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Uno studio coordinato dal prof. Guido Favia dell’Università di Camerino, che ha visto coinvolti, oltre a ricercatori dello ateneo marchigiano, anche ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e dell’Università di Milano coordinati rispettivamente dai professori Gioia Capelli e Claudio Bandi, ha identificato e caratterizzato alcuni batteri simbionti, vale a dire che vivono in associazione stabile con il proprio ospite, nella zanzara Aedes koreicus, oramai conosciuta come la “zanzara coreana”.
E’ stato condotto su campioni raccolti nel Nord-Est Italia, in particolare in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ed ha evidenziato la circolazione di alcuni batteri di particolare interesse in queste zanzare.
Tale scoperta, appena pubblicata sulla rivista internazionale Insects, apre interessanti prospettive per il controllo di questo insetto potenzialmente capace di trasmettere alcuni patogeni, come già avviene ad esempio per altre malattie infettive.
La possibilità di controllare, infatti, zanzare e patogeni da esse trasmesse attraverso il cosiddetto “controllo simbiotico”, è attualmente già applicato in alcuni paesi, ad esempio, per il contenimento della Dengue, una malattia dovuta ad un virus trasmesso dalle zanzare Aedes aegypti ed Aedes albopictus (la famosa zanzara tigre), entrambe strettamente imparentate con la zanzara coreana.
“Lo studio – afferma il prof. Guido Favia, parassitologo, Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Unicam e Direttore dell’Italian Malaria Network – è ancora in una fase descrittiva, ma la nostra scoperta apre delle interessanti prospettive alla lotta contro insetti invasivi quali la zanzara coreana”.
“In particolare, abbiamo identificato due batteri: l’Asaia e la Wolbachia. Il primo è presente nella gran parte degli individui che abbiamo analizzato e che da anni abbiamo proposto come agente per il controllo simbiotico di insetti vettori o dannosi, dal momento che può essere facilmente manipolabile al fine di esprimere all’interno delle zanzare delle molecole contro il patogeno e di cui è stato dimostrato anche un effetto di induttore della risposta immunitaria della zanzara. Se proposto in dosi massicce all’insetto il sistema immunitario ne viene stimolato e può prevenire lo sviluppo di patogeni. Il secondo batterio, la Wolbachia, è stato riscontrato solo in pochissimi campioni, ma nonostante questo riteniamo il rinvenimento di grande interesse, poiché ad oggi questo batterio non era mai stato descritto in zanzare della specie Aedes koreicus. La Wolbachia però è ampiamente utilizzata oggi nel controllo della Dengue in molte regioni e la sua possibile circolazione nella popolazione della zanzara coreana rinvenuta nel Nord Italia potrebbe consentire la messa a punto di interventi di controllo mirati”.
“Come detto – conclude il prof. Favia – siamo in una fase iniziale dello studio, ma abbiamo già in programma nuove campagne di cattura della zanzara coreana anche in altre regioni per definire meglio la circolazione di questi batteri in differenti popolazioni nonché nuovi studi di caratterizzazione di questi batteri e dei loro rapporti con la zanzara ospite”.
Se questi ulteriori studi confermeranno i dati già ottenuti, sarà ragionevole pensare che nel prossimo futuro alcuni batteri potranno essere utilizzati come armi biologiche contro zanzare ed altri insetti pericolosi per l’uomo, gli animali e le piante.
E’ stato condotto su campioni raccolti nel Nord-Est Italia, in particolare in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ed ha evidenziato la circolazione di alcuni batteri di particolare interesse in queste zanzare.
Tale scoperta, appena pubblicata sulla rivista internazionale Insects, apre interessanti prospettive per il controllo di questo insetto potenzialmente capace di trasmettere alcuni patogeni, come già avviene ad esempio per altre malattie infettive.
La possibilità di controllare, infatti, zanzare e patogeni da esse trasmesse attraverso il cosiddetto “controllo simbiotico”, è attualmente già applicato in alcuni paesi, ad esempio, per il contenimento della Dengue, una malattia dovuta ad un virus trasmesso dalle zanzare Aedes aegypti ed Aedes albopictus (la famosa zanzara tigre), entrambe strettamente imparentate con la zanzara coreana.
“Lo studio – afferma il prof. Guido Favia, parassitologo, Direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Unicam e Direttore dell’Italian Malaria Network – è ancora in una fase descrittiva, ma la nostra scoperta apre delle interessanti prospettive alla lotta contro insetti invasivi quali la zanzara coreana”.
“In particolare, abbiamo identificato due batteri: l’Asaia e la Wolbachia. Il primo è presente nella gran parte degli individui che abbiamo analizzato e che da anni abbiamo proposto come agente per il controllo simbiotico di insetti vettori o dannosi, dal momento che può essere facilmente manipolabile al fine di esprimere all’interno delle zanzare delle molecole contro il patogeno e di cui è stato dimostrato anche un effetto di induttore della risposta immunitaria della zanzara. Se proposto in dosi massicce all’insetto il sistema immunitario ne viene stimolato e può prevenire lo sviluppo di patogeni. Il secondo batterio, la Wolbachia, è stato riscontrato solo in pochissimi campioni, ma nonostante questo riteniamo il rinvenimento di grande interesse, poiché ad oggi questo batterio non era mai stato descritto in zanzare della specie Aedes koreicus. La Wolbachia però è ampiamente utilizzata oggi nel controllo della Dengue in molte regioni e la sua possibile circolazione nella popolazione della zanzara coreana rinvenuta nel Nord Italia potrebbe consentire la messa a punto di interventi di controllo mirati”.
“Come detto – conclude il prof. Favia – siamo in una fase iniziale dello studio, ma abbiamo già in programma nuove campagne di cattura della zanzara coreana anche in altre regioni per definire meglio la circolazione di questi batteri in differenti popolazioni nonché nuovi studi di caratterizzazione di questi batteri e dei loro rapporti con la zanzara ospite”.
Se questi ulteriori studi confermeranno i dati già ottenuti, sarà ragionevole pensare che nel prossimo futuro alcuni batteri potranno essere utilizzati come armi biologiche contro zanzare ed altri insetti pericolosi per l’uomo, gli animali e le piante.
Rapina aggravata e ricettazione: nei guai due stranieri autori di diversi colpi nell'entroterra
25 Feb 2022
Sono finiti ai domiciliari con braccialetto elettronico, indagati per tentata rapina pluriaggravata in concorso e per ricettazione, i due uomini ritenuti responsabili di una serie di colpi tra Marche e Umbria. Le indagini sono partite lo scorso 29 ottobre a San Ginesio e si sono concluse stamattina, quando i carabinieri di Tolentino e di Camerino, in collaborazione con i colleghi di Perugia, hanno arrestato la coppia alla periferia del capoluogo umbro. Le perquisizioni domiciliari hanno fatto luce su denaro contante e attrezzi da lavoro: questo il bottino che la coppia era riuscita a trafugare da diverse abitazioni tra Umbria e Marche.
La prima denuncia è arrivata alla fine dello scorso ottobre: uno dei due uomini arrestati era riuscito ad entrare nella casa di un anziano a San Ginesio. Proprio l’anziano li aveva messi in fuga e, soprattutto, aveva recuperato il numero di targa dell’auto con cui i malviventi si erano allontanati. Da lì sono partite le indagini dei militari. Grazie alle informazioni fornite dalla vittima ginesina, i carabinieri sono risaliti a due stranieri dell’hinterland perugino che utilizzavano spesso la macchina individuata, intestata ad una terza persona.
Altri colpi con lo stesso modus operandi sono stati denunciati dai cittadini dell’entroterra maceratese da gennaio in poi: uno dei due uomini distraeva la vittima, mentre l’altro poteva agire indisturbato. È successo a Piaggiole di Camerino, dove uno dei due uomini diceva di voler comprare l’auto della vittima, mentre l’altro rovistava nella vettura, ma anche a Ormagnano di Seppio: in questo caso i due malviventi stavano tentando il colpo in un garage ma sono stati scoraggiati dalla padrona di casa.
Le indagini dei carabinieri, a cui hanno partecipato anche i militari della Stazione di Pioraco, hanno appurato come gli autori dei tre colpi fossero gli stessi. Sulla base delle prove fornite, tra cui anche l’individuazione fotografica di uno dei due indagati, il Gip del Tribunale di Macerata ha disposto i domiciliari, a cui i militari hanno dato esecuzione. A seguito delle perquisizioni domiciliari, con il rinvenimento di attrezzi da lavoro e di contanti, i due sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria anche per il reato di ricettazione.
l.c.
La prima denuncia è arrivata alla fine dello scorso ottobre: uno dei due uomini arrestati era riuscito ad entrare nella casa di un anziano a San Ginesio. Proprio l’anziano li aveva messi in fuga e, soprattutto, aveva recuperato il numero di targa dell’auto con cui i malviventi si erano allontanati. Da lì sono partite le indagini dei militari. Grazie alle informazioni fornite dalla vittima ginesina, i carabinieri sono risaliti a due stranieri dell’hinterland perugino che utilizzavano spesso la macchina individuata, intestata ad una terza persona.
Altri colpi con lo stesso modus operandi sono stati denunciati dai cittadini dell’entroterra maceratese da gennaio in poi: uno dei due uomini distraeva la vittima, mentre l’altro poteva agire indisturbato. È successo a Piaggiole di Camerino, dove uno dei due uomini diceva di voler comprare l’auto della vittima, mentre l’altro rovistava nella vettura, ma anche a Ormagnano di Seppio: in questo caso i due malviventi stavano tentando il colpo in un garage ma sono stati scoraggiati dalla padrona di casa.
Le indagini dei carabinieri, a cui hanno partecipato anche i militari della Stazione di Pioraco, hanno appurato come gli autori dei tre colpi fossero gli stessi. Sulla base delle prove fornite, tra cui anche l’individuazione fotografica di uno dei due indagati, il Gip del Tribunale di Macerata ha disposto i domiciliari, a cui i militari hanno dato esecuzione. A seguito delle perquisizioni domiciliari, con il rinvenimento di attrezzi da lavoro e di contanti, i due sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria anche per il reato di ricettazione.
l.c.
"Quello che sta succedendo in Ucraina è sconcertante". È il commento del presidente di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Enzo Mengoni, che esprime in primis tutta la vicinanza possibile alla popolazione.
E la preoccupazione per le conseguenze economiche che un conflitto di questa portata stanno innescando. "Oggi ci sentiamo tutti feriti al cuore - afferma Mengoni - e quelle immagini dei bombardamenti sulle case ci pongono grandi inquietudini. I venti di guerra tornano a soffiare in Europa, a creare divisioni e a portare dolore. Il primo pensiero va alle popolazioni che stanno soffrendo, che piangono morti e feriti, che sono costrette a fuggire. La loro condizione non ci è indifferente e la priorità di tutti i Governanti deve essere quella di proteggere civili e innocenti. La vita è il bene più prezioso.
Servono ponti e aiuti umanitari e siamo sicuri che gli italiani non si tireranno indietro nella corsa alla solidarietà. Come già fatto in passato. Un'azione militare non è il modo per risolvere controversie: pensavamo che la storia ci avesse insegnato qualcosa, così non è stato".
"Da Associazione di imprese - prosegue Mengoni - alla fondamentale questione umana ed empatica, che ci fa urlare a gran voce 'fermatevi', si aggiunge l'apprensione pensando alle inevitabili conseguenze economiche e sociali di questo avvenimento bellico.
Stavamo iniziando a ripartire dopo la crisi Covid, che ha gelato i mercati e paralizzato le produzioni. Abbiamo avuto pochi giorni per sperare in un po' di serenità e di crescita. Siamo ripiombati giù. Recentemente avevamo ribadito i nostri timori circa questa guerra, sul possibile aumento dei prezzi delle commodities, le difficoltà nel reperimento di materi prime e personale e l'aumento dei costi del trasporto via container.
Impossibile non citare poi il caro gasolio (oggi già schizzato alle stelle) e la nostra dipendenza energetica. Nel 2021, lo ricordiamo, l'Italia ha registrato un interscambio con la Russia di 7.697 milioni di euro di esportazioni e di 13.984 milioni di euro di importazioni, di cui il 53,5% è costituito da petrolio greggio e gas naturale. Dati che ci fanno comprendere anche l'importanza strategica in chiave export del mercato russo".
Un aspetto che "si evince dai dati recentemente diffusi da Confartigianato, che attestano come le Marche (terza regione in Italia per esposizione sul mercato russo) siano tra i territori che hanno maggiormente subito contraccolpi sull'export in Russia. Dal precedente conflitto russo-ucraino di otto anni fa, si è registrato un calo del -59,6%". Andando sui dati provinciali, "nella tendenza 2013-2021 (I-III trimestre), la recessione dell'export manifatturiero direzione Russia è importante. Il Maceratese è al -44,3% (con esportazioni passate da 103.656.352 euro a 57.773.377 euro nel periodo di riferimento)".
"La connessione del nostro sistema manifatturiero e la Russia è forte - conclude il presidente di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo -, quindi questo insensato conflitto avrà ripercussioni sotto l'aspetto economico. La politica internazionale si impegni a trovare soluzioni di pace".
E la preoccupazione per le conseguenze economiche che un conflitto di questa portata stanno innescando. "Oggi ci sentiamo tutti feriti al cuore - afferma Mengoni - e quelle immagini dei bombardamenti sulle case ci pongono grandi inquietudini. I venti di guerra tornano a soffiare in Europa, a creare divisioni e a portare dolore. Il primo pensiero va alle popolazioni che stanno soffrendo, che piangono morti e feriti, che sono costrette a fuggire. La loro condizione non ci è indifferente e la priorità di tutti i Governanti deve essere quella di proteggere civili e innocenti. La vita è il bene più prezioso.
Servono ponti e aiuti umanitari e siamo sicuri che gli italiani non si tireranno indietro nella corsa alla solidarietà. Come già fatto in passato. Un'azione militare non è il modo per risolvere controversie: pensavamo che la storia ci avesse insegnato qualcosa, così non è stato".
"Da Associazione di imprese - prosegue Mengoni - alla fondamentale questione umana ed empatica, che ci fa urlare a gran voce 'fermatevi', si aggiunge l'apprensione pensando alle inevitabili conseguenze economiche e sociali di questo avvenimento bellico.
Stavamo iniziando a ripartire dopo la crisi Covid, che ha gelato i mercati e paralizzato le produzioni. Abbiamo avuto pochi giorni per sperare in un po' di serenità e di crescita. Siamo ripiombati giù. Recentemente avevamo ribadito i nostri timori circa questa guerra, sul possibile aumento dei prezzi delle commodities, le difficoltà nel reperimento di materi prime e personale e l'aumento dei costi del trasporto via container.
Impossibile non citare poi il caro gasolio (oggi già schizzato alle stelle) e la nostra dipendenza energetica. Nel 2021, lo ricordiamo, l'Italia ha registrato un interscambio con la Russia di 7.697 milioni di euro di esportazioni e di 13.984 milioni di euro di importazioni, di cui il 53,5% è costituito da petrolio greggio e gas naturale. Dati che ci fanno comprendere anche l'importanza strategica in chiave export del mercato russo".
Un aspetto che "si evince dai dati recentemente diffusi da Confartigianato, che attestano come le Marche (terza regione in Italia per esposizione sul mercato russo) siano tra i territori che hanno maggiormente subito contraccolpi sull'export in Russia. Dal precedente conflitto russo-ucraino di otto anni fa, si è registrato un calo del -59,6%". Andando sui dati provinciali, "nella tendenza 2013-2021 (I-III trimestre), la recessione dell'export manifatturiero direzione Russia è importante. Il Maceratese è al -44,3% (con esportazioni passate da 103.656.352 euro a 57.773.377 euro nel periodo di riferimento)".
"La connessione del nostro sistema manifatturiero e la Russia è forte - conclude il presidente di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo -, quindi questo insensato conflitto avrà ripercussioni sotto l'aspetto economico. La politica internazionale si impegni a trovare soluzioni di pace".
C'è il nulla osta per l’apertura degli impianti di Frontignano di Ussita. Il collaudo di ieri ha dato esito positivo e già in questo fine settimana si potrà scendere in pista.
Esprime grande soddisfazione il sindaco Silvia Bernardini nel dare comunicazione della conclusione delle operazioni di collaudo delle seggiovie “Pian dell’Arco –Belvedere” e “Lo Schiancio – Le Saliere”.
Il nulla osta è giunto ieri dopo le operazioni svolte da parte dei funzionari
dell’ANSFISA - Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e
Autostradali che, dal 1° gennaio 2022, è subentrata nelle competenze già attribuite all’U.S.T.I.F. di Venezia.
«Con l’avvenuto svolgimento di queste operazioni di collaudo, con esito positivo- commenta il sindaco Silvia Bernardini - finalmente si sono creati i presupposti per poter riaprire al pubblico la stazione di Frontignano.
Dopo quasi sei anni dagli eventi sismici che hanno reso inagibili gli impianti funiviari, e dopo
l’individuazione del nuovo gestore nella Società Funivie Bolognolaski, con questo ultimo passaggio, appunto, si annuncia con immensa soddisfazione la riapertura della stazione turistica già a partire dal fine settimana del 26 febbraio.
Si rivolge un ringraziamento sentito a tutti coloro che hanno contributo al raggiungimento di questo importante obiettivo, considerato strategico per la ripartenza economica e sociale di Ussita e, più in generale, dell’intera vallata dell’Alto Nera che, da sempre, vive di turismo».
Esprime grande soddisfazione il sindaco Silvia Bernardini nel dare comunicazione della conclusione delle operazioni di collaudo delle seggiovie “Pian dell’Arco –Belvedere” e “Lo Schiancio – Le Saliere”.
Il nulla osta è giunto ieri dopo le operazioni svolte da parte dei funzionari
dell’ANSFISA - Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e
Autostradali che, dal 1° gennaio 2022, è subentrata nelle competenze già attribuite all’U.S.T.I.F. di Venezia.
«Con l’avvenuto svolgimento di queste operazioni di collaudo, con esito positivo- commenta il sindaco Silvia Bernardini - finalmente si sono creati i presupposti per poter riaprire al pubblico la stazione di Frontignano.
Dopo quasi sei anni dagli eventi sismici che hanno reso inagibili gli impianti funiviari, e dopo
l’individuazione del nuovo gestore nella Società Funivie Bolognolaski, con questo ultimo passaggio, appunto, si annuncia con immensa soddisfazione la riapertura della stazione turistica già a partire dal fine settimana del 26 febbraio.
Si rivolge un ringraziamento sentito a tutti coloro che hanno contributo al raggiungimento di questo importante obiettivo, considerato strategico per la ripartenza economica e sociale di Ussita e, più in generale, dell’intera vallata dell’Alto Nera che, da sempre, vive di turismo».
I Vigili del fuoco sono intervenuti a Casette d’Ete, nel territorio di Sant’Elpidio a Mare, per un incendio dell’impianto di aspirazione di una fabbrica per la lavorazione di materie plastiche.
Due squadre dei pompieri, con 12 uomini con due autobotti e un'autoscala, provenienti dal distaccamento di Civitanova Marche e dal Comando di Fermo, dopo aver accertato che le fiamme fossero spente, hanno provveduto alla messa in sicurezza della zona interessata ed allo svuotamento di alcuni silos per verificare che i materiali contenuti non fossero stati coinvolti dall’incendio.
Due squadre dei pompieri, con 12 uomini con due autobotti e un'autoscala, provenienti dal distaccamento di Civitanova Marche e dal Comando di Fermo, dopo aver accertato che le fiamme fossero spente, hanno provveduto alla messa in sicurezza della zona interessata ed allo svuotamento di alcuni silos per verificare che i materiali contenuti non fossero stati coinvolti dall’incendio.
Il comune di San Severino Marche ha candidato la suggestiva località di Elcito tra i “Progetti pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio di abbandono e abbandonati”, nell’ambito dell’intervento del Pnrr a regia del Ministero della Cultura.
A formalizzare la candidatura, per il tramite del Servizio sviluppo e valorizzazione della Regione Marche, è stato il sindaco Rosa Piermattei con una proposta di intervento, elaborata da un pool di tecnici, che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro con creazione di percorsi turisti e culturali, la realizzazione di un vero e proprio sistema di collegamento con scale mobili e ascensori sotterranei, il recupero delle mura storiche e delle fonti di quello che viene considerata come il “Tibet delle Marche”.
Tra gli interventi previsti anche il recupero di un immobile che sarà destinato ad info point, la creazione di un museo e di una foresteria, il rifacimento di tutte le pavimentazioni, dei sottoservizi e dell’illuminazione pubblica.
San Severino Marche prenderà parte alla selezione del bando denominato “Attrattività dei borghi” insieme ad altri 13 comuni. Obiettivo primario dell’iniziativa, a livello regionale, è quello di individuare proposte altamente sostenibili in termini di fattibilità tecnica, urbanistica e paesistico – ambientale e di arrivare alla realizzazione di un’iniziativa unitaria che consenta l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, appunto, ma anche del turismo, del sociale e della ricerca e che sia in grado di costituire pure occasione di rilancio occupazione, in particolare delle nuove generazioni, oltre che di rinnovata attrattività residenziale.
Entro il 15 marzo la regione Marche dovrà scegliere tra i tredici progetti in lizza quello da candidare. Poi, d’intesa con i comuni interessati, lo invierà al Ministero della Cultura. Il processo istruttorio si concluderà entro maggio con l’ammissione, o meno, a finanziamento delle proposte e l’assegnazione delle risorse alle amministrazioni locali cui saranno delegate le responsabilità gestionali e attuative degli interventi.
A formalizzare la candidatura, per il tramite del Servizio sviluppo e valorizzazione della Regione Marche, è stato il sindaco Rosa Piermattei con una proposta di intervento, elaborata da un pool di tecnici, che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro con creazione di percorsi turisti e culturali, la realizzazione di un vero e proprio sistema di collegamento con scale mobili e ascensori sotterranei, il recupero delle mura storiche e delle fonti di quello che viene considerata come il “Tibet delle Marche”.
Tra gli interventi previsti anche il recupero di un immobile che sarà destinato ad info point, la creazione di un museo e di una foresteria, il rifacimento di tutte le pavimentazioni, dei sottoservizi e dell’illuminazione pubblica.
San Severino Marche prenderà parte alla selezione del bando denominato “Attrattività dei borghi” insieme ad altri 13 comuni. Obiettivo primario dell’iniziativa, a livello regionale, è quello di individuare proposte altamente sostenibili in termini di fattibilità tecnica, urbanistica e paesistico – ambientale e di arrivare alla realizzazione di un’iniziativa unitaria che consenta l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, appunto, ma anche del turismo, del sociale e della ricerca e che sia in grado di costituire pure occasione di rilancio occupazione, in particolare delle nuove generazioni, oltre che di rinnovata attrattività residenziale.
Entro il 15 marzo la regione Marche dovrà scegliere tra i tredici progetti in lizza quello da candidare. Poi, d’intesa con i comuni interessati, lo invierà al Ministero della Cultura. Il processo istruttorio si concluderà entro maggio con l’ammissione, o meno, a finanziamento delle proposte e l’assegnazione delle risorse alle amministrazioni locali cui saranno delegate le responsabilità gestionali e attuative degli interventi.
Servizi di controllo e prevenzione con l’ausilio dell’unità cinofila sono stati svolti dalla Polizia locale di Tolentino sull’intero territorio comunale.
Il cane Billy e gli agenti hanno iniziato gli accertamenti nei pressi dell’istituto Filelfo, nella zona del centro commerciale La Rancia con l’intento di intercettare eventuali spacciatori nei pressi della scuola. I controlli sono poi continuati lungo via Nazionale dove sono stati fermati numerosi veicoli.
In totale sono stati controllati circa 20 mezzi e sono state elevate diverse sanzioni.

“E’ nostra intenzione promuovere all’interno del territorio comunale – sottolineano il sindaco Pezzanesi, l’assessore Gabrielli e il comandante della polizia locale Rocchetti – queste azioni di controllo che vogliono garantire sicurezza. E’ in pratica la prima volta che l’unità cinofila è stata utilizzata sul campo. Molto importante anche la collaborazione degli studenti che hanno accolto positivamente i controlli e la presenza del cane Billy.L’operazione fa parte di un progetto più ampio volto al contrasto e allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Da rilevare che diverse persone fermate si sono complimentate e si sono messe a disposizione per farsi controllare anche dall’unità cinofila, auspicando servizi e una presenza sempre maggiore sul territorio per combattere lo spaccio e quindi l’uso di droghe”.
Il cane Billy e gli agenti hanno iniziato gli accertamenti nei pressi dell’istituto Filelfo, nella zona del centro commerciale La Rancia con l’intento di intercettare eventuali spacciatori nei pressi della scuola. I controlli sono poi continuati lungo via Nazionale dove sono stati fermati numerosi veicoli.
In totale sono stati controllati circa 20 mezzi e sono state elevate diverse sanzioni.

“E’ nostra intenzione promuovere all’interno del territorio comunale – sottolineano il sindaco Pezzanesi, l’assessore Gabrielli e il comandante della polizia locale Rocchetti – queste azioni di controllo che vogliono garantire sicurezza. E’ in pratica la prima volta che l’unità cinofila è stata utilizzata sul campo. Molto importante anche la collaborazione degli studenti che hanno accolto positivamente i controlli e la presenza del cane Billy.L’operazione fa parte di un progetto più ampio volto al contrasto e allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Da rilevare che diverse persone fermate si sono complimentate e si sono messe a disposizione per farsi controllare anche dall’unità cinofila, auspicando servizi e una presenza sempre maggiore sul territorio per combattere lo spaccio e quindi l’uso di droghe”.

E' di due arresti, in esecuzione di altrettanti ordini di custodia cautelare in carcere, il bilancio dei servizi di controllo sul territorio effettuati dai carabinieri della compagnia di Civitanova Marche.
I militari della locale stazione hanno rintracciato un uomo di 45 anni di origini senegalesi con precedenti per reati contro il patrimonio, condannato alla pena di 8 mesi di reclusione per introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Un altro giovane di 24 anni di nazionalità italiana è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri di Morrovalle. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Minorile di Ancona a seguito di delitti contro il patrimonio commessi quando era minorenne. Il 24enne è stato condotto nel carcere di Bari dove dovrà scontare la pena di 4 anni di reclusione.
I militari della locale stazione hanno rintracciato un uomo di 45 anni di origini senegalesi con precedenti per reati contro il patrimonio, condannato alla pena di 8 mesi di reclusione per introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Un altro giovane di 24 anni di nazionalità italiana è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri di Morrovalle. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Minorile di Ancona a seguito di delitti contro il patrimonio commessi quando era minorenne. Il 24enne è stato condotto nel carcere di Bari dove dovrà scontare la pena di 4 anni di reclusione.
Oncologia San Severino, non si placa la preoccupazione per il pensionamento del primario Ferretti
24 Feb 2022
Ancora una presa di posizione forte sul reparto di Oncologia di San Severino Marche. I promotori della raccolta firme “Salviamo Oncologia di Camerino – San Severino” tornano a chiedere la permanenza in servizio del primario Benedetta Ferretti nei prossimi due anni. Il comitato rimane scettico sulle rassicurazioni arrivate negli scorsi mesi dalla Direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi, e dell’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini. Entrambi hanno garantito il mantenimento del servizio del Day hospital e la sostituzione della Ferretti con un medico già assunto. Saltamartini ha addirittura rilanciato, parlando dell’allargamento dei servizi offerti ai pazienti oncologici. L’idea dell’assessore è quella di potenziare la presenza dell’Istituto oncologico marchigiano – particolarmente attivo nell’anconetano – nel maceratese. A guidare questi servizi di assistenza domiciliare potrebbe essere proprio Benedetta Ferretti.
Rassicurazioni insufficienti secondo il comitato. I promotori della petizione lamentano il fatto che il sostituto della Ferretti non sia ancora in servizio nel reparto settempedano, oltre alla mancanza di conferme sull’ampliamento dell’area di influenza dell’Istituto oncologico marchigiano. L’imminente pensionamento del primario di Oncologia – previsto per il prossimo primo maggio – continua dunque a destare preoccupazione.
«Come si può, in così poco tempo, pensare che il sostituto della dottoressa Ferretti possa anche solo prendere le consegne dalla sua predecessora? Perché viene concesso un così breve tempo a un tale passaggio del testimone, se s’intende assicurare il mantenimento della struttura? – chiedono dal comitato – I nostri dubbi permangono, come pure la crescente preoccupazione dei pazienti che non può essere dissipata dalle sole promesse ottenute. I mesi trascorsi e l’imminenza della pensione rendono ancora più necessario il mantenimento in servizio della dottoressa Ferretti, proprio per assicurare la sopravvivenza del reparto. Il richiamo in servizio di medici in pensione rende ancora più incomprensibile il “No” detto alla richiesta della dottoressa Ferretti di rimanere in servizio per altri due anni – fanno sapere –. Invitiamo tutti a firmare la petizione che da alcuni giorni sta girando ovunque nelle Marche. Stanno arrivando adesioni da tutta la regione e anche da fuori, da parte di ex pazienti, professionisti e semplici persone che hanno potuto apprezzare le qualità professionali e umane della dottoressa Ferretti. Ogni informazione sui punti di raccolta firme potrà essere recuperato nella nostra pagina Facebook Salviamo Oncologia San Severino Marche-Camerino».
l.c.
Rassicurazioni insufficienti secondo il comitato. I promotori della petizione lamentano il fatto che il sostituto della Ferretti non sia ancora in servizio nel reparto settempedano, oltre alla mancanza di conferme sull’ampliamento dell’area di influenza dell’Istituto oncologico marchigiano. L’imminente pensionamento del primario di Oncologia – previsto per il prossimo primo maggio – continua dunque a destare preoccupazione.
«Come si può, in così poco tempo, pensare che il sostituto della dottoressa Ferretti possa anche solo prendere le consegne dalla sua predecessora? Perché viene concesso un così breve tempo a un tale passaggio del testimone, se s’intende assicurare il mantenimento della struttura? – chiedono dal comitato – I nostri dubbi permangono, come pure la crescente preoccupazione dei pazienti che non può essere dissipata dalle sole promesse ottenute. I mesi trascorsi e l’imminenza della pensione rendono ancora più necessario il mantenimento in servizio della dottoressa Ferretti, proprio per assicurare la sopravvivenza del reparto. Il richiamo in servizio di medici in pensione rende ancora più incomprensibile il “No” detto alla richiesta della dottoressa Ferretti di rimanere in servizio per altri due anni – fanno sapere –. Invitiamo tutti a firmare la petizione che da alcuni giorni sta girando ovunque nelle Marche. Stanno arrivando adesioni da tutta la regione e anche da fuori, da parte di ex pazienti, professionisti e semplici persone che hanno potuto apprezzare le qualità professionali e umane della dottoressa Ferretti. Ogni informazione sui punti di raccolta firme potrà essere recuperato nella nostra pagina Facebook Salviamo Oncologia San Severino Marche-Camerino».
l.c.
Sciopero venerdì 25 febbraio, del Trasporto pubblico locale: per l’occasione, si terrà un sit-in ad Ancona, davanti al Palazzo della Regione Marche, dalle 11 alle 12,30.
Lo sciopero è proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Faisa e Ugl Taf.
«Le ragioni dello sciopero sono legate al rinnovo del contratto di lavoro, scaduto il 31/12/2017- si legge nella nota- Lo sciopero è per tutta la giornata: saranno garantite le fasce orarie dalle 5,30 alle 8,30 e dalle 17,30 alle 20.30».
Saranno garantiti i servizi ai disabili e alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
«Al centro della vertenza- prosegue la nota - il tema delle risorse per la riduzione della domanda di mobilità legata al Covid e per i tagli al settore operati prima ancora della pandemia: un tema che non può essere un pretesto per le associazioni datoriali per non rinnovare il contratto».
Allo sciopero e al presidio si prevede un’ampia partecipazione: sono infatti previsti bus dal sud e dal nord delle Marche.
Lo sciopero è proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Faisa e Ugl Taf.
«Le ragioni dello sciopero sono legate al rinnovo del contratto di lavoro, scaduto il 31/12/2017- si legge nella nota- Lo sciopero è per tutta la giornata: saranno garantite le fasce orarie dalle 5,30 alle 8,30 e dalle 17,30 alle 20.30».
Saranno garantiti i servizi ai disabili e alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
«Al centro della vertenza- prosegue la nota - il tema delle risorse per la riduzione della domanda di mobilità legata al Covid e per i tagli al settore operati prima ancora della pandemia: un tema che non può essere un pretesto per le associazioni datoriali per non rinnovare il contratto».
Allo sciopero e al presidio si prevede un’ampia partecipazione: sono infatti previsti bus dal sud e dal nord delle Marche.
