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Incendio di vaste dimensioni questa mattina a Treia.
Un capannone agricolo è andato a fuoco, non si conoscono ancore le cause che avrebbero aliementato il rogo e grazie al pronto intervento dei Vigili del fuoco, arrivati sul posto inorno alle ore 10,00 in contrada Camporota.
La squadra di Macerata, coadiuvata dai colleghi di Civitanova Marche, ha circoscritto l’incendio al solo capanno adibito a deposito di fieno.
Secondo una prima stima, all'interno del capannone c'erano circa cinquanta quintali di prodotto.
La squadra VVF è riuscita ad evitare che le fiamme si propagassero ad un deposito adiacente dove erano custoditi degli animali, riuscendo a farli uscire.
Inoltre, sono stati messi in salvo ancvhe dei mezzi agricoli.
L’incendio è sotto controllo e si attende la bonifica della zona.
Fortunatamente non si segnalano danni a persone.

Le foto inviate dai Vigili del fuoco.

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M.S.
Il patrimonio di edilizia scolastica di Treia si arricchirà di una nuova scuola materna. Dopo l’approvazione dell’iter di costruzione dei nuovi poli scolastici nel capoluogo comunale e nella frazione di Passo di Treia, il Comune si è aggiudicato un bando per 2,4 milioni di euro ora stanziati per la costruzione di un nuovo asilo.

La struttura, chiamata a sostituire l’attuale scuola materna “Elettra Caracini” in via dell’Asilo a Passo di Treia, si inserirà nel nuovo complesso che sorgerà nell’area adiacente alla chiesa della frazione. All’inizio del 2022 partiranno i lavori che porteranno all’abbattimento dell’ex consorzio comunale, della succursale della scuola media “Egisto Paladini” e del palazzetto dello sport, oltre a due edifici di edilizia popolare di proprietà comunale.

Al loro posto la nuova palestra, la scuola elementare e appunto il nuovo asilo. Il sindaco Franco Capponi ha parlato, riferendosi al bando, di “una grande opportunità per completare il piano di edilizia scolastica comunale. I cittadini – spiega il primo cittadino – hanno scelto questa amministrazione: era un atto dovuto nei loro confronti portare avanti uno dei punti cardine del nostro programma. Oltre alle scuole elementari e medie, che si inseriscono nell’assetto normativo e nelle procedure tipiche della ricostruzione post sisma (da fine luglio la questione è passato in mano al Commissario Straordinario Giovanni Legnini e alle sue Ordinanze, ndr), ora abbiamo colto questa occasione. Costruire una nuova scuola materna era comunque necessario: il suo indice di sicurezza sismica è di 60 punti su 100. Per quanto riguarda gli stabili destinati all’uso residenziale i parametri sono sufficienti, mentre per l’edilizia scolastica non lo sono. Con questo bando – conclude Capponi – abbiamo la possibilità di costruire una nuova struttura assolutamente antisismica e in linea con la normativa attuale, mentre il vecchio stabile, patrimonio culturale di Passo di Treia, verrà destinato per altri fini, come per esempio un centro sociale per anziani o come sede per associazioni culturali che vorranno usufruirne”.

l.c.
A Camerino anche in vista di quello che sarà il cantiere più grande della ricostruzione post-sisma in Centro Italia, si fa sentire ogni giorno più pressante l'esigenza a che venga al più presto ripristinata la piena funzionalità dell'ospedale Santa Maria della Pietà. Una assoluta necessità per tutta la comunità di un comprensorio vastissimo che ha da sempre fatto riferimento alle eccellenze sanitarie del nosocomio.
Istanze delle quali si era già fatto portavoce il nutrito gruppo Salviamo l'ospedale di Camerino costituito su proposta del camerte Angiolo Napolioni il quale si sta in queste ore muovendo per la creazione di un comitato per una più efficace mobilitazione in grado di coinvolgere tutti i comuni e i sindaci del comprensorio.
"Quella dell'ospedale - afferma il sindaco di Camerino Sandro Sborgia - è questione molto seria sotto il profilo di quello che significa il diritto all'assistenza sanitaria e la garanzia del diritto alla salute dei cittadini che abitano nell'entroterra. L'ospedale di Camerino è una struttura strategica di riferimento importantissima; copre un'area vastissima e oggi diventa più che mai urgente che diventi operativo e venga ripristinata al meglio la sua funzionalità proprio in vista anche  del grnade numero di persone che verranno a lavorare in queste aree e dei tanti studenti che nella città ducale vengono a studiare e formarsi. Non possiamo permetterci- ribadisce il primo cittadino- con un'area e un'esigenza sanitaria così vasta di avere un ospedale che non funziona. Speriamo che la Regione sia dunque così sensibile da capire che il nosocomio camerte è fondamentale per tutta la collettività, quindi, prepariamoci perchè se sarà necessario dovremo far sentire anche forte la nostra voce. L''ospedale deve necessariamente tornare ad operare con la massima efficienza e funzionalità, così come lo ha fatto per tutti questi anni".
Sulla volontà di formare un più incisivo comitato di cittadini atto a difendere la stabilità di un presidio in sofferenza, il sindaco Sborgia si dice positivamente colpito.
"Penso che la costituzione  di un comitato, così come la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e ad interessarsi degli aspetti di rilievo per la collettività, sia un fatto sicuramente positivo - afferma Sborgia-. Bene quindi la costituzione di un comitato che mi auguro sia il più vasto e il più partecipato possibile perchè, lo ripeto, l'ospedale non è solo della città  ma di tutta un'area interna che va da Castelsantangelo sul Nera a Matelica e San Severino e, direi di più, e cioè che è interesse delle stesse città che hanno anche loro un ospedale. I servizi che infatti possono essere offerti quando ci sono strutture che funzionano  sono sicuramente utili per la collettività, per cui - conclude il sindaco - credo che sia interesse anche del cittadino che abita a Civitanova avere un ospedale  di Camerino ben funzionante, che abbia dei professionisti di altissimo livello e dove possa ricevere il meglio delle cure.
Bene la nascita di un comitato che spero trovi il maggior numero di adesioni,  così come mi auguro che chi ha compiti regionali e competenza in materia sanitaria, prenda a cuore questa situazione e, faccia di tutto affinchè l'ospedale torni nuovamente operativo".

c.c.
Munizioni e materiale militare lungo le sponde del fiume Chienti. È la scoperta fatta dagli uomini della Polizia di Macerata che domenica scorsa, dopo la segnalazione di alcuni cittadini, sono intervenuti a Sforzacosta dove, sparsi sul terreno, hanno trovato una cassettina metallica di tipo militare usato per il trasporto di munizionamento contenente 6 scatole con complessive 85 cartucce integre calibro 12 per fucile da caccia, due scatoline metalliche con polvere da sparo ed un flaconcino in vetro con pallini in piombo.
Accanto a questo materiale sono stati anche trovati cinque razzi da segnalazione integri di colore rosso, verde e bianco, una “bomba illuminante mod.59” di colore verde ed una granata contro carro inerte da esercitazione (in passato entrambe usate dall’Esercito Italiano per essere lanciate con fucile cal.7,62 Nato in dotazione individuale), un contenitore cilindrico di nera sigillato con all’interno uno scovolo smontato per la pulizia della canna della carabina M1statunitense ed un cilindro metallico con olio per pulizia armi.

Il materiale è stato recuperato e sequestrato.

Sono due giorni dopo, nello stesso tratto di terreno, sono state trovate e sequestrate circa 200 cartucce da caccia.
Stando ad una prim ricostruzion gli investigatori credono che il materiale recuperato nelle due distinte circostanze sia stato in realtà abbandonato da ignoti nella stessa occasione.

GS

             
Sono stati individuati i responsabili dell'incendio che si è verificato il 19 agosto scorso, in prossimità della tratta ferroviaria “Civitanova Marche – Albacina” in Via Cioci, a Macerata.
Si tratta di tre operai che stavano lavorando alla manutenzione della linea e che ora sono stati denunciati, in stato di libertà, per incendio boschivo.

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Recanati sono intervenuti sul posto per effettuare gli accertamenti e le indagini finalizzate alla individuazione delle cause di innesco del rogo e alla identificazione dell’autore o degli autori del reato.

Dopo aver effettuato i rilievi di rito e ispezionando l’area interessata – con particolare attenzione alla tratta ferroviaria – in cerca di eventuali elementi utili alla ricostruzione degli eventi, i militari hanno anche raccolto le informazioni dalle persone che avevano assistito ai primi momenti in cui il rogo si è sviluppato.

Gli elementi analizzati hanno permesso di individuare il punto di origine dell’incendio e di risalire alla presenza, sul posto, di tre operai, dipendenti di una ditta incaricata di eseguire lavori di manutenzione lungo la tratta ferroviaria.

Nel prosieguo delle attività investigative, gli stessi operai hanno confermato che, mentre stavano utilizzando una troncatrice per tagliare dei manufatti in cemento, si sono sviluppate alcune scintille che in pochi istanti hanno innescato l’incendio.
Le fiamme, inizialmente, hanno interessato la vegetazione per poi espandersi in uno spazio più ampio.

I tre, dopo essere stati identificati, sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di incendio boschivo colposo.

L'incendio ha interessato circa un ettaro di area boschiva.

GS
A San Severino Marche nei mesi scorsi tre uomini ed una donna, tutte già note alle forze dell’ordine per precedenti penali, hanno "approfittato" dell’allentamento delle misure volte a contenere il fenomeno pandemico in atto, nella smania di “evadere” dalle restrizioni e si sono rese protagoniste, all’interno di un locale, di comportamenti violenti e antisociali, che hanno portato all’intervento dei militari della stazione dei carabinieri di San Severino Marche.

In particolare, dopo aver fatto uso di alcolici, tra i quattro è nato un violento scontro verbale, proseguito con reciproche minacce e culminato nel tentativo, da parte di uno dei soggetti, di urtare uno dei contendenti con un furgone; manovra maldestra che per fortuna è terminata contro un palo!

I soggetti coinvolti erano anche in violazione delle norme finalizzate al contenimento del contagio, senza dispositivi di protezioni e incuranti della necessità di mantenere il distanziamento.

I militari, oltre agli adempimenti connessi alle responsabilità penali e di carattere amministrativo, hanno raccolto tutti gli elementi necessari ad irrogare la misura di prevenzione del DASPO Urbano, concesso dal Questore nei confronti di tutti i protagonisti della vicenda.

Il provvedimento impone il divieto di frequentare determinati esercizi pubblici, nonché vie, specifiche aree urbane e determinati luoghi del paese e colpisce soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza urbana, intesa come bene giuridico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città.

I comportamenti antisociali tenuti dai quattro soggetti, comporteranno così il divieto di frequentare, per un intero anno, non solo l’esercizio pubblico dove si sono verificati i fatti, ma anche altri cinque esercizi settempedani, ubicati lungo la stessa via.

Il fatto rappresenta l’esito di tutta una serie di servizi appositamente predisposti dall’Arma a livello locale e provinciale proprio allo scopo di contrastare i fenomeni di degrado e violenza soprattutto nei locali frequentati dai giovani e nei luoghi di ritrovo della “movida”.
"Finalmente diamo avvio alla fase operativa vera e propria della ricostruzione della nostra Città – ha detto il sindaco di Camerino Sandro Sborgia -. L'avvio del cantiere della ricostruzione del Comune e del teatro rappresenta la ripresa della vita di una città drammaticamente colpita ma fortemente determinata a ripartire. Il lavoro svolto può essere, a ragione, definito " matto e disperatissimo" per usare le parole del nostro grande poeta Leopardi. Siamo orgogliosi di questo, ma dobbiamo continuare a considerarlo un punto di partenza e non di arrivo. Il lavoro va avanti”.

Il programma unitario degli interventi presenti nell’ordinanza prevede il recupero di edifici, molti di valore storico, artistico e culturale: il parcheggio meccanizzato in via Emilio Betti, la Rocca Borgesca, la demolizione dell’ex scuola Betti, l’adeguamento funzionale e il restauro dell’ex sede di Banca Marche nonché la demolizione dell’edificio dell’ex tribunale, ormai prossima. “Ricordo che già lo scorso anno siamo intervenuti sul teatro Filippo Marchetti per metterlo in sicurezza dal momento che l’edificio era stato oggetto di ulteriori piccoli crolli e l’intervento fatto in precedenza non era stato sufficiente. Così, appena insediati, nei mesi successivi è stato effettuato un controllo della Sovrintendenza che ha confermato la necessità di ulteriori interventi. Quello di Palazzo Bongiovanni sarà uno dei cantieri più grandi di tutto il centro storico” conclude Sborgia.


Un intervento per la somma di circa 10milioni di euro che è stato inserito nell’Ordinanza speciale Camerino, approvata dal Commissario Giovanni Legnini e presentata lo scorso maggio. Camerino è stato tra i primi Comuni del cratere a redigere il PSR (Piano straordinario per la ricostruzione) che è stato presentato alla cittadinanza in assemblea pubblica dall’Amministrazione comunale lo scorso dicembre, dopo un anno di grande lavoro, è stato approvato dalla Maggioranza del Consiglio comunale e ha permesso, poi, di scrivere l’Ordinanza per la città ducale ottenendo anche i complimenti del Commissario straordinario alla ricostruzione Legnini.

Le Amministrazioni Comunali di Treia, di Macerata e di San Severino Marche, con il prezioso contributo dell'asd Carlo Didimi, hanno lavorato intensamente dal 2018 ad oggi nel progetto che ha viste impegnate alcune classi dell'indirizzo Turismo dell'IIS Ricci di Macerata. Si è trattato di un lungo e significativo percorso di ricerca e valorizzazione delle tradizioni locali. La formulazione di un'offerta turistica innovativa e sostenibile per far conoscere, anche all'estero, le virtù e le bellezze dello straordinario territorio in cui viviamo.

Tre delegazioni di scuole straniere provenienti da Cangas del Narcea (Spagna), Orneta (Polonia) e Ugale (Lettonia) si erano riunite nel 2019 nell’Istituto maceratese: ragazzi di diverse nazionalità hanno avuto la possibilità di scoprire la cultura e la natura marchiagiana.

Assoluti protagonisti i dirigenti dell’ASD Carlo Didimi di Treia, l’associazione che dal 2014 gestisce il gioco in arena; sono intervenuti al “Ricci” per spiegare le regole del gioco di leopardiana memoria e consentire agli ospiti stranieri di assistere a una partita giocata con la divisa da gioco. Un ringraziamento particolare al Presidente dell’asd Didimi Marco Sparapani, alla responsabile comunicazione Tamara Ricci, ai giocatori Camilla Fogante, Aurora Pasqualini, Barbara Passeri, Leonardo Medei e Leonardo Piermattei che si sono prestati a far conoscere il gioco del bracciale.

Un ringraziamento anche alla Pro Loco di Treia per la proficua collaborazione offerta per la visita ai musei e luoghi di interesse della Città di Treia da parte dell’Amministrazione Comunale di Treia.

Il momento conclusivo martedì mattina con la call finale in cui la Dirigente Scolastica dell’IIS Matteo Ricci di Macerata ha ringraziato tutti gli attori coinvolti in questo bellissimo progetto reso realizzabile attraverso la grande sinergia e un grande lavoro di squadra.

Primo giorno di chiusura per il ponte in località Sfercia di Camerino. La Provincia di Macerata ha disposto la chiusura per permettere i lavori di ampliamento della carreggiata, anche in considerazione del traffico sulla direttrice Varanese, che diventerà uno dei due sbocchi della Pedemontana Fabriano - Muccia.
Su questo impalcato l’Amministrazione provinciale ha avviato il cantiere ad inizio mese di Agosto per i primi lavori di ripristino e consolidamento sulla parte superiore.
Dopo la pausa di Ferragosto i lavori sono ripresi ed è necessario chiudere il tratto per effettuare gli interventi principali.

“Si tratta di un lavoro di poche settimane - afferma il Presidente Antonio Pettinari - e l’obiettivo è riaprire la circolazione a senso unico alternato entro 30-40 giorni. Ci dispiace per i disagi che vengono creati alla viabilità ma abbiamo segnalato accuratamente i vari percorsi alternativi”.

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Il ponte, situato nel Comune di Camerino, nei pressi dell’uscita della superstrada “Sfercia”, permette l’attraversamento del Rio San Luca, un affluente del fiume Chienti: per la sua collocazione e vicinanza con la Statale 77, è un’opera importante e soggetta a un discreto flusso di traffico, soprattutto in direzione Camerino. Composto in muratura mista di pietre e mattoni, presenta due arcate: è lungo circa 17 metri e largo 7,3 metri. 

I lavori di consolidamento ammontano a 250 mila euro e rientrano nel programma di quelli individuati e pianificati dopo gli eventi sismici del 2016, per mettere in sicurezza e ripristinare la viabilità nei territori del cratere.

Nel dettaglio saranno effettuate delle iniezioni della muratura con malte cementizie; saranno rinforzati la muratura, anche con reti di fibra di carbonio, e l’intonaco strutturale; verrà impermeabilizzato l’impalcato e saranno installate nuove barriere di sicurezza. 

Mario Staffolani
Cinque anni dal sisma dell’agosto 2016. Alle 3.36 del mattino una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 devasta Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto provocando 299 vittime. E' l'inizio di quella che l'Ingv definirà la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso.
Ingenti i danni a Castelsantangelo sul Nera, unico comune della Provincia di Macerata ad essere inserito all'epoca nel cratere sismico.


Il ricordo del sindaco Mauro Falcucci: “Il pensiero va a quelle persone che magari non ci sono più e sono purtroppo scomparse dopo. il terremoto.  Il primo pensiero va alla Casa di Riposo che fu il primo immobile ad essere dichiarato inagibile già alle 5 e 30 del mattino di quel famoso 24 agosto. Ricordiamo quella data con commozione ma anche con tanta paura- dichiara Falcucci-. Se noi non avessimo infatti effettuato quegli interventi di miglioramento sismico derivanti dal terremoto del 1997, avremmo non soltanto annoverato dei morti ma avremmo probabilmente avuto dei danni estremamente gravi, non dico alla pari di Arquata, ma sicuramente similari. Castelsantangelo è molto vicina ad Arquata del Tronto e per via del sisma stesso, in quel momento il Monte Vettore era quasi in amplificazione.
Il ricordo va dunque a quella mattina- prosegue il sindaco Falcucci-; riuscimmo a portare via la pelle ed eravamo tantissimi. A Castelsantangelo c’erano circa 4000 persone in quanto il paese conta circa 1250 abitazioni e, per la quasi totalità si tratta di seconde case. Tanti quelli tornati per la stagione estiva anche perché va ricordato che in quegli anni il momento era delicato anche sotto il profilo economico e, molti si riversavano appunto nelle seconde case accompagnati da amici e parenti. E quella mattina fu un fuggi fuggi; scapparono tutti e la Valnerina sembrava il raccordo anulare. Detto questo, ci attrezzammo e quello che dispiacque subito è che fummo dimenticati dal decreto fiscale. A dire il vero dobbiamo ancora capire se la colpa fu d
ella Regione o del Ministero- ricorda Falcucci-, fatto sta che noi fummo esclusi dal primo decreto fiscale che dava delle agevolazioni immediate. All’epoca fui chiamato ad iniziare i contatti con la cabina di regia ad Arquata del Tronto e con il Commissario d’allora, l’attuale Capo Dipartimento della Protezione Civile Curcio”.
Tenacia e tanti sacrifici hanno caratterizzato sin da quel momento la comunità e lo stesso operato del primo cittadino di Castelsantangelo, la cui forte determinazione in 5 anni non è mai venuta meno.
Vogliamo e pretendiamo attenzione per una garanzia di rinascita per questi territori e la pretendiamo sotto il profilo fiscale- rimarca Falcucci-. Ho visto il Rapporto del Commissario Straordinario Legnini che ha dato una significativa svolta a tutto il processo di ricostruzione, tuttavia, ad una lettura attenta dei dati, si vede sì che le pratiche sono partite ma questo è avvenuto soprattutto a margine del cratere, mentre quelle dentro il cratere stanno soffrendo perché è quella una ricostruzione difficile.
Per quel che ci riguarda – evidenzia Falcucci- noi siamo contentissimi di essere riusciti a portare a termine il nostro compito- Lo scorso 12 agosto abbiamo completato l’approvazione dei Piani Attuativi e abbiamo avute le ordinanze speciali per fare i sottoservizi di tutte le frazioni. Adesso dobbiamo soltanto accelerare; a brevissimo faremo una assemblea pubblica in cui cercheremo di stimolare i proprietari di immobili nella costituzione degli aggregati che nel nostro comune sono oltre 300 e, sollecitare i professionisti a progettare e ricostruire perché vogliamo vedere quanto prima e in tempi rapidissimi i cantieri che partono. Ormai le condizioni pianificatorie ci sono tutte e, non da meno, possiamo contare su uno strumento attuativo sistemato sotto il profilo idrogeologico. Aspetto non da poco che siamo riusciti a portare a casa e che farà parte della variante del Piano di assetto idro-geologico del bacino dell’Appennino Centrale. Nell’ottenimento di questo risultato siamo stati fortunati ad avere illustri nomi delle pianificazioni e delle competenze italiane, quali il prof. Braga considerato il numero uno della sismica, il prof. Prestininzi e, da ultimo, l’architetto Boeri che ci ha dato delle indicazioni di come ricostruire “autentico, ma non identico”.
Quindi- prosegue il sindaco gettando lo sguardo al futuro- le carte in regola ci sono tutte. Dobbiamo soltanto partire ma, nello stesso tempo, è indispensabile che, dalla montagna alla parte della provincia di Macerata più colpita tutti insieme si chiedano quelle attenzioni che sono necessarie per una ricostruzione. Non nego infatti di essere fortemente preoccupato sul rischio che possa venir meno quanto da tutti auspicato per queste realtà, attraverso le nuove generazioni. Temo infatti che il rischio sia soprattutto per le seconde generazioni. L’attaccamento a queste realtà non può prescindere dal praticare il territorio e credo che i segnali li dobbiamo dare a quella seconda generazione che, vuoi per motivi oggettivi o di lavoro,  si è dovuta allontanare. È per questo che dobbiamo accelerare i tempi e dare certezza di ricostruzione. Le risorse ci sono, dobbiamo soltanto attivarci tutti insieme e, chiedere quei benefici fiscali misurati sui danni, perché altrimenti da noi non ritorna più nessuno”.
c.c.

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