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Nasce la Fondazione Il Vallato. 'Luogo' di incontro e promozione ideato da Ciccolini e Roversi
24 Ago 2021
Agorà e vallato insieme.
È in questi due luoghi storici che si sublima la mission della Fondazione “Il Vallato”, nata a Matelica e presentata questa mattina, in conferenza stampa, dal presidente Antonio Roversi e dal presidente della Halley Giovanni Ciccolini che ne ha sposato gli obiettivi decidendo di supportarne la nascita.
Agorà perché luogo di incontro e di ‘scontro’ su proposte e idee che riguardino la città del Verdicchio; vallato perché, come quella antica opera idraulica sfruttava al meglio l’acqua a caduta per muovere le macchine sottostanti, così la nuova realtà possa rappresentare un sodalizio in grado di sostenere i progetti proposti in favore del territorio.

Giovanni Ciccolini spiega la riproduzione del vallato matelicese
Incontro e promozione, quindi, i principali obiettivi che la Fondazione vuole raggiungere per Matelica, per le sue associazioni e per le sue imprese.
“La vera anima della Fondazione – ha detto Ciccolini per presentare il presidente – è Antonio Roversi. Ex sindaco della città, docente emerito del Politecnico di Milano, porta il nome di una conceria dove hanno lavorato tutti i nostri nonni. Il nome di una famiglia che significa tanto per la storia di Matelica.
È stato lui a diffondere la cultura giapponese dell’organizzazione del lavoro in Italia, dimostrando una grande apertura a livello internazionale.
Ora è tornato nel luogo dove affondano le sue radici per il quale ha deciso di impegnarsi. È stato questo l’input che mi ha convinto ad accettare questa sfida”.
Gli ha fatto eco Roversi che ha trovato pieno appoggio nell’imprenditore matelicese: “Pensavo di essere io a proporre a Giovanni (Ciccolini ndr) l’idea, ma dopo averci parlato ho capito che lui aveva già tutto in testa. Ho la sensazione che Matelica abbia opportunità formidabili, delle quali i primi a non esserne consapevoli sono i matelicesi. È questo ciò che vogliamo cambiate e per farlo ci impegneremo ad essere l’acqua del vallato: da un lato scuola per gli imprenditori che, caratterizzati da una mentalità troppo montanara, realizzano prodotti eccellenti ma non hanno gli strumenti per promuoverli; dall’altro lato il supporto a chi vorrà venire a chiederci ‘l’acqua’ per realizzare i propri progetti”.
È qui che Ciccolini specifica le colonne che manterranno vivo il lavoro della Fondazione: “Non vogliamo sostituirci alle realtà associazionistiche già esistenti della città, ma vogliamo essere la linfa che permetta loro di operare. Siamo pronti ad accoglierle, ascoltarle e supportarle”.
Accanto, quindi, alle finalità culturali, sociali ed economiche, un pilastro fondamentale per Ciccolini è quello religioso: “Non nascondiamo – dice - che la Fondazione sia laica, ma formata da credenti, consapevoli dell’importanza che ricopre la tradizione religiosa nei territori”.
E da imprenditore qual è, il presidente della Halley ha voluto rivolgere una particolare attenzione a chi fa impresa nel territorio: “Si parla spesso di aiutare gli imprenditori – dice -. Io credo che questo termine sia sbagliato: perché l’imprenditore deve saper fare il suo lavoro, altrimenti ha perso in partenza. Ciò di cui ha bisogno sono piuttosto le conoscenze per vendere il prodotto di cui è, forse, troppo innamorato. Non basta saper fare prodotti validi se poi non riscuotono sul mercato il successo che dovrebbero. Qui entreranno in gioco diversi eventi con cui vorremmo stimolare la cultura della vendita, della promozione, del marketing nell’animo degli imprenditori. Realizzeremo giornate con testimonial importanti che hanno questa cultura”.

Paolo Notari, Giovanni Ciccolini, Antonio Roversi
A proposito di eventi, è stato Paolo Notari ad annunciare il primo appuntamento in programma dal 24 al 26 settembre prossimi: “Per parlare di questa manifestazione – spiega – organizzeremo una conferenza ad hoc. Intanto possiamo dire che il titolo sarà ‘Metelis. Luogo di delizie’. Sarò il direttore artistico di una tre giorni con ospiti importanti, vip, musica ed appuntamenti su più luoghi e situazioni. Perché è giusto che la cultura – conclude – esca nelle piazze e sia rappresentata dall’incontro, dalle discussioni e magari accompagnata dalle delizie del posto”.
Giulia Sancricca

Il team della Fondazione
È in questi due luoghi storici che si sublima la mission della Fondazione “Il Vallato”, nata a Matelica e presentata questa mattina, in conferenza stampa, dal presidente Antonio Roversi e dal presidente della Halley Giovanni Ciccolini che ne ha sposato gli obiettivi decidendo di supportarne la nascita.
Agorà perché luogo di incontro e di ‘scontro’ su proposte e idee che riguardino la città del Verdicchio; vallato perché, come quella antica opera idraulica sfruttava al meglio l’acqua a caduta per muovere le macchine sottostanti, così la nuova realtà possa rappresentare un sodalizio in grado di sostenere i progetti proposti in favore del territorio.

Giovanni Ciccolini spiega la riproduzione del vallato matelicese
Incontro e promozione, quindi, i principali obiettivi che la Fondazione vuole raggiungere per Matelica, per le sue associazioni e per le sue imprese.
“La vera anima della Fondazione – ha detto Ciccolini per presentare il presidente – è Antonio Roversi. Ex sindaco della città, docente emerito del Politecnico di Milano, porta il nome di una conceria dove hanno lavorato tutti i nostri nonni. Il nome di una famiglia che significa tanto per la storia di Matelica.
È stato lui a diffondere la cultura giapponese dell’organizzazione del lavoro in Italia, dimostrando una grande apertura a livello internazionale.
Ora è tornato nel luogo dove affondano le sue radici per il quale ha deciso di impegnarsi. È stato questo l’input che mi ha convinto ad accettare questa sfida”.
Gli ha fatto eco Roversi che ha trovato pieno appoggio nell’imprenditore matelicese: “Pensavo di essere io a proporre a Giovanni (Ciccolini ndr) l’idea, ma dopo averci parlato ho capito che lui aveva già tutto in testa. Ho la sensazione che Matelica abbia opportunità formidabili, delle quali i primi a non esserne consapevoli sono i matelicesi. È questo ciò che vogliamo cambiate e per farlo ci impegneremo ad essere l’acqua del vallato: da un lato scuola per gli imprenditori che, caratterizzati da una mentalità troppo montanara, realizzano prodotti eccellenti ma non hanno gli strumenti per promuoverli; dall’altro lato il supporto a chi vorrà venire a chiederci ‘l’acqua’ per realizzare i propri progetti”.
È qui che Ciccolini specifica le colonne che manterranno vivo il lavoro della Fondazione: “Non vogliamo sostituirci alle realtà associazionistiche già esistenti della città, ma vogliamo essere la linfa che permetta loro di operare. Siamo pronti ad accoglierle, ascoltarle e supportarle”.
Accanto, quindi, alle finalità culturali, sociali ed economiche, un pilastro fondamentale per Ciccolini è quello religioso: “Non nascondiamo – dice - che la Fondazione sia laica, ma formata da credenti, consapevoli dell’importanza che ricopre la tradizione religiosa nei territori”.
E da imprenditore qual è, il presidente della Halley ha voluto rivolgere una particolare attenzione a chi fa impresa nel territorio: “Si parla spesso di aiutare gli imprenditori – dice -. Io credo che questo termine sia sbagliato: perché l’imprenditore deve saper fare il suo lavoro, altrimenti ha perso in partenza. Ciò di cui ha bisogno sono piuttosto le conoscenze per vendere il prodotto di cui è, forse, troppo innamorato. Non basta saper fare prodotti validi se poi non riscuotono sul mercato il successo che dovrebbero. Qui entreranno in gioco diversi eventi con cui vorremmo stimolare la cultura della vendita, della promozione, del marketing nell’animo degli imprenditori. Realizzeremo giornate con testimonial importanti che hanno questa cultura”.

Paolo Notari, Giovanni Ciccolini, Antonio Roversi
A proposito di eventi, è stato Paolo Notari ad annunciare il primo appuntamento in programma dal 24 al 26 settembre prossimi: “Per parlare di questa manifestazione – spiega – organizzeremo una conferenza ad hoc. Intanto possiamo dire che il titolo sarà ‘Metelis. Luogo di delizie’. Sarò il direttore artistico di una tre giorni con ospiti importanti, vip, musica ed appuntamenti su più luoghi e situazioni. Perché è giusto che la cultura – conclude – esca nelle piazze e sia rappresentata dall’incontro, dalle discussioni e magari accompagnata dalle delizie del posto”.
Giulia Sancricca

Il team della Fondazione
Elezioni San Severino, Pasqui: "Forza Italia non appoggia Antognozzi. A giorni il nostro candidato"
23 Ago 2021
Quando - sabato - Fratelli d'Italia e Tarcisio Antognozzi hanno ufficializzato la candidatura di quest'ultimo alle prossime elezioni comunali a San Severino, è sembrato strano che si parlasse di "sintesi raggiunta" ma mancasse la menzione a Forza Italia. Il quadro è stato spiegato nel tardo pomeriggio di oggi da Gianluca Pasqui, ex sindaco di Camerino e ora responsabile regionale per gli enti locali nel partito berlusconiano.
"Il centrodesta non ha ancora scelto il suo candidato" ha fatto sapere Pasqui. Una coalizione di centrodestra, quella settempedana, che ha dunque saputo trovare una sintesi solo tra tre dei quattro attori fondamentali a livello partititico (Fratelli d'Italia, Lega e Udc appoggiano Antognozzi, ndr). Nella nota diramata alla stampa, Pasqui spiega come l'appoggio ad Antognozzi non sia unitario all'interno dei ranghi del centrodestra: "Ad oggi - si legge nella nota diramata dal consigliere regionale - posso affermare che Forza Italia non ha ancora indicato alcun nome e che il partito sta decidendo il candidato da appoggiare alle Comunali di San Severino Marche. Siamo ormai agli sgoccioli per quanto riguarda la nostra scelta, ma riteniamo prematuro parlare di una decisione, quando in realtà questa ancora non si è concretizzata. Nelle prossime ore comunicheremo il nome del candidato che Forza Italia appoggerà a San Severino".
Nonostante il nome di Tarcisio Antognozzi sia certo, resta ancora incerto il panorama del centrodestra settempedano: una sintesi, quella raggiunta, che potrebbe rimanere parziale.
"Il centrodesta non ha ancora scelto il suo candidato" ha fatto sapere Pasqui. Una coalizione di centrodestra, quella settempedana, che ha dunque saputo trovare una sintesi solo tra tre dei quattro attori fondamentali a livello partititico (Fratelli d'Italia, Lega e Udc appoggiano Antognozzi, ndr). Nella nota diramata alla stampa, Pasqui spiega come l'appoggio ad Antognozzi non sia unitario all'interno dei ranghi del centrodestra: "Ad oggi - si legge nella nota diramata dal consigliere regionale - posso affermare che Forza Italia non ha ancora indicato alcun nome e che il partito sta decidendo il candidato da appoggiare alle Comunali di San Severino Marche. Siamo ormai agli sgoccioli per quanto riguarda la nostra scelta, ma riteniamo prematuro parlare di una decisione, quando in realtà questa ancora non si è concretizzata. Nelle prossime ore comunicheremo il nome del candidato che Forza Italia appoggerà a San Severino".
Nonostante il nome di Tarcisio Antognozzi sia certo, resta ancora incerto il panorama del centrodestra settempedano: una sintesi, quella raggiunta, che potrebbe rimanere parziale.
l.c.
Il gruppo dei giovani che avevano espresso il desiderio di formare una lista per Bolognola, rifletto e fanno un passo in dietro.
In una nota precisano anche quali sono i motivi e cosa intendono fare anche in futuro.
"Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da una profonda riflessione interna alla nostra lista.
Tanti eventi si sono succeduti: l’entrata in campo di una terza lista, un largo giro di consultazioni, al telefono e di persona.
Da un lato, i motivi che ci hanno spinti a presentarci alle elezioni: un programma per valorizzare il nostro territorio, la voglia e l’entusiasmo di tanti giovani che - seppure non tutti residenti - hanno voglia di spendersi con tutte le loro energie per Bolognola!
Dall’altra, l’esigenza di considerare le elezioni come una cosa seria.
Ci spieghiamo meglio: quando siamo entrati in campo, c’era molto timore che si presentasse un’unica lista alle elezioni, con il rischio all’orizzonte del commissariamento.
Molti diranno: i rumors su altre liste c’erano; ma noi ribattiamo: finché non diventano ufficiali, rimangono voci e nulla più!
La nostra presenza avrebbe consentito quindi ufficialmente di evitare il commissariamento, e noi avremmo fatto una bella esperienza, che avrebbe portato dei giovani - interamente nuovi all’attività politica - a far parte del Consiglio comunale.
Attività nella quale, come già sottolineato, avrebbero impiegato tutte le loro energie e competenze.
Cosa sempre utile e mai scontata, in un piccolo paese.
Dove i Consiglieri comunali fanno molto di più nel coadiuvare l’attività amministrativa del Sindaco e della Giunta, rispetto ai loro colleghi di Comuni più grandi.
Riteniamo però che in un Comune di 131 abitanti i voti non vadano dispersi.
Siamo giovani, non ingenui.
Sappiamo benissimo che in una situazione come quella attuale, che vede una sfida molto equilibrata, con così pochi elettori ogni singolo voto fa la differenza.
E sappiamo bene di non poter essere competitivi, con una nostra lista.
Siccome nel presentarci siamo partiti dal nostro programma e dalle nostre idee, sono queste quelle a cui teniamo.
Abbiamo riscontrato un’unità di vedute e di prospettive future con l’attuale Sindaco Cristina Gentili.
Sarà perciò lei che sosterremo e che invitiamo a votare!
I temi che ci stanno a cuore sono nel suo programma, ha gestito bene una situazione che potremmo tranquillamente definire di emergenza permanente in questi 5 anni (cosa assolutamente non facile!) ed è perciò importante - per tutta Bolognola - non interrompere questo percorso.
Non è facile riannodare i fili, in una situazione del genere; e non si può perdere tempo a ritrovare il bandolo della matassa, si rischierebbe di perdere il treno della ripresa.
Riguarda ai nostri ragazzi: siamo certi che il loro entusiasmo troverà la maniera di essere adeguatamente valorizzato.
Tutti con Bolognola continuerà il suo percorso, dando il suo contributo per convincere gli indecisi, con delle apposite campagne di comunicazione".
In una nota precisano anche quali sono i motivi e cosa intendono fare anche in futuro.
"Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da una profonda riflessione interna alla nostra lista.
Tanti eventi si sono succeduti: l’entrata in campo di una terza lista, un largo giro di consultazioni, al telefono e di persona.
Da un lato, i motivi che ci hanno spinti a presentarci alle elezioni: un programma per valorizzare il nostro territorio, la voglia e l’entusiasmo di tanti giovani che - seppure non tutti residenti - hanno voglia di spendersi con tutte le loro energie per Bolognola!
Dall’altra, l’esigenza di considerare le elezioni come una cosa seria.
Ci spieghiamo meglio: quando siamo entrati in campo, c’era molto timore che si presentasse un’unica lista alle elezioni, con il rischio all’orizzonte del commissariamento.
Molti diranno: i rumors su altre liste c’erano; ma noi ribattiamo: finché non diventano ufficiali, rimangono voci e nulla più!
La nostra presenza avrebbe consentito quindi ufficialmente di evitare il commissariamento, e noi avremmo fatto una bella esperienza, che avrebbe portato dei giovani - interamente nuovi all’attività politica - a far parte del Consiglio comunale.
Attività nella quale, come già sottolineato, avrebbero impiegato tutte le loro energie e competenze.
Cosa sempre utile e mai scontata, in un piccolo paese.
Dove i Consiglieri comunali fanno molto di più nel coadiuvare l’attività amministrativa del Sindaco e della Giunta, rispetto ai loro colleghi di Comuni più grandi.
Riteniamo però che in un Comune di 131 abitanti i voti non vadano dispersi.
Siamo giovani, non ingenui.
Sappiamo benissimo che in una situazione come quella attuale, che vede una sfida molto equilibrata, con così pochi elettori ogni singolo voto fa la differenza.
E sappiamo bene di non poter essere competitivi, con una nostra lista.
Siccome nel presentarci siamo partiti dal nostro programma e dalle nostre idee, sono queste quelle a cui teniamo.
Abbiamo riscontrato un’unità di vedute e di prospettive future con l’attuale Sindaco Cristina Gentili.
Sarà perciò lei che sosterremo e che invitiamo a votare!
I temi che ci stanno a cuore sono nel suo programma, ha gestito bene una situazione che potremmo tranquillamente definire di emergenza permanente in questi 5 anni (cosa assolutamente non facile!) ed è perciò importante - per tutta Bolognola - non interrompere questo percorso.
Non è facile riannodare i fili, in una situazione del genere; e non si può perdere tempo a ritrovare il bandolo della matassa, si rischierebbe di perdere il treno della ripresa.
Riguarda ai nostri ragazzi: siamo certi che il loro entusiasmo troverà la maniera di essere adeguatamente valorizzato.
Tutti con Bolognola continuerà il suo percorso, dando il suo contributo per convincere gli indecisi, con delle apposite campagne di comunicazione".
M.S.
Mancano solo i nomi dell'intera lista “Castelraimondo il futuro” guidata dall'imprenditore locale Patrizio Leonelli, ma il candidato sindaco, in una nota, ha tracciato le linee guida che caratterizzeranno la campagna elettorale in città.
Una lista che guarda al futuro partendo da fondamenta solide e da un mix di esperienza e nuove idee.
Sono tanti gli ingredienti contenuti nella ricetta compatta e di qualità della lista “Castelraimondo, il futuro!”, che candida a sindaco Patrizio Leonelli, imprenditore e assessore nell’ultima giunta comunale guidata dall’ex sindaco Renzo Marinelli.
Insieme a lui volti giovani e più esperti che insieme a Leonelli stanno costruendo un programma coerente, aperto, armonico e realistico che permetta alla città di crescere nei prossimi anni dopo le emergenze sisma e Covid, tenendo conto che Castelraimondo è uno snodo cruciale per la ripartenza dell’intero entroterra maceratese. "Sono un imprenditore e insieme ai miei figli dirigo l’azienda di famiglia, una delle più antiche della nostra provincia. - Si presenta così Patrizio Leonelli - chi mi conosce sa quanto sia duro e faticoso il mio lavoro, solo con tanta passione e impegno si riesce a portarlo avanti.
Con la stessa passione e lo stesso impegno ho partecipato in qualità di assessore nelle amministrazioni comunali degli ultimi anni. Insieme a me c’è una lista di persone pronte a mettersi in gioco per il futuro di Castelraimondo.
Ci sono uomini e donne che hanno fatto parte delle precedenti amministrazioni come me, figure necessarie per completare opere già iniziate. Altre sono volti giovani e nuovi, che porteranno innovazione e nuove proposte. Tutti condividiamo l’amore per Castelraimondo e abbiamo a cuore il futuro della nostra città e del territorio dell’entroterra.
Grazie al lavoro del commissario Senesi che ha dimostrato di avere a cuore Castelraimondo e i suoi cittadini, impegnandosi giorno dopo giorno per il bene del nostro Comune. Il momento storico che vivremo nei prossimi mesi e anni offre diverse opportunità di crescita che noi siamo pronti a sfruttare, dando un impulso forte ai vari progetti da sviluppare insieme alla comunità"
Una lista che guarda al futuro partendo da fondamenta solide e da un mix di esperienza e nuove idee.
Sono tanti gli ingredienti contenuti nella ricetta compatta e di qualità della lista “Castelraimondo, il futuro!”, che candida a sindaco Patrizio Leonelli, imprenditore e assessore nell’ultima giunta comunale guidata dall’ex sindaco Renzo Marinelli.
Insieme a lui volti giovani e più esperti che insieme a Leonelli stanno costruendo un programma coerente, aperto, armonico e realistico che permetta alla città di crescere nei prossimi anni dopo le emergenze sisma e Covid, tenendo conto che Castelraimondo è uno snodo cruciale per la ripartenza dell’intero entroterra maceratese. "Sono un imprenditore e insieme ai miei figli dirigo l’azienda di famiglia, una delle più antiche della nostra provincia. - Si presenta così Patrizio Leonelli - chi mi conosce sa quanto sia duro e faticoso il mio lavoro, solo con tanta passione e impegno si riesce a portarlo avanti.
Con la stessa passione e lo stesso impegno ho partecipato in qualità di assessore nelle amministrazioni comunali degli ultimi anni. Insieme a me c’è una lista di persone pronte a mettersi in gioco per il futuro di Castelraimondo.
Ci sono uomini e donne che hanno fatto parte delle precedenti amministrazioni come me, figure necessarie per completare opere già iniziate. Altre sono volti giovani e nuovi, che porteranno innovazione e nuove proposte. Tutti condividiamo l’amore per Castelraimondo e abbiamo a cuore il futuro della nostra città e del territorio dell’entroterra.
Grazie al lavoro del commissario Senesi che ha dimostrato di avere a cuore Castelraimondo e i suoi cittadini, impegnandosi giorno dopo giorno per il bene del nostro Comune. Il momento storico che vivremo nei prossimi mesi e anni offre diverse opportunità di crescita che noi siamo pronti a sfruttare, dando un impulso forte ai vari progetti da sviluppare insieme alla comunità"
Come detto, in attesa di conoscere la proposta dettagliata della lista con tutti i nomi, sulla pagina Facebook “Castelraimondo il futuro - Leonelli Sindaco” è stato pubblicato un video emozionale di presentazione del candidato sindaco.
M.S.
M.S.
Numeri positivi quelli del Terzo Rapporto della Ricostruzione del Centro Italia che il Commissario Giovanni Legnini, ha presentato questa mattina
Dati significativi che segnalano un'accelerazione importante e un passo più adeguato alle aspettative dei cittadini colpiti dal sisma, ma che evidenziano nel contempo la necessità di non abbassare la guardia e continuare con grandissimo impegno il lavoroe losforzo intrapreso. A fronte di dati confortanti che danno atto dei progressi raggiunti e trasmettono grande fiducia, i problemi sono ancora aperti Persistono le condizioni di sofferenza dei cittadini e c'è tanto grande lavoro da compiere. Incentrata dunque anche sulle cose che non vanno al fine di migliorarle e ottenere una risposta sempre più celere, la conferenza stampa che si è svolta in presenza e in collegamento telematico nel giorno simbolico della vigilia di ricorrenza di quel tragico 24 agosto 2016, costato la vita a 299 persone.
"Domani- ha detto il commissario straordinario Giovanni Legnini- è il giorno della memoria. Si compiono 5 anni e dobbiamo ricordare con quella commozione che l’intero Paese mostrò all’indomani di quel tragico evento. Un pensiero dunque ai familiari delle vittime e a tutte le persone che hanno subito molte sofferenze, subito dopo il sisma ma anche in questi anni, sofferenze, che in parte insieme alla pazienza, permangono.
Lo dimostrano i dati di cui diamo conto con il Rapporto, a disposizione di tutti con la pubblicazione di oggi sul sito della struttura commissariale. Ci sono segnali positivi ma c'è molto ancora da fare e- ha detto Legnini- il modo migliore per onorare la memoria di quei morti e per mostrare rispetto per le sofferenze di molte persone è ricostruire, ricostruire in tempi ragionevoli e farlo in sicurezza. Dunque, sicurezza degli edifici, sicurezza dei territori. E poiché domani sarà il giorno della memoria consentitemi anche di rivolgere un pensiero ai circa 2000 morti dell'ultimo dei gravissimi terremoti che ha colpito Haiti che ha determinato distruzione e una sofferenza che tutti abbiamo potuto vedere ed ascoltare”.
Passando al secondo punto del giorno il Commissario Legnini ha sottolineato che quando un anno e mezzo fa è iniziato il percorso, l’obiettivo era quello di recuperare la fiducia dei cittadini nella possibilità di farcela. L’ostacolo da superare erano le lungaggini e la lentezza delle procedure.
“A seguito di molteplici interventi di semplificazione sburocratizzazione e rafforzamento delle strutture- ha affermato- adesso noi abbiamo procedure efficaci che funzionano e ne costituiscono una riprova i dati sintetici che presentiamo oggi; abbiamo un quadro di risorse finanziarie forse senza precedenti e oltre il contributo che copre come noto anche le seconde case, per una scelta importante del governo nel 2017 abbiamo anche la possibilità di aggiungere i superbonus edilizi del 110%, il che rende la possibilità di ricostruire particolarmente vantaggiosa, per avere edifici sicuri, sostenibili, per garantire la connessione digitale che dobbiamo garantire anche per altri versi e, l’effcienza energetica.
E poi- ha continuato Legnini- i ringraziamenti li voglio fare all’inizio e non alla fine, perché questi risultati rappresentano il frutto di un lavoro di squadra: una governance multilivello che ha un livello centrale di emanazione del governo che io rappresento insieme ad una squadra che è finalmente molto coesa e forte, fatta di persone competenti che voglio tutte ringraziare per il lavoro che quotidianamente portano avanti, congiuntamente ai 4 USR delle regioni, agli Uffici Sisma dei 138 comuni del cratere e tutte le altre istituzioni come le Sovrintendenze, le diocesi che, da alcuni mesi, svolgono una funzione di stazione appaltante per la ricostruzione delle chiese , i cittadini e i loro comitati, il personale degli uffici, i professionisti, le imprese nonché i due sub-commissari ingeneri Soccodato e Loffredo che mi affiancano e che hanno un ruolo molto importante per le ordinanze speciali in deroga”.
Quindi, nel tracciare in sintesi i dati del Terzo Rapporto della Ricostruzione, il Commissario Giovanni Legnini ha aapunto evidenziato che il numero delle domande è arrivato all’incirca alla cifra di 20 mila e 700 e che l’incremento dell’ultimo anno è stato del 60 per cento, registrando quasi un raddoppio nell’ultimo anno e mezzo
“Un numero molto importante perché riguarda grossomodo un terzo dei progetti attesi e, di questi, 10.263 sono i decreti emanati, ovvero l'autorizzazione all’apertura dei Cantieri e il finanziamento accordato per 2 miliardi e 700 milioni di euro di impegno finanziario, con un tiraggio della spesa che è cresciuta significativamente negli ultimi mesi. In tutto il cratere- ha proseguito Legnini- ad oggi noi abbiamo più di 5000 cantieri aperti anche se è difficile scorgerli per via dell’estensione enorme del territorio e circa 5 mila sono gli interventi già conclusi con 12 mila unità abitative restituite ai cittadini mentre 13 mila sono le unità abitative in corso ricostruzione e 52 mila quelle oggetto delle 20.700 domande a cui mi riferivo prima”. Per dare un’idea più compiuta della accelerazione che si è prodotta, Legnini ha evidenziato che nei primi 6 mesi di quest’anno sono state decretati circa 3300 cantieri, per una media di 550 al mese e 25 a giorno lavorativo autorizzati e finanziati.
“Un numero che è davvero rilevante e che finalmente dà ritmo a questa ricostruzione”. Numerosi inoltre sono gli interventi pubblici già finanziati che si aggirano nell’ordine dei 2600 ricomprendendo anche le circa 900 chiese: “La ricostruzione pubblica è più lenta di quella privata ed ha subito un significativo impulso negli ultimi anni e si avvarrà degli effetti delle ordinanze in deroga, strumento del quale ci siamo muniti da poco tempo e che abbiamo emanato negli ultimi mesi e fino al 12 di agosto. Sono 25 le ordinanze in deroga, capaci di fornire ai comuni maggiormente distrutti e dalle situazioni più critiche e complesse quel di più in termini di procedure celeri e semplici, in termini di risorse, di supporto tecnico-amministrativo capace di far decollare anche la ricostruzione dei centri storici distrutti”.
Dati significativi che segnalano un'accelerazione importante e un passo più adeguato alle aspettative dei cittadini colpiti dal sisma, ma che evidenziano nel contempo la necessità di non abbassare la guardia e continuare con grandissimo impegno il lavoroe losforzo intrapreso. A fronte di dati confortanti che danno atto dei progressi raggiunti e trasmettono grande fiducia, i problemi sono ancora aperti Persistono le condizioni di sofferenza dei cittadini e c'è tanto grande lavoro da compiere. Incentrata dunque anche sulle cose che non vanno al fine di migliorarle e ottenere una risposta sempre più celere, la conferenza stampa che si è svolta in presenza e in collegamento telematico nel giorno simbolico della vigilia di ricorrenza di quel tragico 24 agosto 2016, costato la vita a 299 persone.
"Domani- ha detto il commissario straordinario Giovanni Legnini- è il giorno della memoria. Si compiono 5 anni e dobbiamo ricordare con quella commozione che l’intero Paese mostrò all’indomani di quel tragico evento. Un pensiero dunque ai familiari delle vittime e a tutte le persone che hanno subito molte sofferenze, subito dopo il sisma ma anche in questi anni, sofferenze, che in parte insieme alla pazienza, permangono.
Lo dimostrano i dati di cui diamo conto con il Rapporto, a disposizione di tutti con la pubblicazione di oggi sul sito della struttura commissariale. Ci sono segnali positivi ma c'è molto ancora da fare e- ha detto Legnini- il modo migliore per onorare la memoria di quei morti e per mostrare rispetto per le sofferenze di molte persone è ricostruire, ricostruire in tempi ragionevoli e farlo in sicurezza. Dunque, sicurezza degli edifici, sicurezza dei territori. E poiché domani sarà il giorno della memoria consentitemi anche di rivolgere un pensiero ai circa 2000 morti dell'ultimo dei gravissimi terremoti che ha colpito Haiti che ha determinato distruzione e una sofferenza che tutti abbiamo potuto vedere ed ascoltare”.
Passando al secondo punto del giorno il Commissario Legnini ha sottolineato che quando un anno e mezzo fa è iniziato il percorso, l’obiettivo era quello di recuperare la fiducia dei cittadini nella possibilità di farcela. L’ostacolo da superare erano le lungaggini e la lentezza delle procedure.
“A seguito di molteplici interventi di semplificazione sburocratizzazione e rafforzamento delle strutture- ha affermato- adesso noi abbiamo procedure efficaci che funzionano e ne costituiscono una riprova i dati sintetici che presentiamo oggi; abbiamo un quadro di risorse finanziarie forse senza precedenti e oltre il contributo che copre come noto anche le seconde case, per una scelta importante del governo nel 2017 abbiamo anche la possibilità di aggiungere i superbonus edilizi del 110%, il che rende la possibilità di ricostruire particolarmente vantaggiosa, per avere edifici sicuri, sostenibili, per garantire la connessione digitale che dobbiamo garantire anche per altri versi e, l’effcienza energetica.
E poi- ha continuato Legnini- i ringraziamenti li voglio fare all’inizio e non alla fine, perché questi risultati rappresentano il frutto di un lavoro di squadra: una governance multilivello che ha un livello centrale di emanazione del governo che io rappresento insieme ad una squadra che è finalmente molto coesa e forte, fatta di persone competenti che voglio tutte ringraziare per il lavoro che quotidianamente portano avanti, congiuntamente ai 4 USR delle regioni, agli Uffici Sisma dei 138 comuni del cratere e tutte le altre istituzioni come le Sovrintendenze, le diocesi che, da alcuni mesi, svolgono una funzione di stazione appaltante per la ricostruzione delle chiese , i cittadini e i loro comitati, il personale degli uffici, i professionisti, le imprese nonché i due sub-commissari ingeneri Soccodato e Loffredo che mi affiancano e che hanno un ruolo molto importante per le ordinanze speciali in deroga”.
Quindi, nel tracciare in sintesi i dati del Terzo Rapporto della Ricostruzione, il Commissario Giovanni Legnini ha aapunto evidenziato che il numero delle domande è arrivato all’incirca alla cifra di 20 mila e 700 e che l’incremento dell’ultimo anno è stato del 60 per cento, registrando quasi un raddoppio nell’ultimo anno e mezzo
“Un numero molto importante perché riguarda grossomodo un terzo dei progetti attesi e, di questi, 10.263 sono i decreti emanati, ovvero l'autorizzazione all’apertura dei Cantieri e il finanziamento accordato per 2 miliardi e 700 milioni di euro di impegno finanziario, con un tiraggio della spesa che è cresciuta significativamente negli ultimi mesi. In tutto il cratere- ha proseguito Legnini- ad oggi noi abbiamo più di 5000 cantieri aperti anche se è difficile scorgerli per via dell’estensione enorme del territorio e circa 5 mila sono gli interventi già conclusi con 12 mila unità abitative restituite ai cittadini mentre 13 mila sono le unità abitative in corso ricostruzione e 52 mila quelle oggetto delle 20.700 domande a cui mi riferivo prima”. Per dare un’idea più compiuta della accelerazione che si è prodotta, Legnini ha evidenziato che nei primi 6 mesi di quest’anno sono state decretati circa 3300 cantieri, per una media di 550 al mese e 25 a giorno lavorativo autorizzati e finanziati.
“Un numero che è davvero rilevante e che finalmente dà ritmo a questa ricostruzione”. Numerosi inoltre sono gli interventi pubblici già finanziati che si aggirano nell’ordine dei 2600 ricomprendendo anche le circa 900 chiese: “La ricostruzione pubblica è più lenta di quella privata ed ha subito un significativo impulso negli ultimi anni e si avvarrà degli effetti delle ordinanze in deroga, strumento del quale ci siamo muniti da poco tempo e che abbiamo emanato negli ultimi mesi e fino al 12 di agosto. Sono 25 le ordinanze in deroga, capaci di fornire ai comuni maggiormente distrutti e dalle situazioni più critiche e complesse quel di più in termini di procedure celeri e semplici, in termini di risorse, di supporto tecnico-amministrativo capace di far decollare anche la ricostruzione dei centri storici distrutti”.
Per fare l'esempio che più desta attenzione nell'opinione pubblica in riferimento al sisma del 24 agosto 2016 il Commissario ha voluto in particolare soffermarsi sui Tre Comuni che più hanno subito distruzione il 24 agosto, sottolineando che ad Amatrice i cantieri aperti sono circa 200 “Non c’è solo la prima e più importante gru con la quale si è avviata la ricostruzione del centro storico ma occorre notare che Amatrice ha ben 69 frazioni molte delle quali attendono risposte che noi dobbiamo fornire. So che il Comune sta provvedendo con i programmi straordinari insieme all’USR e da parte nostra stimoleremo per chiudere il più rapidamente possibile anche quelle programmazioni. Ai 200 cantieri aperti fa capo una risorsa attribuita e concessa ai privati di 126 milioni di euro il che fa capire che ad Amatrice la ricostruzione è in una fase abbastanza avanzata; certo, quella spianata della distruzione deve essere ancora realizzata ma sono state avviate opere pubbliche molto importanti come l’ospedale che è in una fase significativo, l’istituto alberghiero aperto poche settimane fa e poi c’è la parte del tunnel dei sotto-servizi. L’Ufficio territoriale del Lazio infatti, col coordinamento del sub-commissario realizzerà un progetto di sottoservizi molto innovativo per il sistema nervoso della nuova Amatrice. E la stessa operazione replicheremo nei centri storici maggiormente devastati”. Nell’annunciare poi che il dettaglio dei dati, per i quali la struttura commissariale è in procinto di dotarsi di una nuova piattaforma che diverrà concreta tra qualche mese al fine di aumentare il grado di trasparenza e leggibilità delle decisioni. Giovanni Legnini ha tenuto a rimarcare che il processo di semplificazione è stato raggiunto grazie al varo di numerose ordinanze e all’introduzione di rilevanti innovazioni sia dal punto di vista della procedura amministrativa che della ricostruzione pubblica. Il processo si concluderà con il Testo Unico la cui bozza è già stata resa pubblica e distribuita a tutti i portatori di interesse durante il mese di luglio.
“Abbiamo dato il termine del 15 settembre per osservazioni e proposte da parte dei cittadini, comitati, sindaci e regioni e di quanti vorranno concorrere, dopodiché provvederemo al varo nelle settimane successive per avere entro l’anno un Testo Unico”. Tra i dati in evidenza per positività anche quelli che riguardano il rapporto tra la struttura commissariale e i cittadini, diventato più fluido, più aperto ed efficace: in una anno sono stati 2.274 i quesiti inviati ai quali è stato dato risposta anche con importanti pareri. Dei 2274 ticket inviati è stata data risposta ad un numero di 2125 in un tempo medio di 7 giorni . Partecipazione dei cittadini che si manifesta in questa forma attraverso il servizio assistenza sisma ma anche attraverso i Piani Attuativi e i comitati. Nel porre in rilievo il quadro importante delle risorse finanziarie garantite dal Governo e dal parlamento sia per la ricostruzione privata che conta i sei miliardi del plafon sisma garantito dalla CDP e a fronte del quale le domande toccano 5.6 miliardi di euro “il che significa che una volta che avremo smaltito le giacenze e il governo sa che avremo bisogno di nuovi stanziamenti e confidiamo sul fatto che ve ne possano essere. Risorse importanti toccano anche la ricostruzione delle opere pubbliche; ammontano a 1mld e 700 mila euro con l’ultimo bilancio e un altro miliardo circa è già disponibile oltre a quello già impegnato e, entro l’anno vareremo un nuovo programma di opere pubbliche, nonché un programma per le chiese e ordinanze speciali per tutte le scuole, Da finanziare vi sono altre 184 altri strumenti speciali per le caserme e le altre strutture. Ma la novità più rilevante degli ultimi tempi è il fatto che questo processo di ricostruzione adesso si avvarrà di risorse molto importanti anche per lo sviluppo e la rinascita economico-sociale dei territori”. Di 160 milioni le risorse sul contratto nazionale di sviluppo che viene attuato dal Ministero per la Coesione territoriale; 60 milioni per i Centri di Ricerca e l’Alta Formazione, 1 mld 780 milioni sia per il cratere del Centro Italia che per quello dell’Aquila. che è in via di programmazione e che con una norma approvata a fine luglio, è stato affidato alla cabina di coordinamento delle due governance della ricostruzione”.
Ma, a fronte della sintesi dei significativi dati, il Commissario non ha mancato tuttavia di segnalare la preoccupazione che il ritmo di 25 decreti al giorno richiede una capacità organizzativa e attuativa che del pari comincia a mostrare un calo
“Sempre di più ci viene detto dai territori che le imprese se ne vanno, che i materiali sono aumentati (e abbiamo provveduto a questo con una prima importante misura), che i tecnici e gli istituti professionali non ce la fanno. Tutto questo ci è noto- ha concluso il Commissario- e se vogliamo mantenere questo ritmo, che è doveroso mantenere per il rispetto dei cittadini e dei territori, è chiaro che dobbiamo aumentare la capacità organizzativa. Nel rapporto sono dunque ricompresi anche dati mai pubblicati prima sul numero dei professionisti iscritti nell’elenco e quelli che lavorano, sugli incarichi ecc e, sui 23 mila professionisti iscritti nell’elenco speciale, quelli che hanno ricevuto almeno un incarico sono 7 mila il che significa che c’è una platea molto più estesa. Le imprese che lavorano e hanno almeno un cantiere aperto sono 2659 e il numero procapite medio per imprese e per professionisti non è elevatissimo. Bisogna dunque che si manifesti una migliore capacità attuativa; noi siamo perché le imprese e gli studi professionali di questi territori abbiano la priorità ma se vogliamo ricostruire in tempi ragionevoli occorre ampliare la platea. Ci vogliono più imprese e professionisti- ha ribadito Legnini- perché le sfide che abbiamo di fronte sono molto impegnative”. Da ultimo una sottolineatura ai tempi della ricostruzione; in Friuli ci vollero circa 15 anni, in Irpinia 40.
“I tempi sono quelli storici che conosciamo ma, se manteniamo il ritmo dell’ultimo anno, la ricostruzione sarà abbastanza rapida e nei prossimi anni il grosso comincerà già a vedersi. Se il ritmo dovesse rallentare, di certo non dipenderà da noi, ma dalla capacità realizzativa” .
Da queste parole la formulazione di un appello: “Professionisti, imprese, venite a lavorare nel Centro Italia. È un messaggio di fiducia questo: potete fidarvi delle procedure, dei tempi di erogazione delle risorse e di una governance che oggi è ben strutturata, molto professionalizzata e capace di fornire le risposte. Mi auguro dunque che questo possa accadere, in maniera tale che le risposte che i cittadini attendono, possano essere date al più presto”.
“Abbiamo dato il termine del 15 settembre per osservazioni e proposte da parte dei cittadini, comitati, sindaci e regioni e di quanti vorranno concorrere, dopodiché provvederemo al varo nelle settimane successive per avere entro l’anno un Testo Unico”. Tra i dati in evidenza per positività anche quelli che riguardano il rapporto tra la struttura commissariale e i cittadini, diventato più fluido, più aperto ed efficace: in una anno sono stati 2.274 i quesiti inviati ai quali è stato dato risposta anche con importanti pareri. Dei 2274 ticket inviati è stata data risposta ad un numero di 2125 in un tempo medio di 7 giorni . Partecipazione dei cittadini che si manifesta in questa forma attraverso il servizio assistenza sisma ma anche attraverso i Piani Attuativi e i comitati. Nel porre in rilievo il quadro importante delle risorse finanziarie garantite dal Governo e dal parlamento sia per la ricostruzione privata che conta i sei miliardi del plafon sisma garantito dalla CDP e a fronte del quale le domande toccano 5.6 miliardi di euro “il che significa che una volta che avremo smaltito le giacenze e il governo sa che avremo bisogno di nuovi stanziamenti e confidiamo sul fatto che ve ne possano essere. Risorse importanti toccano anche la ricostruzione delle opere pubbliche; ammontano a 1mld e 700 mila euro con l’ultimo bilancio e un altro miliardo circa è già disponibile oltre a quello già impegnato e, entro l’anno vareremo un nuovo programma di opere pubbliche, nonché un programma per le chiese e ordinanze speciali per tutte le scuole, Da finanziare vi sono altre 184 altri strumenti speciali per le caserme e le altre strutture. Ma la novità più rilevante degli ultimi tempi è il fatto che questo processo di ricostruzione adesso si avvarrà di risorse molto importanti anche per lo sviluppo e la rinascita economico-sociale dei territori”. Di 160 milioni le risorse sul contratto nazionale di sviluppo che viene attuato dal Ministero per la Coesione territoriale; 60 milioni per i Centri di Ricerca e l’Alta Formazione, 1 mld 780 milioni sia per il cratere del Centro Italia che per quello dell’Aquila. che è in via di programmazione e che con una norma approvata a fine luglio, è stato affidato alla cabina di coordinamento delle due governance della ricostruzione”.
Ma, a fronte della sintesi dei significativi dati, il Commissario non ha mancato tuttavia di segnalare la preoccupazione che il ritmo di 25 decreti al giorno richiede una capacità organizzativa e attuativa che del pari comincia a mostrare un calo
“Sempre di più ci viene detto dai territori che le imprese se ne vanno, che i materiali sono aumentati (e abbiamo provveduto a questo con una prima importante misura), che i tecnici e gli istituti professionali non ce la fanno. Tutto questo ci è noto- ha concluso il Commissario- e se vogliamo mantenere questo ritmo, che è doveroso mantenere per il rispetto dei cittadini e dei territori, è chiaro che dobbiamo aumentare la capacità organizzativa. Nel rapporto sono dunque ricompresi anche dati mai pubblicati prima sul numero dei professionisti iscritti nell’elenco e quelli che lavorano, sugli incarichi ecc e, sui 23 mila professionisti iscritti nell’elenco speciale, quelli che hanno ricevuto almeno un incarico sono 7 mila il che significa che c’è una platea molto più estesa. Le imprese che lavorano e hanno almeno un cantiere aperto sono 2659 e il numero procapite medio per imprese e per professionisti non è elevatissimo. Bisogna dunque che si manifesti una migliore capacità attuativa; noi siamo perché le imprese e gli studi professionali di questi territori abbiano la priorità ma se vogliamo ricostruire in tempi ragionevoli occorre ampliare la platea. Ci vogliono più imprese e professionisti- ha ribadito Legnini- perché le sfide che abbiamo di fronte sono molto impegnative”. Da ultimo una sottolineatura ai tempi della ricostruzione; in Friuli ci vollero circa 15 anni, in Irpinia 40.
“I tempi sono quelli storici che conosciamo ma, se manteniamo il ritmo dell’ultimo anno, la ricostruzione sarà abbastanza rapida e nei prossimi anni il grosso comincerà già a vedersi. Se il ritmo dovesse rallentare, di certo non dipenderà da noi, ma dalla capacità realizzativa” .
Da queste parole la formulazione di un appello: “Professionisti, imprese, venite a lavorare nel Centro Italia. È un messaggio di fiducia questo: potete fidarvi delle procedure, dei tempi di erogazione delle risorse e di una governance che oggi è ben strutturata, molto professionalizzata e capace di fornire le risposte. Mi auguro dunque che questo possa accadere, in maniera tale che le risposte che i cittadini attendono, possano essere date al più presto”.
C.C
Giulia Maggi a Tolentino. Prima donna a capo di una Compagnia dei Carabinieri in provincia
23 Ago 2021
Una donna. La prima a capo di una Compagnia in tutta la provincia. Sarà Giulia Maggi a guidare, da oggi, la Compagnia dei Carabinieri di Tolentino, dopo che per cinque anni è stata a capo di Giacomo De Carlini.
Questa mattina il passaggio di consegne alla presenza del comandante provinciale Nicola Candido.
Originaria di Passignano sul Trasimeno, Giulia Maggi ha 44 anni. Laureata in Giurisprudenza ha trascorso diversi anni alla Scuola dei Marescialli di Velletri come Comandante di plotone. È stata al Comando del gruppo operativo radiomobile di Spoleto e ufficiale addetto al Comando di Perugia nell’ufficio di staff del comandante provinciale. Comandante delle Compagnie di Assisi e Spoleto nei mesi di sede vacante.
“È la nostra capocorso – ha detto De Carlini nel sottolineare la validità della collega - . Per noi è un grande orgoglio ed assumerà il comando della Compagnia di Tolentino mentre io ho già assunto quello del nucleo investigativo del reparto operativo di Pordenone”.
Felice per la nuova nomina, De Carlini ha confidato la gratitudine nei confronti della città e del territorio in cui ha operato per cinque anni: “Da lombardo – ha detto – posso dire che la popolazione marchigiana è operosa e onesta. Difficile sentire parlare, in campo nazionale, di quello che succede nelle Marche, tranne fatti più eclatanti. È una terra sana e, al giorno d’oggi, non ci sono tante isole felici come questa. Lavorare cinque anni in un territorio del genere, non solo da carabiniere, ma da cittadino, marito e padre, è stato un privilegio. La mia famiglia ha potuto vivere in un ambiente idilliaco. Ho avuto la fortuna di conoscere tanta brava gente; i delinquenti sono dappertutto, ma per quello c’è l’Arma e noi facciamo quel che va fatto. Mi dispiace molto andarmene, ma sono contento di andare a Pordenone”.
Senza lasciarsi andare ad un bilancio numerico, De Carlini ha ricordato che “si è lavorato tanto, ma tutto rientra nell’alveo di un territorio sano che deve essere rispettato come ora”.
Nel passare il testimone alla collega Maggi ha sottolineato il cambio di passo che necessariamente si avvertirà al comando, anche per via della figura femminile che ne sarà a capo: “Una donna è sempre 100 passi avanti all’uomo – ha detto - e ha un approccio risolutivo dei problemi. Ci sarà un cambio di passo in positivo per questo territorio.
Un valore aggiunto il fatto che provenga dalla vicina Umbria. Una terra che le ha permesso di fare esperienza con le difficoltà del sisma e della ricostruzione.
Ha vissuto e lavorato in un contesto similare, e dal punto di vista spirituale è già in piena connessione con le problematiche di questo territorio”.

Giulia Maggi
Un impegno importante quello che Giulia Maggi ha preso in carico, ma non per questo diverso per via del genere: “Sono passati 20 anni dall’ingresso delle donne nell’Arma – dice - . Al di là dell’impatto emotivo che ci può essere stato nel 2000, forse più per motivi logistici che sostanziali, in un ambiente professionale sono le attitudini personali che fanno la competenza e creano il gruppo di lavoro. Anche il ruolo di mamma e papà oggi, in famiglia, sono paritari, quindi le differenze sono davvero minime”.
Poi ha guardato alla terra che l’accoglierà nei prossimi giorni: “Ringrazio l’Arma per avermi consentito di avere questa opportunità professionale. Farò del mio meglio per portare avanti l’egregio lavoro del mio collega. Ha doti impareggiabili e farò il massimo per portare avanti la sua opera. So di ereditare un ambiente sano, efficiente, proficuo. Lavorerò in un contesto bello dal punto di vista del paesaggio ma anche della cultura. Sento una grande responsabilità nei confronti della comunità che andrò a servire perché credo che sia molto operosa e abbia saputo salvaguardare questo territorio. So che è stata colpita dal sisma in maniera importante, ma continua ad operare con decisone, volontà, dignità e senso di appartenenza”.
A conclusione l’intervento del comandante provinciale Nicola Candido: “Ringrazio Giacomo De Carlini – ha esordito - che ha trascorso cinque anni a Tolentino, con un battesimo di fuoco come quello del sisma. A lui porgo tanti auguri per il nuovo lavoro a Pordenone che, sicuramente, è differente sotto molto punti di vista. Diamo il benvenuto alla collega giulia Maggi che inizia oggi a Tolentino e di certo avrà modo di restare sul solco tracciato dal collega”.
GS
Questa mattina il passaggio di consegne alla presenza del comandante provinciale Nicola Candido.
Originaria di Passignano sul Trasimeno, Giulia Maggi ha 44 anni. Laureata in Giurisprudenza ha trascorso diversi anni alla Scuola dei Marescialli di Velletri come Comandante di plotone. È stata al Comando del gruppo operativo radiomobile di Spoleto e ufficiale addetto al Comando di Perugia nell’ufficio di staff del comandante provinciale. Comandante delle Compagnie di Assisi e Spoleto nei mesi di sede vacante.
“È la nostra capocorso – ha detto De Carlini nel sottolineare la validità della collega - . Per noi è un grande orgoglio ed assumerà il comando della Compagnia di Tolentino mentre io ho già assunto quello del nucleo investigativo del reparto operativo di Pordenone”.
Felice per la nuova nomina, De Carlini ha confidato la gratitudine nei confronti della città e del territorio in cui ha operato per cinque anni: “Da lombardo – ha detto – posso dire che la popolazione marchigiana è operosa e onesta. Difficile sentire parlare, in campo nazionale, di quello che succede nelle Marche, tranne fatti più eclatanti. È una terra sana e, al giorno d’oggi, non ci sono tante isole felici come questa. Lavorare cinque anni in un territorio del genere, non solo da carabiniere, ma da cittadino, marito e padre, è stato un privilegio. La mia famiglia ha potuto vivere in un ambiente idilliaco. Ho avuto la fortuna di conoscere tanta brava gente; i delinquenti sono dappertutto, ma per quello c’è l’Arma e noi facciamo quel che va fatto. Mi dispiace molto andarmene, ma sono contento di andare a Pordenone”.
Senza lasciarsi andare ad un bilancio numerico, De Carlini ha ricordato che “si è lavorato tanto, ma tutto rientra nell’alveo di un territorio sano che deve essere rispettato come ora”.
Nel passare il testimone alla collega Maggi ha sottolineato il cambio di passo che necessariamente si avvertirà al comando, anche per via della figura femminile che ne sarà a capo: “Una donna è sempre 100 passi avanti all’uomo – ha detto - e ha un approccio risolutivo dei problemi. Ci sarà un cambio di passo in positivo per questo territorio.
Un valore aggiunto il fatto che provenga dalla vicina Umbria. Una terra che le ha permesso di fare esperienza con le difficoltà del sisma e della ricostruzione.
Ha vissuto e lavorato in un contesto similare, e dal punto di vista spirituale è già in piena connessione con le problematiche di questo territorio”.

Giulia Maggi
Un impegno importante quello che Giulia Maggi ha preso in carico, ma non per questo diverso per via del genere: “Sono passati 20 anni dall’ingresso delle donne nell’Arma – dice - . Al di là dell’impatto emotivo che ci può essere stato nel 2000, forse più per motivi logistici che sostanziali, in un ambiente professionale sono le attitudini personali che fanno la competenza e creano il gruppo di lavoro. Anche il ruolo di mamma e papà oggi, in famiglia, sono paritari, quindi le differenze sono davvero minime”.
Poi ha guardato alla terra che l’accoglierà nei prossimi giorni: “Ringrazio l’Arma per avermi consentito di avere questa opportunità professionale. Farò del mio meglio per portare avanti l’egregio lavoro del mio collega. Ha doti impareggiabili e farò il massimo per portare avanti la sua opera. So di ereditare un ambiente sano, efficiente, proficuo. Lavorerò in un contesto bello dal punto di vista del paesaggio ma anche della cultura. Sento una grande responsabilità nei confronti della comunità che andrò a servire perché credo che sia molto operosa e abbia saputo salvaguardare questo territorio. So che è stata colpita dal sisma in maniera importante, ma continua ad operare con decisone, volontà, dignità e senso di appartenenza”.
A conclusione l’intervento del comandante provinciale Nicola Candido: “Ringrazio Giacomo De Carlini – ha esordito - che ha trascorso cinque anni a Tolentino, con un battesimo di fuoco come quello del sisma. A lui porgo tanti auguri per il nuovo lavoro a Pordenone che, sicuramente, è differente sotto molto punti di vista. Diamo il benvenuto alla collega giulia Maggi che inizia oggi a Tolentino e di certo avrà modo di restare sul solco tracciato dal collega”.
GS
*Nella foto di copertina: Giacomo De Carlini, Nicola Candido, Giulia Maggi
Prosegue con grande successo di pubblico la 35^ edizione del Camerino Festival, che quest’anno si sta svolgendo quasi interamente nel cuore del centro storico, nelle tre piazze disposte lungo il corso cittadino.
La seconda settimana del festival festeggerà due importanti ricorrenze: i 100 anni dalla nascita di Astor Piazzolla, re inventore del tango argentino, e il 50° dalla morte di Igor Stravinskij.
A celebrare Piazzolla ci penserà martedì 24 agosto il più grande fisarmonicista vivente, il francese Richard Galliano, più volte della rassegna camerte, con un solo che promette momenti di grande intensità emotiva.
Fisarmonicista, bandoneonista, compositore, Richard Galliano, musicista poliedrico, instancabile lavoratore sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, riscrive instancabilmente la storia della fisarmonica. Dopo gli studi in Conservatorio, decisivo per la sua carriera fu l’incontro con Astor Piazzolla, maestro indiscusso di "Tango Nuevo", che scoprì in lui l'urgente necessità di affermare la sua vera identità. È così che Galliano ha inventato il concetto di "New Musette", rivelando al mondo musicale l'immagine originale e audace di una fisarmonica rivitalizzata, tra musette di valzer, jazz e tango, blues e musica brasiliana. Gli incontri con le star del jazz, Chet Baker, Charlie Haden, Ron Carter, Michel Portal e tanti altri, confermano il suo eclettismo musicale. Da qualche anno Galliano sta esplorando con successo discografico, per la prestigiosa etichetta discografica tedesca Deutsche Grammophon, arrangiando per fisarmonica le opere di Vivaldi, Mozart, Bach e persino di Nino Rota.
Altra perla della settimana sarà il concerto del Quartetto Tchalik, mercoledì 25 agosto, ensemble formato da quattro fratelli di origine russa, vincitori del Concorso Internazionale “Mozart” di Salisburgo. Nella raccolta piazza Caio Mario, proprio di fronte l’ingresso del Comune e dunque del Teatro Filippo Marchetti, i giovani artisti eseguiranno due capolavori del repertorio classico, il Quartetto “La caccia” di Mozart e il Quartetto “L’americano” di Dvorak, secondo la migliore tradizione del festival camerte.
Il 26 agosto la rassegna ospiterà il capolavoro di Igor Stravinkij “L’histoire du Soldat”, Storia da leggere, recitare e danzare in 2 parti su libretto di Charles-Ferdinand Ramuz. La parte recitata sarà affidata agli attori Gianni e Paolo Parmiani, con l’ensemble strumentale Tempo Primo diretto dal M° Jacopo Rivani. L’Histoire du soldat, scritta da Stravinkij nel 1918, presenta una partitura come una suitecostituita da tanti pezzi separati, ognuno col suo preciso carattere: una marcia, una pastorale, una marcia reale, un tango, un valzer, un rag-time. L’opera dunque sintetizza in modo emblematico il cartellone di quest’anno, essendo la partitura il frutto di varie esperienze musicali dell’epoca.
Il 27 agosto il festival ospiterà due stelle del panorama internazionale, il mandolinista israeliano Avi Avital e il violoncellista siciliano Giovanni Sollima. Il programma, dal titolo Roth, sarà dedicato al tema del viaggio: con i loro strumenti Avital e Sollima ripercorreranno territori, culture, canti ed epoche che hanno visto gente spostarsi da un luogo all’altro, fuggire, creare nuove radici, custodirne le antiche. Due voci, due strumenti, un racconto che tocca a tratti la sfera privata, le storie dei due musicisti e la loro provenienza. “Roots” copre un ampio arco di tempo, dal Barocco (Dario Castello, Domenico Scarlatti, viaggiatori anche loro), ai nostri giorni, fino al popolare.
Il Camerino Festival chiuderà i battenti sabato 28 agosto in piazza Cavour con il pianista Danilo Rea, impegnato in un programma dal titolo “Something in our way”, ovvero i Beatles e i Rolling Stones nell’universo jazz di Danilo Rea. I successi delle due band britanniche icone della musica pop e rock dagli anni ’60, uniti sul filo delle note del piano di Danilo alla memoria di tutti noi. I brani di Lennon, McCartney e Harrison, da sempre riferimento musicale e colonna della formazione di Danilo, s’intrecciano con i pezzi di Jagger e Richards. Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera. Così, con il suo talento capace di spaziare su qualunque repertorio, la sua sensibilità musicale, il suo estro gentile e la sua forza creativa, Danilo plasma la melodia schiudendo le porte a infinite possibilità che si aprono agli ascoltatori.
c.c.
La seconda settimana del festival festeggerà due importanti ricorrenze: i 100 anni dalla nascita di Astor Piazzolla, re inventore del tango argentino, e il 50° dalla morte di Igor Stravinskij.
A celebrare Piazzolla ci penserà martedì 24 agosto il più grande fisarmonicista vivente, il francese Richard Galliano, più volte della rassegna camerte, con un solo che promette momenti di grande intensità emotiva.
Fisarmonicista, bandoneonista, compositore, Richard Galliano, musicista poliedrico, instancabile lavoratore sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, riscrive instancabilmente la storia della fisarmonica. Dopo gli studi in Conservatorio, decisivo per la sua carriera fu l’incontro con Astor Piazzolla, maestro indiscusso di "Tango Nuevo", che scoprì in lui l'urgente necessità di affermare la sua vera identità. È così che Galliano ha inventato il concetto di "New Musette", rivelando al mondo musicale l'immagine originale e audace di una fisarmonica rivitalizzata, tra musette di valzer, jazz e tango, blues e musica brasiliana. Gli incontri con le star del jazz, Chet Baker, Charlie Haden, Ron Carter, Michel Portal e tanti altri, confermano il suo eclettismo musicale. Da qualche anno Galliano sta esplorando con successo discografico, per la prestigiosa etichetta discografica tedesca Deutsche Grammophon, arrangiando per fisarmonica le opere di Vivaldi, Mozart, Bach e persino di Nino Rota.
Altra perla della settimana sarà il concerto del Quartetto Tchalik, mercoledì 25 agosto, ensemble formato da quattro fratelli di origine russa, vincitori del Concorso Internazionale “Mozart” di Salisburgo. Nella raccolta piazza Caio Mario, proprio di fronte l’ingresso del Comune e dunque del Teatro Filippo Marchetti, i giovani artisti eseguiranno due capolavori del repertorio classico, il Quartetto “La caccia” di Mozart e il Quartetto “L’americano” di Dvorak, secondo la migliore tradizione del festival camerte.
Il 26 agosto la rassegna ospiterà il capolavoro di Igor Stravinkij “L’histoire du Soldat”, Storia da leggere, recitare e danzare in 2 parti su libretto di Charles-Ferdinand Ramuz. La parte recitata sarà affidata agli attori Gianni e Paolo Parmiani, con l’ensemble strumentale Tempo Primo diretto dal M° Jacopo Rivani. L’Histoire du soldat, scritta da Stravinkij nel 1918, presenta una partitura come una suitecostituita da tanti pezzi separati, ognuno col suo preciso carattere: una marcia, una pastorale, una marcia reale, un tango, un valzer, un rag-time. L’opera dunque sintetizza in modo emblematico il cartellone di quest’anno, essendo la partitura il frutto di varie esperienze musicali dell’epoca.
Il 27 agosto il festival ospiterà due stelle del panorama internazionale, il mandolinista israeliano Avi Avital e il violoncellista siciliano Giovanni Sollima. Il programma, dal titolo Roth, sarà dedicato al tema del viaggio: con i loro strumenti Avital e Sollima ripercorreranno territori, culture, canti ed epoche che hanno visto gente spostarsi da un luogo all’altro, fuggire, creare nuove radici, custodirne le antiche. Due voci, due strumenti, un racconto che tocca a tratti la sfera privata, le storie dei due musicisti e la loro provenienza. “Roots” copre un ampio arco di tempo, dal Barocco (Dario Castello, Domenico Scarlatti, viaggiatori anche loro), ai nostri giorni, fino al popolare.
Il Camerino Festival chiuderà i battenti sabato 28 agosto in piazza Cavour con il pianista Danilo Rea, impegnato in un programma dal titolo “Something in our way”, ovvero i Beatles e i Rolling Stones nell’universo jazz di Danilo Rea. I successi delle due band britanniche icone della musica pop e rock dagli anni ’60, uniti sul filo delle note del piano di Danilo alla memoria di tutti noi. I brani di Lennon, McCartney e Harrison, da sempre riferimento musicale e colonna della formazione di Danilo, s’intrecciano con i pezzi di Jagger e Richards. Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera. Così, con il suo talento capace di spaziare su qualunque repertorio, la sua sensibilità musicale, il suo estro gentile e la sua forza creativa, Danilo plasma la melodia schiudendo le porte a infinite possibilità che si aprono agli ascoltatori.
c.c.
Politica: Colpo di scena a Bolognola
21 Ago 2021
Le tante manovre politiche che in questi giorni hanno interessato la bellissima località turistica di Bolognola, fanno registrare una clamorosa sorpresa.
Quella che doveva essere la prima lista pronta a sfidare l’attuale sindaco Cristina Gentili, “Tutti per Bolognola” non avrebbe trovato la quadra e ora (ripetiamo sono indiscrezioni) quella che doveva essere una squadra di giovani, capeggiati da una candidata sindaca, non sarebbe in grado di presentarsi.
Alcune voci parlerebbero di ragazzi troppo giovani, presi dall’entusiasmo e dalla bellezza del territorio, che avrebbero espresso l’intenzione di “impegnarsi” nelle prossime consultazioni e formare una lista . Quando sembrava tutto fatto, con tanto di pagina Facebook e logo della lista pronto, qualcuno avrebbe fatto un clamoroso passo indietro.
Stando sempre alle voci di piazza, solo lunedì prossimo si conosceranno tutti i risvolti di quello che sembra, a tutti gli effetti, uno scherzo di Ferragosto.
Bolognola, con i suoi 131 votanti, andrà al voto con due candidati. Cristina Gentili e Mauro-Angelo Blanchi si sfideranno per la poltrona di sindaco di un paese, seppur piccolo, che ha dimostrato in queste settimane grande vivacità, facilitato dalle alte temperature e dai numerosi vacanzieri che hanno ravvivato la comunità
Mario Staffolani
Quella che doveva essere la prima lista pronta a sfidare l’attuale sindaco Cristina Gentili, “Tutti per Bolognola” non avrebbe trovato la quadra e ora (ripetiamo sono indiscrezioni) quella che doveva essere una squadra di giovani, capeggiati da una candidata sindaca, non sarebbe in grado di presentarsi.
Alcune voci parlerebbero di ragazzi troppo giovani, presi dall’entusiasmo e dalla bellezza del territorio, che avrebbero espresso l’intenzione di “impegnarsi” nelle prossime consultazioni e formare una lista . Quando sembrava tutto fatto, con tanto di pagina Facebook e logo della lista pronto, qualcuno avrebbe fatto un clamoroso passo indietro.
Stando sempre alle voci di piazza, solo lunedì prossimo si conosceranno tutti i risvolti di quello che sembra, a tutti gli effetti, uno scherzo di Ferragosto.
Bolognola, con i suoi 131 votanti, andrà al voto con due candidati. Cristina Gentili e Mauro-Angelo Blanchi si sfideranno per la poltrona di sindaco di un paese, seppur piccolo, che ha dimostrato in queste settimane grande vivacità, facilitato dalle alte temperature e dai numerosi vacanzieri che hanno ravvivato la comunità
Mario Staffolani
Ancora una giornata di incendi a Camerino e a Valfornace. Le due localià da alcuni giorni hanno fatto registrare molti incendi e il sospetto che qualcosa non era chiaro, aleggiava in molti cittadini dei luoghi interessati e proprio grazie all'attenzione deglia abitanti, in stretta collaborazione con i carabinieri, oggi è stato acciuffato il presunto piromane.
Si tratta di un uomo di circa 40 anni e, secondo le prime notizie, residente a Pievebovigliana.
I Vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle ore 13 a Camerino, in località Morro, dove alcuni uomini del posto avevano notato del fumo, il pronto intervento ha evitato che le fiamme si spargessero velocemente e in poco tempo il fuoco è stato spento. L'area interessata è di circa mezzo ettaro.
Sempre nel primo pomeriggio a Valfornace, ancora un incendio nei boschi, ma in questo caso l'area interessata era di oltre 4 ettari e sul sul posto sono intervenute molte squadre sia di Camerino che sono state affiancate dai colleghi di Macerata intervenuti con 4 squadre VVF, il DOS VVF (Direttore delle Operazioni di Spegnimento).
In entrambi i casi, erano presenti sul posto i Carabinieri Forestali e i volontari della Protezione Civile.
Attualmente è ancora in corso la bonifica delle zone e il controllo di eventuali principi di incendio.
Ancora una volta si fa appello ai cittadini per una vigilanza attenta e mirata sui territori con particolare importanta all'immediato allarme appena si nota del fumo.
M.S
Si tratta di un uomo di circa 40 anni e, secondo le prime notizie, residente a Pievebovigliana.
I Vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle ore 13 a Camerino, in località Morro, dove alcuni uomini del posto avevano notato del fumo, il pronto intervento ha evitato che le fiamme si spargessero velocemente e in poco tempo il fuoco è stato spento. L'area interessata è di circa mezzo ettaro.
Sempre nel primo pomeriggio a Valfornace, ancora un incendio nei boschi, ma in questo caso l'area interessata era di oltre 4 ettari e sul sul posto sono intervenute molte squadre sia di Camerino che sono state affiancate dai colleghi di Macerata intervenuti con 4 squadre VVF, il DOS VVF (Direttore delle Operazioni di Spegnimento).
In entrambi i casi, erano presenti sul posto i Carabinieri Forestali e i volontari della Protezione Civile.
Attualmente è ancora in corso la bonifica delle zone e il controllo di eventuali principi di incendio.
Ancora una volta si fa appello ai cittadini per una vigilanza attenta e mirata sui territori con particolare importanta all'immediato allarme appena si nota del fumo.
M.S
La sintesi a lungo ricercata dal centrodestra settempedano è stata finalmente raggiunta. Sarà Tarcisio Antognozzi, già assessore della giunta Piermattei, il candidato sindaco del centrodestra di San Severino. Lo ha fatto sapere Fratelli d'Italia con una nota, dopo che nei giorni scorsi le trattative sul tavolo a cui sedevano Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e Udc avevano subito una decisa e decisiva accelerazione.
Antognozzi dunque è il primo candidato a uscire ufficialmente allo scoperto, mentre non sono ancora chiare le altre personalità che comporranno la lista che correrà il prossimo ottobre alla fascia tricolore. Appoggiato da Udc, Lega e FdI, proprio Antognozzi ha commentato: "Sono molte le proposte sul tavolo, molte le idee. La nostra sarà una lista civica moderata. Stiamo lavorando a una progettualità che sappia includere personalità e vedute proprie del mondo civico e, appunto, moderate. La nostra formazione - conclude il candidato sindaco - si avvarrà dei contributi della società civile, dell'associazionismo e delle attività produttive".
l.c.
Antognozzi dunque è il primo candidato a uscire ufficialmente allo scoperto, mentre non sono ancora chiare le altre personalità che comporranno la lista che correrà il prossimo ottobre alla fascia tricolore. Appoggiato da Udc, Lega e FdI, proprio Antognozzi ha commentato: "Sono molte le proposte sul tavolo, molte le idee. La nostra sarà una lista civica moderata. Stiamo lavorando a una progettualità che sappia includere personalità e vedute proprie del mondo civico e, appunto, moderate. La nostra formazione - conclude il candidato sindaco - si avvarrà dei contributi della società civile, dell'associazionismo e delle attività produttive".
l.c.
