Il questore Gentile incontra mons. Brugnaro

Giovedì, 08 Marzo 2012 01:00 | Letto 2583 volte   Clicca per ascolare il testo Il questore Gentile incontra mons. Brugnaro Il questore di Macerata Roberto Gentile ha voluto incontrare, nella mattinata di mercoledì 7 marzo, l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ed i collaboratori della curia camerte – settempedana. Un lungo, cordiale colloquio tra il presule e il massimo dirigente della polizia maceratese con al centro l'attenzione alle esigenze ed ai problemi del territorio. “Ho voluto conoscere personalmente l'arcivescovo Brugnaro – ha dichiarato il dott. Gentile – perchè tengo molto al rapporto con le autorità religiose del territorio, considerata anche l'importante funzione sociale che la Chiesa svolge. Soprattutto nel nostro territorio maceratese, infatti, ho avuto modo di riscontrare una particolare vicinanza della popolazione alla Chiesa e ciò presenta indubbiamente molti aspetti positivi”. Il dottor Gentile si è insediato lo scorso 1 dicembre al comando della questura di Macerata proveniente da Padova, dove e' stato direttore del Servizio tecnico logistico e patrimoniale del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. A poco più di due mesi dal suo arrivo, può tracciare un primo bilancio della situazione del territorio maceratese sotto il profilo della sicurezza? “In raffronto ad altre realtà nelle quali ho prestato servizio – continua il questore – nella provincia di Macerata c'è sicuramente minor criminalità. Inoltre essa presenta differenze nel numero di reati che si consumano, nelle tipologie, in tutta l'attività criminosa che è presente in questa realtà provinciale. Ovviamente, come amo spesso ripetere, non bisogna cullarsi sugli allori nè abbassare la guardia. Infatti, anche in realtà apparentemente tranquille dal punto di vista dell'attività delittuosa, le forze di polizia devono comunque rimanere vigili e cercare un continuo miglioramento. Personalmente diffido da quanti considerano la provincia di Macerata un territorio assolutamente tranquillo dove non succede mai niente perchè, come hanno dimostrato recenti fatti di cronaca, oasi di pace non esistono. Per questo noi forze di polizia dobbiamo compiere sempre al meglio il nostro dovere di controllo e prevenzione a salvaguardia della popolazione, cercando di diminuire ancora di più un'attività criminosa di per sè abbastanza limitata”.  

Il questore di Macerata Roberto Gentile ha voluto incontrare, nella mattinata di mercoledì 7 marzo, l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ed i collaboratori della curia camerte – settempedana. Un lungo, cordiale colloquio tra il presule e il massimo dirigente della polizia maceratese con al centro l'attenzione alle esigenze ed ai problemi del territorio. “Ho voluto conoscere personalmente l'arcivescovo Brugnaro – ha dichiarato il dott. Gentile – perchè tengo molto al rapporto con le autorità religiose del territorio, considerata anche l'importante funzione sociale che la Chiesa svolge. Soprattutto nel nostro territorio maceratese, infatti, ho avuto modo di riscontrare una particolare vicinanza della popolazione alla Chiesa e ciò presenta indubbiamente molti aspetti positivi”. Il dottor Gentile si è insediato lo scorso 1 dicembre al comando della questura di Macerata proveniente da Padova, dove e' stato direttore del Servizio tecnico logistico e patrimoniale del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
A poco più di due mesi dal suo arrivo, può tracciare un primo bilancio della situazione del territorio maceratese sotto il profilo della sicurezza?
“In raffronto ad altre realtà nelle quali ho prestato servizio – continua il questore – nella provincia di Macerata c'è sicuramente minor criminalità. Inoltre essa presenta differenze nel numero di reati che si consumano, nelle tipologie, in tutta l'attività criminosa che è presente in questa realtà provinciale. Ovviamente, come amo spesso ripetere, non bisogna cullarsi sugli allori nè abbassare la guardia. Infatti, anche in realtà apparentemente tranquille dal punto di vista dell'attività delittuosa, le forze di polizia devono comunque rimanere vigili e cercare un continuo miglioramento. Personalmente diffido da quanti considerano la provincia di Macerata un territorio assolutamente tranquillo dove non succede mai niente perchè, come hanno dimostrato recenti fatti di cronaca, oasi di pace non esistono. Per questo noi forze di polizia dobbiamo compiere sempre al meglio il nostro dovere di controllo e prevenzione a salvaguardia della popolazione, cercando di diminuire ancora di più un'attività criminosa di per sè abbastanza limitata”.

 

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