciliati nelle Marche. A breve sarà pubblicato il bando cui potranno partecipare enti formativi e istituzioni scolastiche accreditati.
Due persone denunciate e il sequestro di stoffe di note griffe dell'alta moda sono il bilancio dell'operazione “Italian Fabric” portata a termine nell'entroterra maceratese dalla Tenenza di Camerino della Guardia di Finanza nell'ambito delle attività volte alla prevenzione e al contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale organizzato
Le Fiamme Gialle camerti, attraverso lo sviluppo di approfondimenti per fini antiriciclaggio e il quotidiano controllo economico del territorio per ricostruire i canali di finanziamento della attività illecite e, risalire le filiere del falso, hanno avviato una approfondita attività di polizia giudiziaria, svolta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Macerata.
In particolare, dalle indagini condotte anche attraverso la valorizzazione delle molteplici banche dati in uso alla Guardia di Finanza, si è potuto risalire all’individuazione di una prima sede di stoccaggio di merci contraffatte, dove, a seguito di perquisizione eseguita su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati rinvenuti stoffe e foulard, risultati contraffatti.
Ulteriori sviluppi investigativi hanno permesso di individuare un secondo deposito di merci contraffatte, in uso ad altra persona, in cui, nel corso di un’ulteriore perquisizione effettuata d’iniziativa dai militari operanti, è stato sottoposto a sequestro il grosso quantitativo della merce.
Complessivamente, il sequestro ha interessato circa 1.800 articoli, tra rotoli e scampoli, per un totale di quasi 3.500 metri lineari di stoffe recanti i loghi contraffatti di alcune delle più note griffe, quali Louis Vuitton, Dolce&Gabbana, Versace, Gucci, Philippe Plein e altri ancora, il cui valore stimato si aggira intorno al mezzo milione di euro.
Gli approfondimenti condotti con la collaborazione dei finanzieri qualificati Computer Forensics e Data Analysis, in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Macerata, hanno permesso di appurare che le stoffe venivano vendute su piattaforme online, quali Ebay - utilizzando l’account “bottegantica09” ed "etsy.com", utilizzando gli account “fashionfabric63” e “Italiafabric” (da qui il nome dell’operazione), nonché sui social mediante messaggistica whatsapp.
I due responsabili, sono stati denunciati a piede libero per le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e, ricettazione.
Ora le attività poste in essere dagli indagati saranno puntualmente vagliate anche sotto l’aspetto fiscale, al fine di recuperare a tassazione gli illeciti proventi. Infatti, oltre ad essere svolte abusivamente, le attività sono risultate esercitate anche in totale evasione delle imposte sui redditi e dell’I.V.A..
Il fenomeno della contraffazione è un moltiplicatore di illegalità: parallelamente, alimenta i circuiti sommersi del lavoro nero, dell’immigrazione clandestina, dell’evasione fiscale e contributiva, del commercio abusivo, del riciclaggio e di altri gravi illeciti. Chi compra merce contraffatta, peraltro, oltre a commettere un illecito, mette a rischio la propria salute, poiché tali prodotti spesso non rispettano gli standard di sicurezza richiesti dalla normativa.
Lo sforzo operativo della Guardia di Finanza, in tale comparto operativo, è finalizzato a disarticolare l’intera filiera distributiva delle merci contraffatte, allo scopo di tutelare coloro che operano nel rispetto delle leggi e di salvaguardare il tessuto produttivo nazionale che, alla luce del particolare momento emergenziale, è divenuto più vulnerabile alle fenomenologie illecite e agli interessi criminali.
c.c.
Le Fiamme Gialle camerti, attraverso lo sviluppo di approfondimenti per fini antiriciclaggio e il quotidiano controllo economico del territorio per ricostruire i canali di finanziamento della attività illecite e, risalire le filiere del falso, hanno avviato una approfondita attività di polizia giudiziaria, svolta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Macerata.
In particolare, dalle indagini condotte anche attraverso la valorizzazione delle molteplici banche dati in uso alla Guardia di Finanza, si è potuto risalire all’individuazione di una prima sede di stoccaggio di merci contraffatte, dove, a seguito di perquisizione eseguita su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati rinvenuti stoffe e foulard, risultati contraffatti.
Ulteriori sviluppi investigativi hanno permesso di individuare un secondo deposito di merci contraffatte, in uso ad altra persona, in cui, nel corso di un’ulteriore perquisizione effettuata d’iniziativa dai militari operanti, è stato sottoposto a sequestro il grosso quantitativo della merce.
Complessivamente, il sequestro ha interessato circa 1.800 articoli, tra rotoli e scampoli, per un totale di quasi 3.500 metri lineari di stoffe recanti i loghi contraffatti di alcune delle più note griffe, quali Louis Vuitton, Dolce&Gabbana, Versace, Gucci, Philippe Plein e altri ancora, il cui valore stimato si aggira intorno al mezzo milione di euro.
Gli approfondimenti condotti con la collaborazione dei finanzieri qualificati Computer Forensics e Data Analysis, in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Macerata, hanno permesso di appurare che le stoffe venivano vendute su piattaforme online, quali Ebay - utilizzando l’account “bottegantica09” ed "etsy.com", utilizzando gli account “fashionfabric63” e “Italiafabric” (da qui il nome dell’operazione), nonché sui social mediante messaggistica whatsapp.
I due responsabili, sono stati denunciati a piede libero per le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e, ricettazione.
Ora le attività poste in essere dagli indagati saranno puntualmente vagliate anche sotto l’aspetto fiscale, al fine di recuperare a tassazione gli illeciti proventi. Infatti, oltre ad essere svolte abusivamente, le attività sono risultate esercitate anche in totale evasione delle imposte sui redditi e dell’I.V.A..
Il fenomeno della contraffazione è un moltiplicatore di illegalità: parallelamente, alimenta i circuiti sommersi del lavoro nero, dell’immigrazione clandestina, dell’evasione fiscale e contributiva, del commercio abusivo, del riciclaggio e di altri gravi illeciti. Chi compra merce contraffatta, peraltro, oltre a commettere un illecito, mette a rischio la propria salute, poiché tali prodotti spesso non rispettano gli standard di sicurezza richiesti dalla normativa.
Lo sforzo operativo della Guardia di Finanza, in tale comparto operativo, è finalizzato a disarticolare l’intera filiera distributiva delle merci contraffatte, allo scopo di tutelare coloro che operano nel rispetto delle leggi e di salvaguardare il tessuto produttivo nazionale che, alla luce del particolare momento emergenziale, è divenuto più vulnerabile alle fenomenologie illecite e agli interessi criminali.
c.c.
Città in Comune: "Il PSR prevede il coinvolgimento della cittadinanza, a Tolentino non è avvenuto"
25 Mag 2021
"Alla base del Programma Straordinario di Ricostruzione deve esserci il coinvolgimento della cittadinanza. Lo dice l'ordinanza, ma a Tolentino non è avvenuto".
Torna a far discutere l'acquisto dei terreni in contrada Pace a Tolentino, ma in questo caso l'associazione politica Città in Comune vuole evidenziare come le modalità con cui l'amministrazione si è mossa finora, secondo loro, non corrispondano a quelle richieste dalla struttura commissariale.
"L'acquisizione dell'area - si legge nella nota a firma di Silvia Scoppolini dell'associazione - sarà subordinata all'autorizzazione e al finanziamento del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, la scelta dunque, sembrerebbe non comportare un ulteriore dispendio di denaro per le casse dell'Ente.
Il sindaco Pezzanesi, nei giorni successivi alla giunta, ha poi precisato che l'acquisto del terreno sul quale edificare la nuova sede dei plessi scolastici, sarà solo uno dei tanti interventi proposti tramite lo strumento del Programma Straordinario di Ricostruzione che prevede, da parte dei Comuni, le opportune forme di partecipazione delle comunità, anche attraverso l’udienza pubblica".
È su questo punto che l'associazione esprime le proprie perplessità: "Appare chiaro - prosegue la nota - che il problema effettivo non è esclusivamente la stipula di un contratto preliminare di acquisto ma la totale assenza di coinvolgimento della cittadinanza nella redazione di proposta di PSR.
I tolentinati sono stati, almeno fino ad ora, completamente esclusi dai lavori in corso, mentre da ordinanza avrebbero dovuto essere tra i primi soggetti ad essere interpellati.
Ci si sorprende anche perché uno dei punti uno dei punti cruciali del PSR al quale si fa riferimento, è proprio lo spostamento delle scuole dal centro storico, una questione ampiamente dibattuta e una scelta per nulla condivisa all’unanimità dai tolentinati; inoltre il trasferimento delle scuole costituisce un’azione cruciale, capace di incidere sul tessuto urbano a 360°, e quindi, a maggior ragione, sarebbe stata necessaria una condivisione coi cittadini fin da principio. Il fatto che una decisione del genere, così cruciale, sia piovuta dall’alto senza contraddittorio con i cittadini e il considerevole numero di contrari all’iniziativa (non bisogna dimenticare, a tal proposito, i cospicui sforzi del Comitato Don Bosco), stride con l’ottica di partecipazione nella quale sono stati impostati i PSR.
Manca qualsiasi forma di condivisione degli intenti - denunciano - , gli stessi progetti, per quanto ormai assodati, non vengono comunque condivisi, dando solo delle indicazioni nebulose (ne è un esempio il costante riferimento a “sedi distaccate in centro”, senza però fornire delucidazioni su come nel concreto ciò dovrebbe avvenire)".
Infine l'esempio di altri Comuni vicini e l'auspicio di un cambio di rotta: "Ci si domanda per quale ragione molti altri comuni del cratere abbiano predisposto azioni di coinvolgimento della cittadinanza fin dalle fasi embrionali della proposta di PSR, mentre a Tolentino, allo stato attuale, i cittadini non siano ancora stati chiamati in causa.
Ci auguriamo - concludono - che, nelle successive fasi di lavoro, nella quale probabilmente l'amministrazione verrà anche affiancata da tecnici esterni incaricati della stesura del Programma, e dunque disporrà di maggiori forze ed energie, possa ovviare alle mancanze evidenziate e consentire ai tolentinati di essere parte attiva in un'azione cruciale per la ricostruzione della città".
Torna a far discutere l'acquisto dei terreni in contrada Pace a Tolentino, ma in questo caso l'associazione politica Città in Comune vuole evidenziare come le modalità con cui l'amministrazione si è mossa finora, secondo loro, non corrispondano a quelle richieste dalla struttura commissariale.
"L'acquisizione dell'area - si legge nella nota a firma di Silvia Scoppolini dell'associazione - sarà subordinata all'autorizzazione e al finanziamento del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, la scelta dunque, sembrerebbe non comportare un ulteriore dispendio di denaro per le casse dell'Ente.
Il sindaco Pezzanesi, nei giorni successivi alla giunta, ha poi precisato che l'acquisto del terreno sul quale edificare la nuova sede dei plessi scolastici, sarà solo uno dei tanti interventi proposti tramite lo strumento del Programma Straordinario di Ricostruzione che prevede, da parte dei Comuni, le opportune forme di partecipazione delle comunità, anche attraverso l’udienza pubblica".
È su questo punto che l'associazione esprime le proprie perplessità: "Appare chiaro - prosegue la nota - che il problema effettivo non è esclusivamente la stipula di un contratto preliminare di acquisto ma la totale assenza di coinvolgimento della cittadinanza nella redazione di proposta di PSR.
I tolentinati sono stati, almeno fino ad ora, completamente esclusi dai lavori in corso, mentre da ordinanza avrebbero dovuto essere tra i primi soggetti ad essere interpellati.
Ci si sorprende anche perché uno dei punti uno dei punti cruciali del PSR al quale si fa riferimento, è proprio lo spostamento delle scuole dal centro storico, una questione ampiamente dibattuta e una scelta per nulla condivisa all’unanimità dai tolentinati; inoltre il trasferimento delle scuole costituisce un’azione cruciale, capace di incidere sul tessuto urbano a 360°, e quindi, a maggior ragione, sarebbe stata necessaria una condivisione coi cittadini fin da principio. Il fatto che una decisione del genere, così cruciale, sia piovuta dall’alto senza contraddittorio con i cittadini e il considerevole numero di contrari all’iniziativa (non bisogna dimenticare, a tal proposito, i cospicui sforzi del Comitato Don Bosco), stride con l’ottica di partecipazione nella quale sono stati impostati i PSR.
Manca qualsiasi forma di condivisione degli intenti - denunciano - , gli stessi progetti, per quanto ormai assodati, non vengono comunque condivisi, dando solo delle indicazioni nebulose (ne è un esempio il costante riferimento a “sedi distaccate in centro”, senza però fornire delucidazioni su come nel concreto ciò dovrebbe avvenire)".
Infine l'esempio di altri Comuni vicini e l'auspicio di un cambio di rotta: "Ci si domanda per quale ragione molti altri comuni del cratere abbiano predisposto azioni di coinvolgimento della cittadinanza fin dalle fasi embrionali della proposta di PSR, mentre a Tolentino, allo stato attuale, i cittadini non siano ancora stati chiamati in causa.
Ci auguriamo - concludono - che, nelle successive fasi di lavoro, nella quale probabilmente l'amministrazione verrà anche affiancata da tecnici esterni incaricati della stesura del Programma, e dunque disporrà di maggiori forze ed energie, possa ovviare alle mancanze evidenziate e consentire ai tolentinati di essere parte attiva in un'azione cruciale per la ricostruzione della città".
GS
Dramma a Piediripa dove una donna avrebbe tentata il suicidio all'interno della propria abitazione di via Arno. Sembra che la ragazza, L.M., figlia di una ex dipendente della Croce Verde di Macerata soffrisse di crisi depressive. A lanciare l'allarme i genitori della donna, che abitano nella stessa palazzina, che hanno udito un colpo di arma da fuoco, esploso con una pistola, provenire dall'appartamento della figlia. Sul posto i sanitari del 118, che viste le condizioni della giovane, ferita gravemente, hanno richieto l'intervento dell'eliambulanza per il trasporto all'ospedale di Torrette, e gli agenti della polizia di stato e della polizia scientifica per gli accertamenti e i rilievi del caso.
L’estate come occasione per praticare sport in sicurezza all’aperto e per ricostruire legami di socialità. Per questo la Giunta comunale di Camerino ha approvato l’assegnazione di aree pubbliche nei parchi cittadini gratuitamente, a sostegno delle attività sportive e di fitness all’aria aperta.
“Dal punto di vista economico la pandemia ha messo in ginocchio tante attività produttive- spiega l’assessore allo sport nonché vice sindaco Lucia Jajani - in particolare i titolari di palestre, impianti natatori, attività sportive che hanno subìto delle restrizioni più forti con un periodo di chiusura esteso fino a oggi. La riapertura avverrà a condizioni molto rigide che, talvolta, considerato il distanziamento imposto, rendono di fatto impossibile svolgere corsi di gruppo all’interno. Proprio in considerazione di questa situazione, come Amministrazione abbiamo voluto mettere a disposizione, a titolo gratuito, delle aree pubbliche all’aperto ai titolari di palestre, impianti natatori, associazioni sportive, da prenotare alla Pro loco di Camerino, così da poter svolgere attività sportiva di gruppo per agevolare la ripresa. Siamo consapevoli delle problematiche di chi lavora nel mondo dello sport – prosegue l’assessore Jajani - e con questo provvedimento abbiamo cercato di agevolarne la ripresa. Un piccolo gesto a dimostrazione della sensibilità che cerchiamo di mostrare nei confronti delle attività più in difficoltà. Questo atto segue il precedente sugli aiuti economici, erogati lo scorso mese, nei confronti degli esercizi commerciali che sono stati obbligati a chiudere per norma di legge, perchè in quarantena da positività Covid o da contatto. Ricordiamo che per quest'ultimo caso lo Stato non ha previsto alcun tipo di ristoro che invece il Comune di Camerino ha deliberato di concedere”.
"La ripresa delle attività sportive è l’occasione per ripensare e riprogettare il ruolo e la funzione dello sport nel territorio, inteso non solo come attività agonistica, ma soprattutto come strumento per la promozione di stili di vita sani, la promozione della socializzazione e il contrasto e la prevenzione delle patologie legate alla sedentarietà e all’alimentazione scorretta. Questo significa pensare anche a nuovi modi di fare pratica sportiva anche al di fuori dei luoghi tradizionalmente deputati ad essa, cioè gli impianti sportivi, ma in luoghi di socializzazione e di libera fruizione all’aperto, quali parchi, piste polivalenti e campi a fruizione libera, come appunto avverrà quest’estate", conclude il vice sindaco.
“Dal punto di vista economico la pandemia ha messo in ginocchio tante attività produttive- spiega l’assessore allo sport nonché vice sindaco Lucia Jajani - in particolare i titolari di palestre, impianti natatori, attività sportive che hanno subìto delle restrizioni più forti con un periodo di chiusura esteso fino a oggi. La riapertura avverrà a condizioni molto rigide che, talvolta, considerato il distanziamento imposto, rendono di fatto impossibile svolgere corsi di gruppo all’interno. Proprio in considerazione di questa situazione, come Amministrazione abbiamo voluto mettere a disposizione, a titolo gratuito, delle aree pubbliche all’aperto ai titolari di palestre, impianti natatori, associazioni sportive, da prenotare alla Pro loco di Camerino, così da poter svolgere attività sportiva di gruppo per agevolare la ripresa. Siamo consapevoli delle problematiche di chi lavora nel mondo dello sport – prosegue l’assessore Jajani - e con questo provvedimento abbiamo cercato di agevolarne la ripresa. Un piccolo gesto a dimostrazione della sensibilità che cerchiamo di mostrare nei confronti delle attività più in difficoltà. Questo atto segue il precedente sugli aiuti economici, erogati lo scorso mese, nei confronti degli esercizi commerciali che sono stati obbligati a chiudere per norma di legge, perchè in quarantena da positività Covid o da contatto. Ricordiamo che per quest'ultimo caso lo Stato non ha previsto alcun tipo di ristoro che invece il Comune di Camerino ha deliberato di concedere”.
"La ripresa delle attività sportive è l’occasione per ripensare e riprogettare il ruolo e la funzione dello sport nel territorio, inteso non solo come attività agonistica, ma soprattutto come strumento per la promozione di stili di vita sani, la promozione della socializzazione e il contrasto e la prevenzione delle patologie legate alla sedentarietà e all’alimentazione scorretta. Questo significa pensare anche a nuovi modi di fare pratica sportiva anche al di fuori dei luoghi tradizionalmente deputati ad essa, cioè gli impianti sportivi, ma in luoghi di socializzazione e di libera fruizione all’aperto, quali parchi, piste polivalenti e campi a fruizione libera, come appunto avverrà quest’estate", conclude il vice sindaco.
Il giovane atleta treiese Giacomo Forconi ha trionfato nel percorso medio del Trail Sacred Forests, percorrendo i 24 chilometri del percorso medio con oltre 1500 metri di dislivello nel tempo di 2h13’24” e precedendo di 40” Roberto Gheduzzi (Esp) e di 3’29” Nicola Zibetti (Atl.Winner Foligno).
Il ritorno in calendario dopo due anni del Trail Sacred Forests, con oltre 8 corridori in gara, è stato reso possibile grazie al forte interessamento dei responsabili del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che ha ospitato l’evento, delle autorità comunali di Poppi e dei tanti volontari dispiegati lungo il percorso, che hanno fatto sì che il mondo del trail italiano abbia ritrovato una sua classica dal grande passato ma dal futuro ancora più radioso.
Al giovane atleta treiese i complimenti dell’amministrazione comunale di Treia e dell’intera città.

Il ritorno in calendario dopo due anni del Trail Sacred Forests, con oltre 8 corridori in gara, è stato reso possibile grazie al forte interessamento dei responsabili del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che ha ospitato l’evento, delle autorità comunali di Poppi e dei tanti volontari dispiegati lungo il percorso, che hanno fatto sì che il mondo del trail italiano abbia ritrovato una sua classica dal grande passato ma dal futuro ancora più radioso.
Al giovane atleta treiese i complimenti dell’amministrazione comunale di Treia e dell’intera città.

Acquaroli incontra i vertici Elica: "Disponibilità a rivedere il piano, non a ritirarlo"
24 Mag 2021
Vertenza Elica. Il presidente della regione Francesco Acquaroli, insieme agli assessori alle attività produttive Mirco Carloni e al lavoro Stefano Aguzzi, ha incontrato i vertici dell'azienda per chiedere il ritiro del piano, come auspicato dalle sigle sindacali, di riorganizzazione e delocalizzazione dell'azienda fabrianese.
“Abbiamo registrato un’apertura a una discussione e a una profonda revisione del piano stesso, non c’è però la disponibilità a ritirarlo” - le dichiarazioni del governatore, che ha poi ricevuto dagli stessi rappresentanti sindacali un documento sottoscritto dalle forze politiche e sociali del territorio.

“Abbiamo registrato un’apertura a una discussione e a una profonda revisione del piano stesso, non c’è però la disponibilità a ritirarlo” - le dichiarazioni del governatore, che ha poi ricevuto dagli stessi rappresentanti sindacali un documento sottoscritto dalle forze politiche e sociali del territorio.

Acquaroli ha anche anticipato che la Regione “cercherà di fare subito il punto della situazione con i sindacati, per provare a definire, quanto prima, tutte le possibilità e le strade da percorrere che questa vicenda ci impone di perseguire. È necessario, però, rimuovere i pregiudizi che ostacolano il dialogo”. Il confronto, ha ribadito il presidente, “è fondamentale per perseguire tutte le soluzioni possibili e la difesa del territorio, prioritaria per la Regione. Finché il tavolo rimane aperto, l’azienda sospenderà l’esecuzione del piano con i relativi, enormi, esuberi. È indispensabile recuperare una fiducia reciproca per costruire soluzioni sostenibili per l’azienda, per i lavoratori per il territorio e le istituzioni. Ma occorre, da parte di tutti, una volontà a proseguire il dialogo, rimuovendo quanto ne ostacola il proseguo”
Soppressione di 30 classi nel cratere: la presidente Mancinelli scrive al ministro Bianchi
24 Mag 2021
Per il prossimo anno scolastico, più di 30 classi ubicate nelle scuole del cratere della Regione Marche risultano soppresse. Questa la grave problematica che costituisce l’oggetto della lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi firmata dalla Presidente dell’Anci Marche Valeria Mancinelli.
«Nel momento in cui finalmente la ricostruzione ha preso concreto avvio, grazie alle recenti norme acceleratorie e di semplificazione emanate dallo Stato e dal Commissario straordinario con le ultime Ordinanze – scrive la Presidente di Anci Marche - assistiamo all’esito paradossale per cui le famiglie giovani, con figli in età scolare, costrette dal terremoto a trasferirsi temporaneamente in altro comune, possono finalmente tornare nella casa di residenza ricostruita ma, essendo state soppresse le classi, i bambini non vengono accolti dalla scuola del loro comune, anch’essa riparata o ricostruita o comunque mantenuta, ma dirottati in altra sede».
Quella che sembrava una eventualità è diventata invece un grave problema che riguarda gli 83 comuni inclusi nell’area del cratere colpiti dal sisma del 2016.
«In molti comuni stiamo assistendo alla soppressione di classi già attivate, nonostante la chiara deroga nel rapporto alunni classe stabilita all’art. 18 bis del DL n. 189/2016» – insiste a nome dei Sindaci che hanno sollevato la questione ponendola all’attenzione della Commissione Sisma di Anci Marche coordinata dalla stessa Mancinelli. La deroga si estende a più anni scolastici perché l’allontanamento temporaneo dalle proprie case, in attesa della ricostruzione, prevedeva ragionevolmente tempi non brevissimi. «Nel momento in cui la tendenza si sta finalmente invertendo e i rientri diventeranno sempre più numerosi nei prossimi anni, - ha scritto ancora al Ministro Bianchi - è di vitale importanza continuare a mantenere il numero delle classi già attivate negli anni precedenti in deroga ai limiti di legge.
Diversamente, oltre al danno sociale, ne deriverebbe un grave danno economico dovuto allo spopolamento dei borghi e dei comuni montani in cui lo Stato ha investito e sta investendo risorse ingentissime per la ricostruzione, che non è solo quella fisica degli edifici distrutti, ma anche del tessuto economico e sociale delle aree colpite.
La pandemia covid-19 ha messo in luce come proprio queste realtà locali possono diventare un’alternativa al modello di sviluppo sin qui prevalente offrendo la possibilità di uno stile di vita attrattivo per le nuove generazioni e alternativo alle grandi concentrazioni urbane. «Per tutto quanto sopra esposto – conclude la Presidente di Anci Marche e nella lettera al Ministro Bianchi, indirizzata per conoscenza anche al Presidente della Giunta Regionale Francesco Acquaroli, all’Assessore Guido Castelli e ai capigruppo in Consiglio Regionale auspicando la necessaria condivisione per giungere alla risoluzione del problema - si chiede un Suo autorevole intervento, con la massima urgenza, affinché sia rispettata da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale la deroga in questione e, anzi, eventualmente rafforzata ed estesa per scongiurare le gravi conseguenze descritte».
«Nel momento in cui finalmente la ricostruzione ha preso concreto avvio, grazie alle recenti norme acceleratorie e di semplificazione emanate dallo Stato e dal Commissario straordinario con le ultime Ordinanze – scrive la Presidente di Anci Marche - assistiamo all’esito paradossale per cui le famiglie giovani, con figli in età scolare, costrette dal terremoto a trasferirsi temporaneamente in altro comune, possono finalmente tornare nella casa di residenza ricostruita ma, essendo state soppresse le classi, i bambini non vengono accolti dalla scuola del loro comune, anch’essa riparata o ricostruita o comunque mantenuta, ma dirottati in altra sede».
Quella che sembrava una eventualità è diventata invece un grave problema che riguarda gli 83 comuni inclusi nell’area del cratere colpiti dal sisma del 2016.
«In molti comuni stiamo assistendo alla soppressione di classi già attivate, nonostante la chiara deroga nel rapporto alunni classe stabilita all’art. 18 bis del DL n. 189/2016» – insiste a nome dei Sindaci che hanno sollevato la questione ponendola all’attenzione della Commissione Sisma di Anci Marche coordinata dalla stessa Mancinelli. La deroga si estende a più anni scolastici perché l’allontanamento temporaneo dalle proprie case, in attesa della ricostruzione, prevedeva ragionevolmente tempi non brevissimi. «Nel momento in cui la tendenza si sta finalmente invertendo e i rientri diventeranno sempre più numerosi nei prossimi anni, - ha scritto ancora al Ministro Bianchi - è di vitale importanza continuare a mantenere il numero delle classi già attivate negli anni precedenti in deroga ai limiti di legge.
Diversamente, oltre al danno sociale, ne deriverebbe un grave danno economico dovuto allo spopolamento dei borghi e dei comuni montani in cui lo Stato ha investito e sta investendo risorse ingentissime per la ricostruzione, che non è solo quella fisica degli edifici distrutti, ma anche del tessuto economico e sociale delle aree colpite.
La pandemia covid-19 ha messo in luce come proprio queste realtà locali possono diventare un’alternativa al modello di sviluppo sin qui prevalente offrendo la possibilità di uno stile di vita attrattivo per le nuove generazioni e alternativo alle grandi concentrazioni urbane. «Per tutto quanto sopra esposto – conclude la Presidente di Anci Marche e nella lettera al Ministro Bianchi, indirizzata per conoscenza anche al Presidente della Giunta Regionale Francesco Acquaroli, all’Assessore Guido Castelli e ai capigruppo in Consiglio Regionale auspicando la necessaria condivisione per giungere alla risoluzione del problema - si chiede un Suo autorevole intervento, con la massima urgenza, affinché sia rispettata da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale la deroga in questione e, anzi, eventualmente rafforzata ed estesa per scongiurare le gravi conseguenze descritte».
Lezione speciale per tutte le quinte classi dei licei di Camerino, con il rettore Unicam Claudio Pettinari che è salito in cattedra, per spiegare tutte le applicazioni dei polimeri, i composti che hanno rivoluzionato la chimica moderna.
La meraviglia di un filo di nylon che si crea all’improvviso da un composto trasparente come l’acqua, «resistente come l’acciaio, delicato come la tela del ragno», si è materializzata tra le mani di Pettinari, di fronte agli alunni, collegati da remoto. Non solo nylon, ma anche il teflon delle pentole, il cellofan, il rayon, le scoperte straordinarie del Novecento che hanno avuto importanti applicazioni nella vita quotidiana, sono state illustrate rigorosamente in inglese dal rettore Pettinari. La lezione, in lingua inglese, si è inserita nell’ambito del programma C.L.I.L. (Content and Language Integrated Learning), la metodologia che prevede l’insegnamento di una materia, in questo caso la chimica, in lingua straniera.
Ad introdurre l’incontro è stato il dirigente scolastico Francesco Rosati.

Pettinari è professore ordinario di Chimica generale ed inorganica presso Unicam, è risultato vincitore del premio Bonati nel 1998 come giovane ricercatore al di sotto dei 35 anni nel settore della chimica organometallica e vincitore della medaglia Nasini nel 2004 come miglior ricercatore attivo in Chimica inorganica al di sotto dei 40 anni. Entrambi sono premi Sci. È Doctor honoris causa in Chimica dell’Università di Galati (settembre 2012) e membro eletto dell’Accademia di scienze di Lisbona. È autore e coautore di 335 lavori (Google Scholar h index = 37, 6482 citazioni), Web of Science h index = 35, 5316 citazioni, Scopus h index = 37) su giornali internazionali peer review, di cui 15 review su invite su giornali di alto livello e più di 200 comunicazioni a congress nazionali ed intrenazionali. È anche autore di tre libri, 4 brevetti nazionali e 3 internazionali. Con queste parole il rettore Pettinari ha presentato la lezione: «I polimeri sono materiali formati dal legame chimico di un gran numero di molecole più piccole, ripetendo catene di unità chiamate monomeri. I polimeri hanno proprietà fisico-chimiche uniche, a seconda del tipo di unità da unire e di come sono legate. I polimeri sintetici sono definiti come polimeri prodotti artificialmente in laboratori o noti come polimeri artificiali. Durante la lezione sono stati descritti alcuni degli esempi di polimeri sintetici (polietilene (PE), polistirene (PS), poliammidi (nylon), poli (cloruro di vinile) PVC) ma anche polimeri abbondanti in natura come l'acido desossiribonucleico (DNA) e acido ribonucleico (RNA) che definisce la vita. Una breve descrizione della storia dei principali polimeri e una rapida analisi delle loro proprietà più importanti ha permesso di guardare meglio le prospettive future di questi materiali, indispensabili per l'umanità».
Ad introdurre l’incontro è stato il dirigente scolastico Francesco Rosati.

Pettinari è professore ordinario di Chimica generale ed inorganica presso Unicam, è risultato vincitore del premio Bonati nel 1998 come giovane ricercatore al di sotto dei 35 anni nel settore della chimica organometallica e vincitore della medaglia Nasini nel 2004 come miglior ricercatore attivo in Chimica inorganica al di sotto dei 40 anni. Entrambi sono premi Sci. È Doctor honoris causa in Chimica dell’Università di Galati (settembre 2012) e membro eletto dell’Accademia di scienze di Lisbona. È autore e coautore di 335 lavori (Google Scholar h index = 37, 6482 citazioni), Web of Science h index = 35, 5316 citazioni, Scopus h index = 37) su giornali internazionali peer review, di cui 15 review su invite su giornali di alto livello e più di 200 comunicazioni a congress nazionali ed intrenazionali. È anche autore di tre libri, 4 brevetti nazionali e 3 internazionali. Con queste parole il rettore Pettinari ha presentato la lezione: «I polimeri sono materiali formati dal legame chimico di un gran numero di molecole più piccole, ripetendo catene di unità chiamate monomeri. I polimeri hanno proprietà fisico-chimiche uniche, a seconda del tipo di unità da unire e di come sono legate. I polimeri sintetici sono definiti come polimeri prodotti artificialmente in laboratori o noti come polimeri artificiali. Durante la lezione sono stati descritti alcuni degli esempi di polimeri sintetici (polietilene (PE), polistirene (PS), poliammidi (nylon), poli (cloruro di vinile) PVC) ma anche polimeri abbondanti in natura come l'acido desossiribonucleico (DNA) e acido ribonucleico (RNA) che definisce la vita. Una breve descrizione della storia dei principali polimeri e una rapida analisi delle loro proprietà più importanti ha permesso di guardare meglio le prospettive future di questi materiali, indispensabili per l'umanità».
Sabato 22 maggio è stato il giorno di “Italia Viva in piazza”, con il partito di Renzi che si è fatto promotore dell’allestimento di tanti banchetti in tutto il Paese per tornare al contatto con i cittadini dopo un lungo periodo di chiusure. Nella provincia di Macerata è stato allestito un banchetto a Matelica, dinanzi ai giardini pubblici, cui è stato presente, oltre alla coordinatrice di IV Fabiola Santini e l’iscritto Mario Pecchia, il coordinatore provinciale Antonello De Lucia, che abbiamo voluto avvicinare.
De Lucia, una valutazione sull’operato del governo Draghi: c’è stato quel cambio di passo che Italia Viva si auspicava?
“Il cambio di passo è evidente e sotto gli occhi di tutti – spiega il coordinatore provinciale di IV - Al governo non c’è più il professor Conte, ma Mario Draghi, una delle persone più credibili sia a livello nazionale che internazionale e che ha dato al nostro Paese quella riconoscibilità che merita da parte di tutte le leadership europee e mondiali. L’Italia è quindi nelle mani di una delle persone più autorevoli che in questo momento storico essa possa esprimere e che ha portato ad un cambio di passo in tanti campi, a cominciare da quello sanitario. La campagna di vaccinazione, ad esempio, ha subìto un’accelerazione enorme grazie al cambio del commissario Arcuri con il generale Figliuolo, arrivando alla famosa soglia delle 500 mila vaccinazioni al giorno. Il Paese, inoltre, sta pian piano riaprendo ed occorrerà vigilare: da parte nostra, Italia Viva continua a rendersi promotrice di battaglie che servono all’Italia, basti pensare al Family Act”.
Circoscrivendo il campo alla realtà locale, come ha vissuto questi due primi anni di vita del partito di Renzi? Quali sono le tue speranza ed aspettative per il futuro di IV?
“Appena il partito ha preso vita è iniziata una fase storica molto strana, caratterizzata dalla pandemia. Tutta la passione per questo nuovo progetto ha quindi dovuto fare i conti con i disagi delle chiusure e dei lockdown. Ciononostante è nata una bella comunità ricca d’entusiasmo. L’anno scorso, inoltre, abbiamo vissuto la nostra prima campagna elettorale, sia in contesti regionali che comunali, e questo ci ha consentito fin da subito di vivere in maniera attiva la politica del territorio, le cui ferite dovute al sisma del 2016 sono state acuite dalla pandemia e che merita pertanto attenzioni particolari poiché di temi da affrontare ce ne sono. Oggi siamo a Matelica e ne siamo felici, perché come partito abbiamo deciso di dedicare un attenzione particolare all’entroterra – conclude De Lucia - ringrazio tutti gli amici di Italia Viva Matelica, a cominciare dalla coordinatrice Fabiola Santini, perché per noi essere in strada è davvero importante”.

De Lucia, una valutazione sull’operato del governo Draghi: c’è stato quel cambio di passo che Italia Viva si auspicava?
“Il cambio di passo è evidente e sotto gli occhi di tutti – spiega il coordinatore provinciale di IV - Al governo non c’è più il professor Conte, ma Mario Draghi, una delle persone più credibili sia a livello nazionale che internazionale e che ha dato al nostro Paese quella riconoscibilità che merita da parte di tutte le leadership europee e mondiali. L’Italia è quindi nelle mani di una delle persone più autorevoli che in questo momento storico essa possa esprimere e che ha portato ad un cambio di passo in tanti campi, a cominciare da quello sanitario. La campagna di vaccinazione, ad esempio, ha subìto un’accelerazione enorme grazie al cambio del commissario Arcuri con il generale Figliuolo, arrivando alla famosa soglia delle 500 mila vaccinazioni al giorno. Il Paese, inoltre, sta pian piano riaprendo ed occorrerà vigilare: da parte nostra, Italia Viva continua a rendersi promotrice di battaglie che servono all’Italia, basti pensare al Family Act”.
Circoscrivendo il campo alla realtà locale, come ha vissuto questi due primi anni di vita del partito di Renzi? Quali sono le tue speranza ed aspettative per il futuro di IV?
“Appena il partito ha preso vita è iniziata una fase storica molto strana, caratterizzata dalla pandemia. Tutta la passione per questo nuovo progetto ha quindi dovuto fare i conti con i disagi delle chiusure e dei lockdown. Ciononostante è nata una bella comunità ricca d’entusiasmo. L’anno scorso, inoltre, abbiamo vissuto la nostra prima campagna elettorale, sia in contesti regionali che comunali, e questo ci ha consentito fin da subito di vivere in maniera attiva la politica del territorio, le cui ferite dovute al sisma del 2016 sono state acuite dalla pandemia e che merita pertanto attenzioni particolari poiché di temi da affrontare ce ne sono. Oggi siamo a Matelica e ne siamo felici, perché come partito abbiamo deciso di dedicare un attenzione particolare all’entroterra – conclude De Lucia - ringrazio tutti gli amici di Italia Viva Matelica, a cominciare dalla coordinatrice Fabiola Santini, perché per noi essere in strada è davvero importante”.

Alessio Botticelli
