Stava segando una pianta con una motosega quando un ramo si è staccato e gli è caduto in testa. Contestualmente si è ferito anche alla gamba con l’attrezzo da lavoro.
È successo questa mattina dopo mezzogiorno a San Severino, in una via perpendicolare a viale Europa. Protagonista dell’incidente è S.S., classe 1932: stava potando una pianta quando un ramo si è staccato cadendogli addosso. Questo gli ha provocato un trauma cranico ma, nella caduta, la motosega gli è sfuggita di mano e gli ha provocato una ferita alla gamba.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118 che hanno trasportato l’anziano a Torrette di Ancona in eliambulanza per il trauma cranico riportato e una frattura alla gamba. Per i rilievi sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione.
g.g.
(Immagine d’archivio)
“Diadema”: conclusa l’indagine così denominata con un denunciato e tre uomini in manette. Gestivano un’attività di spaccio nell’entroterra maceratese. Protagonisti dell’operazione sono di nuovo i carabinieri della compagnia di Camerino guidati dal capitano Roberto Nicola Cara più di 600 le cessioni di spaccio per un volume d’affari di 70.000 €. I territori interessati erano quelli di Camerino, Matelica e Fiuminata.
L’importante attività si è chiusa alle prime ore di questa mattina ed è stata denominata “Diadema” poiché posta in continuità con il progetto investigativo condotto dalla compagnia nell’ambito della lotta allo spaccio di sostanza stupefacente nei territori dell’entroterra maceratese. L’attività di indagine si è conclusa con l’esecuzione di tre ordinanze cautelari (arresti domiciliari) emesse dal giudice per le indagini preliminari e con una denuncia a piede libero. Contestualmente sono state anche eseguite quattro perquisizioni personali e domiciliari. Grazie alla raccolta e all’analisi sistematica degli indicatori di rischio generati dal fenomeno dello spaccio, sin dal mese di marzo dello scorso anno, è stata avviata un’efficace attività informativa a seguito della quale è stato poi possibile identificare in Ciro Pianese di origini napoletane e residente a Matelica (150 cessioni per un valore di 20.000 €), Libero Campana nato a Fabriano e di origini pugliesi (quasi 300 cessioni per un valore di 31 mila euro) e Alessandro Campoli, napoletano e residente a Matelica (120 cessioni per un valore di 14.000 €) i principali attori del fenomeno criminogeno sulle piazze di Matelica Castelraimondo e Camerino. Alle prime attività di indagine di carattere tradizionale sono seguite, a partire da luglio, ulteriori iniziative investigative anche di tipo tecnico come ad esempio l’analisi del traffico telefonico e delle celle. Queste hanno consentito di rafforzare il quadro indiziario sul conto dei predetti soggetti e fornire anche ulteriori elementi di reità a carico di altri. Trenta gli uomini dell'Arma e oltre 10 mezzi impiegati dalle due di notte fino alla mattinata odierna per concludere l'operazione Diadema.
È stato accertato un volume d’affari pari a circa 70.000 € nell’arco di un anno e mezzo e uno dei soggetti arrestati è stato trovato questa mattina in possesso di 61 g di marijuana e materiale utile al confezionamento dello stesso. Nel corso delle operazioni sono stati anche denunciati S.M. per aver avuto un ruolo marginale nell’attività di spaccio investigata e, diversi soggetti del maceratese verranno segnalati all’autorità amministrativa come assuntori di sostanze stupefacenti. Un sodalizio scaltro e molto ben organizzato, a detta del maresciallo Nicola Pagano comandante Carabinieri Fiuminata, che si è riusciti a sradicare e che probabilmente si stava anche allargando e sul quale verranno svolti anche ulteriori sviluppi investigativi che potrebbero portare a collegamenti con la regione campana. Approfittavano anche di un esercizio commerciale che recapita alimenti a domicilio per poter raggiungere facilmente i loro clienti. Lo ha definito un forte segnale per il territorio di riferimento, costituito da piccoli centri, il capitano Roberto Nicola Cara.
" Quello della droga è un problema sociale che c'è sempre stato - ha detto- ; è un fenomeno economico e continuerà ad esserci finchè ci sarà domanda ma, se in due settimane siamo riusciti a togliere dalla piazza 6 spacciatori tra Matelica e Castelraimondo, possiamo dire che è sicuramente un segnale forte per tutto il territorio".
Nella foto il capitano Roberto Cara e il comandante Carabinieri Fiuminata Nicola Pagano
Cassarà, Trapassi e Bartolotta: in loro memoria un viale e un piazzale a Tolentino. FOTO
29 Set 2018“Abbiamo il dovere di far capire ai giovani che il lavoro si trova nella legalità e che la mafia è parte attiva dove c’è disagio sociale. Dobbiamo dimostrare con forza e determinazione che tutti insieme siamo forti”.
Con queste parole il Sottosegretario del Ministero all’Interno Stefano Candiani si è rivolto ai presenti, oggi pomeriggio, alla manifestazione per l’intitolazione di un viale e un largo in zona Pace, a Tolentino, alle vittime della mafia e in particolare al vice questore di Polizia Antonio Cassarà e i Carabinieri, Maresciallo Mario Trapassi e l’Appuntato Salvatore Bartolotta. Per l’occasione, presenti i vertici provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia, il prefetto Iolanda Rolli e il Questore Antonio Pignataro, all’epoca collaboratore di Cassarà a Palermo quando fu ucciso dalla mafia, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Michele Roberti, alcuni familiari delle vittime e il vescovo Nazzareno Marconi.

“Quella di oggi - ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi rivolgendosi ai sindaci presenti - è una cerimonia che deve essere succo e spinta quotidiana del nostro lavoro. Con i bambini delle scuole abbiamo visto immagini di una barbarie senza precedenti. La mafia sembra più fiacca ma non è mai scomparsa da questo Paese ma anzi è disseminata sul territorio in zone in cui non erano presenti. Affinché il sacrificio di uomini come quelli che ricordiamo oggi non sia vano dobbiamo vegliare sulla democrazia e la libertà conquistata con le guerre. Senza coraggio non si va da nessuna parte - ha sottolineato - senza coraggio non si sconfigge la mafia. Dobbiamo tutti impegnarci, in un Paese che si tuo considerare civile, a sradicare questa piaga che è camuffata in tutti i livelli della nostra società”. Insomma, quella di oggi non è stata una inaugurazione qualsiasi ma dedicata a tutti coloro che tengono ai valori accennati da Pezzanesi.

Dal colonnello Roberti, una riflessione sul senso della giornata di oggi: “Questa nobile iniziativa vuole affermare un principio culturale, un forte senso civico. Questi spazi potranno diventare il posto in cui idealmente, ogni anno, ricordare le vittime della mafia, il loro sacrificio che ha contribuito all’affermazione dei valori fondanti di una comunità sana, quello della libertà, democrazia, giustizia e legalità. Oggi - ha aggiunto - ci ricordiamo anche che nulla di tutto ciò può essere dato per scontato. Dobbiamo conservarli quotidianamente e gelosamente e col trasferimento di azioni esemplari ai nostri giovani che rappresentano il futuro. Le targhe che oggi scopriamo parleranno ogni giorno, parleranno del loro modello di vita, del loro esempio. Ai giovani dico: sono questi i modelli che vi rendono uomini e donne migliori”.

Commosso il questore di Macerata Antonio Pignataro, che ha ringraziato il sindaco Pezzanesi per aver accolto l’idea di intitolare i nuovi spazi della città alle vittime della mafia.
“La nostra società non dovrebbe aver bisogno di eroi se ognuno facesse il proprio dovere. Il loro esempio deve seguire per indirizzare la nostra missione istituzionale improntata a spirito di servizio e senso di responsabilità. Il vice questore Cassarà - ha sottolineato - ha rappresentato per me una stella cometa che mi ha guidato, ancora giovanissimo, mi ha fatto crescere professionalmente, mi ha insegnato l’importanza di svolgere il nostro lavoro e rappresentare lo Stato con disciplina e onore. Sono morti consapevoli che il loro lavoro sarebbe stato un esempio e che avrebbe contribuito a dare convinzione che la giustizia non sia un’illusione ma una realtà. Quando un uomo muore, muore un mondo intero fatto di esperienze, sogni, speranze, gioie, amori e progetti futuri”.
g.g.









Colti in flagranza di reato due senegalesi che vendevano sostanze stupefacenti a minorenni. Questo è il risultato dell'operazione condotta ieri pomeriggio dai Carabinieri della Compagnia di Tolentino, guidati dal tenente Antonio Masciarelli. In seguito all'osservazione e al pedinamento nelle aree più a rischio della città, hanno colto sul fatto due senegalesi, M.I di 19 anni e D.A. di 23 anni.
I militari infatti hanno individuato, nel corso di giorni di appostamenti, i punti strategici da cui osservare l’area del parco “Isola d’Istria”, luogo di ritrovo frequentato soprattutto nelle ore pomeridiane da studenti nella gran parte dei casi di circa 18 anni, ed oggetto nelle ultime settimane di frequenti segnalazioni inerenti possibili episodi di devianza giovanile. E’ qui che è avvenuto lo “scambio” tra un gruppo di sei ragazzi tolentinati tra i 13 ed i 17 anni e due maggiorenni senegalesi, che in cambio di 25 Euro hanno venduto ad uno dei minori due dosi di hashish per un peso complessivo di 2 grammi. L’intervento dei Carabinieri è stato immediato, e per i due spacciatori, entrambi domiciliati a Tolentino, sono scattate le manette così come la perquisizione nelle rispettive abitazioni. Al loro interno sono stati rinvenuti ulteriori 150 grammi della stessa sostanza ceduta poco prima, nonché materiale vario per il confezionamento, un bilancino di precisione e denaro contante in banconote da piccolo taglio non riconducibile ad attività lavorativa svolta dai due.
I due pusher, su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Macerata, sono finiti agli arresti domiciliari in attesa di convalida della misura. I sei minori sono stati accompagnati presso gli uffici della Caserma di Tolentino, all’interno della quale sono stati sentiti in merito a quanto accaduto in presenza dei rispettivi genitori, opportunamente convocati e ad i quali i ragazzi sono stati poi riaffidati al termine delle operazioni. Dopo aver ammesso che lo stupefacente acquistato sarebbe stato fumato in gruppo, nei confronti dei sei, i militari, alla presenza dei genitori, hanno svolto un’azione moralizzatrice volta a far comprendere i rischi di natura penale e soprattutto fisica a cui vengono esposte le loro giovani vite con l’assunzione di tali sostanze. Rimane altissima l’attenzione dei Carabinieri, ed importanti risultano in tale settore i protocolli d’intesa stipulati tra l’Arma e il Ministero della Pubblica Istruzione, finalizzati a prevenire quanto più possibile, a partire dalle scuole, un fenomeno che purtroppo sempre più frequentemente vede coinvolti minori di un’età che va via via abbassandosi.
g.g.
Tentano furto al centro commerciale e si dileguano per i campi: arrestati dai carabinieri
29 Ago 2018Arrestati nella notte due italiani di 51 e 40 anni e un romeno 44enne.
La banda aveva tentato un furto al Centro Commerciale “La Rancia” di Tolentino, ma a far sfumare il colpo è stato l'allarme lanciato da una donna che ha udito rumori sospetti provenire dal tetto della struttura.
Avvisati i carabinieri di Tolentino, sono arrivati sul posto con una pattuglia.
I malviventi, sentendosi scoperti, sono fuggiti scendendo prima dal tetto tramite una scala antincendio posta sul retro, e successivamente dileguandosi nell’area vicina.
Sul posto sono arrivati altri equipaggi dell'Arma e dopo circa due ore, due dei tre malviventi sono usciti allo scoperto, tentando invano di forzare di corsa il dispositivo dell’Arma. Bloccati i primi due, le ricerche sono proseguite alla ricerca del terzo.
Nel frattempo sono arrivati anche i Vigili del Fuoco.
Il terzo della banda è stato trovato sdraiato prono a terra e ricoperto di fogliame, nel tentativo, anche stavolta vano, di mimetizzarsi tra la vegetazione. Sul tetto ed addosso agli arrestati hanno trovato numerosi arnesi atti allo scasso, tre passamontagna ed un dispositivo “jammer”, utilizzato per disturbare le frequenze radio, le comunicazioni e gli antifurti.
I tre arrestati, gravati da precedenti specifici, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza dell’Arma, in attesa di convalida e del conseguente rito direttissimo.
Giulia Sancricca
Le finestre aperte per il caldo e i ladri si introducono in casa. Non è cosa rara che ciò avvenga nel periodo estivo e questa volta è successo a San Severino, pochi giorni fa, intorno alle 20.
Marito e moglie, entrambi di 59 anni, erano in salotto a guardare la televisione, in un appartamento in viale Europa, quando la donna si è accorta di strani movimenti negli ambienti del reparto notte. Dei malviventi si erano introdotti in casa. Così ha strillato mettendoli in fuga da dove erano entrati. Questo però non ha impedito loro di trafugare alcuni oggetti in oro per un valore che si stima intorno ai 7mila euro.
La famiglia ha sporto denuncia alla locale stazione dei Carabinieri che indaga per identificare i malviventi.
g.g.
Aveva della cocaina in auto. Denunciato a piede libero un 19enne di Cingoli per detenzione di stupefacenti. Nella tarda serata di ieri l’attenzione dei militari della stazione di Cingoli, in servizio per repressione e prevenzione di reati, è stata catturata da un veicolo che si aggirava con fare sospetto. Così hanno proceduto ad un controllo. Alla guida c’era un 19enne residente a Cingoli. Ben nascosta all’interno del veicolo hanno trovato prima una piccola dose di cocaina e poi ulteriori 20 grammi della stessa sostanza suddivisi in piccole dosi insieme a un bilancino grammometrico. la droga è stata sequestrata e il giovane denunciato.
g.g.
Due immobili del Comune per i Carabinieri di San Severino.
È quanto ha stabilito l’amministrazione settempedana per sopperire, almeno in parte, ai disagi creati dalla parziale inabilità della locale caserma. Di questa possibilità il sindaco Rosa Piermattei aveva da tempo accennato, e l’aveva anche comunicata ai vertici dell’Arma, in modo tale da poter anche incrementare l’organico che ad oggi è sottodimensionato.
Il Comune metterà dunque a disposizione due alloggi in comodato d’uso gratuito, almeno per due anni. La concessione sarà poi rinnovabile qualora l’agibilità della caserma non sia ancora stata ripristinata. Era stata danneggiata a seguito delle scosse dell’ottobre 2016 e l’inagibilità riguarda i piani superiori dove si trovano gli alloggi dei militari. Il piano terra, dove sono presenti gli uffici, è rimasto agibile e utilizzato. I due alloggi che il Comune mette a disposizione si trovano in Vicolo San Lorenzo.
Questa decisione è motivata dal fatto che “i tempi di ricostruzione - si legge in una delibera di giunta - non sono compatibili con l’esigenza di garantire la presenza delle forze dell’ordine e la necessità di rafforzare l’organico, in considerazione dell’estensione del territorio, del numero di abitanti e di attività commerciali, artigianali e industriali nonché dei servizi pubblici, ed in vista anche delle numerose maestranze che arriveranno a San Severino con l’avvio della ricostruzione”.
g.g.
204 Annuale dell'Arma dei Carabinieri: l'encomio al Comando Provinciale e a tanti militari
05 Giu 2018L’encomio solenne collettivo al Comando Provinciale dei Carabinieri per l’attività conclusasi con l’arresto di Luca Traini dopo la sparatoria di Macerata. Il riconoscimento verrà consegnato al colonnello Michele Roberti, comandante provinciale. E ancora, encomio solenne individuale agli appuntati scelti Sergio Palmieri e Simone Fazzari della stazione di Pioraco per aver bloccato e tratto in arresto Luca Traini di fronte al Monumento dei Caduti di Macerata. I due riconoscimenti verranno consegnati oggi pomeriggio in Ancona, mentre questa mattina si è tenuta la festa del 204° anniversario dell’Arma presso il comando provinciale di Macerata, in via XX Settembre.

A dar voce all’intera manifestazione, il Capitano Giacomo De Carlini, comandante della Compagnia. Ad intonare l’inno di Mameli che ha accompagnato l’alzabandiera, i bambini della scuola "Gramsci Matteotti” di Porto Recanati, poi il tenente colonnello Walter Fava, comandante del reparto operativo di Macerata ha letto il messaggio del presidente della Repubblica. A seguire il maggiore Roberto D’Ortona, capo ufficio del comando provinciale ha dato lettura dell’ordine del giorno del comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri.

Poi, prima di passare al conferimento degli encomi ai militari della Provincia che nel corso dell’anno si sono distinti, il colonnello Roberti ha sottolineato il costante impegno dei 500 Carabinieri a lavoro in tutto il territorio maceratese: “Le 60 Stazioni Carabinieri (territoriali e forestali) dislocate su tutto il territorio della provincia rappresentano una risorsa operativa imprescindibile e lo testimoniano gli straordinari risultati che questi reparti hanno conseguito anche nell’ultimo anno: 43.481 servizi di controllo del territorio, 7.954 reati perseguiti (corrispondenti all’ 88% dei reati commessi o denunciati complessivamente sul territorio della provincia), 2.524 persone denunciate a piede libero e 200 arresti eseguiti. I risultati conseguiti in un anno di lavoro non possono essere compiutamente sintetizzati nei pochi minuti che mi sono concessi - ha aggiunto - ma sono ampiamente noti alla collettività. Molto si è reso possibile grazie ad una piena sinergia di intenti tra le diverse componenti della squadra Stato e che ha visto nel Prefetto, sul piano del coordinamento dell’azione preventiva, e nel Procuratore della Repubblica, sul piano della direzione e coordinamento dell’azione repressiva, registi attenti, lungimiranti ed efficaci”. La sicurezza, ha proseguito il colonnello Roberti, è un bene primario e prezioso che va perseguito con azioni sinergiche e l’attività delle Forze dell’ordine deve trovare corrispondenza in chi esercita i presidi sociali, culturali ed economici: “Dagli enti locali, agli istituti scolastici, al volontariato, alle associazioni di categoria, sino alla sorveglianza informale che ogni cittadino può esercitare, in un rapporto di utile collaborazione con le Forze di polizia. Per questo, la collaborazione inter istituzionale è divenuta, nel tempo, un aspetto fondamentale delle politiche di sicurezza”.

Oggi, ha osservato, il terremoto ha operato una radicale trasformazione del tessuto sociale, economico e politico e ha scardinato la tenuta psichica delle comunità “e dopo i fatti drammatici come quelli di Pamela Mastropietro e Luca Traini, con tutto ciò che ne è derivato, occorrerebbe annodare i fili del passato a quelli del presente, a partire da quella che è l’essenza della missione dei Carabinieri: essere al servizio degli altri. Ed infatti, è proprio questo il comune denominatore che lega il sindaco, il parroco, gli educatori e il Comandante della Stazione dei Carabinieri in una preziosa complementarietà, tutti orientati al bene comune, riferimento sicuro e affidabile per i cittadini. Bisogna partire da questo modulo per ricostruire un senso di serena convivenza civile”. In tal senso, importanti sono le attività di sensibilizzazione dei giovani, i progetti di controllo del vicinato e di videosorveglianza, nonché quelli finalizzati alla lotta alle droghe. “Mi rivolgo ai Carabinieri della Provincia - ha concluso - ricordando loro che solo rimanendo fedeli alla nostra missione che è proteggere, ascoltare, suggerire, informare, offrire una presenza vigile e rassicurante attraverso il contatto quotidiano con la gente con l’obiettivo di penetrare il territorio, otterremo un ritorno positivo in termini di collaborazione da parte della collettività, solo così continueremo a meritare l’appellativo di Benemerita del Paese”.
Durante la cerimonia a Roma invece, sarà premiato a livello nazionale il Comandante della Stazione di Castelsantangelo Sul Nera, il maggiore Roberto Perucci, per la generosa attivitàdi assistenza alla popolazione ferita dal sisma. Si tratta di un riconoscimento carico di significati per l’importante ruolo svolto dalle Stazioni Carabinieri che, capillarmente diffuse sul territorio nazionale, costituiscono presidi di sicurezza e legalità e luoghi di ascolto, accoglienza e rassicurazione, partecipando attivamente alle dinamiche sociali e al dialogo con la comunità. Un rapporto che spesso travalica le problematiche inerenti la sicurezza e la legalità sfociando in esigenze legate al vivere quotidiano.
I RICONOSCIMENTI - Encomio solenne agli appuntati scelti Sergio Palmieri e Simone Fazzari, della stazione di Pioraco, per la cattura e l’arresto di Luca Traini, premiati dal Prefetto Roberta Preziotti.

Encomi semplici: all’appuntato scelto Vincenzo Ierardi, del nucleo investigativo del reparto operativo di Macerata per il contributo in una importante attività di indagine nei confronti di un sodalizio criminale responsabile di numerosi furti presso Bancomat e distributori di Carburante.
Al capitano Roberto Nicola Cara, comandante della Compagnia di Camerino. Il riconoscimento è stato concesso dal comandante Legione Emilia Romagna per il lavoro svolto al comando del nucleo operativo radiomobile di Bologna, per l’intuito investigativo evidenziato e l’elevata professionalità e per aver disarticolato un sodalizio criminale dedito al furto e alla ricettazione di mezzi agricoli.
Al luogotenente Bartolomeo Filannino, comandante della stazione di Civitanova, al maggiore Giulio Scarponi, al brigadiere capo Donato Antonio Michitti, agli appuntati scelti Vincenzo Ierardi e Francesco Paolo Pacifico, addetti al nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Macerata. A loro il riconoscimento per aver fornito determinante contributo ad una articolata attività di indagine nei confronti di due pregiudicati autori di atti persecutori ai danni di una donna e dell’incendio di quattro auto.
Al luogotenente Domenico Spinali, comandante del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata, al maggiore Andrea Petroselli, comandante della Stazione di Macerata, al brigadiere Gilberto Mallozzi, all’appuntato scelto Giancarlo Fidanza, e all’appuntato Rocco Francesco Granato. Il premio per il determinante contributo ad una articolata attività d’indagine concernente la coltivazione e la produzione di sostanze stupefacenti.
Al luogotenente Claudio Muscatello, al maggiore Patrizio Tosti, comandante della stazione di Caldarola, al maresciallo capo Lorenzo Ceglie, al brigadiere Giovanni Belfiore, appuntati scelti Bernardino Filiaggi, Stefano Salvatori, Francesco Luciani e Maurizio Iannone. Hanno fornito determinante contributo in una completa attività di indagine che consentiva di individuare una rete di trafficanti di sostanze stupefacenti attiva in provincia di Macerata.
All’appuntato Giovanni D’Agruma, addetto al nucleo operativo della Compagnia di Civitanova. Il riconoscimento è stato conferito dal comandante della Legione Lombardia per il contributo fornito ad una complessa e prolungata attività di indagine relativa alla scomparsa e all’omicidio di una giovane che, per le brutali modalità di esecuzione, ha destato grande sgomento nell’opinione pubblica anche internazionale.
Al maresciallo capo in congedo Salvatore Artese, già comandante della Stazione di Porto Potenza, al maresciallo Simone Cittadini e all’appuntato scelto Mauro Damiani, tutti della stazione di Porto Potenza. A loro è stato riconosciuto l’impegno in una attività di indagine nei confronti di pregiudicati ritenuti responsabili di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Agli appuntati scelti Bernardino Filiaggi e Stefano Salvatori, per aver individuato un malvivente che si accingeva a porsi alla guida di una auto in sosta risultata rubata. I due militari non hanno esitato ad intervenire per impedirne la fuga nonostante l’investimento di uno dei commilitoni. Dopo la tentata fuga a piedi, l’uomo è stato arrestato.
Al luogotenente Giuseppe Romano De Giorgi, comandante del nucleo informativo del reparto operativo di Macerata, al luogotenente Domenico Spinali, comandante del nucleo investigativo del reparto operativo di Macerata, al luogotenente Domenico Martelli, al maggiore Andrea Petroselli, comandante della stazione di Macerata, al maggiore Lino Alesi, al brigadiere Gilberto Mallozzi, agli appuntati scelti Vito Di Venere, Alessandro Losurdo, Vincenzo Ierardi, Stefano Petrucci e Giancarlo Fidanza. Hanno contribuito in maniera determinante all’arresto dei responsabili di gravi reati maturati nell’ambiente del traffico di sostanze stupefacenti e culminati in con due rapine a mano armata ai danni di esercizi pubblici, di cui una conclusasi col decesso del titolare.
Al maggiore Umberto Paglioni, comandante della stazione di Cingoli, al maresciallo capo Fedora Oppido, al maresciallo Francesco Brugnori e al carabiniere Roberto Galletta tutti della stazione di Cingoli. Si sono distinti per il contributo ad una attività di indagine nei confronti di un gruppo criminale dedito allo spaccio.
Al maresciallo capo Fabio Paradisi, comandante della stazione di Penna San Giovanni, per il contributo a prolungate e complesse indagini nei confronti di pericolosi soggetti extracomunitari dediti al traffico di stupefacenti.
All’appuntato Guido Gasparri, della stazione di Civitanova, per l’intervento, insieme ad un altro militare, in un appartamento ove una donna aveva tentato il suicidio, riuscendo, grazie a tecniche di rianimazione, a salvarla.
Gaia Gennaretti


















Maxi furto di mezzi da lavoro. Ad accusare il colpo, la ditta settempedana Gatti&Purini Edilizia Stradale. I fatti sarebbero avvenuti venerdì notte: probabilmente i malviventi stavano tenendo d'occhio da tempo i movimenti dell'azienda, e nella notte del 4 maggio hanno colpito. Dal capannone della ditta, che si trova nella zona industriale di Taccoli, a San Severino, sarebbero spariti, stando a quanto hanno denunciato i proprietari anche sulla loro pagina facebook, un camion 4 assi Iveco biano e rosso, un camioncino Iveco con doppia cabina bianco, un bob cat giallo Komatsu e un miniescavatore marca Bobcat di colore bianco. Non solo, insieme ai mezzi pesanti, sono stati portati via anche diversi attrezzi da lavoro per un ammontare totale del danno di circa 200mila euro.
Oltre a denunciare l'accaduto ai carabinieri, i proprietari hanno anche pubblicato un appello sul profilo facebook della ditta, con tanto di targa dei mezzi e foto, chiedendo a chiunque abbia visto qualcosa di parlare.
Ora la seperanza è che le telecamere poste sulla rotonda non lontana dal capannone abbiano ripreso qualcosa anche se sembra non siano funzionanti.
g.g.
