Radioc1inBlu

Colpito da malore a Piediripa nei pressi del Multiplex. È successo stamane intorno alle 9, vittima un anziano che stava camminando quando si è accasciato ed è morto. I passanti hanno chiamato il 118 che è intervenuto immediatamente ma nonostante i tentavi di rianimare l’anziano non c’è stato nulla da fare. Per gli accertamenti, la polizia.

Avrà inizio oggi pomeriggio alle ore 15 l’Incontro Formativo Ares, giunto alla sua ottava edizione ed aperto a tutti i soci Ares con il riconoscimento di crediti formativi. L’IFA 8 intitolato “Un’ora dopo…one week later ”- Interventi integrati in medicina delle catastrofi avrà luogo presso il Salone dell’Ostello Comunale e terminerà nella mattinata di Domenica 19. Dopo i saluti delle Autorità, in particolare del Sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, del Coordinatore Regionale della Protezione Civile David Piccini e del Delegato alla Protezione Civile per il comune Francesco Paletti, seguiranno importanti contributi sui temi quali ad esempio quelli della medicina delle catastrofi, sul ruolo della Protezione Civile Regionale e Nazionale, sulle strutture sanitarie campali regionali e nazionali e sulla Gestione dell’emergenza di Corinaldo a seguito del tragico evento accaduto lo scorso dicembre. Momenti di formazione molto significativi dove le lezioni teoriche saranno alternate con esercitazioni pratiche che riguarderanno circa un’ottantina di partecipanti. L’ARES, associazione fondata nel 1999 per iniziativa di alcuni operatori sanitari che hanno partecipato all’intervento della Regione Marche nell’ambito della Missione Arcobaleno in Albania a favore della popolazione Kosovara, considera la formazione dei propri soci nell’ambito specialistico della Medicina delle Catastrofi come principio necessario per poter garantire trattamenti sanitari adeguati in caso di maxiemergenza o disastro. Per questo motivo, sin dalla sua nascita, si è adoperata per la crescita e la diffusione fra i soci dei principi sopra citati.

L’esigenza di formare un gruppo operativo di intervento sanitario in caso di necessità nasce dalla consapevolezza che nelle fasi acute di catastrofi l’improvvisazione non contribuisce a determinare un intervento efficace. E’ noto che i protocolli della medicina delle catastrofi sono differenti dalle pratiche mediche ordinarie, così come i materiali e le specializzazioni richieste, a seconda del genere di evento da fronteggiare, per i quali occorre quindi una preparazione costante. L’ARES persegue, senza fini di lucro, esclusivamente finalità di solidarietà sanitaria e sociale nel campo dell’assistenza alle persone colpite da eventi calamitosi attraverso l’organizzazione e la formazione degli associati. L’Associazione, iscritta all’elenco nazionale delle Associazioni Onlus di Protezione Civile, si configura come risorsa sanitaria straordinaria che si attiva con il centro Operativo Regionale di Protezione Civile nelle situazioni in cui le necessità di una zona disastrata eccedano le capacità sanitarie della stessa zona, anche in sede extra regionale e nazionale.

Attualmente sono iscritti all’ARES circa 250 sanitari marchigiani e di altre regioni e gli sforzi dell’Associazione sono indirizzati soprattutto alla FORMAZIONE e all’ORGANIZZAZIONE.

Un’adeguata Formazione degli associati rappresenta la condizione necessaria affinché l’intervento in situazione di catastrofe si configuri con caratteristiche qualitative tali da giustificare l’azione di specialisti sanitari. Questo modello amplifica le capacità operative e soprattutto riduce il gap che notoriamente si manifesta nelle situazioni critiche fra necessità ambientali e capacità di risposta sanitaria.

La presentazione del programma e della lista civica “Prolaqueum” del candidato sindaco Matteo Cicconi, a meno di dieci giorni dal fatidico giorno, si terrà domani sabato 18 maggio alle ore 17.30, presso gli impianti sportivi in via Casali di Seppio (in caso di maltempo si svolgerà in un luogo chiuso ) e domenica 19 alle ore 21.00 all’interno del Polo Museale di Pioraco.

Lisa Grelloni

Doppia festa per l’associazione turistica pro Camerino che in occasione dei suoi 80 anni di storia ha inaugurato la sua nuova sede nella piazza del Sottocorte Village. “Un traguardo di tutto rispetto; si aggiunge al grande motivo di orgoglio nel rivedere quella che consideriamo un po’ la mamma delle associazioni, riappropriarsi di una sede dignitosa nel luogo temporaneo che racchiude moltissime delle attività commerciali del centro storico”. Così il sindaco Gianluca Pasqui al taglio del nastro dei nuovi uffici, salutati dalla presenza delle autorità cittadine, insieme all'entusiamo dei collaboratori e di tanti cittadini.

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 Posizionata al livello della via centrale  che conduce alla piazza, la nuova sede della pro loco e degli uffici Iat, permetterà un servizio più vicino e a contatto con le persone.  Da evidenziare che, nonostante le difficoltà del post sisma, tutte le attività più importanti non hanno conosciuto battute d’arresto. Nell’ arco di due anni e mezzo, grazie alla disponibilità del container adibito ad ufficio nell’area dell’ex City Park, gentilmente donato dalla ditta Cagnini Costruzioni, i collaboratori hanno potuto continuare a svolgere un prezioso contributo e gli uffici, un fondamentale punto di riferimento.

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Il brindisi e una bellissima torta hanno siglato nel migliore dei modi il traguardo degli 80 anni di vita della più antica pro loco delle Marche, pronta a proseguire la sua azione a servizio della comunità,sia come punto informativo, sia nella promozione e valorizzazione della città e del suo territorio. Emozionato e soddisfatto il presidente Renzo Riccioni, per un passo significativo che imprime nuova energia a tutto il gruppo della pro Camerino. A loro la gratitudine del sindaco Pasqui, per non aver mai mollato un istante, dimostrando forte spirito di volontariato nel portare avanti la giusta politica di un ufficio Iat e, con successo, ogni iniziativa cittadina. “Un altro tassello che ci fa pensare ad un futuro certo.Un altro segnale di concretezza“.

C.C.

"La legalità è un modo di dire noi. Ritorno volentieri a Camerino, invitato dall'arcivescovo ma oggi a Camerino non è venuto don Luigi Ciotti, perchè io non rappresento il mio. Io rappresento un noi". Così il presidente di "Libera", rete di organizzazioni impegnate nella lotta alla mafia e fondatore del "Gruppo Abele", davanti ad un'attenta platea di studenti delle scuole superiori che hanno riempito l'auditorium Benedetto XIII. Per tutti i presenti il privilegio di ascoltare un  comunicatore straordinario che sa unire agli ideali l'azione. In mattinata don Ciotti aveva incontrato i sacerdoti della diocesi camerte settempedana, esprimendo vicinanza di fronte alla devastazione provocata dal sisma" Faccio lo sforzo di capire quello che avete vissuto e non trovo parole-ha detto - Le parole sono che dobbiamo fare noi un altro terremoto che non è quello che ci ha tolto tante cose belle, ma è un altro terremoto che parte dalle nostre coscienze, per assumerci la nostra parte di responsabilità, per non diventare vittime di quel terremoto ma anche per non trovare gli alibi per poi fare lo scatto, nascondendoci dietro alle nostre responsabilità". Introdotto dai saluti dei dirigenti dei Licei Rosati e dell'Istituto Antinori Marcelli, il presidente di Libera è stato accolto dal benvenuto del sindaco Pasqui e del Rettore di Unicam Pettinari, presenti in platea le massime autorità militari, l'arcivescovo Massara e la prefetto Rolli. Don Luigi Ciotti ha parlato a ruota libera per più di un'ora e mezza, non dimenticando di lanciare un segnale sulla parola urgenza per sottolineare la lentezza di una burocrazia che porta ulteriore sofferenza alle popolazioni terremotate già profondamente provate. 

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"Sono qui perchè con tanti altri, giovani, adulti uomini e donne, portiamo avanti dei percorsi con dentro dei progetti. Certo che io qui fisicamente sono venuto, e ci tornerò, ma rappresento un noi- ha sottolineato don Ciotti-  Dobbiamo diffidare dai navigatori solitari perchè il cambiamento che noi sogniamo, ha bisogno di ciascuno di noi e se c'è una malattia terribile in Italia  è la delega, è pensare che tocca sempre ad altri fare. E' la rassegnazione,è  una sorta d'indifferenza; noi desideriamo un cambiamento ma questo cambiamento ha bisogno  di ciascuno di noi che deve esserne parte, anche  se so che non è semplice, che non è facile. E il cambiamento inizia dalla scuola, dalla voglia di capire, di conoscere e, man mano che si cresce, ognuno si assume la sua parte di responsabilità. Tra poco scapperò a Lampedusa: in quell'isola, 'porta d'Europa' incontrerò 700 compagni, dai più piccoli ai più grandi eattraverso la mia piccola persona, dirò loro che ho lasciato una terra molto ferita dal terremoto.  Nei momenti più difficili dobbiamo assumerci di più la nostra parte di responsabilità". 1957 e 1958 le due date fondamentali ricordate citando don Luigi Sturzo e Aldo Moro per far capire il valore della Costituzione italiana, considerata il vero testo antimafia che, dopo tanti anni, si va a rispolverare per capire quello che già c'era. " Credo che ne valga la pena- ha detto- Le mafie in Italia ci sono ufficialmente e continuano ad esserci da 163 anni e siamo ancora qui a parlare di mafia, di corruzione, di legalità.  Non dimentichiamo le cose belle e positive, non dimentichiamo il sacrificio di tanti, ieri come oggi. Il mio e il vostro dovere è di  aiutarci a cogliere le cose positive che non fanno chiasso e rumore, ma ci sono in tutte le realtà e in tutti i contesti: questa  è la prima dimensione dell'educarci ed educare. Il primo esercizio educativo è educarci a scoprirle, a realizzarle, a riconoscerle, a sostenerle. La nostra terra è fragile e ferita ma abbiamo la testimonianza di quanti uomini, donne, associazioni si sono messe in gioco e continuano a farlo. Queste sono le cose positive, nostra responsabilità e nostro dovere. Poi, cogliamo anche le fragilità e allora non ci nascondiamo delle verità scomode: abbiamo il dovere di non fermarci in superficie, di non vivere di informazioni di seconda mano o per sentito dire, ma di scendere in profondità". Rivolto ai giovani ha augurato loro non solo di trovare ma di cercare. " La conoscenza è la via maestra del cambiamento, è fondamentale per decidere da che parte stare. La cultura è quella che dà la sveglia alle coscienze: conoscere per diventare cittadini responsabili". Don Luigi Ciotti ha anche affermato che fa fatica a parlare di legalità, parola diventata spesso una bandiera da sventolare nelle occasioni più svariate a vantaggio personale. La legalità non è da considersi l'obiettivo ma il prerequisito; vero obiettivo è la giustizia e questa si raggiunge rispettando le regole che debbono essere uguali per tutti. " Ci siamo riempiti la bocca di legalità ma non abbiamo civiltà; abbiamo bisogno di educarci ed educare di più a prenderci la nostra parte di responsabilità. La parte giusta è un orizzonte da raggiungere insieme e dobbiamo ridisegnare le coordinate dell'uso dei nostri linguaggi e delle parole. I giovani non sono il futuro ma il nostro presente; una società che non si cura dei giovani, è una società che non si cura della propria storia e del proprio avvenire". Per chiudere un messaggio ai giovani, augurando loro di riempire il cammino della loro vita , di vivere e non lasciarsi vivere.  

C.C.

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È successo nella notte appena trascorsa alla Rodo di Mogliano. I malviventi hanno forzato la porta e si sono introdotti all’interno della ditta che si occupa di pelletteria asportando scatoloni con centinaia di scarpe per un valore di diverse decine di migliaia euro. Il tutto è avvenuto in pochissimi minuti e al vaglio dei carabinieri di Macerata ora ci sono le immagini delle telecamere della videosorveglianza e stanno indagando sull’accaduto.
g.g.

 

Sabato alle 10 i terremotati del Centro Italia scenderanno in piazza a Montecitorio per una grande manifestazione di protesta. Molti pullman si stanno riempendo in queste ore e dalle principali città del cratere partiranno alla volta della capitale per una protesta pacifica ma determinata contro l'immobilismo dei governi - sia nazionale che regionali - che hanno in mano la vita di decine di migliaia di persone e il compito di avviare una ricostruzione che, a quasi tre anni dal sisma, è ancora solo un miraggio. "Non abbiamo governi amici, non siamo più disposti a concedere deroghe, non vogliamo e non possiamo più pazientare, non ci interessa fare regali a nessuna forza politica", hanno dichiarato gli organizzatori del coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia.

"Da quasi tre anni assistiamo a passerelle politiche sulle macerie delle nostre case. In questi anni ci è stato promesso di tutto e noi molte volte siamo scesi in piazza sia a Roma che nelle nostre città per protestare contro l'immobilismo che congela le nostre vite. Oltre a protestare, però, abbiamo anche partecipato a tavoli con i governi e i commissari straordinari, consegnato decine di proposte ed emendamenti che non sono stati recepiti da nessuno dei tre governi che si sono succeduti dal 24 agosto 2016. Abbiamo sempre presentato proposte di buon senso, perfettamente realizzabili, argomentate e sostenute da dati scientifici", spiegano i terremotati, che in piazza esporranno striscioni e cartelloni di protesta e che non a caso hanno scelto una data antecedente alle elezioni europee. Il messaggio che si vuole mandare è chiaro: chi sbaglia paga, anche in termini di consenso elettorale.
I terremotati chiedono al governo nazionale, e a quelli di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, di attivarsi per "garantire la ricostruzione sociale e economica del territorio colpito dal sisma. Questo si può fare con misure mirate. Zona franca di medio-lungo periodo, incentivi alle imprese artigiane, incentivi a chi vuole intraprendere sul territorio, azioni mirate al rilancio delle attività di agricoltura, allevamento e filiera agroalimentare. Ma tutto questo si può fare se viene garantito lavoro e reddito alle popolazioni terremotate oggi sfollate. Pertanto è necessario garantire un reddito trasformando il contributo di autonoma sistemazione in modo da evitare il rischio di spopolamento e allontanamento dal territorio insito nel cosiddetto reddito di cittadinanza. Bisogna porre attenzione ai parenti delle vittime con misure speciali per loro. Vanno poi orientati i fondi delle regioni sia ordinari che quelli straordinari concessi dallo Stato e dall'Europa proprio per il Sisma ad una politica mirata e partecipata dai cittadini. I fondi devono essere orientati alla rinascita ecosostenibile delle terre ferite dal sisma con progetti mirati e localizzat direttamente agli operatori concordati direttamente con gli operatori del territorio evitando la logica delle grandi opere infrastrutturali inutili. Fondamentale poi suddividere il cratere in aree di priorità, ma anche potenziare il servizio di supporto psicologico alle persone colpite dal trauma del terremoto".
Insomma, quella dei terremotati sarà una protesta pienamente motivata e sostenuta da contenuti importanti.
Gaia Gennaretti 

In arresto un 38enne di Tolentino. Controlli anche fra i cittadini residenti nei container. Tutto è successo questa notte, nel corso di una serie di controlli dei Carabinieri della Compagnia di Tolentino. I militari hanno arrestato un soggetto dell’81 residente a Tolentino in seguito a una ordinanza emessa dalla procura del tribunale di Ascoli Piceno: l’uomo deve scontare una pena di due anni e tre mesi per bancarotta fraudolenta. È stato portato alla casa circondariale di Fermo.  In seguito i militari hanno anche svolto una serie di controlli e sull’intera popolazione residente nei container in via Cristoforo Colombo. Il tutto coadiuvati dalla polizia locale.  Non è risultata alcuna anomalia e la situazione relativa all’ordine pubblico e nell’area è molto buona. Non sono state riscontrate evidenti criticitá. Infine sono stati effettuati controlli stradali su 70 persone e 40 auto e sono state elevate multe per 450 euro.
g.g.

Gli appassionati di auto d’epoca, dei cronometri, della cultura, del paesaggio e delle tipicità del fermano si danno appuntamento per domenica prossima per l’iniziativa del club CAEM/Lodovico Scarfiotti. 

Si avvicina la 22° edizione del raduno di auto d’epoca “Dal bel mare al bel monte”, appuntamento tradizionale con l’adrenalina delle prove di abilità a cronometro, e con la scoperta dei piccoli centri dell’entroterra fermano. Le prove di abilità, 16 suddivise in due fasi, si disputeranno presso il kartodromo “Dino Ferrari” e la parte culturale vedrà come protagonista il piccolo borgo di Altidona, di circa 3500 abitanti, con il suo suggestivo centro storico, una bella cinta muraria medievale, e la tavola “Madonna con Bambino, due santi e donatore” ospitata nella Chiesa Parrocchiale ed attribuita all’artista Vincenzo Pagani, nato nella vicina Monterubbiano alla fine del XV secolo. La manifestazione prevede al via circa 60 vetture immatricolate fino al 1975 oltre ad altri esemplari di particolare interesse storico o sportivo ammessi fino al 1987. Il ritrovo per gli equipaggi è stato fissato dalle ore 8 alle ore 9,30 presso il kartodromo “Dino Ferrari” di Fermo per le operazioni preliminari. Alle ore 9,45 inizierà l’evento con la disputa delle prime otto prove di abilità, dopo le quali i partecipanti si muoveranno verso Altidona dove dalle ore 10,45 ci sarà la visita guidata al centro cittadino. Al termine della mattinata i partecipanti con la sempre affascinante teoria di vetture si recheranno di nuovo al kartodromo per la seconda ed ultima sezione di prove che determinerà le classifiche di merito. L’appuntamento finale sarà poi a Porto San Giorgio, con il pranzo e il saluto a tutti gli equipaggi partecipanti, le premiazioni ed il ricordo di Arnaldo Giammarini, con la consegna dell’8° Memorial. La sfida cronometrica raccontata dall’albo d’oro vede grandi specialisti protagonisti: dal 2011 al 2015 a prevalere è stato l’esperto Gian Paolo Paciaroni ancora in piena attività, mentre nelle ultime tre si è imposto il suo allievo Andrea Carnevali. Quattro i successi consecutivi per il citato Arnaldo Giammarini dal 2000 al 2003, mentre anche Pietro Caglini è fermo a quota tre.

Per il supporto all’evento, il CAEM/Scarfiotti ringrazia l’Amministrazione Comunale di Altidona, oltre a Tecnostampa, Rotopress, GM Meccanica e Water M.

7 premiazioni 30

premiazione della scorsa edizione..

Grave incidente stradale verificatosi lungo la provinciale che da Passo di Treia conduce verso Treia. Per cause in corso di accertamento, forse per una mancata precedenza, un'auto, una Fiat Punto, è finita sotto un camion del Consmari adibito al trasporto di rifiuti. Il conducente dell'auto, che viaggiava insieme alla moglie e al figlio di 4 anni, è stato immediatamente soccorso da alcuni automobilisti di passaggio che hanno avvertito i sanitari del 118, giunti sul posto insieme a vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale. Viste le condizioni dell'uomo, che comunque sembra non abbia mai perso conoscenza, i medici hanno anche richiesto l'intervento dell'eliambulanza, atterrata nei pressi del luogo dell'incidente, che ha trasportato il ferito in codice rosso all'ospedale di Torrette, mentre la donna e il bambino sono stati trasferiti presso il nosocomio regionale a bordo dell'ambulanza. Illeso il conducente del mezzo pesante. Stando ad una prima ricostruzione della dinamica del sinistro l'autista della Punto si sarebbe immesso lungo la provinciale con il conducente del mezzo pesante che non è riuscito ad evitare l'impatto.
Gaia Gennaretti 

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