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È stato presentato sabato scorso il libro di Alberto Savorana “Vita di don Giussani”, teologo italiano fondatore di Comunione e liberazione. All'evento, promosso dal centro culturale Tarkovskij di San Severino, sono intervenuti l'arcivescovo Brugnaro, Jesús Carrascosa, membro del consiglio di presidenza di Cl. Moderatore dell'evento Massimo Ciambotti, dell'università “Carlo Bo” di Urbino. Assente il sindaco Cesare Martini per motivi di salute, l'assessore Fernando Taborro ha portato i saluti dell'amministrazione comunale. Un breve saluto del presidente del centro culturale Tarkovskij, Angelo Cantenne, che ha presentato l'iniziativa che rientra negli eventi organizzati su tutto il territorio nazionale per la diffusione della biografia ufficiale di don Giussani.
Particolarmente significativa la presenza di Jesús Carrascosa, la cui amicizia con don Giussani sin dal 1975 è all'origine della presenza del movimento in Spagna.
Chi era Giussani?
"Era innanzitutto un grande uomo che amava la ragione e la libertà e che ci ha fatto scoprire in modo affascinante chi è Cristo, colui che è capace di riempire il cuore dell'uomo".
Lei ha affermato che Giussani era allo stesso tempo mistico ed educatore.
"Mistico perchè aveva un particolare rapporto con il mistero, con Cristo e allo stesso tempo Cristo gli dava un amore immenso per la realtà. Giussani dice che "non si può essere veramente religiosi se non si vive intensamente il reale".
Giussani ha voluto dare una proposta e un metodo. Per questo il movimento è così diffuso nel mondo?
"Certo, perchè una proposta senza metodo è un traguardo senza cammino ed un metodo senza proposta è un cammino senza traguardo".
Lei era lontano dalla Chiesa. Giussani lo ha convertito?
"È Cristo che ti converte attraverso la carne di qualcuno, perchè Cristo diventa carne attraverso coloro che lo seguono. Giussani era uno che seguiva la carne e chi seguiva lui conosceva Gesù".
Anche il vescovo Brugnaro ha conosciuto bene Giussani vivendo per alcuni anni a Milano. Eccellenza, chi era Giussani?
"Un grande prete che ha saputo essere educatore. Attraverso la fede ha aiutato moltissimi giovani, professionisti, uomini e donne a riscoprire come il fermento evangelico aiuti l'uomo ad essere sempre più umano. Questa umanizzazione e storicizzazione ha messo in luce il metodo educativo di don Giussani: riconoscere la realtà contemplando il Cristo incarnato".
Lei ha citato il seminario di Milano, dove'è cresciuto don Giussani, accostandolo al seminario di Camerino.
"Il seminario nel quale è cresciuto Giussani è un seminario tridentino, costituito da san Carlo dopo il Concilio di Trento. Quindi aveva le stesse caratteristiche del seminario della diocesi di Camerino, costituito dal vescovo Bongiovanni dopo il concilio. Un seminario che aveva certamente bisogno, agli inizi del '900, di aggiornamenti e cambiamenti, ma che non ha impedito ad un sacerdote come don Luigi Giussani di diventare un carismatico rianimatore e fondatore non solo di Comunione e Liberazione, ma della fede in tantissime parti del mondo".
Giussani credeva che la politica fosse un grande valore. Anche lei lo ha sperimentato.
"Si, Giussani dice che l'esperienza politica è la carità. La carità politica significa fare in modo che il bene comune si compia a tutti i costi attraverso la fedeltà del Vangelo. Quindi la politica è un'arte nobilissima, anzi, è il momento più importante della vita di una persona. Occorre dedicare il proprio tempo, la propria responsabilità, la propria fede perchè gli uomini, attraverso le istituzioni che la politica governa, diventino sempre più uomini".
"Don Giussani" non è un libro di ricordi, ma è un libro di vita vissuta – chiude Massimo Ciambotti - Savorana è stato un suo stretto collaboratore, che non ha fatto altro che raccogliere le testimonianze di coloro che hanno vissuto Luigi Giussani, che hanno vissuto anche momenti di responsabilità, come lo stesso Carascosa, che Giussani ha chiamato dalla Spagna, dopo averlo incontrato nel '75, a reggere i rapporti con tutte le comunità e le missioni del movimento all'estero e poi a dirigere il Centro Internazionale, a partire dal 2000, quando fu inaugurato da Giovanni Paolo II".
La manifestazione, giunta alla 14a edizione, ha accolto bambini e famiglie intere attratte dall'ambientazione naturale della frazione di Villa all'interno del Parco dei Monti Sibillini, grazie all'impegno della Pro loco, guidata da Giuseppina Feliciotti, e al coinvolgimento dell'intera l'amministrazione comunale, a partire dal sindaco Giammario Ottavi.
Fra gli ospiti eccellenti il rettore dell'università di Camerino Corradini che ai microfoni di Radio C 1inBlu ha dichiarato: '' Ogni anno vengo con la mia famiglia. E' una occasione per far vedere ai ragazzi lo stile di vita di una volta. Se riuscissimo a tornare alle origini, proponendo ai turisti quello che eravamo, avremmo sicuramente un ambiente molto frequentato''
Il presidente di Confindustria Marche Nando Ottavi gioca in casa. Lei qui è stato sindaco per 10 anni, perchè tanto successo?
“Ci sentiamo una comunità unita. Dai più piccoli ai più grandi, dall'imprenditore al contadino tutti si impegnano per accogliere turisti e famiglie che scelgono di frequentare un piccolo paese dove si mangia bene, ci sono prodotti di qualità in un ambinete sereno, tranquillo, dove si respira aria buona”.
La provincia di Macerata ha voluto assegnare, per l'occasione, il premio "Momenti del gusto" alla Pro Loco di Cessapalombo. Molto apprezzati il Giardino delle farfalle, condotto con competenza e maestria da Fabiana, il Palazzo Simonelli per la gestione Di Antonello Andreani, alla trattoria “La Fonte”, per la competenza e la passione dello chef Federica che propone piatti particolari, frutto anche della collaborazione con l'università di Camerino e la comunità montana che hanno sostenuto le coltivazioni di zafferano, mela rosa roveia, ceci ed altre prelibatezze. La giornata conclusiva è stata preceduta da un seminario sul dialetto, in cui è intervenuta anche la compagnia Valenti di Treia, organizzatrice del festival Dialettiamoci. Il professor Diego Poli e la dottoressa Marina Pucciarelli, studiosa di Dialettologia, hanno presentato le problematiche relative al dialetto, catturando l'attenzione dei presenti che non hanno fatto mancare grandi risate o, per dirla in dialetto, vere e proprie “squacquarate”. Divertentissimi i monologhi di Adriano Marchi e le poesie di Ennio Donati che hanno intervallato gli interventi dei relatori. Per gradire, chiudiamo l'articolo con la ''cena del contadino'', rigorosamete a base di zampitti di maiale e finocchietto, fagioli con le cotiche, crescia, vino cotto e quant'altro la campagna generosamente regala. Grazie a Cessapalombo ed ai suoi abitanti per quanto riescono ogni anno ad offrirci.
Era stato sbattuto come mostro in prima pagina da quotidiani e siti internet con l'accusa di percepire una falsa pensione di invalidità, ma il giudice ha deciso che era innocente. E' l'amara vicenda di cui è stato, suo malgrado, protagonista Francesco Dell'Erba, attuale allenatore del San Ginesio in seconda categoria, che dopo aver vissuto mesi terribile ha visto archiviato il procedimento a suo carico.
Mister, dunque un grosso sospiro di sollievo ...
Sì, per fortuna è finito un incubo, anche se avevo la coscienza a posto. Come è stato scritto nei giornali, mi avevano definito falso invalido, ma fortunatamente la cosa si è risolta con l'archiviazione lo scorso 11 settembre, quando finalmente è finita questa storia. Ero stato dipinto appunto come falso invalido, che percepiva pensioni dall'Inps, quando tutto questo non era assolutamente vero. Ho un handicap dalla nascita e ho fatto richiesta per la legge 104, che mi permette di stare a casa un paio d'ore il pomeriggio. Sono stato valutato dalla commissione medica dell'Asl e poi da una commissione medica dell'Inps, che hanno valutato il mio handicap e mi hanno riconosciuto il diritto ai benefici previsti da questa legge. Proprio la legge dice che per i portatori di handicap, come lo sono io, il modo migliore per integrarsi con la società è fare attività sportiva e quindi ho fatto l'allenatore, fino a due anni fa, di bambini. Finalmente è finito questo incubo, mi sono trovato sui giornali senza sapere niente, senza avvisi di garanzia.
Verrebbe quasi da dire, per una volta, che giustizia è stata fatta.
Sì, anche se mi aspetto ancora qualcosa. Vorrei tanto conoscere la persona, o le persone, che mi hanno denunciato, ma penso che non lo verrò mai a sapere, perchè la Finanza sicuramente non mi darà queste informazioni. Però mi piacerebbe molto poter parlare a quattr'occhi con questa persona, fargli passare, non dico quello che ho passato io in un anno e mezzo, perchè non lo auguro a nessuno, però almeno fargli assaggiare un attimo il morale che ho avuto in questo periodo, a dir poco sotto terrra.
I primi tempi mi vergognavo anche ad andare a comprare le sigarette, perchè nei piccoli paesi la voce circola, ognuno dice la sua e quindi sono stato dipinto addirittura come un truffatore. Sì, è finito un incubo, giustizia è stata fatta, sono contento.
Vasta operazione messa in atto nel cuore della notte dai carabinieri del comando provinciale di Macerata, coordinati dal colonnello Di Iulio, intervenuti a seguito di un furto commesso a Gagliole. Ignoti si sono introdotti in un'abitazione, forzando una finestra, riuscendo a rubare denaro e monili in oro per un valore di circa 1000 euro. Immediati i posti di blocco istituiti sul territorio, grazie ai quali i militari sono riusciti ad intercettare nel territorio di Pioraco un'Alfa Romeo Giulietta risultata rubata la sera precedente a Valfabbrica, in provincia di Perugia. Immediato l'inseguimento da parte delle pattuglie dell'Arma, con i malviventi costretti ad abbandonare l'auto nei pressi di Fiuminata e a fuggire a piedi nelle campagne circostanti. All'interno della vettura gli uomini del colonnello Di Iulio hanno rinvenuto numerosi arnesi da scasso, un computer portatile, tre borse, oltre al denaro e ai preziosi oggetto del furto commesso a Gagliole. Proseguono frattanto le ricerche dei malviventi da parte dei carabinieri, che stanno anche cercando di stabilire la provenienza della merce rinvenuta.
Grave incidente sul lavoro nella centrale idroelettrica di Preci, a pochi chilometri di distanza da Visso. A farne le spese un uomo di 45 anni che, mentre stava lavorando, è rimasto folgorato da una scarica elettrica che gli ha attraversato il corpo. Subito allertati i soccorsi, è stata fatta levare in volo l'eliambulanza da Fabriano che ha provveduto a trasportare il quarantacinquenne all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona, dove l'uomo si trova ricoverato in gravi condizioni in attesa di essere trasferito al centro grandi ustioni di Cesena.
L'allenatore Giovanni Pagliari, ex giocatore della Maceratese e del Perugia dalla fine degli anni '70 agli inizi degli anni '90 e poi guida di diverse panchine, l'ultima delle quali quella dell'Aquila, riceverà il “Premio Giovanni Compagnucci”, ideato dal settempedano Gabriele Cipolletta. L'ambito riconoscimento verrà consegnato all'ex calciatore, nato a Tolentino nel 1961, domenica prossima '
Nelle foto: l'allenatore, ed ex calciatore, Giovanni Pagliari
Il quadro della nascita di Gesù, rubato nel 1978, è stato restituito nel pomeriggio di mercoledì 8 Ottobre, dal nucleo dei carabinieri per tutela del patrimonio artistico '/Nctp() di Ancona alla parrocchia di Caldarola. Il maresciallo dei carabinieri di Caldarola, Giovanni Piselli, ha provveduto a notificare al parroco il provvedimento di restituzione emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia in data 12 settembre 2014.
Il dipinto, raffigurante la Natività di Gesù, è di piccole dimensioni ed apparteneva alla serie dei quindici misteri del santo rosario che circondavano il quadro della Madonna nella chiesa di s. Gregorio e Valentino. Il dipinto era stato rinvenuto dai carabinieri in un'asta a Monza due anni fa e posto sotto sequestro. Il tribunale di Brescia nel 2012 ne aveva affidato la custodia giudiziale al parroco fino ad oggi. Degli altri quattordici quadri finora non si è riusciti a trovare traccia. Il parroco ha ringraziato i carabinieri del Nctpa di Monza e di Ancona per il recupero del dipinto. Anche se si tratta solo di un pezzo della serie dei quindici quadretti, tuttavia il parroco e la popolazione hanno gioito, perché si tratta di un'opera attribuita a Giovanni Andrea De Magistris dello splendido '500 caldarolese.
Piazza cavour, la piazza centrale di Camerino, protagonista sul piccolo schermo a fare da sfondo della terza serie della fiction televisiva “Che Dio ci aiuti” in onda in prima visione su Rai Uno, che si ripropone ai tanti affezionati con una novità : il trasferimento di Suor Angela 'Elena(Sofia Ricci) a Fabriano in un convento appena restaurato. La trasmissione metterà in evidenza la bellezza delle Marche grazie a molte località, da Fabriano a San Benedetto e Ascoli Piceno, attraverso Pesaro Urbino, Genga, il Furlo, Portonovo, Castelraimondo, Macerata , Fermo e, appunto, Camerino. Tutte le principali città delle Marche sono state toccate e raccontate o attraverso la trama della fiction o con le clip che anticipano la messa in onda. Pillole di bellezza marchigiana , interpretate dagli stessi attori, veri e propri spot promozionali a vantaggio del territorio. I
Paolo Cingolani, studente Unicam del corso di laurea in Chimica, iscritto al terzo anno della Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”, sezione di Camerino, ha svolto, dal 1° al 18 settembre scorsi, un'importante programma di formazione presso il Chemical Process & Energy Resources Institute del Centre for Research & Technology Hellas di Salonicco, in Grecia. Nel corso della permanenza, dopo un'introduzione alle attività dell'Istituto di Ricerca greco, lo studente Unicam ha seguito un percorso di formazione in relazione alle attività di ricerca sui biocarburanti condotte dal Gruppo di Ricerca sull'“Hydroprocessing” dell'Istituto greco, presso il laboratorio di analisi associata ed il laboratorio inorganico.
“Siamo di certo molto orgogliosi e soddisfatti – ha dichiarato il Prof. Enrico Marcantoni, Direttore della Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”, Sezione di Camerino – per quest'importante opportunità che è stata offerta ad uno dei nostri studenti della Scuola Leopardi ed anche per l'apprezzamento sulla qualità della formazione che è in grado di fornire la nostra Scuola e sul livello di preparazione dei nostri studenti che è stato espresso dai docenti del Centro di Ricerca di Salonicco. In effetti la Scuola Leopardi opera per individuare e coltivare il talento e la qualità dei propri allievi, garantendo attività didattiche e scientifiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità e capacità individuali attraverso l'impegno dei propri docenti e tutor. In particolare – ha concluso il Prof. Marcantoni – Paolo Cingolani ha svolto un miniprogetto di valutazione dell'invecchiamento da biodiesel, conducendo anche esperimenti dedicati di ossidazione accelerata. Nel corso del periodo di permanenza al Centro di Ricerca greco, lo studente Unicam ha avuto l'occasione di assistere all'utilizzo di numerose tecniche di ingegneria chimica ed analitica associate con i biocarburanti”.
La Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”, sezione di Camerino, è un centro di formazione e di ricerca che si propone di affiancare ai normali corsi universitari un percorso di eccellenza che prevede attività capaci di consentire la specializzazione in settori particolari di studi avanzati e all'avanguardia.
I "Turma Lyncis", gruppo degli Arcieri storici di Belforte del Chienti , parteciperà domenica 5 ottobre, a San Ginesio, alla “Disfida della Fornarina”. Per l'occasione nel borgo ginesino è fissata la finale del torneo FITAST, Federazione italiana tiro arco storico e tradizionale.
La competizione si svolgerà su 20 punti di tiro dislocati nelle varie zone di interesse storico, tra le più caratteristiche del territorio cittadino.
L'evento sarà animato da vari gruppi di tiratori, arcieri tutti rigorosamente in costume storico, che si alterneranno lungo il percorso.
La gara fa riferimento alla battaglia combattuta il 30 novembre 1377 tra ginesini e fermani, celebrata nella famosa pala conosciuta come “Quadro di Sant'Andrea”.
