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Simonelli Group sostiene e supporta la nuova sede di Ancona del Centro Clinico NeMO (Neuro Muscular Onmicenter), una struttura inaugurata questa mattina presso l’Ospedale Torrette del capoluogo marchigiano. Si tratta di un centro ad alta specializzazione pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari (es. SLA, SMA, ecc) e le distrofie muscolari. Lo scopo principale è migliorare la qualità della vita delle persone prese in carico, fornendo loro e alle famiglie un supporto clinico, assistenziale e psicologico che risponda ai bisogni globali.
“Ricerca, impresa e territorio sono asset tra i più preziosi su cui investe Simonelli Group, consapevole che il territorio è quell’ambito nel quale creare e diffondere benessere e crescita – ha dichiarato Maurizio Giuli Executive for Corporate Strategy in Simonelli Group - Anche per questo motivo abbiamo deciso di dare il nostro sostegno al Centro Clinico NeMO che investe in ricerca, collabora con le Università al fine di migliorare la qualità della vita delle persone affette da questo tipo di malattie”.
Per Simonelli Group sostenere il Centro NeMO è un modo concreto per fornire un supporto alla comunità del territorio marchigiano e individuare soluzioni innovative per il benessere di chi deve affrontare questo tipo di patologie.
“Siamo particolarmente felici di contribuire a questo importante progetto per la sua unicità nel fornire risposte concrete ai molteplici bisogni dei pazienti affetti dalle patologie neuromuscolari, proponendo loro un approccio innovativo, competente e adeguato”, ha specificato Manuela Feliziani, Sustainability Advisor Simonelli Group.
Il carattere innovativo del progetto, infatti, si sposa con la grande attenzione di Simonelli Group nell’investimento in ricerca e tecnologie volte a migliorare il risultato in tazza e ad elevare gli standard qualitativi del caffè in tutto il mondo.
“La cultura dell’innovazione, della tutela ambientale e della sostenibilità fanno parte del “dna” dell’azienda già da molti anni – spiega Nando Ottavi, Presidente Simonelli Group - La nostra è un’azienda votata al lungo periodo, alla crescita e all’innovazione; è per questo motivo che lo sviluppo di Simonelli Group non può prescindere dalla crescita e dal benessere del territorio in cui opera e in cui è rimasta anche in tempi in cui la delocalizzazione poteva sembrare la scelta più conveniente. Supportare associazioni che investono in soluzioni innovative per migliorare la qualità della vita di persone con diverse patologie è sicuramente una scelta che contribuisce a creare valore aggiunto per il nostro territorio”.
“Ricerca, impresa e territorio sono asset tra i più preziosi su cui investe Simonelli Group, consapevole che il territorio è quell’ambito nel quale creare e diffondere benessere e crescita – ha dichiarato Maurizio Giuli Executive for Corporate Strategy in Simonelli Group - Anche per questo motivo abbiamo deciso di dare il nostro sostegno al Centro Clinico NeMO che investe in ricerca, collabora con le Università al fine di migliorare la qualità della vita delle persone affette da questo tipo di malattie”.
Per Simonelli Group sostenere il Centro NeMO è un modo concreto per fornire un supporto alla comunità del territorio marchigiano e individuare soluzioni innovative per il benessere di chi deve affrontare questo tipo di patologie.
“Siamo particolarmente felici di contribuire a questo importante progetto per la sua unicità nel fornire risposte concrete ai molteplici bisogni dei pazienti affetti dalle patologie neuromuscolari, proponendo loro un approccio innovativo, competente e adeguato”, ha specificato Manuela Feliziani, Sustainability Advisor Simonelli Group.
Il carattere innovativo del progetto, infatti, si sposa con la grande attenzione di Simonelli Group nell’investimento in ricerca e tecnologie volte a migliorare il risultato in tazza e ad elevare gli standard qualitativi del caffè in tutto il mondo.
“La cultura dell’innovazione, della tutela ambientale e della sostenibilità fanno parte del “dna” dell’azienda già da molti anni – spiega Nando Ottavi, Presidente Simonelli Group - La nostra è un’azienda votata al lungo periodo, alla crescita e all’innovazione; è per questo motivo che lo sviluppo di Simonelli Group non può prescindere dalla crescita e dal benessere del territorio in cui opera e in cui è rimasta anche in tempi in cui la delocalizzazione poteva sembrare la scelta più conveniente. Supportare associazioni che investono in soluzioni innovative per migliorare la qualità della vita di persone con diverse patologie è sicuramente una scelta che contribuisce a creare valore aggiunto per il nostro territorio”.
Il 2021 è stato un altro anno record per la ricostruzione privata, con l’approvazione di 5.200 decreti di contributo ed altrettanti cantieri, tanti quanti nei quattro anni precedenti. Una tendenza confermata dai primi dati del 2022: a gennaio, grazie alla definizione delle domande per i danni lievi presentate in forma semplificata, sono state approvate altre 900 richieste di contributo, portando il numero complessivo delle richieste approvate a 13 mila, per un importo di 3,8 miliardi di euro.
“La ricostruzione del centro Italia avanza, grazie alle semplificazioni e a un lavoro corale degli uffici regionali e comunali, che hanno migliorato la loro produttività, e grazie all’apporto dei professionisti e delle imprese” sottolinea il Commissario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini, che ha diffuso oggi il Rapporto sulle attività del 2021.
“C’è ancora molto da fare per i cittadini che da troppo tempo – aggiunge il Commissario – attendono di avviare la ricostruzione delle loro case e per le imprese. Nel 2022 saremo tutti chiamati ad affrontare sfide ancora più impegnative, raccogliendo i frutti delle misure adottate per la ricostruzione pubblica, che pure ha registrato netti miglioramenti lo scorso anno, e superando le inattese e serie difficoltà derivanti dalla scarsa disponibilità di imprese e professionisti dovuta alla saturazione del mercato dell’edilizia.
Il 2022 sarà importante anche per l’attuazione delle misure per la rigenerazione territoriale e lo sviluppo finanziate con il Fondo complementare al PNRR. Sarà insomma un anno decisivo per il futuro dei territori dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti, ed è per questo che sarà necessario l’impegno straordinario di tutti i protagonisti pubblici e privati” conclude il Commissario.
Anche sul fronte della ricostruzione pubblica, si legge nel Rapporto, nel 2021 si registrano avanzamenti importanti, con la spesa raddoppiata da 260 a 560 milioni di euro. Una spinta importante è stata data dalle nuove Ordinanze speciali in deroga per la ricostruzione dei centri più colpiti e delle opere pubbliche più urgenti. Gli interventi in deroga varati nel 2021 sono 762 e valgono nel complesso 1,3 miliardi. Tra questi vengono finanziati anche circa 200 nuovi interventi sulle scuole per 580 milioni di euro, che portano il totale degli istituti scolastici oggetto di interventi di riparazione e ricostruzione a 457 (per 1,3 miliardi complessivi).
Il 2021 è stato anche l’anno che ha permesso di avere un quadro definitivo e attendibile sia dei danni causati dalla sequenza sismica del 2016-2017, sia della spesa prevista per la loro riparazione, che è pari a 27,2 miliardi di euro dei quali 19,5 per la sola edilizia privata. Per la prima volta, inoltre, emerge il quadro dei danni a livello dei singoli comuni, che vede in testa Amatrice (Ri) con 1,2 miliardi all’edilizia privata, seguita da Tolentino (Mc) con 950 milioni di euro, Camerino (Mc) con 900 milioni di euro, Norcia con 830 milioni di euro. Rispetto a questa situazione, ad oggi le richieste di contributo per la ricostruzione privata già presentate coprono il 33% della spesa complessiva attesa.
Il nuovo quadro dei danni consente anche una programmazione più efficace delle scadenze per la presentazione delle richieste di contributo per i danni gravi. La prima è stata fissata al prossimo 30 giugno per i proprietari delle abitazioni inagibili che percepiscono il Contributo di autonoma sistemazione o usufruiscono di un alloggio nelle Soluzione abitative di emergenza e che non abbiano impedimenti oggettivi.
Il termine è stato fissato anche sulla base della ricognizione affidata ad Invitalia, d’intesa con la Protezione Civile, secondo la quale, ad oggi, sono 15.224 i nuclei familiari che ricevono il sostegno statale, tra i quali 7.368 non hanno ancora presentato la richiesta del contributo. Circa la metà di questi, secondo alcune stime, sarebbero in condizioni di presentare il progetto e la richiesta del contributo entro il termine del 30 giugno.
Nel 2021 alla ricostruzione materiale si è accompagnata anche una forte iniziativa per la ripresa e lo sviluppo economico dei territori colpiti dal sisma, ance nel 2009, con lo stanziamento di 1 miliardo e 780 milioni di euro del Fondo complementare al PNRR dedicato proprio alle Aree sisma. Le Ordinanze attuative sono state tutte varate a fine anno. In queste settimane l’attività è concentrata per delineare i bandi rivolti principalmente alle imprese che saranno pubblicati entro il mese di giugno.
“La ricostruzione del centro Italia avanza, grazie alle semplificazioni e a un lavoro corale degli uffici regionali e comunali, che hanno migliorato la loro produttività, e grazie all’apporto dei professionisti e delle imprese” sottolinea il Commissario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini, che ha diffuso oggi il Rapporto sulle attività del 2021.
“C’è ancora molto da fare per i cittadini che da troppo tempo – aggiunge il Commissario – attendono di avviare la ricostruzione delle loro case e per le imprese. Nel 2022 saremo tutti chiamati ad affrontare sfide ancora più impegnative, raccogliendo i frutti delle misure adottate per la ricostruzione pubblica, che pure ha registrato netti miglioramenti lo scorso anno, e superando le inattese e serie difficoltà derivanti dalla scarsa disponibilità di imprese e professionisti dovuta alla saturazione del mercato dell’edilizia.
Il 2022 sarà importante anche per l’attuazione delle misure per la rigenerazione territoriale e lo sviluppo finanziate con il Fondo complementare al PNRR. Sarà insomma un anno decisivo per il futuro dei territori dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti, ed è per questo che sarà necessario l’impegno straordinario di tutti i protagonisti pubblici e privati” conclude il Commissario.
Anche sul fronte della ricostruzione pubblica, si legge nel Rapporto, nel 2021 si registrano avanzamenti importanti, con la spesa raddoppiata da 260 a 560 milioni di euro. Una spinta importante è stata data dalle nuove Ordinanze speciali in deroga per la ricostruzione dei centri più colpiti e delle opere pubbliche più urgenti. Gli interventi in deroga varati nel 2021 sono 762 e valgono nel complesso 1,3 miliardi. Tra questi vengono finanziati anche circa 200 nuovi interventi sulle scuole per 580 milioni di euro, che portano il totale degli istituti scolastici oggetto di interventi di riparazione e ricostruzione a 457 (per 1,3 miliardi complessivi).
Il 2021 è stato anche l’anno che ha permesso di avere un quadro definitivo e attendibile sia dei danni causati dalla sequenza sismica del 2016-2017, sia della spesa prevista per la loro riparazione, che è pari a 27,2 miliardi di euro dei quali 19,5 per la sola edilizia privata. Per la prima volta, inoltre, emerge il quadro dei danni a livello dei singoli comuni, che vede in testa Amatrice (Ri) con 1,2 miliardi all’edilizia privata, seguita da Tolentino (Mc) con 950 milioni di euro, Camerino (Mc) con 900 milioni di euro, Norcia con 830 milioni di euro. Rispetto a questa situazione, ad oggi le richieste di contributo per la ricostruzione privata già presentate coprono il 33% della spesa complessiva attesa.
Il nuovo quadro dei danni consente anche una programmazione più efficace delle scadenze per la presentazione delle richieste di contributo per i danni gravi. La prima è stata fissata al prossimo 30 giugno per i proprietari delle abitazioni inagibili che percepiscono il Contributo di autonoma sistemazione o usufruiscono di un alloggio nelle Soluzione abitative di emergenza e che non abbiano impedimenti oggettivi.
Il termine è stato fissato anche sulla base della ricognizione affidata ad Invitalia, d’intesa con la Protezione Civile, secondo la quale, ad oggi, sono 15.224 i nuclei familiari che ricevono il sostegno statale, tra i quali 7.368 non hanno ancora presentato la richiesta del contributo. Circa la metà di questi, secondo alcune stime, sarebbero in condizioni di presentare il progetto e la richiesta del contributo entro il termine del 30 giugno.
Nel 2021 alla ricostruzione materiale si è accompagnata anche una forte iniziativa per la ripresa e lo sviluppo economico dei territori colpiti dal sisma, ance nel 2009, con lo stanziamento di 1 miliardo e 780 milioni di euro del Fondo complementare al PNRR dedicato proprio alle Aree sisma. Le Ordinanze attuative sono state tutte varate a fine anno. In queste settimane l’attività è concentrata per delineare i bandi rivolti principalmente alle imprese che saranno pubblicati entro il mese di giugno.
Il Comune di San Severino Marche ha deciso di condividere con la Caritas vicariale alcune iniziative umanitarie a favore della popolazione ucraina colpita dalla guerra che saranno allestite nell’ex Banco dei Pegni annesso alla chiesa di Sant’Agostino.
Intanto per sabato prossimo (5 marzo), alle ore 17, l’Anpi Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Cap. Salvatore Valerio” e il circolo di Legambiente “Il Grillo”, hanno organizzato una manifestazione, aperta a tutti, dal titolo: “Note per la pace in Ucraina nel mondo, suoni e parole per un mondo diverso”. Il ritrovo si terrà in piazza Del Popolo, davanti al teatro comunale Feronia.
All’iniziativa, insieme all’Amministrazione cittadina, hanno già aderito l’Uteam Università della Terza Età dell’Alto Maceratese, la Caritas vicariale, il gruppo Scout Masci, il Centro culturale Tarkovskij, l’Associazione Maestri Cattolici, il Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani” Città di San Severino Marche, l’associazione Il Sognalibro, l’associazione culturale La Zattera e il Gruppo vocale Tourdion Ensemble.
Il sit-in, partendo dagli eventi bellici in Ucraina, costituirà un momento di riflessione culturale sul conflitto e non solo.
Intanto per sabato prossimo (5 marzo), alle ore 17, l’Anpi Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Cap. Salvatore Valerio” e il circolo di Legambiente “Il Grillo”, hanno organizzato una manifestazione, aperta a tutti, dal titolo: “Note per la pace in Ucraina nel mondo, suoni e parole per un mondo diverso”. Il ritrovo si terrà in piazza Del Popolo, davanti al teatro comunale Feronia.
All’iniziativa, insieme all’Amministrazione cittadina, hanno già aderito l’Uteam Università della Terza Età dell’Alto Maceratese, la Caritas vicariale, il gruppo Scout Masci, il Centro culturale Tarkovskij, l’Associazione Maestri Cattolici, il Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani” Città di San Severino Marche, l’associazione Il Sognalibro, l’associazione culturale La Zattera e il Gruppo vocale Tourdion Ensemble.
Il sit-in, partendo dagli eventi bellici in Ucraina, costituirà un momento di riflessione culturale sul conflitto e non solo.
La denuncia di un operaio di 27 anni e il sequestro di oltre 80 grammi di droga è il bilancio dell’operazione messa a segno dagli uomini della Guardia di Finanza di Camerino.
Nel corso di servizi di controllo effettuati a San Severino Marche, con l’ausiolio dell’unità cinofila della compagnia di Civitanova, i militari delle fiamme gialle hanno fermato la vettura condotta dall’operaio, residente a Morrovalle, trovando due spinelli nascosti in un pacchetto di sigarette.
La successiva perquisizione domiciliare ha condotto alla scoperta di circa 80 grammi di hashish e 2.5 grammi di marijuana nascosti nella scrivania della camera da letto.
La droga è stata sequestrata e l’uomo denunciato.
Nel corso di servizi di controllo effettuati a San Severino Marche, con l’ausiolio dell’unità cinofila della compagnia di Civitanova, i militari delle fiamme gialle hanno fermato la vettura condotta dall’operaio, residente a Morrovalle, trovando due spinelli nascosti in un pacchetto di sigarette.
La successiva perquisizione domiciliare ha condotto alla scoperta di circa 80 grammi di hashish e 2.5 grammi di marijuana nascosti nella scrivania della camera da letto.
La droga è stata sequestrata e l’uomo denunciato.
Fondi dalla regione per sostenere le aziende agricole, in particolare zootecniche, messe a dura prova dalla pandemia.
Grazie all’impegno del vice presidente della giunta Mirco Carloni e dei consiglieri di maggioranza Anna Menghi e Renzo Marinelli sono stati stanziati 735mila euro di cui 350mila destinati agli allevatori di bovini e bufalini da latte, 250mila che serviranno a finanziare cooperative agricole e organizzazioni di produttori di carne bovina. Ammontano, infine, a 135mila euro i ristori destinati alla coltivazione di barbabietole da zucchero.
“Si tratta di contributi forfettari una tantum in conto capitale per le aziende che hanno subito cali di fatturato e rappresentano concretamente la vicinanza costante della filiera di governo Lega alle problematiche del territorio. – spiegano Marinelli e Menghi – Stiamo faticosamente uscendo dalla pandemia, ma non ancora dalla crisi economica conseguente e questi interventi possono essere di grande aiuto per superare un periodo difficilissimo”.
Grazie all’impegno del vice presidente della giunta Mirco Carloni e dei consiglieri di maggioranza Anna Menghi e Renzo Marinelli sono stati stanziati 735mila euro di cui 350mila destinati agli allevatori di bovini e bufalini da latte, 250mila che serviranno a finanziare cooperative agricole e organizzazioni di produttori di carne bovina. Ammontano, infine, a 135mila euro i ristori destinati alla coltivazione di barbabietole da zucchero.
“Si tratta di contributi forfettari una tantum in conto capitale per le aziende che hanno subito cali di fatturato e rappresentano concretamente la vicinanza costante della filiera di governo Lega alle problematiche del territorio. – spiegano Marinelli e Menghi – Stiamo faticosamente uscendo dalla pandemia, ma non ancora dalla crisi economica conseguente e questi interventi possono essere di grande aiuto per superare un periodo difficilissimo”.
Nel 2020 le Marche hanno esportato in Russia merci per un valore di oltre 274 milioni di euro. In particolare, il comparto calzature esporta verso questa destinazione circa il 90% delle sue produzioni. Sono sufficienti questi due dati per capire quanto la guerra in atto in Ucraina e le conseguenti sanzioni alla Russia abbiano un forte impatto sull’economia marchigiana: la merce ordinata è pronta da spedire ma ferma; altri ordini sono già in produzione ma non potranno essere consegnati e i pagamenti sono bloccati. Per fare fronte a questa nuova emergenza su mercati che già da anni soffrono a causa della pandemia, il presidente della Regione Francesco Acquaroli insieme all’assessore alle Attività produttive Mirco Carloni e al presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, ha incontrato in videoconferenza una delegazione di 50 imprenditori e i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria.
“Lo scenario che abbiamo di fronte – ha detto Acquaroli - è drammaticamente preoccupante ed in continua evoluzione. Certamente non è rassicurante per le nostre imprese marchigiane che sui mercati dell’est europeo avevano costruito negli anni rapporti consolidati. Oggi è tutto diverso e su questa nuova configurazione stiamo lavorando: nell’immediato per dare risposte insieme al Governo Nazionale a quelle che sono le emergenze di carattere economico e in prospettiva per andare a conoscere nuovi mercati e cogliere nuove opportunità”.
“Quanto sta accadendo rischia di creare una incertezza molto pesante per molti produttori soprattutto del settore fashion, moda e scarpe – prosegue Carloni - Per questo motivo oggi, insieme al presidente Acquaroli e al presidente della Camera di Commercio Sabatini abbiamo convocato questo tavolo per decidere insieme delle strategie. Abbiamo già in mente alcune idee che percorreremo rapidamente senza perdere tempo cercando di creare, se possibile, un sollievo a queste eventuali perdite di fatturato delle nostre aziende”.
"L’ascolto e il confronto con imprenditori e associazioni di categoria – dichiara Sabatini - ci rende chiaro che due sono le strade da percorrere in contemporanea: aprire nuovi mercati per le nostre esportazioni, perché i rischi per chi si muove sul mono mercato sono sempre più pesanti, e trovare velocemente risorse (non esclusa la cassa integrazione straordinaria) che siano sostegno concreto per gli imprenditori, e penso a quelli del distretto fermano-maceratese della calzatura, della pelletteria e della moda".
“Lo scenario che abbiamo di fronte – ha detto Acquaroli - è drammaticamente preoccupante ed in continua evoluzione. Certamente non è rassicurante per le nostre imprese marchigiane che sui mercati dell’est europeo avevano costruito negli anni rapporti consolidati. Oggi è tutto diverso e su questa nuova configurazione stiamo lavorando: nell’immediato per dare risposte insieme al Governo Nazionale a quelle che sono le emergenze di carattere economico e in prospettiva per andare a conoscere nuovi mercati e cogliere nuove opportunità”.
“Quanto sta accadendo rischia di creare una incertezza molto pesante per molti produttori soprattutto del settore fashion, moda e scarpe – prosegue Carloni - Per questo motivo oggi, insieme al presidente Acquaroli e al presidente della Camera di Commercio Sabatini abbiamo convocato questo tavolo per decidere insieme delle strategie. Abbiamo già in mente alcune idee che percorreremo rapidamente senza perdere tempo cercando di creare, se possibile, un sollievo a queste eventuali perdite di fatturato delle nostre aziende”.
"L’ascolto e il confronto con imprenditori e associazioni di categoria – dichiara Sabatini - ci rende chiaro che due sono le strade da percorrere in contemporanea: aprire nuovi mercati per le nostre esportazioni, perché i rischi per chi si muove sul mono mercato sono sempre più pesanti, e trovare velocemente risorse (non esclusa la cassa integrazione straordinaria) che siano sostegno concreto per gli imprenditori, e penso a quelli del distretto fermano-maceratese della calzatura, della pelletteria e della moda".
"Amor scortese": scatta la scintilla tra il carnevale di Fano e quello di Passo di Treia
01 Mar 2022
L’“Amor Scortese”, tema dell’edizione 2022, ha fatto scattare la scintilla tra il Carnevale di Fano e quello di Passo di Treia. Ospite della “Carnevalesca”, l’Associazione che si occupa della realizzazione dell’evento nella terza città più popolosa delle Marche, è stata domenica 27 febbraio una rappresentanza del Circolo Acli “La Torre”, ente promotore a sua volta della manifestazione nata sulla sponda del fiume Potenza nel 1965.
Un incontro denso di cultura e folclore, sfociato poi in amicizia e divertimento alla corte di “El Vulon”, dal 1951 la maschera tipica fanese (detta comunemente “El Pup”). Personaggio che si pensa risalga all’Ottocento e alla figura del banditore di editti con la pronuncia del suo “nous vuolons”, poi divenuto appunto “vulon” nell’ironia popolare, tanto da passare a designare ogni personaggio che ostentasse in ogni epoca manie di grandezza.
Accompagnati dalla presidente Maria Flora Giammarioli e dalla maschera di “El Vulon”, il gruppo Passotreiese ha fatto visita alla “Fabbrica del Carnevale”, un innovativo spazio creativo: «Questo invito è stato senza dubbio motivo di soddisfazione per tutti noi vista la grande tradizione fanese che pare risalga addirittura al 1347 - ha spiegato il presidente del Circolo Acli “La Torre” Daniele Bianchi - Non solo, pensiamo sia anche una gratificazione per il lavoro svolto all’interno della nostra comunità in questi anni».
Per Bianchi e il suo gruppo anche l’onore di una foto insieme a“El Vulon” e “Cupida”, la sindaca del Carnevale di Fano, così come la possibilità di confrontarsi da vicino con altre Associazioni: «La visita alla “Fabbrica del Carnevale” ha consentito di prendere parte a una riunione programmatica con le altre realtà del territorio - ha spiegato -, in modo da stabilire una forma di collaborazione e creare una sinergia tale da far diventare le Marche la “Regione del Carnevale”». Cosa accomuna il Carnevale di Fano a quello di Passo di Treia? «Le radici e la passione, non c'è dubbio».

Un incontro denso di cultura e folclore, sfociato poi in amicizia e divertimento alla corte di “El Vulon”, dal 1951 la maschera tipica fanese (detta comunemente “El Pup”). Personaggio che si pensa risalga all’Ottocento e alla figura del banditore di editti con la pronuncia del suo “nous vuolons”, poi divenuto appunto “vulon” nell’ironia popolare, tanto da passare a designare ogni personaggio che ostentasse in ogni epoca manie di grandezza.
Accompagnati dalla presidente Maria Flora Giammarioli e dalla maschera di “El Vulon”, il gruppo Passotreiese ha fatto visita alla “Fabbrica del Carnevale”, un innovativo spazio creativo: «Questo invito è stato senza dubbio motivo di soddisfazione per tutti noi vista la grande tradizione fanese che pare risalga addirittura al 1347 - ha spiegato il presidente del Circolo Acli “La Torre” Daniele Bianchi - Non solo, pensiamo sia anche una gratificazione per il lavoro svolto all’interno della nostra comunità in questi anni».
Per Bianchi e il suo gruppo anche l’onore di una foto insieme a“El Vulon” e “Cupida”, la sindaca del Carnevale di Fano, così come la possibilità di confrontarsi da vicino con altre Associazioni: «La visita alla “Fabbrica del Carnevale” ha consentito di prendere parte a una riunione programmatica con le altre realtà del territorio - ha spiegato -, in modo da stabilire una forma di collaborazione e creare una sinergia tale da far diventare le Marche la “Regione del Carnevale”». Cosa accomuna il Carnevale di Fano a quello di Passo di Treia? «Le radici e la passione, non c'è dubbio».

L’Unione Montana Potenza Esino Musone si prepara a dare il via ai cantieri per la realizzazione del Sistema di mobilità sostenibile ciclabile nelle vallate del Chienti e del Potenza di cui l’Ufficio Tecnico dello stesso ente, dopo aver curato la progettazione, seguirà ora anche la realizzazione.
Un intervento importante, finanziato con fondi Por Fesr 2014-2020, che riguarda lo sviluppo e la messa in sicurezza di percorsi ciclabili e ciclo-pedonali, per incentivare i trasporti urbani puliti, e che coinvolge ben 16 Comuni distribuiti tra le province di Macerata ed Ancona: Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Corridonia, Esanatoglia, Fabriano, Macerata, Matelica, Mogliano Petriolo, Pollenza, San Severino Marche, Sarnano, Tolentino, Treia e Urbisaglia.
A seguito di un progetto di fattibilità, redatto dalla società Contram Spa che mirava in particolare ad incentivare l’uso della bicicletta integrandolo con quello dei mezzi pubblici, vale a dire autobus e treno; l’Unione Montana Potenza Esino Musone ha bandito una procedura aperta per l’affidamento dei servizi tecnici e poi una successiva gara per l’individuazione dell’impresa affidataria dei lavori, che è risultata essere la ditta Francucci di Treia.
“L’idea progettuale della creazione di un Sistema di mobilità sostenibile ciclabile nelle vallate del Chienti e del Potenza – spiega Matteo Cicconi, presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone – nasce dall’esigenza di uno sviluppo della mobilità lenta e e dolce in aree particolarmente votate da un punto di vista paesistico ambientale e prevede l’integrazione tra il sistema ciclabile e la rete di trasporto pubblico locale ferroviario e automobilistico al fine di favorire l’interscambio modale e le forme di mobilità collettiva e condivisa. Tale progetto – aggiunge Cicconi – tende alla valorizzazione delle aree montane dal punto di vista turistico, economico e infrastrutturale, prevedendo la realizzazione di infrastrutture volte allo sviluppo della mobilità eco sostenibile, alla costruzione di opere complementari al servizio dei ciclisti come parcheggi dedicati, attrezzaggio di nodi di scambio intermodale, realizzazione di ciclostazioni e di punti di informazione ciclo turistica. Infine il Sistema mira anche all’individuazione di percorsi cicloturistici, vale a dire ciclovie, all’interno delle aree urbane del cratere sismico con l’obiettivo di riqualificare percorsi e strade secondarie poco trafficate”.
A disegnare l’intero sistema un pool di professionisti esperti riuniti in raggruppamento temporaneo: lo Studio Fontana & Lotti Ingegneri Associati di Riva del Garda (capogruppo), la E. A. Group Srl di Terni, lo Studio geologi associati Federico Sabatini e Tonino Uffreduzzi di Terni, l’architetto Francesca Eugenia Damiano di Macerata.
I lavori dovrebbero essere completati entro l’anno corrente.
Un intervento importante, finanziato con fondi Por Fesr 2014-2020, che riguarda lo sviluppo e la messa in sicurezza di percorsi ciclabili e ciclo-pedonali, per incentivare i trasporti urbani puliti, e che coinvolge ben 16 Comuni distribuiti tra le province di Macerata ed Ancona: Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Corridonia, Esanatoglia, Fabriano, Macerata, Matelica, Mogliano Petriolo, Pollenza, San Severino Marche, Sarnano, Tolentino, Treia e Urbisaglia.
A seguito di un progetto di fattibilità, redatto dalla società Contram Spa che mirava in particolare ad incentivare l’uso della bicicletta integrandolo con quello dei mezzi pubblici, vale a dire autobus e treno; l’Unione Montana Potenza Esino Musone ha bandito una procedura aperta per l’affidamento dei servizi tecnici e poi una successiva gara per l’individuazione dell’impresa affidataria dei lavori, che è risultata essere la ditta Francucci di Treia.
“L’idea progettuale della creazione di un Sistema di mobilità sostenibile ciclabile nelle vallate del Chienti e del Potenza – spiega Matteo Cicconi, presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone – nasce dall’esigenza di uno sviluppo della mobilità lenta e e dolce in aree particolarmente votate da un punto di vista paesistico ambientale e prevede l’integrazione tra il sistema ciclabile e la rete di trasporto pubblico locale ferroviario e automobilistico al fine di favorire l’interscambio modale e le forme di mobilità collettiva e condivisa. Tale progetto – aggiunge Cicconi – tende alla valorizzazione delle aree montane dal punto di vista turistico, economico e infrastrutturale, prevedendo la realizzazione di infrastrutture volte allo sviluppo della mobilità eco sostenibile, alla costruzione di opere complementari al servizio dei ciclisti come parcheggi dedicati, attrezzaggio di nodi di scambio intermodale, realizzazione di ciclostazioni e di punti di informazione ciclo turistica. Infine il Sistema mira anche all’individuazione di percorsi cicloturistici, vale a dire ciclovie, all’interno delle aree urbane del cratere sismico con l’obiettivo di riqualificare percorsi e strade secondarie poco trafficate”.
A disegnare l’intero sistema un pool di professionisti esperti riuniti in raggruppamento temporaneo: lo Studio Fontana & Lotti Ingegneri Associati di Riva del Garda (capogruppo), la E. A. Group Srl di Terni, lo Studio geologi associati Federico Sabatini e Tonino Uffreduzzi di Terni, l’architetto Francesca Eugenia Damiano di Macerata.
I lavori dovrebbero essere completati entro l’anno corrente.
Cade e resta impigliato a testa in giù all'albero che sta potando, interviene l'eliambulanza
28 Feb 2022
Cade mentre sta potando i rami di un grosso alberi restando impigliato a testa in giù ai rami stessi.
L’incidente si è verificato a Pollenza, in via Santo Spirito, dove un uomo che, come detto, stava tagliando i rami di un grosso albero è rimasto penzoloni a testa in giù.
Lanciato l’allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata, con i pompieri che, utilizzando tecniche specifiche, hanno soccorso l’uomo assicurandolo all’albero per poi adagiarlo sulla barella posta sull’autoscala.
Una volta a terra l’uomo è stato affidato alle cure dei sanitari del 118 che hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza per il trasporto in ospedale.
L’incidente si è verificato a Pollenza, in via Santo Spirito, dove un uomo che, come detto, stava tagliando i rami di un grosso albero è rimasto penzoloni a testa in giù.
Lanciato l’allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata, con i pompieri che, utilizzando tecniche specifiche, hanno soccorso l’uomo assicurandolo all’albero per poi adagiarlo sulla barella posta sull’autoscala.
Una volta a terra l’uomo è stato affidato alle cure dei sanitari del 118 che hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza per il trasporto in ospedale.
Multe per complessivi 4milioni di euro a carico di un cittadino extracomunitario, esercente di un money transfer, e di numerosi clienti.
Questo l’esito dell’attività di controllo eseguita dagli agenti della Guardia di finanza del comando provinciale di Macerata. I militari delle Fiamme gialle, impegnati nel controllo anti riciclaggio, hanno portato alla luce un sistema che ha permesso il trasferimento all’estero di ingenti quantitativi di denaro, eludendo i controlli previsti dalla normativa di settore.
In sostanza, attraverso tecniche di frazionamento degli importi da trasferire venivano aggirati i blocchi automatici adottati dagli istituti di credito per evitare l’invio di importi superiori alla soglia di legge nell’arco di sette giorni.
L’espediente illecito ha consentito di occultare la reale quantità di denaro trasferito, in modo da scongiurare che l’operazione potesse ingenerare sospetti nelle autorità di vigilanza.
Inoltre, è emerso che diversi clienti hanno effettuato rilevanti trasferimenti di denaro che, seppure non eccedenti singolarmente la soglia di legge, erano destinati a un unico beneficiario. Per questo sono state contestate all’esercente sanzioni amministrative per oltre 300 mila euro per aver omesso le previste segnalazioni agli organi competenti, come previsto dalla normativa antiriciclaggio.
Questo l’esito dell’attività di controllo eseguita dagli agenti della Guardia di finanza del comando provinciale di Macerata. I militari delle Fiamme gialle, impegnati nel controllo anti riciclaggio, hanno portato alla luce un sistema che ha permesso il trasferimento all’estero di ingenti quantitativi di denaro, eludendo i controlli previsti dalla normativa di settore.
In sostanza, attraverso tecniche di frazionamento degli importi da trasferire venivano aggirati i blocchi automatici adottati dagli istituti di credito per evitare l’invio di importi superiori alla soglia di legge nell’arco di sette giorni.
L’espediente illecito ha consentito di occultare la reale quantità di denaro trasferito, in modo da scongiurare che l’operazione potesse ingenerare sospetti nelle autorità di vigilanza.
Inoltre, è emerso che diversi clienti hanno effettuato rilevanti trasferimenti di denaro che, seppure non eccedenti singolarmente la soglia di legge, erano destinati a un unico beneficiario. Per questo sono state contestate all’esercente sanzioni amministrative per oltre 300 mila euro per aver omesso le previste segnalazioni agli organi competenti, come previsto dalla normativa antiriciclaggio.
