Montalto di Cessapalombo, in ricordo del 25 aprile

Domenica, 25 Aprile 2010 02:00 | Letto 2264 volte   Clicca per ascolare il testo Montalto di Cessapalombo, in ricordo del 25 aprile   Montalto di Cessapalombo, il 22 marzo 1944, è stata teatro dell'eccidio in cui persero la vita 26 ragazzi. È venuto naturale scegliere questo piccolo borgo per celebrare la Festa Nazionale della “Liberazione” del 25 aprile. Più di venti sindaci, oltre a molti rappresentati dei comuni della provincia di Macerata, hanno partecipato a questa importatante manifestazione organizzata dalla presidenza del Consiglio provinciale insieme al Comune di Cessapalombo e alla Prefettura di Macerata. Nel piazzale davanti ai ruderi dellantico Castello di Montalto sono stati fatti tutti i discorsi ufficilali delle varie autorità. Il tema principale di tutti gli interventi è stato quello di sottolineare il legame che unisce il periodo Resistenza alla nascita della democrazia. A prendere la parola per primo è stato Giammario Ottavi, sindaco di Cessapalombo, che ha parlato di “data storica” per il Comune di Montalto. Per il Presidente della Provincia Franco Capponi: “la Liberazione è un percorso di nuova responsabilità che prosegue ogni giorno, ogni anno”. Il prefetto Piscitelli il 25 aprile è soprattutto un momento di “riunificazione e di unità” . Molto applaudito l'intervento di serena Sileoni, dell'Università di Firenze, che ha più volte sottolineato il contributo apportato da tante donne alla Resistenza, e come proprio grazie alla Liberazione sia giunto per le donne il riconoscimento al diritto di voto (esercitato per la prima volta nel Referendum del 1946). L'Arcivescovo di Camerino e San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, nella adiacente chiesa di San Benedetto, ha celebrato la S. Messa al termine della quale tutte le autorità presenti si sono mosse in corteo fino al Monumento che ricorda i 26 partigiani uccisi per deporre una corona d'alloro.   

 

Montalto di Cessapalombo, il 22 marzo 1944, è stata teatro dell'eccidio in cui persero la vita 26 ragazzi. È venuto naturale scegliere questo piccolo borgo per celebrare la Festa Nazionale della “Liberazione” del 25 aprile.

Più di venti sindaci, oltre a molti rappresentati dei comuni della provincia di Macerata, hanno partecipato a questa importatante manifestazione organizzata dalla presidenza del Consiglio provinciale insieme al Comune di Cessapalombo e alla Prefettura di Macerata.

Nel piazzale davanti ai ruderi dell'antico Castello di Montalto sono stati fatti tutti i discorsi ufficilali delle varie autorità. Il tema principale di tutti gli interventi è stato quello di sottolineare il legame che unisce il periodo Resistenza alla nascita della democrazia.

A prendere la parola per primo è stato Giammario Ottavi, sindaco di Cessapalombo, che ha parlato di “data storica” per il Comune di Montalto.

Per il Presidente della Provincia Franco Capponi: “la Liberazione è un percorso di nuova responsabilità che prosegue ogni giorno, ogni anno”. Il prefetto Piscitelli il 25 aprile è soprattutto un momento di “riunificazione e di unità” .

Molto applaudito l'intervento di serena Sileoni, dell'Università di Firenze, che ha più volte sottolineato il contributo apportato da tante donne alla Resistenza, e come proprio grazie alla Liberazione sia giunto per le donne il riconoscimento al diritto di voto (esercitato per la prima volta nel Referendum del 1946).

L'Arcivescovo di Camerino e San Severino Marche, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, nella adiacente chiesa di San Benedetto, ha celebrato la S. Messa al termine della quale tutte le autorità presenti si sono mosse in corteo fino al Monumento che ricorda i 26 partigiani uccisi per deporre una corona d'alloro. 

 

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