Le problematiche dell'entroterra, la questione sanità, i tagli ai servizi, la situazione finanziaria di molti comuni ed il dibattito relativo alle unioni o alle fusioni, le ormai imminenti elezioni amministrative. Questi alcuni degli argomenti discussi con il segretario regionale del Partito Democratico Francesco Comi, che ha rilasciato un'intervista esclusiva al nostro settimanale L'Appennino camerte. Nel numero in edicola sarà possibile leggere l'intero intervento del segretario regionale PD.
Segretario, l'entroterra maceratese, soprattutto nella sua zona montana, sta attaversando una crisi che sembra irreversibile sia sotto il profilo della natalità sia sotto quello dello smembramento dei servizi. Quale futuro per la nostro territorio ed in particolare per la sanità?
Il destino dell'ospedale di Camerino è strettamente legato al territorio dell'entroterra. Il DM70 chiede bacini d'utenza e volumi di attività importanti da soddisfare come criterio da rispettare nell'allocazione e nel successivo mantenimento delle risorse. Per risorse intendo tipi di presidi ospedalieri e al loro interno Specialità e unita operative complesse, i così detti primari.
Esempio di questo schema è stata la questione dei punti nascita: più di 500 a tendere a regime a 1000, questa era la regola e il risultato è stato l'inevitabile chiusura.
Questi volumi sono difficilmente raggiungibili per i presidi montani di Camerino, Fabriano e Urbino.
Il citato Decreto Ministeriale ammette una possibile deroga per le zone disagiate o montane o le isole caratterizzate da bassa intensità demografica e da un sistema viario problematico.
Nessun bisogno di deroga invece per il sistema dell'emergenza - urgenza che è stata potenziata.
Il rispetto di queste regole rischia un impoverimento dell'offerta in tutte le aree interne.
IL PD delle marche è impegnato a garantire che Urbino, Fabriano, Camerino (San Severino) rimangono ospedali, in deroga, di primo livello. Come Segretario del PD sono impegnato e mi impegnerò nella ricerca di soluzioni che leghino in un solo destino l'intera fascia montana, da Nord a Sud. Questo legame, questo vincolo di specificità territoriale dovrà abbracciare tutti i temi siano essi sanitari, ambientali, logistici, culturali o economici.
Unione o fusioni di comuni? E' un cavallo di battaglia del Partito Democratico. E' sicuro sia la scelta giusta?
Qualunque valutazione va contestualizzata in un quadro della finanza pubblica caratterizzato da una congiuntura economica sfavorevole e da provvedimenti di riduzione costante della spesa pubblica. Ipotizzare processi di razionalizzazione della spesa che possano liberare risorse a vantaggio delle collettività locali anche attraverso l’incentivazione a processi di accorpamento e di fusione tra i comuni più piccoli, con inadeguate dimensioni, è necessario.
Non basta difendere un municipio, e la sua storia, se poi i cittadini se ne vanno in un centro più grande perché non hanno servizi adeguati.
Ma prima di promuovere una fusione tra piccoli comuni serve un progetto di aggregazione, un analisi seria dei bisogni, delle criticità e delle potenzialità di un territorio. La spinta alla fusione non può avvenire tra comuni non contigui e senza bacini di servizi comuni e solo per ottenere un finanziamento dal governo. A Tolentino ad oggi manca un progetto sostanziale di aggregazione con Camporotondo.
Molti comuni, tra cui anche Camerino e Tolentino, sono in crisi e rischiano il default. Dopo i tagli operati da governo e regione, cosa suggerisce per uscire da questa situazione?
Tutti i comuni sono in difficoltà. Nessuno escluso. Aumentano i bisogni e le domande di solidarietà. Diminuiscono le risorse. Chi amministra una comunità ha il dovere, oltre che l’onore, di andare oltre la gestione ordinaria del passato. Non basta più razionalizzare la spesa, ne ci si può limitare ad aumentare la pressione fiscale ai cittadini o ridurre i servizi. Servono soluzioni nuove e coraggiose. Purtroppo la classe dirigente non sempre è adeguata e troppo spesso è prigioniera di conservatorismi ed egoismi locali. La fusione è stata disciplinata nel 1990. in giro sento tanti buoni propositi ma poche azioni concrete.
Una “tradizione” particolarmente sentita anche a Camerino quella del “giovedì universitario”, serata nella quale gli studenti accantonano per qualche ora i libri per lasciare spazio allo svago e al divertimento.
Fin qui niente di male se non fosse che qualche volta le serate trascendono. E' stata quasi una notte da far west quella di giovedì 7 aprile, con oltre mille giovani che hanno invaso il centro della città ducale per una serata di festa, musica, divertimento. Purtroppo, però, come segnalato da alcuni cittadini, lungo alcune vie del centro storico (nella foto la situazione all'esterno del portone di un'abitazione in vicolo Vicomanni) sono state lasciate “tracce organiche” del passaggio di alcuni dei partecipanti alla festa, costringendo a lavori supplementari gli operatori ecologici che alle 9 del mattino aveva ripulito le zone interessate alla perfezione facendo sì che i tanti intervenuti a Camerino per le sedute di laurea trovassero una città pulita.
E' giusto che Camerino continui ad essere una città accogliente per i giovani che, lo ripetiamo, hanno pieno diritto di divertirsi, ma è altrettanto opportuno che gli organi preposti adottino le misure necessarie a garantire la civile convivenza e la “tutela” della popolazione.
(sotto due foto del vicolo Della Giudecca e la sporcizia lasciata dagli studenti)


La segnalazione giunge da un lettore che percorrendo, come ogni giorno, la strada provinciale 22 che collega Crispiero con Camerino ha trovato sul percorso le transenne che "annunciavano" la chiusura della via di comunicazione a causa del movimento franoso che progressivamente, anche a causa dell'assenza di interventi, ha eroso l'intera sede stradale. Così il malcapitato, come chiunque altro voglia raggiungere da Crispiero la città ducale, è stato costretto a compiere un lungo giro alternativo per raggiungere Camerino. Ora l'interrogativo sorge spontaneo. Quanto tempo durerà tale situazione di disagio? Difficile la risposta visto che la manutenzione della strada è di competenza della provincia, che sta attendendo segnali sul proprio futuro.

La provinciale 22 prima del movimento franoso

Due giovani, uno dei quali minorenne, sono stati denunciati dai Carabinieri della Compagnia di Camerino, coordinati dal Capitano Vincenzo Orlando, nel corso di due distinte operazioni antidroga. A Serravalle di Chienti i militari della locale Stazione hanno controllato un 30enne del posto trovato in possesso di un grammo di cocaina. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso il ritrovamento di circa 50 grammi di marijuana già suddivisa in parti e nascosta in varie paia di scarpe. A Matelica, all’interno dei giardini pubblici, i Carabinieri hanno controllato e perquisito un 17enne del luogo, che nascondeva nella visiera del cappellino un involucro contenente circa 5 grammi di marijuana. Il minore è stato quindi denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e segnalato alla Prefettura di Macerata quale assuntore.
L'intervento sui criteri di selezione per la scelta del personale nella farmacia comunale di Camerino del professor Francesco Amenta, direttore della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute di Unicam, e soprattutto un titolo apparso sulla stampa locale, "Unicam contro il sindaco", ha scatenato la reazione del primo cittadino Gianluca Pasqui. "Tutto ciò va contro quello che il sindaco ed il rettore hanno costruito insieme, con il comune e l'università che da tempo viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda – le parole del sindaco - La cosa che più mi meraviglia è che un professore ordinario, che ha una valenza significativa all'interno dell'ateneo, parli con le istituzioni attraverso le pagine di alcuni giornali senza peraltro aver sentito il parere dei rappresentanti, provinciale e nazionale, della categoria interessata. Un' intervista radiofonica e un articolo apparso quando la questione era già stata risolta nelle sedi opportune. Un intervento incomprensibile, fatto fuori tempo e fuori luogo, senza rispettare le regole del gioco che impongono di sedersi insieme e cercare la soluzione migliore per il bene della comunità. Motivo per cui nel corso dell'ultima riunione di giunta ho revocato il bando di selezione che tanto ha fatto discutere. Una vicenda che nasce sostanzialmente da comportamenti del consigliere comunale Andrea Caprodossi che, evidentemente, è sempre più convinto che fare del bene alla città di Camerino significa fare polemica sui giornali – continua Pasqui - Sono stato contento di aver sentito l’intervista sul sito di RadioC1inBlu sia del presidente nazionale (senatore Mandelli) sia del presidente provinciale (il dott. Diomedi) dell'Ordine dei Farmacisti, che hanno espresso la stessa nostra convinzione. Tutti e tre siamo convinti che la farmacia è un bene che non deve esser venduto ma mantenuto, a differenza di quanto ha sempre sostenuto Caprodossi, anche a nome del Pd cittadino, dicendo che la farmacia va assolutamente venduta".
Con la celebrazione della Messa Crismale, in una cattedrale di Camerino gremita di giovani “cresimandi” provenienti dalle parrocchie della diocesi, l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha aperto i riti della Pasqua. Proprio ai ragazzi presenti, che “rappresentano le comunità da cui provengono”, mons. Brugnaro ha rivolto il suo primo saluto, invitandoli “in questo giorno particolare” a vivere un autentico, profondo momento di unità e di fraternità intorno al Signore Gesù.

“Cristiani non si nasce, ma bisogna diventarlo – ha continuato l'arcivescovo – lasciandosi istruire dallo Spirito Santo, che “istruì” Gesù sulla sua missione: essere a servizio del Padre e degli uomini suoi fratelli”.

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda l'istituzione del sacerdozio l'arcivescovo Francesco Giovanni, rivolgendosi ai sacerdoti, li ha esortati a “riscoprire il Concilio Vaticano II”, secondo l'invito di papa Francesco, abbandonando, nello spirito di un'autentica “conversione ecclesiale” la logica del “si è sempre fatto così”, a mettere i laici nella condizione di partecipare attivamente alla vita e alla missione della Chiesa, “soprattutto se guardiamo le nostre forze di preti e il nostro numero”, ad aiutare tutti, soprattutto i giovani, “a coltivare la fede con la Parola di Dio”. “Non tiriamo in ballo giustificazioni (età, fatica, numero) – ha concluso mons. Brugnaro - che piuttosto che mettere in evidenza le reali nostre difficoltà rivelano che nel nostro animo s’è posata la polvere d’una certa stanchezza o disperazione che ingiustamente facciamo ricadere sulla Parola di Dio, sulla Chiesa, sui tempi, sulla ragione identitaria della nostra missione di preti. Mai: né perché vecchi, né perché ammalati, né perché pochi smetteremo di essere un riferimento di Cristo e a Cristo Salvatore nella sua Chiesa”. Momento particolare della celebrazione la benedizione dell'olio degli infermi, dell'olio dei catecumeni e del crisma, olio misto a profumo utilizzato per l'unzione nel Battesimo, nella Cresima e nell'Ordine Sacro, consegnati al termine del rito ai vicari foranei.

Infine, il ricordo degli anniversari di sacerdotali, dei sacerdoti infermi e dei sacerdoti che nel corso dell'anno “ci hanno lasciati per celebrare la liturgia nel Paradiso”.
Anniversari sacerdotali
10 Don Antonio Malagisi (14 maggio), Don Noel Capadngan (2 settembre),
P. Giacomo Rotunno, O.F.M. Cap. (16 dicembre)
15 Don Daniele Cogoni (26 maggio)
20 Don Bruno Bua (13 luglio)
30 P. Igino Ciabattoni (25 febbraio)
40 P. Gianni Pioli (25 settembre)
45 P. Mario Riccitelli (14 marzo), Abate Luigi Rottini (27 marzo), Don Gilberto Spurio (14 agosto).
50 Mons. Luigi Verolini, Secondo Orazi, Ottaviano Tordini (19 marzo)
Don Sauro Venanzoni (3 luglio),
Card. Edoardo Menichelli (3 luglio)
p. Tommaso Bellesi, O.F.M. Cap. (23 ottobre).
55 p. Giovanni M. Leonardi, O.F.M. Cap.,
Don Pacifico Marinà (29 giugno),
Don Nazzareno Binanti (3 luglio), Don Candido Pelosi (13 agosto),
P. Michael Joseph Farrell (20 agosto).
60 p. Giuseppe Concetti, O.F.M. (29 giugno),
Don Umberto Silla (15 agosto).
65 Don Lino Valeri (29 giugno)
70 Don Luigi Angeloni (29 giugno).
Sacerdoti infermi
Don Lino Valeri, Don Umberto Silla, Don Raimondo Monti, Don Luigi Silenzi, Don Alberto Crovetti, Don Franco Altobelli, Don Ulderico De Ales, Don Egidio De Luca, Don Ermenegildo Cicconi, Don Giuseppe Giaché, Don Luigi Pistoni, Don Giovanni Traversi.
Defunti dell’anno
Don Pietro Furiassi (25 maggio 2015), Don Cesare Grasselli (23 agosto 2015), Don Luigi Cardarelli (17 novembre 2015).
Stava raggiungendo Camerino probabilmente per spacciare droga nella serata della movida universitaria, ma è incappato in un controllo dei Carabinieri ed è finito in manette. Si tratta di giovane disoccupato di Montecosaro, Federico Adami, 21 anni, trovato in possesso di una busta in cellophan, che aveva nascosto nelle parti intime, contenente 20 ovuli di hashish del peso di 10 grammi l’uno e altri cinque grammi di marijuana, che sono stati sequestrati. La successiva perquisizione domiciliare in casa del giovane ha portato alla scoperta di un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi ed un’agenda con vari nomi e numeri. Per il 21enne sono scattati i domiciliari. Ulteriori approfondimenti hanno fatto convergere le attenzioni verso un altro giovane, Leonardo Gaudenzi, 22enne di Montegranaro, conoscente dell’arrestato, ritenuto essere il fornitore della droga. Sospetti fondati perchè in un fondo agricolo di proprietà della famiglia del giovane, i militari hanno rinvenuto 11 sacchetti sottovuoto contenenti 510 ovuli di hashish, 19 panetti della stessa sostanza, un bilancino di precisione, alcuni telefoni cellulari e materiale per il confezionamento delle dosi. Anche per lui sono scattati gli arresti domiciliari.

Comune di Camerino sotto scacco. Da alcuni giorni nella città ducale non si parla che della bufera che sta colpendo il sindaco Gianluca Pasqui e il suo vice Roberto Lucarelli. Al punto che i consiglieri di minoranza, con un comunicato congiunto, hanno chiesto la convocazione urgente dell'assise comunale per avere chiarimenti sulla vicenda. A ciò si aggiunge la questione della farmacia comunale, dove – a detta del segretario Pd Andrea Caprodossi - “il criterio di valutazione del bando per l'assegnazione di posti di lavoro prevede quale requisito ai fini della selezione l'offerta di onorario più vantaggiosa”. Tanto che lo stesso Caprodossi parla di “farmacisti in saldo”, in ciò sostenuto anche da una nota del presidente provinciale dell'Ordine dei Farmacisti di Macerata Luciano Diomedi.

Alla nota il sindaco Pasqui decide di rispondere con il seguente comunicato:
Il presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Macerata – già consigliere nelle fila del Partito Democratico al Comune di Fermo - fa politica o persegue il bene della categoria che rappresenta? Non posso esimermi dal porre questa domanda dopo che ieri il presidente Diomedi ha mandato alle redazioni dei media locali un comunicato intorno alle ore 15,30, scrivendo in quelle stesse righe di aver inviato anche una lettera al sindaco e di non aver ricevuto ancora risposta. Peccato che quella lettera è arrivata in Comune, tramite PEC, alle ore 16,07 dello stesso giorno. Quindi ben oltre l’orario dell’invio del comunicato stampa e, soprattutto, in un lunedì pomeriggio quando il Palazzo Municipale è chiuso. Quando avrei dovuto rispondergli? O, forse, avrei dovuto avere la palla di vetro e preparare una risposta prima che mi venissero formulate le domande? Rilevo che l’intervento del presidente dell’Ordine dei Farmacisti è stato sollecitato, come si legge in articoli di stampa, anche da un consigliere comunale (ovviamente del PD e che ha talmente a cuore la Farmacia Comunale da volerla vendere). Intendo andare a fondo di questa vicenda e mi riservo ulteriori decisioni a tutela dell’istituzione che rappresento. Questa mattina, inoltre, ho cercato un appuntamento con il presidente nazionale dell’Ordine dei Farmacisti per segnalare l’accaduto.
In merito al bando contestato dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Macerata, infine, ricordo che la mia porta è sempre aperta. Sono pronto al dialogo e al confronto in qualsiasi momento, non ho alcun problema a fornire tutte le spiegazioni necessarie e, eventualmente, neanche a rivedere alcune decisioni. Tutto questo, però, nelle sedi istituzionali e non sulle pagine dei giornali, tanto care ai miei consiglieri di minoranza e ai loro amici.
Di sicuro non volevano recuperare gli anni di studio persi. Notte movimentata all'Ipia "Ercoli" di Camerino dove ignoti, approfittando del buio, hanno forzato prima una finestra, poi una porta e hanno fatto irruzione nell'edificio che ospita gli studenti dell'istituto professionale. I malviventi hanno messo a soqquadro alcune stanze in cerca di denaro e oggetti di valore, forzando anche i distributori automatici per l'erogazione di bevande e merendine, da cui sono stati trafugati soldi. La scoperta è stata fatta dai bidelli che, all'apertura della scuola, si sono accorti del raid ladresco ed hanno allertato i carabinieri di Camerino che stanno indagando sulla vicenda. Grande sorpresa e stupore anche per gli studenti che, comunque, hanno regolarmente continuato lo svolgimento delle lezioni.
Chiamatela, se volete, '' sindrome da fusione ''.
E' evidente che le '' Unioni Montane '' non funzionano, altrimenti no si capirebbe il perchè di tutta questa corsa alla '' Fusione ''
Camerino e il consiglio comunale hanno respinto la proposta del consigliere Tapanelli di una fusione e per questo i consiglieri di minoranza tornano '' all'attacco '' per precisare quanto segue:
''Con il presente comunicato, il gruppo consiliare Comunità e Territorio e il consigliere indipendente di minoranza Pietro Tapanelli intendono manifestare tutta la loro preoccupazione riguardo allamancata approvazione dell mozione presentata nell’ultimo consiglio comunale, volta proprio ad aprire un dialogo su un’ipotetica fusione tra alcuni comuni appartenenti all’Unione Montana “Marca di Camerino”.
Come già ampiamente spiegato dallo stesso consigliere presentatore, Pietro Tapanelli, e ribadito dal capogruppo di Comunità e Territorio Fabio Trojani, la mozione non era subitaneamente orientata alla fusione sic et simpliciter, ma indirizzata (testualmente) “ad avviare, anche in sede di Unione Montana, un serio confronto per elaborare una proposta di avvio del processo di fusione”.
Non c’era e non c’è alcuna volontà di imporre niente agli altri comuni né di inglobare altri enti, ma di analizzare seriamente, insieme a tutti gli attori interessati, gli innumerevoli benefici economici e tributari derivanti da un’aggregazione di enti locali, con l’obiettivo finale di creare un comune montano di fondamentamele impatto economico ed elettorale per l’intera Regione Marche.
Non a caso, a poca distanza dall’approvazione della legge di stabilità per il 2016 che incrementa i vantaggi scaturienti da tali processi, alcuni amministratori lungimiranti hanno accelerato proprio in questa direzione. Dati ufficiali del Ministero dell’Interno, e quindi non opinioni dei singoli consiglieri, dicono che non vi sono solo consistenti contributi per ben dieci anni e notevoli risparmi sulla spesa corrente, ma l’aspetto che dovrebbe far cambiare idea a Pasqui e soci è che c’è anche un importante alleggerimento della pressione fiscale di cui beneficerebbero tutti i cittadini.
Essere pro fusione non significa voler cancellare le realtà locali. Chi dice questo è in malafede e probabilmente non vuole abbandonare la poltrona dove siede da ormai troppo tempo. Essere a favore di tali aggregazioni significa capire le necessità dei territori montani e rilanciare uno sviluppo che rischiamo di vedere sempre più da lontano.
Tutto questo sembra non interessare a questa amministrazione, e a qualche altro grigio politicante montano, rischiando di fare perdere un treno che ora passa molto vicino e che, per essere preso, necessita solo di una volontà politica orientata allo sviluppo di un territorio montano sempre più isolato e martoriato da tagli indiscriminati.''
Andrea Caprodossi, Marco Fanelli, Pietro Tapanelli, Fabio Trojani.
