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Sono terminati da pochi i giorni i lavori di ristrutturazione della stazione ferroviaria cittadina, gravemente danneggiata dal sisma del 2016. Le lesioni avevano interessato sia i locali a piano terra sia quelli al primo piano, ma non era stata compromessa la funzionalità dell'edificio, che per tutti questi mesi ha continuato ad accogliere passeggeri in partenza e in arrivo.
L'intervento, effettuato dalle Ferrovie dello Stato, proprietaria dell'immobile, è iniziato lo scorso inverno e ha interessato tutta la struttura, cosi da rendere i locali accoglienti e funzionali come prima. E' tornato a pieno regime anche l'ufficio Informagiovani del Comune di Tolentino, che trova ospitalità proprio in uno degli spazi a piano terra della stazione. A conti fatti, è uno dei pochi lavori della ricostruzione post-sisma che è stato portato a termine a Tolentino. E' pochino, ma chi ben comincia...
Piano rifiuti. Oggi in provincia se ne discuterà a partire dalle 16:30 e il Movimento 5 Stelle e il Comitato Salva Salute di Castelraimondo gridano all’allarme Css.
I sindaci della provincia oggi si riuniranno per discutere il piano d’ambito per la gestione dei rifiuti che, come ricorda il Movimento 5 Stelle, “propone di di trasformare gli attuali impianti della Cosmari finalizzandoli alla produzione di CSS (combustibile solido secondario, derivante dalla spazzatura indifferenziata). Si chiede agli amministratori locali senso di responsabilità e rispetto dei cittadini, quindi di rifiutare un piano d’ambito che preveda la produzione di CSS nel nostro territorio”.
Le opzioni previste nel piano descrivono due scenari: l’opzione “zero”, che corrisponde a mantenere la situazione attuale con il trattamento dei rifiuti al Cosmari e il conferimento in discarica; c’è poi l’opzione “Css/materia”, che si propone di adeguare il Cosmari con impianti per la produzione del combustibile che poi verrà recuperato energeticamente “presso impianti autorizzato come cementifici o altri utilizzatori industriali”. Non solo, il bacino degli utenti potrebbe limitarsi alla provincia, ma anche essere esteso alle province di Ascoli Piceno e Fermo.
A preoccupare è anche la possibilità che venga individuato il cementificio di Castelraimondo come impianto per lo smaltimento del Css che ha già, peraltro, l’autorizzazione ambientale per farlo.
In tal caso, il Comune di Castelraimondo beneficerebbe di eco-indennizzi per 300mila euro circa all’anno.
“Dopo la lunga serie d’incendi che hanno funestato il comparto della valorizzazione dei rifiuti - si legge in una nota del Movimento 5 Stelle - se il Cosmari non potenzierà la raccolta differenziata, accetta le ‘passate minacce', e contribuirà al progetto che culmina con la dispersione dei rifiuti nelle case degli italiani attraverso un cemento ‘potenzialmente’ tossico.
Questo scenario, che desta profonde preoccupazioni, avrà come protagonista il cementificio di Castelraimondo, uno degli impianti più vecchi ed inquinanti d’Europa, che già in 40 anni di attività indisturbata, ha contribuito a rendere i comuni limitrofi quelli con il più alto tasso di tumori legati all’incenerimento (dati Istituto Superiore di Sanità). Non è una ipotesi utopica - sottolineano - in quanto esiste appunto, una richiesta di utilizzo del Css proprio in quell’impianto”. Il timore del Movimento è che nel territorio, già provato dal sisma, possano confluire i rifiuti non solo della Regione ma anche quelli provenienti da tutta Italia, poiché il Css è un prodotto e in quanto tale “libero di circolare indisturbato. La nostra aria - concludono - la nostra terra e noi cittadini verremo caricati di moltissimo inquinamento e malattie che non ci meritiamo essendo la provincia di Macerata, in Regione, quella che raggiunge il più alto tasso di raccolta differenziata”.
g.g.
Grave incidente sul lavoro nelle campagne di Pontelatrave. Travolto da una pianta mentre era intento a tagliarla, un uomo di 70 anni di origini peruviane, da tempo residente in zona . Subito si sono attivati i soccorsi e sul posto sono giunti gli operatori del 118 e i vigili del fuoco. Data la gravità delle ferite riportate nell'incidente, i sanitari hanno richiesto l'intervento dell' eliambulanza per il trasporto dell'uomo all'ospedale regionale di Torrette.
Risponde alla forte esigenza di comunicazione – informazione, più volte evidenziata dalla stessa popolazione, l’idea lanciata sui social dal sindaco Pasqui. Obiettivo è quello di organizzare un pubblico appuntamento fisso e aperto a tutti “ per discutere delle problematiche, piccole e grandi, relative al sisma”. Resosi conto della necessità di fare chiarezza su tante questioni, consapevole dell’importanza di colmare alcune lacune della informazione, il sindaco , per un prosieguo di tranquillità del cittadino e per incrementare consapevolezza e spirito di collaborazione, ha ritenuto che il confronto diretto con la comunità, rappresenti la migliore forma di comunicazione. A partire da gennaio, con un format in fase di studio, si apre dunque la possibilità di un incontro tra sindaco, amministrazione comunale e cittadini.“L’idea, per iniziare- scrive il sindaco sui social- è quella di utilizzare ogni ultimo giovedì del mese".
" Nell’ottica di un rapporto sinergico di collaborazione, anche di idee, tra l’amministrazione e la città - afferma il primo cittadino- ho inteso lanciare un appello alla mia comunità; in passato, per più motivi, non si è riusciti a rendere operativa questa tipologia di incontri ma, quotidianamente, avverto la legittima voglia dei cittadini di interfacciarsi su tante tematiche. C’è la disponibilità a farlo e, per la scelta di un orario comodo a tutti, ho pensato di chiederlo sui socialriscontrando grande interesse; inizieremo dunque con un incontro a cadenza mensile, da tenersi ogni ultimo giovedì del mese e, stando alle preferenze emerse, con tutta probabilità nel dopocena. Presenti tutti i responsabili dell’amministrazione inizieremo un dialogo costruttivo e di verità. La città ha sempre collaborato in maniera straordinaria- continua Pasqui E’ grazie alla vicinanza e all’affetto dimostrati fin da subito e mai mancati da parte dei miei cittadini che ho trovato la forza per andare avanti con sempre maggiore convinzione. Dobbiamo affrontare un percorso assolutamente complesso e ritengo essenziale la collaborazione. Gli incontri /confronto - spiega- saranno utili a dimostrare anche attraverso la documentazione che mostreremo, quali sono le difficoltà dei vari percorsi che interessano la città. Discuteremo delle varie questioni da risolvere e, anche di un futuro che, stando così le cose, appare alquanto nebuloso. E’ per questo che tornerò a spingere sull’acceleratore per chiedere a gran forza un’attenzione sul tema fondamentale, cioè quello di andare a rivedere il cratere sismico. Noi – prosegue Pasqui- abbiamo l’obbligo di riuscire a far sì che il Governo intervenga sul cratere, non per restringerlo bensì per dare ad ogni comunità la giusta medicina, cosa che oggi non viene assolutamente fatta. La medicina non può essere la stessa per tutti e non può guarire gli stessi mali che sono completamente diversi o diametralmente opposti. Preciso che le mie parole non sono tese ad escludere dal cratere qualche comune- conclude il sindaco- ; tutte le comunità colpite dal sisma debbono essere ricompresse nel cratere ma è necessario che siano attentamente guardate in modo da risolvere equamente i bisogni che si sono generati a seguito di un evento catastrofico”.
Carla Campetella
TOLENTINO – Si è conclusa lunedì 8 gennaio la vicenda dei circa 70 sfollati che erano stati alloggiati all'Hotel 77 di Tolentino.
Tutte le famiglie hanno trovato una sistemazione alternativa all'alloggio nella struttura ricettiva, dopo che la nuova proprietà dell'albergo aveva deciso di intrerrompere la convenzione con la Regione Marche e quindi non accogliere più chi non aveva una casa.
Le 70 persone, una cinquantina di Tolentino e una ventina di Caldarola, hanno scelto una soluzione alternativa: alcuni hanno trovato ospitalità nel villaggio contanier in via Colombo, altri hanno optato per il Cas (Contributo autonoma sistemazione, prendendo una casa in affitto), altri ancora in un paio di strutture ricettive nella zona di Tolentino.
Si è quindi chiusa positivamente questa vicenda, che aveva assunto dei toni decisamente surreali: nei primi giorni di dicembre, addirittura, all'Hotel 77 si era presentato l'ufficiale giudiziario, che avrebbe dovuto far allontanare forzatamente gli ospiti.
Un vertice tra Comune di Tolentino, Regione Marche e proprietà aveva poi permesso di prolungare fino all'8 gennaio la permanenza degli sfollati per consentire appunto di reperire una soluzione alternativa.
“Abbiamo risolto questa situazione in modo positivo – spiega l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Tolentino, Francesco Colosi – e non si sono state criticità.
Già dalla fine di novembre ci eravamo mossi per trovare un tetto a tutti gli sfollati. Se nessuno fosse stato in grado di organizzarsi da solo, noi avevamo gia avuto la diponibilità di alcune strutture ricettive vicino a Tolentino pronte ad ospitare le famiglie”.
I numeri di Tolentino sono ancora molto alti e dicono che sono circa 3500 i cittadini che non hanno la loro casa: 3195 usufruiscono del Cas (1389 nuclei familiari), 238 sono sistemate nei container di via Colombo e 161 nelle strutture alberghiere.
Sauro Ciarapica
La Shoes & company di Gianpiero Vico e Barbara Cacciolari, azienda dislocata nel territorio delle provincie di Macerata e Ancona con sede a Matelica, avendo a cuore le iniziative di volontariato ha fatto dono di attrezzature operative al Nucleo Cinofilo della Protezione civile del comune di Sefro.
Presenti nella sede amministrativa dell'azienda il coordinatore del gruppo, Valentina Polidori, l’istruttore cinofilo del nucleo, Claudio Mariani, Marta Papa conduttore cinofilo ed Ettore il cane addestrato alla ricerca di persone scomparse. Da sottolineare il continuo appoggio di Barbara Cacciolari, ormai pienamente operativa sotto il profilo amministrativo e divulgativo del nucleo cinofilo e del gruppo di Protezione civile del comune di Sefro.
Tra i progetti da lei piu’ sostenuti quello formativo ed informativo di avvicinamento degli alunni e degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.
"Si sta cercando di stimolare - così Barbara Cacciolari - l’innato spirito collaborativo dei ragazzi indirizzandoli verso forme costruttive, all’apertura dell’individuo alla socializzazione e alla collaborazione con il prossimo. Per questo è anche necessario migliorare la conoscenza e la comprensione del cane da parte del bambino o del ragazzo.
In ultimo, ma non di minore importanza, comprendere le motivazioni dell’abbandono per prevenire il randagismo poiche’ tutti i cani possono salvarci la vita".

Tra gli altri progetti per l’anno 2018 la continua sinergia del nucleo cinofilo con enti ed organizzazioni dislocate nel territorio marchigiano e non impegnate nel soccorso. "E' nostra intenzione sostenere - continua - il soccorso alpino e speleologico per la formazione, collaborazione operativa ed esercitazioni sul territorio, la collaborazione con Unicam con il sostegno del rettore Claudio Pettinari, la sinergia con le istituzioni comunali per la continua preparazione degli operatori e dei cani e la collaborazione con gli altri gruppi di Protezione civile dislocati nei territori del maceratese".
"Ho subito supportato l’iniziativa finalizzata al volontariato - dichiara Gianpiero Vico - e tengo a sottolineare che per quanto le aziende possano supportare donando, cosi’ come noi abbiamo fatto, mai si potrà ripagare la continua abnegazione, l'impegno, la passione e il sacrificio di tutti i nostri volontari che ogni giorno dedicano tempo e fatiche anche trascurando i propri affetti. A fronte di questo sono io che ringrazio i ragazzi della Protezione civile che si impegnano a 360 gradi. Li ringrazio, inoltre, per avermi aperto al loro mondo che, anche se informato, non conoscevo cosi’ a fondo. Inviterei anche le istituzioni a supportare questo tipo di iniziative che tanto danno alla comunità".

Camerino: riunione rinviata per il nuovo carcere
08 Gen 2018“Il nuovo carcere, per ora, rimane un proclama su Facebook” . A scriverlo, in una nota inviata alla stampa, è il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, spiegando i motivi del rinvio della riunione, inizialmente prevista per questo martedì 9 gennaio."Subito dopo l’annuncio dato dall’onorevole Irene Manzi, nelle scorse settimane- si legge nel comunicato- avevo convocato una riunione che consentisse di passare prima possibile ad una fase operativa. Per evitare che il periodo elettorale consentisse facili strumentalizzazioni di un argomento che invece ci sta molto a cuore e da cui dipende una buona fetta di futuro del tessuto economico della nostra città e del nostro territorio.Purtroppo- continua Pasqui- dei tanti soggetti a cui avevo inviato quella lettera, solo uno ha risposto: il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dottor Santi Consolo, che ringrazio per la considerazione, che suggerisce un rinvio della riunione prevista per questo martedì 9 gennaio .
Nella nota ricevuta- prosegue il primo cittadino- veniamo informati che “il comitato paritetico interministeriale per l’edilizia penitenziaria ha concordato sulla proposta di realizzazione di un istituto penitenziario di cento posti nell’area individuata dall’ex piano carceri. L’iter relativo alla gestione dell’appalto di tale nuovo istituto, è gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche della Lombardia ed Emilia Romagna. Relativamente ai finanziamenti, necessitando una somma di circa 15/20 milioni di Euro, la questione dovrà essere affrontata in sede di Comitato Paritetico. Nelle more del reperimento dei fondi, questo Dipartimento sta lavorando sulla predisposizione dello schema di istituto ad alta valenza socio-riabilitativa e a contestuale basso impatto ambientale, secondo i modelli proposti dagli Stati generali sull’esecuzione penale. Tale studio di fattibilità dovrebbe essere pronto entro la fine del mese corrente e quindi potrà essere trasmesso al MIT. Ciò premesso, un incontro in tempi così ravvicinati come quelli proposti appare prematuro e, in ragione della citata competenza in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, potrebbe essere più opportuno tenerlo in una sede centrale”.
Preso atto della nota e del fatto che nessuno degli altri soggetti convocati ha risposto al mio invito- sottolinea il sindaco - ho ritenuto doveroso rinviare la riunione prevista al mese prossimo, con data da definirsi e, accogliendo il suggerimento del capo del DAP, da tenersi a Roma.
Da anni, la mia e altre amministrazioni prima di me, ci adoperiamo per realizzare il nuovo carcere a Camerino. Anche subito dopo il sisma, avevamo avuto una riunione a Roma con il sottosegretario del Ministero della Giustizia, oltre a incontri per illustrare progetti e prospettive. Credevamo, dopo l’annuncio delle scorse settimane (dato anche tramite social network da esponenti di partiti di governo) di aver aggiunto un altro importante tassello verso la realizzazione di un’opera strategica al futuro della nostra economia. E vogliamo crederci ancora! Convinti, quindi, che non sia questo il caso- conclude la nota- vogliamo tuttavia far presente che non permetteremo temporeggiamenti che rischiano di sembrare strumentali. Soprattutto in considerazione del fatto che siamo in piena campagna elettorale”.
Divieto assoluto di somministrare cibo ai piccioni, obbligo (per i proprietari di immobili interessati dalla nidificazione o presenza dei volatili) di rimuovere gli escrementi e mantenere pulite le aree pubbliche a proprie spese e, nel caso tutto ciò non sia sufficiente, a segnalare al Servizio Igiene la problematica. Quest’ultimo potrà ordinare il collocamento di schermature e altri interventi per escludere o limitare la presenza dei piccioni.
È la prima ordinanza del 2018 firmata dal sindaco di San Severino Rosa Piermattei, che fa seguito a quella dell’ex primo cittadino Cesare Martini nell’ottobre del 2015. Allora il provvedimento aveva carattere sperimentale e serviva a verificarne l’impatto e, ovviamente a valutare possibili variazioni. Già l’Amur tempo addietro si era espressa sul problema dei volatili, evidenziando che “i piccioni, nel centro storico in special modo, sono in condizioni di sovraffollamento e rappresentano per la comunità e anche per gli animali domestici un potenziale pericolo per la salute. Ci sono anche aspetti non strettamente sanitari, quali il danneggiamento della pietra degli edifici e dei monumenti a causa della composizione acida degli escrementi dei piccioni. Inoltre i guani sono pericolosi perché viscidi anche per i pedoni che inavvertitamente potrebbero calpestarli”.
Per contenere il fenomeno si era stabilito di eliminare l’apporto alimentare da parte dei cittadini, di ridurre i luoghi dove nidificano e dove sostano i piccioni, e di procedere con pulizie e disinfestazioni.
L’ordinanza del sindaco Piermattei ribadisce queste intenzioni e quanto stabilito decretando che è assolutamente vietato dare cibo ai volatili, e che tutti i proprietari degli immobili interessati dalla nidificazione e dalla presenza dei piccioni dovranno provvedere a proprie spese a rimuovere gli escrementi presenti sui terrazzi, nelle soffitte, sui cornicioni e quant’altro; a mantenere pulite le zone sottostanti i loro fabbricati; e a segnalare eventualmente alla polizia locale il persistere del problema. Il personale provvederà a effettuare un sopralluogo e a informare il servizio igiene e sanità pubblica che potrà ordinare il collocamento di schermature o diaframmi dissuasori. Per chi non rispetterà tali provvedimenti verrà sanzionato con una multa fino a 500 euro.
g.g.
Prima campanella nella nuova scuola di Pieve Torina per i bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado. È stato il sindaco, Alessandro Gentilucci, a dare il via alle lezioni per la prima volta, con un'ospite d'eccezione: il commissario straordinario alla ricostruzione, Paola De Micheli, che ha voluto essere presente ed ha accompagnato i piccoli studenti nelle rispettive classi.
“Ritorniamo alla normalità – ha detto il primo cittadino – in un paese dove oltre il 90% delle abitazioni sono andate distrutte. Poter tornare in una struttura definitiva, con stabilità, serenità, è il senso profondo di questo momento. I nostri ragazzini, per poter andare a scuola sotto ad un tendone sotto al quale le condizioni non sono state delle migliori, hanno fatto tanti sacrifici, affrontato ogni giorno almeno 200 chilometri di spola dalla costa. Ma questa è la ragione per cui abbiamo dato il massimo ed oggi possiamo dire di avercela fatta”.
Ai bambini anche il saluto di Tonino Dominici e Sandro Paradisi, promotori del progetto Succisa Virescit e principali finanziatori e quello di Antonio Mastrovincenzo, presidente dell'assemblea regionale.
“Ho parlato con tanti bambini – ha commentato il commissario De Micheli – e quello che per primo e più forte di tutti ho percepito è la voglia di rimanere qui a Pieve Torina, il desiderio di non stare in nessun'altra parte al mondo. Se oggi ricostruiamo è per loro, per dare loro un futuro stabile e proficuo a loro che saranno i nostri dirigenti di domani. In particolare però, oltre ai tanti sponsor che hanno permesso la costruzione di questa scuola definitiva, io devo ringraziare il sindaco, Alessandro Gentilucci, per l'impegno e la determinazione che sta dimostrando giorno dopo giorno per affrontare questa grande sfida che è la gestione del post-sisma in un paese distrutto come il vostro”.
Il sindaco Gentilucci suona la prima campanella nella nuova scuola

Il Commissario alla Ricostruzione Paolo De Micheli nel primo giorno di lezioni nella nuova scuola

A Camerino, come da tradizione, nel giorno dell'Epifania si è svolta la Festa del Torrone al centro del City Park. In una città devastata dal sisma si cercano di mantenere intatte le tradizioni e la manifestazioni. Arriva, al riguardo, la critica del consigliere Pietro Tapanelli che paragona la città ducale al Titanic, fornendo al contempo la sua ricetta. Di seguito la nota del consigliere comunale
Oggi rischio grosso. Coscientemente e scientemente voglio criticare le iniziative turistiche che, dal sisma a questa parte, stanno continuando a Camerino, nella normalità più assoluta, come se non fosse successo alcunché. Lo so, qualcuno mi dirà che sono pazzo e che, politicamente, dovrei tacere evitando il rischio di inimicarmi i valorosi volontari che, eroicamente, mettono impegno e soldi, ad esempio, nella Festa del Torrone.
Ieri, proprio durante i festeggiamenti del dolciume tipico natalizio che si sono tenuti al City Park di Camerino, ho avuto come l’impressione di trovarmi sul Titanic. La città cola a picco e tutti, governance cittadina compresa, sembrano ancora far affidamento sulla inaffondabilità del transatlantico ducale. Credo ci voglia onestà e franchezza, nonché responsabilità politica, nel dire che la realtà, a Camerino, è totalmente cambiata a causa del terremoto. Bisogna trovare il coraggio di dire, e capire, che non si può più continuare a concepire, ed organizzare, eventi per i pochi camerinesi ancora residenti. Già questo modo di lavorare non lo condividevo prima, ma oggi sta assumendo i tratti di una condotta dolosa.
In uno degli ultimi consigli comunali ho suggerito al Sindaco di puntare su due o tre eventi. Corsa alla Spada, Camerino Festival e, perché no, Festa del Torrone, ma finanziando seriamente la loro attività, con piani di comunicazione seri e professionali e che, quindi, siano in grado di evitare che queste feste diventino sempre di più innocue dosi di morfina per il paziente in fin di vita. In questa fase, drammatica, occorrono decisioni nette che, purtroppo, scontenteranno qualcuno. Non per dispetto verso alcuni, ma per il bene della città. Poche cose, ma fatte bene e investendo denari pubblici. Non è più tempo di accontentare tutti pensando solo alla prossima tornata elettorale.
La mia è una ricetta vincente? Non lo so, ma è doveroso provare. Continuando così, il naufragio è cosa certa e la Banda Città di Camerino, che spesso accompagna con i suoi concerti tali manifestazioni, verrà ricordata alla pari dell’orchestra del Titanic, continuando a suonare e facendo credere che tutto stia andando bene.
Se non ci sono i soldi, come qualcuno obietterà, è dovere dell’amministrazione adottare proteste politiche ed istituzionali esemplari e ferme. Se, ad esempio, gli organi sovracomunali non si adoperano per realizzare neanche un passaggio pedonale, occorre dimettersi, per protesta, e consegnare le chiavi della città al commissario per la ricostruzione. Mi dispiace dirlo, ma il tirare a campare non deve più essere tollerato.
Sicuramente riceverò pernacchie per questo mio pensiero, anche se Eduardo De Filippo insegnava che c’è pernacchio e pernacchio, anzi il vero pernacchio non esiste più e quello di oggi è solo volgare e brutto, e nulla verrà preso in considerazione, ma come consigliere comunale mi sento in dovere di dire certe cose, anche se impopolari.
Aggiungo la proposta di riserva, anche alla luce dell’impossibilità, tutta camerte, di fare un benedetto passaggio pedonale nella zona della New Town di Camerino. Diamo l’incarico al maestro pasticcere Attili, artefice del torrone più lungo del mondo. Lui, in questo marasma, è l’unico che riesce a fare qualcosa. Il ponte, per far attraversare i poveri pedoni, lo possiamo fare con albume, zucchero e mandorle. Chissà che non venga fuori il torrone con passaggio pedonale più lungo del mondo. Ad maiora!
Pietro Tapanelli – Consigliere comunale di Camerino
