Il Colonnello Roberti, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Macerata, spiega che “l’accordo rientra tra le iniziative adottate dall’Arma per salvaguardare le fasce deboli della popolazione e ridurne i rischi da contagio. Le Stazioni Carabinieri sono così ancora una volta una espressione di protezione ravvicinata che, superando il pur indispensabile esercizio dei compiti di polizia, diventa “funzione sociale”.
Si tratta di un modo in più per garantire la tradizionale vicinanza dei Carabinieri alla popolazione, quel servizio di prossimità al cittadino che caratterizza da oltre due secoli la nostra Istituzione.
La convenzione si avvale della capillarità su tutto il territorio nazionale sia dei Comandi Stazione che degli Uffici Postali per fornire un servizio essenziale a favore degli anziani, che durerà per tutto il periodo dell’emergenza COVID-19”.
g.g.
È accaduto questa mattina, a Tolentino, dove appunto una signora anziana e pensionata ha ricevuto una telefonata da un numero anonimo in cui l'interlocutore si presentava come sedicente incaricato del Comune per consegnarle le mascherine.
Peccato però che nessun Comune ha aderito a questo genere di iniziativa: né incaricati comunali né volontari della Protezione Civile stanno consegnando dispositivi di protezione.
È per questo motivo che la signora fortunatamente ha immediatamente interrotto la comunicazione e ha chiamato i Carabinieri per far luce sulla questione.
Imilitari dell'Arma sono ora impegnati per i dovuti accertamenti, ma fanno sapere che va sollecitata l'attenzione delle persone affinché nessuno cada in questo genere di truffa.
Nel territorio sotto il controllo della Compagnia di Tolentino non sono ancora avvenuti fatti del genere e questo risulta essere il primo, ma non è detto che sia l'unico.
Accertarsi, quindi, che avvisi di questo genere o consegne sospette di dispositivi di protezione non costa nulla. Anche se dovesse trattarsi di un fatto organizzato realmente dal Comune, se si hanno dei dubbi è sempre bene chiamare le forze dell'ordine per accertarsi che non si tratti di malintenzionati.
GS
Il servizio non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione; abbiano un libretto o un conto postale; a quelli che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione.
Questo accordo va nella direzione di limitare spostamenti fisici e assembramenti specie per i soggetti più a rischio come gli anziani. Inoltre, l’iniziativa permette anche di tutelare i soggetti beneficiari da reati a loro danno quali truffe, rapine e scippi.
Come funziona? I Carabinieri si recheranno presso gli sportelli degli Uffici Postali per riscuotere le indennità pensionistiche per poi consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta a Poste Italiane rilasciando un’apposita delega scritta.
Gli interessati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste oppure chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni.
“La collaborazione - si legge in una nota - è frutto della consapevolezza di entrambi i sottoscrittori di ricoprire un ruolo strategico a sostegno del Paese e conferma la loro vocazione alla prossimità verso i territori e le categorie più fragili. Il risultato è scaturito dalla capacità dei Carabinieri e degli operatori di Poste Italiane di intercettare i fabbisogni della popolazione e riuscire, grazie alla presenza capillare sia dei Comandi Stazione Carabinieri sia degli Uffici Postali sull’intero territorio nazionale, a fornire un servizio efficace e solidale. L’Arma e Poste Italiane continueranno ad assicurare il servizio di erogazione e consegna al domicilio delle pensioni agli ultra settantacinquenni per l’intera durata dell’emergenza Covid-19”.
G.G.
Leggermente infreddolito, il bambino era arrivato al fiume, che alimenta il lago di Fiastra, attraversando, con grande pericolo, anche un ruscello in questo momento in piena.
Tanto spavento e preoccupazione per i giovani genitori. Una notizia a lieto fine in un periodo di paura ed incertezza.
GS
Il giovane è stato trovato in possesso di un medicinale il cui principio attivo è ascritto alla tabella delle sostanze psicotrope e di una ricetta medica che è poi risultata essere falsa.
Il medicinale, infatti, era stato acquistato poco prima in una farmacia di Matelica, esibendo proprio la ricetta medica falsa.
Il 21enne è stato denunicato per contraffazione ed uso di atto falso e detenzione di sostanze stupefacenti.
Già il 15 marzo scorso, il giovane, sempre a Matelica, aveva tentato di rubare una bicicletta ma, una volta scoperto dalla proprietaria, si era dato alla fuga, dopo aver mostrato le parti intime alla donna.
Anche per quel fatto era stato denunciato.
GS
Solo ieri, infatti, i militari della Compagnia di Civitanova hanno denunciato altre 10 persone.
Due uomini originari del fermano sono stati rintracciati nella zona industriale della città rivierasca mentre giravano senza plausibile e giustificato motivo, una donna è stata invece rintracciata con la sua macchina a Recanati e, quando è stata fermata per i controlli, ha riferito di essere andata a trovare il suo fidanzato con il quale aveva un appuntamento.
Un uomo di nazionalità cinese residente a Montegranaro, aveva deciso di andare a trovare degli amici a Montecosaro, così come un quarantacinquenne recanatese, sebbene non avesse reale necessità ed urgenza, ha deciso di uscire di casa ed andare a fare un giro con la sua macchina a Potenza Picena.
Nel centro di Porto Potenza Picena, invece, è stata denunciata una coppia di coniugi cinesi, titolari di un negozio di abbigliamento e bazar, poiché erano rimasti aperti al pubblico nonostante l’attività commerciale doveva rimanere chiusa.
Altre persone sono state invece fermate e controllate in zone diverse della giurisdizione ed, anche per loro, è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria poiché si trovavano in un comune diverso da quello di residenza o di domicilio senza reali e giustificati motivi.
Oggi decorrono le nuove prescrizioni imposte dal Ministro della Salute e dal Presidente della Regione Marche che prevedono una ulteriore stretta sulla mobilità, pertanto saranno intensificati i controlli in strada, dove soltanto ieri dalla Compagnia di Civitanova, sono state identificate 156 persone e verificate oltre 40 attività commerciali.
Di nuovo la necessità di applicare il Codice Rosso. Si tratta di quella serie di provvedimenti volti a tutelare una donna e/o i propri figli vittime di violenze.
Dopo un episodio di poco più di un mese fa, i Carabinieri della Compagnia di Civitanova ieri hanno dato corso a due distinti provvedimenti cautelari personali nei confronti di due uomini residenti nella provincia di Macerata. Uno è ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, l’altro di atti persecutori, così come emerge dalle dettagliate querele presentate a più riprese dalle loro vittime. In provincia peraltro va ricordato che il procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio ha emanato delle specifiche linee guida per casi simili, attestando una ancor maggior attenzione verso le vittime di questi reati e proprio queste, oltre alla solerzia che la legge Codice Rosso impone, hanno convinto il Giudice per le Indagini Preliminari di Macerata ad emettere, intanto, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie ed i figli nei confronti di un ultrasessantenne che da tempo, stante alla dettagliata querela proposta, reiterava in casa comportamenti minacciosi e violenti.
Analoga sorte è toccata ad un suo coetaneo originario della vicina provincia anconetana ma residente nel maceratese, responsabile di minacce, molestie, persecuzioni, assumendo un comportamento connotato da soffocante sequela di appostamenti, numerosissimi messaggi di ogni tipo, provocazioni, danneggiamenti, tali da cagionare nella sua vittima una oggettiva situazione di ansia costante e preoccupazione per la sua incolumità, soltanto perché la donna aveva deciso di non frequentarlo più.
A tutti e due è stato applicato il braccialetto elettronico, in modo da evitare che possano avvicinarsi alle parti offese, oltre al divieto di potersi accostare alle loro abitazioni e l’obbligo di mantenere una distanza minima stabilita rispetto ai luoghi abitualmente frequentati dalle donne ed i loro familiari.
Il Codice Rosso è una legge che determina una sorta di corsia preferenziale per i casi di violenza domestica o di genere. Impone che la polizia giudiziaria e il PM si attivino immediatamente per ascoltare la vittima entro tre giorni dalla denuncia al fine di tutelarla da ulteriori atti di violenza. Inoltre, le donne avranno anche più tempo per denunciare una violenza subita. Se normalmente si può denunciare un fatto entro i sei mesi, per i casi di violenza possono trascorrere anche 12 mesi. Questo perché non sempre le donne sono psicologicamente pronte e hanno interiorizzato l'accaduto per affrontarlo. MagFiore severità anche per chi e responsabile di stalking: questo tipo di persecuzione nei confronti del partner prevede da uno a sei anni di carcere e l'applicazione del braccialetto elettronico per assicurare che il soggetto mantenga le distanze dalla vittima.
Gaia Gennaretti
Una Fiat 500, condotta da un padre 37enne, è andata a sbattere contro il guard rail spartitraffico dell'uscita della superstrada. Le cause dell'incidente sono in corso di studio da parte del personale dell'Aliquota Radiomobile che è intervenuta sul posto, con l'ausilio dei militari della Stazione di Belforte del Chienti che hanno provveduto alla viabilità lungo la superstrada. A bordo del mezzo altre all'autista, anche suo figlio di due anni. Entrambe le vittime dell'incidente sono state trasportate all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso ma non sembra che siano in cattive condizioni di salute. La macchina, al contrario, si è letteralmente distrutta all'impatto con il guard-rail. Elemento fondamentale per la salvezza del bambino è stata la presenza del seggiolino ed il fatto che il bambino sia stato regolarmente agganciato al sistema di ritenuta.
Un buon seggiolino, infatti, riesce a proteggere i bambini anche in caso di urti violenti come questo. Nel caso in cui il seggiolino fosse mancato o, in presenza del seggiolino, senza che il bambino vi fosse stato agganciato, l'esito sarebbe stato tremendo.
GS

Sono questi i motivi per cui i carabinieri della Compagnia di Camerino, ieri pomeriggio, hanno arresto un giovane ventunenne, nato a San Severino e residente a Matelica. J.Z. le sue iniziali.
L'arresto è scattato a seguito di specifici servizi organizzati ad hoc dai militari dell'Arma per trovare il giovane, su cui pendeva l'ordine di esecuzione per la carcerazione, a seguito di più pene.
Al termine della formalità di rito, il giovane è stato portato nella casa circondariale di Fermo dove dovrà scontare il residuo di pena di 4 anni e 9 mesi.
GS
g.g.
