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A Camerino, verrà attivato un programma di borse di studio triennali per rendere appetibile l'attività professionale di giovani medici specializzandi capace di attrarre altri professionisti. Ad annunciare il progetto e l'intesa raggiunta tra Unicam, Area Vasta 3 e Direzione sanitaria regiionale, è stato il direttore generale dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni. Lo ha fatto intervenendo all'incontro "Insieme a Camerino per la Ricerca" organizzato da Soroptimist International Club Macerata, Kiwanis Club Macerata, Rotary Club Camerino Tolentino Macerata e Inner Wheel Camerino. Insieme alla buona notizia dell'attivazione del programma utile ad attrarre professionalità, competenze e intelligenze nel territorio camerte, le parole del direttore dell'Area Vasta 3 hanno toccato anche la problematica delle ridotte risorse sanitarie del Paese e fornito rassicurazioni sul futuro dell'ospedale di Camerino e sull'impegno a risolvere la questione della carenza di personale nel reparto di Cardiologia.
" E' un periodo difficile per la sanità nazionale - ha dichiarato Maccioni- ma quello che riusciamo a garantire sia in Italia sia nelle Marche, seppure con risorse insufficienti rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un sistema pubblico e rispetto al finanziamento che invece troviamo in altri Paesi europei, è una sanità di qualità. Riusciamo comunque a fare tante belle cose e come Area Vasta 3, siamo diventati attrattivi per studi clinici importanti. Al netto delle risorse del 2018 da destinare a medici, infermieri e a chi lavora sui progetti di ricerca, abbiamo introitato una somma di circa 180 mila euro per il potenziamento delle nostre attrezzature, per borse di studio e per assumere medici anche a tempo determinato."
Nel sottolineare che Camerino deve diventare più attrattivo per i professionisti e per i medici, Maccioni si è soffermato sulla questione della carenza di personale a Cardiologia: "Il problema è che non riusciamo a immettere 5 medici più il primario- ha detto- A luglio agosto per garantire l'assistenza h24 si è fatto ricorso a personale medico aggiuntivo che, per ragione di costi, non può continuare. A Cardiologia oggi sono presenti quattro medici più il primario ma per dicembre dovremmo riuscire a contrattualizzare un'altra figura che attualmente è specializzanda.
Non c'è alcuna intenzione, nè volontà nascosta di chiudere l'ospedale di Camerino- ha rassicurato- Sarebbe assurdo: è un nosocomio da un punto di vista strutturale modernissimo, antisismico, a norma antincendio cerificata per cui, nessun direttore e nessun gestore della sanità pubblica, potrebbe pensare a un'idea del genere. Il problema della cardiologia c'è, ma perchè appunto c'è la cardiologia e ci sono dei reparti d'eccellenza come l'ortopedia diretta dal dottor Di Matteo. Proprio a questo riguardo, pochi giorni fa ci siamo incontrati con il rettore di Unicam Pettinari, insieme alla neo direttrice dell'Asur regionale Nadia Storti per l'attivazione di borse di studio a valenza triennale da offrire a giovani medici specializzandi nelle varie specialità della medicina, chirurgia, ortopedia, cardiologia e nei rami del farmaceutico e della farmacologia. La finalità del progetto è quella di dare la possibilità ai giovani che escono dalle università e dalle scuole di specializzazione, di lavorare nell'ospedale di Camerino e nel contempo fare ricerca nell'ateneo di Unicam, attraverso gruppi di lavoro e pubblicazioni che, soprattutto all'inizio, potranno essere utilizzati per valorizzare la loro carriera Noi- ha rimarcato Maccioni-dobbiamo cambiare paradigma e modo di pensare: dobbiamo partire da quello che c'è , che c'è rimasto e che c'è sempre stato dopo il terremoto.
Il punto di partenza non deve essere quello che manca, ma quello che c'è. C'è l'università che non ha mai cessato di esistere nè mai sospeso le sue attività; c'è la sanità che non ha mai fatto notizia su questo terrritorio perchè l'ospedale ha tenuto, non ha mai riportato danni dal sisma e ha assistito le persone come andavano assisitite. Da subito abbiamo trasferito le persone ospiti delle case di riposo, in altre strutture che erano a disposizione nell'area Vasta 3, Noi ci siamo e non abbiamo mai arretrato. Il problema che c'è -ha concluso- è temporaneo ed è un problema che riguarda tutta l'Italia, perchè non si fa altro che parlare della carenza dei medici.
La struttura sanitaria di Camerino è moderna, efficiente e faremo di tutto per risolvere il problema della cardiologia e qualsiasi altra questione che nel corso dei giorni e dei mesi potrà prospettarsi. L'ospedale e la sanità sono strutture vive e per ogni struttura viva possono presentarsi difficoltà. I problemi ci stanno ma ci stanno anche per essere risolti: noi ci siamo e li affrontiamo anche d'intesa con il sindaco di Camerino, con l'università e con tutti gli operatori che insistono su questo territorio".
cc
" E' un periodo difficile per la sanità nazionale - ha dichiarato Maccioni- ma quello che riusciamo a garantire sia in Italia sia nelle Marche, seppure con risorse insufficienti rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un sistema pubblico e rispetto al finanziamento che invece troviamo in altri Paesi europei, è una sanità di qualità. Riusciamo comunque a fare tante belle cose e come Area Vasta 3, siamo diventati attrattivi per studi clinici importanti. Al netto delle risorse del 2018 da destinare a medici, infermieri e a chi lavora sui progetti di ricerca, abbiamo introitato una somma di circa 180 mila euro per il potenziamento delle nostre attrezzature, per borse di studio e per assumere medici anche a tempo determinato."
Nel sottolineare che Camerino deve diventare più attrattivo per i professionisti e per i medici, Maccioni si è soffermato sulla questione della carenza di personale a Cardiologia: "Il problema è che non riusciamo a immettere 5 medici più il primario- ha detto- A luglio agosto per garantire l'assistenza h24 si è fatto ricorso a personale medico aggiuntivo che, per ragione di costi, non può continuare. A Cardiologia oggi sono presenti quattro medici più il primario ma per dicembre dovremmo riuscire a contrattualizzare un'altra figura che attualmente è specializzanda.
Non c'è alcuna intenzione, nè volontà nascosta di chiudere l'ospedale di Camerino- ha rassicurato- Sarebbe assurdo: è un nosocomio da un punto di vista strutturale modernissimo, antisismico, a norma antincendio cerificata per cui, nessun direttore e nessun gestore della sanità pubblica, potrebbe pensare a un'idea del genere. Il problema della cardiologia c'è, ma perchè appunto c'è la cardiologia e ci sono dei reparti d'eccellenza come l'ortopedia diretta dal dottor Di Matteo. Proprio a questo riguardo, pochi giorni fa ci siamo incontrati con il rettore di Unicam Pettinari, insieme alla neo direttrice dell'Asur regionale Nadia Storti per l'attivazione di borse di studio a valenza triennale da offrire a giovani medici specializzandi nelle varie specialità della medicina, chirurgia, ortopedia, cardiologia e nei rami del farmaceutico e della farmacologia. La finalità del progetto è quella di dare la possibilità ai giovani che escono dalle università e dalle scuole di specializzazione, di lavorare nell'ospedale di Camerino e nel contempo fare ricerca nell'ateneo di Unicam, attraverso gruppi di lavoro e pubblicazioni che, soprattutto all'inizio, potranno essere utilizzati per valorizzare la loro carriera Noi- ha rimarcato Maccioni-dobbiamo cambiare paradigma e modo di pensare: dobbiamo partire da quello che c'è , che c'è rimasto e che c'è sempre stato dopo il terremoto.
Il punto di partenza non deve essere quello che manca, ma quello che c'è. C'è l'università che non ha mai cessato di esistere nè mai sospeso le sue attività; c'è la sanità che non ha mai fatto notizia su questo terrritorio perchè l'ospedale ha tenuto, non ha mai riportato danni dal sisma e ha assistito le persone come andavano assisitite. Da subito abbiamo trasferito le persone ospiti delle case di riposo, in altre strutture che erano a disposizione nell'area Vasta 3, Noi ci siamo e non abbiamo mai arretrato. Il problema che c'è -ha concluso- è temporaneo ed è un problema che riguarda tutta l'Italia, perchè non si fa altro che parlare della carenza dei medici.
La struttura sanitaria di Camerino è moderna, efficiente e faremo di tutto per risolvere il problema della cardiologia e qualsiasi altra questione che nel corso dei giorni e dei mesi potrà prospettarsi. L'ospedale e la sanità sono strutture vive e per ogni struttura viva possono presentarsi difficoltà. I problemi ci stanno ma ci stanno anche per essere risolti: noi ci siamo e li affrontiamo anche d'intesa con il sindaco di Camerino, con l'università e con tutti gli operatori che insistono su questo territorio".
cc
Un giovane residente in provincia di Macerata, già noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato e sottoposto al regime dei domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Tolentino. Il giovane, individuato e arrestato dai militari, è accusato di aver aver compiuto lo scorso 13 luglio, insieme ad un complice, una rapina ai danni del supermercato "Sì con te" di Tolentino. In quell'occasione i malviventi, con il volto coperto da calzamaglie ed armati di lunghi coltelli, avevano minacciato il personale del negozio, sottraendo dalle casse la somma contante di circa 3.000 Euro. Le indagini condotte dai militari del Norm di Tolentino hanno permesso di individuare i due rapinatori e, così, nei confronti di uno dei due rei, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Macerata, è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. L'arrestato, messo alle strette dagli inquirenti, ha confessato il gesto. Uno degli elementi che più sono stati di aiuto all'individuazione dei rei ed alla conclusione positivia dell'indagine, oltre alla professionalità dei militari ed alla loro perfetta conoscenza del territorio, è certamente stato la presenza di telecamere ad alta definizione sia all'interno del supermercato colpito che nelle strade cittadine.
g.g.
g.g.
Ha atteso il cinquantesimo anniversario dalla nascita della sua azienda, festeggiato qualche mese fa, e poi si è spenta, nella sua casa di Belforte del Chienti, all’età di 86 anni, Maria Cristina Craglia, fondatrice della nota casa di abiti da sposa di Belforte del Chienti, Delsa.
L’imprenditrice, nata nel 1933 a Paterno, nelle campagne di Tolentino, era conosciuta per essere riuscita a creare un’impresa costruita sull’abilità, la grinta e la capacità lavorativa che, a quei tempi, venivano attribuite solo agli imprenditori.
Anche per questo, nel 2014, il Presidente della Repubblica le ha conferito l'onorificenza di Commendatore.
La passione per il bello e la fantasia nel creare gli abiti sono cresciute con lei: fin dalla tenera età, infatti, di nascosto dai suoi genitori, realizzava le sue bambole con i rispettivi abiti.
Un destino già segnato, quindi: il suo talento per la moda, unito al fatto di essere figlia unica e femmina, negli anni delle scelte patriarcali, la portarono a studiare in convento, dalle suore di clausura.
E' dalle Clarisse del Colle di San Ginesio che Maria Cristina Craglia impara l'arte del ricamo e, a accanto ai successivi studi all’Istituto “Secoli” di Milano, fiore all’occhiello delle scuole mondiali, è riuscita a creare la sua fabbrica dei sogni.
L’imprenditrice non ha mai nascosto le difficoltà che si è trovata difronte per il semplice fatto di essere una donna, ma con la tempra che da sempre l’ha contraddistinta, dopo il piccolo laboratorio di Tolentino, dove si occupava di abbigliamento per bambini, è riuscita ad ampliare gli orizzonti e ad aprire l’azienda che tutt’ora ha sede a Belforte del Chienti.
E’ la fabbrica dei sogni dove Maria Cristina, insieme alle sue operaie, diventa parte del giorno più bello di ogni donna fino a qualche anno fa, quando ha deciso di lasciare le redini ai suoi figli, ma di essere comunque presente nei momenti più importanti dell’azienda con la lungimiranza che solo pochi imprenditori hanno.
A piangerla, oggi, le sue tre famiglie: quella di sangue; i lavoratori e le lavoratrici che nei 50 anni della storia della sua azienda hanno imparato dalla donna e dall’imprenditrice; e le spose: tutte le donne che grazie a Maria Cristina Craglia hanno visto realizzato il loro sogno.
I funerali si svolgeranno domenica alle 9.30 nella chiesa di Sant'Eustachio di Belforte del Chienti e la
Camera ardente è allestita a Tolentino da Terra Coeli.
Giulia Sancricca
L’imprenditrice, nata nel 1933 a Paterno, nelle campagne di Tolentino, era conosciuta per essere riuscita a creare un’impresa costruita sull’abilità, la grinta e la capacità lavorativa che, a quei tempi, venivano attribuite solo agli imprenditori.
Anche per questo, nel 2014, il Presidente della Repubblica le ha conferito l'onorificenza di Commendatore.
La passione per il bello e la fantasia nel creare gli abiti sono cresciute con lei: fin dalla tenera età, infatti, di nascosto dai suoi genitori, realizzava le sue bambole con i rispettivi abiti.
Un destino già segnato, quindi: il suo talento per la moda, unito al fatto di essere figlia unica e femmina, negli anni delle scelte patriarcali, la portarono a studiare in convento, dalle suore di clausura.
E' dalle Clarisse del Colle di San Ginesio che Maria Cristina Craglia impara l'arte del ricamo e, a accanto ai successivi studi all’Istituto “Secoli” di Milano, fiore all’occhiello delle scuole mondiali, è riuscita a creare la sua fabbrica dei sogni.
L’imprenditrice non ha mai nascosto le difficoltà che si è trovata difronte per il semplice fatto di essere una donna, ma con la tempra che da sempre l’ha contraddistinta, dopo il piccolo laboratorio di Tolentino, dove si occupava di abbigliamento per bambini, è riuscita ad ampliare gli orizzonti e ad aprire l’azienda che tutt’ora ha sede a Belforte del Chienti.
E’ la fabbrica dei sogni dove Maria Cristina, insieme alle sue operaie, diventa parte del giorno più bello di ogni donna fino a qualche anno fa, quando ha deciso di lasciare le redini ai suoi figli, ma di essere comunque presente nei momenti più importanti dell’azienda con la lungimiranza che solo pochi imprenditori hanno.
A piangerla, oggi, le sue tre famiglie: quella di sangue; i lavoratori e le lavoratrici che nei 50 anni della storia della sua azienda hanno imparato dalla donna e dall’imprenditrice; e le spose: tutte le donne che grazie a Maria Cristina Craglia hanno visto realizzato il loro sogno.
I funerali si svolgeranno domenica alle 9.30 nella chiesa di Sant'Eustachio di Belforte del Chienti e la
Camera ardente è allestita a Tolentino da Terra Coeli.
Giulia Sancricca
Nuovo successo per la ricerca di Unicam. Grazie alla sensazionale scoperta fatta dal gruppo di studio dell’Università di Camerino coordinato dal prof. Roberto Ciccocioppo, può prospettarsi una strategia innovativa nella battaglia per smettere di fumare .
Il gruppo di ricerca della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam, composto dalla dr.ssa Esi Domi e dal prof. Massimo Ubaldi e da colleghi dell’Università di Bologna, della svedese Linköping University e dell’azienda statunitense Omeros Corporation, è arrivato a dimostrare che un farmaco comunemente usato per trattare il diabete di tipo 2, abolisce i segni caratteristici dell’astinenza da nicotina. Lo studio è stato appena pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale Journal of Neurosciences.
Chi tenta di smettere di fumare, subisce diversi effetti collaterali provocati dall’astinenza da nicotina: aumento dell'appetito, irrequietezza, ansia, irritabilità e depressione, sintomi spiacevoli che scoraggiano la maggior parte dei fumatori pur motivati a smetterla con le sigarette.
“Con il nostro lavoro di ricerca – sottolinea il prof. Massimo Ubaldi – abbiamo dimostrato che le iniezioni dirette di pioglitazone nell’area cerebrale dell'ippocampo di topi, hanno ridotto i segni di astinenza fisica da nicotina, inclusi i tremori. L'iniezione di pioglitazone in un'altra area, l'amigdala, ha invece migliorato i sintomi dell’ansia associati alla sospensione della nicotina”.
Il pioglitazone, farmaco utilizzato nelle terapie antidiabetiche, ha infatti come bersaglio uno specifico recettore, che si trova in aree del cervello coinvolte nella dipendenza da sostanze. I soggetti fortemente dipendenti dalla nicotina hanno un rischio maggiore di circa il 30% di sviluppare il diabete di tipo 2.
I risultati dello studio suggeriscono che, se usato in pazienti diabetici con abitudine al fumo, il pioglitazone, oltre a migliorare la sensibilità all’insulina, può rappresentare un valido aiuto per smettere di fumare, attenuando i sintomi fisici ed emotivi dovuti all'astinenza da nicotina.
Il gruppo di ricercatori di Unicam ha svolto un ruolo di coordinamento delle altre unità italiane, svedesi ed americane coinvolte nella ricerca e il laboratorio del prof. Ciccocioppo è stato anche il primo a dimostrare che il farmaco antidiabetico può essere utile nel trattamento della dipendenza da sostanze da abuso come alcol e nicotina.
Soddisfazione personale e a nome dell’intera comunità universitaria, è stata espressa dal rettore di Unicam Claudio Pettinari:
“Un ulteriore successo che conferma l’eccellenza della qualità della ricerca scientifica dell’Università di Camerino, sempre più spesso riconosciuta anche a livello internazionale, in settori di notevole interesse che coinvolgono il benessere e la salute pubblica”. cc
Il gruppo di ricerca della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam, composto dalla dr.ssa Esi Domi e dal prof. Massimo Ubaldi e da colleghi dell’Università di Bologna, della svedese Linköping University e dell’azienda statunitense Omeros Corporation, è arrivato a dimostrare che un farmaco comunemente usato per trattare il diabete di tipo 2, abolisce i segni caratteristici dell’astinenza da nicotina. Lo studio è stato appena pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale Journal of Neurosciences.
Chi tenta di smettere di fumare, subisce diversi effetti collaterali provocati dall’astinenza da nicotina: aumento dell'appetito, irrequietezza, ansia, irritabilità e depressione, sintomi spiacevoli che scoraggiano la maggior parte dei fumatori pur motivati a smetterla con le sigarette.
“Con il nostro lavoro di ricerca – sottolinea il prof. Massimo Ubaldi – abbiamo dimostrato che le iniezioni dirette di pioglitazone nell’area cerebrale dell'ippocampo di topi, hanno ridotto i segni di astinenza fisica da nicotina, inclusi i tremori. L'iniezione di pioglitazone in un'altra area, l'amigdala, ha invece migliorato i sintomi dell’ansia associati alla sospensione della nicotina”.
Il pioglitazone, farmaco utilizzato nelle terapie antidiabetiche, ha infatti come bersaglio uno specifico recettore, che si trova in aree del cervello coinvolte nella dipendenza da sostanze. I soggetti fortemente dipendenti dalla nicotina hanno un rischio maggiore di circa il 30% di sviluppare il diabete di tipo 2.
I risultati dello studio suggeriscono che, se usato in pazienti diabetici con abitudine al fumo, il pioglitazone, oltre a migliorare la sensibilità all’insulina, può rappresentare un valido aiuto per smettere di fumare, attenuando i sintomi fisici ed emotivi dovuti all'astinenza da nicotina.
Il gruppo di ricercatori di Unicam ha svolto un ruolo di coordinamento delle altre unità italiane, svedesi ed americane coinvolte nella ricerca e il laboratorio del prof. Ciccocioppo è stato anche il primo a dimostrare che il farmaco antidiabetico può essere utile nel trattamento della dipendenza da sostanze da abuso come alcol e nicotina.
Soddisfazione personale e a nome dell’intera comunità universitaria, è stata espressa dal rettore di Unicam Claudio Pettinari:
“Un ulteriore successo che conferma l’eccellenza della qualità della ricerca scientifica dell’Università di Camerino, sempre più spesso riconosciuta anche a livello internazionale, in settori di notevole interesse che coinvolgono il benessere e la salute pubblica”. cc
"Ho chiesto a tutte le forze politiche di destinare i risparmi di Montecitorio dell'ultimo anno (100 milioni) alle popolazioni colpite dal terremoto. Tutti, maggioranza e opposizione, hanno sottoscritto e votato la proposta. Una bella pagina di cui andare orgogliosi".
Lo scrive in un tweet Simone Baldelli, vicepresidente dei deputati azzurri e primo firmatario dell'emendamento al decreto sisma, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e votato all'unanimità dalla commissione Ambiente della Camera.
"Con quelli stanziati ieri, il totale dei risparmi di Montecitorio destinati alle zone colpite dal terremoto - afferma Baldelli, che anche negli anni passati è stato promotore di questa iniziativa, sempre condivisa da tutte le forze politiche - sale a 312 milioni di euro. Ci auguriamo che questi soldi vengano spesi presto e bene nell'interesse concreto delle popolazioni colpite".
GS
Lo scrive in un tweet Simone Baldelli, vicepresidente dei deputati azzurri e primo firmatario dell'emendamento al decreto sisma, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e votato all'unanimità dalla commissione Ambiente della Camera.
"Con quelli stanziati ieri, il totale dei risparmi di Montecitorio destinati alle zone colpite dal terremoto - afferma Baldelli, che anche negli anni passati è stato promotore di questa iniziativa, sempre condivisa da tutte le forze politiche - sale a 312 milioni di euro. Ci auguriamo che questi soldi vengano spesi presto e bene nell'interesse concreto delle popolazioni colpite".
GS
Un gesto ironico ma comunque di protesta quello degli abitanti della frazione di Paterno, San Severino. Lungo l'ultimo tratto di strada hanno affisso un cartello con su scritto "Attenzione alle buche. Offerte per terminare i lavori". Sotto, una cassettina con del denaro. Pare infatti che i lavori che hanno interessato il tratto di strada non siano stati conclusi e che gli ultimi 50 metri siano rimasti un colabrodo e si dovrebbe proprio a questo il gesto tra l'ironico e la protesta.
g.g.
g.g.
Tavola rotonda ieri sera a Tolentino per discutere di ricostruzione e prospettive per il territorio. Ad organizzare l'incontro, che è stato molto partecipato da parte della cittadinanza, l'associazione "Cittá in Comune". A prendere parte ai lavori il commissario straordinario Piero Farabollini, il capo dell'ufficio speciale ricostruzione Cesare Spuri, Marco Fars delle Brigate di Solidarietà Attiva, Flavia Giombetti del Comitato 30 ottobre, Massimo De Luca, segretario provinciale Fillea Cgil, Valerio Valeriani, coordinatore ambiti territorniamo sociali 16,17 e 18 e l'architetto Franco Casadidio. "L'obiettivo principale - ha spiegato Nazzareno Tiranti di Città in Comune - è discutere il tema della ricostruzione non solo per quella materiale, degli edifici - sia pubblica che privata - ma a 360 gradi,intesa come ricostruzione sociale, della comunità di Tolentino e di tutti gli altri comuni del cratere che secondo noi necessitano della stessa attenzione che stiamo riponendo per la ricostruzione fisica. Spesso - ha aggiunto - noi di Tolentino ci siamo contrapposti all scelte politiche strategiche della giunta, ma non per questo vuol dire che ci contrapponiamo per partito preso.
È chiaro - conclude - sono mancati gli appuntamenti di confronto e di partecipazione per i cittadini, questo probabilmente in tutti i comuni. Secondo noi a Tolentino in maniera più accentuata".
g.g
(Approfondimento sul prossimo numero de L'Appennino Camerte)
È chiaro - conclude - sono mancati gli appuntamenti di confronto e di partecipazione per i cittadini, questo probabilmente in tutti i comuni. Secondo noi a Tolentino in maniera più accentuata".
g.g
(Approfondimento sul prossimo numero de L'Appennino Camerte)
Partiti nell'area commerciale del Sottocorte Village di Camerino i lavori per la realizzazione del nuovo ufficio postale. Avviato il cantiere, operai e mezzi meccanici sono impegnati nei primi step di montaggio dell'anima in acciaio della struttura che, una volta ultimata, avrà una superficie di 150 metri quadrati. Un passaggio importante per il servizio di Poste italiane i cui uffici di piazza Umberto I erano già stati danneggiati dalle scosse del 24 agosto 2016. A piazzale della Vittoria il primo container adibito ad ufficio e da ultimo la struttura prefabbricata di via Le Mosse, da dove il servizio continuerà ad essere garantito fino all'ultimazione della costruzione del Sottocorte Village, situata al livello superiore dell'area commerciale, vicina a via Ottaviani.

Sull'altro fronte della città, vanno avanti nel quartiere di Vallicelle i lavori di smantellamento dei container nell'area di protezione civile Vallicelle B, destinata ad ospitare la nuova sede comunale temporanea.
cc

Sull'altro fronte della città, vanno avanti nel quartiere di Vallicelle i lavori di smantellamento dei container nell'area di protezione civile Vallicelle B, destinata ad ospitare la nuova sede comunale temporanea.
cc

A Treia ha avuto luogo un nuovo laboratorio di partecipazione, destinato all’avvio del Contratto di fiume Alto Potenza. Sottoscritto a marzo dello scorso anno da diversi sindaci del territorio, dai rappresentanti di alcune associazioni e da Matteo Cicconi, presidente dell’Unione Montana Potenza, Esino e Musone di San Severino Marche, il Contratto di fiume ha prodotto la predisposizione di una prima proposta di struttura organizzativa coordinata dall'architetto Carlo Brunelli. Si tratta del primo step che servirà a dare vita alla rigenerazione ambientale del bacino idrografico che fa riferimento a un territorio di oltre 400 chilometri quadrati, su cui insistono ben quattro siti Natura 2000 e due zone speciali di conservazione.

Al centro dell'incontro che si è tenuto nella sala multimediale, la presentazione della prima fase della proposta di struttura organizzativa del Contratto da parte dell'architetto Brunelli, presenti David Buschittari, vice- sindaco facente funzioni del comune di Treia, gli assessori all'ambiente Luana Moretti, all'urbanistica e lavori pubblici Donato Massei e il funzionario regionale Franco Capponi. La riunione ha offerto lo spunto per recepire osservazioni e coniugarle produttivamente nel quadro conoscitivo d'insieme.
Di interesse per il comune treiese dal punto di vista del dissesto idrogeologico, soprattutto la realta di Passo di Treia zona a livello di rischio R4 vicina ad un campo sportivo e sull quale, allo scopo di proteggere le aree abitate dai danni delle piene, emerge uno dei progetti localizzati riferito ad aree di laminazione a difesa dal rischio idrogeologico e di miglioramento ecologico del corridoio fluviale ( così è per San Severino l'area del Ponte di Sant'Antonio e per Castelraimondo l'area a ridosso del centro storico) che, oltre al contenimento del rischio possono rappresentare anche nuovo elemento scenico e attrattore per il paese. Alla sottoscrizione del protocollo d'intesa da parte di tutti i comuni e della Regione, sono seguiti infatti più incontri con le amministrazioni comunali volti a comprendere le problematiche da affrontare; diverse nel corso dei mesi anche le assemblee pubbliche localizzate e le riunioni aggiuntive, richieste da alcune categorie le cui attività hanno attinenza con il corso d'acqua del Potenza.
Già dal maggio 2018, l'ascolto delle popolazioni del posto, ha offerto un primo contributo utile a conoscere diversi aspetti e criticità; ripreso l'iter dopo la pausa estiva, con l'avvio dei laboratori partecipati si sono definite alcune strutture. Ad ogni comune sono state date indicazioni di alcune situazioni puntuali e di problematicità latenti, sulle quali è stato suggerito di interloquire per capire come poter migliorare e collaborare. Dall'insieme di input, combinati con gli elementi derivanti dai quadri scientifici conoscitivi, un materiale che sarà poi da distillare in azioni e in una tabella finale. Quello di Treia era il penultimo incontro della prima fase di proposte che giunge a chiusura col laboratorio partecipato previsto il prossimo martedì 26 novembre a Castelraimondo. A seguire, la sintesi strategica approntata e ancora in essere, verrà proposta alla Regione Marche nella giornata del 3 dicembre: l'ausipicio è che nell'arco di due- tre anni si possa arrivare ad azioni calibrate e ad un impegno economico dell'ente regionale.
"Un lavoro impegnativo che proseguirà con nuovi incontri che consentano di dipanare ulteriori elementi - ha detto Brunelli- augurandoci di poter arrivare entro marzo 2020 ad un piano d'azione capace di raggiungere dei risultati depositati così da riuscire ad approntare azioni positive concrete, prima della tornata elettorale".
cc

Al centro dell'incontro che si è tenuto nella sala multimediale, la presentazione della prima fase della proposta di struttura organizzativa del Contratto da parte dell'architetto Brunelli, presenti David Buschittari, vice- sindaco facente funzioni del comune di Treia, gli assessori all'ambiente Luana Moretti, all'urbanistica e lavori pubblici Donato Massei e il funzionario regionale Franco Capponi. La riunione ha offerto lo spunto per recepire osservazioni e coniugarle produttivamente nel quadro conoscitivo d'insieme.
Di interesse per il comune treiese dal punto di vista del dissesto idrogeologico, soprattutto la realta di Passo di Treia zona a livello di rischio R4 vicina ad un campo sportivo e sull quale, allo scopo di proteggere le aree abitate dai danni delle piene, emerge uno dei progetti localizzati riferito ad aree di laminazione a difesa dal rischio idrogeologico e di miglioramento ecologico del corridoio fluviale ( così è per San Severino l'area del Ponte di Sant'Antonio e per Castelraimondo l'area a ridosso del centro storico) che, oltre al contenimento del rischio possono rappresentare anche nuovo elemento scenico e attrattore per il paese. Alla sottoscrizione del protocollo d'intesa da parte di tutti i comuni e della Regione, sono seguiti infatti più incontri con le amministrazioni comunali volti a comprendere le problematiche da affrontare; diverse nel corso dei mesi anche le assemblee pubbliche localizzate e le riunioni aggiuntive, richieste da alcune categorie le cui attività hanno attinenza con il corso d'acqua del Potenza.
Già dal maggio 2018, l'ascolto delle popolazioni del posto, ha offerto un primo contributo utile a conoscere diversi aspetti e criticità; ripreso l'iter dopo la pausa estiva, con l'avvio dei laboratori partecipati si sono definite alcune strutture. Ad ogni comune sono state date indicazioni di alcune situazioni puntuali e di problematicità latenti, sulle quali è stato suggerito di interloquire per capire come poter migliorare e collaborare. Dall'insieme di input, combinati con gli elementi derivanti dai quadri scientifici conoscitivi, un materiale che sarà poi da distillare in azioni e in una tabella finale. Quello di Treia era il penultimo incontro della prima fase di proposte che giunge a chiusura col laboratorio partecipato previsto il prossimo martedì 26 novembre a Castelraimondo. A seguire, la sintesi strategica approntata e ancora in essere, verrà proposta alla Regione Marche nella giornata del 3 dicembre: l'ausipicio è che nell'arco di due- tre anni si possa arrivare ad azioni calibrate e ad un impegno economico dell'ente regionale.
"Un lavoro impegnativo che proseguirà con nuovi incontri che consentano di dipanare ulteriori elementi - ha detto Brunelli- augurandoci di poter arrivare entro marzo 2020 ad un piano d'azione capace di raggiungere dei risultati depositati così da riuscire ad approntare azioni positive concrete, prima della tornata elettorale".
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