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Anche l'ex assessore all'Urbanistica, Alessandro Massi, ha affidato a Facebook, nella tarda serata di ieri, il suo stato d'animo dopo la revoca delle deleghe da parte del sindaco Pezzanesi.

"Sono molto sereno - ha esordito - ! Se avessi voluto conservare la “ poltrona “ da Assessore mi sarebbe bastato rinnegare le mie idee , i programmi di Tolentino Popolare e gli impegni presi con i cittadini . La mia coscienza e l’educazione “ civica” che ho ricevuto mi hanno sempre stimolato ad avere coraggio e ad essere libero , anche quando c'è il rischio di trovarsi “ in minoranza". Continuerò il mio impegno civico e il mio servizio alla comunità di Tolentino con immutato entusiasmo anche fuori dalla Giunta e dal Consiglio . Ringrazio le centinaia di attestazioni di stima e di solidarietà che in questo momento mi incoraggiano in modo commovente . La mia gratitudine ai dipendenti comunali che hanno collaborato con me con lealtà e professionalità . Un saluto di cuore ed un arrivederci agli elettori , agli attivisti ai cittadini. Nei prossimi giorni convochero' una conferenza stampa dove esporro' tutto il mio pensiero circa quanto accaduto".

GS

È con un post sul suo profilo Facebook che l'ex assessore alla Cultura, Alessia Pupo, alla quale il sindaco di Tolentino ha revocato le deleghe come per Alessandro Massi, ha espresso il suo pensiero sulla decisione annunciata questo pomeriggio.

"Ringrazio di cuore le tantissime persone che mi stanno dimostrando affetto - ha scritto- , vicinanza e solidarietà . Ringrazio anche i rappresentati dei vari partiti e movimenti politici di minoranza che del pari hanno espresso stima e apprezzamento verso il mio operato seppur nelle rispettive e diverse appartenenze . Un abbraccio sincero naturalmente anche agli elettori di Forza Italia, ai ragazzi della lista, ai vari rappresentati, dirigenti ed eletti del partito. Termina dunque questo mio breve percorso amministrativo ma non finisce di certo il mio impegno politico. Troppo forte è il senso di appartenenza a questo straordinario territorio e soprattutto troppo forte è’ l’amore che nutro verso la nostra bellissima Tolentino. Al momento voglio solo aggiungere che sono assolutamente serena non avendo nulla da rimproverarmi a livello personale o politico. Ritengo infatti di aver sempre agito con correttezza e spero con competenza, avendo come uniche finalità il bene della città, il rispetto del voto e degli impegni elettorali presi . Vado avanti a testa alta".

GS

Divorzio politico fra il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi e gli assessori Alessandro Massi e Alessia Pupo. Il primo cittadino ha deciso di togliere loro le deleghe (il primo aveva l’urbanistica e l’istruzione, la seconda cultura e sport) per due motivi differenti.

“Una decisione molto sofferta”, ci tiene a precisare Pezzanesi, che si dice molto legato ai due colleghi coi quali, per una serie di eventi si è visto costretto a interrompere questo percorso. 

“Si tratta di una questione di metodo - spiega riferendosi a Massi - e francamente non capisco il motivo della sua fuga in avanti. Sulla scuola Don Bosco ha tenuto un certo tipo di comportamento e da un lato mi fa sicuramente piacere poiché tutti teniamo a quell’istituto, ma un assessore con le deleghe all’urbanistica e all’istruzione avrebbe dovuto confrontarsi prima di affermare pubblicamente certe cose”.

Nella conferenza stampa di fine anno infatti Pezzanesi aveva ipotizzato che la Don Bosco potesse essere ricostruita in periferia vicino al campus, in una sorta di polo scolastico che, secondo il primo cittadino, sarà una soluzione “che darà respiro ai ragazzi che ora stanno soffrendo in strutture non adeguate”. Massi non era invece d’accordo con questa ipotesi, “ha voluto fare un percorso tutto suo, non condiviso, e anche un po’ antipatico dato che è sembrato che solo a lui stesse a cuore l’argomento. Non è possibile disarmonizzare la giunta. A livello umano lo tengo nel cuore, gli voglio bene, a livello politico-amministrativo purtroppo queste cose provocano lacerazioni e divisioni”.

La scelta di Pezzanesi è arrivata dopo una lunga riflessione e ha riguardata anche l’assessore Alessia Pupo: “Anche in questo caso sono molto molto addolorato. Ha lavorato tanto e bene, ma non aveva più consiglieri perché dal gruppo di Forza Italia sono passati al gruppo misto ed era consapevole quindi che anche la sua posizione non poteva essere mantenuta”.

E per il futuro? Chi prenderà il posto di Massi e Pupo? Questo non è ancora dato saperlo ma il sindaco non tarderà a renderlo noto. 

Gaia Gennaretti    

Nuove infiltrazioni di umidità dai pavimenti delle Sae di Montecavallo. Ancora quattro casette del Consorzio Cns interessate dal problema e altrettante famiglie costrette ad uscire per consentire la sostituzione della pavimentazione con tutti i disagi che questo comporta. Nella stessa area che in tutto  conta dieci strutture CNS, altre tre Sae avevano riportato la stessa problematica,  risolta con la rimozione del pavimento e, in qualche caso, era stato permesso alle famiglie di rimanervi anche durante l'esecuzione dei lavori, riguardando l'umidità solo una parte della struttura. Fattostà che domani verranno sottoposte a controllo anche le ultime tre casette per verificare che il problema non riguardi a quel punto l'intera fornitura dell'area.

" Non si riesce a capire da dove venga questa umidità- afferma amareggiato il sindaco Pietro Cecoli- Dopo la precedente segnalazione, così come avvenuto anche a Muccia, si è ripresentato questo problema alle pavimentazioni. Speriamo che se ne venga a capo e si trovi una soluzione- continua il sindaco di Montecavallo- altrimenti il problema potrebbe anche ripresentarsi perchè non è stata messa nessuna pellicola di protezione tra il cemento e la pavimentazione e non vorrei che tra un anno si debba ricominciare daccapo. Le nostre Sae come quelle di Muccia hanno i famosi piedini ma evidentemente non basta. Il problema è che questo tipo di costruzioni non sono adatte per zone di montagna; avessero realizzato delle strutture a due piani forse non ci sarebbero stati questi problemi e avremmo sicuramente risparmiato ettari ed ettari di terreno fertile e pianeggiante e non avremmo avuto tutta questa cementificazione perchè le palificate di cemento che sono state realizzate, lì rimarranno sicuramente per secoli e secoli".

Intanto le famiglie delle quattro casette si preparano a fare i bagagli e a trovare una diversa sistemazione. " Noi - dice il sindaco- cerchiamo di essere sempre vicini alle persone che sono per la maggior parte anziane. Avevamo già avvertito un paio di giorni prima che sarebbero venuti a verificare e così volta a volta facciamo; so che qualcuno potrà arrangiarsi presso parenti o amici e gli altri, potranno essere ospitati a spese della ditta nella struttura del Beato Rizzerio. Vedremo comunque di dare un supporto massimo, anche perchè- conclude Cecoli- con tutto quello che hanno sofferto proprio non se la meritano un'altra situazione del genere. Speriamo che in breve tutto possa risolversi. Io sono fiducioso sempre per natura, però debbo dire che finora non abbiamo visto granchè di positivo. Sembra che sin dall'inizio, tutte le regole e tutti gli interventi siano stati fatti contro i comuni e contro la popolazione che ha già sofferto qualcosa di grave e devastante".   

C.C. 

muffe 

A Camerino continuano gli appuntamenti “Di giovedì”, organizzati a cadenza mensile dalla Sezione di Archivio di Stato per favorire la conoscenza dei suoi tesori documentari. "Per una nuova storia del territorio: le preziose fonti dell’Archivio di Stato di Camerino” è il titolo dell’incontro previsto giovedì 21 febbraio alle ore 16.00. Introdotto da Daniela Casadidio, l’appuntamento vedrà come relatrice la prof.ssa Emanuela Di Stefano che focalizzerà l’attenzione sui documenti-chiave che hanno aperto squarci di luce sulla straordinaria vitalità della città e del territorio lungo il secondo millennio, tanto da  porre Camerino in stretta relazione con i maggiori centri dell’economia e della cultura italiana ed europea.

" Da parte mia - spiega Emanuela Di Stefano- ci sarà un approccio di carattere storico archivistico. Le fonti dell’Archivio di stato di Camerino, quantunque numerosissime e lo dimostra  il suo patrimonio notarile che con circa diecimila tra bastardelli e volumi conservati è il più ricco delle Marche, sebbene un po'carenti con riguardo ai secoli più remoti, riescono comunque a rappresentare una storia quasi millenaria. Il secondo millennio è tutto rappresentato nei suoi snodi con riguardo sia alla storia della Camerino politica, economica culturale e sociale nonché demografica, sia alla storia del vasto e antico comune territoriale circostante che faceva capo a Camerino che si è fermato nel corso del '200, fino ad arrivare alla Provincia di Camerino.  Questa cosa- sottolinea la prof.ssa Di Stefano-  è spesso dimenticata, ma Camerino è stata territorio sede di delegazione pontificia, ovvero provincia, fino all'unità d'Italia. Ebbene, gli snodi di questa millenaria storia di Camerino, importante per se stessa e per il territorio circostante che andava da Caldarola a Serrapetrona, da Bolognola a Sefro, sono tutti rappresentati nei suoi documenti. Le tappe del lungo processo che rende la città protagonista di vicende geopolitiche dalle dimensioni sovraregionali sono impresse nei documenti della Sezione di Archivio di Stato di Camerino, che consentono di svelarne e approfondirne gli snodi cruciali. Se guardiamo infatti le fonti notarili, esse rappresentano perfettamente la vivacità economica, commerciale, manifatturiera della Camerino medievale fino al ‘700. Si pensi al fatto che queste fonti d'archivio vanno perfettamente ad integrarsi con fonti esterne per fortuna ricche e complete e cioè quelle di Prato, di Venezia, di Roma e, integrando queste fonti siamo riusciti a delineare un quadro sicuramente nuovo per molti cioè di questa vivacità economica dell'antica Camerino che era assieme a Pioraco grande produttrice di carta ma anche di  tessuti che venivano esportati ovunque, anche oltre l'Adriatico.  E ovviamente - conclude- nelle pieghe dell'archivio noi troviamo anche indizi della scuola pittorica. Come tutti sanno infatti Giovanni Angelo D'Antonio è emerso da un repertorio del notaribile di Camerino che, tra le altre preziose fonti, conserva anche diverse pergamene".

C.C.

Ladri in casa di un parrucchiere di Sarnano. Dapprima pare abbiano preso di mira l’auto, una Bmw, dell’ignara vittima che stava dormendo nel momento in cui i ladri sono entrati in azione. Hanno spaccato i finestrini alla ricerca di qualcosa da trafugare o addirittura delle chiavi del mezzo o di casa. Poi, una volta compreso che lì non avrebbero trovato nulla, avrebbero deciso di entrare nell’abitazione. Stando ad una prima ricostruzione, sarebbero entrati forzando una portafinestra e si sarebbero appropriati di oro e gioielli vari. 

Il parrucchiere si sarebbe accorto dell’accaduto solo l’indomani al suo risveglio e ha denunciato l’accaduto alla locale stazione dei Carabinieri.
g.g.

Iniziati a Belforte del Chienti i lavori sul ponte di via Colli. Opere dettate anche da esigenze di sicurezza. Verrà realizzato un attraversamento ciclo pedonale che completa una più ampia e importante “passeggiata” che unisce due quartieri, quello di Santa Maria e quello delle Fornaci: “Questo percorso - spiega il sindaco Roberto Paoloni - è molto usata dai cittadini di Belforte ma non solo, anche dalle persone che vengono a camminare dalle nostre parti. Quindi era giusto e corretto completare questo asse pedonale”. Una delle ragioni più importanti di questa opera è la sicurezza, dato che i pedoni fin ora passavano di fianco al guardrail della provinciale e in passato si erano verificate dei piccoli incidenti in tal senso. Per i lavori sono stati investiti circa 90mila euro di risorse comunali e sarà realizzato prevalentemente in acciaio: “Sarà quindi una struttura molto leggera e anche esteticamente bella perché si troverà all’ingresso del nostro paese. In quella zona peraltro - aggiunge - era importante completare questo asse perché avevamo fatto già in precedenza un investimento importante per l’illuminazione pubblica. Inoltre fa parte anche di un percorso che stiamo mettendo in piedi insieme alla Proloco per le camminate che organizziamo d’estate e che stiamo proponendo pure per l’inverno”.
g.g.

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Risparmio di soldi pubblici. Contributo sociale del fare insieme. Sostegno alle economie locali. Sono diversi i vantaggi dell’Autocostruzione e Autoricostruzione familiare, modalità che potrebbe offrire ai proprietari di case, di diventare parte attiva nel mettere mano ai lavori.  Molto diffusi all’ estero e già sperimentati in diverse zone del Paese, i cantieri di auto-costruzione sono assolutamente legali, al momento sono tuttavia esclusi dai contributi statali per la ricostruzione post-sisma.

L’Associazione “Aria familiare” in collaborazione con il RAN Research Action Network del gruppo di ricerca Emidio di Treviri, sta lavorando per rendere possibile l'accesso ai contributi per la ricostruzione nell’area colpita dal sisma del 2016 e ricompresa nel cratere, anche ai cantieri in autocostruzione familiare dove i proprietari prendono autonomamente parte alla ricostruzione delle proprie case, con l'aiuto di parenti, amici, volontari che operano a titolo assolutamente gratuito. Resterebbero fuori impiantistica e ponteggi per i quali si rende necessaria la presenza di imprese nel rispetto delle norme di sicurezza ma, la modalità dell’auto-recupero, oltre al vantaggio di costi più bassi e al risparmio di soldi pubblici  può svolgere anche un'importante funzione aggregante della comunità.

Per raggiungere lo scopo, è stata elaborata  una richiesta formale al Commissario per la Ricostruzione e al  Sottosegretario Vito Crimi, in cui si argomenta la richiesta di inserimento dei cantieri in autocostruzione familiare tra quelli ammessi a contributo.

Per dare più forza all’azione è stata anche attivata una campagna di sensibilizzazione e informazione sia via web che incontri sul territorio. Uno di questi è in programma sabato 23 febbraio alle ore 16.00 nella sala riunioni del Contram a Camerino. Il momento di confronto servirà ad approfondire il tema dell’auto-ricostruzione e a condividere esperienze e testimonianze dirette.

Lanciata anche una petizione e raccolta firme online (https://www.change.org/p/piero-farabollini-autoricostruzione-nel-cratere) che ha già raccolto centinaia di adesioni. Verrà inviata al Commissario Straordinario per la Ricostruzione. 

C.C.

Non si è fatta attendera la replica del Pd e del Laboratorio delle idee di Tolentino alla nota di Giuseppe Pezzanesi che rispondeva attacchi ricevuti in merito agli appartamenti per i terremotati.

"Al peggio non c'è mai fine - si legge nella nota del Pd - . Le ultime dichiarazioni del Primo Cittadino di Tolentino, diffuse attraverso il sito istituzionale del Comune, che continua ad essere usato come strumento di propaganda, sono squallide, vergognose e rispondono all’unico fine di scaricare la colpa del proprio fallimento ad altri soggetti, pensando di deresponsabilizzare se stesso. Affermare che la Regione Marche rallenti volutamente la città di Tolentino per scopi elettorali, come vuole fare intendere chiaramente il Sindaco nelle sue dichiarazioni, è al tempo stesso delirante e vergognoso, ma, soprattutto, costituisce una gravissima accusa, senza alcun minimo fondamento.  Il Partito Democratico - proseguono -  ha sempre dimostrato senso di responsabilità. Pur correndo il rischio di essere considerato “connivente" con l’attuale amministrazione Comunale: l’atteggiamento del partito, sia a livello locale che regionale, è stato collaborativo, sapendo benissimo che in certe situazioni terribili, occorre mettere da parte la competizione elettorale e unire le forze per il bene della città.   Anche per questo le accuse infamanti del Sindaco sono ancora più squallide, tentando goffamente di affibbiare ad altri la colpa di un fallimento che, come oramai è evidente a tutti, è solo dell’Amministrazione Comunale. Anche perché se così non fosse, non si capirebbe come mai in tutti gli altri Comuni del cratere sismico si notano evidenti segni di rinascita qui ancora lontanissimi. Forse San Severino, Belforte del Chienti, Caldarola, Castelraimondo o Sarnano (solo per citarne alcuni) non sono comuni della Regione Marche - concludono - ? Prima che sia troppo tardi auspichiamo che qualcuno vicino al Sindaco abbia più senno e prenda atto che o si stacca la spina a questa amministrazione o si stacca la spina al Comune di Tolentino". 

GS

La Diamond Private Investment, sponsor principale del Premio Ravera di Tolentino, indagata per truffa e autoriciclaggio.

A rimarcare l'inchiesta portata avanti dalla Procura di Milano è il Movimento Cinque Stelle di Tolentino.

"Dopo Wagner per il progetto delle Terme Santa Lucia e dopo la San Giovanni Bosco Arpa Foundation che avrebbe dovuto finanziare una parte del campus - dice il consigliere Gianni Mercorelli - ora anche lo sponsor ufficiale del Premio Ravera. Sembra che vengano tutti dalle nostre parti. La sensazione è che molte delle cose che vengono definite di spicco da questa amministrazione poi si rivelano avere delle magagne. Non so se è sfortuna ma capita troppo di frequente che a Tolentino ci siano questo tipo di inghippi. Nel caso della Dpi il contatto potrebbe anche essere marginale, ma il discorso che ci preoccupa è il fatto della Arpa Foundation su cui chiederemo chiarimenti a breve. Il sindaco stesso ha detto che avrebbe chiesto a sua volta chiarimenti ma come spesso accade poi lascia cadere nel dimenticatoio la questione. Il Comune di Tolentino non sembra molto sveglio nello scegliere i propri compagni di viaggio".

GS

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