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Via libera da parte della Giunta comunale di Matelica, dopo la pandemia, al Centro Estivo per l'infanzia, che inizia il prossimo giovedì 1 luglio e resterà aperto fino al 10 settembre, ad eccezione del periodo a cavallo di Ferragosto. Così i bambini dai 3 ai 6 anni avranno la possibilità, dopo il lungo periodo di chiusure, di trascorrere insieme, nel plesso della scuola dell'infanzia di via Bellini, gran parte delle vacanze estive.
Grande adesione all'iniziativa che in pochi giorni ha raggiunto la soglia massima delle 50 iscrizioni.
Le attività proposte si svolgeranno principalmente all’aria aperta, con il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo E. Mattei che ha messo a disposizione anche l’intero piano terra per i mesi di luglio e agosto e due aule al piano superiore per le settimane di settembre, e coinvolgeranno sia l’aspetto ludico che quello didattico. Le educatrici proporranno, infatti, giochi con l’acqua, sport, disegno, letture e tanto altro ancora, il tutto nel totale rispetto delle norme anticovid previste dal DPCM e dal protocollo socio-sanitario approvato dai sindaci di tutto il territorio dell’Unione Montana di San Severino Marche.
Grande adesione all'iniziativa che in pochi giorni ha raggiunto la soglia massima delle 50 iscrizioni.
Le attività proposte si svolgeranno principalmente all’aria aperta, con il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo E. Mattei che ha messo a disposizione anche l’intero piano terra per i mesi di luglio e agosto e due aule al piano superiore per le settimane di settembre, e coinvolgeranno sia l’aspetto ludico che quello didattico. Le educatrici proporranno, infatti, giochi con l’acqua, sport, disegno, letture e tanto altro ancora, il tutto nel totale rispetto delle norme anticovid previste dal DPCM e dal protocollo socio-sanitario approvato dai sindaci di tutto il territorio dell’Unione Montana di San Severino Marche.
f.u.
Un incendio di vaste proporzioni è divampato lungo diversi punti della linea ferroviaria nella tratta compresa tra Serra San Quirico e Genga Stazione nel territorio del comune di Genga. Sul posto, oltre alle squadre dei vigili del fuoco, anche i Carabinieri Forestali della locale stazione, che hanno lanciato l’allarme e richiesto l’intervento di mezzi aerei per evitare il propagarsi dei numerosi focolai presenti.
I carabinieri forestali hanno anche avviato le indagini per determinare le cause dei roghi che per la dinamica e la dislocazione dell'incendio lasciano ritenere si tratti di focolai prodotti dalle scintille scaturite dai freni del treno che percorre la tratta in questione.

f.u.
I carabinieri forestali hanno anche avviato le indagini per determinare le cause dei roghi che per la dinamica e la dislocazione dell'incendio lasciano ritenere si tratti di focolai prodotti dalle scintille scaturite dai freni del treno che percorre la tratta in questione.

f.u.
Tutto pronto a Camerino per l’evento atteso da quattro anni e mezzo. Sarà inaugurata domani (venerdì 25 giugno) a Palazzo Castelli la prima mostra del cratere: “Camerino fuori le mura, prospettive d’arte dal Quattrocento al Settecento”.
L’estate della ripartenza, dopo il Covid e dopo il sisma, è all’insegna di un’esposizione che metterà al centro nuove prospettive d’arte valorizzando le opere recuperate nel territorio camerte e salvate dal sisma, provenienti da chiese e musei inagibili, ma non solo. Alcune di esse tornano in esposizione per il pubblico per la prima volta da quella triste data, altre dopo il restauro, per altre si tratta di riviverle attraverso le nuove tecnologie.
La novità scientifica è costituita dal fatto che le opere sono state oggetto di indagini diagnostiche curate dallo spin off dell’Università di Camerino“Art & Co srl” e di valorizzazione attraverso una digitalizzazione eseguita dall'azienda Haltadefinizione i cui risultati saranno a disposizione del pubblico attraverso appositi strumenti multimediali.
Bernini, Tiepolo, Dosso Dossi sono solo alcuni degli artisti tra il Quattrocento e il Settecento che furono protagonisti a Camerino ieri, come oggi permettendo di riappropriarsi di un patrimonio straordinario mai dimenticato. Una mostra che diventerà ambasciatrice del patrimonio culturale di Camerino e del suo territorio.
Sarà presente al taglio del nastro il senatore Francesco Verducci, vicepresidente alla Commissione Cultura in Senato.
f.u.
L’estate della ripartenza, dopo il Covid e dopo il sisma, è all’insegna di un’esposizione che metterà al centro nuove prospettive d’arte valorizzando le opere recuperate nel territorio camerte e salvate dal sisma, provenienti da chiese e musei inagibili, ma non solo. Alcune di esse tornano in esposizione per il pubblico per la prima volta da quella triste data, altre dopo il restauro, per altre si tratta di riviverle attraverso le nuove tecnologie.
La novità scientifica è costituita dal fatto che le opere sono state oggetto di indagini diagnostiche curate dallo spin off dell’Università di Camerino“Art & Co srl” e di valorizzazione attraverso una digitalizzazione eseguita dall'azienda Haltadefinizione i cui risultati saranno a disposizione del pubblico attraverso appositi strumenti multimediali.
Bernini, Tiepolo, Dosso Dossi sono solo alcuni degli artisti tra il Quattrocento e il Settecento che furono protagonisti a Camerino ieri, come oggi permettendo di riappropriarsi di un patrimonio straordinario mai dimenticato. Una mostra che diventerà ambasciatrice del patrimonio culturale di Camerino e del suo territorio.
Sarà presente al taglio del nastro il senatore Francesco Verducci, vicepresidente alla Commissione Cultura in Senato.
f.u.
Una mostra fotografica temporanea con le opere del celebre fotografo Maurizio Galimberti sarà aperta venerdì 25 giugno, alle ore 19, a Tolentino, nei locali in via Filelfo, al piano terra delle ex carceri, come preambolo della mostra “La Fede nell’Arte”.
Da un’idea di Alberto Marcelletti è nato “San Nicola reMade”, un progetto che ha coinvolto il fotografo di fama internazionale Maurizio Galiberti che, utilizzando la sua personalissima tecnica, ha scattato oltre 9.000 istantanee polaroid per raccontare in un mosaico assolutamente unico, quanto affascinante: lo splendore artistico e spirituale del Cappellone e del complesso monumentale della Basilica di San Nicola da Tolentino.
A collaborare con Galimberti il fotografo e regista Luca Giustozzi che ha curato anche uno short film che documenta il grande lavoro dell’artista fotografo.
Maurizio Galimberti con la sua tecnica di scomposizione e ricomposizione dell’immagine riesce a dare tridimensionalità a tutto ciò che ritrae e grazie ai suoi mosaici si ha l’occasione di vedere gli affreschi in modo nuovo, sorprendente, unico e infinito.
Dopo l’apertura dell’esposizione fotografica, nel cortile della Biblioteca Filefica, performance fotografica con la tecnica del mosaico Polaroid di Maurizio Galimberti.
Sono previsti interventi del Sindaco Giuseppe Pezzanesi, di Luca Giustozzi, Giorgio Semmoloni e Maurizio Galimberti.
Da un’idea di Alberto Marcelletti è nato “San Nicola reMade”, un progetto che ha coinvolto il fotografo di fama internazionale Maurizio Galiberti che, utilizzando la sua personalissima tecnica, ha scattato oltre 9.000 istantanee polaroid per raccontare in un mosaico assolutamente unico, quanto affascinante: lo splendore artistico e spirituale del Cappellone e del complesso monumentale della Basilica di San Nicola da Tolentino.
A collaborare con Galimberti il fotografo e regista Luca Giustozzi che ha curato anche uno short film che documenta il grande lavoro dell’artista fotografo.
Maurizio Galimberti con la sua tecnica di scomposizione e ricomposizione dell’immagine riesce a dare tridimensionalità a tutto ciò che ritrae e grazie ai suoi mosaici si ha l’occasione di vedere gli affreschi in modo nuovo, sorprendente, unico e infinito.
Dopo l’apertura dell’esposizione fotografica, nel cortile della Biblioteca Filefica, performance fotografica con la tecnica del mosaico Polaroid di Maurizio Galimberti.
Sono previsti interventi del Sindaco Giuseppe Pezzanesi, di Luca Giustozzi, Giorgio Semmoloni e Maurizio Galimberti.

Si dà alla fuga dopo un incidente stradale, ma i Carabinieri lo rintracciano. È quanto successo a Tolentino, dove i militari del Nucleo Operativo locale hanno denunciato a piede libero un cittadino albanese, cinquantenne, residente da anni in Italia.
Lo scorso 16 giugno l’uomo, a bordo della sua Ford Fiesta, aveva avuto un incidente a San Severino in cui era rimasta coinvolta una Volkswagen Polo. Dopo gli accertamenti seguiti al sinistro era emerso che l’uomo, non avendo rispettato la precedenza, aveva causato lo scontro. Il conducente dell’altra vettura, lievemente ferito, era stato portato al Pronto Soccorso dell’ospedale di San Severino, mentre l’albanese al volante della Fiesta si era dato alla fuga a piedi. Dopo gli accertamenti del caso, che hanno appurato come fosse effettivamente lui il conducente della Fiesta e responsabile dell’incidente, i Carabinieri lo hanno denunciato per fuga in caso di incidente con danno a persona. Oltre a questo è stato accertato anche come l’uomo fosse in possesso di una patente di guida conseguita in Albania: non essendo possibile circolare con una patente estera se residenti in Italia da più di un anno, il documento gli è stato ritirato.
Il conducente della Polo, d’altro canto, è stato multato. Infatti è emerso come, nonostante non avesse colpe dirette nello scontro, nell’occasione procedeva a una velocità oltre il limite.
l.c.
Lo scorso 16 giugno l’uomo, a bordo della sua Ford Fiesta, aveva avuto un incidente a San Severino in cui era rimasta coinvolta una Volkswagen Polo. Dopo gli accertamenti seguiti al sinistro era emerso che l’uomo, non avendo rispettato la precedenza, aveva causato lo scontro. Il conducente dell’altra vettura, lievemente ferito, era stato portato al Pronto Soccorso dell’ospedale di San Severino, mentre l’albanese al volante della Fiesta si era dato alla fuga a piedi. Dopo gli accertamenti del caso, che hanno appurato come fosse effettivamente lui il conducente della Fiesta e responsabile dell’incidente, i Carabinieri lo hanno denunciato per fuga in caso di incidente con danno a persona. Oltre a questo è stato accertato anche come l’uomo fosse in possesso di una patente di guida conseguita in Albania: non essendo possibile circolare con una patente estera se residenti in Italia da più di un anno, il documento gli è stato ritirato.
Il conducente della Polo, d’altro canto, è stato multato. Infatti è emerso come, nonostante non avesse colpe dirette nello scontro, nell’occasione procedeva a una velocità oltre il limite.
l.c.
Si sente male mentre guida, l'auto sbanda e si ferma sulla corsia di sorpasso.
Attimi di paura intorno alle 13 lungo la superstrada Valdichienti, all'altezza dell'uscita Tolentino Ovest. Un automobilista, a bordo di una Volkswagen, ha accusato un malore mentre viaggiava insieme ad un suo collega in direzione mare.
L'auto ha sbandato ed il passeggero è riuscito a fermare il mezzo sulla corsia di sorpasso.
Nel frattempo, le altre auto sono riuscite ad evitare lo scontro ed alcuni automobilisti si sono fermati per prestare i primi soccorsi.
Immediatamente è stato allertato il 118, ma in attesa dell'arrivo dei sanitari sono stati gli automobilisti a tirare fuori dall'auto il guidatore e a stenderlo a terra.
I sanitari del 118 lo hanno trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata.
GS


Attimi di paura intorno alle 13 lungo la superstrada Valdichienti, all'altezza dell'uscita Tolentino Ovest. Un automobilista, a bordo di una Volkswagen, ha accusato un malore mentre viaggiava insieme ad un suo collega in direzione mare.
L'auto ha sbandato ed il passeggero è riuscito a fermare il mezzo sulla corsia di sorpasso.
Nel frattempo, le altre auto sono riuscite ad evitare lo scontro ed alcuni automobilisti si sono fermati per prestare i primi soccorsi.
Immediatamente è stato allertato il 118, ma in attesa dell'arrivo dei sanitari sono stati gli automobilisti a tirare fuori dall'auto il guidatore e a stenderlo a terra.
I sanitari del 118 lo hanno trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata.
GS


“Vedremo”. Una risposta che può essere definita possibilista quella del sindaco di Muccia Mario Baroni, interpellato su una sua eventuale candidatura alle prossime elezioni amministrative in programma ad ottobre.
Tra i Comuni chiamati a rinnovare il consiglio in autunno, infatti, c’è anche il centro dell’entroterra maceratese colpito dal sisma che, negli ultimi trent’anni, ha visto alternarsi la fascia tra il sindaco uscente e Fabio Barboni.
Un avvicendarsi che comincia nel 1993, quando i due facevano parte della Democrazia Cristiana e, mentre uno veniva eletto sindaco, l’altro non era un avversario, bensì il braccio destro.
Una collaborazione andata avanti fino alle consultazioni elettorali del 2016 quando non nacque la solita lista unica, ma due civiche divise che hanno visto rompere un sodalizio durato anni.
Ora che il sindaco uscente ha le carte in regola per ricandidarsi, visto che sarebbe il suo secondo mandato consecutivo, tutto lascia presagire che possa decidere di ritentare.
D’altronde, gli ultimi cinque anni di legislatura hanno coinciso con l’emergenza sismica e Baroni stesso ammette di essere consapevole che qualcuno debba pur portare avanti la ricostruzione avviata.
Solo ipotesi al momento, avvalorate dal fatto che, a poco tempo dalla formazione delle liste, Baroni non nega una sua possibile candidatura. Del resto si sa, quando ci sono le elezioni in vista, gli incontri cominciano molto tempo prima e, se il primo cittadino non smentisce né conferma la sua corsa, tutto sa di strategia e movimenti studiati prima di uscire allo scoperto e annunciare qualcosa che, in fondo, potrebbe essere già certo.
GS
Tra i Comuni chiamati a rinnovare il consiglio in autunno, infatti, c’è anche il centro dell’entroterra maceratese colpito dal sisma che, negli ultimi trent’anni, ha visto alternarsi la fascia tra il sindaco uscente e Fabio Barboni.
Un avvicendarsi che comincia nel 1993, quando i due facevano parte della Democrazia Cristiana e, mentre uno veniva eletto sindaco, l’altro non era un avversario, bensì il braccio destro.
Una collaborazione andata avanti fino alle consultazioni elettorali del 2016 quando non nacque la solita lista unica, ma due civiche divise che hanno visto rompere un sodalizio durato anni.
Ora che il sindaco uscente ha le carte in regola per ricandidarsi, visto che sarebbe il suo secondo mandato consecutivo, tutto lascia presagire che possa decidere di ritentare.
D’altronde, gli ultimi cinque anni di legislatura hanno coinciso con l’emergenza sismica e Baroni stesso ammette di essere consapevole che qualcuno debba pur portare avanti la ricostruzione avviata.
Solo ipotesi al momento, avvalorate dal fatto che, a poco tempo dalla formazione delle liste, Baroni non nega una sua possibile candidatura. Del resto si sa, quando ci sono le elezioni in vista, gli incontri cominciano molto tempo prima e, se il primo cittadino non smentisce né conferma la sua corsa, tutto sa di strategia e movimenti studiati prima di uscire allo scoperto e annunciare qualcosa che, in fondo, potrebbe essere già certo.
GS
Un arresto e l’allontanamento di un uomo dal Comune di Macerata. Questi i risultati delle operazioni dei Carabinieri di Montecassiano e Macerata negli ultimi giorni.
A Montecassiano, i Carabinieri della stazione locale, dopo una specifica indagine, hanno rintracciato un uomo, ricercato dalla giustizia e gravato da un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica maceratese. L’uomo, un pakistano di 34 anni, era stato condannato in via definitiva a due anni e tre mesi di reclusione per il reato di spaccio: dopo l’arresto è stato trasferito nel carcere di Fermo.
Nel capoluogo, invece, i Carabinieri hanno fermato un uomo che vagava nella frazione di Piediripa. I controlli hanno accertato come l’uomo, gravato da diversi precedenti, fosse destinatario del foglio di via dal Comune di Macerata. Come già avvenuto altre volte, l’uomo stava violando il provvedimento ed è stato quindi accompagnato alla stazione di Macerata per far sì che rientrasse nel proprio Comune di residenza. Come negli episodi precedenti è stato inoltre denunciato all’Autorità Giudiziaria.
l.c.
A Montecassiano, i Carabinieri della stazione locale, dopo una specifica indagine, hanno rintracciato un uomo, ricercato dalla giustizia e gravato da un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica maceratese. L’uomo, un pakistano di 34 anni, era stato condannato in via definitiva a due anni e tre mesi di reclusione per il reato di spaccio: dopo l’arresto è stato trasferito nel carcere di Fermo.
Nel capoluogo, invece, i Carabinieri hanno fermato un uomo che vagava nella frazione di Piediripa. I controlli hanno accertato come l’uomo, gravato da diversi precedenti, fosse destinatario del foglio di via dal Comune di Macerata. Come già avvenuto altre volte, l’uomo stava violando il provvedimento ed è stato quindi accompagnato alla stazione di Macerata per far sì che rientrasse nel proprio Comune di residenza. Come negli episodi precedenti è stato inoltre denunciato all’Autorità Giudiziaria.
l.c.
Quando la tradizione si unisce all'esigenza della modernità dettata dalla pandemia, e anche l'acqua di San Giovanni diventa, sì, un modo per stare insieme e un elemento di condivisione, ma assolutamente monodose.
La luce dell'alba di questa mattina, il sole sorto sul giorno di san Giovanni Battista, hanno illuminato il perfetto equilibrio tra il passato, che non vuole e non deve essere dimenticato, ed il futuro che irrompe sempre con la tenacia di chi decide di tramandare i modi di fare più antichi.
Era questo l'obiettivo del Comitato di contrada Bura di Tolentino che ha ideato la prima edizione delle celebrazioni per san Giovanni Battista con una messa all'alba celebrata da don Ariel e la distribuzione dell'acqua del santo.

Il "lavoro" è cominciato al tramonto di ieri, tra le campagne della zona, quando gli abitanti, avvolti dalla gioia dei bambini che hanno partecipato con entusiasmo, hanno raccolto i fiori e le erbe da immergere nell'acqua.
Il preparato, durante la notte, è stato lasciato davanti alla chiesa della Bura, illuminato dal chiarore della luna piena ed accarezzato dalla rugiada che ha permesso all'acqua di essere pronta per il lavaggio del mattino. Ogni partecipante ha potuto prenderne un po' per sé e portarla a casa nelle confezioni monodose.

In tanti si sono ritrovati all'alba per vivere insieme un momento che rappresenta la tradizione, ma in questo anno particolare diventa anche un segnale di rinascita e di speranza.
Da ieri sera le pagine social sono state invase da foto di ciotole con l'acqua di san Giovanni, sintomo che anche in un'epoca di cambiamento e di modernità si tenta di conservare tradizioni che servono a mantenere viva l'identità.
GS
(Foto di Barbara Olmai)
La luce dell'alba di questa mattina, il sole sorto sul giorno di san Giovanni Battista, hanno illuminato il perfetto equilibrio tra il passato, che non vuole e non deve essere dimenticato, ed il futuro che irrompe sempre con la tenacia di chi decide di tramandare i modi di fare più antichi.
Era questo l'obiettivo del Comitato di contrada Bura di Tolentino che ha ideato la prima edizione delle celebrazioni per san Giovanni Battista con una messa all'alba celebrata da don Ariel e la distribuzione dell'acqua del santo.

Il "lavoro" è cominciato al tramonto di ieri, tra le campagne della zona, quando gli abitanti, avvolti dalla gioia dei bambini che hanno partecipato con entusiasmo, hanno raccolto i fiori e le erbe da immergere nell'acqua.
Il preparato, durante la notte, è stato lasciato davanti alla chiesa della Bura, illuminato dal chiarore della luna piena ed accarezzato dalla rugiada che ha permesso all'acqua di essere pronta per il lavaggio del mattino. Ogni partecipante ha potuto prenderne un po' per sé e portarla a casa nelle confezioni monodose.

In tanti si sono ritrovati all'alba per vivere insieme un momento che rappresenta la tradizione, ma in questo anno particolare diventa anche un segnale di rinascita e di speranza.
Da ieri sera le pagine social sono state invase da foto di ciotole con l'acqua di san Giovanni, sintomo che anche in un'epoca di cambiamento e di modernità si tenta di conservare tradizioni che servono a mantenere viva l'identità.
GS
(Foto di Barbara Olmai)
Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l'assessore alla Ricostruzione Guido Castelli hanno incontrato ieri nella splendida cornice del Teatro “Ventidio Basso” di Ascoli Piceno il ministro Mara Carfagna insieme ai sindaci dei Comuni terremotati, prima della riunione del Tavolo Istituzionale del CIS Sisma.
“Ringrazio il ministro Mara Carfagna per l’attenzione e la disponibilità dimostrata nel mettere sin da subito a disposizione i suoi uffici nell’interloquire con la Regione e i sindaci marchigiani sul tema del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) e della Zes (Zona economica speciale). Dobbiamo superare l’impatto della ricostruzione appesantito anche dalla pandemia in un territorio che già soffriva in termini infrastrutturali e di abbandono delle aree interne. Oggi ci troviamo davanti a un bivio che è quello di restituire alla nostra regione una visione e affermare un sistema competitivo attraverso il rilancio dell’occupazione per essere centrali nelle dinamiche nazionali. Non possiamo sprecare questa opportunità e queste risorse perché ci troviamo di fronte a sfide determinanti per i territori delle Marche", ha riferito Acquaroli.
“Le Marche – ha aggiunto Castelli – rappresentano il 62% dell’area del cratere colpito dal sisma e il 40% della nostra regione è stato lesionato. Ci troviamo in una regione che ha subito un doppio stress che è quello del sisma, ma anche del ritardo dello sviluppo tanto è vero che dalla prossima programmazione comunitaria le Marche saranno inserite nella regione di transizione”.
Il Cis Sisma – spiega il ministro Carfagna – è uno strumento molto valido perché consente di accelerare gli investimenti e di concentrarli su territori bisognosi, è il primo tavolo che ho voluto avviare dopo essere stata nominata ministro. Vogliamo ribaltare lo stereotipo dei territori che non sanno spendere bene i soldi e con il Cis sima dimostreremo l’esatto contrario ovvero che i sindaci sanno spendere bene i soldi che vengono messi a disposizione. I 160 milioni di euro disponibili saranno distribuiti nelle regioni colpite dal sisma attraverso criteri di riparto che tengono in considerazione l’estensione delle aree che hanno subito danni maggiori”.
Al centro del confronto la possibilità di riconoscere la Zes (zona economica speciale) per le Marche a sostegno delle aree industriali che insistono nelle zone colpite dal sisma del 2016 per garantire un rilancio economico ed occupazionale attraverso l’introduzione della franchigia fiscale e tramite dei provvedimenti per favorire la sburocratizzazione.
Nell'occasione, il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, ha annunciato l'arrivo di altre ordinanze speciali. Superata la quota 10 mila decreti di concessione contributi in tutto il cratere del terremoto del 2016.
Marco Morosini
“Ringrazio il ministro Mara Carfagna per l’attenzione e la disponibilità dimostrata nel mettere sin da subito a disposizione i suoi uffici nell’interloquire con la Regione e i sindaci marchigiani sul tema del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) e della Zes (Zona economica speciale). Dobbiamo superare l’impatto della ricostruzione appesantito anche dalla pandemia in un territorio che già soffriva in termini infrastrutturali e di abbandono delle aree interne. Oggi ci troviamo davanti a un bivio che è quello di restituire alla nostra regione una visione e affermare un sistema competitivo attraverso il rilancio dell’occupazione per essere centrali nelle dinamiche nazionali. Non possiamo sprecare questa opportunità e queste risorse perché ci troviamo di fronte a sfide determinanti per i territori delle Marche", ha riferito Acquaroli.
“Le Marche – ha aggiunto Castelli – rappresentano il 62% dell’area del cratere colpito dal sisma e il 40% della nostra regione è stato lesionato. Ci troviamo in una regione che ha subito un doppio stress che è quello del sisma, ma anche del ritardo dello sviluppo tanto è vero che dalla prossima programmazione comunitaria le Marche saranno inserite nella regione di transizione”.
Il Cis Sisma – spiega il ministro Carfagna – è uno strumento molto valido perché consente di accelerare gli investimenti e di concentrarli su territori bisognosi, è il primo tavolo che ho voluto avviare dopo essere stata nominata ministro. Vogliamo ribaltare lo stereotipo dei territori che non sanno spendere bene i soldi e con il Cis sima dimostreremo l’esatto contrario ovvero che i sindaci sanno spendere bene i soldi che vengono messi a disposizione. I 160 milioni di euro disponibili saranno distribuiti nelle regioni colpite dal sisma attraverso criteri di riparto che tengono in considerazione l’estensione delle aree che hanno subito danni maggiori”.
Al centro del confronto la possibilità di riconoscere la Zes (zona economica speciale) per le Marche a sostegno delle aree industriali che insistono nelle zone colpite dal sisma del 2016 per garantire un rilancio economico ed occupazionale attraverso l’introduzione della franchigia fiscale e tramite dei provvedimenti per favorire la sburocratizzazione.
Nell'occasione, il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, ha annunciato l'arrivo di altre ordinanze speciali. Superata la quota 10 mila decreti di concessione contributi in tutto il cratere del terremoto del 2016.
Marco Morosini
