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Il ministro Bussetti non accoglie la richiesta di incontro con gli assessori Bravi e Sciapichetti e i sindaci del sisma.

  “Prendiamo atto con rammarico che il Ministro Bussetti in vista ad Ascoli il 9 maggio prossimo non ha intenzione di accogliere la nostra richiesta di incontro insieme ai sindaci delle zone colpite dal sisma per discutere di scuole e organici nel cratere”.

E’ quanto affermano l’assessore all’Istruzione Loretta Bravi e l’assessore alle Aree Interne e alla Protezione civile Angelo Sciapichetti che il 18 aprile scorso avevano scritto al Ministro dell’Istruzione facendosi tramite dei numerosi sindaci che li avevano contattati per sollecitare un incontro.

“Il problema degli organici è di prioritaria importanza e molto urgente – affermano ancora i due assessori -. Se vogliamo che le aree del terremoto tornino a vivere dobbiamo assicurare le scuole e gli insegnanti anche nei Comuni più piccoli e anche per pochi alunni. Va garantito il servizio per sostenere concretamente tutte quelle famiglie che vogliono tornare alle loro casa o che stanno per farlo e soprattutto va garantito il diritto dei loro figli all’istruzione”.

GS

Sul rinnovo per solo un anno dei vertici dell’Assm, intervengono anche gli ex assessori Alessandro Massi e Alessia Pupo: “Poco si comprende – commentano - la scelta di rinnovare il Cda solo per un anno a fronte della complessità delle operazioni e degli obiettivi che l’ASSM ha posto e sta ponendo per il prossimo futuro, così come confermato anche dal Sindaco l’altro ieri.

La nostra municipalizzata è un fiore all’occhiello della nostra città e non solo, fungendo da punto di riferimento nel territorio per i servizi e vanta un fatturato di ben 27 milioni di euro.

Ecco, quindi, che ci sembra poco lungimirante e poco utile la conferma per un solo anno degli organi direttivi (Presidente, Vice Presidente, Amministratore delegato e Consiglieri) mandando un messaggio poco confortante anche per chi opera come dipendente all’interno dell’azienda stessa, in quanto dovrà interfacciarsi con un Presidente ed un Amministratore Delegato che comunicheranno obiettivi limitati nel tempo.

La scelta politica fatta, desta il sospetto che sia dettata da motivazioni che poco c’entrano con la gestione di una azienda municipalizzata.

Da osservatori esterni emerge quasi una fiducia a tempo o meglio una velata sfiducia verso le figure apicali, le quali invece, poiché hanno ben operato, avrebbero potuto ottenere un mandato pieno con una conferma triennale, come per altro fatto in passato.

Al tempo stesso, ci viene altresì il sospetto (ci auguriamo smentito) che abbiano prevalso logiche da vecchia politica e che, quindi, in vista delle elezioni regionali, cui ambiscono oltre al Sindaco anche alcuni componenti della Giunta Comunale, si sia voluto tenere la porta aperta a future nomine ad usare i posti nel Cda come di oggetto di accordi elettorali all’interno della maggioranza.

Calcisticamente parlando, viene alla mente la figura di un allenatore che incita la squadra a dare tutto nel primo tempo, in quanto intenzionato a fare dei cambi nel secondo tempo.

Se non c’è fiducia si cambia – commentano - , senza portare avanti una azione politica e strategica limitata nel tempo e con poca convinzione.

Crediamo che i cittadini meritino chiarimenti – concludono - molto più approfonditi su quanto deciso da parte dell’Amministrazione Comunale e ci auguriamo che anche i vertici dell’ASSM facciano chiarezza su come intendono operare in questo anno di incarico”.

GS

Il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi rinnova il consiglio di Amministrazione dell’ASSM SpA di Tolentino per un solo anno e scatta la polemica da parte del Pd che in una nota scrive: “ Ovviamente appare impossibile verificare tra un anno i risultati delle attività messe in campo dall’azienda municipalizzata anche perché nessuno ha parlato dei traguardi che si intendono raggiungere, tranne la realizzazione di una misteriosa “prima tranche” del progetto delle Terme di Santa Lucia. Chissà che questa “prima tranche” sia riferita al fantomatico mega progetto presentato dalla maggioranza e dall’ASSM in campagna elettorale,che prevedeva la realizzazione di un mega resort a 5 stelle lusso con tanto di teleferica dalla stazione alle terme. A distanza di due anni dal roboante annuncio in campagna elettorale – commentano - non si è visto ancora nulla alle Terme di Santa Lucia e sicuramente non si vedrà nulla anche in futuro. Le vere ragioni per questo “mini-rinnovo” – aggiungono - hanno un significato molto chiaro: il commissariamento dell’ASSM da parte della maggioranza e quindi la resa dei conti. In barba all’indipendenza della società, necessaria per operare le scelte migliori per i cittadini, la maggioranza lancia un vero e proprio ultimatum ai vertici dell’azienda dal Presidente Stefano Gobbi, alla fedelissima Consigliera Rosalia Calcagnini (trasferita dal Comune alla ASSM con modalità a dir poco inusuali) fino all’Amministratore Delegato nonché Vice Presidente Graziano Natali. Come dire: “state attenti a fare quello che dico io altrimenti tra un anno tutti a casa!”.

GS

Con emozione e riconoscimento il sindaco di San Severino Rosa Piermattei ha inaugurato la nuova sede della protezione civile comunale, oggi pomeriggio. Un'opera attesissima, che mancava da due anni, realizzata dal dipartimento per oltre 142mila euro. Avrebbe dovuto essere presente il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, assente però per un grave lutto in famiglia. Al suo posto il dirigente Massimo La Pietra accompagnato dal dirigente regionale Davide Piccinini e dall'assessore regionale Angelo Sciapichetti. Prima del taglio del nastro, la santa messa e la benedizione del cardinale Edoardo Menichelli. "Rappresentare Borrelli in questa circostanza - ha affermato La Pietra - mi rende molto felice perché significa che siamo stati invitati a casa di qualcuno. E chi ha perso la casa sa che valore questo abbia. Essere a contatto coi volontari ci insegna sempre qualcosa e di questo vi ringrazio".

Anche il sindaco ha voluto dire grazie al gruppo comunale e a tutti quelli presenti oggi, oltre che ai tanti volontari di Croce Rossa, Ordine di Malta, Agesci Veneto e altri: "Siete stati sempre presenti, senza di voi non ce l'avremmo fatta. Il gruppo comunale poi, ci è stato sempre accanto, sono stati la nostra ombra, onnipresenti moralmente e materialmente. Centodieci persone rimaste senza un sede, qualcuno voleva lasciare peché senza aggregazione non si può fare attività, ma vi ho chiesto di pazientare e vi ringrazio per averlo fatto. In ultimo, un grazie va anche alle forze dell'ordine, ai Carabinieri che hanno lavorato tantissimo per garantire la nostra sicurezza".

g.g.

 

 

 

 

Querelle tra il sindaco di Camporotondo Emanuele Tondi e il presidente pro tempore del Parco dei Sibillini Alessandro Gentilucci. Tondi sostiene che il Parco sia invisibile, ma la risposta del presidente, più volte attaccato più o meno velatamente negli ultimi mesi, non si lascia attendere: "Dire che il Parco è invisibile ai più significa non voler vedere il grande lavoro che si è fatto in questi mesi. Comincio dalla fine: «il Parco sarebbe una risorsa immensa per il territorio», dice il sindaco. Mi permetto di correggerlo - risponde Gentilucci - e dire che il nostro Parco è una risorsa immensa per il territorio, senza condizionale. E non solo in riferimento alle gite scolastiche. Spiace che a dirlo sia un sindaco che dovrebbe manifestare, anche per la sua professione di geologo, un atteggiamento più consapevole su quel che dire riguardo al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Forse Tondi - aggiunge - ignora l’enorme lavoro svolto dai Centri di Educazione Ambientale (CEA) della Rete del Parco oltre che dalle guide del Parco. I soli CEA, prima del sisma, registravano circa 20mila presenze per gite e soggiorni di istruzione. L’area faunistica di Castelsantangelo sul Nera, resa inagibile dal sisma, permetteva di osservare varie specie animali con presenze, prima del sisma, piuttosto consistenti (circa 3mila studenti all’anno) e comunque in costante crescita". La diatriba è nata poiché una scolaresca di Caldarola è andata in gita al Parco d'Abruzzo che, secondo Gentilucci, nulla toglierebbe al Parco dei Sibillini che garantisce un’ampia offerta didattico ricreativa. "Recarsi in gita in un Parco è una cosa da apprezzare, anche se l’area protetta è diversa da quella più vicina. I Parchi non sono in competizione tra di loro - afferma - ma lavorano in rete, e la diffusione della cultura ambientale deve essere un obiettivo comune". Per riattivare i flussi del turismo scolastico, il Parco Nazionale dei Sibillini ha predisposto un progetto finanziato dal Comitato Sisma Centro Italia, che prevede l’organizzazione di educational tour per docenti che verranno ospitati nei mesi di giugno e settembre in vari centri del Parco. E relativamente alla segnaletica è da evidenziare che il Parco è tabellato sia nella perimetrazione, sia nelle principali vie di accesso. La rete sentieristica è descritta nel sito web: http://www.sibillini.net/chiedi_sibilla/sentieri/index.php dettagliatamente ed è possibile trovarvi le mappe della carta dei sentieri http://www.sibillini.net/il_parco/gps/index.php costantemente aggiornate. Oltre a tutto ciò, è stato da poco attivato un innovativo sistema informativo, l’Oracolo della Sibilla, una sorta di assistente virtuale in grado di fornire informazioni su misura per ogni esigenza di fruizione del Parco, totalmente progettato e realizzato da personale dell’Ente (https://www.regione.marche.it/News-ed-Eventi/Post/46044/L-Oracolo-della-Sibilla-da-interrogare-per-una-migliore-fruizione-del-parco). 

"Dire che il Parco è invisibile ai più significa non voler vedere il grande lavoro che si è fatto in questi mesi, significa non tener in alcun conto lo sforzo che si è fatto per cercare di mantenere viva una realtà, quella dei Sibillini, che con il sisma ha rischiato, e rischia ancora molto, in termini di futuro”.

Gaia Gennaretti

“Radici per il futuro”. Si chiama così la lista civica numero 2 di Monte San Martino guidata da Massimiliano Anselmi. “Il nostro - dice il candidato - è un programma che nasce dopo l’ascolto dei nostri cittadini ed è stato sviluppato in sinergia con tutti i componenti della lista. Il simbolo che raffigura le tre generazioni sotto l’arco del Tornello simboleggiano proprio l’impegno rivolto sia alle radici storico-culturali che al futuro delle nuove generazioni, alle quali vogliamo assicurare le migliori condizioni per una formazione di qualità e una crescita all’interno del paese. Abbiamo costruito una squadra aperta al confronto e siamo convinti che amministrare la cosa pubblica possa tradursi in nuovo sviluppo della nostra comunità, focalizzando l’attenzione nella visione d’insieme e del futuro, generando una nuova fase politica che si rivolga a tutti i cittadini ed in particolare alle fasce di età più deboli, alla creazione di nuova occupazione, ad azioni di contrasto all’erosione demografica, al fine di operare un cambio di prospettiva che da troppo tempo si sta aspettando. L’idea fondante della nostra iniziativa - prosegue - nasce dal prendere atto delle qualità e delle caratteristiche del nostro territorio, invertendo la scala dei valori economico - sociali che ci ha visti marginali nel modello di sviluppo fino ad ora dominante. Siamo convinti che le nostre peculiarità possono essere le carte vincenti in un nuovo sistema di crescita basato su: paesaggio, cultura, istruzione, arte, turismo, agricoltura e sostenibilità ambientale delle attività economiche pubbliche e private”. Quattro le macro-aree che compongono il programma: “La principale - dice Massimiliano Anselmi - è quella relativa allo sviluppo socioeconomico perché noi crediamo che per non far morire un territorio sia necessario investirci. Per questo bisogna attrarre risorse da fondi europei, da investimenti pubblici e privati, per creare nuovi posti di lavoro. La seconda priorità è legata al turismo che porta all’incremento di altre attività e maggiori ingressi nelle casse del Comune che si possono investire nel sociale. Vorremmo incentivare le famiglie a restare nel territorio - aggiunge - . Attenzione particolare poi all’ambiente con una già funzionale e funzionante raccolta differenziata da ristrutturare per aumentare la percentuale di riciclo. Un occhio di riguardo sarà rivolto al risparmio energetico. Anch’esso, se fatto con investimenti mirati, porterà ad avere introiti sostanziali all’interno delle casse dell’ente. Vogliamo investire nelle associazioni, vera vetrina del nostro territorio. Per questo motivo le quattro macro-aree del nostro programma sono tutte legate fra loro. La viabilità - conclude - merita un punto particolare, legato al mantenimento delle strade per evitare i disagi che ogni giorno ognuno di noi è costretto a vivere”. A sostenere Massimiliano Anselmi, saranno Gabriele Anselmi, Domenico Barchetta, Marco Callegaro, Jacopo Ciarrocchi, Albino Frattari, Cristiano Mattiacci, Maria Cristina Millozzi e Paolo Paciaroni.

GS

Recupero di refurtiva da parte dei militari della stazione di Caldarola comandati dal maresciallo maggiore Patrizio Tosti nel l’immediatezza di un furto avvenuto a Serrapetrona in un cantiere edile. Il furto è avvenuto il 18 aprile, il 24 il professionista, un idraulico, ha denunciato l’accaduto alla stazione di Caldarola e da lì si è scoperto che gli oggetti erano stati messi in vendita online. I militari sono risaliti al ricettatore e dal ricettatore al ladro. Il tutto è avvenuto nel giro di 4 giorni e il valore del materiale ammonta a circa 10mila euro. Due le persone denunciate, uno per ricettazione, un albanese residente ad Ancona, e uno per furto aggravato, un italiano di Fermo. Il comandante della compagnia, capitano Giacomo De Carlini, ha posto l'accento sull'importanza del dialogo fra cittadini, vittime di furti e reati in genere e Carabinieri: "Il dialogo e la condivisione sono fondamentali. Qualsiasi cosa, pure il dettaglio che può sembrare più sciocco per noi può essere utile alla risoluzione dei casi. Con la cooperazione delle persone possiamo riuscirsi addirittura in pochissime ore". E come nel caso specifico, l'imprenditore, dapprima preso dalla disperazione per aver perso del materiale fondamentale, potrà tornare serenamente a fare il suo lavoro. 
Gaia Gennaretti 

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Serata affollatissima al D Quadro di Camerino per la presentazione della lista “ Ripartiamoper Sandro Sborgia sindaco. Tracciate le linee direttrici della squadra, composta da otto uomini e quattro donne le cui motivazioni sono state singolarmente esposte, di seguito all’introduzione del candidato. Scelta combattuta e a lungo ragionata quella di impegnarsi costruttivamente a favore della comunità per Sandro Sborgia che, nel ripercorrerne all’indietro i passi, ha rivelato come decisiva, una frase pronunciata da Don Lorenzo Milani: “A che serve avere le mani pulite, se si tengono in tasca”. Proveniente da una brillante carriera militare esercitata ai massimi livelli nell’Arma, con una vita dedicata alle istituzioni e al servizio del Paese e della collettività, Sandro Sborgia si è trovato a riflettere sulla possibilità di essere utile alle persone di un territorio in cui vive da 25 anni, da dove è partito il suo lavoro e che racchiude tutti i suoi più profondi affetti e le sue amicizie. “Qui ho costruito la mia vita; qui è la mia famiglia e penso che quando le persone che ti stanno attorno ti chiedono un impegno, credo sia doveroso restituire quello che si è ricevuto e che forse nemmeno meritavi; è per questi motivi che ho deciso di accettare questa candidatura. Ho accettato di incamminarmi in questo percorso, innanzitutto a condizione di essere sganciato da qualsiasi tipo di appartenenza politica e che le persone con le quali avrei dovuto affrontare la sfida fossero scelte da me”.

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In un periodo storico in cui l’impegno richiesto, è molto più gravoso rispetto ad una situazione ordinaria di partecipazione alla vita cittadina, Sborgia ha spiegato che non è stato semplice trovare persone disposte a seguirlo, sacrificando affetti, famiglia, interessi, per una sfida che richiederà l’assunzione di grandi responsabilità: “Quello che è successo nel 2016 è qualcosa di drammatico ed è proprio con la responsabilità che sentiamo, consapevoli che quello che ci aspetta è un lavoro difficile e pieno di complicazioni che abbiamo deciso di metterci al servizio della comunità. Tutti i componenti la mia squadra hanno scelto come me di impegnarsi in questa avventura, di mettersi in gioco per il bene di questa comunità, spinti da una sola motivazione quella di partecipare, di donare, il proprio contributo per la rinascita di questo territorio e di Camerino. Abbiamo voluto chiamarci “Ripartiamo”, perché come voi, veniamo da un momento difficile ed è necessario che da questo momento noi ci risolleviamo, che ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo a ridare la speranza di una prospettiva che di sicuro, non sarà immediata e questo lo sappiamo tutti, però vogliamo donarvi qualcosa di noi, per fare in modo che le capacità della città e del territorio, comincino a riacquistare fiducia. Questo è il motivo che ci spinge, che sarà la guida e la forza che noi ci metteremo per poter restituire speranza alla città, al territorio, alla nostra gente, alle nostre famiglie. Oggi ognuno di noi si presenta qui con la sua storia, con caratteristiche proprie, fatte di pregi e difetti. Abbiamo delle idee e siamo pieni di orgoglio, di caparbietà e ostinazione, pieni di voglia di fare, consapevoli delle difficoltà e della responsabilità ma anche delle nostre capacità e della nostra determinazione. Questo è l'impegno che io prendo adesso formalmente con voi; nessuno ci potrà fermare nessuno ce lo impedirà; ognuno di noi si presenta con la sua competenza e la sua esperienza e insieme abbiamo la determinazione di poterci sedere ai tavoli che contano per far valere le nostre ragioni. Noi- ha ribadito Sborgia- non saremo assistiti da nessuno; ci presenteremo con le nostre caratteristiche e ci metteremo le nostre facce. E dovranno dialogare con noi perché rappresentiamo una comunità che non va ad elemosinare niente ad alcuno, ma che pretende il rispetto delle persone, il rispetto di una condizione drammatica che ci è caduta addosso e che pretende anche che sia riconosciuta la dignità delle persone normali che tranquillamente vivono con il loro lavoro con i loro problemi e lo pretendiamo. Ecco perché ho voluto dire che la parola d'ordine è “Discontinuità”. Dobbiamo uscire da un immobilismo che ha tante ragioni ma che purtroppo ha caratterizzato la vita di questi due anni e mezzo; dobbiamo uscire dall'improvvisazione e dalla mancanza di coraggio”. Come più volte annunciato, la ricostruzione è tra i primi obiettivi della lista “Ripartiamo”, non solo quella materiale degli edifici ma soprattutto quella sociale.” Occorre ristabilire un tessuto sociale, fatto di relazioni, di incontro, di condivisione. Ma per poter avviare una ricostruzione- ha sottolineato Sborgia- , a due anni e mezzo di distanza dal terremoto, non abbiamo ancora una situazione di quello che è il livello operativo del danno. Conosciamo  il livello del danno determinato dalle schede aedes che distingue in danno pesante o leggero ma, non sappiamo all'interno di questa categoria qual è il livello del danno in senso stretto.  Per poter far tornare ad abitare una casa, non sappiamo se l'abitazione necessita di essere abbattuta, di interventi pesanti o di interventi poco invasivi o magari di nulla.  Non lo sappiamo, perché per due anni e mezzo si è stati fermi a discutere se fosse meglio fare o non fare le perimetrazioni e credo che un’ amministrazione debba necessariamente prendersi la responsabilità di fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano. Il dovere di un amministratore è quello di assumersi le responsabilità, avere il coraggio di rispondere delle proprie scelte davanti alla popolazione; non può delegare altri a prendere scelte che gli sono proprie. Un amministratore è scelto ed eletto perché si assuma delle responsabilità e noi ce le assumeremo e del coraggio delle nostre scelte, giuste o sbagliate che siano, ne risponderemo davanti a tutti voi, dal primo all'ultimo. Quello che è certo  è che ascolteremo la voce di tutti e soprattutto degli ultimi;  ritengo che compito di un'amministrazione comunale sia quello di rendere sempre partecipe tutta la propria comunità.   I cittadini hanno diritto di essere informati e conoscere le scelte che un'amministrazione fa perchè le ricadute dei provvedimenti riguardano la loro vitaNon si può giocare con la vita delle persone;  qui abbiamo scherzato anche troppo e solo chi vive la condizione di sfollato, chi ha dovuto lasciare  la propria abitazione o i propri affetti più cari, può capire quali sono le difficoltà e il dolore che si prova. Noi questi sentimenti li abbiamo vissuti e vogliamo che siano giustamente rappresentati e soprattutto vogliamo e pretendiamo che siano rispettati da chiunque ha la responsabilità di governo: ho parlato di rilevamento operativo del danno- ha continuato Sborgia-  perché solo se sapremo quali sono le condizioni degli edifici del centro storico e delle frazioni e quelli che devono essere abbattuti o necessitano di interventi leggerii o pesanti che siano, solo una volta apprese queste informazioni, potremo immaginare di programmare un intervento all'interno del centro storico e delle frazioni, che purtroppo sappiamo essere complesso Una situazione complicata che però necessita di essere affrontata e ragionata e ha bisogno del concorso di professionalità tecniche e giuridiche  ed è per questo che io e la mia squadra ci presentiamo a voi con delle capacità mettendole a disposizione della collettività. E se la ricostruzione è  priorità, non dobbiamo dimenticare che abbiamo a che fare con un altro problema che è quello dello spopolamento che non è iniziato con il terremoto del 2016, ma era già partito nel 2011; il terremoto costituisce un fattore di accelerazione di quel processo e noi dobbiamo fermarlo, dobbiamo invertire la rotta perché, altrimenti, ci troveremo tra qualche anno sicuramente una città ricostruita bellissima forse anche più bella di quella di prima, ma vuota e morta e questo, non ce lo possiamo permettere. Prima di tutto occorre fermare il processo di spopolamento e creare  le condizioni perché si interrompa; l'amministrazione comunale deve creare le condizioni perché le famiglie e i giovani  di Camerino trovino nel nostro territorio la possibilità di poter organizzare e costruire una famiglia e di poter vivere in maniera serena; occorre  poter offrire ai nostri figli la prospettiva di una vita serena e Camerino queste potenzialità ce le ha sempre avute ed è una città sicuramente privilegiata rispetto a tante altre parti d'Italia e noi dobbiamo sfruttare queste potenzialità.   Occorre  anche pensare al concetto di impresa che non è qualcosa che appartiene solo al proprietario e all'imprenditore; l'impresa è un bene sociale è il patrimonio di una comunità è patrimonio di tutti le imprese vanno salvaguardate vanno supportate e, l'amministrazione comunale ha il dovere di attivarsi perché chiunque abbia deciso di rischiare del proprio in questo territorio abbia però allo stesso tempo le condizioni per poterlo fare e le condizioni per poter restare.  Questo può ottenersi assicurando funzionalità dei servizi, sollecita definizione e snellimento delle attività burocratiche, ragionando sui tributi o operando una fiscalità di favore. Ma Camerino e questo territorio hanno anche l'università, il bene più prezioso, da salvaguardare con le unghie e con i denti.  L'università è Camerino e, Camerino è  l'università;  io non mi risparmierò mai nel dire che le due entità non sono e non debbono essere  due cose separate ma, sopravvivono l'una se sopravvive l'altra,  per questo  è necessario che coloro i quali hanno delle responsabilità, gli amministratori comunali e il magnifico rettore,  necessariamente si siedano attorno a un tavolo per  instaurare un dialogo;  devono pensare che il bene assoluto è la comunità e devono operare per la comunità. L'amministrazione comunale deve predisporre gli strumenti perché l'università sia attrattiva, creando le condizioni perché gli studenti, primi fruitori dell'ateneo, trovino nel territorio di Camerino la possibilità di poter venire a studiare,  per vivere appieno il loro ciclo di studi e perché no, anche fermarsi a vivere in città una volta completata la formazione. E'  necessario però che l'ateneo sia  più integrato con il tessuto economico di questo territorio e, a parer mio, deve entrare nelle aziende; l'università deve poter portare quel bagaglio di ricerca conoscenza e sviluppo di cui le aziende hanno bisogno per poter rimanere sul mercato e poi poter crescere. In  tutto questo, l' amministrazione  può  e deve giocare un ruolo principale da primo attore, non da solo da spettatore.  Mi riferisco in particolare ad esempio al settore agricolo, oggi uno dei settori trainanti in grado di offrire le maggiori possibilità e prospettive di sviluppo. Proprio attraverso l'università, noi abbiamo la possibilità  di entrare all'interno delle aziende, supportare e assicurare quel sostegno di cui le aziende hanno bisogno;  attraverso l'università è dunque possibile  esaltare i tratti distintivi dei nostri prodotti e poter cercare di innestare un circuito virtuoso che fa sì che i nostri prodotti possano ottenere anche dei riconoscimenti, come la tutela del marchio e, diventare sempre più  attrattivi sul mercato. Queste sono le principali direttrici sulle quali noi intendiamo muoverci".

Sono poi seguiti gli interventi stimolanti di tutti i candidati della squadra, presentatisi ufficialmente alla comunità, con l'entusiasmo delle loro proposte.

Di "Ripartiamo" fanno parte: Marco Fanelli, Lucia Jajani, Vincenzo Luzi, Luca Marassi, Marco Marsili, Anna Ortenzi, Maria Giulia Ortolani, Riccardo Pennesi, Giovanna Sartori, Roberto Scalla, Stefano Sfascia, Sauro Tromboni.  

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Due manifestazioni, una il 18 maggio, l’altra il 1 giugno.

Due visioni diverse per un unico interesse: quello di smuovere la politica nazionale affinché avvenga finalmente un cambio di marcia sulla ricostruzione che non parte. 

Se da un lato regna il nulla cosmico, con un modello di ricostruzione che a stento sta funzionando dove il terremoto non ha portato una completa distruzione e dove non parte affatto nei comuni più vicini agli epicentri, e con un governo che ad oggi poco o nulla ha fatto per dare una svolta, dall’altro l’alto anche i comitati che dovrebbero fare gli interessi dei cittadini terremotati stanno generando confusione e soprattutto divisione.

“Dividi et impera”, motto attribuito a Filippo il Macedone, sta evidentemente funzionando: due gruppi differenti di comitati che organizzano due manifestazioni a Roma.

E il rischio, manco a dirlo, è che si vada nella Capitale con numeri ben inferiori alle aspettative provocando l’effetto contrario a quello sperato.

Eppure, pare che le visioni siano troppo diverse e non conciliabili: chi la vuole il 18 maggio è per farsi sentire anche dai candidati (alle comunali e soprattutto alle europee), come se le promesse fatte nella precedente campagna elettorale non siano bastate a comprendere l’antifona; chi la vuole il 1 giugno è per l’esatto opposto: evitare strumentalizzazioni da campagna elettorale e vane promesse. 

Intanto per la prima manifestazione in programma, organizzata dal coordinamento Terremoto Centro Italia, c’è già un orario e un luogo di ritrovo: 18 maggio ore 9:30 in piazza Del Popolo a Roma. La manifestazione inizierà alle 10. 

Dall’altra parte c’è chi tenta ancora di unire, e sulla pagina La Voce dei Terremotati, l’appello ancora una volta a protestare tutti insieme: “La scelta fatta di manifestare dopo le elezioni, scaturisce esclusivamente dal fatto che una manifestazione a ridosso di elezioni europee ma soprattutto amministrative in diversi comuni del cratere, non può non creare strumentalizzazioni politiche e elettorali.

Dopo la nostra decisione, peraltro presa durante 2 riunioni fatte a Roccafluvione alle quali tutti erano invitati, altri, qualche giorno dopo che avevamo indicato la data del primo di giugno, hanno indetto una manifestazione per il 18 maggio insieme alla CGIL, ad una settimana dal voto. 

Detto ciò - si legge ancora - chiediamo ancora una volta di spostare quella data e di farla insieme a noi il primo di giugno. I sindacati possono benissimo partecipare anche dopo le elezioni, se veramente lo fanno per noi e non per scopi politici. Protestiamo tutti insieme, una due, tre, quattro volte. Fin quando non otterremo risultati”.

Oggi, peraltro, è in programma una riunione per l’organizzazione di questa manifestazione a Campi di Norcia ma pare che a qualcuno la cosa sia davvero poco gradita: “Mesi fa, molti su questa pagina si lamentavano che non si organizzava una protesta. L'abbiamo organizzata e subito dopo ne hanno organizzata una ancor prima di quella che abbiamo organizzato noi.

Decidiamo un incontro per oggi alle 17 a Campi di Norcia per illustrare a tutti la nostra proposta, ed ecco che qualche ora dopo, gli organizzatori della protesta del 18, organizzano sempre per oggi alla stessa ora, un incontro a Roma per discutere della loro manifestazione. Qualche dubbio può  venire, no?”.

Insomma, casualità o boicottaggio? Sta di fatto che sarebbe molto più utile (e si farebbe anche una più bella figura) se ci si mettesse d’accordo e si organizzasse una manifestazione che non divida ma che, finalmente, unisca.

 

Gaia Gennaretti

Finalmente pronta la nuova sede della protezione civile di San Severino. Insieme al sindaco Rosa Piermattei, è prevista la partecipazione del capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. La cerimonia è in programma per oggi pomeriggio e sarà preceduta da una vera e propria festa di piazza che coinvolgerà i tantissimi volontari che hanno prestato aiuto ed assistenza alla popolazione settempedana in occasione del terremoto dell’ottobre 2016. Borrelli, accompagnato da Piermattei, accoglierà in piazza Del Popolo, a partire dalle 15, referenti e delegati delle associazioni e dei gruppi comunali di Protezione Civile. Alle 16, nella chiesa di San Domenico, sarà celebrata una santa messa presieduta dal cardinale Edoardo Menichelli. A seguire benedizione dei mezzi di Protezione Civile. Poi, alle 17:30 ci si trasferirà in via Brodolini per l’inaugurazione della nuova sede del gruppo comunale.

Si tratta di una struttura temporanea di circa 110 metri quadrati costata oltre 142mila euro, destinata ad accogliere tre uffici, una sala riunioni, un archivio oltre ai locali per i servizi. Il prefabbricato, installato nel piazzale antistante i magazzini comunali dell’ufficio Manutenzioni, presso l’ex mattatoio, consentirà di dare  continuità alle funzioni municipali di Protezione Civile. Sono attesi gruppo dall'Emilia Romagna, l'incaricato regionale al settore protezione civile di Agesci Veneto, Enrico Bonato e tantissimi altri gruppi locali e non solo. 
Gaia Gennaretti 

 

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