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Magma e terremoti. Tondi: “Nulla cambia rispetto alla pericolosità sismica dei nostri territori”
12 Gen 2018L’Ingv ha scoperto che sotto l’Appennino meridionale, in profondità, esiste una sorgente di magma che può generare terremoti “di magnitudo significativa” e più profondi rispetto a quelli finora registrati nell’area. Può interessare anche le Marche questo tipo di terremoti, e, in che misura posso no rappresentare un pericolo? Lo abbiamo chiesto al geologo Emanuele Tondi, responsabile della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino.
“Il fatto che vi siano intrusioni magmatiche al di sotto dell’Appennino non è una novità- spiega Tondi- In passato, geologicamente parlando, il magma è arrivato anche in superficie; colate di piccole dimensioni- continua il geologo- sono state registrate nell’Appennino umbro-laziale, come anche in Vulture e Basilicata dove sono presenti grossi vulcani. La novità è che è stato dimostrato che tali intrusioni magmatiche possono anche generare appunto terremoti profondi, sismi di origine vulcanica che in Appennino non erano noti, ma senza che nulla cambi per quanto riguarda la pericolosità sismica del nostro territorio. Parliamo comunque di terremoti profondi e diversi rispetto alla sequenza sismica dello scorso anno- precisa Tondi-; avvengono introno ai 20-25 chilometri di profondità. Come si ricorderà ve ne fu uno durante la sequenza sismica di Umbria –Marche nel 1998 ed è importante scoprire sempre la genesi di un sisma che può dipendere da sforzi tettonici o come è stato scoperto dall’INGV, anche da intrusioni magmatiche”.
C.C.
Presentato a Visso il progetto "Porta della Sibilla", un percorso naturalistico, storico e culturale che si snoderà per 10 chilometri dentro il Parco naturale dei Monti Sibillini e che collegherà i Comuni terremotati di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Verrà in parte finanziato dai fondi donati dalle Assemblee legislative delle Regioni di tutta Italia, che hanno raccolto in totale un milione e 100 mila euro per le popolazioni colpite dal sisma. Di questa somma, 470 mila euro saranno destinati al progetto “ Porta della Sibilla” (che ne costerà circa 850 mila).
A illustrarlo i sindaci di Visso , di Castelsantangelo sul Nera e il sub commissario del Comune di Ussita presenti in rappresentanza di tutte le assemblee legislative regionali che hanno raccolto aiuti i presidenti dei consigli regionali delle Marche Mastrovincenzo, dell' Umbria Porzi e Friuli Venezia Giulia Iacop, coordinatore delle Assemblee legislative italiane .
" Una progettualità che dimostra la solidarietà da parte dei Consigli regionali della penisola". Così il presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo. " Come ufficio di Presidenza del Consiglio regionale delle Marche- ha aggiunto- abbiamo proposto che tali fondi fossero riservati a tre dei comuni maggiormente danneggiati dal terremoto, Ussita, Castelsantangelo e Visso. I sindaci hanno molto apprezzato la nostra proposta e loro stessi hanno scelto e condiviso il progetto da finanziare. Credo che sia un segnale di forte solidarietà e attenzione da parte di tutte le regioni italiane, nei confronti di territori così duramente colpiti. Un passo sicuramente importante per il rilancio turistico delle zone montane,anche se naturalmente dobbiamo pensare alla ricostruzione e a tutti gli altri aspetti ad essa connessi. Come sottolineato dai sindaci, bisogna comunque guardare avanti, al rilancio dei territori, dopo e durante la ricostruzione. Un segnale significativo non solo dal punto di vista turistico ed economico ma di valenza sociale per la popolazione locale".
C.C.
Al via la Notte Nazionale del Liceo Classico. Docenti e studenti del Liceo “Filelfo” hanno allestito un interessante programma per una serata che, complice la Luna, promette emozioni forti.
Questa sera, a partire dalle 21, prenderà il via la quarta edizione dell'evento che conta ormai sull'adesione di più di 400 licei in tutta Italia.
Sul palco del teatro “Spirito Santo” studenti e docenti intratterranno il pubblico con letture, performances teatrali ed esibizioni musicali "a tema": il leit motiv scelto per l'edizione 2018 è infatti la Luna, musa ispiratrice di poeti e artisti di tutti i tempi, fin dall’epoca classica. Uno dei momenti centrali dell’evento sarà la rappresentazione de “Le donne al Parlamento. Make Athens Great Again!”, riadattamento in chiave attuale della commedia di Aristofane “Ecclasiazuse”: lo spettacolo, già proposto con grande successo la scorsa estate all’anfiteatro romano di Urbisaglia, scaturisce dalla fruttuosa esperienza di un laboratorio teatrale allestito durante lo scorso anno scolastico dalle classi terze e quarte dell’Istituto, ma la sceneggiatura è stata ulteriormente rivista in occasione della “Notte” in modo da favorire la partecipazione di nuovi studenti. Non mancheranno poi gli ospiti illustri: il giornalista, storyteller e documentarista Luca Pagliari, collaboratore della RAI e di testate giornalistiche ed emittenti radiofoniche come Radio DeeJay, RDS (di cui è stato anche Direttore) e Radio 24. Interverrà sul tema "Il peso delle parole", un argomento attualissimo e che tocca anche uno dei fenomeni sempre più diffusi tra i giovani, il cyberbullismo.
Sauro Ciarapica
Obiettivo raggiunto, 103 casette consegnate. Oggi, a partire dalle 13, si è svolta l’ultima cerimonia di consegna delle soluzioni abitative emergenziali di San Severino. Ora il villaggio Campagnano, nel rione San Michele, è completo. Erano rimasti 22 famiglie a dover prendere possesso della loro casetta. Presenti, fra gli altri, anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti.
“Abbiamo completato la consegna delle 103 casette a San Severino e questa mi sembra proprio una bella notizia – ha commentato il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei –. Mi sento solo in dovere di dire grazie a tutte le persone che hanno lavorato a questo importante cantiere che restituisce una speranza e una dignità a tante famiglie colpite dal dramma del sisma. Qualcuno ha vissuto per quattordici mesi in un camper, qualcuno in un capannone. In questo momento di festa ho davanti però anche la realizzazione della nostra scuola provvisoria il cui finanziamento ci è stato riconosciuto da oltre un anno ma che, a causa delle procedure, non ha visto ancora partire i lavori. Era una scuola provvisoria che andava realizzata in emergenza e non con le procedure ordinarie. Anche per la ricostruzione dell’Itts “Divini”, che è di proprietà della Provincia, non possiamo più attendere oltre”.
Un obiettivo raggiunto, secondo Sciapichetti, grazie al solido rapporto di collaborazione tra amministrazione e regione: “Un altro tassello va nel posto giusto in questa lunga e faticosa rincorsa per la consegna delle Sae. Voglio ringraziare il sindaco e l’Amministrazione perché qui più che altrove si è favorito il rapporto amministrativo e umano tra le persone. Grazie a questo spirito di collaborazione qui si è riusciti a consegnare le casette prima che altrove. E’ vero - ha aggiunto - che la situazione dell’urbanizzazione era un po’ diversa anche rispetto ad altri comuni ma si è privilegiato anzitutto il fare rispetto che al dire e alle polemiche. Grazie anche ai cittadini che hanno aspettato questo momento e sopportato con dignità questa situazione drammatica e difficile perché il non avere una casa non è una cosa facile da sopportare. Le strutture - ha concluso - non sono come le vostre abitazioni ma sono una sistemazione dignitosa. Adesso deve partire la ricostruzione, soprattutto quella leggera, che se portata avanti con determinazione potrebbe far rientrare nelle abitazioni migliaia di persone”.
g.g.
Il bracccio meccanico della gru dell'impresa esecutrice dei lavori, aggancia con la pinza grondaie, ringhiere. Polvere e prime macerie che rotolano gù dal palazzo di via Seneca davanti agli occhi curiosi e al rumore dei pensieri di numerosi abitanti del quartiere Le Conce. Anche il primo cittadino Gianluca Pasqui è arrivato in zona per seguire le prime opere di demolizione del palazzo di via Seneca n.36. E i segnali di passi in avanti per l'amministrazione si mescolano alla forte partecipazione emotiva e agli occhi lucidi dei presenti.

" Arrivando qui e considerato il lungo iter che ha portato ai lavori di demolizione- commenta il sindaco Pasqui- pensavo che comunque le sensazioni sarebbero state positive; in verità guardare i lavori in corso è qualcosa che non può emozionare e commuovere. E' un pezzo di storia della nostra città, un pezzo di vissuto delle famiglie e della vita di tutti i cittadini che se ne va e, da uomo, i sentimenti che provo sono forti. Sono cresciuto qui e tutto questo mi tocca personalmente. Da sindaco tuttavia- prosegue Pasqui-, esprimo soddisfazione perchè, si è giunti al risultato, dopo un lungo percorso e dopo una serie di vicende che meriterebbero approfondimenti. E la luce che si apre è quella della ricostruzione. Alla demolizione seguirà la riapertura di una strada, il rilancio della città, un altro percorso che sfocierà nella costruzione da nuovo, di un edificio pienamente rispondente alle normative antisismiche. Al dilà della sofferenza che noi tutti proviamo davanti a questa scena- sottolinea il sindaco- il segnale è che la città non si ferma; sono sicuro e convinto di aver fatto assolutamente il massimo con gli strumenti a mia disposizione. Bisognerebbe forse intervenire sugli strumenti affinchè nella nostra splendida penisola, le cose possano procedere ancora in maniera più veloce. Ad oggi- conclude - ritengo realmente di aver contribuito a portare a casa un risultato straordinario per una struttura che inizialmente, per una serie di circostanze circoscritte corredate da documenti, avrebbero condotto a percorsi diversi che invece siamo riusciti a portare a termne diversamente con una demolizione".
Per la riapertura al transito di viale Seneca, bisognerà attendere circa un mese; intanto operai e mezzi continueranno a lavorare all'abbattimento del palazzo. Per consentire l'esecuzione dei lavori in sicurezza e facilitare il transito dei veicoli inpiegati nele opere e nella rimozione macerie, il mercato settimanale del sabato è stato trasferito a Vallicelle nello spazio adibito alle attività commerciali dell'area "Vallicenter" dove, dal 13 gennaio, troveranno posto le bancarelle


Scuole Luzio e Divini, un silenzio assordante
11 Gen 2018Cantiere fermo per i moduli scolastici della Luzio e silenzio assordante anche in quello dell’Itts Divini. L’associazione 108-Una scuola per la vita chiede risposte circostanziate e tempi certi all’amministrazione comunale, alla Provincia e alla Regione.
Lo scorso 25 novembre l’associazione - ricordano in una nota - ha partecipato all'evento benefico ‘Ricostruiamo il futuro' nell'auditorium di Vimodrone, dove si è svolta la consegna di una raccolta fondi promossa da 20 comuni della Martesana e destinata alla realizzazione della nuova scuola provvisoria a San Severino.
"Gli oltre 77mila euro raccolti dai comuni della Martesana - sottolinea Cristina Carboni, presidente dell'associazione settempedana - sono stati destinati alla realizzazione della nostra scuola provvisoria grazie ai nostri amici di Cassano d'Adda (uno dei 20 coinvolti). La combattiva Chiara Manzoni e il disponibilissimo sindaco Roberto Maviglia hanno supportato le nostre iniziative per promuovere il territorio marchigiano e per esporre le problematiche legate alle scuole cittadine ed ovviamente siamo molto soddisfatti di questo epilogo, frutto di mesi di incessante lavoro.
Purtroppo - sottolinea - in concreto, nulla ancora si muove. Dobbiamo guardare in faccia alla realtà. Abbiamo atteso con responsabilità e pazienza che i moduli ad uso scolastico che sostituissero il plesso Luzio fossero installati, che la ricostruzione dell'Itts Divini prendesse quantomeno avvio, che si presentasse il progetto esecutivo del nuovo polo scolastico, ma invano”. È per questa ragione che l’associazione chiede risposte circostanziate e tempi certi, “anche per onorare tutti i donatori che da ogni parte d'Italia stanno cercando di aiutare la nostra comunità”.
Proprio per chiedere conto e ragione dei ritardi che sembrerebbero sempre legati alle lungaggini burocratiche insite nella normativa post sisma, ma che ormai sembrano, a molti, scandalosi e inaccettabili, l'Associazione 108, nelle ultime settimane, sta tempestando di missive le amministrazioni comunali, provinciali e regionali.
L’amministrazione comunale, da parte sua, lo scorso 20 dicembre ha firmato il contratto con il Miur per la realizzazione dei moduli scolastici della Luzio nei giardini del rione di Contro. Da allora sono stati già fatti gli interventi, come il taglio dei cespugli e delle piante, per predisporre il cantiere ma i lavori veri e propri non sono ancora partiti.
g.g.

Che bruciare Css fosse conveniente per gli impianti che ne hanno la possibilità, e per chi lo produce, è un dato di fatto. Ma che addirittura giovasse all’ambiente ha davvero dell’incredibile. E questo è quanto è emerso dalla relazione di Fausto Brevi rappresentante di Oikos Progetti (una società che si occupa di progetti ambientali), nel corso dell’illustrazione del piano d’ambito per la gestione dei rifiuti nella sede della provincia di Macerata.
Il Css è il combustibile che viene ricavato dalla lavorazione dei rifiuti indifferenziati, e può essere “valorizzato energeticamente”, cioè trasformato in energia, bruciandolo come combustibile in impianti quali cementifici o altre strutture industriali che possiedono forni.
Ai sindaci della provincia, o loro rappresentanti, è stato presentato un documento che ha già messo in allarme non solo gli attivisti del Movimento 5 Stelle, ma anche il Comitato Salva Salute di Castelraimondo.
La relazione è iniziata con una disamina dei punti di forza del sistema di gestione rifiuti in provincia, descritto come perfettamente autonomo. Come già noto, la provincia è un esempio di virtuosità per quanto riguarda la raccolta differenziata, che supera il 74%. Per questo “andrà rafforzato l’impegno verso la prevenzione dei rifiuti, proseguendo nel percorso già avviato. Sarà inoltre posta la massima attenzione ad orientare il sistema organizzativo dei servizi verso il riconoscimento dell’impegno degli utenti” con tariffe su misura. Ma dato che si può sempre migliorare, il dottor Brevi ha illustrato anche diversi scenari: “L’opzione Css/Materia prevede che al Cosmari venga ripristinato l’impianto andato distrutto dopo l’incendio con l’adeguamento per la produzione di Css, da smaltire poi in impianti già esistenti che oggi usano combustibili tradizionali (cementifici o altro)”. Che il Cosmari non tornerà a bruciare Css, è stato più volte ripetuto ed è un concetto assodato. Ma riappare a questo punto lo spettro del cementificio di Castelraimondo.
Anche perché, ha spiegato poi Brevi, non ci sono tante possibilità secondo lo studio Oikos: “O si opta per l’opzione ‘zero’, vale a dire lasciare la situazione com’è allo stato attuale, senza raggiungere obiettivi ancora più virtuosi, o produrre Css da vendere ad impianti che lo valorizzerebbero energeticamente. L’alternativa è adeguarsi al decreto Salva Italia, realizzando un inceneritore da 130mila tonnellate”. Dopo la presentazione di Brevi, la parola è stata lasciata ai sindaci o loro rappresentanti ed è stato a questo punto che Franco Frapiccini di Recanati e Fausto Moccechini vicesindaco di Montelupone hanno chiesto che vengano valutate ulteriori possibilità e tecnologie meno impattanti per l’ambiente: “Conosco la tecnologia Flameless - ha precisato Moccechini - che consiste nell’ossidazione in pressione, senza camini, ed è adatta per rifiuti di qualsiasi tipo. Ne risulterebbero ceneri vetrificate, completamente inerti e a impatto zero per l’ambiente”.
È per rispondere a queste osservazioni che Brevi ha precisato che “valorizzare energicamente il Css non è impattante per l’ambiente, anzi. Il Combustibile Solido Secondario è un’alternativa ai combustibili tradizioni”.
Assolutamente contrari anche il sindaco di Belforte Roberto Paoloni e l’assessore al Bilancio di San Severino Tarcisio Antognozzi.
“Quello che Oikos ci ha presentato - ha esordito Paoloni - cozza un po’ con quanto l’assemblea dei sindaci decise nel 2013. I rifiuti usati come combustibile sono una questione che abbiamo superato nel 2013. Allora non ero sindaco ma condivisi la scelta fatta, il nostro territorio - ha sottolineato - ha fatto una scelta ben precisa e non ha alcun senso tornarci sopra chiamando le cose con un falso nome. Ci sono altri scenari che possiamo percorrere perchè non sempre le scelte che il governo fa sono giuste per il territorio. È una questione di coerenza con le scelte compiute”.
Sì al biogas, dice Paoloni, e sì alla riduzione dei rifiuti ma la sopravvivenza della discarica di Cingoli per due ulteriori anni non giustifica l’incenerimento: “guardiamo avanti - è tornato a dire - piuttosto concentriamoci sulla tariffazione puntuale. I cittadini che non fanno la differenziata devono pagare di più e chiedo anche l’immediato stanziamento di fondi per la demolizione del camino del Cosmari”.
Un applauso del pubblico presente ha chiuso l’intervento di Paoloni dopo il quale ha preso la parola il sindaco di Treia Franco Capponi: “Io non credo alle favole, il rifiuto zero non esiste. Il modello migliore è quello in cui il cittadino realizza una differenziazione virtuosa. Per questo punterei sulla tariffazione puntuale. Per quanto riguarda l'aspetto strategico - ha aggiunto - dobbiamo perseguire l'obiettivo di essere un punto di riferimento per il centro-sud della regione. Macerata deve essere capofila per il trattamento del verde e dell'umido tramite il biometano, e dell'indifferenziato con la produzione di Css. Al nord Europa cercano materiali di questo tipo. Dico sì alla messa a punto del sistema Css qualora trovassimo un mercato sicuro. Siamo virtuosi - ha concluso - ma non lo trasformiamo in tornaconto”.
Non per forza quello che è legale deve essere giusto, e non è detto che ciò che conviene sia giusto. A dirlo è stato Tarcisio Antognozzi di San Severino: “La continua ricerca di eccellenza ci ha permesso di raggiungere ottimi risultati. Dopo la presentazione trasparente di Oikos è il momento che ciascuno di noi dica da che parte vuol stare. Bisogna studiare anche altri scenari perché il Css fa male a noi - ha detto - fa male se lo portiamo altrove in Italia, e fa male anche se lo esportiamo all’estero. Abbiamo la capacità culturale per trovare altre soluzioni perché il Css lo abbiamo abbandonato nel 2013”.
g.g.
Al via le operazioni per la demolizione di palazzo Toffee nel quartiere Le Conce a Camerino. A darne notizia l'ufficio tecnico comunale. I lavori dovrebbero terminare entro un mese dopodichè sarà possibile la riapertura al traffico di viale Seneca, interdetto da oltre un anno ai pedoni e alla circolazione delle auto proprio in corrispondenza del palazzo, con l'impossibilità di utilizzare la via per raggiungere velocemente viale Giacomo Leopardi o via Et Poi si more.

Sul posto sono già in fase di allestimento bracci meccanici, gru e altri mezzi necessari per il corretto eseguimento di tutte le operazioni. Messi in sicurezza gli edifici vicini, ora l'impresa Papa Nicola di Macerata potrà dar via all'abbattimento del palazzo di viale Seneca n.36. Costo delle opere 173mila euro.

Ormai in fase di ultimazione nelle immediate vicinanze di piazza Neghelli, la messa in sicurezza della chiesa di Sant'Anna
C.C.

Accusa un malore mentre è alla guida della sua auto ed esce dalla sede stradale. L'incidente è avvenuto alle 15.30 circa in località Cesi/ San Martino di Serravalle del Chienti. L'anziano, un 87enne di Visso, si è sentito male mentre percorreva la strada in direzione Cesi alla guida di una Fiat Punto; il mezzo, fuori controllo è uscito di strada ribaltandosi. Sul posto è subito intervenuto il personale del 118; i sanitari purtroppo non hanno potuto che constatare il decesso dell'anziano, probabilmente avvenuto per infarto, prima dell'uscita di strada.Sul luogo dell'incidente, per i rilievi di rito, sono intervenuti i Carabinieri del comando stazione di Serravalle del Chienti e per la rimozione del mezzo i Vigili del fuoco di Camerino.
La cultura classica si prepara a far festa. Dall’iniziativa ideata e promossa da Rocco Schembra, docente di Latino e Greco al Liceo Classico Gulli e Pennisi di Acireale,con il patrocinio del Miur,oltre 400 scuole hanno scelto quest’anno la data del 12 gennaio per presentarsi al pubblico con iniziative di vario genere ne” La Notte Nazionale del Liceo Classico” inno festoso alla cultura umanistica, giunto alla sua quarta edizione..
Sei ore di apertura straordinaria di tutti i licei classici d’Italia, durante le quali gli studenti saranno protagonisti, accogliendo e coinvolgendo la cittadinanza nelle loro performance.
Anche per il 2018, i Licei di Camerino aderiscono all’iniziativa che si propone di mettere nella giusta luce l’attualità del Liceo Classico e di promuovere la cultura umanistica, quale elemento fondante per la costruzione di una società autenticamente libera, pluralistica e democratica..
Le aule del nuovo Polo Scolastico Provinciale, struttura che ospita gli alunni dei 5 indirizzi liceali dell’Istituto, si trasformeranno venerdì 12 gennaio, dalle ore 18 alle 24, in sale d’incontro e di spettacolo, aventi come filo conduttore la “legge”.
" La Notte del Liceo Classico- spiega il dirigente Francesco Rosati- vuole essere innanzitutto la presentazione del Piano di studi, del profilo culturale di un meraviglioso indirizzo che vuole ribadire quanto sia importante nel nostro sistema educativo, di istruzione e formazione. la cultura umanistica e, legandoci al tema della legge, in qualche modo presenteremo le varie discipline ".
Tra i momenti preparati dagli alunni del Liceo Classico di Camerino in collaborazione con gli insegnanti sono infatti previsti: la rappresentazione di un frammento di “Antigone”, la tragedia di Sofocle inserita quest’anno nel progetto teatro; una scena da “I Promessi Sposi”, quella dell’Azzeccagarbugli; scene tratte dall’Inferno dantesco centrate su Farinata e Pier delle Vigne; una serie di esperimenti scientifici sulle leggi fondamentali della chimica; un processo simulato, punto di forza delle precedenti edizioni della Notte, allestito grazie all’opzione giuridica, un progetto del Liceo Classico “Alfonso Varano” di Camerino molto apprezzato da studenti e famiglie.
L’augurio di tutte le scuole aderenti alla Notte Nazionale è che si possa riaccendere l'interesse verso l’indirizzo classico, che continua comunque a mantenere un certo fascino, grazie anche alla volontà dei protagonisti (dirigenti scolastici e docenti) di presentare un’offerta fedele alla tradizione, ma allo stesso tempo attenta alle esigenze culturali del momento. Nelle aule dei licei classici troviamo sempre più dispositivi, attrezzature e infrastrutture multimediali indispensabili per l’implementazione di una didattica innovativa in grado di favorire, proprio attraverso l’utilizzo delle I.C.T. (Information and Communications Technology), la formazione di un pensiero critico, da sempre una delle caratteristiche peculiari degli studi classici.
