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Avvio di cantieri e nuovi progetti approvati da parte della Giunta comunale di Camerino nel settore lavori pubblici. "Nei giorni scorsi è partito il cantiere per la sistemazione della frana sulla strada della località Arcofiato che ormai da diverso tempo necessitava di intervento e il cui progetto era stato approvato qualche mese fa- informa l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Camerino Marco Fanelli-. Martedì scorso inoltre abbiamo approvato in Giunta un altro progetto riferito alla viabilità rurale. Per un importo di circa 50mila euro come quadro totale economico, i lavori approvati interessano in questo caso la sistemazione di un tratto di strada di collegamento tra le frazioni Pozzuolo e Statte - continua Fanelli-. Si tratta di una viabilità che necessita di lavori importanti e sulla quale credo non siano stati fatti interventi significativi per almeno 10-15 anni. La somma a disposizione è purtroppo insufficiente a coprire la sistemazione dell'intera arteria stradale ma stiamo cercando di fare ilmassimo con quello che riusciamo a ricavare a bilancio e dalle varie economie. Altra notizia importante riguarda la sistemazione della strada che va da Mecciano a Canepina- conclude l'assessore Fanelli-. Alla già avvenuta approvazione del progetto di fattibilità è infatti seguita qualche giorno fa anche l'appriovazione del progetto definitivo per lavori significativi supportati da un quadro economico di circa 500mila euro. Adesso intercorreranno altre due settimane per la presentazione del progetto esecutivo, dopodichè si partirà con la procedura per l'affidamento dei lavori e l'appalto e quindi con la realizzazione dell'opera che vorremmio completare entro la fine dell'estate".
C.C
C.C
Due incidenti stamattina sulle strade della provincia.
Il primo, avvenuto poco dopo le 8.00 in contrada Gabella nuova a Sarnano. Al vaglio dei Carabinieri la ricostruzione della dinamica che ha portato allo scontro tra un'auto e un furgone. Immediati i soccorsi da parte del personale del 118: i due conducenti dei mezzi coinvolti nel sinistro sono stati trasportati per accertamenti in ospedale, ma non sembrano aver riportato gravi conseguenze. Sul posto per le operazioni di messa in sicurezza della sede stradale l'intervento dei vigili del fuoco.
Erano circa le 9, invece, quando lungo la superstrada Valdichienti, in direzione monti, all'altezza dell'uscita di Tolentino sud, un'auto è finita fuori strada per cause in corso di accertamento.
Sul posto i sanitari del 118 che hanno trasportato il conducente, per accertamenti, al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata.
c.c. g.s.
Il primo, avvenuto poco dopo le 8.00 in contrada Gabella nuova a Sarnano. Al vaglio dei Carabinieri la ricostruzione della dinamica che ha portato allo scontro tra un'auto e un furgone. Immediati i soccorsi da parte del personale del 118: i due conducenti dei mezzi coinvolti nel sinistro sono stati trasportati per accertamenti in ospedale, ma non sembrano aver riportato gravi conseguenze. Sul posto per le operazioni di messa in sicurezza della sede stradale l'intervento dei vigili del fuoco.
Erano circa le 9, invece, quando lungo la superstrada Valdichienti, in direzione monti, all'altezza dell'uscita di Tolentino sud, un'auto è finita fuori strada per cause in corso di accertamento.
Sul posto i sanitari del 118 che hanno trasportato il conducente, per accertamenti, al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata.
c.c. g.s.
Avrebbe potuto aver conseguenze ben più drammatiche l'incidente avvenuto al Parco Giochi di Sarnano e che ha visto suo malgrado protagonista un bambino di 5 anni. Il piccolo, mentre stava giocando, è caduto riportando lesioni all'osso sacro. Lanciato l'allarme sul posto sono giunti i sanitari del 118 che hanno anche allertato l'eliambulanza che si è alzata in volo e ha raggiunto la località alle pendici dei Sibillini.
L'equipe sanitaria ha provveduto a stabilizzare il piccolo ritenendo non necessario il trasferimento in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette e provvedendo al trasporto in ambulanza del bambino all'ospedale di Macerata dove il piccolo, giunto in codice giallo traumatico, si trova ricoverato.
f.u.
L'equipe sanitaria ha provveduto a stabilizzare il piccolo ritenendo non necessario il trasferimento in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette e provvedendo al trasporto in ambulanza del bambino all'ospedale di Macerata dove il piccolo, giunto in codice giallo traumatico, si trova ricoverato.
f.u.
Il giorno che da tempo si attendeva è arrivato, quello della chiusura del Covid Center di Civianova Marche a seguito del positivo andamento dell’evoluzione pandemica. Gli ultimi due pazienti, in terapia intensiva, sono stati trasportati nei rispettivi ospedali di provenienza, mentre le professionalità utilizzate, in particolare internisti e anestesisti, sono tornate in attività presso le strutture ospedaliere dell’Area Vasta 3 (Macerata – Civitanova – Camerino).
Presidi ospedalieri che, quindi, tornano alla normale attività con la direttrice dell’Area Vasta 3 Daniela Corsi che definisce “primaria l’attenzione per l’ospedale di Camerino”.
“Un ospedale – dichiara la direttrice Corsi – dove abbiamo visto riprendere prevalentemente l’attività chirurgica e siamo in attesa dell’espletamento del concorso per la nomina del primario di ortopedia. Il risultato che vogliamo raggiungere, anche se non facile, è quello di aumentare le risorse dei medici a disposizione, problema comune anche negli altri ospedali”.
Nuovi progetti annuncia la direttrice dell’Area Vasta per l’unità di Cardiologia. “Progetti – conclude la dottoressa Corsi – che interessano anche la Medicina dello Sport e nel frattempo stiamo bandendo il concorso per il primariato di Medicina. C’è sempre un’attenzione particolare per questa realtà e, come più volte detto, nelle nostre progettualità non c’è la volontà che l’ospedale di Camerino sia messo da parte”.
f.u.
Presidi ospedalieri che, quindi, tornano alla normale attività con la direttrice dell’Area Vasta 3 Daniela Corsi che definisce “primaria l’attenzione per l’ospedale di Camerino”.
“Un ospedale – dichiara la direttrice Corsi – dove abbiamo visto riprendere prevalentemente l’attività chirurgica e siamo in attesa dell’espletamento del concorso per la nomina del primario di ortopedia. Il risultato che vogliamo raggiungere, anche se non facile, è quello di aumentare le risorse dei medici a disposizione, problema comune anche negli altri ospedali”.
Nuovi progetti annuncia la direttrice dell’Area Vasta per l’unità di Cardiologia. “Progetti – conclude la dottoressa Corsi – che interessano anche la Medicina dello Sport e nel frattempo stiamo bandendo il concorso per il primariato di Medicina. C’è sempre un’attenzione particolare per questa realtà e, come più volte detto, nelle nostre progettualità non c’è la volontà che l’ospedale di Camerino sia messo da parte”.
f.u.
Secondo incontro al Mise, Ministero dello Sviluppo economico, con il vice ministro Alessandra Todde, le parti sindacali, i rappresentanti dell’azienda Elica, il sindaco di Fabriano Gabriele Saltarelli e la Regione Marche sulla vertenza Elica, che coinvolge i lavoratori degli stabilimenti di Mergo e Cerreto d’Esi.
“Dal nostro di vista – ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi - si è evidenziata una novità che ha riguardato soprattutto il modo di porsi nell’affrontare il dialogo da parte dei rappresentanti di Elica: l’azienda si è detta disponibile a sospendere il piano che aveva immaginato e precedentemente presentato, ponendo sul tavolo alcune questioni di estrema novità, come l'acquisizione di alcune aziende locali che potenziano il settore motori nelle Marche e la proposta di alcune iniziative di reshoring di alcune linee produttive precedentemente delocalizzate che possono incentivare la presenza di Elica sul nostro territorio e la diversificazione delle attività.
L’azienda – continua l’assessore - ha effettivamente ribadito anche la possibilità di un parziale rientro di attività dalla Polonia, soprattutto quella di alta gamma, mentre non si è soffermata su quali rami delocalizzare. E’ emerso, in definitiva, che dopo l’acquisizione di aziende e un potenziale rientro dalla Polonia, si potrà parlare anche di reindustrializzazione e di nuovi eventuali interventi. Questa azioni non escluderanno probabilmente una parziale delocalizzazione, ma per la prima volta l’azienda ha dimostrato chiaramente un atteggiamento più costruttivo rispetto agli altri incontri”.
Un parziale cambio di rotta accolto positivamente anche dalle parti sindacali, con la regione che si è detta convinta che questo sia l’inizio di un cammino diverso, e sotto certi aspetti migliore, di quello intrapreso finora.
f.u.
“Dal nostro di vista – ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi - si è evidenziata una novità che ha riguardato soprattutto il modo di porsi nell’affrontare il dialogo da parte dei rappresentanti di Elica: l’azienda si è detta disponibile a sospendere il piano che aveva immaginato e precedentemente presentato, ponendo sul tavolo alcune questioni di estrema novità, come l'acquisizione di alcune aziende locali che potenziano il settore motori nelle Marche e la proposta di alcune iniziative di reshoring di alcune linee produttive precedentemente delocalizzate che possono incentivare la presenza di Elica sul nostro territorio e la diversificazione delle attività.
L’azienda – continua l’assessore - ha effettivamente ribadito anche la possibilità di un parziale rientro di attività dalla Polonia, soprattutto quella di alta gamma, mentre non si è soffermata su quali rami delocalizzare. E’ emerso, in definitiva, che dopo l’acquisizione di aziende e un potenziale rientro dalla Polonia, si potrà parlare anche di reindustrializzazione e di nuovi eventuali interventi. Questa azioni non escluderanno probabilmente una parziale delocalizzazione, ma per la prima volta l’azienda ha dimostrato chiaramente un atteggiamento più costruttivo rispetto agli altri incontri”.
Un parziale cambio di rotta accolto positivamente anche dalle parti sindacali, con la regione che si è detta convinta che questo sia l’inizio di un cammino diverso, e sotto certi aspetti migliore, di quello intrapreso finora.
f.u.
Terremoto in consiglio comunale a Sarnano dove la discussione sulla variazione di bilancio “spacca” la minoranza consiliare. Al termine del suo intervento il capogruppo de “Il paese che vogliamo – Ripartiamo insieme” Giacomini Piergentili annuncia che la minoranza per protesta abbandonerà l’aula. Accade, invece, l’imprevedibile con il solo consigliere Giorgio Eleuteri a seguire il proprio capogruppo, mentre gli altri due consiglieri di opposizione, Fabio Fantegrossi e Fabio Rocci, dissentono dalla posizione assunta da Piergentili e restano in aula fino al termine della seduta.
“Una brutta pagina della storia del consiglio comunale di Sarnano – scrive in una nota il gruppo consiliare di maggioranza “La buona amministrazione”, che incalza - Forse il consigliere Giacomino Piergentili non ha gradito che durante l'illustrazione della variazione di bilancio è stato ricordato che 21mila euro dello stesso bilancio (quindi di tutti i cittadini) dovranno essere utilizzati per pagare spese legali derivanti da un procedimento penale ed uno contabile (conclusisi con l'assoluzione degli imputati) che ha avuto impulso da un esposto dello stesso Piergentili e che questi 21mila euro si sommano ai circa 60mila che il comune ha dovuto già sborsare per spese legali derivanti da esposti e ricorsi (tutti finiti con un nulla di fatto) dell'attuale capogruppo di minoranza durante la sua ultraventicinquennale militanza di consiglio comunale. Evidentemente, quando non si hanno argomenti validi, si preferisce fuggire e, di fronte a questo comportamento poco commendevole, va doverosamente riconosciuto il senso di responsabilità e la serietà dei consiglieri Fantegrossi e Rocci che invece hanno onorato fino in fondo il mandato conferito loro dagli elettori”.
“Una brutta pagina della storia del consiglio comunale di Sarnano – scrive in una nota il gruppo consiliare di maggioranza “La buona amministrazione”, che incalza - Forse il consigliere Giacomino Piergentili non ha gradito che durante l'illustrazione della variazione di bilancio è stato ricordato che 21mila euro dello stesso bilancio (quindi di tutti i cittadini) dovranno essere utilizzati per pagare spese legali derivanti da un procedimento penale ed uno contabile (conclusisi con l'assoluzione degli imputati) che ha avuto impulso da un esposto dello stesso Piergentili e che questi 21mila euro si sommano ai circa 60mila che il comune ha dovuto già sborsare per spese legali derivanti da esposti e ricorsi (tutti finiti con un nulla di fatto) dell'attuale capogruppo di minoranza durante la sua ultraventicinquennale militanza di consiglio comunale. Evidentemente, quando non si hanno argomenti validi, si preferisce fuggire e, di fronte a questo comportamento poco commendevole, va doverosamente riconosciuto il senso di responsabilità e la serietà dei consiglieri Fantegrossi e Rocci che invece hanno onorato fino in fondo il mandato conferito loro dagli elettori”.
f.u.
Un'amicizia perpetuata dal tempo, rinsaldata nelle sventure e resa solenne dalle carte ufficiali, ultima in ordine di tempo la firma del "Patto di amicizia tra San Ginesio e Siena, ha trovato un approdo anche su un palcoscenico. Nella spettacolare Fortezza Medicea senese, domenica 27 giugno, La Strana Compagnia di Macerata ha messo in scena lo spettacolo "Il Messo e il Savio", uno dei racconti del libro "Il ritorno degli Esuli", che la casa editrice senese Betti ha pubblicato all'indomani del terremoto di cinque anni fa.
La rappresentazione, realizzata in collaborazione con la Scuola Danza "El Duende", ricorda il rientro dei 300 ginesini esuli per anni a Siena, dove ricevettero accoglienza e rispetto e dove essi seppero guadagnarsi apprezzamento e considerazione. L'opera è un dialogo tra un consigliere dei Savi senese e un messo ginesino la notte prima dell'arrivo a casa: è un confronto sulla nostalgia della terra natale, la tolleranza, la giustizia, il potere, la religione e l'istruzione, sola arma che può riparare dalla barbarie.
La rappresentazione, realizzata in collaborazione con la Scuola Danza "El Duende", ricorda il rientro dei 300 ginesini esuli per anni a Siena, dove ricevettero accoglienza e rispetto e dove essi seppero guadagnarsi apprezzamento e considerazione. L'opera è un dialogo tra un consigliere dei Savi senese e un messo ginesino la notte prima dell'arrivo a casa: è un confronto sulla nostalgia della terra natale, la tolleranza, la giustizia, il potere, la religione e l'istruzione, sola arma che può riparare dalla barbarie.
Lo spettacolo, introdotto dal vicesindaco senese Andrea Corsi alla presenza del sindaco ginesino Giuliano Ciabocco, è stato un successo, tanto che i contatti con Siena continuano per organizzare una replica nei prossimi mesi a teatro. Lo spettacolo avrebbe dovuto esordire a San Ginesio il 20 giugno, ma motivi organizzativi ne hanno impedito la messa in scena, che sarà programmata nelle prossime settimane; successivamente, toccherà vari teatri del territorio.
f.u.
f.u.
Su proposta del consigliere di minoranza Andrea Mozzoni, con l’appoggio del capogruppo di “Prima Treia” Vittorio Sampaolo e del consigliere Gianluca Gagliardini il consiglio comunale di Treia ha approvato all’unanimità la mozione per la promozione del progetto “Un euro a famiglia” proposto dal Forum delle Associazioni Familiari. L’assise ha votato il documento che impegna l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Franco Capponi, a inserire il link all’iniziativa del Forum delle Associazioni Familiari nel sito istituzionale del comune di Treia, diffondendone le modalità di partecipazione (sia come donatore, che come utenza) presso l’Assessorato ai Servizi sociali della stessa città, così come nei social network e a mezzo stampa.
#1euroafamiglia si presenta come una campagna di raccolta di micro-donazioni per aiutare le famiglie in difficoltà economica temporanea, anche a causa della pandemia. Attraverso un impegno minimo di 1 euro, si possono aiutare migliaia di persone che in questo periodo stanno avendo problemi a pagare la rata del mutuo o le bollette e stanno dando fondo ai risparmi accumulati. Il progetto non si ferma all’aiuto economico ma, attraverso una rete di consulenti familiari e associazioni specializzate, offre a chi ne ha bisogno servizi di supporto perqualsiasi necessità familiare.
Vivo apprezzamento per la decisione del consiglio comunale di Treia è stato espresso da Paolo Perticaroli, presidente del Forum delle Associazioni Familiari delle Marche, membro del Direttivo nazionale e della Fondazione Forum che si occupa di questo progetto, che ha sottolineato come il progetto “oltre ad alleviare le difficoltà temporanee delle famiglie è utilizzato per accompagnare le famiglie stesse, attraverso le reti del territorio, a uscire in maniera stabile dai problemi che le affliggono. Non si tratta di semplici aiuti spot, nessun nucleo familiare è poi abbandonato a se stesso”.
f.u.
#1euroafamiglia si presenta come una campagna di raccolta di micro-donazioni per aiutare le famiglie in difficoltà economica temporanea, anche a causa della pandemia. Attraverso un impegno minimo di 1 euro, si possono aiutare migliaia di persone che in questo periodo stanno avendo problemi a pagare la rata del mutuo o le bollette e stanno dando fondo ai risparmi accumulati. Il progetto non si ferma all’aiuto economico ma, attraverso una rete di consulenti familiari e associazioni specializzate, offre a chi ne ha bisogno servizi di supporto perqualsiasi necessità familiare.
Vivo apprezzamento per la decisione del consiglio comunale di Treia è stato espresso da Paolo Perticaroli, presidente del Forum delle Associazioni Familiari delle Marche, membro del Direttivo nazionale e della Fondazione Forum che si occupa di questo progetto, che ha sottolineato come il progetto “oltre ad alleviare le difficoltà temporanee delle famiglie è utilizzato per accompagnare le famiglie stesse, attraverso le reti del territorio, a uscire in maniera stabile dai problemi che le affliggono. Non si tratta di semplici aiuti spot, nessun nucleo familiare è poi abbandonato a se stesso”.
f.u.
Comunità settempedana in lutto per la scomparsa della più anziana nonnina residente in città. Si è spenta all’età di 106 anni Luigia Vissani. Classe 1914, avrebbe compiuto 107 anni il prossimo 17 ottobre.
Rimasta orfana di padre in tenera età, fece da madrina al Gonfalone del Comune di San Severino Marche. Vedova da qualche anno, lascia in chi l’ha conosciuta un profondo ricordo.
Rimasta orfana di padre in tenera età, fece da madrina al Gonfalone del Comune di San Severino Marche. Vedova da qualche anno, lascia in chi l’ha conosciuta un profondo ricordo.
Premio Camerte dell’anno 2020 a tutto il personale dell’ospedale di Camerino. Ognuno dei 250 tra medici, infermieri, oss, addetti alle pulizie e alla mensa de nosocomio ha ricevuto una pergamena personalizzata mentre, ritirato dal direttore medico dell’AV3 Carlo Di Falco, il busto di Giulio Cesare da Varano è stato posizionato all’ingresso dell’ospedale. Un riconoscimento al coraggio e all’abnegazione con i quali, tutto il personale sanitario ha affrontato un periodo difficilissimo dimostrando grande professionalità e impegno senza precedenti. “Oltre al dramma della morte, infatti, avete dovuto fare i conti con la solitudine e la sofferenza dei malati dando sollievo e speranza a tutti - è scritto nella motivazione del premio ideato dall’associazione turistica Pro Camerino.
“Siamo davvero onorati di questa attribuzione che arriva a riconoscere dei sacrifici - commenta una delle infermiere facendosi portavoce del sentimento unanime delle varie componenti in servizio all’ospedale camerte -. È stata dura per noi operatori e per gli stessi familiari dei pazienti che ci hanno supportato e sostenuto in una situazione mai affrontata prima e che abbiamo gestito completamente ignari delle situazioni che ci si sarebbero prospettate. Alle paure e ai dubbi iniziali abbiamo contrapposto il coraggio e la determinazione a vincere quella che da subito ci si è mostrata come una dura battaglia- continua l’operatrice-. Ricevere questo premio ha un valore immenso soprattutto in un momento come questo in cui vediamo la struttura soffrire. E a risentirne è anche lo spirito con il quale ogni giorno varchiamo la soglia per andare a lavorare. La sensazione è quella di un ospedale in agonia, sempre più vuoto e con poche persone che si vedono circolare, il che incide su quello spirito sempre propositivo e su quella voglia di fare e rimboccarci le maniche che sempre ha caratterizzato il nostro modo di approcciare i vari aspetti del nostro servizio. Da parte nostra c’è voglia e determinazione a far ripartire una struttura eccellente, e la dimostrazione di quanto sia necessaria per l’utenza del territorio è anche solo nelle telefonate che riceviamo; vedere che il lavoro da fare invece si riduce è deprimente; è brutto da dire ma a volta ci ritroviamo a chiederci a cosa sono serviti i sacrifici fatti sia per il covid sia in generale - prosegue-. Eppure siamo tuttora disposti a sacrificarci. Ci hanno definiti soldati, ma senza trincea e senza campo di battaglia non siamo nulla. Tornare alla normalità e alle funzioni essenziali per un ospedale che serve ad un bacino d’utenza così ampio, è quello che tutti noi desideriamo con forza”.
c.c.
“Siamo davvero onorati di questa attribuzione che arriva a riconoscere dei sacrifici - commenta una delle infermiere facendosi portavoce del sentimento unanime delle varie componenti in servizio all’ospedale camerte -. È stata dura per noi operatori e per gli stessi familiari dei pazienti che ci hanno supportato e sostenuto in una situazione mai affrontata prima e che abbiamo gestito completamente ignari delle situazioni che ci si sarebbero prospettate. Alle paure e ai dubbi iniziali abbiamo contrapposto il coraggio e la determinazione a vincere quella che da subito ci si è mostrata come una dura battaglia- continua l’operatrice-. Ricevere questo premio ha un valore immenso soprattutto in un momento come questo in cui vediamo la struttura soffrire. E a risentirne è anche lo spirito con il quale ogni giorno varchiamo la soglia per andare a lavorare. La sensazione è quella di un ospedale in agonia, sempre più vuoto e con poche persone che si vedono circolare, il che incide su quello spirito sempre propositivo e su quella voglia di fare e rimboccarci le maniche che sempre ha caratterizzato il nostro modo di approcciare i vari aspetti del nostro servizio. Da parte nostra c’è voglia e determinazione a far ripartire una struttura eccellente, e la dimostrazione di quanto sia necessaria per l’utenza del territorio è anche solo nelle telefonate che riceviamo; vedere che il lavoro da fare invece si riduce è deprimente; è brutto da dire ma a volta ci ritroviamo a chiederci a cosa sono serviti i sacrifici fatti sia per il covid sia in generale - prosegue-. Eppure siamo tuttora disposti a sacrificarci. Ci hanno definiti soldati, ma senza trincea e senza campo di battaglia non siamo nulla. Tornare alla normalità e alle funzioni essenziali per un ospedale che serve ad un bacino d’utenza così ampio, è quello che tutti noi desideriamo con forza”.
c.c.
