Radioc1inBlu
Anche quest'anno, così come anno scorso, la via crucis si snoderà nel centro storico di Camerino. La processione in occasione del venerdì santo - prevista per domani sera alle 21 - partirà da piazza Cavour, di fronte al duomo di Camerino, per poi fare un percorso ad anello all'interno delle mura cittadine e tornare al punto di partenza. Qui la deposizione del Cristo e la processione verso piazza San Venanzio, con la celebrazione, presieduta dall'arcivescovo Francesco Massara, che si concluderà nella basilica.
Un limite al'organizzazione del corteo di preghiera in centro storico per gli anni a venire, potrebbe essere rappresentato dal piano di cantierizzazione e dai lavori di ricostruzione post sismica in vista che potrebbero costringere l'arcidiocesi a rivedere il percorso della processione.
Per questo «è un evento a cui teniamo particolarmente - spiega don Marco Gentilucci, parroco dell'unità pastorale di Camerino -. Non siamo sicuri di come si svolgeranno i lavori all'interno delle mura cittadine, quindi questa potrebbe essere l'ultima occasione per i prossimi anni di vedere la via crucis nei luoghi di culto simbolo della città. È sicuramente un fatto positivo organizzarla su questo percorso, dopo anni in cui la pandemia ci ha costretto a vivere il venerdì santo in forma privata, senza poter coinvolgere i fedeli».
Un limite al'organizzazione del corteo di preghiera in centro storico per gli anni a venire, potrebbe essere rappresentato dal piano di cantierizzazione e dai lavori di ricostruzione post sismica in vista che potrebbero costringere l'arcidiocesi a rivedere il percorso della processione.
Per questo «è un evento a cui teniamo particolarmente - spiega don Marco Gentilucci, parroco dell'unità pastorale di Camerino -. Non siamo sicuri di come si svolgeranno i lavori all'interno delle mura cittadine, quindi questa potrebbe essere l'ultima occasione per i prossimi anni di vedere la via crucis nei luoghi di culto simbolo della città. È sicuramente un fatto positivo organizzarla su questo percorso, dopo anni in cui la pandemia ci ha costretto a vivere il venerdì santo in forma privata, senza poter coinvolgere i fedeli».
«Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli»
Carissimi sorelle e fratelli,
le parole proclamate all’inizio della “grande settimana”, nel racconto della Passione dell’evangelista Matteo, hanno una forza evocativa talmente dirompente da renderci, in questo nostro itinerario di fede, contemporanei di Cristo. Esse ci fanno rivivere il Mistero pasquale del Signore Gesù, immettendovi la nostra storia e il nostro presente.
Fare Pasquasignifica per prima cosa celebrare un rito; infatti non possiamo prepararci alla Pasqua pensando di poter fare a meno di quei riti a cui Cristo ha legato la sua grazia e il frutto della sua Pasqua. Eppure, possiamo fare tutto ciò anche senza “fare Pasqua”, cioé possiamo partecipare ad un rito anche senza viverlo e senza lasciarcene trasformare.
Cosa si richiede allora per “fare Pasqua” in verità? Ci è richiesto di compiere un “passaggio”, non tanto un movimento da un posto all’altro, bensì un passaggio da un modo di vivere ad un altro. Il Vangelo ha una parola per esprimere tutto ciò ed è quella con cui abbiamo iniziato la nostra Quaresima: conversione. Questo passaggio - che è conversione, cioè ritorno verso noi stessi - è un metterci in cammino dall’io a Dio, dal peccato alla grazia, da me agli altri, dall’egoismo alla condivisione.
Se entreremo in questa prospettiva coraggiosa, mettendoci in stato di decisione e di conversione davanti a Dio, noi faremo davvero la Pasqua con Cristo. I riti non saranno più solo riti, ma diventeranno realtà viventi, segni e fonti di grazia e ci verrà da esclamare: “È la Pasqua del Signore!”
Anche a noi il “Maestro e Signore”, dice: “farò la Pasqua da te”; ma affinché ciò accada, siamo chiamati a fare della nostra vita una stanza dove il Signore possa sedersi a mensa con noi e donarsi. Chiede a ciascuno di noi qualcosa di molto semplice, ma allo stesso tempo di molto costoso perché ci sta chiedendo accoglienza. Ci manda a dire se siamo disponibili ad offrirgli ospitalità in “casa”, cioè nella nostra vita, accoglienza nella stanza del nostro cuore. E non importa quanto sia grande o in ordine la nostra casa, non importa nemmeno se ne siamo degni, se ne siamo o meno pronti. Poco importa se è una stanza buia o sporca, o se non l’abbiamo addobbata come sarebbe convenuto.
Ciò che conta è la volontà ed il desiderio di fargli spazio perché questa casa - la nostra vita - seppur piena di crepe e scalcinata, diventi Cenacolo, luogo del Suo dono, luogo della Sua presenza, piccola Chiesa perché «Dio abita dove lo facciamo entrare». È solo accogliendo il dono della Pasqua, ossia il dono di un’immensa Vita che si riversa sulle nostre fragili esistenze con il gusto dell’incontro, dell’amicizia e della condivisione, che tutti possiamo diventare portatori di uno sguardo nuovo sul mondo, che finalmente risulti capace di riconoscere e attestare i vari segnali di novità presenti nella storia che è stata redenta dall'Amore Crocifisso.
Concedetemi ora un pensiero per i giovani, per tutti i giovani, ma in modo speciale per quelli che dalle nostre Diocesi, partiranno per Lisbona, il prossimo agosto, per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Cari ragazzi, l’icona biblica che vi sta accompagnando in questo cammino è quella della Vergine di Nazareth, madre amorevole la quale, subito dopo l’annunciazione, «si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39) dalla cugina Elisabetta, per aiutarla, per condividere con lei la gioia di una nuova vita che stava per nascere.
Il verbo “alzarsi” ha una connotazione squisitamente pasquale: è un’espressione che assume anche il significato di “risorgere”, di “risvegliarsi alla vita”. Ecco, la Pasqua è il segno autentico della Vita nuova, è la primavera dell’esistenza. Quindi per “fare Pasqua”, bisogna mettersi in moto, andare a cercare la vita, la pace, la bellezza. Bisogna anche lasciarsi stupire dall’impensabile, dall’inatteso, dal sorprendente e riconoscere che era tutto ciò che nel profondo sognavi.
Cari giovani, in questo tempo così difficile, segnato da avvenimenti drammatici e dalla violenza della guerra che costringe tanti a scappare con ogni mezzo da luoghi segnati dalla morte e in cui è negata la libertà, è importante allora non lasciarsi rubare il sogno di un futuro possibile e di un mondo nuovo. Non lasciatevi intrappolare dalle reti dell’individualismo, dell’indifferenza e dell’egoismo, ma alzatevi, risvegliatevi e andate incontro agli altri con l’entusiasmo che vi contraddistingue.
Sappiate accogliere la Vita portata nel mondo da Cristo Risorto, che ieri come oggi, è qui per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga. E in un mondo che non racconta più la speranza, siate capaci di seminare nella storia attraverso la vostra testimonianza gesti di vita efficaci e gioiosi per offrire il vostro contributo a far germogliare il seme nuovo di quella speranza che caratterizza la vostra naturale apertura alla verità, alla giustizia, alla solidarietà, alla pace. Con la vostra vita, possiate dire al mondo: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te”. Di cuore, benedico i vostri sogni e i vostri passi.
A tutti il mio più sincero augurio di una santa Pasqua, accompagnato dalla preghiera che offrirò al Signore per la pace del mondo e per le necessità che ognuno porta nel suo cuore.
Buona Pasqua a tutti!
(Mt 26,17-19)
Carissimi sorelle e fratelli,
le parole proclamate all’inizio della “grande settimana”, nel racconto della Passione dell’evangelista Matteo, hanno una forza evocativa talmente dirompente da renderci, in questo nostro itinerario di fede, contemporanei di Cristo. Esse ci fanno rivivere il Mistero pasquale del Signore Gesù, immettendovi la nostra storia e il nostro presente.
Fare Pasquasignifica per prima cosa celebrare un rito; infatti non possiamo prepararci alla Pasqua pensando di poter fare a meno di quei riti a cui Cristo ha legato la sua grazia e il frutto della sua Pasqua. Eppure, possiamo fare tutto ciò anche senza “fare Pasqua”, cioé possiamo partecipare ad un rito anche senza viverlo e senza lasciarcene trasformare.
Cosa si richiede allora per “fare Pasqua” in verità? Ci è richiesto di compiere un “passaggio”, non tanto un movimento da un posto all’altro, bensì un passaggio da un modo di vivere ad un altro. Il Vangelo ha una parola per esprimere tutto ciò ed è quella con cui abbiamo iniziato la nostra Quaresima: conversione. Questo passaggio - che è conversione, cioè ritorno verso noi stessi - è un metterci in cammino dall’io a Dio, dal peccato alla grazia, da me agli altri, dall’egoismo alla condivisione.
Se entreremo in questa prospettiva coraggiosa, mettendoci in stato di decisione e di conversione davanti a Dio, noi faremo davvero la Pasqua con Cristo. I riti non saranno più solo riti, ma diventeranno realtà viventi, segni e fonti di grazia e ci verrà da esclamare: “È la Pasqua del Signore!”
Anche a noi il “Maestro e Signore”, dice: “farò la Pasqua da te”; ma affinché ciò accada, siamo chiamati a fare della nostra vita una stanza dove il Signore possa sedersi a mensa con noi e donarsi. Chiede a ciascuno di noi qualcosa di molto semplice, ma allo stesso tempo di molto costoso perché ci sta chiedendo accoglienza. Ci manda a dire se siamo disponibili ad offrirgli ospitalità in “casa”, cioè nella nostra vita, accoglienza nella stanza del nostro cuore. E non importa quanto sia grande o in ordine la nostra casa, non importa nemmeno se ne siamo degni, se ne siamo o meno pronti. Poco importa se è una stanza buia o sporca, o se non l’abbiamo addobbata come sarebbe convenuto.
Ciò che conta è la volontà ed il desiderio di fargli spazio perché questa casa - la nostra vita - seppur piena di crepe e scalcinata, diventi Cenacolo, luogo del Suo dono, luogo della Sua presenza, piccola Chiesa perché «Dio abita dove lo facciamo entrare». È solo accogliendo il dono della Pasqua, ossia il dono di un’immensa Vita che si riversa sulle nostre fragili esistenze con il gusto dell’incontro, dell’amicizia e della condivisione, che tutti possiamo diventare portatori di uno sguardo nuovo sul mondo, che finalmente risulti capace di riconoscere e attestare i vari segnali di novità presenti nella storia che è stata redenta dall'Amore Crocifisso.
Concedetemi ora un pensiero per i giovani, per tutti i giovani, ma in modo speciale per quelli che dalle nostre Diocesi, partiranno per Lisbona, il prossimo agosto, per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Cari ragazzi, l’icona biblica che vi sta accompagnando in questo cammino è quella della Vergine di Nazareth, madre amorevole la quale, subito dopo l’annunciazione, «si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39) dalla cugina Elisabetta, per aiutarla, per condividere con lei la gioia di una nuova vita che stava per nascere.
Il verbo “alzarsi” ha una connotazione squisitamente pasquale: è un’espressione che assume anche il significato di “risorgere”, di “risvegliarsi alla vita”. Ecco, la Pasqua è il segno autentico della Vita nuova, è la primavera dell’esistenza. Quindi per “fare Pasqua”, bisogna mettersi in moto, andare a cercare la vita, la pace, la bellezza. Bisogna anche lasciarsi stupire dall’impensabile, dall’inatteso, dal sorprendente e riconoscere che era tutto ciò che nel profondo sognavi.
Cari giovani, in questo tempo così difficile, segnato da avvenimenti drammatici e dalla violenza della guerra che costringe tanti a scappare con ogni mezzo da luoghi segnati dalla morte e in cui è negata la libertà, è importante allora non lasciarsi rubare il sogno di un futuro possibile e di un mondo nuovo. Non lasciatevi intrappolare dalle reti dell’individualismo, dell’indifferenza e dell’egoismo, ma alzatevi, risvegliatevi e andate incontro agli altri con l’entusiasmo che vi contraddistingue.
Sappiate accogliere la Vita portata nel mondo da Cristo Risorto, che ieri come oggi, è qui per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga. E in un mondo che non racconta più la speranza, siate capaci di seminare nella storia attraverso la vostra testimonianza gesti di vita efficaci e gioiosi per offrire il vostro contributo a far germogliare il seme nuovo di quella speranza che caratterizza la vostra naturale apertura alla verità, alla giustizia, alla solidarietà, alla pace. Con la vostra vita, possiate dire al mondo: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te”. Di cuore, benedico i vostri sogni e i vostri passi.
A tutti il mio più sincero augurio di una santa Pasqua, accompagnato dalla preghiera che offrirò al Signore per la pace del mondo e per le necessità che ognuno porta nel suo cuore.
Buona Pasqua a tutti!
Il Vostro vescovo
+ Francesco
“Ad oggi, l’Intervalliva Tolentino-San Severino Marche risulta interamente finanziata come previsto originariamente”. Con una nota congiunta i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Pierpaolo Borroni e Simone Livi smentiscono il de finanziamento di 40 milioni a favore della bretella di Macerata.
“Regione Marche, provincia di Macerata e comuni di Tolentino e San Severino hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la progettazione e la realizzazione dell’intervento – si legge nella nota - La Quadrilatero ha presentato uno studio di fattibilità prevedendo un costo di € 98.300.000,00 completamente finanziati. A seguito del successivo addendum richiesto degli enti sottoscrittori causa aumento dei costi delle opere (caro materiali e energia) la Quadrilatero ha avviato un nuovo studio di fattibilità portando la cifra a € 190.750.000,00.
Cantierare il cantierabile
La norma che consente lo spostamento dei fondi su opere cantierabili, dando loro la precedenza rispetto a quelle che si trovano in una fase meno avanzata. è l’art 1 comma 873 della Legge di Stabilità del 2016.
Dietro formale richiesta trasmessa alla Regione Marche dalla Quadrilatero (nota prot. n. 0124922 del 03/02/2021), parte delle risorse disponibili per l’intervento in oggetto sono state impiegate per la copertura totale di altre 2 opere di interesse nazionale che si trovavano in una fase avanzata:
1) “Intervalliva di Macerata”
2) “Allaccio della S.S. 77 con la S.S. 16 a Civitanova Marche con realizzazione della rotatoria e del sottopasso Ferroviario”
Di queste opere sono già stati approvati i progetti definitivi e vedranno i lavori appaltati entro il 2023, mentre la realizzazione è prevista entro il 2025.
Le risorse spostate sarebbero poi state reintegrate al primo aggiornamento del Contratto di Programma utile.
Ma non è stato necessario, in quanto:
1) con Delibera CIPESS del 27 luglio 2021 (pubblicata in G.U. il 26 gennaio 2021 n. 256), sono stati subito riassegnati i 14.170.000,00 €;
2) gli ulteriori 26.000.000,00 €, oggetto di applicazione dell’art. 1 comma 873 della Legge di Stabilità 2016, invece, sono stati ripristinati.
Difatti, con Legge di Bilancio 2022, sono stati stanziati i fondi necessari al completamento dell’intervalliva di Macerata. L’anticipazione di cui trattasi è stata dunque reintegrata nel capitolo di provenienza volto a finanziare l’Intervalliva Tolentino-San Severino Marche.
L’approvazione del progetto definitivo, che avverrà dopo il parere del Consiglio Superiore dei LLPP e a seguito della chiusura della Procedura di VIA, si concluderà con la Conferenza di Servizi. Seguiranno la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera”.
“Regione Marche, provincia di Macerata e comuni di Tolentino e San Severino hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la progettazione e la realizzazione dell’intervento – si legge nella nota - La Quadrilatero ha presentato uno studio di fattibilità prevedendo un costo di € 98.300.000,00 completamente finanziati. A seguito del successivo addendum richiesto degli enti sottoscrittori causa aumento dei costi delle opere (caro materiali e energia) la Quadrilatero ha avviato un nuovo studio di fattibilità portando la cifra a € 190.750.000,00.
Cantierare il cantierabile
La norma che consente lo spostamento dei fondi su opere cantierabili, dando loro la precedenza rispetto a quelle che si trovano in una fase meno avanzata. è l’art 1 comma 873 della Legge di Stabilità del 2016.
Dietro formale richiesta trasmessa alla Regione Marche dalla Quadrilatero (nota prot. n. 0124922 del 03/02/2021), parte delle risorse disponibili per l’intervento in oggetto sono state impiegate per la copertura totale di altre 2 opere di interesse nazionale che si trovavano in una fase avanzata:
1) “Intervalliva di Macerata”
2) “Allaccio della S.S. 77 con la S.S. 16 a Civitanova Marche con realizzazione della rotatoria e del sottopasso Ferroviario”
Di queste opere sono già stati approvati i progetti definitivi e vedranno i lavori appaltati entro il 2023, mentre la realizzazione è prevista entro il 2025.
Le risorse spostate sarebbero poi state reintegrate al primo aggiornamento del Contratto di Programma utile.
Ma non è stato necessario, in quanto:
1) con Delibera CIPESS del 27 luglio 2021 (pubblicata in G.U. il 26 gennaio 2021 n. 256), sono stati subito riassegnati i 14.170.000,00 €;
2) gli ulteriori 26.000.000,00 €, oggetto di applicazione dell’art. 1 comma 873 della Legge di Stabilità 2016, invece, sono stati ripristinati.
Difatti, con Legge di Bilancio 2022, sono stati stanziati i fondi necessari al completamento dell’intervalliva di Macerata. L’anticipazione di cui trattasi è stata dunque reintegrata nel capitolo di provenienza volto a finanziare l’Intervalliva Tolentino-San Severino Marche.
L’approvazione del progetto definitivo, che avverrà dopo il parere del Consiglio Superiore dei LLPP e a seguito della chiusura della Procedura di VIA, si concluderà con la Conferenza di Servizi. Seguiranno la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera”.
Un imponente impianto eolico, con 12 aerogeneratori alti 200 metri ognuno e che interesserà a fine lavori un’area di 200 ettari, attualmente totalmente dedicata alla coesistenza di specie animali tipiche del territorio dell’entroterra maceratese. È il progetto, presentato da una Holding internazionale e che coinvolgerà una cospicua porzione di collina e montagna tra Caldarola e Camerino.
Per questo motivo il sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, insieme al vice Giorgio DI Tomassi, all’assessore Teresa Minnucci e ai Consiglieri di maggioranza e minoranza, hanno incontrato i sindaci di Serrapetrona, Camporotondo, Cessapalombo, Fiastra, Valfornace e Belforte del Chienti (per quest’ultimo era presente l’Assessore Mariella Migliorelli) e il Presidente del’Unione Montana dei Monti Azzurri, Ente da sempre impegnato nella tutela ambientale del territorio. Ad illustrare il piano è stato il responsabile dell’Ufficio Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune, Andrea Spinaci.
Unanime è stata la visione favorevole alla ricerca di energie alternative per sfruttare le fonti rinnovabili, tuttavia sono state evidenziate profonde lacune e criticità del progetto presentato, soprattutto valutando l'impatto ambientale che la sua attuazione comporterebbe, in un territorio come quello dell’entroterra maceratese ancora fortemente provato da tutte le vicissitudini negative degli ultimi anni, tra le quali in primis quella del sisma, che ancora è ben lungi dall'essere definitivamente risolta.
Sono stati così valutati tutti gli aspetti connessi all'opera, che appare in ogni caso sovradimensionata rispetto alle capacità ed alle caratteristiche del territorio.

I Comuni interessati, inoltre, dovrebbero affrontare anche considerevoli ed ulteriori disagi, perché per permettere agli ingombranti mezzi su gomma che dovranno trasportare i materiali occorrenti alla realizzazione dell'impianto, dovrebbero essere create nuove strade, espropriati terreni privati e realizzata una nuova viabilità per far circolare più di 6500 autoarticolati per rimuovere, verso una destinazione non specificata, circa 65 milioni di metri cubi di materiale di risulta, con tutto quanto ne conseguirebbe in un territorio già alle prese con i numerosi cantieri della ricostruzione.
Da ultimo è stata sottolineata la posizione espressa dalla Corte Costituzionale nel 2010 e dalle linee guida di settore, che non attribuiscono ai Comuni alcun potere diretto e/ o diritti di sorta neanche in relazione alle opere compensative, così che le popolazioni interessate dall'intervento non beneficerebbero di nessuna forma di ristoro, neanche indiretto, a fronte della realizzazione di un'opera così impattante.
Al termine dell’incontro, i Sindaci hanno unanimemente deciso di richiedere ulteriori approfondimenti e valutazioni, proponendosi anche una sollecita e diretta interlocuzione specifica con la Regione Marche, soggetto deputato all'eventuale concessione dell'autorizzazione, al fine di rappresentare dettagliatamente tutte le perplessità e le criticità.
Per questo motivo il sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, insieme al vice Giorgio DI Tomassi, all’assessore Teresa Minnucci e ai Consiglieri di maggioranza e minoranza, hanno incontrato i sindaci di Serrapetrona, Camporotondo, Cessapalombo, Fiastra, Valfornace e Belforte del Chienti (per quest’ultimo era presente l’Assessore Mariella Migliorelli) e il Presidente del’Unione Montana dei Monti Azzurri, Ente da sempre impegnato nella tutela ambientale del territorio. Ad illustrare il piano è stato il responsabile dell’Ufficio Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune, Andrea Spinaci.
Unanime è stata la visione favorevole alla ricerca di energie alternative per sfruttare le fonti rinnovabili, tuttavia sono state evidenziate profonde lacune e criticità del progetto presentato, soprattutto valutando l'impatto ambientale che la sua attuazione comporterebbe, in un territorio come quello dell’entroterra maceratese ancora fortemente provato da tutte le vicissitudini negative degli ultimi anni, tra le quali in primis quella del sisma, che ancora è ben lungi dall'essere definitivamente risolta.
Sono stati così valutati tutti gli aspetti connessi all'opera, che appare in ogni caso sovradimensionata rispetto alle capacità ed alle caratteristiche del territorio.

I Comuni interessati, inoltre, dovrebbero affrontare anche considerevoli ed ulteriori disagi, perché per permettere agli ingombranti mezzi su gomma che dovranno trasportare i materiali occorrenti alla realizzazione dell'impianto, dovrebbero essere create nuove strade, espropriati terreni privati e realizzata una nuova viabilità per far circolare più di 6500 autoarticolati per rimuovere, verso una destinazione non specificata, circa 65 milioni di metri cubi di materiale di risulta, con tutto quanto ne conseguirebbe in un territorio già alle prese con i numerosi cantieri della ricostruzione.
Da ultimo è stata sottolineata la posizione espressa dalla Corte Costituzionale nel 2010 e dalle linee guida di settore, che non attribuiscono ai Comuni alcun potere diretto e/ o diritti di sorta neanche in relazione alle opere compensative, così che le popolazioni interessate dall'intervento non beneficerebbero di nessuna forma di ristoro, neanche indiretto, a fronte della realizzazione di un'opera così impattante.
Al termine dell’incontro, i Sindaci hanno unanimemente deciso di richiedere ulteriori approfondimenti e valutazioni, proponendosi anche una sollecita e diretta interlocuzione specifica con la Regione Marche, soggetto deputato all'eventuale concessione dell'autorizzazione, al fine di rappresentare dettagliatamente tutte le perplessità e le criticità.
Tre professionisti dell'entroterra, nello staff della Presidenza del Consiglio regionale
04 Apr 2023
«Accolgo con grande piacere e soddisfazione la decisione del presidente del Consiglio regionale delle Marche, avv. Dino Latini, che ha arricchito il suo staff con tre profili di alta competenza, espressione di quell’entroterra maceratese troppo spesso rimasto relegato dalla politica a ruoli marginali».
Così, il vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui nell'annunciare l'ingresso nel Gabinetto della presidenza del consiglio di Marcello Maccari, quale “Esperto sulla tutela del territorio, della previsione del rischio idrogeologico e della ricostruzione sisma”, di Alessandro Paoloni, quale “esperto in materia sanitaria”;di Palo Salvi, quale “Esperto dello sviluppo delle imprese in ambito finanziario”.
«Ringrazio tutti e tre - commenta Pasqui- per aver accettato un incarico prestigioso che svolgeranno a titolo completamente gratuito».
Così, il vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui nell'annunciare l'ingresso nel Gabinetto della presidenza del consiglio di Marcello Maccari, quale “Esperto sulla tutela del territorio, della previsione del rischio idrogeologico e della ricostruzione sisma”, di Alessandro Paoloni, quale “esperto in materia sanitaria”;di Palo Salvi, quale “Esperto dello sviluppo delle imprese in ambito finanziario”.
«Ringrazio tutti e tre - commenta Pasqui- per aver accettato un incarico prestigioso che svolgeranno a titolo completamente gratuito».
Sull’intervalliva San Severino-Tolentino è tornata a parlare anche la minoranza consiliare targata San Severino Futura. Francesco Borioni e Alessandra Aronne hanno diramato una nota stampa in cui denunciano il «temporaneo definanziamento da oltre 40 milioni di euro per la realizzazione dell’opera», a loro avviso passato completamente sottotraccia.
Stando alla Gazzetta ufficiale dello scorso 16 marzo, infatti, il Cipess ha deliberato lo spostamento di una parte dei fondi destinati all’intervalliva San Severino-Tolentino, assegnandoli alla bretella via Mattei-La Pieve a Macerata. Questo per motivi legati alle tempistiche. L’intervalliva maceratese è in fase più avanzata rispetto a quella settempedana, per la quale invece «non è prevista la cantierabilità a breve scadenza». È per questo che gli enti preposti hanno deciso di dirottare le risorse economiche, così come legittimato dalla legge di stabilità del 2016.
San Severino Futura però non ci sta. Non è piaciuto, in particolare, il fatto che le delibere del Cipess non siano state rese note e discusse all’interno del tavolo istituzionale di settimana scorsa. «Nel corso dell’incontro tra le amministrazioni comunali e i soggetti coinvolti nella progettazione e realizzazione dell’opera non c’è stato accenno alla delibera del Cipess che ha dirottato i finanziamenti destinandoli all’intervalliva via Mattei-La Pieve, a Macerata – sostengono da San Severino Futura –. La nostra città continua a perdere pezzi e forse c'è da chiedersi se è tramontata definitivamente l'opportunità regina di sviluppo e crescita per la nostra città. Al momento non possiamo fare altro che considerare vano l’impegno profuso da più forze politiche nel reperire i finanziamenti e nell’elaborare un tracciato funzionale e sostenibile dell’asse viario. Perdiamo le premesse di sviluppo collegate a questo progetto, determinante per le imprese produttive locali, per il turismo, per restare collegati al resto del mondo».
«È la sorpresa nell’uovo di Pasqua che il sindaco Piermattei ha donato ai suoi elettori – rilanciano Borioni e Aronne –. Che al vertice non sapessero del definanziamento? Perché non parlarne? A pensar male verrebbe da ipotizzare che questo tema sia stato trattato, ma che i nostri amministratori si siano ben guardati dall’informare la comunità di quanto sta accadendo. L’alternativa a questo scenario sarebbe anche peggiore, perché vorrebbe significare che sindaco e amministratori non sono a conoscenza del fatto, che non è coperto da segretezza visto che è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Ad ogni modo il panorama politico istituzionale descritto ,in entrambi i casi è desolante, mentre i nostri amministratori dimostrano ancora una volta mancanza di autorevolezza e rilievo istituzionale. L’unica domanda da farsi a questo punto è: “Come e quando saranno ripristinati gli oltre 40 milioni di fondi sottratti all'Intervalliva Tolentino-San Severino?”. Probabilmente mai più. Rischiamo che un altro sogno nel cassetto della nostra San Severino resti chiuso nel cassetto».
Stando alla Gazzetta ufficiale dello scorso 16 marzo, infatti, il Cipess ha deliberato lo spostamento di una parte dei fondi destinati all’intervalliva San Severino-Tolentino, assegnandoli alla bretella via Mattei-La Pieve a Macerata. Questo per motivi legati alle tempistiche. L’intervalliva maceratese è in fase più avanzata rispetto a quella settempedana, per la quale invece «non è prevista la cantierabilità a breve scadenza». È per questo che gli enti preposti hanno deciso di dirottare le risorse economiche, così come legittimato dalla legge di stabilità del 2016.
San Severino Futura però non ci sta. Non è piaciuto, in particolare, il fatto che le delibere del Cipess non siano state rese note e discusse all’interno del tavolo istituzionale di settimana scorsa. «Nel corso dell’incontro tra le amministrazioni comunali e i soggetti coinvolti nella progettazione e realizzazione dell’opera non c’è stato accenno alla delibera del Cipess che ha dirottato i finanziamenti destinandoli all’intervalliva via Mattei-La Pieve, a Macerata – sostengono da San Severino Futura –. La nostra città continua a perdere pezzi e forse c'è da chiedersi se è tramontata definitivamente l'opportunità regina di sviluppo e crescita per la nostra città. Al momento non possiamo fare altro che considerare vano l’impegno profuso da più forze politiche nel reperire i finanziamenti e nell’elaborare un tracciato funzionale e sostenibile dell’asse viario. Perdiamo le premesse di sviluppo collegate a questo progetto, determinante per le imprese produttive locali, per il turismo, per restare collegati al resto del mondo».
«È la sorpresa nell’uovo di Pasqua che il sindaco Piermattei ha donato ai suoi elettori – rilanciano Borioni e Aronne –. Che al vertice non sapessero del definanziamento? Perché non parlarne? A pensar male verrebbe da ipotizzare che questo tema sia stato trattato, ma che i nostri amministratori si siano ben guardati dall’informare la comunità di quanto sta accadendo. L’alternativa a questo scenario sarebbe anche peggiore, perché vorrebbe significare che sindaco e amministratori non sono a conoscenza del fatto, che non è coperto da segretezza visto che è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Ad ogni modo il panorama politico istituzionale descritto ,in entrambi i casi è desolante, mentre i nostri amministratori dimostrano ancora una volta mancanza di autorevolezza e rilievo istituzionale. L’unica domanda da farsi a questo punto è: “Come e quando saranno ripristinati gli oltre 40 milioni di fondi sottratti all'Intervalliva Tolentino-San Severino?”. Probabilmente mai più. Rischiamo che un altro sogno nel cassetto della nostra San Severino resti chiuso nel cassetto».
"Racconta Caldarola", la prima mappa di comunità realizzata dagli alunni dell'istituto De Magistris
03 Apr 2023
«Noi bambini di quarta elementare abbiamo capito che la nostra piazza è il risultato di eventi, sentimenti vissuti e relazioni. Non vogliamo perdere il nostro passato, anzi partendo da esso cercheremo di costruire un futuro migliore per tutti». Nelle parole conclusive dei ragazzi c’è tutto il significato e il senso della “Prima mappa di comunità per Caldarola”, un lavoro, eseguito dagli studenti della classe quarta dell’istituto comprensivo Simone De Magistris, presentato all’auditorium della scuola alla presenza, tra gli altri, del sindaco Luca Giuseppetti, dell’assessore Teresa Minnucci, del presidente provinciale Anpi Francesco Rocchetti, di Marco Moroni, già presidente del Centro studi Acli Marche e referente dei “cantieri mobili di storia”, il progetto itinerante tra passato e presente nei paesi del dopo sisma ideato con l’intento di conservare l’identità e la storia dei paesi colpiti dal terremoto.
È stata la piazza Vittorio Emanuele II, cuore pulsante fino al drammatico sisma del 2016 del paese dei cardinali Pallotta, il centro di questa prima mappa di comunità realizzata dai più giovani.
«Si è trattato dell’epilogo di un percorso che parte da lontano, dalla collaborazione con i cantieri mobili di storia, l’amministrazione comunale, l’Anpi di Caldarola e che ha visto l’impegno, come progetto pilota, dei ragazzi che lo scorso anno frequentavano la classe terza – precisa la dirigente scolastica dell’istituto De Magistris Fabiola Scagnetti – I ragazzi sono partiti dai luoghi del cuore che conoscevano, incontrando poi a scuola, grazie anche all’impegno fattivo di Armando Machella, il mondo degli adulti. Dal confronto tra diversi generazioni è subito emersa la diversità dei rispettivi luoghi del cuore, dal momento che il terremoto aveva interrotto questa continuità con la conseguenza che alcuni luoghi come la piazza, il teatro, il castello, luoghi del cuore per intere generazioni di caldarolesi non lo erano più per loro. Così le maestre hanno iniziato a lavorare sulla relazione esistente tra i bambini e gli adulti con in mezzo il loro paese, Caldarola. Attraverso questo confronto i ragazzi hanno scoperto un paese che non conoscevano e attraverso racconti, personaggi, aneddoti, foto ingiallite dal tempo è sorta questa prima mappa che ha come protagonista la piazza».
Una mappa fisica creata dagli alunni su un cartellone e che è stata presentata nella forma di un piccolo momento di spettacolo e racconto in cui è stato fatto rivivere il centro storico attraverso la rievocazione delle partite di tamburello che si disputavano in piazza nelle domeniche di austerity negli anni ’70 del secolo scorso, attraverso testimonianze sulle confraternite che animavano le processioni durante l’anno, senza tralasciare la fiorente scuola dei mastri vasari di cui Caldarola era il fulcro.
Una giornata che ha emozionato ragazzi e genitori nel riscoprire le origini e la storia del paese e che ha fatto parlare addirittura di «un momento di Costituzione incarnata» il presidente provinciale dell’Anpi. «Ho utilizzato questa espressione – così il presidente Rocchetti – perché tra i valori fondamentali della nostra Costituzione c’è sicuramente la partecipazione e la condivisione dei percorsi, dell’identità e soprattutto dei progetti del futuro. Proprio quello che si è verificato nella costruzione di questa mappa, frutto di continui incontri e dialoghi intergenerazionali, con un ascolto reciproco anche dei più piccoli che hanno avuto modo di esprimere i loro desideri e i loro progetti perché la piazza sia ancora un luogo del cuore».
«Un primo passo che rappresenta il perfetto connubio tra passato, presente e futuro – le parole del sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti – Attraverso questo progetto i giovani, chiamati a vivere il futuro di questi nostri luoghi, hanno scoperto il patrimonio di storia, cultura, tradizioni lasciato dai nostri avi, rappresentando anche quelli che sono i loro progetti nella piazza del futuro».

Una mappa fisica creata dagli alunni su un cartellone e che è stata presentata nella forma di un piccolo momento di spettacolo e racconto in cui è stato fatto rivivere il centro storico attraverso la rievocazione delle partite di tamburello che si disputavano in piazza nelle domeniche di austerity negli anni ’70 del secolo scorso, attraverso testimonianze sulle confraternite che animavano le processioni durante l’anno, senza tralasciare la fiorente scuola dei mastri vasari di cui Caldarola era il fulcro.
Una giornata che ha emozionato ragazzi e genitori nel riscoprire le origini e la storia del paese e che ha fatto parlare addirittura di «un momento di Costituzione incarnata» il presidente provinciale dell’Anpi. «Ho utilizzato questa espressione – così il presidente Rocchetti – perché tra i valori fondamentali della nostra Costituzione c’è sicuramente la partecipazione e la condivisione dei percorsi, dell’identità e soprattutto dei progetti del futuro. Proprio quello che si è verificato nella costruzione di questa mappa, frutto di continui incontri e dialoghi intergenerazionali, con un ascolto reciproco anche dei più piccoli che hanno avuto modo di esprimere i loro desideri e i loro progetti perché la piazza sia ancora un luogo del cuore».
«Un primo passo che rappresenta il perfetto connubio tra passato, presente e futuro – le parole del sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti – Attraverso questo progetto i giovani, chiamati a vivere il futuro di questi nostri luoghi, hanno scoperto il patrimonio di storia, cultura, tradizioni lasciato dai nostri avi, rappresentando anche quelli che sono i loro progetti nella piazza del futuro».

Scialpinista precipita in un canalone sulle vette di Bolognola, trasportato in elicottero a Torrette
01 Apr 2023
Ha rischiato di trasformarsi in tragedia l’escursione di scialpinismo che un quarantacinquenne maceratese stava effettuando sulle montagne di Bolognola, nella zona di Monterotondo in località Val di Tela.
Per cause in corso di accertamento l’uomo è precipitato in un canalone scivolando per alcune decine di metri. Fortunatamente la neve fresca ha attutito l'impatto, evitando il peggio.
Allertati i soccorsi da uno sciatore che ha assistito da lontano alla scena dell'incidente, sul posto sono giunti i vigili del fuoco, personale del soccorso alpino e i sanitari del 118.
In volo anche l’eliambulanza per il trasporto del ferito, che ha riportato traumi alla schiena e alle gambe con diverse fratture, all’ospedale regionale di Torrette.
Per cause in corso di accertamento l’uomo è precipitato in un canalone scivolando per alcune decine di metri. Fortunatamente la neve fresca ha attutito l'impatto, evitando il peggio.
Allertati i soccorsi da uno sciatore che ha assistito da lontano alla scena dell'incidente, sul posto sono giunti i vigili del fuoco, personale del soccorso alpino e i sanitari del 118.
In volo anche l’eliambulanza per il trasporto del ferito, che ha riportato traumi alla schiena e alle gambe con diverse fratture, all’ospedale regionale di Torrette.
Tredici uomini di nazionalità egiziana, tutti impiegati nel settore edile, sono finiti nei guai per l'ipotesi di reato di rissa aggravata in relazione alla maxi baruffa verificatasi nel pomeriggio dello scorso 17 marzo a Mogliano.
Imilitari della locale stazione hanno svolto una serata attività info investigativa al termine della quale hanno deferito in stato di libertà i tredici operai; in particolare, attraverso la minuziosa analisi di tutti i filmati raccolti, sia di quelli acquisiti da alcuni testimoni oculari, sia quelli estrapolati dall'impianto pubblico di videosorveglianza gli uomini dell'Arma sono potuti risalire all'identità di alcuni partecipanti alla rissa abitanti nel comune di Mogliano nonché acquisito anche elementi utili per rintracciare e identificare altri correi domiciliati a Macerata e sempre appartenenti al gruppo contendente.
Tutte le persone denunciate sono operai, alcuni soci titolari, altri dipendenti lavoranti di due distinte ditte edili, operanti nel maceratese.
I carabinieri hanno accertato che la rissa è scaturita per futili motivi, legati a pregresse diatribe sorte tra le due ditte e poi sfociate in una accesa concorrenza per la gestione di alcune aree di lavoro.
C.C.
Imilitari della locale stazione hanno svolto una serata attività info investigativa al termine della quale hanno deferito in stato di libertà i tredici operai; in particolare, attraverso la minuziosa analisi di tutti i filmati raccolti, sia di quelli acquisiti da alcuni testimoni oculari, sia quelli estrapolati dall'impianto pubblico di videosorveglianza gli uomini dell'Arma sono potuti risalire all'identità di alcuni partecipanti alla rissa abitanti nel comune di Mogliano nonché acquisito anche elementi utili per rintracciare e identificare altri correi domiciliati a Macerata e sempre appartenenti al gruppo contendente.
Tutte le persone denunciate sono operai, alcuni soci titolari, altri dipendenti lavoranti di due distinte ditte edili, operanti nel maceratese.
I carabinieri hanno accertato che la rissa è scaturita per futili motivi, legati a pregresse diatribe sorte tra le due ditte e poi sfociate in una accesa concorrenza per la gestione di alcune aree di lavoro.
C.C.
Un arresto e 13 denunce sono il bilancio delle operazioni di controllo del territorio eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Macerata.
A Treia i militari della locale stazione hanno arrestato un uomo di 56 anni per violazione del divieto di avvicinamento alla sua ex compagna e ai luoghi da essa frequentati. Nel corso dell'intervento dei militari l'uomo ha anche tentato di aggredirli e per questo dovrà rispondere anche del reato di resistenza a pubblico ufficiale.
Inoltre i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, al termine di una lunga attività di indagine, hanno denunciato 3 cittadini albanesi, residenti in provincia di Pescara, ritenuti essere gli autori di due furti in villa commessi lo scorso anno a Macerata e a Belforte del Chienti che avevano fruttato ai malviventi un bottino in oro e gioielli del valore complessivo di circa 8mila euro.
A Treia i militari della locale stazione hanno arrestato un uomo di 56 anni per violazione del divieto di avvicinamento alla sua ex compagna e ai luoghi da essa frequentati. Nel corso dell'intervento dei militari l'uomo ha anche tentato di aggredirli e per questo dovrà rispondere anche del reato di resistenza a pubblico ufficiale.
Inoltre i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, al termine di una lunga attività di indagine, hanno denunciato 3 cittadini albanesi, residenti in provincia di Pescara, ritenuti essere gli autori di due furti in villa commessi lo scorso anno a Macerata e a Belforte del Chienti che avevano fruttato ai malviventi un bottino in oro e gioielli del valore complessivo di circa 8mila euro.
