Una influencer e un operaio nei guai. Denunciati dai Carabinieri di San Severino per detenzione ai fini di spaccio. È accaduto nel finesettimana, protagonisti un operaio 26enne, L.B., e la sua compagna M.D., influencer in Instagram.

L’operazione che ha portato al recupero di circa 200 grammi di marijuana è scaturita a seguito di mirati servizi di osservazione e pedinamento effettuati nel corso delle settimane precedenti nei confronti dell’uomo, operaio di origini bolognesi, i cui movimenti e spostamenti, ricostruiti dai militari, hanno destato fondati sospetti in relazione ad una fiorente attività di spaccio al dettaglio svolta in concorso con la compagna convivente.

La raccolta degli elementi a supporto dell’ipotesi investigativa veniva accolta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, che emetteva decreto di perquisizione domiciliare a carico della coppia, eseguito dai Carabinieri in concomitanza delle festività, eventi in cui la maggior richiesta dei consumatori richiede una disponibilità superiore da parte dei “fornitori”.

All’interno dell’abitazione, occultati all’interno di un armadio nella camera da letto, venivano rinvenuti diversi involucri e contenitori con all’interno la sostanza stupefacente, per un peso complessivo di circa 200 grammi, pronta per essere suddivisa in dosi ed immessa nel mercato, per un valore complessivo di circa 2mila Euro.

La giovane coppia, fino ad oggi incensurata e che si è riservata di nominare un avvocato di fiducia, dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

g.g.

Duro colpo alla rete di spaccio maceratese. In 27 finiscono in manette, fra i quali anche Innocent Oseghale, già sotto accusa e in carcere per l’omicidio di Pamela Mastropietro, Lucky Awelima e Desmond Lucky, anche questi ultimi due coinvolti nell’indagine per l’uccisione della giovane. 

Una grande operazione, quella condotta dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura di Macerata, che ha portato all’esecuzione di 27 arresti e alla ricostruzione della rete di spaccio a Macerata e fino a Treia e Passo di Treia. Alcuni soggetti sono ancora ricercati e un altro è stato ritrovato a Ferrara benché risultasse ospite in uno dei casolari gestiti dal Gus a Treia. 

Tutto ha avuto inizio con il ritrovamento del cadavere di Pamela Mastropietro: da lì si sono snodati due filoni di indagine, uno partito a fine febbraio e condotto dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato diretta dal commissario Maria Raffaella Abbate: “È stata un’intensa attività che ha richiesto sia l’uso di strumentazioni sofisticate e sia di tecniche più tradizionali come i pedinamenti o gli appostamenti. Si trattava per lo più di soggetti extracomunitari e ciascun spacciatore aveva il suo ‘pacchetto clienti’. Trattava per lo più eroina, ma anche hashish all’occorrenza - spiega il commissario - e agiva un po’ come fosse un rappresentante. Con la nostra indagine siamo risaliti a 1.250 cessioni. Già a luglio avevamo emesso cinque provvedimenti restrittivi, ora altre 15 di cui 13 in carcere e gli altri due con l’obbligo di firma e dimora. Questa per noi è una conquista e una ricompensa per tutta l’attività svolta”. A capo della rete in questione c’era il nigeriano Osas Nelson Adoghe, di 35 anni

Ma che Macerata fosse stata divisa in tre zone (centro, nord e sud) per la gestione dello spaccio è quanto emerso dall’indagine svolta dai Carabinieri del reparto operativo di Macerata e da quelli della Compagnia di Tolentino: 4 i nigeriani finiti in carcere (tra cui sono compresi Awelima Lucky e Lucky Desmond già condannati con rito abbreviato a 8 e 6 anni) e 2 i nigeriani con l’obbligo di dimora e firma

le tre zone di Macerata

“Quella ricostruita con questa indagine - spiega il tenente colonnello Walter Fava, comandante del Reparto Operativo - era una fitta rete composta per lo più da nigeriani che si erano suddivisi la città di macerata in tre aree con accordi rigorosi di non invasione. A capo risultava Happiness Uwagbale”. Per rintracciare quest’ultimo ieri mattina era stata organizzata un’operazione volta a setacciare tre casolari di Treia in cui il Gus aleggia i richiedenti asilo con oltre 100 Carabinieri, unità cinofile ed elicotteri. L’uomo ricercato però non si trovava lì ed è stato trovato e catturato a Ferrara: “Era una gestione a cascata, in cui l’ indagato principale cedeva le dosi sia in prima persona che attraverso altri connazionali che, come costante modus operandi, nascondevano in bocca le dosi di eroina per poi consegnarle ai clienti dopo averne riscosso il pagamento. Il dato - aggiunge Fava - che conferisce rilevanza a questa attività è l’aver ricostruito un giro di spaccio di circa 2.800 cessioni (da maggio 2016 a giugno 2018) per proventi di circa 100mila euro”.

(Il tenente Antonio Masciarelli, il tenente colonnello Walter Fava e il colonnello Michele Roberti)

tenente Antonio Masciarelli colonello Walter Fava e colonello Michele Roberti

Dall’attività investigativa è emerso che l’eroina veniva approvvigionata nel territorio di Ancona da alcuni complici che ingerivano gli ovuli per occultarli. Il sistema era, per così dire, a “compartimenti stagni”, poiché tutte le persone coinvolte erano nigeriane, domiciliate in provincia ma senza fissa dimora. 

A coordinare le attività investigative è stato il Procuratore Giovanni Giorgio: “Raccogliamo i frutti dopo la triste vicenda di Pamela Mastropietro che per le forze dell’ordine è stata una frustata psicologica ed istituzionale. Questa rete di spaccio capillare ha caratterizzato la città e non a caso abbiamo anche il triste primato delle morti per overdose (quattro nell’ultimo anno, su 19 casi complessivi). Sono aumentate rispetto allo scorso anno. Mi preme evidenziare che tra i tossicodipendenti che hanno testimoniato - aggiunge - ci sono due ragazze, poi decedute per overdose, a testimonianza che queste persone avvertivano la loro condizione di vita sbagliata. L’attività investigativa è ancora in corso perché purtroppo sono tanti gli spacciatori e quindi andremo avanti”.

(Il Procuratore Giovanni Giorgio)

procuratore Giovanni Giorgio

Soddisfazione da parte del Questore Antonio Pignataro e del Comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Michele Roberti: “Macerata - afferma Pignataro - non è fabbrica della paura ma delle risposte e della sicurezza. Abbiamo investigatori di primo livello e i risultati raggiunti sono straordinari. Abbiamo dato alla città una risposta importante e il merito va soprattutto al Procuratore”.

(Il questore Antonio Pignataro)

il questore Antonio Pignataro

“Questi risultati sono la conseguenza di una strategia posta sul piano del contrasto e della prevenzione. Vogliamo aggredire la vendita ma anche l’acquisto. Abbiamo vinto una battaglia - precisa Roberti - ma la guerra è ancora in corso e continueremo a combattere per molto tempo”.

Gaia Gennaretti

Denunciato un 38enne, straniero dell’est, ed una 32enne italiana. Erano in possesso ingiustificato di oggetti da scasso. 

Un giro di vite, quello messo in atto negli ultimi giorni dai Carabinieri della compagnia di Macerata, che sta portando già ai primi risultati. La scorsa notte i militari della stazione di Montecassiano hanno notato una Volkswagen Golf  girare furtivamente. Il conducente, alla vista dell’auto dei Carabinieri, ha accelerato ma è stato subito bloccato. A bordo un conducente con un curriculum giudiziario di tutto rispetto e una donna, anche lei nota alle forze dell’ordine. 

I militari hanno effettuato una perquisizione dalla quale sono stati rinvenuti oggetti utili allo scasso quali cacciaviti è un frullino. In seguito poi, i Carabinieri hanno anche scoperto che sull’auto gravava un decreto di sequestro. La donna è stata anche denunciata per appropriazione indebita del mezzo sottoposto a sequestro.

Sull’uomo invece gravava un decreto di espulsione al quale non aveva ottemperato, emesso dal prefetto di Fermo. 

Così è scattata la denuncia anche per illecita permanenza sul territorio nazionale ed è stato accompagnato alla questura di Macerata per le pratiche del caso. 

Ma non è finita qui. Ciliegina sulla torta, all’uomo era anche stata revocata la patente e pertanto è stato multato per guida senza patente. 

G.G.

Furto in un’abitazione di Sarnano in zona Gabella Nuova. Il fatto come dichiarato dai proprietari è avvenuto sabato sera. “Ci siamo assentati dalle 20:00 alle 22.30 – dichiarano - e al nostro rientro abbiamo intravisto un luce fioca che proveniva dalla cucina... era la luce del frigo che abbiamo trovato aperto e una bottiglia di spumante, aperta qualche giorno fa, sopra al tavolo. Inoltre anche il cassetto delle posate aperto e vetrina aperta... Abbiamo subito capito che erano entrati i ladri, per la terza volta in 3 anni! Prima di salire al piano superiore abbiamo avvertito i carabinieri che sono arrivati dopo 20 minuti da Tolentino. I ladri sono entrati dalla porta finestra rompendo la persiana e forzando la porta. (foto in fondo) Hanno avuto il tempo di perlustrare tutte le stanze del piano inferiore e superiore senza trovare niente di interessante, a parte qualche oggetto di bigiotteria che hanno portato via usando una piccola borsa da mare. Hanno rovistato tra i cassetti e armadi e staccato qualche quadro alla ricerca di una cassaforte. I carabinieri di Tolentino hanno messo a verbale il tutto ma per la denuncia se ne sono occupati i carabinieri della sede Sarnano.” Sembra che in questi giorni non ci siano stati altri furti o segnalazioni ai Carabinieri. Una comunità quella sarnanese che in questo ultimo periodo sembra non avere tregua, dopo i fatti di cronaca dei giorni passati. 

(link agli articoli: 2 morti per asfisia - incidente mortale Carducci Giulioincidente tra 3 auto - principio incendio)

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Due studenti maggiorenni segnalati alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti. Sequestrato circa un grammo di hashish. È l’esito estrememamente positivo dell’operazione svolta all’Itts Divini venerdì mattina, volta al contrasto dello spaccio e dell’uso di stupefacenti a scuola. I Carabinieri di San Severino e Tolentino, coadiuvati dai cani antidroga di Ancona hanno effettuato un controllo in alcune classi dell’istituto: nonostante il gran numero di studenti, i militari hanno potuto rinvenire solo un grammo di hashish, quantità per uso personale e i due detentori, entrambi maggiorenni, sono stati segnalati alla Prefettura. Insegnanti e presidenza si sono dimostrati collaborativi perché l’attività è utile affinché la problematica dell’uso di droghe non diventi cronica.

G.G.

Si tratta di Scarpiello Giuseppe, 71enne foggiano, ormai noto personaggio locale, già alla ribalta delle cronache nei mesi di luglio ed agosto. Al tempo aveva aggredito alcuni operatori della Protezione Civile in servizio nell’area container di Tolentino, dove lo stesso Scarpiello era alloggiato. Ne era scaturito l’abbandono del presidio da parte dei volontari, situazione poi ristabilita nel corso delle settimane successive, anche in virtù dell’intervento del Sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, e dei Carabinieri della Compagnia di Tolentino: Scarpiello era stato trasferito prima in altra località, e poi dalla figlia.

Il soggetto in questione, per i propri trascorsi, è gravato dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di permanere nel comune di Torre San Patrizio, ed in più del divieto di ritorno nel comune di San Severino, dove aveva vissuto per un lungo periodo.

Sono stati proprio i Carabinieri della Stazione settempedana, durante le celebrazioni della festa delle Forze Armate di ieri, a notare tra la gente la presenza dello Scarpiello, che a suo dire si era recato sul posto con l’intento di parlare con il Sindaco per l’eventuale assegnazione in suo favore di una casa.

Le violazioni della misura di prevenzione da cui lo Scarpiello è gravato, particolarmente restrittiva ed applicata dall’Autorità Giudiziaria a seguito di valutazione di “pericolosità sociale” del soggetto, prevedono l’arresto in flagranza di reato, prontamente eseguito dai militari del Comando Stazione di San Severino, che gli hanno dapprima impedito di avvicinarsi alle autorità presenti, e subito dopo lo hanno ricondotto presso il proprio domicilio di Torre San Patrizio, stavolta in regime di arresti domiciliari. 

g.g.

Nel pomeriggio di ieri, nel garage di un 39enne di origini siciliane, con precedenti di polizia per reati contro la persona e in materia urbanistico-edilizia, i Carabinieri del Reparto Operativo di Macerata, diretto dal Tenente Colonnello Walter Fava, hanno trovato un vero e proprio arsenale di armi giocattolo prive del tappo rosso.

Durante alcune perquisizioni effettuate d’iniziativa dagli investigatori nella giornata di ieri, sono state rinvenute:

− in una sacca nascosta all’interno di un armadio, numerose armi giocattolo prive di tappo rosso: 5 pistole, 1 carabina di precisione ad aria compressa, 1 fucile riproduzione di un “canne mozze” oltre a 2 maceti, 5 pugnali, 1 sfollagente e 2 tirapugni in metallo;
− presso un’altra abitazione nelle disponibilità dello stesso, sono stati trovati un’altra pistola, 3 porta tesserini con distintivi metallici, privi di matricola, con le scritte rispettivamente dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza; 1 paletta con adesivo rinfrangente con scritto “reparto investigativo”, un paio di manette in metallo e vari tesserini plastificati con su scritto “CIA” e “FBI”.
I Carabinieri hanno sequestrato tutto il materiale detenuto dal 39enne, al verosimile scopo di compiere attività delittuose, denunciandolo in stato di libertà per possesso di segni distintivi contraffatti, reato per il quale dovrà rispondere dinanzi alla locale Procura della Repubblica.

Come emerge dalle foto, sono risultate particolarmente fedeli le riproduzioni di tutte le armi, sia delle pistole ( una delle quali si avvicina di molto, anche per il peso a quella in dotazione individuale alle Forze di Polizia ), che dei fucili.

Sono in corso indagini a cura dei militari al fine di appurare se le armi giocattolo in questione sono state modificate nelle caratteristiche tecniche previste per legge e se sono già state utilizzate in episodi delittuosi. Alle attività condotte dagli investigatori di macerata è stato fornito supporto dai Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche.

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Denunciato ieri pomeriggio un 27enne di origini baresi. È residente nel fermano e si è reso responsabile del furto di un impianto stereo del valore di circa 2mila euro da una abitazione di Loro Piceno in cui era entrato da una finestra. Incastrato dai Carabinieri della Compagnia di Tolentino.

L’intervento è stato richiesto alle 16:30 circa di ieri, e l’attività d’indagine, svolta nell’immediatezza dai Carabinieri delle Stazioni di Loro Piceno e Urbisaglia, con l’intervento della Radiomobile, ha consentito di acquisire e visionare alcuni filmati della zona, dai quali sono subito emersi sospetti in relazione ad un’autovettura in particolare, già nota ai militari in quanto in uso a soggetto gravato da precedenti penali specifici in materia di stupefacenti e reati predatori.

Il giovaneè stato rintracciato presso la propria abitazione, dove èsubito scattata la perquisizione, che ha consentito di rinvenire tutta la refurtiva precedentemente sottratta, ancora occultata all’interno dell’autovettura.

Dovrà rispondere di furto in abitazione aggravato.

Gaia Gennaretti 

Operazione congiunta, ieri sera in piazza del Popolo, dei Carabinieri delle Compagnie di Tolentino e Camerino. Un vero e proprio controllo a tappeto che ha dapprima visto i militari occupati in due differenti posti di blocco, uno nei pressi della rotonda dell'ospedale e uno in località Taccoli. Un centinaio le auto fermate per circa 200 persone controllate. A due persone è stata ritirata la patente per guida in stato di ebrezza. Durante la serata i Carabinieri hanno poi beccato un giovane di 23 anni, di San Severino, in possesso di un grammo di cocaina che è stato deferito alla Prefettura di Macerata. I Carabinieri hanno poi provveduto al controllo di numerosi giovani che si trovavano in due dei cinque bar della piazza Del Popolo. Lo scopo in questo caso era verificare la presenza di pregiudicati all'interno dei locali ma l'esito è stato negativo. Simili attività sono state svolte, fra giovedì e ieri, in diversi Comuni della provincia di Macerata.

g.g.


(Servizio aggiornato alle 19:15)

Paura a Tolentino. Una nube di fumo si alza dall’ex fonderia Fioretti.

È successo stamattina intorno alle 11 nello stabilimento che si trova in viale XXX Giugno. Un forte odore di bruciato ha inondato la zona e allertato i residenti nei dintorni. 

L’impianto un tempo ospitava una industria insalubre e una ditta si trovava lì per i lavori di smantellamento.

Le fiamme sarebbero partite accidentalmente ma sul posto, oltre ai Vigili del fuoco, sono intervenuti anche i Carabinieri per tutti i rilievi del caso.

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