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Neve e sisma- Aggiornamento Regione Marche
18 Gen 2017
Le frazioni ancora isolate sono al momento 56 nell'ascolano, tutte le frazioni di Montefortino e Amandola nel fermano, molte frazioni di Bolognola, Pieve Torina, Visso, Fiastra, Penna San Giovanni, Cessapalombo, Fornace, Camerino, Sarnano, Gualdo, Ussita, Fiordimonte nel maceratese.
Riattivate 9mila utenze ne rimangono ancora 21mila. L'Enel sta lavorando sul piano di rientro.
RIschio R4 valanghe a Bolognola. Il sindaco ha predisposto l'evacuazione di 60 persone che saranno trasferite in hotel.
Mezzi attualmente al lavoro oltre a quelli previsti dai piani antineve dei singoli Comuni:
Provincia di Ascoli
1 turbina, 44 spazzaneve, 5 ditte con ruspe gommate
Provincia di Fermo
20 ditte specializzate su 20 comprensori con 30 spazzaneve e 6 ruspe gommate
Provincia di Macerata
50 ditte private impegnate con 100 mezzi, 5 turbine, 20 autocarri trattori
Il Comitato operativo regionale Marche riunito in modo permanente ha organizzato la ripartizione delle squadre provenienti da fuori regione operative domani mattina:
Bolzano 1, Bolzano 2, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, provincia di Pesaro Urbino e Confservizi con 11 ditte.
Due stalle sono crollate a Sarnano dopo le nuove scosse di terremoto che hanno interessato anche il territorio marchigiano. Ad annunciarlo è la Coldiretti con le strutture, agibili ma rese più fragili dal peso della neve, che sono venute giù nell’azienda Vicerè, coinvolgendo 25 tra mucche e vitelli e una trentina di pecore. In mattinata altri novanta animali tra mucche e pecore erano rimasti uccisi e feriti nel crollo di una struttura provvisoria nell’azienda Lai e in quella di Umberto Beccerica, entrambe a Gualdo. Tutte e due le aziende erano state danneggiate nel sisma del 24 agosto e aspettavano da cinque mesi il modulo stalla promesso dalla Regione. Sale così il conto dei danni mentre 600 mucche e 5000 pecore restano al gelo a causa dei ritardi nell’arrivo delle strutture mobili. Ma con le forti nevicate si segnalano anche aziende isolate e difficoltà a portare il foraggio necessario per l’alimentazione degli animali.
Il sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha deciso di riattivare uno dei centri di accoglienza per la popolazione dopo il susseguirsi di nuove scosse di terremoto. La struttura, dotata di brandine e di personale che presterà assistenza a chi ne avrà bisogno, si trova presso la vecchia palestra dell’Istituto comprensivo “Padre Tacchi Venturi”. Chi lo vorrà potrà trascorrervi la notte.
E sempre il primo cittadino settempedano ha convocato d’urgenza anche una riunione del C.O.C., il Centro Operativo Comunale, che non è mai stato chiuso dopo le scosse di terremoto di fine ottobre al fine di seguire al meglio le fasi di gestione dell’emergenza che, in queste ore, riguarda sia il terremoto ma anche il maltempo.
La terra è tornata a tremare nell'Italia centrale: sono state quattro le scosse, con magnitudo superiore a 5, avvertite in maniera molto forte in tutta l'Italia centrale nel corso della mattinata. La prima scossa è stata avvertita alle 10.25 con magnitudo 5.1; la seconda, la più forte delle tre, è avvenuta alle 11.14 con una magnitudo di 5.4; la terza dieci minuti dopo (11.25) di magnitudo 5.3, un’altra di 5.1 alle 14.33
Decine le altre scosse registrate dall'Ingv, 3 sopra magnitudo 4, tante sopra magnitudo 3.
L'epicentro è stato localizzato nell'aquilano, generato dallo stesso sistema di faglie che si è attivato il 24 agosto e che ha colpito pesantemente anche il 30 ottobre. E' quanto emerge dalle prime analisi degli esperti al lavoro nella sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica Vulcanologia (Ingv)
'Non sono segnalate vittime '' al momento nelle Marche ma ''il resoconto dei crolli è reso difficoltoso dalla neve, che in alcune aree ha raggiunto cumuli di 3-4 metri''. Lo rende noto la Protezione civile regionale. Tutti i comuni del versante ascolano, maceratese e fermano sono innevati e le nuove scosse hanno innescato una serie di piccole slavine. Trentamila sono le utenze senza corrente elettrica, con le maggiori criticità nell'Ascolano. 60 Comuni chiedono turbine e personale.
A Camerino le scosse sono state avvertite distintamente dalla popolazione già duramente provata e, a complicare la situazione la straordinarietà di una nevicata per fronteggiare la quale il sindaco, in ausilio ai mezzi e ai dipendenti comunali già impegnati, ha chiesto l’intervento dell’esercito. Contattato il colonnello dell’Esercito che guida la Task Force 2 del Genio Militare, presente sul territorio.ha ottenuto la garanzia e la disponibilità ad un aiuto, una volta ottenute le dovute autorizzazioni dal Dicomac "Ho chiesto e sollecitato con una lettera alla Soi di Macerata e al Dicomac l'intervento dell'esercito- afferma Pasqui-, ma non ho ottenuto risposta.Una firma, un nullaosta dal Dicomac che manca - aggiunge - sta tenendo sotto scacco un'intera popolazione che si ritrova a fare i conti con le difficoltà enormi dovute alla straordinarietà di questa nevicata e ora del sisma. Siamo totalmente abbandonati a noi stessi".
"Abbiamo 47 frazioni, di cui molte isolate. Con le nuove scosse - continua - la gente ha paura, e con la neve ha la sensazione di non poter scappare".
La neve ha oltretutto ostacolato anche i sopralluoghi per la verifica di eventuali ulteriori danni nella zona rossa.
"Risulta impossibile verificare ulteriori eventuali danni in zona rossa- recita la nota del Comune- . L’ ingegner Marco Orioli, dell’Ufficio Tecnico Comunale, accompagnato da una squadra dei Vigili del Fuoco, ha effettuato un sopralluogo, ma le continue scosse e soprattutto la tanta neve che minaccia crolli dai tetti non hanno permesso di raggiungere tutte le zone per una verifica completa.
Sul terreno oltre un metro di neve che non è stato possibile rimuovere con mezzi proprio per evitare ulteriori vibrazioni, così come stabilito dagli stessi Vigili del Fuoco. Bisognerà, quindi, attendere le prossime ore per poter avere un quadro chiaro della situazione nel centro storico dopo le scosse di quest’oggi.
Per quel poco che è stato possibile esaminare non ci sono stati ulteriori crolli, mentre si è evidenziato un aggravamento delle lesioni in alcuni edifici. Tra questi il Palazzo Arcivescovile, già seriamente danneggiato nello spigolo che sovrasta l’accesso a Corso Vittorio Emanuele. Non sembra essersi aggravata, invece, la situazione della cattedrale del Duomo, con le lesioni alla base dei campanili che, almeno da questa prima verifica, è rimasta come era. Stessa cosa per il Palazzo Ducale, dove non si sono verificati ulteriori crolli e per il Quadriportico che non sembrerebbe aver subito ulteriori danni.
Nella parte posteriore della Chiesa di Santa Maria in via non si sono evidenziati crolli ulteriori, mentre è stato impossibile raggiungere in sicurezza Piazza Umberto I per accertare la situazione della facciata. Le operazioni di puntellamento nei vari edifici del centro sono chiaramente sospese per la giornata di oggi, mentre da un esame a vista si sono evidenziate alcune nuove lesioni in edifici che sovrastano le mura nel versante costeggiato da Viale Emilio Betti".
Prolungata fino a sabato la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado della città
Non il terremoto, non la neve, ma la burocrazia. In questi mesi di forte emergenza non ho mai voluto lamentarmi, ho evitato ogni polemica e ho cercato sempre e solo di capire le difficoltà enormi con cui tutti
facciamo i conti. Ma tutto ha un limite! Nella giornata di ieri, mercoledì 17 gennaio, abbiamo ufficialmente richiesto l’intervento dell’Esercito per aiutarci ad affrontare l’emergenza neve.
Uomini e mezzi, dopo 48 ore di lavoro senza sosta, non riescono a fronteggiare la situazione e, alla luce di questo, ho preso personalmente contatti con il dottor Cacciaguerra, della Prefettura di Macerata. Con la solita disponibilità e straordinaria cortesia, il funzionario mi ha messo in contatto con il colonnello
dell’Esercito che guida la Task Force 2 del Genio Militare, presente in queste settimane sul territorio.
Anche nel colonnello ho trovato grande disponibilità e la garanzia che, ottenute le dovute autorizzazioni dal Dicomac, i suoi uomini si sarebbero messi al lavoro per aiutare i dipendenti dell’ufficio tecnico comunale e quelli delle ditte che fanno parte del Piano Neve del nostro Comune.
Sono passate più di dodici ore, abbiamo scritto una richiesta e un sollecito sia al Soi che al Dicomac, ma di questa autorizzazione non vediamo nemmeno l’ombra. Una firma, un nullaosta dal Dicomac, che manca sta tenendo sotto scacco una intera popolazione che si ritrova a fare i conti con le difficoltà enormi dovute alla straordinarietà di questa nevicata. Questo non è tollerabile.
Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui
Nella serata di ieri un guasto della linea dell'Alta Tensione di Terna ha lasciato senza energia elettrica la Cabina Primaria AT/MT che alimenta la città di Tolentino.
La disalimentazione interessa anche altri comuni limitrofi.
I tecnici Assm sono stati al lavoro tutta la notte per cercare di alimentare comunque alcune zone di Tolentino con la propria produzione idroelettrica e con due linee di emergenza in Media Tensione provenienti da Pollenza e da Belforte del Chienti.
Terna avvierà le operazioni di riparazione della linea di Alta Tensione dalle prime ore della mattina e proseguirà per tutta la giornata.
Si prevede che l'energia elettrica potrà essere ridata all'intera città solo nel tardo pomeriggio, all'avvenuto ripristino della alimentazione da Terna.
Assm proseguirà per tutta la giornata nell'attività di alimentazione di alcune zone raggiungibili dalle linee di soccorso.
Purtroppo si prevede una situazione di disagio per la cittadinanza che si protrarrà per l'intera giornata.
Anche se non dipendente dall'ASSM, ci scusiamo comunque per l'enorme disagio che la situazione sta creando a tutti i cittadini e alle aziende.
Nella serata di ieri un guasto della linea dell'Alta Tensione di Terna ha lasciato senza energia elettrica la Cabina Primaria AT/MT che alimenta la città di Tolentino.
La disalimentazione interessa anche altri comuni limitrofi.
I tecnici Assm sono stati al lavoro tutta la notte per cercare di alimentare comunque alcune zone di Tolentino con la propria produzione idroelettrica e con due linee di emergenza in Media Tensione provenienti da Pollenza e da Belforte del Chienti.
Terna avvierà le operazioni di riparazione della linea di Alta Tensione dalle prime ore della mattina e proseguirà per tutta la giornata.
Si prevede che l'energia elettrica potrà essere ridata all'intera città solo nel tardo pomeriggio, all'avvenuto ripristino della alimentazione da Terna.
Assm proseguirà per tutta la giornata nell'attività di alimentazione di alcune zone raggiungibili dalle linee di soccorso.
Purtroppo si prevede una situazione di disagio per la cittadinanza che si protrarrà per l'intera giornata.
Anche se non dipendente dall'ASSM, ci scusiamo comunque per l'enorme disagio che la situazione sta creando a tutti i cittadini e alle aziende.
Si sta lentamente tornando alla normalità a Tolentino dopo le emergenze segnalate in più punti della città causate dalla mancanza di acqua ed energia elettrica.
L'abbondante neve, caduta ininterrottamente per oltre 24 ore ha portato, in modo particolare nelle frazioni, ad un manto nevoso di 50-60 centimetri che ha causato la rottura di un conduttore di alta tensione della società Terna. Il conduttore si è appoggiato sulla linea di media e bassa tensione ASSM provocando il distacco dell'energia elettrica. Diverse le zone rimaste per periodi più o meno lunghi senza elettricità, mentre sono attualmente ancora quattro le cabine monopalo nelle contrade Parruccia, Ancaiano e Pianciano rimaste isolate.
I tecnici ASSM - riferisce il comunicato- sono prontamente intervenuti, in condizioni climatiche a dir poco proibitive, per cercare di ripristinare il servizio, ma l'Azienda Terna ha fatto sapere di non poter intervenire prima di domani e di non riuscire a mettere in sicurezza la loro linea, per cui i tecnici ASSM non possono intervenire se non con dei gruppi elettrogeni di soccorso che si sta cercando di mettere in funzione. Sempre di natura elettrica, ma in questo caso di pertinenza Enel, la mancanza di acqua corrente in diverse zone della città.
Un black-out alla rete elettrica infatti ha bloccato le pompe dell'acquedotto di Valcimarra, lasciando diversi utenti per alcune ore senza acqua dai rubinetti di casa.
Anche in questo caso sono intervenuti i tecnici del servizio idrico ASSM.
Il lungo periodo di isolamento energetico ha purtroppo causato lo svuotamento dei serbatoi e delle reti causando un rallentamento nel recupero della normalità.
La situazione è attualmente tenuta sotto costante monitoraggio, con la speranza che non si ripresenti il disagio subito dai cittadini.
Ringraziamo tutti i cittadini per le numerose e civili segnalazioni fatte al numero delle emergenze 0733-956030 e- conclude la nota- ci scusiamo se alcuni utenti hanno trovato difficoltà a mettersi in contatto con il personale reperibile comprensibilmente oberato di chiamate.
Divieto di circolazione dei mezzi pesanti su tratti della Statale 16 in provincia di Macerata.
17 Gen 2017A decorrere dalle ore 14 del 17 gennaio e fino alle ore 14 del 18 gennaio, il Prefetto di Macerata Roberta Preziotti ha disposto il divieto di circolazione dei mezzi pesanti ( di massa superiore o pari alle 7,5 tonnellate) in direzione nord-sud sui tratti della Strada Statale 16 del territorio della provincia di Macerata. Il provvedimento si è reso necessario visti gli avvisi di condizioni meteo avverse diramati dal Dipartimento di Protezione Civile del Consiglio dei Ministri e del Centro Funzionale della Regione Marche, concernenti la previsione di eccezionali condizioni meteo con abbondanti precipitazioni nevose, e, anche a seguito dell’invito rivolto dalla Prefettura di Ancona ai Prefetti delle Marche ad adottare provvedimenti per inibire la circolazione sulla viabilità ordinaria di collegamento nord-sud dei mezzi pesanti, al fine di garantire la sicurezza della viabilità e l’incolumità delle persone,
Sono esclusi dal divieto i mezzi di soccorso, quelli appartenenti alle forze di polizia, alle forze armate, al trasporto pubblico e quelli adibiti a servizi di pubblica utilità.
Con la nuova ondata di maltempo iniziano a morire gli animali sepolti dalla neve nelle zone terremotate, con il gelo che ha reso ancora più difficili le condizioni di vita per uomini e bestiame, anche a causa dei ritardi nella consegna delle strutture mobili. A denunciarlo è la Coldiretti Marche, con le prime segnalazioni di pecore morte a causa del freddo, mentre le stalle già lesionate dal sisma rischiano di cadere sotto il peso della neve travolgendo quegli animali che non possono essere ospitati altrove. Dal Piceno al Maceratese, gli allevatori sono così costretti a tenere mucche e pecore all'aperto, in una situazione che nelle aree interne vede la neve ormai vicina al metro di altezza. E al danno degli animali morti si aggiunge la beffa di dover pagare i costi di smaltimento delle carcasse. Il maltempo sta inoltre aumentando ulteriormente l’enorme ritardo accumulato nella consegna delle stalle mobili richieste per il sisma del 24 agosto. Strutture che si sarebbe dovuto ultimare entro il 9 gennaio ma che in realtà non sono state ancora completate o, addirittura, nemmeno consegnate. Coldiretti ha chiesto alla Regione Marche di "cambiare passo" e accelerare garantendo la realizzazione dei moduli, compresi quelli richiesti dopo il sisma di ottobre. In tutto si tratta di oltre settecento tra container, tendoni-stalla e fienili. Per liberare le aziende dalla neve e per garantire la circolazione anche nelle campagne sono stati intanto mobilitati i trattori della Coldiretti attrezzati come spalaneve e come spandiconcime per la distribuzione del sale contro il pericolo del gelo. Evitare l’isolamento delle strade è necessario per consentire le forniture quotidiane del latte che deve essere munto tutti i giorni, ma anche per rifornire i mercati di verdure e ortaggi.
Mezzi e uomini dell’Ufficio Tecnico Comunale, insieme a quelli delle ditte private che fanno parte del Piano Neve 2017 sono al lavoro senza sosta da ore per garantire le migliori condizioni possibili di viabilità. In particolare nel quartiere di Vallicelle, dove oggi é ospitata la maggior parte degli sfollati, è stata disposta una presenza h24 di due mezzi, per garantire la percorribilità dell’unica via di accesso e di uscita rimasta transitabile e seguito del sisma dell’ottobre scorso. Non è stato possibile, infatti, alla luce di quanto stabilito in merito ai palazzi pericolanti di Via Seneca, riaprire l’arteria che attraversa il quartiere delle Conce su disposizione dei Vigili del Fuoco, neanche attraverso l’installazione di un dispositivo semaforico, nell’ulteriore emergenza dovuta all’abbondante nevicata di queste ore. Sussiste, infatti, un concreto pericolo per la pubblica incolumità dovuto alla compromessa staticità dell’immobile conosciuto come “Palazzo dei Carabinieri”.
Anche negli altri quartieri e nelle frazioni, chiaramente con riferimento alle strade di competenza comunale, uomini e mezzi sono al lavoro da quasi 48 ore, per contrastare gli inevitabili disagi alla circolazione.
Infine, si comunica che l’amministrazione comunale, sentita anche l’azienda di trasporti locale, ha disposto un ulteriore giorno di chiusura per le scuole di ogni ordine e grado, sospendendo quindi le lezioni per la giornata di domani e dopodomani, mercoledì 18 gennaio e giovedì 19 gennaio 2017.
