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E' questo il riconoscimento apposto sulla targa scoperta questa mattina nella basilica di San Venanzio di Camerino, dopo la riapertura avvenuta domenica scorsa a seguito dei danni del sisma del 2016, alla presenza del presidente dell'università per la pace, Mario Busti e di Daniele Salvi, in rappresentanza della Regione Marche.

Una scoperta resa possibile dagli studi di Dino Jajani: "Dopo circa 400 anni - spiega - , grazie ai miei piccoli studi di ebraico, mi sono accorto che per tutti questi secoli la scritta ebraica era stata tradotta male dai massimi studiosi degli ultimi secoli. Le ultime traduzioni errate figurano anche nei libri pubblicati a seguito della mostra sul '400 nel 2002 a Camerino. Questo portale ha una grande rilevanza europea e testimonia come la corte umanistica di Camerino fosse di rilievo".

Interessante lo spunto di riflessione proposto dal vicario generale, don Mariano Blanchi: "Raccogliendo il significato di queste scritte - dice - ho avuto una intuizione. Qui c'è il mistero grande dell'incarnazione nella prima scritta; la seconda, in ebraico, richiama la misericordia di Dio verso l'umanità e la terza scritta riguarda il fatto che, purtroppo, noi queste cose non le comprendiamo e se non le comprendiamo non è possibile attraversare la porta. Il mio pensiero - spiega - è semplicemente quello di un sacerdote che cerca di capire il collegamento di tre scritte apposto sullo stesso luogo".

L'argomento sarà approfondito nel primo numero de L'Appennino Camerte del 2020 in uscita il 9 gennaio.
GS
Natale - Tra luci e speranze
21 Dic 2019Per una città votata allo spettacolo, dove il teatro è stato sempre uno dei luoghi di riferimento culturale, non poteva non essere il Vaccaj il posto dove domenica pomeriggio alle 17.30 ci si potranno scambiare gli auguri di Natale.
Grande attesa, infatti, per lo spettacolo “Natale in Teatro” in programma per domani. Un evento che nasce da una idea di Edoardo Mattioli e Luca Romagnoli per promuovere un pomeriggio di “arti varie”.
Protagonisti dello spettacolo giovani talenti, cantanti, attori, ballerine e performer capaci di emozionare. Dalle coreografie presentate da Alchemy Dance Studio al teatro danza molto coinvolgente di Altra Scena, ai giovani talenti dell’Associazione Musicale “N. Gabrielli”, fino alle incursioni della Compagnia de Li Spiritusi capitanati dall'attore professionista Fabrizio Romagnoli, alle canzoni evergreen proposte dal Coro del Cantapiccolo; ma anche le cover di Roberta Biagiola, le canzoni e ai video di Gianluca Buresta e le poesie interpretate da Laura Cannara e Giuseppe Gesuelli che proporranno liriche del poeta tolentinate Giovanni Sebastiani. Poi ancora, il soprano Agnese Gallenzi, le canzoni originali di Irida Nasic, la personale cover di “Last Christmas” cantata da Natalia
Schiavoni.
A presentare lo show natalizio ad ingresso gratuito, Ester De Troia e Luca Romagnoli.
GS
I 50 anni della sede ITC Antinori di Matelica
21 Dic 2019Il felice traguardo è stato ricordato con un’intera mattinata di festa, voluta dalla dirigenza della scuola e dall’amministrazione comunale. Larga la partecipazione della cittadinanza nella sede di via Bellini, dove si sono riuniti per lì'occasione anche tanti ex allievi e docenti.
L'incontro si è aperto con i saluti istituzionali delle autorità che hanno visto susseguirsi gli interventi del dirigente scolastico Francesco Rosati, Massimo Baldini Sindaco di Matelica, Sandro Sborgia Sindaco di Camerino, Claudio Pettinari Rettore dell’Università degli Studi di Camerino. All'incontro ha partecipato il dott. Giancarlo Mariani della Segreteria del direttore dell'Ufficio Scolastico regionale.
All'orgoglio del primo cittadino di Matelica Baldini, per una istituzione scolastica che si è sempre contraddistinta per la qualità della sua formazione, si è aggiunto il compiacimento del sindaco di Camerino Sborgia il quale ha espresso l'augurio che, come già avvenuto in passato,a partire dalla sede di Matelica i ragazzii possano continuare a trovare la loro strada per il futuro.

Dal Rettore di Unicam Pettinari l'auspicio che possa positivamente continuare la filiera scuola- università- lavoro. "Bene che le università siano presenti nelle scuole e, bene il rapporto da mantenere con il territorio. Giovanni Antinori, cui l'istituto è dedicato, é stato un grande architetto e la nostra scuola di architettura potrebbe svolgere un ruolo importante per la ricostruzione". Poi una sottolineatura sui temi della sostenibilità e del rispetto dell'ambiente temi che necessitano di sempre maggiore studio e formazione. Altri aspetti quelli legati all' accesso ad una economia diversa, sempre più legata a formazione e informazione digitale e che possono essere oggetto di studio nella sinergia tra scuola e università. "Lunga vita all'istituto e Unicam- ha concluso il rettore- ben felice di continuare a collaborare con voi'.

E' quindi seguito l’intervento a cura dell’avvocato Giuseppe De Rosa che ha proposto un excursus tra il passato e l'oggi, tracciando una breve storia della scuola a partire dalla sua fondazione avvenuta a Camerino nel 1863, per passare all’apertura della sede di Matelica nell’anno scolastico 1969/ 70. Fu allora che il Ministro della Pubblica Istruzione, viste le istanze del Comune e considerato il numero elevato di studenti di scuola media, sotto la presidenza del prof. Libero Polzonetti, autorizzò l’apertura della sezione staccata camerte di Ragioneria dell’ Antinori.
Ma De Rosa ha sottolineato che, per tante ragioni, è stato molto difficile ricostruire la storia dell"Istituto. I terremoti hanno sconvolto totalmente gli archivi, pertanto è accaduto che, seppure solo per lo spazio di tempo di mezzo secolo, notizie frammentarie abbiano comportato difficoltà maggiore del ricucire argomenti di 400 anni fa. Già dopo il sisma del 1997, per repentine necessità di trasferimenti, tanto materiale non è stato ben organizzato materialmente e tanto altro è stato difficile reperire. Periodo caratterizzato da forti tensioni sociali quello del 1969; diverse le realtà di Camerino e Matelica, prettamente votata agli studi e alla cultura la prima e a vocazione più industriale la seconda. Ricordato anche che nel '69 si consentì l'accesso agli atenei anche agli istituti tecnici, per cui quella sezione di scuola superiore in una cittadina come Matelica permise a tanti giovani di potersi confrontare con una preparazione anche universitaria. La prima sede a Matelica fu in piazza Mattei nel palazzo del Governo e, prima di occupare il nuovissimo edificio, altra sede è stata quella del palazzo dei Conventati. All'epoca della sua fondazione, era sindaco il maestro Carlo Boccaccini e con l'assessore Pettinelli furono i più grandi sostenitori della richiesta presso il Ministero. L'allora preside Polzonetti, si impose accondiscendendo all'istanza che permise dunque l'apertura a Matelica della sede distaccata di Camerino. 'La promessa - ha concluso De Rosa- é che se si riuscirà a reperire ulteriore materiale, scriveremo senz'altro una storia più dettagliata dei vari anni dell'istituto".

Il prof. Enzo Fusari ha quindi illustrato la figura dell’architetto camerte Giovanni Antinori a cui è dedicato l'istituto. Maggiore di dieci figli Giovanni Antinori ha lasciato molti segni della sua arte soprattutto a Roma con i tre obelischi presenti nella capitale ma poi anche nella sua terra con la mirabile sala degli specchi del Castello di Lanciano. Grande ingegnere stutturista più che architetto, ha evidenziato Fusari, nonchè grande paesaggista come testimonia lo spettacolare allestimento della corte esterna e dei giardini di Villa Pamphili, sempre nella Capitale.

I lavori sono quindi proseguiti con gli interventi del dott. Carlo Cipriani, responsabile del servizio Formazione e Scuola di Confindustria Macerata e del prof. Gabriele Micozzi, docente presso l’Università Politecnica delle Marche, i quali hanno parlato del valore formativo degli indirizzi tecnico economici e dell’attualità di questa scelta per i giovani. La prima giornata di celebrazioni è proseguita con la consegna di una targa ricordo ai primi alunni della scuola, che nell’anno scolastico 1969/70 furono ben 25, oltre che ai Docenti, al personale ATA e ai Dirigenti che hanno fatto la storia del glorioso Istituto trai quali erano presenti i professori Enzo Bonacucina preside per oltre 25 anni e, l'ultimo dirigente Giancarlo Marcelli che, proprio quest'anno, ha lasciato le redini al reggente Francesco Rosati che ha la titolarità dei Licei di Camerino.


Infine, lo scoprimento di una targa in ricordo dei 50 anni e la benedizione a cura di Mons. Lorenzo Paglioni parroco della Concattedrale di S. Maria in Matelica.
Nei prossimi mesi gli eventi celebrativi proseguiranno con una serie di manifestazioni che culmineranno in una pubblicazione, fatta di ricordi ed esperienze vissute tra i banchi di scuola. Per il mese di maggio è stato già preannunciato un seminario di studi riservato ai docenti degli Istituti Tecnici ad indirizzo economico della Regione Marche, per discutere delle peculiarità e caratteristiche di una scuola molto richiesta oggi dal mercato dal lavoro, come testimoniano la continua domanda proveniente dalle piccole e medie imprese, oggi più che mai alla ricerca di figure professionali specializzate.
c.c.


Se da quella settempedana del Teatro Club Gubinelli, con l’opera Questa è la vita non poteva esservi sorpresa, essendo rodata e da lungo tempo ai vertici delle performance delle compagnie amatoriali, ha continuato adestare grande ammirazione quella proveniente da Potenza Picena, Li Sfiguranti de Montesanto, che, ancora autoctoni nella loro produzione, hanno fatto ridere di gusto il pubblico presente con la nuova commedia Come se non emo ditto gnè. Bella prestazione anche per l’Associazione Sipario di Jesi con l’opera Chi pe' riffe chi pe' raffe; la commedia è stata anche premiata dal pubblico come la migliore opera della rassegna col punteggio di 9.30. Il gruppo dell’Arco Fermano è ritornato a Caldarola con l’opera Cento misure e un taju: una commedia divertente, con diversi spunti comici interessanti, ma decisamente differente da altreche avevano addirittura vinto la rassegna.
È il sindaco di Caldarola che traccia il bilancio consuntivo: “Quattro serate magnifiche con la sala sempre gremita – commenta Luca Maria Giuseppetti – che ci hanno fatto ritrovare momenti di serenità e di comunità; siamo veramente soddisfatti di come sia andata questa edizione e ci prepariamo a vivere con curiosa attesa la quinta rassegna de Il gusto del teatro, nel mese di gennaio; sono convinto che sarà un altro successo, stando anche al numero già molto elevato degli abbonamenti sottoscritti. Come al solito non lesineremo l’impegno sulla preparazione dell’aperitivo cena, come ormai è consuetudine acclarata”.
Applauditissimo, come sempre, il geniale cantastorie Adriano Marchi, ospite d’onore, che ha concluso la serata raccontando le sue esilaranti storie.
La rassegna è stata organizzata dalla compagnia teatrale Valenti, con la collaborazione dei 5Comuni (Caldarola, Belforte del Chienti, Cessapalombo, Camporotondo di Fiastrone e Serrapetrona) ed il sostegno di Banca di Macerata, Oro della Terra e ASSM-Terme di S. Luciadi Tolentino.
GS
Si è infatti svolto un incontro tra maggioranza e minoranza (Gabriela Lampa e Francesco Borioni) del consiglio comunale insieme al funzionario della soprintendenza, architetto Pierluigi Salvati e alla fine è stata presa una decisione, “non facile“, come ha affermato Rosa Piermattei. Le opzioni erano due: Mantenere la scuola nella sede attuale della Luzio, con tutti i nuovi standard di sicurezza antisismica previsti dalla normativa oppure realizzare un nuovo istituto a Cesolo, Dove era stata ipotizzata un’area di massima idonea. “Abbiamo scelto di intervenire sull’edificio esistente e abbandonare l’idea di un nuovo plesso - fa sapere il sindaco -. Questo perché innanzitutto il nuovo decreto sisma impone di ripristinare e ricostruire nel medesimo sito gli edifici scolastici ubicati nei centri storici. Ovviamente però, già prima di tale norma, avevamo svolto altre valutazioni che ci avevano condotto verso questa scelta”. Tante le motivazioni addotte, tra le quali che l’area ipotizzata a Cesolo È sottoposta a vincolo archeologico e inoltre l’amministrazione ha ricevuto garanzie per quanto attiene alla sicurezza dell’edificio preesistente, Che dovrà subire interventi mirati che prevedono l’abbattimento del terzo piano della Luzio e delle superfetazioni esterne. Saranno applicate tutte le più recenti tecniche costruttive tra le quali l’isolamento tramite isolatori sismici, “è potrà raggiungere un grado di sicurezza pari a quello di un edificio nuovo con funzioni strategiche”. Non sono mancate motivazioni politiche e logistiche, queste ultime legata alla necessità di riorganizzare la viabilità qualora la scuola fosse stata realizzata a Cesolo.
G.G.
(Approfondimento sul prossimo numero di Appennino Camerte)
In centinaia per l'ultimo saluto a Leonardo Sacchi. "Sei sempre con noi", "Ci manchi Sach". Tanti i lenzuoli bianchi e gli striscioni per dire addio ad un figlio, un fratello, un amico, un compagno di scuola e di squadra. Tutto questo era Leonardo Sacchi, il 18enne deceduto a seguito di un incidente stradale giovedì notte, lungo la strada Treia - Chiesanuova, di ritorno da una cena. È finito fuori strada e nonostante il rapido intervento del 118 e la corsa in ospedale, non c'è stato nulla da fare. Leonardo aveva 18 anni e da dieci giorni aveva preso la patente.
"Ti appassionava scoprire come erano fatte le cose - sono le parole del cugino, Davide Marchionne - le smontavi e rimontavi. Andavi oltre ogni cliché, il posto a capotavola in cui ti sedevi ai pranzi domenicali rimarrà vuoto ma tu ci sarai sempre".
Dopo il ricordo dei suoi compagni di classe, anche quello della professoressa di italiano che lo ha definito un ragazzo "amabile, posato e cordiale".
Tutte le iniziative della città di Treia previste per il weekend sono state annullate in segno di rispetto.
g.g.

Giornata di workshop oggi tra gli architetti dello studio MCA, con la partecipazione del sindaco Sandro Sborgia e di alcuni Consiglieri dell'amministrazione. Presenti anche il rettore di Unicam Claudio Pettinari e rappresentanti dell'Arcidiocesi.

Nel corso dell'incontro, Mario Cucinella ha illustrato uno studio sullo stato delle trasformazioni che ha subìto la città negli ultimi tre anni e sulle opportunità della ricostruzione. Un lavoro che l'architetto ha deciso di restituire alla città di Camerino, programmando una serie di soluzioni sulla base dei diversi incontri avvenuti nei mesi scorsi con l'amministrazione e l'Università, volti ad aggiornare la prima fase di stesura improntata nei mesi immediatamente successivi al terremoto, con la volontà di trovare insieme dei presupposti per ripartire, nonostante il territorio abbia nel frattempo subito modifiche.
Negli anni del post sisma, la città di Camerino ha registrato lo sviluppo di una nuova centralità urbana di servizi e di residenze ai piedi del centro storico, interventi definiti come “temporanei” ma che, ad oggi, hanno segnato in modo irreversibile il paesaggio e cambiato le stesse abitudini di vita della comunità. A partire da queste condizioni, risulta però evidente che il centro storico debba rimanere protagonista anche come luogo attivatore di un intervento strategico nella città: il suo “ripopolamento”, per il progetto WSR Camerino, rappresenta l’occasione di ripartire.
"È stato un incontro molto interessante - ha detto Luca Marassi, Capogruppo di maggioranza e consigliere con delega alla ricostruzione –. Un'opportunità unica per continuare a progettare il futuro insieme alle altre principali istituzioni della città. Soltanto un lavoro in sinergia e coesione d’intenti tra i pilastri del territorio sarà infatti in grado di dare vita ad opportunità reali e positive per la Ricostruzione e lo sviluppo. Tutto va naturalmente considerato con grande attenzione, ma da parte dell'Architetto c'è massima collaborazione ". Riparte dunque una nuova fase progettuale sulla base del confronto con le dinamiche ad oggi in atto nella città e che dovrà inevitabilmente proseguire grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini.
Elezioni regionali, l'Udc si riorganizza
20 Dic 2019“Abbiamo avviato una lunga campagna di ascolto dei nostri militanti e dirigenti marchigiani al fine di delineare un programma politico che aiuti le Marche a rilanciare un tema per noi centrale: il lavoro - ha dichiarato il sen. Antonio Saccone, commissario regionale delle Marche - Insieme al nostro capogruppo in regione, Luca Marconi, vogliamo coinvolgere tutte le persone che si riconoscono nei valori del popolarismo di Don Luigi Sturzo affinché, uniti si presenti una proposta politica omogenea sui nostri principi di cattolici e liberali. E’ evidente - continua il senatore Saccone - che nell’attuale quadro politico nazionale affermato dal nostro segretario nazionale, Lorenzo Cesa, e con l’ aggiunta dicitura dell’Udc nel gruppo al senato di Forza Italia, siamo impegnati nella alveo del centro destra per riaffermare con orgoglio, senza il bisogno di scimiottare i sovranisti di turno, la nostre radici e la nostra visione di una Italia forte in una Europa".
Stiamo lavorando in stretta collaborazione con i tanti amministratori locali aderenti all'Udc, a cominciare dal presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari - spiega il capogruppo in regione Marche, Luca Marconi - per mettere in sinergia le tante realtà che fanno riferimento ad esempio al Popolo delle famiglia, alle tante iniziative civiche e personalità che hanno a cuore il rilancio della nostra regione”.pa dei Popoli” conclude il senatore.
