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“Quattro anni di GINESIO FEST. Oggi non potremmo più farne a meno – scrive Isabella Parrucci, direttore Generale del Ginesio Fest - Una sfida lanciata poco tempo fa con molta determinazione e senza la piena consapevolezza che un progetto simile, dedicato al teatro, in un piccolo – seppur meraviglioso – Borgo dell’entroterra maceratese, sarebbe riuscito a diventare un punto di riferimento nella geografia festivaliera italiana, un appuntamento tanto atteso quanto acclamato. Ed è così che San Ginesio si trasforma in un incantevole palcoscenico: giornate di pura magia in cui spettacoli, residenze artistiche, seminari e laboratori per professionisti, bambini e adolescenti si intrecciano con gli spazi della cittadina in un dialogo inclusivo tra i professionisti della scena, il loro pubblico e la comunità. È qui che si è deciso di ripercorrere, in una lettura contemporanea e innovativa, il lungo rapporto che da sempre San Ginesio ha avuto con le arti performative. È qui che fu costruito il primo Teatro Stabile marchigiano - quasi cinque secoli fa - nel luogo che porta il nome di colui che è conosciuto come il Santo Protettore degli Attori. È da questo che bisognava ripartire. Sono stati raggiunti risultati e traguardi molto importanti, non ultimo il finanziamento di un progetto con i fondi complementari al PNRR per le aree sisma che consentirà la riqualificazione dell’ex Istituto “Renzo Frau”, attraverso la realizzazione di una struttura polivalente in cui le arti teatrali saranno strumento di inclusione e accesso alla cultura e, soprattutto, canale di sviluppo economico per un interoterritorio. Evviva il teatro, evviva San Ginesio, EVVIVA IL GINESIO FEST”.
Il programma della prima giornata di VENERDÌ 18 AGOSTO vedrà alleore 18:00 – presso il Chiostro Sant’Agostino – l’EVENTO DI INAUGURAZIONE DEL GINESIO FEST 2023, condotto da Christian La Rosa. Alle ore21:30 – sempre presso il Chiostro Sant’Agostinoandrà in scena lo spettacolo “La scimmia” di e conGiuliana Musso, liberamente ispirato al racconto Una Relazione per un’Accademia di Franz Kafka, produzione La Corte Ospitale.
Il programma della prima giornata di VENERDÌ 18 AGOSTO vedrà alleore 18:00 – presso il Chiostro Sant’Agostino – l’EVENTO DI INAUGURAZIONE DEL GINESIO FEST 2023, condotto da Christian La Rosa. Alle ore21:30 – sempre presso il Chiostro Sant’Agostinoandrà in scena lo spettacolo “La scimmia” di e conGiuliana Musso, liberamente ispirato al racconto Una Relazione per un’Accademia di Franz Kafka, produzione La Corte Ospitale.
«Iliade» di Corrado d’Elia, uno spettacolo ricco di emozioni e dalla straordinaria potenza evocativa
16 Ago 2023
Arriva il terzo appuntamento, il 18 agosto, al Teatro Cortesi di Sirolo, alle 21.30, con l’«Iliade» interpretata da Corrado d’Elia.
Ascoltare il poema omerico con un moderno cantore, un aedo contemporaneo, vuol dire ritrovare le “connessioni” tra il mito, l’epica e la narrazione. Nell’«Iliade» troviamo, infatti, gli archetipi e i paradigmi del nostro sentire. Immaginare le nostre vite, le nostre relazioni e la nostra storia, senza il modello letterario antico è quasi impossibile. I sentimenti degli esseri umani non hanno tempo e l’amore e l’odio, che Omero cantava quasi 3000 anni fa, sono i medesimi di oggi. Le emozioni hanno la stessa potenza dirompente, la stessa intensa capacità di emozionarci e di farci riflettere. «Ognuno di noi, anche chi non lo sa, anche chi non lo immagina, - dice Corrado d’Elia - è intriso fino al midollo dell'umanità del mito. Da lì veniamo tutti. A quell'origine tutti apparteniamo. Per questo ancora oggi sentiamo l’urgenza di raccontare questa storia straordinaria. Non solo per unirci a un rito antico come il tempo, ma per vivere appieno il suo straordinario percorso di umanità e di contemporaneità”. L’adattamento scenico dell’opera rispetta il testo originale e consente all’attore di tradurre scenicamente le vicende dell’epopea ad alta voce.
Logos ed Epos incontrano così il nostro tempo nell’unica forma possibile, la ποίησις (poiesis), nel suo senso primo e originale, la creazione. Le parole trovano allora il coraggio di rivelarsi nel loro senso più vero, più alto, più puro, diventano luogo dell’anima, reagendo alla perdita di significato che ogni giorno il nostro tempo ci propina. «L’antico si fa contemporaneo e l’ancestrale si incarna nel tempo nuovo. Ne nasce uno spettacolo “interrotto” da 10 stanze. Stanze che sono momenti di riflessione, elegia e salmo su cui ogni tanto fermarsi e meditare; trovare il tempo giusto per comprendere ed assimilare fino in fondo» (Corrado d’Elia).
Ascoltare il poema omerico con un moderno cantore, un aedo contemporaneo, vuol dire ritrovare le “connessioni” tra il mito, l’epica e la narrazione. Nell’«Iliade» troviamo, infatti, gli archetipi e i paradigmi del nostro sentire. Immaginare le nostre vite, le nostre relazioni e la nostra storia, senza il modello letterario antico è quasi impossibile. I sentimenti degli esseri umani non hanno tempo e l’amore e l’odio, che Omero cantava quasi 3000 anni fa, sono i medesimi di oggi. Le emozioni hanno la stessa potenza dirompente, la stessa intensa capacità di emozionarci e di farci riflettere. «Ognuno di noi, anche chi non lo sa, anche chi non lo immagina, - dice Corrado d’Elia - è intriso fino al midollo dell'umanità del mito. Da lì veniamo tutti. A quell'origine tutti apparteniamo. Per questo ancora oggi sentiamo l’urgenza di raccontare questa storia straordinaria. Non solo per unirci a un rito antico come il tempo, ma per vivere appieno il suo straordinario percorso di umanità e di contemporaneità”. L’adattamento scenico dell’opera rispetta il testo originale e consente all’attore di tradurre scenicamente le vicende dell’epopea ad alta voce.
Logos ed Epos incontrano così il nostro tempo nell’unica forma possibile, la ποίησις (poiesis), nel suo senso primo e originale, la creazione. Le parole trovano allora il coraggio di rivelarsi nel loro senso più vero, più alto, più puro, diventano luogo dell’anima, reagendo alla perdita di significato che ogni giorno il nostro tempo ci propina. «L’antico si fa contemporaneo e l’ancestrale si incarna nel tempo nuovo. Ne nasce uno spettacolo “interrotto” da 10 stanze. Stanze che sono momenti di riflessione, elegia e salmo su cui ogni tanto fermarsi e meditare; trovare il tempo giusto per comprendere ed assimilare fino in fondo» (Corrado d’Elia).
Sono entrati nel vivo in questi giorni i lavori di deviazione del fiume Chienti, attraverso la realizzazione di argini provvisori, propedeutici all’avvio degli interventi di messa in sicurezza del ponte lungo la Provinciale 46 “Fermana”, tra i Comuni di Morrovalle e Monte San Giusto. “Il fiume verrà deviato progressivamente in diversi tratti per consentire poi i lavori sui pali di fondazione che sostengono il ponte – spiega il Presidente della Provincia, Sandro Parcaroli -. Per il rafforzamento dell’intera struttura sono previsti, infatti, oltre due milioni di euro interamente finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile”.
Il ponte, che rappresenta una linea di demarcazione tra i due Comuni (visto che la sponda nord ricade nel territorio di Morrovalle, mentre la sponda sud in quello di Monte San Giusto), è stato costruito nel 1918 ed è formato da dieci pile e undici archi in muratura di mattoni. Negli anni ha subito diverse sistemazioni che hanno riguardato le pile e il consolidamento dell’impalcato.
I lavori sull’intera struttura, affidati alla Sv Edil srl dell’Aquila che ha offerto un ribasso d’asta del 20,74% e quindi si è aggiudicata l’appalto per un importo di 1.495.916 euro, prevedono il rafforzamento di parte delle fondazioni mediante realizzazione di micropali e iniezioni di colonne di consolidazione mediante la tecnica del jet grouting, la sostituzione dei giunti sotto la pavimentazione, il rifacimento delle caditoie, il risanamento delle strutture in muratura e la riprofilatura del fondo alveo.

Il ponte, che rappresenta una linea di demarcazione tra i due Comuni (visto che la sponda nord ricade nel territorio di Morrovalle, mentre la sponda sud in quello di Monte San Giusto), è stato costruito nel 1918 ed è formato da dieci pile e undici archi in muratura di mattoni. Negli anni ha subito diverse sistemazioni che hanno riguardato le pile e il consolidamento dell’impalcato.
I lavori sull’intera struttura, affidati alla Sv Edil srl dell’Aquila che ha offerto un ribasso d’asta del 20,74% e quindi si è aggiudicata l’appalto per un importo di 1.495.916 euro, prevedono il rafforzamento di parte delle fondazioni mediante realizzazione di micropali e iniezioni di colonne di consolidazione mediante la tecnica del jet grouting, la sostituzione dei giunti sotto la pavimentazione, il rifacimento delle caditoie, il risanamento delle strutture in muratura e la riprofilatura del fondo alveo.

Sono stati in tantissimi, coloro che nelle scorse settimane, hanno espresso il loro cordoglio e la loro partecipazione al dolore per la prematura scomparsa di Simone Bisbocci.
Gentilezza, umanità e generosità del quarantasettenne camerte, venuto a mancare improvvisamente lo scorso 19 luglio, hanno toccato numerosissimi tra colleghi, amici e conoscenti.
Commossa di tanto affetto, la famiglia Bisbocci rivolge un pensiero di ringraziamento a tutte le persone che hanno mostrato sentita vicinanza e si sono unite al proprio profondo dolore.
La Santa messa di Trigesimo sarà celebrata sabato 19 agosto alle ore 18,00 nella chiesa di Vallicelle a Camerino
Gentilezza, umanità e generosità del quarantasettenne camerte, venuto a mancare improvvisamente lo scorso 19 luglio, hanno toccato numerosissimi tra colleghi, amici e conoscenti.
Commossa di tanto affetto, la famiglia Bisbocci rivolge un pensiero di ringraziamento a tutte le persone che hanno mostrato sentita vicinanza e si sono unite al proprio profondo dolore.
La Santa messa di Trigesimo sarà celebrata sabato 19 agosto alle ore 18,00 nella chiesa di Vallicelle a Camerino
Torna a Pieve Torina, per il quarto anno, Amici Show, un vero e proprio varietà dal vivo con musica, cabaret, balli, canzoni, “uno spettacolo in piena regola, trascinante e divertente, da godere con tutta la famiglia”.
È il sindaco Alessandro Gentilucci ad annunciarlo: “continuiamo a proporre eventi di qualità durante l’estate e non solo, per rendere il nostro territorio attrattivo anche da questo punto di vista” prosegue Gentilucci. “È fondamentale la rigenerazione del tessuto sociale e culturale. Amici show ne è un esempio, per quel moto di meraviglia, coinvolgimento e spensieratezza che riesce a trasmettere agli spettatori”.
Domenica sera, 13 agosto, a partire dalle ore 21.15, si susseguiranno sul palco del Parco Rodari artisti del calibro di Rocco il gigolò, direttamente da Zelig, e Francesco Capodacqua e Piero Romitelli, tra i protagonisti del talent show “Amici” di Maria de Filippi. E poi ancora musicisti, ballerini, rapper per uno spettacolo ad ingresso libero, condotto da Marco Moscatelli e con la regia di Chiara Nadenich , che si preannuncia, anche stavolta, sold out.
È il sindaco Alessandro Gentilucci ad annunciarlo: “continuiamo a proporre eventi di qualità durante l’estate e non solo, per rendere il nostro territorio attrattivo anche da questo punto di vista” prosegue Gentilucci. “È fondamentale la rigenerazione del tessuto sociale e culturale. Amici show ne è un esempio, per quel moto di meraviglia, coinvolgimento e spensieratezza che riesce a trasmettere agli spettatori”.
Domenica sera, 13 agosto, a partire dalle ore 21.15, si susseguiranno sul palco del Parco Rodari artisti del calibro di Rocco il gigolò, direttamente da Zelig, e Francesco Capodacqua e Piero Romitelli, tra i protagonisti del talent show “Amici” di Maria de Filippi. E poi ancora musicisti, ballerini, rapper per uno spettacolo ad ingresso libero, condotto da Marco Moscatelli e con la regia di Chiara Nadenich , che si preannuncia, anche stavolta, sold out.
Un anziano escursionista è stato soccorso dal personale dei vigili del fuoco a Bolognola.
L'uomo stava percorrendo insieme a una comitiva di amici il sentiero dell'Acquasanta quando ha accusato un affaticamento fisico che gli ha impedito di fare rientro al luogo di partenza.
Lanciato l'allarme si è alzato in volo l'elicottero Drago 54 del reparto volo di Pescara che ha provveduto al recupero dell'anziano prendendolo a bordo, insieme a un compagno, per trasportarlo in località Pintura, dove ad attenderlo c'era il personale dei pompieri che hanno riaccompagnati i due alla loro auto.
L'uomo stava percorrendo insieme a una comitiva di amici il sentiero dell'Acquasanta quando ha accusato un affaticamento fisico che gli ha impedito di fare rientro al luogo di partenza.
Lanciato l'allarme si è alzato in volo l'elicottero Drago 54 del reparto volo di Pescara che ha provveduto al recupero dell'anziano prendendolo a bordo, insieme a un compagno, per trasportarlo in località Pintura, dove ad attenderlo c'era il personale dei pompieri che hanno riaccompagnati i due alla loro auto.
Appuntamento sabato 12 agosto alle ore 21 con Andrea Roncato a Castelsantangelo sul Nera, ospite speciale della serata teatrale in programma presso la sala polivalente “Amici del Trentino” del capoluogo. Andrà in scena la rappresentazione teatrale “La battaglia del Pian Perduto”, firmata dal regista maceratese Pietro Romagnoli, in cui l’attore interpreterà capitano Arbillo: «E’ uno spettacolo molto molto divertente, vi aspetto, mi raccomando che ci divertiamo», le parole dell’attore in un video messaggio che gira sui social.
La rappresentazione teatrale rientra tra gli eventi del secondo “Forum della Montagna”, il progetto sostenuto dalla Regione Marche, relativo alle celebrazioni per i cinquecento anni dalla Battaglia del Pian Perduto, epica battaglia militare del 20 luglio 1522, che dopo un aspro scontro tra i soldati di Norcia, in forte superiorità numerica e quelli di Visso, nettamente inferiori nel numero, vide la vittoria dei vissani, che ottennero il cosiddetto Pian Perduto, strappato ai nemici. L’evento è stato di ispirazione per un poemetto in 116 ottave, composto dal poeta pastore Berrettaccia di Castelsantangelo, con tono ironico e goliardico, che narra le peripezie dei vissani per giungere alla vittoria. Durante la serata, ad ingresso gratuito, gli attori racconteranno la battaglia tra musica, storia, miti e leggende.
A Franco Musarra il premio "Terranostra" istituito in occasione dei 50 anni del festival
11 Ago 2023
Quest'anno, in occasione del 50esimo anniversario del Festival, è stato istituito il Premio Terranostra: un riconoscimento simbolico che il Comune e l'associazione Urbanitas vogliono assegnare annualmente a chi, nella propria carriera, si è distinto come promotore e devoto estimatore di questo territorio.
A ricevere il premio di questa prima edizione è stato il professor Franco Musarra. Apirano di nascita, laureato nel 1965 in Lingua e Letteratura tedesca alla Ca’ Foscari di Venezia, ha insegnato prima in Olanda, poi in Belgio presso l’Università Cattolica di Lovanio. Qui, nel 2007, ha ricevuto il titolo di professore emerito. Impossibile fare un elenco di tutti gli studi che ha pubblicato, menzionare tutti gli autori con cui ha collaborato, protagonisti indiscussi del panorama letterario europeo. Fra questi, due nomi sono perfino arrivati nel cuore di Apiro: nel 2011 Umberto Eco e più tardi, nel 2015 e di nuovo nel 2018, Roberto Benigni.
Il “Premio Terranostra” - un manufatto unico che rappresenta il logo del Festival, realizzato quest'anno dall'artista Mauro Puccitelli - è stato consegnato al professor Musarra dal sindaco di Apiro, Ubaldo Scuppa, nel corso della serata d'apertura del Festival.
Festival che è partito alla grande, con oltre mille spettatori presenti alla cerimonia inaugurale, durante la quale i gruppi ospiti hanno offerto un “assaggio” del loro repertorio per riproporlo poi in questi giorni nella sua completezza. Ieri (giovedì 10 agosto) hanno iniziato Honduras e Stati Uniti, stasera (11 agosto) è la volta di Moldova e Nuova Zelanda, domani (12 agosto) chiudono la serie Messico e Senegal. Poi, domenica 13 agosto, un altro appuntamento imperdibile: la Festa paesana, dalle ore 19, con musica, balli e cucina tipica delle formazioni ospiti per le vie di Apiro, fino allo spettacolo di chiusura de “I Trillanti” (ore 22, impianto sportivo del pattinaggio-calcetto). Quindi, lunedì 14 agosto, la serata clou di “Terranostra 2023”: il Galà del folclore: uno spettacolo magico dove tutti i gruppi ospiti e il gruppo Urbanitas di Apiro emozioneranno il pubblico con il meglio del proprio repertorio (ore 21.30, impianto sportivo del pattinaggio). Infine, martedì 15 agosto la Giornata conclusiva del Festival, con tante iniziative dal pomeriggio fino a tarda sera.
Il “Premio Terranostra” - un manufatto unico che rappresenta il logo del Festival, realizzato quest'anno dall'artista Mauro Puccitelli - è stato consegnato al professor Musarra dal sindaco di Apiro, Ubaldo Scuppa, nel corso della serata d'apertura del Festival.
Festival che è partito alla grande, con oltre mille spettatori presenti alla cerimonia inaugurale, durante la quale i gruppi ospiti hanno offerto un “assaggio” del loro repertorio per riproporlo poi in questi giorni nella sua completezza. Ieri (giovedì 10 agosto) hanno iniziato Honduras e Stati Uniti, stasera (11 agosto) è la volta di Moldova e Nuova Zelanda, domani (12 agosto) chiudono la serie Messico e Senegal. Poi, domenica 13 agosto, un altro appuntamento imperdibile: la Festa paesana, dalle ore 19, con musica, balli e cucina tipica delle formazioni ospiti per le vie di Apiro, fino allo spettacolo di chiusura de “I Trillanti” (ore 22, impianto sportivo del pattinaggio-calcetto). Quindi, lunedì 14 agosto, la serata clou di “Terranostra 2023”: il Galà del folclore: uno spettacolo magico dove tutti i gruppi ospiti e il gruppo Urbanitas di Apiro emozioneranno il pubblico con il meglio del proprio repertorio (ore 21.30, impianto sportivo del pattinaggio). Infine, martedì 15 agosto la Giornata conclusiva del Festival, con tante iniziative dal pomeriggio fino a tarda sera.
Sabato, 12 agosto, alle ore 21,30, il Teatro Cortesi di Sirolo invita all’incontro Teatro della poesia. Omaggio a Francesco Scarabicchi che lo scorso anno ha ottenuto il Premio Enriquez alla memoria, per l’opera postuma “La figlia che non piange” per la sezione poesia e letteratura. La serata unisce il ricordo di Francesco Scarabicchi e del suo percorso artistico alternata dal racconto di due poeti che lo hanno personalmente conosciuto e oggi sono tra le maggiori voci della poesia italiana, Silvia Bre (l’ultimo suo libro si intitola “Le campane”, Einaudi 2022) e Stefano Simoncelli (del quale è in uscita da Marcos Y Marcos una corposa auto-antologia, “Stazioni remote”).
L’attore Andrea Caimmi interpreterà invecealcuni testi di Scarabicchi che saranno brevemente presentati dal coordinatore della serata, Massimo Raffaeli, direttore scientifico del “Centro Studi F. Scarabicchi”. É previsto, a titolo gratuito e del tutto amichevole, un momento per ricordare Scarabicchi con tre autori della generazione successiva: Antonio Tricomi, Angelo Vannini e Luca Pizzolitto.
L’attore Andrea Caimmi interpreterà invecealcuni testi di Scarabicchi che saranno brevemente presentati dal coordinatore della serata, Massimo Raffaeli, direttore scientifico del “Centro Studi F. Scarabicchi”. É previsto, a titolo gratuito e del tutto amichevole, un momento per ricordare Scarabicchi con tre autori della generazione successiva: Antonio Tricomi, Angelo Vannini e Luca Pizzolitto.
Si è spento nella notte Mons. ERALDO PITTORI (di anni 79 e 56 di sacerdozio).
Nato ad Apiro (MC) il 28 gennaio 1944, dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta il 14/08/1967, mons. Eraldo ha chiesto e ottenuto di poter vivere il suo ministero come Cappellano Militare. Così, ha trascorso buona parte della sua vita a servizio delle Forze Armate, dalla Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare di Taranto (1970-74), alla breve esperienza all’Accademia dell’Aeronautica Militare in Pozzuoli (1974), al 2° Stormo di Treviso dove fu promosso Cappellano Militare Capo (1974-1977), ai reparti dell’Esercito nel Presidio di Trieste (1977-1984), al Collegio Navale Morosini a Venezia (1984-1985), alla 7a Legione della Guardia di Finanza a Venezia (1985-1999), al Comando Regionale dei Carabinieri dell’Emilia Romagna a Parma (1999-2000).
Apprezzato come sacerdote generoso, sollecito e attento alle necessità dei militari, egli ha sempre suscitato attorno a sé grande coinvolgimento anche grazie alle sue doti umane, esuberanti e vivaci, alla sensibilità d’animo e alla predisposizione alla collaborazione.
Rientrato in diocesi nel 2000, egli ha ricoperto l’incarico di Parroco di “San Giuseppe” a San Severino Marche e poi di Collaboratore parrocchiale a Sarnano, Belforte, Caldarola e a San Maroto in Valfornace. Estimatore dell’arte e della cultura in generale, ha collaborato attivamente con il nostro Settimanale diocesano L’Appennino Camerte, offrendo generosamente il suo contributo spirituale con il suo inconfondibile stile declamatorio e solenne.
Si è ritirato dal ministero pastorale nel 2019 dimorando prima a Sforzacosta e poi, negli ultimi mesi, presso la Casa di riposo di Tolentino, dove domenica scorsa aveva anche celebrato la messa per gli ospiti. Ha accolto la malattia con docile sottomissione sottoponendosi alle cure con paziente accettazione e condividendo la sua condizione con tutti i Sacerdoti. Al mattino, era il primo a ricordare a tutti le ricorrenze del giorno e assicurava preghiere e la vicinanza cordiale. Colto da malore nella notte del 10 agosto, al termine della sua lunga e intensa esperienza umana, è stato accolto dal Padre misericordioso per gustare la pace promessa ai suoi servi fedeli.
Le esequieavranno luogo sabato 12 agosto alle ore 9,30 presso l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.
Nato ad Apiro (MC) il 28 gennaio 1944, dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta il 14/08/1967, mons. Eraldo ha chiesto e ottenuto di poter vivere il suo ministero come Cappellano Militare. Così, ha trascorso buona parte della sua vita a servizio delle Forze Armate, dalla Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare di Taranto (1970-74), alla breve esperienza all’Accademia dell’Aeronautica Militare in Pozzuoli (1974), al 2° Stormo di Treviso dove fu promosso Cappellano Militare Capo (1974-1977), ai reparti dell’Esercito nel Presidio di Trieste (1977-1984), al Collegio Navale Morosini a Venezia (1984-1985), alla 7a Legione della Guardia di Finanza a Venezia (1985-1999), al Comando Regionale dei Carabinieri dell’Emilia Romagna a Parma (1999-2000).
Apprezzato come sacerdote generoso, sollecito e attento alle necessità dei militari, egli ha sempre suscitato attorno a sé grande coinvolgimento anche grazie alle sue doti umane, esuberanti e vivaci, alla sensibilità d’animo e alla predisposizione alla collaborazione.
Rientrato in diocesi nel 2000, egli ha ricoperto l’incarico di Parroco di “San Giuseppe” a San Severino Marche e poi di Collaboratore parrocchiale a Sarnano, Belforte, Caldarola e a San Maroto in Valfornace. Estimatore dell’arte e della cultura in generale, ha collaborato attivamente con il nostro Settimanale diocesano L’Appennino Camerte, offrendo generosamente il suo contributo spirituale con il suo inconfondibile stile declamatorio e solenne.
Si è ritirato dal ministero pastorale nel 2019 dimorando prima a Sforzacosta e poi, negli ultimi mesi, presso la Casa di riposo di Tolentino, dove domenica scorsa aveva anche celebrato la messa per gli ospiti. Ha accolto la malattia con docile sottomissione sottoponendosi alle cure con paziente accettazione e condividendo la sua condizione con tutti i Sacerdoti. Al mattino, era il primo a ricordare a tutti le ricorrenze del giorno e assicurava preghiere e la vicinanza cordiale. Colto da malore nella notte del 10 agosto, al termine della sua lunga e intensa esperienza umana, è stato accolto dal Padre misericordioso per gustare la pace promessa ai suoi servi fedeli.
Le esequieavranno luogo sabato 12 agosto alle ore 9,30 presso l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.
