Una “bussola” per orientare le risorse e una “cornice” su come muoversi in futuro. Così, parafrasando una parte dell'intervento del presidente Giulio Silenzi, si può definire il nuovo Programma pluriennale di sviluppo presentato dalla Provincia a pochi giorni dall' avvenuta approvazione in Consiglio provinciale, ha presentato nel corso di un'iniziativa pubblica ospitata nell'Aula Magna dell'Università di Macerata. Una sede, questa, scelta non a caso. Infatti il Programma ha visto il diretto coinvolgimento degli Atenei di Macerata e Camerino, che hanno costituito un gruppo di lavoro composto da dieci esperti che, attraverso una fase di continua consultazione con le forze economiche e sociali, ha varato il documento di programmazione su cui ora dovranno essere attivate le azioni di sviluppo del territorio. A tracciare l'itinerario fin qui svolto è stato l'assessore provinciale, Daniele Salvi, per il quale la redazione del Piano ha rappresentato un momento di “crescita” per tutti, per le stesse due Università che hanno rafforzato la conoscenza del territorio, per le parti sociali che si sono cimentate in uno sforzo di analisi e di proposta, per l'Amministrazione provinciale che si è dotata di uno strumento in grado di fornire un quadro d'insieme delle problematiche e delle possibilità del territorio. Un apprezzamento per la decisione della Provincia di affidare la predisposizione del Programma pluriennale di sviluppo ai due Atenei è stato espresso, nei saluti iniziali al folto pubblico, dai rettori Roberto Sani e Fulvio Esposito. L'utilità dello strumento di programmazione è stata rimarcata dal sindaco di Macerata, Giorgio Meschini, per il quale il nuovo Programma “potrà indicare le linee di sviluppo per un futuro sempre più difficile in quanto, nel mondo globalizzato, i processi si muovono con difficoltà fin dal livello provinciale e regionale”. L' assessore regionale Pietro Marcolini ha ricordato che “anche la Regione Marche sta lavorando alla stesura di un documento unico di programmazione attraverso sei grandi obiettivi e dieci interventi nell'ottica di evitare la dispersione delle risorse”. Sui contenuti del Programma pluriennale si è addentrato il professor Francesco Adornato, preside della facoltà di Scienze politiche dell'Università di Macerata e coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano: “Il segreto del passato, del presente e anche del futuro di questa comunità – ha detto - è racchiuso nella possibilità di mettere a sistema le sue diversità che ne costituiscono la ricchezza, ovvero il ritmo lento del territorio (i suoi beni culturali, l'attenzione per la qualità della vita, la salvaguardia dell'ambiente) e il ritmo veloce (il recupero del ritardo infrastrutturale, l'innovazione tecnologica, l'economia). Questo lavoro ha segnato un punto di non ritorno, partito dal lavoro fatto in passato. Le Università non solo hanno collaborato ma hanno condiviso un percorso con tutte le parti sociali. Siamo riusciti a ricondurre in unità le pluralità – ha aggiunto Adornato, che ha poi concluso - Di certo questo non è un documento settoriale ma è partito dalle risorse del territorio e ha costruito un'idea di visione integrata dello sviluppo”.
La Provincia di Macerata guarda avanti!
Giovedì, 12 Giugno 2008 02:00 | Letto 2510 volte Clicca per ascolare il testo La Provincia di Macerata guarda avanti! Una “bussola” per orientare le risorse e una “cornice” su come muoversi in futuro. Così, parafrasando una parte dellintervento del presidente Giulio Silenzi, si può definire il nuovo Programma pluriennale di sviluppo presentato dalla Provincia a pochi giorni dall avvenuta approvazione in Consiglio provinciale, ha presentato nel corso di uniniziativa pubblica ospitata nellAula Magna dellUniversità di Macerata. Una sede, questa, scelta non a caso. Infatti il Programma ha visto il diretto coinvolgimento degli Atenei di Macerata e Camerino, che hanno costituito un gruppo di lavoro composto da dieci esperti che, attraverso una fase di continua consultazione con le forze economiche e sociali, ha varato il documento di programmazione su cui ora dovranno essere attivate le azioni di sviluppo del territorio. A tracciare litinerario fin qui svolto è stato lassessore provinciale, Daniele Salvi, per il quale la redazione del Piano ha rappresentato un momento di “crescita” per tutti, per le stesse due Università che hanno rafforzato la conoscenza del territorio, per le parti sociali che si sono cimentate in uno sforzo di analisi e di proposta, per lAmministrazione provinciale che si è dotata di uno strumento in grado di fornire un quadro dinsieme delle problematiche e delle possibilità del territorio. Un apprezzamento per la decisione della Provincia di affidare la predisposizione del Programma pluriennale di sviluppo ai due Atenei è stato espresso, nei saluti iniziali al folto pubblico, dai rettori Roberto Sani e Fulvio Esposito. Lutilità dello strumento di programmazione è stata rimarcata dal sindaco di Macerata, Giorgio Meschini, per il quale il nuovo Programma “potrà indicare le linee di sviluppo per un futuro sempre più difficile in quanto, nel mondo globalizzato, i processi si muovono con difficoltà fin dal livello provinciale e regionale”. L assessore regionale Pietro Marcolini ha ricordato che “anche la Regione Marche sta lavorando alla stesura di un documento unico di programmazione attraverso sei grandi obiettivi e dieci interventi nellottica di evitare la dispersione delle risorse”. Sui contenuti del Programma pluriennale si è addentrato il professor Francesco Adornato, preside della facoltà di Scienze politiche dellUniversità di Macerata e coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano: “Il segreto del passato, del presente e anche del futuro di questa comunità – ha detto - è racchiuso nella possibilità di mettere a sistema le sue diversità che ne costituiscono la ricchezza, ovvero il ritmo lento del territorio (i suoi beni culturali, lattenzione per la qualità della vita, la salvaguardia dellambiente) e il ritmo veloce (il recupero del ritardo infrastrutturale, linnovazione tecnologica, leconomia). Questo lavoro ha segnato un punto di non ritorno, partito dal lavoro fatto in passato. Le Università non solo hanno collaborato ma hanno condiviso un percorso con tutte le parti sociali. Siamo riusciti a ricondurre in unità le pluralità – ha aggiunto Adornato, che ha poi concluso - Di certo questo non è un documento settoriale ma è partito dalle risorse del territorio e ha costruito unidea di visione integrata dello sviluppo”.Una “bussola” per orientare le risorse e una “cornice” su come muoversi in futuro. Così, parafrasando una parte dell'intervento del presidente Giulio Silenzi, si può definire il nuovo Programma pluriennale di sviluppo presentato dalla Provincia a pochi giorni dall' avvenuta approvazione in Consiglio provinciale, ha presentato nel corso di un'iniziativa pubblica ospitata nell'Aula Magna dell'Università di Macerata. Una sede, questa, scelta non a caso. Infatti il Programma ha visto il diretto coinvolgimento degli Atenei di Macerata e Camerino, che hanno costituito un gruppo di lavoro composto da dieci esperti che, attraverso una fase di continua consultazione con le forze economiche e sociali, ha varato il documento di programmazione su cui ora dovranno essere attivate le azioni di sviluppo del territorio. A tracciare l'itinerario fin qui svolto è stato l'assessore provinciale, Daniele Salvi, per il quale la redazione del Piano ha rappresentato un momento di “crescita” per tutti, per le stesse due Università che hanno rafforzato la conoscenza del territorio, per le parti sociali che si sono cimentate in uno sforzo di analisi e di proposta, per l'Amministrazione provinciale che si è dotata di uno strumento in grado di fornire un quadro d'insieme delle problematiche e delle possibilità del territorio. Un apprezzamento per la decisione della Provincia di affidare la predisposizione del Programma pluriennale di sviluppo ai due Atenei è stato espresso, nei saluti iniziali al folto pubblico, dai rettori Roberto Sani e Fulvio Esposito. L'utilità dello strumento di programmazione è stata rimarcata dal sindaco di Macerata, Giorgio Meschini, per il quale il nuovo Programma “potrà indicare le linee di sviluppo per un futuro sempre più difficile in quanto, nel mondo globalizzato, i processi si muovono con difficoltà fin dal livello provinciale e regionale”. L' assessore regionale Pietro Marcolini ha ricordato che “anche la Regione Marche sta lavorando alla stesura di un documento unico di programmazione attraverso sei grandi obiettivi e dieci interventi nell'ottica di evitare la dispersione delle risorse”. Sui contenuti del Programma pluriennale si è addentrato il professor Francesco Adornato, preside della facoltà di Scienze politiche dell'Università di Macerata e coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano: “Il segreto del passato, del presente e anche del futuro di questa comunità – ha detto - è racchiuso nella possibilità di mettere a sistema le sue diversità che ne costituiscono la ricchezza, ovvero il ritmo lento del territorio (i suoi beni culturali, l'attenzione per la qualità della vita, la salvaguardia dell'ambiente) e il ritmo veloce (il recupero del ritardo infrastrutturale, l'innovazione tecnologica, l'economia). Questo lavoro ha segnato un punto di non ritorno, partito dal lavoro fatto in passato. Le Università non solo hanno collaborato ma hanno condiviso un percorso con tutte le parti sociali. Siamo riusciti a ricondurre in unità le pluralità – ha aggiunto Adornato, che ha poi concluso - Di certo questo non è un documento settoriale ma è partito dalle risorse del territorio e ha costruito un'idea di visione integrata dello sviluppo”.
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