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Contratto Istituzionale di Sviluppo e progetti finanziati, ad Ussita esplode la polemica. Ad accendere la miccia il capogruppo di minoranza Guido Rossi, che in una lettera aperta inviata alla cittadinanza "accusa" il sindaco Silvia Bernardini di aver escluso Ussita dai finanziamenti del Cis.
Pronta la replica del primo cittadino. "Essere così importante da poter decidere quali porgetti ammettere o meno a finanziamento mi fa onore, anche se ritengo si sia persa un'altra occasione per dire le cose come stanno - dichiara il sindaco Bernardini - Il Cis è stata un'occasione importante a cui Ussita ha partecipato presentando diversi progetti per un importo di quasi 40 milioni di euro. Purtroppo non sono stati ammessi, ma la cosa importante è che tutti i progetti presentati da noi, così come dagli altri comuni che si trovano in analoga situazione, sono stati accolti dalla Regione e trasmessi ad Invitalia e alla struttura del ministro Carfagna. Chiaro che il relativo finanziamento non dipende dall'amministrazione comunale, ma la promessa del presidente Acquaroli e dello stesso ministro è che i progetti trasmessi e che non hanno trovato capienza all'interno del Cis troveranno, proprio perchè meritevoli, una fonte di finanziamento nel Pnr e in altri strumenti che il Governo sta approntando".
f.u.
Pronta la replica del primo cittadino. "Essere così importante da poter decidere quali porgetti ammettere o meno a finanziamento mi fa onore, anche se ritengo si sia persa un'altra occasione per dire le cose come stanno - dichiara il sindaco Bernardini - Il Cis è stata un'occasione importante a cui Ussita ha partecipato presentando diversi progetti per un importo di quasi 40 milioni di euro. Purtroppo non sono stati ammessi, ma la cosa importante è che tutti i progetti presentati da noi, così come dagli altri comuni che si trovano in analoga situazione, sono stati accolti dalla Regione e trasmessi ad Invitalia e alla struttura del ministro Carfagna. Chiaro che il relativo finanziamento non dipende dall'amministrazione comunale, ma la promessa del presidente Acquaroli e dello stesso ministro è che i progetti trasmessi e che non hanno trovato capienza all'interno del Cis troveranno, proprio perchè meritevoli, una fonte di finanziamento nel Pnr e in altri strumenti che il Governo sta approntando".
f.u.
Il vescovo “maceratese” Renzo Fratini, Nunzio Apostolico in Sapgna e Andorra fino al 4 agosto 2019, ha visitato gli impianti del Conmari dove ha celebrato una messa nell’ambito dell’iniziativa “Tempo del Creato”, che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli e dipendenti della società che si occupa di raccolta, trattamento e riciclo dei rifiuti solidi urbani per conto dei comuni maceratesi.
Nel corso della funzione sono stati approfonditi diversi argomenti inerenti l’ambiente, il tema dell’ecologia, l’importanza di rispettare la natura in cui viviamo, contribuendo a perseguire una reale ecosostenibilità.
Grazie alla collaborazione del Presidente Giuseppe Pezzanesi e del Vicepresidente Giuseppe Giampaoli, i partecipanti hanno potuto visitare gli impianti consortili di Piane di Chienti, potendosi rendere conto del lavoro, che quotidianamente, gli operatori del Cosmari fanno in favore dell’ambiente.

f.u.
Nel corso della funzione sono stati approfonditi diversi argomenti inerenti l’ambiente, il tema dell’ecologia, l’importanza di rispettare la natura in cui viviamo, contribuendo a perseguire una reale ecosostenibilità.
Grazie alla collaborazione del Presidente Giuseppe Pezzanesi e del Vicepresidente Giuseppe Giampaoli, i partecipanti hanno potuto visitare gli impianti consortili di Piane di Chienti, potendosi rendere conto del lavoro, che quotidianamente, gli operatori del Cosmari fanno in favore dell’ambiente.

f.u.
La polizia di Civitanova Marche ha arrestato un 47enne di origini marocchine ricercato in quanto su di lui gravava un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Bologna.
Nel corso dell’attività di controllo sul territorio gli agenti hanno fermato un’auto su cui viaggiavano 4 cittadini stranieri, tra cui il magrebino a carico del quale è emerso che lo stesso era stato condannato in via definitiva a 2 anni e 3 mesi di reclusione per rapina e porto d’armi abusivo.
Così sono scattate le manette ai polsi del 47enne, che era finora riuscito a sottrarsi alla cattura spostandosi continuamente sul territorio nazionale, che dunque è stato condotto al carcere di Fermo.
f.u.
Nel corso dell’attività di controllo sul territorio gli agenti hanno fermato un’auto su cui viaggiavano 4 cittadini stranieri, tra cui il magrebino a carico del quale è emerso che lo stesso era stato condannato in via definitiva a 2 anni e 3 mesi di reclusione per rapina e porto d’armi abusivo.
Così sono scattate le manette ai polsi del 47enne, che era finora riuscito a sottrarsi alla cattura spostandosi continuamente sul territorio nazionale, che dunque è stato condotto al carcere di Fermo.
f.u.
Quattro giovani rispondono alla chiamata di Dio. Ieri a San Venanzio l'ammissione agli ordini sacri
27 Set 2021
La diocesi di Camerino-San Severino in festa per l’ammissione agli ordini sacri del diaconato e presbiteriato di quattro giovani.
Francesco Marcatili, di San Severino, Marco Capri di Pian di Pieca (entrambi per l’arcidiocesi di Camerino-San Severino), e Fredy Joel Lara Ramirez ed Eduardo Rony Caal Xol, provenienti da Guatemala e Ecuador (per l’arcidiocesi di Fabriano-Matelica), hanno detto il loro “sì” a Dio domenica nella cattedrale di San Venanzio.
Si tratta di un rito molto importante nel cammino vocazionale di un uomo con il quale il suo desiderio di avviare un percorso verso la vita consacrata viene formalmente accolto dalla comunità.
Gaia Gennaretti
Di seguito la gallery fotografica:




Francesco Marcatili, di San Severino, Marco Capri di Pian di Pieca (entrambi per l’arcidiocesi di Camerino-San Severino), e Fredy Joel Lara Ramirez ed Eduardo Rony Caal Xol, provenienti da Guatemala e Ecuador (per l’arcidiocesi di Fabriano-Matelica), hanno detto il loro “sì” a Dio domenica nella cattedrale di San Venanzio.
Si tratta di un rito molto importante nel cammino vocazionale di un uomo con il quale il suo desiderio di avviare un percorso verso la vita consacrata viene formalmente accolto dalla comunità.
Gaia Gennaretti
Di seguito la gallery fotografica:




Teatro comunale gremito per la presentazione alla cittadinanza della lista “Esanatoglia Domani” che presenta come candidato sindaco il responsabile Enti Locali della Lega per la provincia di Macerata Andrea Cipolletta.
Un programma elettorale, quello proposto dal più giovane dei 3 candidati in lizza, che pone sul piatto della bilancia i temi del sociale e dei servizi, del lavoro e del rilancio di Esanatoglia con idee e strumenti innovativi supportati dalla filiera di governo.
A sottolineare quest’ultimo aspetto la presenza dei consiglieri regionali leghisti Renzo Marinelli e Chiara Biondi.
Tra i punti essenziali presentati dal candidato sindaco la creazione di occupazione e sviluppo tramite l’economia della cultura, senza tralasciare gli aspetti relativi alla sicurezza, non solo urbana, ritenuti fondamentali per una cittadina che non ha un presidio fisso delle Forze dell’Ordine. Da qui il progetto di potenziamento del circuito di videosorveglianza e l’installazione di telecamere termiche per il controllo delle aree boschive e la prevenzione degli incendi dolosi.
f.u.
Un programma elettorale, quello proposto dal più giovane dei 3 candidati in lizza, che pone sul piatto della bilancia i temi del sociale e dei servizi, del lavoro e del rilancio di Esanatoglia con idee e strumenti innovativi supportati dalla filiera di governo.
A sottolineare quest’ultimo aspetto la presenza dei consiglieri regionali leghisti Renzo Marinelli e Chiara Biondi.
Tra i punti essenziali presentati dal candidato sindaco la creazione di occupazione e sviluppo tramite l’economia della cultura, senza tralasciare gli aspetti relativi alla sicurezza, non solo urbana, ritenuti fondamentali per una cittadina che non ha un presidio fisso delle Forze dell’Ordine. Da qui il progetto di potenziamento del circuito di videosorveglianza e l’installazione di telecamere termiche per il controllo delle aree boschive e la prevenzione degli incendi dolosi.
f.u.
Oltre cento persone hanno risposto all'appello, lanciato dal camerte Angiolo Napolioni promotore di Salviamo l'ospedale Santa Maria della pietà di Camerino presenziando all'assemblea costitutiva del Comitato tenutasi nei giardini della Rocca borgesca.
Alla riunione, nel corso della quale è stata ribadita l'esigenza di unirsi insieme per far sentire la voce di un territorio di fronte al depauperamento della struttura sanitaria, sono intervenuti i sindaci di Montecavallo Pietro Cecoli, di Muccia Mario Baroni, di Fiastra Sauro Scaficchia e l'ex primo cittadino di Serrvalle di Chienti Venanzo Ronchetti.
Nel tornare a sensibilizzare la popolazione su quella che è stata nel tempo la condizione di eccellenza dell'ospedale, passando alla situazione attuale e a quella che potrebbe essere per il futuro, l'incontro ha anche rappresentato la prima occasione per attivare la raccolta firme a salvaguardia della sanità di tutto il territorio servito dal nosocomio di Camerino comprendente ben 23 comuni. A tranquillizzare la popolazione non sono infatti bastate le recenti rassicurazioni dei vertici regionali sull'assunzione di infermieri e sul concorso bandito per il primario di ortopedia. Chiarezza e fatti concreti tali da rappresentare una garanzia per il futuro è quanto si augurano il promotore e i tanti sostenitori del gruppo social, determinato oggi ad essere più incisivo attraverso la costituzione di un vero e proprio organismo regolamentato da statuto
Napolioni ha quindi ripercorso gli ultimi due anni della struttura, dalla prima fase di emergenza pandemica sfociata nella riconversione in Covid Hospital, alla seconda fase in cui l'attività stava riprendendo e"ci sono stati anche atti di generosità da parte di enti e di privati che hanno dotato la struttura di strumentazioni e attrezzature d'avanguardia- ha evidenziato Napolioni-. Oggi va dunque tenuto in considerazione anche il fatto che mancano operatori che facciano funzionare queste attrezzature diagnostiche e comunque di prim'ordine come lo è la stessa struttura ospedaliera, unico nosocomio totalmente antisismico nella Regione Marche che non può essere ridimensionato nei suoi servizi e ridotto ad un maxi prontosoccorso, in un'area oltretutto colpita dal sisma dove sta partendo la ricostruzione e dove è presente un'antica Università. Il Comitato è dunque essenziale perché di fronte al silenzio assordante che regna intorno, non c'era altro mezzo".

Libero, spontaneo e apartitico: queste le caratteristiche dell'organismo del quale sono state presentate le parti integranti dello statuto costitutivo e, la finalità prioritaria che è quella di chiedere che l'ospedale Santa Maria della Pietà torni alle condizioni di servizio e funzionalità ante-Covid .
"Ad oggi, nonostante i segnali, scontiamo ancora una situazione di poca chiarezza. Il Piano sanitario regionale è in corso di preparazione, proprio per questo, dobbiamo far sentire forte la nostra voce che non deve venire dalla politica che potrebbe raccogliere in maniera non esaustiva le istanze della popolazione- ha detto Napolioni- . Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione e deve essere garantita l'accessibilità a tutti a prescindere dal colore politico e attraverso adeguate strutture. La costituzione di un comitato è dunque una necessità per unirci insieme e poterci dedicare maggiormente alla raccolta di firme e ottenere conseguente credito dagli interlocutori regionali".
Ruolo del Comitato è quello di mettere in atto tutte le possibili azioni legali volte a scongiurare la chiusura da parte della Regione Marche dell'ospedale di Camerino e il suo ripristino alle condizioni operative ante-covid, in essere al 1 gennaio 2019."Ci riconosciamo inoltre come punto di riferimento per i cittadini che vogliano presentare proposte per migliorare la sanità pubblica" - ha aggiunto Napolioni-.
Inizialmente il consiglio direttivo avrebbe dovuto essere composto dai sindaci di tutti i comuni che gravitano sul nosocomio camerte; l'assenza evidente di molti primi cittadini ha tuttavia portato ad un direttivo costituito di persone che hanno dimostrato particolare sensibilità su tutta la problematica. Presidente protempore è lo stesso Angiolo Napolioni, affiancato dai sindaci Sauro Scaficchia, Mario Baroni e Pietro Cecoli, dall'ex sindaco Venanzo Ronchetti e da Ottavio Bottoni, Luisella Tamagnini, Emanuela Di Stefano, Oriana Ciuffetti e Mimmi Macchiati
Diversi i sindaci e i cittadini che hanno ritirato i moduli per incentivare la raccolta firme nei propri comuni di provenienza. Testimone che per Castelraimondo, è stato raccolto dall'ex manager Costantino Mariani, candidato in lizza alle prossime elezioni con la lista civica " Castelraimondo insieme", il cui programma prevede espressamente la difesa dei presidi sanitari del comune e quella dell'ospedale di Camerino. " La mia - ha detto Mariani - è una dichiarazione impegnativa, indipendentemente dall'esito che avranno le elezioni".
Molto applaudito l'intervento della dottoressa Luisella Tamagnini. In pensione dal 2015, per 6 anni responsabile del reparto di cardiologia dell'ospedale di Camerino dove ha lavorato per 40 anni. la dottoressa Tamagnini ha ricordato che il declino del nosocomio camerte ha avuto inizio molto prima del 2019: "Per la cardiologia in particolare, da sempre abbiamo dovuto combattere e soffrire per poter avere e mantenere il personale dovuto. Molto difficile è stato portare avanti un discorso di qualità e di presenza e, questo risale a diversi anni fa, a partire dal 1990 allorché fu fondata e messa in funzione la Terapia Intensiva Cardiologica Utic, che le necessità del territorio imponevano. Ottenere questo traguardo è stata una dura lotta ma, mi duole dirlo, forse la cittadinanza di Camerino non ha mai voluto approfondirne e apprezzarne l'importanza. Eppure in cardiologia non c'erano liste d'attesa, ed era facile poter parlare con un medico che ti seguiva nonostante si trattasse di attività pubblica e non privata. Purtroppo debbo dire che questo tentativo di sminuire e di dare poco peso all'attività della Cardiologia di Camerino c'è sempre stato; il tracollo è poi avvenuto nel 2010 con l'istituzione del CUP che, a noi che eravamo in numero ridotto, non ha dato la possibilità di poter svolgere un servizio ambulatoriale con una certa regolarità nei diversi giorni della settimana. Avevamo chiesto di poterla gestire noi stessi ma non ci è stato permesso, nonostante avessimo dimostrato che nel giro di sei mesi avevamo completamente azzerato le liste d'attesa. Le difficoltà dunque erano nate da tempo, perché da tempo si minavano le fondamenta dell'ospedale di Camerino e soprattutto del reparto di Cardiologia".
Analisi pienamente condivisa dal sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia, il quale ha tuttavia sottolineato che il passato non va rivangato ma deve servire da maestro per andare avanti e guardare più in là: "Non dico che dobbiamo dimenticare, bensì tendere a migliorare quello che è stato". E ricordando l'incontro al Lanciano Forum che ha visto i reggenti della sanità regionale illustrare di una sanità che sarebbe stata portata ai massimi livelli anche attraverso il Piano sanitario da presentarsi a gennaio 2021 coinvolgendo tutti i sindaci del territorio, ha aggiunto "siamo arrivati alla fine di settembre e non si è visto alcun Piano e il benché minimo coinvolgimento dei sindaci. Eppure ho ancora fiducia - ha concluso Scaficchia- ; il 90 per cento di chi attualmente ci amministra, ha vinto le elezioni proprio sulla sanità che era un capitolo che non andava. Per cui andiamo avanti. Dobbiamo difendere questo territorio e mi auguro che la nascita di questo comitato significhi anche un maggiore ascolto dell'intero territorio che fa riferimento a questa indispensabile struttura, che non è solo l’ospedale di Camerino ma ospedale di tutto il territorio".
A chiusura dell'assemblea, numerose sono state le firme raccolte dal neonato Comitato"Salviamo l'ospedale di Camerino".
c.c.
Alla riunione, nel corso della quale è stata ribadita l'esigenza di unirsi insieme per far sentire la voce di un territorio di fronte al depauperamento della struttura sanitaria, sono intervenuti i sindaci di Montecavallo Pietro Cecoli, di Muccia Mario Baroni, di Fiastra Sauro Scaficchia e l'ex primo cittadino di Serrvalle di Chienti Venanzo Ronchetti.
Nel tornare a sensibilizzare la popolazione su quella che è stata nel tempo la condizione di eccellenza dell'ospedale, passando alla situazione attuale e a quella che potrebbe essere per il futuro, l'incontro ha anche rappresentato la prima occasione per attivare la raccolta firme a salvaguardia della sanità di tutto il territorio servito dal nosocomio di Camerino comprendente ben 23 comuni. A tranquillizzare la popolazione non sono infatti bastate le recenti rassicurazioni dei vertici regionali sull'assunzione di infermieri e sul concorso bandito per il primario di ortopedia. Chiarezza e fatti concreti tali da rappresentare una garanzia per il futuro è quanto si augurano il promotore e i tanti sostenitori del gruppo social, determinato oggi ad essere più incisivo attraverso la costituzione di un vero e proprio organismo regolamentato da statuto
Napolioni ha quindi ripercorso gli ultimi due anni della struttura, dalla prima fase di emergenza pandemica sfociata nella riconversione in Covid Hospital, alla seconda fase in cui l'attività stava riprendendo e"ci sono stati anche atti di generosità da parte di enti e di privati che hanno dotato la struttura di strumentazioni e attrezzature d'avanguardia- ha evidenziato Napolioni-. Oggi va dunque tenuto in considerazione anche il fatto che mancano operatori che facciano funzionare queste attrezzature diagnostiche e comunque di prim'ordine come lo è la stessa struttura ospedaliera, unico nosocomio totalmente antisismico nella Regione Marche che non può essere ridimensionato nei suoi servizi e ridotto ad un maxi prontosoccorso, in un'area oltretutto colpita dal sisma dove sta partendo la ricostruzione e dove è presente un'antica Università. Il Comitato è dunque essenziale perché di fronte al silenzio assordante che regna intorno, non c'era altro mezzo".

Libero, spontaneo e apartitico: queste le caratteristiche dell'organismo del quale sono state presentate le parti integranti dello statuto costitutivo e, la finalità prioritaria che è quella di chiedere che l'ospedale Santa Maria della Pietà torni alle condizioni di servizio e funzionalità ante-Covid .
"Ad oggi, nonostante i segnali, scontiamo ancora una situazione di poca chiarezza. Il Piano sanitario regionale è in corso di preparazione, proprio per questo, dobbiamo far sentire forte la nostra voce che non deve venire dalla politica che potrebbe raccogliere in maniera non esaustiva le istanze della popolazione- ha detto Napolioni- . Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione e deve essere garantita l'accessibilità a tutti a prescindere dal colore politico e attraverso adeguate strutture. La costituzione di un comitato è dunque una necessità per unirci insieme e poterci dedicare maggiormente alla raccolta di firme e ottenere conseguente credito dagli interlocutori regionali".
Ruolo del Comitato è quello di mettere in atto tutte le possibili azioni legali volte a scongiurare la chiusura da parte della Regione Marche dell'ospedale di Camerino e il suo ripristino alle condizioni operative ante-covid, in essere al 1 gennaio 2019."Ci riconosciamo inoltre come punto di riferimento per i cittadini che vogliano presentare proposte per migliorare la sanità pubblica" - ha aggiunto Napolioni-.
Inizialmente il consiglio direttivo avrebbe dovuto essere composto dai sindaci di tutti i comuni che gravitano sul nosocomio camerte; l'assenza evidente di molti primi cittadini ha tuttavia portato ad un direttivo costituito di persone che hanno dimostrato particolare sensibilità su tutta la problematica. Presidente protempore è lo stesso Angiolo Napolioni, affiancato dai sindaci Sauro Scaficchia, Mario Baroni e Pietro Cecoli, dall'ex sindaco Venanzo Ronchetti e da Ottavio Bottoni, Luisella Tamagnini, Emanuela Di Stefano, Oriana Ciuffetti e Mimmi Macchiati
Diversi i sindaci e i cittadini che hanno ritirato i moduli per incentivare la raccolta firme nei propri comuni di provenienza. Testimone che per Castelraimondo, è stato raccolto dall'ex manager Costantino Mariani, candidato in lizza alle prossime elezioni con la lista civica " Castelraimondo insieme", il cui programma prevede espressamente la difesa dei presidi sanitari del comune e quella dell'ospedale di Camerino. " La mia - ha detto Mariani - è una dichiarazione impegnativa, indipendentemente dall'esito che avranno le elezioni".
Molto applaudito l'intervento della dottoressa Luisella Tamagnini. In pensione dal 2015, per 6 anni responsabile del reparto di cardiologia dell'ospedale di Camerino dove ha lavorato per 40 anni. la dottoressa Tamagnini ha ricordato che il declino del nosocomio camerte ha avuto inizio molto prima del 2019: "Per la cardiologia in particolare, da sempre abbiamo dovuto combattere e soffrire per poter avere e mantenere il personale dovuto. Molto difficile è stato portare avanti un discorso di qualità e di presenza e, questo risale a diversi anni fa, a partire dal 1990 allorché fu fondata e messa in funzione la Terapia Intensiva Cardiologica Utic, che le necessità del territorio imponevano. Ottenere questo traguardo è stata una dura lotta ma, mi duole dirlo, forse la cittadinanza di Camerino non ha mai voluto approfondirne e apprezzarne l'importanza. Eppure in cardiologia non c'erano liste d'attesa, ed era facile poter parlare con un medico che ti seguiva nonostante si trattasse di attività pubblica e non privata. Purtroppo debbo dire che questo tentativo di sminuire e di dare poco peso all'attività della Cardiologia di Camerino c'è sempre stato; il tracollo è poi avvenuto nel 2010 con l'istituzione del CUP che, a noi che eravamo in numero ridotto, non ha dato la possibilità di poter svolgere un servizio ambulatoriale con una certa regolarità nei diversi giorni della settimana. Avevamo chiesto di poterla gestire noi stessi ma non ci è stato permesso, nonostante avessimo dimostrato che nel giro di sei mesi avevamo completamente azzerato le liste d'attesa. Le difficoltà dunque erano nate da tempo, perché da tempo si minavano le fondamenta dell'ospedale di Camerino e soprattutto del reparto di Cardiologia".
Analisi pienamente condivisa dal sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia, il quale ha tuttavia sottolineato che il passato non va rivangato ma deve servire da maestro per andare avanti e guardare più in là: "Non dico che dobbiamo dimenticare, bensì tendere a migliorare quello che è stato". E ricordando l'incontro al Lanciano Forum che ha visto i reggenti della sanità regionale illustrare di una sanità che sarebbe stata portata ai massimi livelli anche attraverso il Piano sanitario da presentarsi a gennaio 2021 coinvolgendo tutti i sindaci del territorio, ha aggiunto "siamo arrivati alla fine di settembre e non si è visto alcun Piano e il benché minimo coinvolgimento dei sindaci. Eppure ho ancora fiducia - ha concluso Scaficchia- ; il 90 per cento di chi attualmente ci amministra, ha vinto le elezioni proprio sulla sanità che era un capitolo che non andava. Per cui andiamo avanti. Dobbiamo difendere questo territorio e mi auguro che la nascita di questo comitato significhi anche un maggiore ascolto dell'intero territorio che fa riferimento a questa indispensabile struttura, che non è solo l’ospedale di Camerino ma ospedale di tutto il territorio".
A chiusura dell'assemblea, numerose sono state le firme raccolte dal neonato Comitato"Salviamo l'ospedale di Camerino".
c.c.
Un giovane fabrianese di 30 anni, M. O., ha perso la vita durante un’escursione sul Pizzo Berro, frequente meta di escursionisti sui monti Sibillini. Il giovane, che si trovava insieme ad un amico, ha perso l’equilibrio precipitando nel vuoto. A dare l’allarme il suo compagno che ha allertato le squadre dei vigili del fuoco e del Soccorso Alpino e Speleologico che hanno provveduto al recupero del corpo del trentenne, morto sul colpo dopo un volo di qualche centinaio di metri. Soccorso anche l’altro ragazzo, che è stato condotto a Frontignano dove i due avevano lasciato l’auto e da dove erano partiti per un’escursione purtroppo finita in tragedia.
f.u.
f.u.
L’annuncio dato dall’azienda Svila di un prossimo insediamento produttivo a Muccia, che occuperà nella fase iniziale circa 25 unità lavorative, ha trovato eco anche nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale.
Se da una parte il candidato sindaco Mario Baroni parla di “un risultato importante che pone le basi di un paese che guarda avanti con l’obiettivo di dare al paese prospettive di lavoro e di rilancio economico”, dall’altra il suo competitor Giuseppe Abruzzo accusa il primo cittadino uscente di immobilismo. "L'insediamento della Svila nella zona Pip di Maddalena – dichiara Abruzzo - dimostra ancora una volta quanto sia attrattiva Muccia per l'imprenditoria anche per il favore della viabilità, ma anche quanto poco sia stata sfruttata questa attrattiva. Baroni e i suoi stanno presentando l'insediamento Svila come interessante dal punto di vista occupazionale e non può essere diversamente, ma è vero che fra i compiti del prossimo sindaco non c'è quello di capo delle risorse umane Svila nè di selezionatore del personale”.
A conclusione del suo intervento il candidato sindaco della lista “Muccia verso il futuro” lancia all’amministrazione la classica freccia avvelenata. “Vorrei da ultimo segnalare che proprio in zona Pip Maddalena è stata segnalata una discarica non autorizzata con presenza di amianto su proprietà comunale”.
f.u.
A conclusione del suo intervento il candidato sindaco della lista “Muccia verso il futuro” lancia all’amministrazione la classica freccia avvelenata. “Vorrei da ultimo segnalare che proprio in zona Pip Maddalena è stata segnalata una discarica non autorizzata con presenza di amianto su proprietà comunale”.
f.u.
La polizia di Civitanova Marche ha scoperto tre giovani cittadini afghani, due diciottenni e un ventunenne, nascosti all’interno del rimorchio di un Tir proveniente dalla Serbia. Gli agenti sono intervenuti a seguito della segnalazione dell’autista, un macedone di 38 anni, che aveva sentito voci di persone provenienti dall’interno del cassone del camion che trasportava un carico di pneumatici. Aperte le porte posteriori, dall’interno sono usciti i 3, che con un inglese stentato hanno riferito di essere profughi afghani e di essere saliti in Serbia approfittando di una sosta del TIR, aiutati da un uomo al quale per l’organizzazione del viaggio avevano dato una somma di denaro.
Sul posto è giunta anche un’autoambulanza del 118 per prestare le prime cure ai tre ragazzi, tutti in buone condizioni di salute anche se affamati e disidratati. I tre sono stati successivamente presi in carico dall’Ufficio Immigrazione e dalla Polizia Scientifica per la loro identificazione e ospitati in una struttura di accoglienza su disposizione della Prefettura di Macerata.
Sul posto è giunta anche un’autoambulanza del 118 per prestare le prime cure ai tre ragazzi, tutti in buone condizioni di salute anche se affamati e disidratati. I tre sono stati successivamente presi in carico dall’Ufficio Immigrazione e dalla Polizia Scientifica per la loro identificazione e ospitati in una struttura di accoglienza su disposizione della Prefettura di Macerata.
f.u.
“Nel bilancio finale di questi cinque anni di amministrazione, segnati da un sisma devastante e da una pandemia che tutt’ora condizionano la vita della comunità, arrivano anche risultati importanti che gettano le basi per un paese che guarda avanti”.
Così il sindaco di Muccia, Mario Baroni, commenta l’arrivo della Svila nel territorio comunale.
Con il bando per l’acquisizione dei lotti nell’area PIP di Maddalena (Area Insediamenti Produttivi), la Svila, azienda produttrice di pizze surgelate che nasce nel 1974 a Visso, ha acquistato due lotti.
“Dare prospettive al territorio vuol dire non solo ricostruzione – prosegue Baroni - , seppur fondamentale, ma vuol dire anche sviluppo economico e prospettive lavorative. L’attuale amministrazione ha lavorato su questo aspetto sin da subito e, nonostante poi abbia dovuto concentrate gli sforzi nell’emergenza post-sisma, non ha mai perso di vista tale obiettivo.
L’azienda, che oggi occupa oltre 200 persone ed ha superato i 34 milioni di fatturato, vanta una grande distribuzione delle sue pizze surgelate, non solo in territorio nazionale, ma anche all’estero.
L’interesse del marchio per il nostro Comune arriva dall’intento di aumentare l’attuale produzione dello stabilimento di Visso, creando “Svila 2” a Muccia. Il nuovo insediamento produttivo occuperà circa 4.000 mq e in fase iniziale l’azienda prevede un fabbisogno di circa 25 unità lavorative.
Ultimamente abbiamo ufficializzato l’atto di compravendita dei lotti davanti al notaio con l’amministratore delegato della Svila, Maurizio Crea”.
I tecnici incaricati dell’azienda stanno eseguendo i sondaggi geologici sul terreno interessato e lavorando al progetto.
Così il sindaco di Muccia, Mario Baroni, commenta l’arrivo della Svila nel territorio comunale.
Con il bando per l’acquisizione dei lotti nell’area PIP di Maddalena (Area Insediamenti Produttivi), la Svila, azienda produttrice di pizze surgelate che nasce nel 1974 a Visso, ha acquistato due lotti.
“Dare prospettive al territorio vuol dire non solo ricostruzione – prosegue Baroni - , seppur fondamentale, ma vuol dire anche sviluppo economico e prospettive lavorative. L’attuale amministrazione ha lavorato su questo aspetto sin da subito e, nonostante poi abbia dovuto concentrate gli sforzi nell’emergenza post-sisma, non ha mai perso di vista tale obiettivo.
L’azienda, che oggi occupa oltre 200 persone ed ha superato i 34 milioni di fatturato, vanta una grande distribuzione delle sue pizze surgelate, non solo in territorio nazionale, ma anche all’estero.
L’interesse del marchio per il nostro Comune arriva dall’intento di aumentare l’attuale produzione dello stabilimento di Visso, creando “Svila 2” a Muccia. Il nuovo insediamento produttivo occuperà circa 4.000 mq e in fase iniziale l’azienda prevede un fabbisogno di circa 25 unità lavorative.
Ultimamente abbiamo ufficializzato l’atto di compravendita dei lotti davanti al notaio con l’amministratore delegato della Svila, Maurizio Crea”.
I tecnici incaricati dell’azienda stanno eseguendo i sondaggi geologici sul terreno interessato e lavorando al progetto.
