I Bambini recitano e si innamorano di Francesco !!

Mercoledì, 11 Giugno 2008 02:00 | Letto 2632 volte   Clicca per ascolare il testo I Bambini recitano e si innamorano di Francesco !! ‘ FRANCESCO …AMICO MIO ‘è il titolo dello spettacolo andato in scena al Teatro di Caldarola; protagonisti non ‘ i soliti attori famosi, ma tutti gli alunni dalla scuola elementare. Oltre 100 ragazzi, dai 6 agli 11 anni, si sono cimentati con successo, sul palcoscenico del Teatro Comunale, in un esibizione che ha strappato applausi. In platea le autorità: il primo cittadino Fabio Lambertucci, il suo vice e assessore alla cultura Mauro Capenti, nella doppia veste di genitore e rappresentante istituzionale, il parroco don Mariano Blanchi e un ospite speciale, lArcivescovo di Camerino- San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro ( nella foto con i bambini,al termine della serata), che al momento del suo ingresso è stato accolto con un calorosissimo applauso. Il teatro era gremito e lapplauso è stato spontaneo; la presenza del vescovo non era prevista, ma il prelato ha voluto fare una sorpresa al parroco e vicario diocesano Blanchi ed anche agli alunni, alle insegnanti e al dirigente scolastico Sergio Piccioni. Francesco Amico mio, cantando sulle note del maestro Diego Guardati, ballando le coreografie della maestra Alessandra Spurio e recitando sul copione , interamente ispirato alla vita di San Francesco, e riadattato della maestra Ivana Miconi, che lo ha riscritto interamente con il solo scopo di far coinvolgere le diverse culture. Infatti bambini cristiani e musulmani hanno cantato, danzato e recitato un solo messaggio, umile e semplice: il messaggio di Chiara e Francesco e soprattutto imparare e comprendere il significato dellamore, della carità che Dio ci ha dato. Una bambina ha scritto… ‘ La maestra Ivana Miconi voleva farci capire, e con noi bambini cè riuscita, il significato dellinsegnamento di Francesco. Abbiamo lavorato insieme noi bambini cristiani e mussulmani, con gioia, consapevoli che con lamore, lumiltà, lamicizia, le diversità si possono superare. Questa è la vera integrazione. Ma anche i nostri genitori, i nostri nonni si sono commossi per il lavoro svolto e per il messaggio che ci è stato dato in custodia; nel teatro infatti si respirava aria di fratellanza. Al termine dello spettacolo il dirigente scolastico Sergio Piccioni ha voluto ringraziare tutti i bambini: ‘ Bravi, bravissimi… ‘ ha detto. Poi ha continuato, riprendendo alcune frasi pronunciate alcuni giorni prima dallarcivescovo Brugnaro, parole significative nei confronti della scuola, dei ragazzi e delle insegnanti: la nostra è una società disorientata, i diritti sono illimitati, la contrazione dei doveri è sempre più forte, fino ad arrivare al paradosso che qualche bambino possa dire, tutti diritti, nessun dovere… ‘ e il dirigente ha aggiunto un consiglio ai genitori, ‘ per raggiungere degli obiettivi, qualche volta dobbiamo dire dei No.., ringraziamenti anche per tutte le insegnanti, sono state professionali, ma ancora di più, hanno speso molte ore del loro tempo per un progetto come lo spettacolo andato in scena, Sergio Piccioni ha affermato un concetto fondamentale: la scuola non è solo ‘ bullismo , la scuola è soprattutto impegno e serietà, lavoro e ragazzi formati… Ha concluso il suo intervento con una poesia di un bambino, che partecipando alle prove prima della recita, si è immedesimato in Gesù, scrivendo una poesia che ha consegnato al preside incontrato lungo il corridoio della scuola…. ‘.. Ascolta, ho uno sguardo triste e perduto, mi chiamo Gesù e sono in cielo salito. Proprio lassù, in mezzo al blu provo amarezza .. ho tanta tristezza. Mi sento come un sole pieno damore, ma sono confuso i miei figli si uccidono e mi hanno deluso, mi sento distrutto, con gioia ho donato un regno incantato che nessuno ha apprezzato, ho nel mondo distribuito profumi, farfalle e fiori per riempire di letizia i vostri cuori. Pensavo che tra voi non ci fosse rivalità, ma solo tanta bontà, lealtà e generosità Ora che il mondo sta per crollare, una speranza vi voglio donare, seguendo lesempio di Francesco vi potete salvare… Succesivamente, su invito del dirigente scolastico, è intervenuto lArcivescovo Brugnaro, che, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto: ‘ Voi avete cantato una parola: Alleluia! Sapete cosa vuol dire?”. Dopo qualche secondo di silenzio, è il vescovo stesso a spiegare il termine. Alleluia vuol dire “lodate Dio”! Avete detto questa sera, cari bambini, lodate Dio. Mi rivolgo agli insegnanti: cari insegnanti , mi commuove una cosa, non badate al riconoscimento, educare lintelligenza, educare il cuore, anche quando cè fatica, avete anche voi le vostre famiglie , le vostre preoccupazioni, fate un opera infinita, anche quando la società alle volte non riconosce lopera che compite. Vi ricordo solo che un grande pensatore che si chiamava Wittgenstein, fondatore della filosofia del linguaggio, quando si è trattato, alla bellezza di 72 anni, di lasciare luniversità ha detto che avrebbe voluto insegnare nella scuola elementare perché li si pongono le basi della formazione intellettuale. Mi rivolgo ai genitori, forse tutti siete stati colpiti , anche i nonni, dalla bellezza, dallinnocenza, dallingenuita; io mi domandavo: ma che cosa sarà fra 10 anni, avrete ugualmente la capacità di commuovervi difronte a loro? Credo che questi ragazzi, ha continuato il vescovo, vi chiedano: Dedicateci tempo, dedicateci tempo, non danaro, tempo! Insegnateci a divertirci, insegnateci ad amare la vita, non la vita astratta, ma la vita concreta, questa vita. E stata letta questa bella poesia, credo che linsegnamento del Vangelo e linsegnamento della chiesa sia questo: bisogna amare la vita concreta, questa dei figli, dedicarsi a loro, sacrificare un pochino delle tante cose che ci distraggono per dedicarci alla loro esistenza, al loro affetto, quella che oggi è ingenuita, innocenza, deve diventare responsabilità e libertà. Questa è la fatica. Linnocenza non è bella perché è bella, ma è bella perché nasconde, domani, la capacità di diventare liberi. Linnocenza commuove, ma è senza responsabilità; domani possiamo in parte perdere linnocenza, ma non possiamo mai perdere la responsabilità e la libertà. Credo che questi ragazzi fra 10 anni ci diranno grazie … se ci avete insegnato queste cose. Io sono vescovo, prete. La chiesa e il Vangelo come abbiamo sentito da quel bambino, hanno una sola malinconia… che questi ragazzi non diventino capaci di essere contenti, di godere, di imparare a lavorare, di amarsi, di pensare alla loro famiglia, di pensare al loro futuro e al nostro futuro con un cuore pieno di gioia. Un grande pensatore diceva che quello che deve stupirci al mondo è la capacità di stupirci, di meravigliarci. Questa sera ci siamo meravigliati per quello che hanno fatto. Chiediamo al buon Dio, cari genitori, che li continuiamo a mantenere nella meraviglia, scoprire la meraviglia di diventare adulti, capaci di dire si alle responsabilità, no al male, a qualsiasi forma di male e a prendersi limpegno di mantenere questi nostri paesi, questa nostra Italia in una condizione non solo di libertà, ma di quella pace, operosità, rispetto di tutti quei valori di cui è necessario avere il cuore riempito perché la vita diventi amabile. Io mi sono commosso sentendo le parole di quel bambino che ha detto che Gesù è triste; qualche volta Dio è triste, è triste non tanto perché gli uomini non credono a Lui, quanto perché gli uomini non si fidano degli uomini…. E quando non ci si fida degli uomini allora il lupo diventa un nemico. Ma non è il lupo nemico, è luomo che diventa lupo all altro uomo e quando si diventa lupi all altro uomo la vita diventa invivibile, insopportabile in famiglia nei rapporti coniugali, nei rapporti filiali nei rapporti parentali nella società. Credo che allora il nostro impegno in queste occasioni è quello di gioire, di essere contenti, di far capire ai nostri figli che la vita è si gioia, perché ci dedichiamo a loro, perché vogliamo che crescano nella loro libertà, ma è anche impegno, impegno a dedicarsi agli altri. Ringrazio il dirigente, il sindaco e anche don Mariano per questo invito e grazie a voi ragazzi, siete stati bravi… (applauso…..) anche perché questo spettacolo è il frutto di mesi di lavoro, ringraziamo il maestro Diego e tutti gli altri… Bambini, chiedete ai genitori di moltiplicare il tempo per divertirci così, va bene! Ci vuole tanta fatica, ma ci vuole tanto poco per divertirsi bene, perche la vita è un divertimento. Vi siete divertiti? E i genitori si sono divertiti? Ecco bisogna dire allora che la vita è un divertimento bello, gioioso e ci rende ancora più contenti di stare al mondo… Grazie.

‘' FRANCESCO …AMICO MIO ‘'è il titolo dello spettacolo andato in scena al Teatro di Caldarola; protagonisti non ‘' i soliti attori famosi'', ma tutti gli alunni dalla scuola elementare.

Oltre 100 ragazzi, dai 6 agli 11 anni, si sono cimentati con successo, sul palcoscenico del Teatro Comunale, in un' esibizione che ha strappato applausi. In platea le autorità: il primo cittadino Fabio Lambertucci, il suo vice e assessore alla cultura Mauro Capenti, nella doppia veste di genitore e rappresentante istituzionale, il parroco don Mariano Blanchi e un ospite speciale, l'Arcivescovo di Camerino- San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro ( nella foto con i bambini,al termine della serata), che al momento del suo ingresso è stato accolto con un calorosissimo applauso. Il teatro era gremito e l'applauso è stato spontaneo; la presenza del vescovo non era prevista, ma il prelato ha voluto fare una sorpresa al parroco e vicario diocesano Blanchi ed anche agli alunni, alle insegnanti e al dirigente scolastico Sergio Piccioni.

Francesco Amico mio, cantando sulle note del maestro Diego Guardati, ballando le coreografie della maestra Alessandra Spurio e recitando sul copione , interamente ispirato alla vita di San Francesco, e riadattato della maestra Ivana Miconi, che lo ha riscritto interamente con il solo scopo di far coinvolgere le diverse culture. Infatti bambini cristiani e musulmani hanno cantato, danzato e recitato un solo messaggio, umile e semplice: il messaggio di Chiara e Francesco e soprattutto imparare e comprendere il significato dell'amore, della carità che Dio ci ha dato.

Una bambina ha scritto… ‘' La maestra Ivana Miconi voleva farci capire, e con noi bambini c'è riuscita, il significato dell'insegnamento di Francesco.

Abbiamo lavorato insieme noi bambini cristiani e mussulmani, con gioia, consapevoli che con l'amore, l'umiltà, l'amicizia, le diversità si possono superare. Questa è la vera integrazione.

Ma anche i nostri genitori, i nostri nonni si sono commossi per il lavoro svolto e per il messaggio che ci è stato dato in custodia; nel teatro infatti si respirava aria di fratellanza.

Al termine dello spettacolo il dirigente scolastico Sergio Piccioni ha voluto ringraziare tutti i bambini: ‘' Bravi, bravissimi… ‘' ha detto. Poi ha continuato, riprendendo alcune frasi pronunciate alcuni giorni prima dall'arcivescovo Brugnaro, parole significative nei confronti della scuola, dei ragazzi e delle insegnanti: '' la nostra è una società disorientata, i diritti sono illimitati, la contrazione dei doveri è sempre più forte, fino ad arrivare al paradosso che qualche bambino possa dire, tutti diritti, nessun dovere… ‘' e il dirigente ha aggiunto un consiglio ai genitori, ‘' per raggiungere degli obiettivi, qualche volta dobbiamo dire dei No.., ringraziamenti anche per tutte le insegnanti, sono state professionali, ma ancora di più, hanno speso molte ore del loro tempo per un progetto come lo spettacolo andato in scena, Sergio Piccioni ha affermato un concetto fondamentale: la scuola non è solo ‘' bullismo'' , la scuola è soprattutto impegno e serietà, lavoro e ragazzi formati…

Ha concluso il suo intervento con una poesia di un bambino, che partecipando alle prove prima della recita, si è immedesimato in Gesù, scrivendo una poesia che ha consegnato al preside incontrato lungo il corridoio della scuola….

'.. Ascolta, ho uno sguardo triste e perduto, mi chiamo Gesù e sono in cielo salito.

Proprio lassù, in mezzo al blu provo amarezza .. ho tanta tristezza.

Mi sento come un sole pieno d'amore, ma sono confuso i miei figli si uccidono

e mi hanno deluso, mi sento distrutto, con gioia ho donato un regno incantato

che nessuno ha apprezzato, ho nel mondo distribuito profumi, farfalle e fiori per riempire di letizia i vostri cuori.

Pensavo che tra voi non ci fosse rivalità, ma solo tanta bontà, lealtà e generosità

Ora che il mondo sta per crollare, una speranza vi voglio donare,

seguendo l'esempio di Francesco vi potete salvare…

Succesivamente, su invito del dirigente scolastico, è intervenuto l'Arcivescovo Brugnaro, che, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto: ‘' Voi avete cantato una parola: Alleluia! Sapete cosa vuol dire?”. Dopo qualche secondo di silenzio, è il vescovo stesso a spiegare il termine. Alleluia vuol dire “lodate Dio”! Avete detto questa sera, cari bambini, lodate Dio. Mi rivolgo agli insegnanti: cari insegnanti , mi commuove una cosa, non badate al riconoscimento, educare l'intelligenza, educare il cuore, anche quando c'è fatica, avete anche voi le vostre famiglie , le vostre preoccupazioni, fate un' opera infinita, anche quando la società alle volte non riconosce l'opera che compite.

Vi ricordo solo che un grande pensatore che si chiamava Wittgenstein, fondatore della filosofia del linguaggio, quando si è trattato, alla bellezza di 72 anni, di lasciare l'università ha detto che avrebbe voluto insegnare nella scuola elementare perché li si pongono le basi della formazione intellettuale.

Mi rivolgo ai genitori, forse tutti siete stati colpiti , anche i nonni, dalla bellezza, dall'innocenza, dall'ingenuita; io mi domandavo: ma che cosa sarà fra 10 anni, avrete ugualmente la capacità di commuovervi difronte a loro?

Credo che questi ragazzi, ha continuato il vescovo, vi chiedano: ' Dedicateci tempo, dedicateci tempo, non danaro, tempo! Insegnateci a divertirci, insegnateci ad amare la vita, non la vita astratta, ma la vita concreta, questa vita'.

E' stata letta questa bella poesia, credo che l'insegnamento del Vangelo e l'insegnamento della chiesa sia questo: bisogna amare la vita concreta, questa dei figli, dedicarsi a loro, sacrificare un pochino delle tante cose che ci distraggono per dedicarci alla loro esistenza, al loro affetto, quella che oggi è ingenuita, innocenza, deve diventare responsabilità e libertà. Questa è la fatica.

L'innocenza non è bella perché è bella, ma è bella perché nasconde, domani, la capacità di diventare liberi.

L'innocenza commuove, ma è senza responsabilità; domani possiamo in parte perdere l'innocenza, ma non possiamo mai perdere la responsabilità e la libertà.

Credo che questi ragazzi fra 10 anni ci diranno grazie … se ci avete insegnato queste cose.

Io sono vescovo, prete. La chiesa e il Vangelo come abbiamo sentito da quel bambino, hanno una sola malinconia… che questi ragazzi non diventino capaci di essere contenti, di godere, di imparare a lavorare, di amarsi, di pensare alla loro famiglia, di pensare al loro futuro e al nostro futuro con un cuore pieno di gioia.

Un grande pensatore diceva che quello che deve stupirci al mondo è la capacità di stupirci, di meravigliarci. Questa sera ci siamo meravigliati per quello che hanno fatto. Chiediamo al buon Dio, cari genitori, che li continuiamo a mantenere nella meraviglia, scoprire la meraviglia di diventare adulti, capaci di dire si alle responsabilità, no al male, a qualsiasi forma di male e a prendersi l'impegno di mantenere questi nostri paesi, questa nostra Italia in una condizione non solo di libertà, ma di quella pace, operosità, rispetto di tutti quei valori di cui è necessario avere il cuore riempito perché la vita diventi amabile.

Io mi sono commosso sentendo le parole di quel bambino che ha detto che Gesù è triste; qualche volta Dio è triste, è triste non tanto perché gli uomini non credono a Lui, quanto perché gli uomini non si fidano degli uomini…. E quando non ci si fida degli uomini allora il lupo diventa un nemico. Ma non è il lupo nemico, è l'uomo che diventa lupo all altro uomo e quando si diventa lupi all altro uomo la vita diventa invivibile, insopportabile in famiglia nei rapporti coniugali, nei rapporti filiali nei rapporti parentali nella società.

Credo che allora il nostro impegno in queste occasioni è quello di gioire, di essere contenti, di far capire ai nostri figli che la vita è si gioia, perché ci dedichiamo a loro, perché vogliamo che crescano nella loro libertà, ma è anche impegno, impegno a dedicarsi agli altri.

Ringrazio il dirigente, il sindaco e anche don Mariano per questo invito e grazie a voi ragazzi, siete stati bravi… (applauso…..) anche perché questo spettacolo è il frutto di mesi di lavoro, ringraziamo il maestro Diego e tutti gli altri…

Bambini, chiedete ai genitori di moltiplicare il tempo per divertirci così, va bene! Ci vuole tanta fatica, ma ci vuole tanto poco per divertirsi bene, perche la vita è un divertimento. Vi siete divertiti? E i genitori si sono divertiti? Ecco bisogna dire allora che la vita è un divertimento bello, gioioso e ci rende ancora più contenti di stare al mondo… Grazie.

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