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“Siamo estremamente felici di accogliere ed ospitare la prima tappa di RisorgiMarche 2019 a Poggio San Romualdo, all’interno del nostro Parco”.
Queste le parole del direttore del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, Massimiliano Scotti.
“Come per altre tappe, l’evento è caratterizzato da un'attenzione elevata verso la minimizzazione degli impatti e la marcata sostenibilità. L’attenzione degli organizzatori rispetto all’ambiente è massima, ne abbiamo già avuto prova e lo abbiamo potuto constatare negli incontri organizzativi che si sono svolti e nella qualità della documentazione scientifica presentata a supporto dell'iniziativa. Anche il Comitato Tecnico Scientifico del Parco, chiamato ad esprimersi in situazioni simili, ha apprezzato gli sforzi dell’organizzazione,
segno di una consapevolezza sempre maggiore da parte di tutti nei confronti delle risorse naturali che sono beni preziosi, da utilizzare ma anche da restituire ai nostri figli e nipoti, perché possano goderne con attenzione, rispetto e sensibilità - sottolinea Il direttore del Parco - .
Siamo certi che i cittadini sapranno vivere la musica e la natura in modo consapevole, con gioia e rispetto. Proprio perché RisorgiMarche è un momento di entusiasmo, emozione e senso di comunità. E’ nel camminare insieme nella natura, godendo di quello che abbiamo attorno a noi, e stando insieme con la musica ed artisti di fama internazionale, che si ritrova l’unione e la volontà di far rinascere la nostra terra, capita dal terremoto, con un’anima più forte, consapevole e viva".
GS
Queste le parole del direttore del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, Massimiliano Scotti.
“Come per altre tappe, l’evento è caratterizzato da un'attenzione elevata verso la minimizzazione degli impatti e la marcata sostenibilità. L’attenzione degli organizzatori rispetto all’ambiente è massima, ne abbiamo già avuto prova e lo abbiamo potuto constatare negli incontri organizzativi che si sono svolti e nella qualità della documentazione scientifica presentata a supporto dell'iniziativa. Anche il Comitato Tecnico Scientifico del Parco, chiamato ad esprimersi in situazioni simili, ha apprezzato gli sforzi dell’organizzazione,
segno di una consapevolezza sempre maggiore da parte di tutti nei confronti delle risorse naturali che sono beni preziosi, da utilizzare ma anche da restituire ai nostri figli e nipoti, perché possano goderne con attenzione, rispetto e sensibilità - sottolinea Il direttore del Parco - .
Siamo certi che i cittadini sapranno vivere la musica e la natura in modo consapevole, con gioia e rispetto. Proprio perché RisorgiMarche è un momento di entusiasmo, emozione e senso di comunità. E’ nel camminare insieme nella natura, godendo di quello che abbiamo attorno a noi, e stando insieme con la musica ed artisti di fama internazionale, che si ritrova l’unione e la volontà di far rinascere la nostra terra, capita dal terremoto, con un’anima più forte, consapevole e viva".
GS
Con l’inizio della stagione estiva e del divertimento dei giovani, sempre alla ricerca di feste e attività, soprattutto lungo la costa, torna l’attenzione al problema dell’alcool e delle droghe.
“Alza la testa...non il gomito”, il progetto attuato dalla Cooperativa Sociale PARS “Pio Carosi” Onlus, in collaborazione con il Dipartimento per le Dipendenze patologiche dell’Area Vasta 3 di Civitanova Marche, scende in campo anche quest’anno.
Una idea volta alla prevenzione del disagio giovanile, nei diversi contesti di svago. Si rivolge a tutti i giovani che frequentano discoteche, pub, feste, lungomare della riviera marchigiana per informarli e sensibilizzarli riguardo i vari rischi legati all'uso e abuso di alcool e droghe.
L’équipe che realizza le diverse iniziative è composta da “operatori di strada” della PARS che si confrontano con i giovani negli eventi estivi della zona e fuori dalle discoteche per spiegare i rischi ed i danni dell’uso ed abuso di alcool e droghe, scegliendo strategie comunicative efficaci e mirate per diffondere una cultura della prevenzione e promozione della salute.
Negli stand allestiti, gli operatori interagiscono con i giovani somministrando test, offrendo opuscoli informativi, gadgets accattivanti ed originali, allestendo una piccola area relax all'interno dello stand e, soprattutto, offrendo la possibilità di effettuare il test dell’etilometro per esaminare il tasso alcolemico ed eventualmente valutare gli effetti subiti, al fine di dissuadere ad una eventuale guida in condizioni di rischio .
“La realizzazione del progetto – spiegano - è resa possibile grazie alla sinergia fra operatori pubblici, operatori della Cooperativa Sociale, Amministrazioni Comunali delle località coinvolte e gestori dei locali , che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa”.
GS
“Alza la testa...non il gomito”, il progetto attuato dalla Cooperativa Sociale PARS “Pio Carosi” Onlus, in collaborazione con il Dipartimento per le Dipendenze patologiche dell’Area Vasta 3 di Civitanova Marche, scende in campo anche quest’anno.
Una idea volta alla prevenzione del disagio giovanile, nei diversi contesti di svago. Si rivolge a tutti i giovani che frequentano discoteche, pub, feste, lungomare della riviera marchigiana per informarli e sensibilizzarli riguardo i vari rischi legati all'uso e abuso di alcool e droghe.
L’équipe che realizza le diverse iniziative è composta da “operatori di strada” della PARS che si confrontano con i giovani negli eventi estivi della zona e fuori dalle discoteche per spiegare i rischi ed i danni dell’uso ed abuso di alcool e droghe, scegliendo strategie comunicative efficaci e mirate per diffondere una cultura della prevenzione e promozione della salute.
Negli stand allestiti, gli operatori interagiscono con i giovani somministrando test, offrendo opuscoli informativi, gadgets accattivanti ed originali, allestendo una piccola area relax all'interno dello stand e, soprattutto, offrendo la possibilità di effettuare il test dell’etilometro per esaminare il tasso alcolemico ed eventualmente valutare gli effetti subiti, al fine di dissuadere ad una eventuale guida in condizioni di rischio .
“La realizzazione del progetto – spiegano - è resa possibile grazie alla sinergia fra operatori pubblici, operatori della Cooperativa Sociale, Amministrazioni Comunali delle località coinvolte e gestori dei locali , che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa”.
GS
Controlli straordinari per reprimere i reati contro il patrimonio. Nella mattinata di ieri il Comando Compagnia di Macerata è stato impegnato in un’operazione finalizzata proprio a prevenire e reprimere reati contro il patrimonio, in particolare furti e rapine, nonché assicurare regolari spostamenti dei vacanzieri soprattutto sulle principali strade. Sono stati impiegati militari delle stazioni di Montefano e Montecassiano, e della Stazione di Macerata e del Nucleo operativo e radiomobile per la città di Macerata ed immediata periferia. Alo scopo di assicurare maggior dinamismo, è stata impiegata una pattuglia in moto della sezione Radiomobile che ha percorso anche le vie del centro.
Ad assicurare anche un controllo dall’ ”alto”, è intervenuto l’elicottero del 5° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pescara che ha sorvolato la città di Macerata, l’immediata periferia e la zona di Sambucheto di Montecassiano, in particolare la statale Regina.
Nel corso del servizio, è stato eseguito anche un controllo presso abitazioni per verificare l’effettiva residenza degli occupanti, in particolare di extracomunitari, e vigilare su eventuali situazioni di sovraffollamento di persone all’interno di immobili, di concerto con personale della Polizia Locale di Macerata con cui vi è una sinergica collaborazione.
Sono stati impiegati 10 uomini, controllati 50 utenti e 47 veicoli nonché elevate alcune contravvenzioni al C.d.S.
I controlli proseguiranno per l’intero arco estivo.
g.g.
Ad assicurare anche un controllo dall’ ”alto”, è intervenuto l’elicottero del 5° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pescara che ha sorvolato la città di Macerata, l’immediata periferia e la zona di Sambucheto di Montecassiano, in particolare la statale Regina.
Nel corso del servizio, è stato eseguito anche un controllo presso abitazioni per verificare l’effettiva residenza degli occupanti, in particolare di extracomunitari, e vigilare su eventuali situazioni di sovraffollamento di persone all’interno di immobili, di concerto con personale della Polizia Locale di Macerata con cui vi è una sinergica collaborazione.
Sono stati impiegati 10 uomini, controllati 50 utenti e 47 veicoli nonché elevate alcune contravvenzioni al C.d.S.
I controlli proseguiranno per l’intero arco estivo.
g.g.
“Mi commossi quando mi dissero che sarei diventato vescovo. In 25 anni la mia preoccupazione sono state le vocazioni e imparare ad essere padre”. Queste le parole del cardinale Edoardo Menichelli che ieri, nella chiesa della Madonna dei Lumi, ha celebrato la messa per i suoi 25 anni di episcopato.
A nominare vescovo Sua Eminenza Menichelli è stato, 25 anni fa, san Giovanni Paolo II il 14 giugno 1994. La sua ordinazione avvenne nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e il suo primo incarico fu quello di arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto. L’8 gennaio del 2004 quello stesso pontefice lo trasferì alla diocesi di Ancona-Osimo e nel 2015, precisamente il 4 gennaio, papa Francesco lo ha nominato cardinale.
Presenti alla celebrazione il sindaco Rosa Piermattei e il vicesindaco Vanna Bianconi insieme all’assessore Tarcisio Antognozzi.
“In questo giorno - ha detto Menichelli nel corso della sua omelia - rivivo quanto successo il giorno della mia ordinazione, e medito anche su quanto successo in questi 25 anni. Prego perché il Signore dia a tanti altri, secondo la sua volontà, questa grazia particolare che è così piena di responsabilità. Mi commossi quando il cardinale Silvestrini mi disse che sarei diventato vescovo”.
La crisi delle vocazioni, la cura spirituale delle persone, imparare ad essere un padre per i fedeli. Questi sono gli impegni e le preoccupazioni dell’episcopato di Menichelli.
“Ciò che più impegna un Pastore - ha detto - è vivere in comunione con la Chiesa, sapere di dover parlare non di cose tue ma di cose di Gesù Cristo. Io non ho fatto miracoli per i malati e gli infermi ma c’è una guarigione spirituale per cui serve fede e pazienza di ascoltare chi ha dentro di sé delle ferite. Non ho mai comandato - ha aggiunto - ma sempre servito. Il vescovo deve imparare ad essere padre con l’aggravante che lui deve custodire tutto dentro di sé. Una delle preoccupazioni sono state le vocazioni. Perché una Chiesa che non è feconda non è una Chiesa”. Un ringraziamento anche e soprattutto alla famiglia che si è preso cura di lui in tutti questi anni: “Un vescovo ha bisogno di essere custodito e la salvaguardia più grande viene dalla mia famiglia. Se gli ho dato fastidio, se gli ho dato poco, gli chiedo perdono ma li ringrazio per avermi dato questa custodia”.
Gaia Gennaretti
A nominare vescovo Sua Eminenza Menichelli è stato, 25 anni fa, san Giovanni Paolo II il 14 giugno 1994. La sua ordinazione avvenne nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e il suo primo incarico fu quello di arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto. L’8 gennaio del 2004 quello stesso pontefice lo trasferì alla diocesi di Ancona-Osimo e nel 2015, precisamente il 4 gennaio, papa Francesco lo ha nominato cardinale.
Presenti alla celebrazione il sindaco Rosa Piermattei e il vicesindaco Vanna Bianconi insieme all’assessore Tarcisio Antognozzi.
“In questo giorno - ha detto Menichelli nel corso della sua omelia - rivivo quanto successo il giorno della mia ordinazione, e medito anche su quanto successo in questi 25 anni. Prego perché il Signore dia a tanti altri, secondo la sua volontà, questa grazia particolare che è così piena di responsabilità. Mi commossi quando il cardinale Silvestrini mi disse che sarei diventato vescovo”.
La crisi delle vocazioni, la cura spirituale delle persone, imparare ad essere un padre per i fedeli. Questi sono gli impegni e le preoccupazioni dell’episcopato di Menichelli.
“Ciò che più impegna un Pastore - ha detto - è vivere in comunione con la Chiesa, sapere di dover parlare non di cose tue ma di cose di Gesù Cristo. Io non ho fatto miracoli per i malati e gli infermi ma c’è una guarigione spirituale per cui serve fede e pazienza di ascoltare chi ha dentro di sé delle ferite. Non ho mai comandato - ha aggiunto - ma sempre servito. Il vescovo deve imparare ad essere padre con l’aggravante che lui deve custodire tutto dentro di sé. Una delle preoccupazioni sono state le vocazioni. Perché una Chiesa che non è feconda non è una Chiesa”. Un ringraziamento anche e soprattutto alla famiglia che si è preso cura di lui in tutti questi anni: “Un vescovo ha bisogno di essere custodito e la salvaguardia più grande viene dalla mia famiglia. Se gli ho dato fastidio, se gli ho dato poco, gli chiedo perdono ma li ringrazio per avermi dato questa custodia”.
Gaia Gennaretti
VIDEO: Le immagini degli smottamenti a Pollenza
09 Lug 2019
Le immagini degli smottamenti da Pollenza. Alberi e tanta acqua cadute in queste ore. Il video di Stefano Perucci.
L'estate dei giorni scorsi è stata squarciata, nel tardo pomeriggio di oggi, da un forte vento e da tanta pioggia che hanno interessato l'intera provincia. Erano da poco passate le 18 quando ha cominciato a piovere e la furia dell'acqua e del vento, ha abbattuto diversi alberi.
A Macerata, in uscita dalla città, lungo la strada provinciale che, passando per Rotelli, conduce a Passo di Treia sono caduti alberi e grossi rami sulla strada. Così come lungo la Carrareccia tra Sforzacosta e Piediripa.
In alcuni punti gli automobilisti si sono fermati per spostare le piante dalla carreggiata.
Disagi anche a Tolentino per strade allagate e per dei rami caduti nel tratto di strada che dalla città conduce in contrada Le Grazie.
Lungo la superstrada Valdichienti, paura per gli automobilisti che viaggiavano in direzione monti: tra Morrovalle e Corridonia, infatti, un grosso albero è caduto sulla carreggiata.
Problemi anche alla Rotopress di Loreto, che si occupa della stampa dei giornali, per l'allagamento di alcuni stabili e per la mancanza di energia elettrica.
Gaia Gennaretti

Tolentino


Chiesanuova

Chiesanuova

Appignano
Recanati
A Macerata, in uscita dalla città, lungo la strada provinciale che, passando per Rotelli, conduce a Passo di Treia sono caduti alberi e grossi rami sulla strada. Così come lungo la Carrareccia tra Sforzacosta e Piediripa.
In alcuni punti gli automobilisti si sono fermati per spostare le piante dalla carreggiata.
Disagi anche a Tolentino per strade allagate e per dei rami caduti nel tratto di strada che dalla città conduce in contrada Le Grazie.
Lungo la superstrada Valdichienti, paura per gli automobilisti che viaggiavano in direzione monti: tra Morrovalle e Corridonia, infatti, un grosso albero è caduto sulla carreggiata.
Problemi anche alla Rotopress di Loreto, che si occupa della stampa dei giornali, per l'allagamento di alcuni stabili e per la mancanza di energia elettrica.
Gaia Gennaretti

Tolentino


Chiesanuova

Chiesanuova

Appignano
Recanati
Si è tenuta domenica scorsa la seconda edizione del memorial “Dal Gemmo al Gran Sasso”, manifestazione fortemente voluta ed egregiamente organizzata del gruppo ciclistico AVDP Alta Valle del Potenza, in collaborazione con M.C.C. Matelica, con partenza da Pioraco ed arrivo a Rigopiano.
Una lunga e faticosa pedalata che unisce simbolicamente le nostre montagne marchigiane a quelle abruzzesi, per onorare e ricordare le vittime dell’hotel Rigopiano.
Una giornata in cui l’agonismo è stato messo da parte, una manifestazione che ha visto impegnati numerosi ciclisti, i quali hanno pedalato per ricordare, per esortare l’aiuto di qualcuno più in alto di noi, per
chiedere giustizia per il nostro Emanuele e per le altre 28 persone innocenti, che come lui hanno perso la vita ingiustamente in questa assurda tragedia.
Non soltanto, quindi, una pedalata molto impegnativa, ma un vero pellegrinaggio e una giornata sportiva di grande significato, come ha precisato il delegato della Federazione Ciclistica Italiana e del Comitato Regionale Marche, presente alla commemorazione.
Agli organizzatori, ai ciclisti, a tutti coloro che erano presenti e a chi, lo era con il cuore, giunga la nostra immensa gratitudine per l’affetto e la vicinanza dimostrati alla nostra famiglia e a tutti gli altri familiari delle vittime.
Un sentito ringraziamento anche all’Unione Sportiva di Lanciano per aver accolto, anche quest’anno, l’invito ad organizzare l’evento parallelo “Dalla Maiella al Gran Sasso”.
Nonostante stremati per la fatica e per il gran caldo, i ciclisti si sono uniti tutti al totem per un momento di preghiera, commossi, ma orgogliosi di aver partecipato con un unico grande intento: gli angeli di Rigopiano sempre nel cuore e mai più tragedie che si possono e si debbono evitare!

Una lunga e faticosa pedalata che unisce simbolicamente le nostre montagne marchigiane a quelle abruzzesi, per onorare e ricordare le vittime dell’hotel Rigopiano.
Una giornata in cui l’agonismo è stato messo da parte, una manifestazione che ha visto impegnati numerosi ciclisti, i quali hanno pedalato per ricordare, per esortare l’aiuto di qualcuno più in alto di noi, per
chiedere giustizia per il nostro Emanuele e per le altre 28 persone innocenti, che come lui hanno perso la vita ingiustamente in questa assurda tragedia.
Non soltanto, quindi, una pedalata molto impegnativa, ma un vero pellegrinaggio e una giornata sportiva di grande significato, come ha precisato il delegato della Federazione Ciclistica Italiana e del Comitato Regionale Marche, presente alla commemorazione.
Agli organizzatori, ai ciclisti, a tutti coloro che erano presenti e a chi, lo era con il cuore, giunga la nostra immensa gratitudine per l’affetto e la vicinanza dimostrati alla nostra famiglia e a tutti gli altri familiari delle vittime.
Un sentito ringraziamento anche all’Unione Sportiva di Lanciano per aver accolto, anche quest’anno, l’invito ad organizzare l’evento parallelo “Dalla Maiella al Gran Sasso”.
Nonostante stremati per la fatica e per il gran caldo, i ciclisti si sono uniti tutti al totem per un momento di preghiera, commossi, ma orgogliosi di aver partecipato con un unico grande intento: gli angeli di Rigopiano sempre nel cuore e mai più tragedie che si possono e si debbono evitare!

I video della festa di Edilcasa Caccamo
09 Lug 2019
Il servizio video con le immagini e le dichiarazioni della festa che si è svolta sabato scorso all'Edilcasa Caccamo.
GS
GS
Era costretta a vivere tra i rifiuti l’anziana liberata dalla Polizia Locale di Tolentino.
Da tempo nessuno aveva più sue notizie fino a quando le voci non sono arrivate alle orecchie della Polizia Locale tolentinate che si è attivata mettendo in atto una serie di verifiche in stretta sinergia con i Servizi Sociali del Comune di Tolentino.
È la triste storia di una anziana signora di 87 anni che, stando a quanto si legge in una nota del Comune, ormai da lungo tempo viveva segregata in casa dal figlio che avrebbe invece dovuto prendersi cura di lei.
A seguito di una segnalazione, gli agenti della Polizia Locale hanno fatto delle indagini e con le colleghe assistenti sociali si sono attivati per un primo sopralluogo nell’abitazione dove la signora risultava residente insieme al figlio di 60 anni.
Dopo una certa reticenza, l’uomo è stato convinto a far entrare in casa un agente della Polizia Locale e un assistente sociale che, già ispezionando l’esterno dell'abitazione, avevano subito accertato una vera e propria discarica domestica a cielo aperto con rifiuti di ogni tipo abbandonati in grandi cumoli, in parte coperti dalla folta vegetazione. Ma la scoperta più dolorosa è stata fatta durante la "visita" all'anziana signora; lo spettacolo che si è presentato davanti agli occhi degli uomini della Polizia Locale è stato agghiacciante.
“La casa – prosegue la nota - era ormai un ricettacolo d'insetti con odori nauseabondi, immondizia stipata ovunque e sporcizia che andava ad occultare addirittura il pavimento e finestre che davano l'impressione di non essere mai state aperte da anni. Senza contare le feci dei numerosi animali domestici costretti altresì a nutrirsi degli stessi rifiuti presenti.
Come se tutto ciò non bastasse, il figlio, per cercare di "ripulire" l'abitazione in fretta e furia, avrebbe gettato sul pavimento diversi litri di ammoniaca, i cui vapori, complici le finestre chiuse, stavano creando una situazione di imminente pericolo per l'anziana”.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118 che hanno ricoverato l’anziana visibilmente disidratata.
"Una brutta situazione – commenta il Comandante David Rocchetti che ha coordinato l’operazione - scoperta grazie alle segnalazioni di chi non vedeva più in giro l’anziana signora e che fortunatamente, grazie alle indagini e al pronto intervento della Polizia Locale, congiuntamente al personale dei Servizi Sociali, ha consentito di soccorrere la donna che ora si sta riprendendo e mostra segnali di miglioramento. Mi complimento con tutti i colleghi che, senza perdere tempo sono intervenuti e con uno stratagemma sono riusciti ad accedere nell’abitazione, fino a raggiungere la camera dove era stata rinchiusa l’anziana in evidente stato di abbandono, evitando conseguenze ben più gravi."
GS
Da tempo nessuno aveva più sue notizie fino a quando le voci non sono arrivate alle orecchie della Polizia Locale tolentinate che si è attivata mettendo in atto una serie di verifiche in stretta sinergia con i Servizi Sociali del Comune di Tolentino.
È la triste storia di una anziana signora di 87 anni che, stando a quanto si legge in una nota del Comune, ormai da lungo tempo viveva segregata in casa dal figlio che avrebbe invece dovuto prendersi cura di lei.
A seguito di una segnalazione, gli agenti della Polizia Locale hanno fatto delle indagini e con le colleghe assistenti sociali si sono attivati per un primo sopralluogo nell’abitazione dove la signora risultava residente insieme al figlio di 60 anni.
Dopo una certa reticenza, l’uomo è stato convinto a far entrare in casa un agente della Polizia Locale e un assistente sociale che, già ispezionando l’esterno dell'abitazione, avevano subito accertato una vera e propria discarica domestica a cielo aperto con rifiuti di ogni tipo abbandonati in grandi cumoli, in parte coperti dalla folta vegetazione. Ma la scoperta più dolorosa è stata fatta durante la "visita" all'anziana signora; lo spettacolo che si è presentato davanti agli occhi degli uomini della Polizia Locale è stato agghiacciante.
“La casa – prosegue la nota - era ormai un ricettacolo d'insetti con odori nauseabondi, immondizia stipata ovunque e sporcizia che andava ad occultare addirittura il pavimento e finestre che davano l'impressione di non essere mai state aperte da anni. Senza contare le feci dei numerosi animali domestici costretti altresì a nutrirsi degli stessi rifiuti presenti.
Come se tutto ciò non bastasse, il figlio, per cercare di "ripulire" l'abitazione in fretta e furia, avrebbe gettato sul pavimento diversi litri di ammoniaca, i cui vapori, complici le finestre chiuse, stavano creando una situazione di imminente pericolo per l'anziana”.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118 che hanno ricoverato l’anziana visibilmente disidratata.
"Una brutta situazione – commenta il Comandante David Rocchetti che ha coordinato l’operazione - scoperta grazie alle segnalazioni di chi non vedeva più in giro l’anziana signora e che fortunatamente, grazie alle indagini e al pronto intervento della Polizia Locale, congiuntamente al personale dei Servizi Sociali, ha consentito di soccorrere la donna che ora si sta riprendendo e mostra segnali di miglioramento. Mi complimento con tutti i colleghi che, senza perdere tempo sono intervenuti e con uno stratagemma sono riusciti ad accedere nell’abitazione, fino a raggiungere la camera dove era stata rinchiusa l’anziana in evidente stato di abbandono, evitando conseguenze ben più gravi."
GS
Aveva messo nel suo zainetto auricolari del cellulare, rasoi e cibo. Aveva staccato l’antitaccheggio ma la sicurezza del supermercato Conad, all’interno del Cuore Adriatico, si è accorta dei movimenti del giovane e ha chiamato la polizia. In manette è finito un 28enne di San Severino, di origini albanesi. Ad arrestarlo gli agenti del commissariato di Civitanova. Ora il ragazzo si trova agli arresti domiciliari.
g.g.
g.g.
